venerdì, aprile 27, 2007

Lettera aperta di un elettore irritato ad Antonio Tajani

[testo non definitivo e in progress]
Lettera aperta a:

Caro Onorevole Tajani,

Lei si trova al Parlamento europeo “anche” con il concorso del mio voto. Non credo che la segretezza del voto significhi il dovere di mantenere il silenzio sull’esercizio di un proprio diritto: io dichiaro sempre pubblicamente come e per chi ho votato o voterò, proprio allo scopo di poter poi pubblicamente criticare, se del caso, il parlamentare da me votato. Se esistesse un “parlamento” degli elettori di quel singolo parlamentare, io sarei ben lieto di potermi presentare all’augusto consesso e prendere la parola, ma la nostra splendida costituzione non prevede niente di simile. Il povero elettore, una volta alleggerito di quella cosa da nulla che è il suo voto, deve starsene buono e quieto fino al prossimo carnevale elettorale che molti vivono con passione calcistica. La verità non detta è che il sistema che si spaccia per democratico è in realtà oligarchico. La democrazia è cosa di cui tutti parlano, ma che esiste solo in un’isola chiamata Utopia. Sono comunque un acceso sostenitore di tutte le forme possibili di democrazia diretta, referendum in primis, da lei puntualmente sabotati.

Io sono quel Quisque de Populo di cui non si è forse dimenticato e che sedeva in seconda fila all’Hotel Parco dei Principi in occasione della manifestazione indetta dai fratelli De Lillo a sostegno della posizione astensionista sul referendum in materia di fecondazione assistita, dove l’ingerenza della Chiesa è stata pesante e perfettamente chiara anche ai ciechi non miracolati. La manifestazione delilliana “per non andare a votare” avveniva in aperta violazione delle indicazioni della Direzione nazionale del Partito che non aveva voluto assumere una posizione ufficiale, ma lasciava ad ognuno uti singulus piena libertà di coscienza. Con molta sagacia Lei mi spiegava pubblicamente che Forza Italia alla Regione Lazio era una cosa ed alla Direzione Nazionale un’altra: due partiti distinti e contrapposti. A giudizio di quanti dentro il Partito raccontavo e racconto l’episodio pubblico di cui suppongo esista registrazione su nastro, la rozza spiegazione era una autentica presa per i fondelli con la quale l’on. Tajani pensava di ingannare un suo elettore, che però la sconfessò in quell’occasione ed in ogni altra che si presenterà: si è guadagnato un “critico” attentissimo per tutto il cursus honorum della sua carriera politica. Ci può contare! Cosa incredibile, Ella spiegava poi che i quesiti referendari erano troppo difficili perché il popolo potesse comprenderli. Forse Lei Eccellentissimo Onorevole non se ne accorgeva, ma stava dando dell’ignorante al popolo in teoria sovrano, quello stesso popolo nel cui nome lei gode di tutti i vantaggi ed i privilegi del suo status. Ai tempi di Luigi XIV quella sua impudenza o imprudenza sarebbe stata considerata un reato di lesa maestà che le avrebbe guadagnato il patibolo o la prigione ovvero l’immunità del buffone di corte. Secondo la sua cattolica e bagnatesca teoria il popolo italiano è ignorante quando deve partecipare ai referendum, ma non è ignorante quando è chiamato ad eleggere, per es., l’on. Antonio Tajani, anzi questo diventa un dovere civico, violando il quale si commette “peccato” di cui doversi confessare. In quell’occasione mi professai anche io ignorante per il fatto che ignorando e non sospettando le sue qualità ahimè avevo votato proprio Lei al Parlamento Europeo, dove ancora oggi siede e combina quel che leggo sui giornali. Non mi pento di aver votato, non sono un astensionista né ai referendum né alle elezioni ordinarie. Ritengo che il voto possa essere uno strumento importante nelle mani dei cittadini se non fosse vanificato da un sistema elettorale criminale e truffaldino. Non mi pento neppure di aver votato Lei se però la costituzione vigente mi riconosce almeno un particolare diritto di poterla criticare pubblicamente. Fustigando i parlamentari da me votati posso forse sperare di migliorare i costumi. Invero non è chiara la dottrina costituzionalistica al riguardo. L’argomento non è trattato nei Manuali universitari e credo che vi sia bisogno di leggi che tutelino meglio l’elettore nei confronti dell’eletto. Questi quasi mai rappresenta realmente il singolo che lo vota. Non è la prima volta che mi tocca ricredermi sul voto dato: non si tratta di un mio scarso discernimento nello scegliere gli uomini. Ma vi è un difetto del sistema che in pratica impone l’elezione di un’oligarchia irresponsabile. I suoi singoli componenti si servono delle posizione acquisita per consolidare i vantaggi ottenuti e conquistare nuove posizioni di privilegio. L’interesse pubblico e l’amor patrio può ben essere nella bocca del candidato designato ed in genere lo è. Ma salvo che non incorra in qualche reato penale o contabile non è mai stato soggetto al giudizio critico dell’elettore, che o resta anonimo ed inerte o si presenta al suo Eletto solo in veste di cliente, chiedendo il conto per il proprio voto e per quelli da lui raccolti. Questo il sistema che occorre riformare, ma è ingenuo ed illusorio aspettarsi che sia l’attuale parlamentare a volerlo mai fare. Il cittadino deve potersi assumere con gli altri cittadini la responsabilità della condotta del parlamentare da lui votato e se del caso criticarlo pubblicamente. Deve avere strumenti per poterlo fare. Per questo è necessaria una disciplina con legge della funzione costituzionale dei partiti, non più luoghi oscuri dove succede di tutto, ma sedi dignitose dove trovano la loro prima forma i diritti e i doveri dei cittadini, non interessi di ristrette lobbies e gruppi confessionali se non addirittura di gruppi malavitosi, ma esercizio di una funzione pubblica il cui sbocco finale è la produzione della Legge che in tutta la sua maestà dovrà poi essere amministrata dai giudici in nome del Popolo Italiano e speriamo presto anche Europeo. Le attuali leggi hanno per lo più la forma di legge, ma non la sua maestà e la sua sostanza, per cui il poterle eludere è cosa che non suscita scandalo e riprovazione presso i cittadini. La dottrina del divieto del mandato imperativo può leggersi in molti modi, ma non può e non deve essere interpretata come il privilegio concesso al parlamentare di potersi sottrarre al giudizio pubblico del suo Elettore uti singulus o dell’Elettore uti universus.

