mercoledì, marzo 28, 2007

Inaccettabile, intollerabile, inammissibile: l'ingerenza della Chiesa in Italia

Guerra sia! Intendo dire che procederò in questo Blog con una critica storico-politico-culturale più puntuale e meno episodica. Il papa ritiene di poter allertare le sue quinte colonne dentro il Parlamento Italiano. In realtà, li priva di qualsiasi legittimazione a rappresentare il popolo e lo Stato italiano. I parlamentari dichiaratamente “cattolici” diventano ora una presenza estranea allo Stato italiano sorto dalla breccia di Porta Pia. È questa un primo elemento di consapevolezza e di discussione che deve essere posto all’ordine del giorno non solo di Forza Italia, ma di ogni partito dell’arco costituzionale. Si sta da una parte o dall’altra, ma non si sta dentro il parlamento italiano per prendere ordini dal capo di uno Stato straniero che pretende di dettare i contenuti della legislazione italiana. Deve essere abolito il Concordato e deve essere ridotta la presenza della chiesa cattolica entro la disciplina del codice civile al pari di ogni altra confessione religiosa. Esattamente in quello stesso codice civile che disciplina l’istituto del matrimonio ed ogni altro rapporto fra privati.

Ho sentito poco fa alcune dichiarazioni di parlamentari di Forza Italia che si mostrano adagiati sulle posizioni dei Vescovi. Conservo la mia tessera di FI, ma li sconfesso del tutto: non ho una tessera per pensare con la testa degli altri, di un Lupi o di un Tajani. Non mi rappresentano minimamente e non intendo stare ai loro ordini. Così non va. Anche dentro Forza Italia occorre far trionfare la democrazia. Non è possibile che un gruppo di deputati eletto con i voti di una potenza straniera pretenda di rappresentare la nazione italiana, mentre invece la asservisce all’ultimo stato feudale della terra, al più antidemocratico che si possa immaginare. Spero che l’uscita dell’UDC non significhi una rincorsa sul piano clericale: una corsa a chi ubbidisce di più ai diktat del Vaticano. Di Casa delle Libertà non è rimasto neppure il nome. La parola Libertà è quanto mai impropria nella bocca di un Lupi, il cui nome sento per la prima volta, ma scopro che è addirittura un parlamentare di Forza Italia. Mai sentito, mai votato! Può dire quel che vuole, ma io la penso diversamente e opero di conseguenza per quanto è nei miei poteri. Con questi uomini di parrocchia piovuti in Parlamento non ho nulla a che fare in quanto cittadino italiano. Non scelgo la via del terrorismo e della violenza, ma proclamo apertamente il mio dissenso, i miei concetti, le mie posizioni. Se altri li condivideranno, diventeranno un “forza”. Diversamente avrò salvato la mia di coscienza, oggi che tutti parlano di coscienza, quasi che questa fosse solo quella di Bagnasco e dei suoi vescovi.

I cattolici di Bagnasco sono i nostri talebani. Sarebbe meglio che i nostri militari in Afghanistan si occupassero dei talebani di casa nostra anziché andarli a cercare fra gli afghani, che a noi non hanno mai dato fastidio. Le loro armi le rivolgessero contro le ultime roccaforti occidentali dell’intolleranza e dell’integralismo nostrano. È giunto il tempo delle posizioni nette e chiare. I nostri politici prosperano nell’ambiguità. Anche di questi politici è ora di fare a meno. Il momento è grave e richiede altri uomini e altre aggregazioni. Voglia Iddio che finisca il tempo dei preti ed incominci l’epoca degli uomini.

