venerdì, marzo 23, 2007

Le chiose di Antonio Tajani

Al tg2 delle 13 ho di nuovo visto la faccia di Antonio Tajani, che appare in tv con una certa frequenza. Si direbbe che abbia uno speciale contratto. La formula consiste in uno spot di qualche decina di secondo, dove l'europarlamentare che il piglio che gli è proprio dice la sua, o meglio dice la nostra, perché usa il "noi" e la scritta "Forza Italia”. Ne ha diritto. Ma anche io avendolo votato dovrfei pur aver diritto ad un pubblico commento, se dietro il “noi” di Tajani vengo incluso io stesso. È già capitato che in una pubblica assemblea mi sono dichiarato pentito del voto che gli ho dato, motivandone le ragioni. Da allora per tutta la durata del suo mandato, avendo purtroppo contribuito alla sua elezione, sento il dovere di tenerlo d'occhio in tutto ciò che dice anche ahimé a mio nome.

Orbene, nel rapido spot televisivo che non ho registrato, il Tajani Antonio dice due cose: si alla presenza italiana in Afghanistan; sì al finanziamento della missione. Il finanziamento della missione serve a cosa? Serve a garantire la sicurezza dei nostri soldati! Orbene, i militari dovrebbero in genere dare sicurezza agli altri. Invece, qui ci dobbiamo preoccupare di dare “noi” , con i nostri soldi, di dare sicurezza a loro. Lo stesso tg del 13 riporta più avanti la notizia di un signore rapinato in casa a Palermo e poi ucciso pure. Orbene, sarebbe meglio che i nostri militari con i nostri soldi dessero sicurezza ai cittadini che stanno nelle loro case. Evidentemente i soldi che abbondano per l'Afghanistan, dove non si capisce cosa i nostri militari stiano a fare, mancano invece per garantire la sicurezza della vita delle persone non già sulle strade, ma nelle case. Sarebbe bene che l'On. Tajani si esprimesse al riguardo. Come suo elettore, gliene dò mandato. No ho registrato il tg2 delle 13, ma al tg1 delle 13.30 compare di nuovo la faccia di Tajani, che mi pare dica una cosa diversa da quella di prima. Il servizio ha fatto prima vedere Berlusconi, il quale fa sapere che il si non è scontato. Appare subito dopo Tajani che chiosa. È tipico il suo ruolo di chiosatore dopo che ha parlato il papa, Berlusconi o qualcun altro. Potremmo anche fare a meno delle sue chiose. Il popolo italiano ha più intelliegenza di quanto lui non sia disposto ad attribuirgliene. In occasione della vicenda referendaria, durante una manifestazione proastensionismo organizzata da Stefano De Lillo, Antonio Tajani ebbe l’ardire di tacciare di ignoranza il popolo italiano, incapace a suo dire di comprendere la complessità dei quesiti, già ardui per lui stesso. Se il popolo italiano è il Sovrano, ciò da un punto di vista formale equivale ad un insulto, ad una lesa maestà. Vorrei vedere in altri contesti costituzionali che lo stesso insulto venisse fatto a Carlo Magno o a Giulio II. Come minimo il povero Tajani avrebbe rischiato la sua testa. All'Hotel Parco dei Principi non ha rischiato la sua testa, ma ha perso per sempre il mio voto. Democraticamente mi dichiarai “ignorante” per averlo io votato con leggerezza senza conoscere le sue qualità. Non posso purtroppo riprendermi il mio voto per tutta la durata del suo mandato. Ritengo però di avere il diritto di critica per tutta la durata di quel mandato, che serve non per rappresentare anche me, ma per poter a diritto essere criticato da me.

Colgo qui occasione quanto pertinente ed appropriata per narrare una delle “chiose” di Antonio Tajani. Lo faccio sempre con gli amici e sono grandi risate. Nel memorabile raduno all'Hotel Parco dei Principi durante la campagna astensionistica promossa dai fratelli De Lillo erano presenti tra big della politica professionale anche il nostro Tajani, come già detto. Oltre alla perla sulla “ignoranza” del popolo, di cui ho appena detto e che mi fece balzare dalla sedia dove in seconda fila, il nostro autorevole parlamentare disse dell'altro che ha dell’incredibile e dell’esilarante. La posizione ufficiale di Forza Italia era che in ordine al referendum dovesse esservi libertà di coscienza. Un modo per salvare capra e cavoli dal momento che in Forza Italia non tutti sono cattolici e clericali. Al momento della mia tessera in FI io non mi sono dichiarato tale e non rinnovo la mia tessere perché ritenga che FI sia un partito cattolico e clericale. Io avevo però ricevuto da Stefano De Lillo, allora Consigliere Regionale, una lettera con intestazione del logo di Forza Italia con cui mi si invitava prima ad un convegno di “studio” presso il Regina Apostolurum, una delle tante università pontificie, ed il giorno dopo ad una manifestazione di carattere marcatamente “politico”, dove rivedevo nello stesso tavolo qualche “studioso” del giorno prima. Il titolo del raduno all’Hotel Parco dei Principi era assai eloquente: “Non andate a votare” o qualcosa di simile con un bel loro di Forza Italia. L’ineffabile Tajani come chiosava l'evidente contraddizione con la raccomandazione di Berlusconi: la direttiva della libertà di coscienza era una cosa della Direzione nazionale di Foprza Italia, mentre l’opposta direttiva di “Non andare a votare” era una direttiva del Gruppo Consiliare di Forza Italia presso la Regione Lazio. Una evidente presa per i fondelli del popolo di Forza Italia, della cui intelligenza il chiosatore Antonio Tajani non dimostra di avere molta considerazione. A chi legge lascio piena libertà di commento del fatto che ho voluto qui narrare e che mando alla chiosa o alla smentita dell’on. Antonio Tajani.


Esempi di chiose alla Tajani:

1. Tajani e il diritto naturale. Sarebbe da chiedere ad Antonio Tajani se sa cosa è il diritto naturale, i cui svolgimenti millenari non hanno affatto l’univocità che lui pensa, seguendo l’Alto Magistero. Risponde all’ordine impartito ai “legislatori e politici cattolici”.

2. Tajani e la famiglia. Tajani non poteva mancare a manifestazioni del genere, dove il parrocchiano cancella il cittadino. È noto l’insegnamento dell’Alto Magistero che non attribuisce valore autonomo a istituzioni come Stato e simili. Servono solo in quanto garantiscano privilegi alla Chiesa. Della famiglia importa assai poco a tutti i convenuti. È solo un pretesto per altre cose.

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