Lei può oggi ignorare la mia protesta, come in genere può fare ogni parlamentare dopo aver intascato il voto obbligato di quanti “devono” votare non potendo scegliere un diverso sistema costituzionale che li rappresenti per davvero. È un costume consolidato ai quali i cittadini sono ahimé abituati e rassegnati. È il difficile problema della rappresentanza politica, le cui aporie mettono in crisi la cosiddetta democrazia, più forma ideologica che non sostanza. Il divieto di mandato imperativo vale nei confronti del semplice elettore isolato, non per i “poteri forti”, o meglio dovrebbe valere in linea di principio innanzitutto contro di loro, che possono ben condizionare il parlamentare, ma nei fatti è eluso ed in parlamentare risponde solo al suo Grande Elettore. In Italia fra i poteri forti si trovano le gerarchie ecclesiastiche, che per molti parlamentari contano molto più di quanto non possano contare i comuni elettori, anonimi e difficili da individuare, ammesso che abbiano una bocca ed un cervello con cui azionarla. Non basta che si dia all’elettore l’arma di non votare nuovamente “quel” singolo parlamentare. Spesso i vantaggi sono tali per cui basta aver lucrato di un solo mandato per aver acquisito guadagni ben superiori a quelli che l’elettore può racimolare in tutta una vita di lavoro. Non di singoli uomini si tratta ma di un intero sistema. Gli odierni rappresentanti nelle cariche istituzionali sono omologhi gli uni agli altri, indipendentemente dal partito in cui sono stati eletti. Per i singoli può valere la favola di La Fontaine, dove narra del cane che messosi con la migliore volontà a fare la guardia all’arrosto del padrone, si unì al pasto comune quando vide gli altri cani che dopo averlo sopraffatto se erano avventato sull’arrosto che doveva essere custodito.

In qualità di suo elettore deluso e pentito spero mi voglia almeno riconoscere il diritto di poterla criticare pubblicamente, che cercherò di fare separando scrupolasamente la sua persona dalla carica pubblica e di partito che riveste. Per quanto riguarda le ultime vicende parlamentari in Strasburgo la sconfesso pubblicamente, in quanto suo elettore dichiarato. Non vi sono dubbi che siano fondate le critiche alla pesante ingerenza della chiesa cattolica nelle questioni di competenza dello Stato italiano. Del resto, la sua attuale posizione si collega perfettamente alla sua pubblica condotta durante l’asprissimo scontro sul referendum, dove lei insieme a De Lillo ed altri venne meno alle direttive del partito. Non del caso Turchia ci si deve preoccupare, ma del caso Italia, dove un subdolo fondamentalismo cattolico, che si avvale di parlamentari come Lei e che infesta ogni aspetto della vita civile. Come parlamentare sarebbe suo preciso dovere la difesa della laicità dello Stato. Cosa che lei è ben lungi dal fare e dal voler fare. Lei, on. Tajani, non perde occasione per schierarsi sempre a sostegno di ogni posizione pubblica della gerarchia cattolica: non l’ho mai vista fare altro. Non per questo io l’avevo votata. Nella misura in cui Lei con il mio voto ha il grande privilegio di sedere nel Parlamento Europeo, con relativi emolumenti e privilegi, lei è legittimato al suo ruolo solo in quanto rappresenta la Repubblica ed il popolo italiano, non la Santa Sede ed il suo Papa. La politica deve essere per il cittadino una possibilità, una facoltà di partecipazione 24 ore al giorno.

All’on. Mario Mauro vorrei ricordare qui quello che gli dissi a voce in occasione della campagna elettorale e con specifico riferimento alle questioni universitarie. Comunque sarebbero andate a finire le cose, io con quella politica universitaria e con l’altra autenticamente liberale gli onn. Tajani e Mauro in materia di diritti civili, avrei in ogni caso perso: sia che la cosiddetta “casa delle Libertà” avesse perso o vinto le elezioni, io avrei sempre perso. La “vittoria” o la “sconfitta” riguarda l’Eletto, che si sistema per tutta la vita con soli due anni di mandato, non il suo elettore, che al massimo ottiene o perde qualche centesimo di euro sul suo stipendio o sulla sua pensione. Resto in Forza Italia e ci rimarrò finché possibile allo scopo di lottare per quella democrazia interna che manca non solo in Forza Italia, ma in qualsiasi altro partito, dall’estrema destra all’estrema sinistra. Questa è la politica che a me interessa. Se i partiti politici verranno tutti democratizzati al loro interno ex art. 49 cost., e meglio ancora se una legislazione europea obbligherà tutti i partiti negli Stati ad avere una effettiva organizzazione democratica, vigilata da una Autorità europea, solo allora si potrà concorrere alla formazione di quella politica nazionale (ed europea) di cui parla la costituzione, una costituzione che non potrà e dovrà avere “radici cristiane”, essendo stata ed essendo tuttora la Chiesa cattolica negatrice di ogni idea di costituzione e di libertà. Finché ciò non sarà, non vi saranno garanzie per gli elettori mero oggetto e non soggetti della politica. A fare la parte del leone saranno uomini in abito talare, che parlano in nome di Cristo ma pensano a riempire i loro forzieri, come si può apprendere da 200o anni di storia.

