mercoledì, marzo 29, 2006

Berlusconi e la Bonino

Non ho voglia di scrivere un lungo commento sul confronto fra Emma Bonino e Silvio Berlusconi a Ballarò ieri sera martedi 30 marzo. L'incontro vi è stato. La notizia del mancato gradimento di Berlusconi a discutere con Emma Bonino non l'avevo letta. Mi è parso invece irriguardosa un'altra notizia, se non erro, e cioè che D'Alema e Rutelli non abbiano voluto loro confrontarsi con Berlusconi. Francamente, sia Bertinotti che Bonino non mi paiono leaders di pari grado a Berlusconi, che è pur sempre il presidente del consiglio uscente. Non trovo poi scandaloso che Berlusconi cerchi di comunicare e valorizzare quello che ha fatto durante i suoi cinque anni di governo. Mi stupirebbe che non fosse così e non mi aspetto che Prodi, se vincerà lui le elezioni, saprà o potrà fare di meglio. Questa campagna elettorale mi ha però già stancato, quali che ne siano gli esiti. Ed io dopo varie esitazioni credo che non andrò alle urne. Mi piacerebbe un diverso sistema politico che al momento non si vede all'orizzonte. La strada è quella di una più efficace partecipazione politica dei cittadini, cosa che i nostri osannati sistemi democratici sono ben lungi dal garantire. Diventa sfacciato quanto previsto e prevedibile lo spettacolo di politici e candidati che si fanno vivi e scodinzolano al momento della ricerca del voto, che però in questa ultima tornata in virtù dell'inedito sistema elettorale presenta qualche specificità.

Non entro nel merito del dibattito al quale ho prestato scarsa attenzione. Due sole osservazioni ho da fare. L'una mi trova concorde sull'immagine della fossa dei leoni evocata dallo stesso Berlusconi. Mi pare vero che tutto l'impianto del serial Ballarò non sia benevolo verso Berlusconi, che quindi ha giocato fuori casa. La presenza televisiva di un Bertinotti o di un Pecoraro Scanio in tutti i canali e tutte le trasmissioni mi sembra invece debordante: giro canale dopo le prime battute o vado in un'altra stanza della mia casa. Altro che presenza di Berlusconi che quando c'è io trovo divertente e rassicurante. La seconda osservazione riguarda la carriera politica della Bonino, che ha raggiunto il suo massimo con la carica di Commissario all'Unione Europea. Chi l'aveva nominata? Berlusconi, mi pare. A questo pensavo mentre era in corso il dibattito televisivo. Essendo stata faticosa la mia giornata, non avevo estro di prestare attenzione agli argomenti del dibattito. Berlusconi mi è parso in buona forma.

Il dato avvilente di tutta questa campagna elettorale è per me la raggiunta consapevolezza che le questioni decisive che matureranno nei prossimi anni non sono i temi che suscitano la passione calcistica dei più, ma gli affari che vengono gestiti in segreto o almeno al riparo dai riflettori della stampa e del clamore mediatico. Se ne sono accorti i risparmiatori della Parmalat o quegli innumerevoli risparmiatori che venivano tosati di qualche decina di euro ciascuno o gli altri derubati in una notte dal presidente Amato che prelevò proditoriamente dai depositi bancari dei cittadini grandi e piccoli, meritando alla lettera l'appellativo "governo ladro". "Idola et arcana" sono in ogni tempo i mezzi della politica e contro di essi è sempre debole e perdente la resistenza dei cittadini.

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