È bene chiarire che qui non si tratta di "dico”, coppie di fatto, matrimonio, famiglia e tutto quello che vi pare. Qui è in gioco l'autonomia dello Stato italiano, sul quale il Vaticano per mezzo dei suoi deputati “cattolici” pretende di dire l'ultima parola. Non potrà più essere che un Coordinatore Regionale di Forza Italia esordisca in un pubblico intervento qualificandosi come “cattolico”. Esiste una tipologia di soggetti collettivi che vengono elencati come incompatibili con il sistema democratico: fascisti, la cui ricostituzione come partito politico è addiritura vietata per legge, ma vale lo stesso per una categoria indeterminata di soggetti: nazisti, talebani, musulmani, terroristi, ecc. Addirittura il ministro Amato ha preteso di imporre una sua “carta dei valori” ad innocui musulmani. Tra questi soggetti inammissibili alla vita democratica dello Stato italiano dovranno ora anche essere aggiunti tutti i cattolici ed ogni parlamentare che proclami la sua fedeltà non allo Stato italiano ed al popolo italiano, ma al Vaticano ed al suo clero dovrà essere considerato reo di alto tradimento ed espulso dal parlamento italiano. Bisogna che i vari Volonté, Buttiglione, Casini, Mastella e C. decidano da che parte stare, che ci dicano in quale fedeltà si riconoscono. Eccole le autentiche “radici cristiane”: guerra civile e divisione fra i cittadini. Di queste radici, grazie a Dio, abbiamo incominciato a prendere le distanze dal 1648 in poi, alla conclusione di un trentennio di sanguinose guerre di religione.

Ed è anche ora di finirla una buona volta con il solito balletto degli attacchi allo Stato italiano, seguito da smentite sul fatto che di attacco vero e proprio si tratti. È una presa per i fondelli. Lo sappia il Lupi che appare in questi giorni alla TV con il marchio di FI per dire che no, per carità, non vi è nessuna ingerenza, ma solo una normale espressione del magistero della chiesa. Mi sembra una ipocrisia bella e buona, anzi una presa per i fondelli che dura da troppo tempo. Un insulto all'intelligenza degli italiani. Intanto, non vi dovrebbero essere prese di posizione da parte di parlamentari italiani sui messaggi pastorali. Se un parroco parla in chiesa, un parlamentare non parli alla tv di Stato per riferire quello che il parroco a detto in chiesa. Inoltre, è inammissibile che vescovi intelligenti come Bruno Forte esprimano apprezzamenti sui procedimenti iure condendo della legislazione italiana. È un gioco che dura da troppo ed è legittimo che i cittadini non clericale né cattolici o “non credenti” (espressione indebita e filistea) perdano la pazienza. Se proprio devono parlare, preti, vescovi e parroci parlino nelle loro parrocchie e sacrestie, ma lascino in pace i cittadini italiani, cattolici o non cattolici che siano. Se sono cattolici e ubbidisco al sovrano vaticano, anziché a quello italiano, allora sono fuori dell’unità politica degli italiani. Emigrino in Vaticano, finché ci sarà per loro un lembo di terra nutrito e finanziato dai contibuenti italiani.

Sembrerebbe che contro i vescovi vi sia solo la sinistra, mentre il polo sarebbe tutto compatto con i vescovi. Non sono con la sinistra. Sono certamente contro e vescovi e mi piacerebbe tanto trovarmi faccia a faccia con tutti quelli sedicenti del polo che sono a favore dei vescovi. Me li mangerei volentieri uno ad uno, sia pure in senso metaforico. In realtà, dentro il polo ci sono tanti che non la pensano come quelli che parlano in tv: Ma anche se io fossi solo, griderei forte il mio dissenso contro i vescovi e non mi stancherei di farlo ogni volta che se ne desse l’occasione. Basta! È ora di farla finita con questi lavaggi del cervello.