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA

Sommario: Lettera. 1. Tajani uomo di Bagnasco. – 2. Tajani e Mauro leaders in extremis. – 3. Analisi del voto italiano: Tajani si è astenuto. – 4. L’uomo che lancia il sasso e nasconde la mano. – 5. Una storia allucinante. – 6. La parola magica: omofobia. – 7. Pallottole di carta o pallottole vere?: 7.1ª Notizia: un proiettile vero; 7.2ª Notizia: un proiettile arrugginito; 7.3ª Notizia: gare di solidarietà; 7.44ª Notizia: lo scoop del Corriere Mercantile; 7.55ª Notizia: rafforzata la scorta a Bagnasco; 7.66ª Notizia: il tipo di proiettile; 7.77ª Notizia: una svastica sopra la foto di Bagnasco; 7.8ª Notizia: dove si parla di psicolabili; 7.9ª Notizia: dove si parla di “frange esaltate”; 7.10ª Notizia: Luca Volonté; 7.11ª Notizia: minimizzazione dell’evento; 7.12ª Notizia: tempistica dell’evento; 7.13ª Notizia: “stupidità” dell’evento;


1. Tajani uomo di Bagnasco. L’«attacco durissimo» al cardinale Bagnasco non è un peccato contro natura, ma una forma “lievissima” di autodifesa contro un attacco “durissimo” che è tuttora in atto da parte della Cei e dei suoi ascari parlamentari non contro gli omosessuali, ma contro le libertà civili di tutti gli italiani. Sul problema degli omosessuali che tanto ossessiona la Chiesa cattolica il problema è semplice: o li si uccide tutti mandandoli sul rogo in quanto peccatori impenitenti come è stato fatto abbondantemente per il recente passato o si riconosce loro parità di diritti e dignità con tutti gli altri cittadini ed in questo ultimo caso non possono venir discriminati in nulla, neppure gratificandoli del titolo di peccatori amati e amanti, figli prediletti di Santa Madre Chiesa. Tertium non datur! Quanto alle coppie di fatto o di diritto è ora di cacciare una buona volta fuori dalle camere da letto degli italiani preti e gendarmi, medici e telecamere, i Tajani ed i Mauro d’Italia. Riporto testualmente dall’articolo online: «Tajani e Mauro denunciano poi quelle che definiscono come “le contraddizioni del nascente partito democratico, che a Roma esprime solidarietà a Bagnasco dopo le minacce ricevute, ma a Strasburgo diventa protagonista di una attacco durissimo al presidente della Cei”». Posso indicare agli onn. Tajani e Mauro una serie di libri dove possono apprendere il senso ed il valore della sessualità nella chiesa cattolica, come ciò che era assolutamente normale prima del cristianesimo sia divenuto assolutamente anormale e contro natura dopo l’instaurazione dell’Impero della chiesa, quanto le cose siano mutate in tema di matrimonio nei duemila anni di cristianesimo, quante volte non già i cardinali, ma gli stessi papi siano stati buttati nel Tevere dal popolo romano inferocito, quanto porcherie si siano consumate nel corso dei secoli dentro le mura vaticane, come la verità ed il Vangelo siano stati girati e rigirati nel corso dei secoli a seconda delle convenienze del momento, quante assurdità e scemenze contiene il corpus dottrinale della dommatica cattolica. E così via. Quanto ai cardinali, a citare per tutti Giovanni Maria Vitelleschi, il “cardinale diabolico”, o più vicino a noi quell’autentico esempio di democrazia e valori moderni che è stato il cardinale Ruffo, padre spirituale degli odierni Mantovani, non sono stati megliori dei papi che hanno servito. Si facciano salutari letture di storia della chiesa i nostri onorevoli parlamentari e poi ci vengano a parlare di diritti conculcati ai santi prelati dei nostri giorni! Non del nascente “partito democratico” si devono preoccupare, ma della pazienza degli italiani ormai giunta ai limiti della sopportabilità.

2. Tajani e Mauro leaders in extremis. Non hanno avuto neppure il coraggio della verità. Così la stampa: «Solo all’ultimo momento è sfumata la condanna del presidente della Cei, Angelo Bagnasco, per aver citato incesto e pedofilia in un discorso pubblico contro i Dico. La plenaria del Parlamento europeo ha approvato ieri la risoluzione anti-omofobia presentata dalle sinistre ma dalla proposta iniziale è stato tolto «in extremis» il riferimento al capo dei vescovi italiani».
Ciò che irrita nei preti e nei politici al loro seguito è la pretesa di prendere per i fondelli la gente. Almeno avessero il coraggio delle loro opinioni: il fatto che questo coraggio non lo abbiano testimonia della loro cattiva coscienza. Dicono quel che dicono e pretendono di non averlo detto. Un vero e proprio insulto all’intelligenza di quel prossimo, che stando a quanto dicono bisognerebbe amare: certo che lo amano! Loro lo vogliono spellare in senso patrimoniale ed in senso elettoale (otto per mille e altro, voti raccolti in sacrestia). Non vi è dubbio che Bagnasco e Co. pensino quel che è stato loro attribuito dal Parlamento europeo: basta seguire la cronaca italiana e la raccolta delle dichiarazioni, ad incominciare dal sen. Andreotti. Non prendiamoci in giro e siamo seri! I nostri due eroi (Tajani e Mauro) hanno voluto evitare che da un’istituzione autorevole come il parlamento europeo venisse comminata a Bagnasco
quella stessa censura che il cardinale dal suo scranno pastorale commina ogni giorno alle sue pecorelle. Condotta tipicamente cattolica: due pesi due misure, forti con i deboli e deboli con i forti.

