domenica, febbraio 04, 2007

Le parole del papa

Il bello della rete e dei blogs in particolare è che si possono subito mettere in rete i propri pensieri. Potrebbere essere frustrante non poter esprimere il proprio pensiero. Che nessuno poi legga quello che io adesso scrivo è meno importante rispetto alla possibilità che invece lo legga. Insomma, la bottiglia con dentro il messaggio, lanciata nel mare e affidate alle onde. Quale dunque il messaggio che lancio nel ciberspazio?

A quest'ora sento nell'altra stanza le parole del papa, puntuali come la morte. Si pronuncia oggi sui pacs, sull'eutanasia, sulla famiglia, ecc. Si dice che ha tutto il diritto di esternare. E non voglio certo io negarglielo questo diritto. Ma la vita è un percorso assai difficile. A fatica ho appreso ad affrontare situazioni anche molto difficili ed a trovare la soluzione che mi sembra più giusta. La fonte della mia condotta non è mai stata la parola del papa. Anzi la trovo spesso fuorviante. Ciò che mi irrita non è il suo buon diritto di dire e insegnare quel che vuole. Mi infastidisce la continua intrusione dentro la mia abitazione ed in ogni altra pubblica circostanza. Gli italiani sono considerati autentici imbecilli che non sanno regolare ogni minimo atto della lor vita se non è il papa a dire loro cosa devono o non devono fare. Almeno così pensano i nostri governanti, che non sono capaci da tutelare e salvaguardare la dignità e la quiete dei cittadini. Non se ne può più! Chi vuole ascoltare le parole del papa potrebbe recarsi la domenica nella capiente piazza di san Pietro e sentirlo parlare alla finestra oppure con i mezzi oggi disponibile potrebbe farsi recapitare a domicilio bollettini e ordini del giorno quotidiani e perfino orari, ma affliggere indistintamente un’intera popolazione in ogni pubblica occasione è cosa che sembra fatta apposta per suscitare sentimenti anticattolici e anticlericali. Si badi bene: non ho detto antireligiosi. Proprio grazie all'azione pastorale dei papi ho appreso a distinguere fra religione e cattolicesimo, cose per me me perfino antitetiche. Mi dichiaro autenticamnete religioso, ma non cattolico e papista. Sostengo che si debba avere il massimo rispetto per ciò che la tradizione ci ha consegnato, ma dentro i limiti di una giusta ricezione di un messaggio evangelico e pastorale ormai ben noto. Ad insistere oltre il messaggio diventa fastidioso spam, dal quale le leggi civili dovrebbero offrire adeguata protezione.

Post Scriptum. Non vorrei dare l'impressione di irriverenza verso la figura del Papa, del Sommo Pontefice, del Santo Padre. Sono sicuro che con il testo scritto sopra di getto, che però conservo solo con la riserva di migliorare la forma, e in un momento di stizza molti bacchettoni all'internod Forza Italia, penseranno di aver colto contro la linea politica di Forza Italia, che sarebbe fatta di fanatica fedeltà al papa e alla Religione tout cour identificata con la figura sacrale del papa e con il cattolicesimo. Voglio dire la mia fino in fondo, con pacatezza d'animo e con pieno rispetto per i miei avversari. Quando il papa ed il sacro collegio parlano di famiglia, di eutanasia e simili, non credo che a loro importi dei soggetti interessati più di quanto possa interessare a me e a ogni altro. Si tratta a mio avviso di una carità pelosa in difesa di specifici interessi di bottega.

La vita di ognuno di noi è fatta di momenti necessari che hanno una loro intrinseca sacralità che richiede una qualche forma cultuale di riconoscimento della loro importanza. Basti pensare alla nascita, alla morte, anche all'unione intima con un altro essere, che è in genere una donna. Attraverso il progressivo storico affermarsi del cattolicesimo come unica religione ammessa, dopo aver estirpate le altre con la violenza e sopraffazione (ad esempio, ad opera dell'evangelizzazione forzata del pio Carlo Magno, per non parlare poi di ciò che è stato fatto in America e nelle Colonie), è rimasto alla chiesa cattolica il monopolio della celebrazione di nascita, matrimonio e morte. Anche il “non credente” (insulsa espressione che nasconde una ben più profonda realtà) è costretto a ricorrere ai servizi del prete, che potrebbe perfino negarglieli (vedi caso Welby).

Se la gente trova forme cultuali al di fuori di quelli monopolizzati dalla chiesa cattolica, si verrebbe ad incrinare un sistema millenario di potere e di controllo delle coscienze, anche con consistenti ricadute materiali (8 per mille e molto altro ancora). Le sante parole del papa non sono del tutto gratuite, perché difendono interessi ben precisi. Se si incrinano i fondamenti materiali (non spirituali) dell’egemonia della chiesa, la forza dello Spirito potrebbe volatizzarsi in poco tempo. Tanto più parlano di Trascendenza quanto più si tengono attaccati all'Immanenza, cioè al Potere e alla Roba. Il buon senso dice che se a te Cattolico Apostolico Romano non è tolto nulla, potresti pure lasciare in pace il tuo Prossimo, risparmiandogli un amore quanto mai interessato e “peloso”. Non sono preparato sulla casistica della nuova domanda di diritti, non rientro in alcun modo nelle categorie interessate, ma ritengo che a chiarire la concreta disciplina dei diritti rivendicati debba valere innazitutto l’esplicitazione di quanti ne fanno domanda. Sulla questione degli omosessuali per me la questione si risolve in sede logica e astratta. Se non si ritiene di doverli fisicamente eliminare o fortemente discriminare in quanto natura degenerata (cosa successa in un passato ancora recente), ma si ritene invece che abbiano pieno diritto ad esistere in assolutà parità di diritti e di dignità, bisogna trarre la logica conseguenza che se ne deve accogliere la domanda di diritti. Ciò che dal la tradizione cattolica è stato ritenuto turpe e peccaminoso, non lo è sempre stato nella storia. La natura si vendica infliggendo alla chiesa cattolica americana la piaga dei numerosi casi di violenza sessuali nei confronti di bambini ai quali sono stati condannati tanti preti. Non sono uno specialista di queste cronache, non mi interessano, non li studio, ma sono ormai cose di pubblico dominio. E dunque basta con l'ipocrisia e salvaguardiamo gli autentici valori della religiosità, che non è fatta di adesione ad un articolato da codice civile, ma da profondo e sentimento che non bisogna mortificare con gli strumenti coercitivi del potere temporale di Cesare, di Costantino, di Teodosio, di Carlo Magno..... e giù giù fino ai Prodi, Pera, Buttiglione e tutti i papisti più papisti del papa.

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