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA:

1. Politici in campo. Ci si conosce, riconosce e divide. Intanto Bertinotti è stato proprio alcuni giorni fa a ricevere, per un piatto di lenticchie, gli applausi di Comunione e Liberazione, mentre il suo popolo “di sinistra” gli dava del “Buffone!” all'ingresso della Facoltà di Lettere. Con quale credibilità pensa adesso il Bertinotti assurto alla Presidenza della Camera di poter rappresentare i valori della laicità dello Stato. Quanto al mio compagno di partito Enrichetto La Loggia, che parla di “alto valore etico” e di “coscienza dei cattolici”, bisognerebbe che ci sappia spiegare in qualche assemblea di partito cosa è l’Etica di cui parla e quanto alla “coscienza dei cattolici” occorre invece che la vadano ad esercitare dentro lo Stato Vaticano, finché esisterà ancora uno Stato Vaticano, autentico aborto del diritto pubblico reso possibile da un rapporto incestuoso fra Mussolini, uomo della Provvidenza, ed un ceto ecclesiastico che in nome di Cristo non sapeva e non voleva rinunciare al suo potere temporale. Gasparri, quando parla di coerenza, farebbe meglio a pensare alla sua di coerenza. Quanto a Luca Volonté, il più becero dei clericali, il “chiunque” lo rivolga a se stesso ed abbia la dignità e la “coerenza” di uscirsene dal parlamento italiano, dove non rappresenta l'Italia, ma quel lembo di terra chiamato Vaticano, che Mussolini regalò al Pontefice per consolidare il suo potere. Con uomini come Volonté a fare le leggi d’Italia possiamo aspettarci di ricevere con i carabinieri il precetto per recarci alla messa domenicale della più vicina parrocchia con il visto di controllo del parroco zonale.

2. Il Comunicato del Nemico. Il documento parla di principi, di piano educativo, di piano sociale: il campo dell’opinabile dogmatico. È piuttosto difficile commentare banalità prive di senso concreto e determinato. Ci proviamo, comunque. L’unione fattuale di persone dello stesso sesso, magari di ecclesiastici e chierichetti – come pare succeda spesso negli Usa – non può essere impedita dalla legge, a meno che di non tornare al tempo in cui comportamenti sessuali non ammessi dal sant'Uffizio venivano eliminati fisicamente con il rogo purificatore. Se, come dicono, il fenomeno è piuttosto diffuso nel mondo e in Italia, bisogna prevedere una purgatio più massiccia e consistente di qualsiasi Olocausto. Si dimentica spesso che nei lageri nazisti si trovano anche gli omosessuali in qualità di inquilini ordinari. La funzione della legge in uno Stato laico non è quella di creare inesistenti rapporti, magari disegnati da Bagnasco secondo le sue concezioni etiche, educative e sociali, ma al contrario di tener conto dell’esistente e disciplinarlo in modo ordinato, se esiste una domanda “sociale” in tal senso. Agli altri non è tolto nulla, ma se i vecchi titolari di diritti pretendono di conculcare le nuove domande sociali di diritti è aperta la via alla guerra civili: nella storia della Chiesa, delle sue “radici”, il sangue versato in nome di Cristo e del suo Vicario pro tempore è stato forse più abbondante di qualsiasi guerra. Del bene comune, astrusa nozione scolastica, è meglio lasciar perdere, perché se si chiede cosa sia ad un passante è estremamente improbabile che sappia cosa sia e come lo si debba intendere.

3. L’unità della famiglia a Palermo e dintorni. È di queste ore la notizia di una famiglia, che ha realizzato anche un film sul valore della famiglia e della sua unità. Sono stati tutti arrestati in quanto dediti al crimine, in specie all’usura. È comunque ben noto che le migliori famiglie, secondo il modello Bagnasco, sono proprio le famiglie dai cognomi come Provenzano, Riina e simili. Provenzano è stato scoperto nel suo covo con un ricco assortimento di Bibbie, da lui quotidianamente lette e commentate. In una scena di tribunale abbiamo potuto assistere all’accusa di “immoralità” rivolta da Toto Riina ad un pentito di mafia in quanto viveva fuori del santo vincolo del matrimonio, cioè in una situazione di fatto. Ecco i migliori cristiani che ci vengono indicati come modelli di vita: Toto Riina e Bernardo Provenzano. Imparate, figli diletti!

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