***
Ma la verità sembra un’altra.

Cei, Cappato: "Da Vaticano manipolazione su testo mai votato, mentre danno del terrorista a chi abortisce".

Dichiarazione di Marco Cappato, Deputato europeo radicale del Gruppo ALDE (Alleanza Liberali e Democratici per l’Europa)

Il Parlamento europeo ha approvato un testo di messa in guardia contro i rischi e le politiche omofobe in Europa, in particolare in Polonia, senza nemmeno portare al voto un paragrafo su dichiarazioni di Bagnasco (solo in parte poi “rettificate”) di accostamento tra omosessualità e pedofilia. Questi i fatti.

Alcuni media del nostro Paese hanno poi creato il resto, rilanciando una notizia inesistente su un paragrafo mai portato all’attenzione dell’aula di Strasburgo, e in quanto tale giustamente ignorato nel resto d’Europa. E così si arriva al paradosso di un Vaticano sempre più fondamentalista e potente, che vuole presentarsi all’opinione pubblica nel ruolo di vittima.

Rimane solo da far notare, che la manipolazione vaticana arriva a pochi giorni dalla dichiarazione di un autorevole rappresentante come il Segretario della congregazione della dottrina della fede, Angelo Amato, che ha definito aborto e eutanasia come “terrorismo dal volto umano”. A proposito delle pallottole di carta delle quali parla Ruini dunque…meno male che ieri il Parlamento europeo si è pronnunciato su un testo (quello sì vero!) per la moratoria subito all’ONU sulle esecuzioni capitali, incluso quelle di terroristi!

Data: 27 April, 2007 - ore 17:00
Fonte: Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

3. Analisi del voto italiano: Tajani si è astenuto. Se Tajani protesta per il fatto che a Bagnasco siano state attribuite posizioni omofobe, vorrebbe dire che Bagnasco e Tajani omofobi non sono. Ed allora vuol dire che implicitamente è condivisibile la mozione di condanna contro le discriminazioni sessuali. Ed allora Antonio Tajani perché si è astenuto dal voto e con lui altri che non nomino perché non ho avuto la disgrazia di votarli, come invece ho fatto con Antonio Tajani. Come si può giudicare una simile condotta contorta? Tajani protesta perché Bagnasco non ha detto esattamente quello che fin troppo chiaramente pensa, ma poi perché non firmare la mozione? Tajani non si è azzardato neppure a votare contro perché così si sarebbe smascherato nella sua implicita contraddizione. Avrebbe potuto perfino includere Bagnasco fra i possibili firmatari della mozione, se la mozione non fa schifo alla Santa Sede. Come a dire: non sono contro, e guai a voi se mi mettete nella lista dei contrari, ma non sono a favore e non mettetemi nella lista dei favorevoli! Tipicamente gesuitico. Tajani ha preferito astenersi, come ha fatto con il referendum sulla fecondazione assistita, ubbidendo a Ruini, predecessore di Bagnasco, e gabellando i suoi elettori. In quest’ultimo caso erano tutti ben consapevoli di perdere alla conta dei voti ed hanno preferimento invalidare il referendum impedendo che venisse raggiunto il quorum. Hanno poi avuto l’impudenza di calcolare il 75 per cento di astensione come se fosse un voto in loro favore! Antonio, Antonio, tu non me la conti giusta, ma guarda che non hai a che fare con dei fessi. Tra gli astenuti leggo anche il nome del compaesano Zappalà che non ho votato preferendogli Tajani. E forse ce l’ha con me per questo. Ma cosa sarebbe cambiato? Non è la stessa cosa del suo sodale Tajani?

4. L’uomo che lancia il sasso e nasconde la mano. Nell’edizione cartacea de “il Riformista”, non disponibile online, compare oggi sabato 28 aprile 2007, in prima pagina, un articolo di Paolo Rodari con la seguente titolazione: «Oltre il Tevere. Sconcerto per le scelte del deputato FI a Strasburgo: «Che ci combina ’sto Tajani che getta i sassi e ritira le mani». Ne riporto alcuni brani significativi dal mio punto di vista: «…Lui è l’eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani, che dopo aver fatto salire il proprio indice di gradimento in Vaticano per le prese di posizione in difesa del presidente della Cei, l’ha poi fatto subito scendere vertiginosamente a causa dell’astensione al momento del voto della mozione. Lui come molti suoi colleghi nel Ppe. Del resto, va bene a parole dirsi a favore della Chiesa e delle sue gerarchie, ma poi c’è da salvare la faccia – mica poco – di fronte ad una sede istituzionale la cui maggioranza. del cristianesimo, non ritiene opportuno nemmeno riconoscere nel preambolo della propria costituzione le radici». L’opportunismo è la categoria morale di quanto hanno sulla bocca l’unzione del dirsi cristiano: «Rivendicare a sè stessi il nome di cristiani non va di solito scevro da un certo sospetto di pia unzione e d’ipocrisia, perchè più volte l’adozione di quel nome è servita all’autocompiacenza e a coprire cose assai diverse dallo spirito cristiano, come si potrebbe comprovare con riferimenti che qui si tralasciano per non dar campo giudizî e costestazioni distraenti dall’oggetto di questo discorso…». Così Benedetto Croce nel suo famoso Perché non possiamo non dirci “cristiani”, del 1943, di cui mi occuperò più ampiamente altrove. Vorrei aggiungere alcune spiegazioni alla ‘pia unzione’ di un Tajani e altri. In realtà, parlamentari come Tajani giudicano la Santa Sede come la sola macchina efficiente a procurar loro voti. Si sconta il fatto che i partiti in quanto luogo laico del dibattito politico e della formazione della politica nazionale “laica” non esistono più. Tanto vale la pena ignorarli. Non esistono elettori semplici, privati. Esistono i Grandi Elettori capaci di orientare il voto di soggetti a scarsa maturità politica e civile. Questo soggetto è stato individuato nella Santa Sede e nei suoi camaleontici organi e organigrammi. Da qui le capriole tajanesche che non hanno bisogno di grandi analisi. Se i loro voti dovessero prenderli dai musulmani, subito fare professione di islamismo. Questo sono i nostri Rappresentanti in generale. Si pongono gravissimi e delicatissimi problemi di organizzazione di una democrazia che non sia una “presa per i fondelli”.

