martedì, marzo 14, 2006

Petruccioli boccia l'Annunziata: ha sbagliato

Lucia ha un grande merito, suo malgrado. Ci consente una riflessione sulla cosiddetta informazione e libertà di stampa. Intendo una riflessione che può fare chi normalmente non presta attenzione a queste cose. A nessuno può essere sfuggito il fatto che Lucia Annunziata intendesse azzannare il suo ospite, il quale a sua volta non era tenuto a presentarsi con umiltà e con una supplica in mano. E' il capo del governo a cui i cittadini hanno conferito il più grande potere che il sistema consenta: egli esercita la maestà del potere sovrano che il popolo gli ha conferito con un mandato a durata limitata nel tempo ma non ancora scaduto. Viviamo in tempi di ipocrisia e invidia democratica, nella quale chi ha il potere deve nasconderlo e non farlo apparire. Ma non per questo l'ineguaglianza viene meno ed il povero D'Alema è semplicemente penoso quando si giustifica idealmente con l'operaio che l'ha innalzato sopra di sé, dicendo che la barca ha potuto comprarsela solo a rate, facendo sacrifici. Nella nostra società l'ineguaglianza fra gli uomini continua ad esservi come nel passato. Ma non voglio allungare il discorso su questo versante. Ciò mi serve per spiegare la posizione di Petruccioli, tacciata di "cerchiobottismo" da un suo compagno di partito (Falomi), ma invece consapevole di una necessaria distinzione di responsabilità. In altri termini, Berlusconi non era tenuto ad andare in atteggiamento di umiltà e contrizione davanti a Lucia Annunziata, mentre questa era tenuta ad una doverosa deferenza verso il suo intervistato, che guarda caso è ancora il capo del governo: o almeno avrebbe dovuto mostrare quella stessa deferenza che una Lucia estasiata in quella stessa "sede" ha riservato a Fausto Bertinotti, se non voleva essere tacciata di parzialità e disparità di trattamento.

E' parsa perciò una doverosa difesa d'ufficio quella di Petruccioli che ritiene inaccettabile l'attacco di Berlusconi a RAI Tre. In effetti, non vi è chi non abbia visto in questi anni lo schieramento politico della rete televisiva: la telekabul di Sergio Curzi. Berlusconi ha parlato della RAI come di una protesi del potere politico, che ha sistemato in lucrosi impieghi parenti e sostenitori politici. Ho visto ieri sera Bianca Berlinguer che intervistava Laruffa sull'incidente dell'Annunziata. Ho subito pensato: ma di chi è figlia Bianca? Non è per caso la figlia di Enrico Berlinguer? Di come si entra alla RAI ogni italiano ha una fondata opinione. Berlusconi ha potuto dire quello che tutti sanno e pensano. Almeno lui per questo non si prenderà quella facile querela che un potente del regime può comminare con facilità all'uomo della strada, che soffre solo per il fatto di doversi cercare un avvocato e dover entrare in un'aula di giustizia, sia pure per difendere la sua certa innocenza. Anzi, a mio avviso, uno dei motivi della popolarità di Berlusconi è proprio quella di poter dire di tanto in tanto cose che tutti pensano e sanno esser vere, ma che per conprensibile timore non ognuno si azzarda a dire. Petruccioli, da persona intelligente, mentre stigmatizza doverosamente l'atto di accusa di Berlusconi nei confronti della RAI e della stessa giornalista Lucia Annunziata fondatamente ritenuta come politicamente schierata e quindi in una veste impropria di giornalista, ritiene Berlusconi tuttavia non responsabile delle sue fondate opinioni, mentre resta pienamente censurabile la giornalista Lucia Annunziata che avrebbe disatteso i dettami deontologici di una professione, le cui "regole" crede di poter stabilire lei stessa. Quindi, caro Antonello (Falomi) – nostalgico ricordo dei tempi liceali –, se rifletti bene, vedi che non si è trattato di cerchiobottismo: nell'un caso Berlusconi poteva comportarsi come meglio credeva, non portandone la responsabilità, mentre nell'altro caso Lucia non poteva fare quello che voleva, ponendosi su un piano di parità e di sfida verso Silvio, che guarda caso è ancora il capo di governo di un paese da burla come l'Italia. Antonello, in tutti questi anni che sei stato al Parlamento, almeno un senso delle istituzioni avresti potuto fartelo. Invece, sei rimasto il fazioso di sempre, adesso mi pare collocato con Rifondazione comunista, se non sbaglio.

Un'ultima considerazione mi sembra si possa fare sull'osmosi professionale fra giornalisti e politici. Provate mentalmente a fare una lista di quanti professionalmente inquadrati come giornalisti (D'Alema, Fini, forse anche Rutelli e tanti altri) sono oggi leaders politici. Questo dimostra che la professione giornalistica non è mai stata intesa come un ruolo di terzietà, ma come preparazione ad una più vantaggiosa carriera: quella del politico. Lo stesso si può dire per il ruolo dei magistrati che ha un certo punto lasciano quella tonaca che dava loro apparenza di imparzialità e li si ritrova di botto in una posizione di parte nell'agone politico. Il problema serio è che l'Italia non dispone di un sistema di informazione, non di parte, che possa essere di garanzia per i cittadini, che opportunamente comprano poco i giornali. Questi per la maggior parte consistono in un flusso di notizie futili. Chi controlla i giornali lascia tutta la libertà su ciò che è futile, ma impone il silenzio su ciò che riguarda gli arcani del potere ovvero ammette che se ne parli nei termini e nei modi consentiti. Questa è la realta vera della libertà di informazione nel nostro paese. Se Berlusconi ritornerà al governo io mi auguro che l'incidente con Lucia gli serve per valutare l'opportunità dell'abolizione dell'ordine dei giornalisti, come un referendum voleva fare, per consentire una migliore informazione ai cittadini. Sono infatti certo che esistono in Italia molte persone che sono capaci di fare un migliore giornalismo di quello che è oggi monopolio di pochi garantiti, che rispondono non ai loro lettori ma a poteri forti ed occulti.

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