giovedì, marzo 15, 2007

Chiarimenti di De Michelis a casa Santoro

Ho visto la trasmissione di Michele Santoro, appena terminata. Di interessante ho trovato una precisazione di De Michelis, già ministro degli esteri nel tempo che fu. De Michelis ha chiarito che le ragioni per cui le truppe italiane si trovano in Afghanistan discendono da un’interpretazione e applicazione del trattato Nato, non già dall’egida dell'Onu, secondo quanto ama dire D’Alema. La NATO è un’alleanza militare che scatta quando un suo membro è aggredito da un paese terzo. Dopo l'11 settembre si è considerato che gli Stati Uniti siano stati attaccati militarmente dall’Afghanistan, in quanto ospiterebbe i terroristi, cioè sarebbe uno dei famosi “stati canaglia” contro i quali è lecita una guerra preventiva. La tesi dell’obbligo discendente dal trattato contrasta con la tesi della missione umanitaria sotto l’egida dell’Onu, tanto cara a un D’Alema. In quanto italiani che pensano la politica sulla base di ciò che è dato loro sapere non possiamo non sentirci presi per i fondelli da maggioranza e opposizione. Questa è la democrazia di cui menano vanto i nostri politici: una presa per i fondelli.

A me sembra una bella forzatura del Trattato, istituito in un’epoca in cui erano gli Stati in quanto tali a poter fare una guerra. Nessuno può dire che armate talebane siano giunte in America per portarvi un'aggressione, mentre gli Usa con questo sistema possono fare la guerra a tutto il mondo e costringere i suoi alleati ad entrare essi pure in guerra. È facile dire che uno Stato ospiti questo o quel terrorista. Del resto, la sovranità nazionale è stata abbondamente calpestata dallo libero scorazzamento degli agenti CIA che operano come in una terra di nessuno. Sempre da Santoro, in chiusura di trasmissione, vi è stata la testimonianza di un infermiere napoletano accoltellato in una discoteca da un marines, inizialmente arrestato dalla polizia italiana, poi avocato dalla giurisdizione militare americana e quindi prosciolto. Ho appreso che di base americane ne esistono oltre cento in Italia. Se non erro, ho letto che ne esistono di note poco più di 700 nel mondo. Quindi un settimo si troverebbero solo in Italia.

Nel frattempo il telegiornale della notte ha diffuso un altro drammatico appello del giornalista rapito. La richiesta talebana è chiara e non lascia margine di trattativa alcuna: chiedono una data per il ritiro delle truppe italiane. Il governo italiano e neppure l’opposizione intendono ritirare le truppe. Se la logica ha una sua consequenzialità ed i fatti sono quelli da me riferiti, la sorte dell’italiano è segnata. D’Alema ha chiesto in pratica il silenzio stampa. Appunto, il giornalista Mastrogiacomo deve morire senza clamore e senza far notizia. Povera Italia, afflitta dai suoi governanti e dai suoi politici, uniti in una comune cupidigia di servilismo. Altro che bipartitismo e alternanza!

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