5. Una storia allucinante. È un dare addosso ai nemici di Bagnasco. Tajani fa di tutto per scoprire i colpevoli ed indica i suoi colleghi europarlamentari italiani, gli stessi ai quali io ho mandato la mia Lettera aperta. Ho fatto così anche per tutti i polacchi ed ho incominciato con gli europarlmamentari tedeschi. Poi mi sono stancato e mi sono fermato, dovendo spedire ad uno ad uno e non potendolo fare con un singolo invio. Lo potrò fare in seguito. L’articolo dice che Tajani “ringhia indignato”. E se lui “ringhia”, io cosa dovrei fare? Ho purgato la prima stesura della mia lettera, dovendola mandare a tutti gli eurodeputati di tutti i paesi. Io non dispongo di nessuna immunità se non controllo le mie parole, ma a Tajani lascio immaginare quello che penso di lui. Non sono riuscito a procurarmi il testo della mozione. Nell’articolo del il Giornale se ne riportano alcuni brani: vengono stigmatizzati dal parlamento europeo «i commenti discriminatori formulati da dirigenti religiosi in quanto fomentano odio e violenza» contro gli omosessuali. Tutto il bailamme era dovuto al fatto che si era fatto il nome del cardinale Bagnasco e tutta l’insurrezione di Tajani è consistita nel far levare quel nome e lasciare generica l’indicazione: il classico segreto di Pulcinella. Così purgata, si trattava poi di votare o non votare la mozione. Punta il dito accusatore contro quelli che hanno votato a favore della mozione benché purgata. Dunque per Tajani avrebbero dovuto votare contro. Ma allora perché non lasciare il nome di Bagnasco? Potevano votare contro! Non bastava loro. Prima la purga e poi il rifiuto della purga. Più succubi di così! «Leggo che a Roma - prosegue Tajani - c’è qualcuno che addirittura cerca di sostenere che Patrizia Toia, anche lei margherita, inserita nel gruppo liberale dell’Alde, si sarebbe data da fare per eliminare i riferimenti a monsignor Bagnasco...! Si tratta di un falso clamoroso! La Toia non s’è vista per niente in questo frangente. E nella risoluzione messa a punto dall’Alde, prima che fosse concordato un testo comune c’era, chiarissimo, il riferimento al presidente della Cei come esempio da condannare. Anzi, erano le stesse identiche righe, in fotocopia, che si ritrovavano tanto nel documento dei Verdi e della sinistra comunista che in quello dei socialisti. Eppure non hanno battuto ciglio, la Toia e gli altri. E non è finita qui...». Che gara di servilismo! Più servo di tutti è Tajani. Non vuole rinunciare a questo primato. Sentite, sentite: «Ancora Tajani, come un fiume in piena, rivela che dopo la cancellazione del riferimento a monsignor Bagnasco («E devo confessare che a sorpresa sono stati più malleabili quelli di Rifondazione che i margheriti...») il Ppe aveva chiesto al presidente dell’Europarlamento Poettering un rinvio del voto al 15 maggio, così da «scavallare» senza troppe polemiche quel Family day che già arroventa il dibattito politico nazionale». Siamo veramente al colmo dell’indecenza.

6. La parola magica: omofobia. È un gioco a nascondino. La gerarchia ecclesiatica non ha neppure il coraggio delle sue posizioni, appena queste suscitano una meritata e legittima reazione. Che l’insegnamento cattolico abbia sempre considerato non benevolmente il sesso è cosa difficile da negare. Siamo abituati ai giri di 360°, quando ciò convenga. Se poi il sesso si specifica nella variante omosessuale, apriti cielo. Siamo al peccato contronatura che per parecchi secoli è stato anche penalmente sanzionato. Ormai, per fortuna, un omosessuale non rischia più di essere impiccato ad un albero. Resta però una sua minore dignità, una sua discriminazione nei fatti e sotto il profilo morale. Lo sappiamo ed è ipocrita, assolutamente ipocrita negarlo. Il cattolicesimo è in buona sostanza una religione ipocrita: anzi neppure una religione, una forma di culto e di potere. Sono ridicole le negazioni addotte dai vescovi: no, non siamo omofobi. Voi siete immaturi, ignoranti, ecc. Il guaio è che il clero conserva – si dice o si pensa – una certa capacità di influenzare l’elettorato e da qui si spiega una indubbia ingerenza nelle cose di Cesare. Fino a quando la chiesa cattolica al pari di ogni altra religione non sarà ridotta in un ambito strettamente privato, assisteremo sempre ad episodi come quello ultimo, dove la Chiesa cattolica ha avuto paura di misurarsi con una istituzione forte, il Parlamento europeo, non succube alla Chiesa, come invece mostra di essere il Parlamento Italiano.

