domenica, dicembre 17, 2006

Verso il partito unico del centro-destra?

La prospettiva di un partito unitario mi ha sempre attratto ed è stato il motivo ispiratore di questo Blog con il quale vorrei riunire quanti trovano condivisibile questo obiettivo. Non bisogna però nascondersi le difficoltà e gli interessi in gioco. Dobbiamo avere l'onestà intellettuale di ammettere che i partiti non hanno struttura democratica. Essi sono tutti in mano di persone che hanno i mezzi per piegare i partiti e l'elettorato ai loro voleri. La parola democrazia è quanto mai abusata. Più si parla di democrazia e meno ne esiste: tutti ne parlano perché sanno che è come l'araba fenice: dove sia ed in cosa consiste nessuno lo sa! Ormai il linguaggio ha perso il suo valore comunicativo. Non sono le parole che fanno capire, ma è la capacità critica di saper discernere il vero significato delle parole: il loro significato reale è spesso l'opposto di quello apparente. L'educazione politica dei cittadini può avvenire strutturando i partiti come luoghi di incontro e di dibattito. Intendo un dibattito non addomesticato e finalizzato all'applauso del regista. Se si riuscirà a togliere i cittadini dallo schermo televisivo ed a farli dibattere liberamente e civilmente in luoghi pubblici, si potrà sperare in una nuova stagione politica.

Credo che le maggiori resistenze alla creazione di un partito unico verrà da quanti oggi hanno in mano i partiti e vogliono continuare a dominarli in forme mutate. A Dell'Utri che ama tanto Tomasi di Lampedusa (forse non a caso) voglio ricordare la formula del mutare tutto per non cambiare nulla. Penso che anche lui sia un Gattopardo. Vedremo. Poiché anche sui giornali il dibattito sembra diventare sempre più serrato raccoglierò in questo stesso post tutti gli articoli di stampa che troverò in rete. Di ognuno di essi il mio Lettore troverà il link con titolo spesso modificato rispetto all'originale ed accanto al titolo un mio commento critico. Credo che una simile raccolta possa essere utile per una visione complessiva e comparata.

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA

1. Mastella e Follini: dio li fa e poi li appaia per le prossime amministrative. Non posso perdonare a Silvio Berlusconi di aver buttato fuori i radicali di Pannella da una possibile alleanza liberale per imbarcare gli UDC Buttiglione, Follini, Casini producendo una deriva clericale ora più difficile da arginare. È fitta la schiera dei clericali dentro lo schieramento che era andato al governo ed al quale interessava solo di stare al governo. Si è di conseguenza indebolito lo spirito liberale della coalizione, che di liberale pretende il nome senza averne la sostanza. Io mi auguro un periodo salutare di opposizione durante il quale si possa lavorare alla costruzione di un partito unico regolato da principi democratici al suo interno. Spero che i dirigenti del partito la smettano di cercare i candidati fra le ballerine, alle quali intendono poi consegnare il partito. Non sono disposto a lasciarmi guidare in politica da belle donne e bellimbusti, da personaggi ricchi di mezzi materiali e poveri di spirito e di cervello, da collezionisti di processi civili e penali, da avvocati e professori ordinari che intendono la riforma universitaria secondo i loro propri interessi di «ordinari» che considerano l’università una cosa tutta loro da lasciare al loro privato arbitrio a discapito di altre categorie di docenti. Sarebbe interessante scrivere la storia del rapporti fra Ordinari e progetti di riforma delle università. L'Italia è una grande corporazione composta da corporazioni minori che hanno trovato riconoscimento costituzionale nel grande compromesso del 1948, dove il comunista ateo Togliatti trovò conveniente accettare nel testo costituzionale l'inclusione dei patti lateranensi stipulati dall'Uomo della Provvidenza massacrato ed esposto a perpetuo ludibrio in piazzale Loreto a Milano. La costituzione nata dalla Resistenza ha qualche malattia congenita cui sarebbe ora di porre rimedio.

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