7. Pallottole di »carta« (Ruini) o pallottole vere? - Viviamo in tempi di comunicazione mediatica. Il consenso e le coscienze si formano martellando con messaggi sparati a raffica di mitragliatrice sulle nostre povere teste. Lo sanno molto bene i pubblicitari. Per poter reagire ad una ben precisa strategia mediatica che è una sorta di “guerra ideologica” il comune cittadino dovrebbe essere capace di un notevole spirito critico, ma molte cose impediscono di avere un cittadino così formato e capace di contestare in modo non violento le autorità civili e religiose che lo opprimono. Prendo alla larga il discorso per dire che dopo la notizia di un’ora fa secondo cui un pallottolla, che suppongo vera e non di carta, è stata recapitata per posta al cardinale Bagnasco. Mi aspetto adesso una ridda di dichiarazioni e fra queste isolerò quella immancabile di Antonio Tajani. Naturalmente, non giustifico in alcun modo l’episodio. Lo condanno senza nessuna riserva. Penso che basti a fugare le facili recriminazioni dei miei detrattori. Ciò fatto, mi ritengo libero di riflettere criticamente sul fatto i cui particolari sapremo nella giornata di oggi e domani da stampa e televisione. La notizia è stata pubblcata per prima dal “Corriere Mercantile” ed fino a questo momento ne danno notizia on line:
1) l’Unità: «In Curia si tende a minimizzare: “Contro monsignor Bagnasco ci sono solo piccole frange di esaltati” ha detto un portavoce della curia. Dalla curia non trapela altro su quanto accaduto».
2) Liguria Notizie. || GENOVA - E' un proiettile calibro nove in uso durante la Seconda guerra mondiale quello spedito, tramite posta, all'arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco. La lettera sarebbe stata imbucata nella stessa citta' ligure. "Sono gesti irresponsabili, da attribuire a persone che hanno manie di protagonismo e sono psicologicamente labili", ha detto il portavoce della diocesi. (Agr)
3) Corriere della Sera: fioccano i messaggi di solidarietà di Castagnetti, Casini, Bonaiuti, che dunque avrebbero battuto in tempestività il nostro Tajani.
4) AGInews on. La notizia è sempre la stessa e si ripete. Può differire per quale particolare che si aggiunge. Tutti gli altri giornali rinviano a chi ha dato per primo la notizia, cioè il “Corriere Mercantile”, che però non ha un’edizione online. Trovo però in rete un’informazione interessante, che avevo confuso come se si trattasse di qualcosa di attuale. Anni addietro la redazione del Corriere Mercantile aveva vissuto l’incubo di una perquisizione della Digos, per aver diffuso notizie coperte da segreto istruttorio. Ciò mi fa pensare che il foglio potrebbe non essere di quelli soggetti o influenzabili dalla Curia, il cui interesse a coprire la notizia o a minimizzarla è già da queste prime ore fin troppo evidente. Se il Corriere Mercantile già una volta non ha avuto remore nel dare una indubbia notizia giornalistica (altro che Sircana!), probabilmente non si è sentito di aver riguardo per la porpora del cardinale Bagnasco.
5) la Repubblica, che offre un’ampio commento: è stata rafforzata la scorta: «ora il prelato è accompagnato da tre agenti della Digos, due seduti con lui in auto, il terzo a bordo di un'altra vettura al seguito. Dal canto suo, la diocesi afferma che queste indimidazioni sono “opera di frange molto piccole e psicologicamente labili”»; «L'inquietante minaccia segue un mese di tensioni segnato dalle scritte comparse in diverse città, offese e insulti all'arcivescovo di Genova dopo la sua dura presa di posizione contro le unioni di fatto»; le dichiarazioni dei politici: «Concordi i commenti pronunciati dai politici che hanno espresso piena solidarietà al presidente della Cei. “Le minacce quasi quotidiane a monsignor Bagnasco stanno assumendo contorni sempre più inquietanti”, ha detto il capogruppo di Fi al Senato Renato Schifani. Sempre da Forza Italia Paolo Bonaiuti, portavoce dell'ex premier Silvio Berlusconi, usa parole di sostegno a monsignor Bagnasco, “oggetto ancora una volta di una ignobile minaccia”. E Luca Volontè, capogruppo dell’Udc alla Camera, chiede al ministro degli Interni che riferisca in Parlamento, mentre Pier Ferdinando Casini aggiunge: “La Chiesa italiana non si farà certo intimidire”. E se il ministro della Giustizia Clemente Mastella “siamo di fronte a un elemento di ideologismo e di un laicismo fortemente esasperato”, il titolare dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio parla di “vile gesto”, di atti “che avvelenano la democrazia e vanno condannati senza esitazione alcuna”»;
6) In questo momento cioè alle 14.25 la notizie è data dal tg3 che precisa trattarsi di proiettile calibro 9 risalente a prima della guerra (un proiettile da museo? un residuato bellico); la chiesa minimizza: sono in pratica dei cretini, dei psicolabili gli autori della bravata. Si nota dunque fino a questo momento un comprensibile interesse a “minimizzare” da parte della Gerarchia, cioè è un messaggio mediatico cifrato che gli esecutori non raccolgono e continuano a dare ampia pubblicità al fatto, cosa che probabilmente corrisponde all’obiettivo di chi ha mandato la missiva con piombo. Se fosse stata una serie minaccia, sarebbe stata eseguita e non annunciata. La notizia è data online anche da Rainews24. Sto aspettando Lancillotto-Tajani, che ancora non arriva, ma quando arriva Lancillotto! Dove sarà mai? Oggi è domenica. Sarà in vacanza pe ril week-end in qualche isola dei Mari del Sud Pacifico. Con quel che guadagna se lo può permettere. Questo e ben altro!
7)La Gazzetta del Mezzogiorno. Niente di nuovo rispetto a quanto già si sa dagli altri giornali: «Una busta con un proiettile di piccolo calibro e una foto del presidente della Cei e arcivescovo di Genova con sopra disegnata una svastica è stata recapitata venerdì scorso in curia a Genova». Perché la svastica? Non credo che sia una firma di un’organizzazione neonazista, quanto un’allusione alla gioventù hitleriana di papa Ratzinger.
8) horazym.org: Quotidiano no profit on line. Pur essendo stato inserita 34 minuti fa, questa notizia non dice nulla che già non sappiamo. Direi che “psicologicamente labili” fino a questo momento sono i giornalisti che ritrasmettono la notizia, sempre accentuando la ninimizzazione ordinata dalla Curia, ma senza mai porre in relazione le pallottole di carta con quelle vere, che se ho ben sentito al tv meridiano sarebbe di fabbricazione antecedente la guerra. Questi due dati (l’incauta dichiarazione del furbastro Ruini e la vetusta tecnologica del proiettile) farebberò pensare alla non serietà della minaccia, alla non pericolosità. Sarebbe invece evidente la “risposta” a Ruini ed il messaggio mediatico, che durerà finché i giornalisti “psicologicamente labili” e di osservanza curiale non avranno smesso di diffondere la notizia, che a mio sommesso avviso è semplicemente quello che vogliono gli Autori o l’Autore della missiva. I politici dal canto loro sono ancora più “psicologicamente labili” non avendo capito il messaggio che viene dalla Curia, o forse in loro è maggiore il senso di pronto servilismo. Può darsi che Lancillotto, se non è in vacanza nei Mari del Sud, abbia capito ciò meglio dei suoi colleghi. Ma aspettiamo. L’uomo è furbo e non è da sottovalutare.
9) il Resto del Carlino. Sempre la velina curiale delle “frange esaltate” ma si legge anche la notizia che: «La scorta all'arcivescovo è stata rinforzata e la messa in cattedrale sarà celebrata in un ambiente ’blindato’». Si parla poi di autori del gesto, psicologicamente labili, ma al plurale. Dunque è una notizia che siano più di uno? Io non lo so! Attingo tutte le mie notizie dai media e li analizzo criticamente. Or dunque, che si parli di una singola persona “psicologicamente labile” potrebbe essere plausibile. Ma se poi non di uno, ma di “più” (due o centomila), allora la “labilità mentale” diventa epidemica ed è probabile che abbia infettato anche quelli che lavorano nella Curia. La celebrazione della Santa Messa in un ambiente blindato non promette nulla di buono. Intanto rivela la stretta connessione tra potere “temporale” e potere ”spirituale”, ricordo di altre e remote epoche.
10) Noi Press. La famiglia online. Lupus in fabula. Luca Volonté non poteva mancare in questo carnevale fuori stagione. Ne riporto per intero il testo:
«Tutta la preghiera e la completa solidarieta' a monsignor Bagnasco. Ma cio' non basta. Il Governo e il ministro degli Interni vengano il 2 maggio in Aula e si voti un'unica risoluzione di tutte le forze politiche contro il terrorismo. Amato si svegli'. E' quanto chiede Luca Volonte', capogruppo dell'Udc alla Camera. 'Il ministro dell'Interno - aggiunge - oltre alle preoccupazioni, passi all'azione per fermare con fermezza la deriva terrorista che il 25 aprile, oggi e nel prossimo 1 maggio minaccia liberta' e democrazia in Italia. Tutti i gruppi si impegnino per un mandato preciso e condiviso, contro questa inaccettabile minaccia del comunismo violento in Italia'. 'Qualcuno - conclude Volonte' - ben chiaramente ha acceso la miccia, ora bisogna spegnere all'unisono la bomba, prima che sia troppo tardi'».
Io accetto di buon animo e senza rancore un implicito ‘cretino’ datomi dal tenente Zappalà davanti ai miei timori di esasperazione della convivenza civile come conseguenza dell’assalto integralista condotto dalla Gerarchia ecclesiastica. Ripeto: per adesso vedo il pericolo ancora solo nelle sfera della coscienza, non sul piano operativo-militare. Vorrei che il tenente Zappalà rivolgesse i suoi apprezzamenti, credo più meritati, all’On. Volontè. Ho appena mandato un commento a questo notizia di Noi Press. Dubito che sarà approvato. Poco me ne importa. Mi sono costruito questo Blog proprio per non dipendere da nessuno. Adesso mi prendo una ricca pausa perché sono stanco. Credo che pochi abbiano seguito come me questa Notizia. Aspetto che nel frattempo Lancillotto torni dalle sue vacanze nei Mari del Sud. Lui sì che ha capito la vita.
11) Tendenze online.info. La notizia che ho raccolta questa mattina da Google News pochi minute dopo dalla prima si infittiscono sempre più. Mi chiedo quanto durerà la diffusione. Mi sembra evidente il disegno della Curia di minimizzare ed al tempo stesso di far credere che il “gesto” non sia la “risposta” ad un clima, la cui prima responsabilità è nella stessa politica integralista perseguita prima da Ruini e ora da Bagnasco. Che recedano dall’ingerenza non lo credo proprio. Semmai la spinta e verso un giro di vite ed in questo senso si mibilitano gli ascari parlamentari. Ma non vedo cosa ci sia da “girare” ancora. Vogliono mettere la scorta ad ogni vescovo d’Italia? O infliggere l’ergastolo a qualche ragazzo che imbratta i muri? Significativo questo commento di fonte curiale: Non si vuole enfatizzare oltre misura questo ennesimo gesto irresponsabile - prosegue il commento - perchè non è intenzione della Chiesa alimentare uno scontro che non è mai stato cercato e che è fuori dalle sue intenzioni e dalle sue azioni. Si auspica che prevalga il buon senso - concludono le fonti - e le ragioni del dialogo nel prossimo avvenire". Tra i nuovi dichiaranti si registrano oltre a quelli già noti i nomi di:
Roberto Calderoli: «Siamo al suo fianco nella sua battaglia in difesa della vita e di quella che ne è l'espressione, ovvero la famiglia». E dunque è stabilita una connessione diretta fra pallottole di “carta”, “vere”, “difesa della vita”, “difesa della famiglia”; Rutelli: «ha espresso il suo “disgusto per il tentativo da parte di frazioni estremiste e violente di limitare la libertà della Chiesa cattolica”. “Guai a dare spazio a certi gesti”, ha commentato ancora Rutelli, “guai a sottovalutarli”». Nessuno ricorda le pallottole di carta di Ruini ed ancora non appare Lancillotto; Andrea Ronchi: «"Denunciamo al ministro degli interni Amato con grande preoccupazione questo clima di intimidazione - rincara la dose Andrea Ronchi, portavoce di Alleanza Nazionale - che, ne siamo sicuri, non impedirà a monsignor Bagnasco di continuare con determinazione la sua opera pastorale, ma che comunque rappresenta un rischio reale per l'agibilità democratica del Paese".»
12) Nuova Agenzia Radicale. La consegna della lettera sarebbe avvenuta venerdì mattina, ma la notizia è trapelata soltanto sabato mattina e sulla stampa è apparsa questa mattina di domenica perché data dal Corriere Mercantile. Di nuovo la discesa in campo della Procaccini:
«Le buste recapitate a Monsignor Bagnasco sono l'espressione dell'odio, che si alimenta con la politica irresponsabile e violenta di chi soffia sul fuoco della tensione per qualche voto in più. A Prodi chiedo di escludere dal Governo tutte quelle forze, anche minoritarie, che dovessero usare termini violenti, com'è successo nel recente passato». Lo ha detto Maria Burani Procaccini, responsabile nazionale famiglie e minori di Forza Italia «L'intolleranza verso i cattolici trova il suo acme nell'aggressione vile al massimo rappresentante della Chiesa italiana, a cui vanno i nostri più sinceri sentimenti di stima e di amicizia. Non ci si può limitare alla retorica di circostanza -conclude Burani Procaccini - ma bisogna espellere dal Governo tutte quelle forze che colludono con le aree della violenza e del terrorismo».
Il tono dell’Agenzia Radicale è oggettivo, informativo e non contiene propri commenti. La fonte indicata è Corriere.it. A me sembra di sentire nuovamente la favola del lupo e dell’agnello. Per accreditarla basterebbe citare la pallottola di carta di Ruini, ma nessuno lo fa. Non credo tuttavia che potrà raccogliersi intorno a Bagnasco una nuova solidarietà diversa da quella che già aveva da parte di quelle forze politiche che già si erano espressi a favore della politica integralista vaticana. Di leggi liberticide ne hanno già varate tante e non vedo quale altre ancora sia pure in modo condiviso possono ancora farne. In tutto questo credo che veda più chiaro la Curia stessa che tende a minimizzare e se fosse dipesa da essa la notizia non sarebbe neppure trapelata. Bisognerebbe che qualche giornalista del Corriere Mercantile ci dicesse come e da chi ha avuto la notizia.

13) APCOM: Bagnasco, solidarietà bipartisan. Mondo politico: è vile gesto. È ovvio che nessuno può plaudire al gesto di chi ha mandato una busta con un proiettile al cardinale Bagnasco, ma queste cose non si fanno a nessuno! Ed in questo senso la solidarietà non può essere che bipartisan. Ma assodato ciò a nessuno è proibito di riflettere. Prodi ha detto che si tratta di “stupidità”. Ma è una stupidità che va attribuita innanzitutto all’infelice espressione dei furbastro o furbissimo Ruini, che per primo ha parlato di pallottole di “carta”, menando vanto del fatto che l’Italia sia un paese interamente sotto il tacco del Vaticano. Non mi intendo di cose del genere, ma suppongo che se per caso qualcuno avesse in caso un residuato bellico, magari trovato nei campi, e volesse fare un bello scherzo, non sarebbe poi stato affatto difficile, magari potendo prevedere una sicura impunità. Quanto poi al merito è indubbio che si tratti di una reazione condannabile quanto si vuole, ma comprensibile, se appena in coscienza ogni politico navigato prende atto di un’intollerabile crescente ingerenza della Chiesa nelle faccende della vita civile e privata degli italiani. Credo che i politici di professione, appunto perché mestieranti della politica, possano e debbano capire ciò traendone le dovute conseguenze. Se poi persistono nel permettere l’ingerenza vaticano, dimostrano di essere loro i criminale. Se poi non hanno capito la situazione, dimostrano di essere loro gli “psicolabili”, di cui parla la nota della curia genovese e forse proprio in virtù della loro labilità mentale il Vaticano può comportarsi come se lo Stato italiano fosse un suo protettorato. Tra i nuovi dichiaranti anche quel Francesco Giro, che in quanto coordinatore regionale di Forza Italia ebbe a professarsi cattolico nel corso di una manifestazione pubblica. Apprendo adesso che è anche responsabile nazionale di Forza italia per i rapporti con il mondo cattolico, cioè con se stesso, visto che si è già qualificato “cattolico”.
"Quelle della sinistra sono lacrime di coccodrillo - dice - sono loro che hanno in larga parte contribuito ad alimentare il clima di odio e di intolleranza verso la conferenza episcopale italiana, prima avendo come bersaglio il cardinale Ruini e ora il suo successore monsignor Bagnasco".
Gli dissi allora e gli ripeto adesso: che lui sia cattolico me ne importa allo stesso modo che se fosse musulmano, cioè nulla. Bisognerò nominare un responsabile nazionale “laico” per i rapporti con i cattolici, dentro e fuori Forza Italia. Apprendo dalla rete che addirittura Gianfranco Giro, attuale coordinatore regionale per il lazio di Forza Italia, sarebbe «molto vicino al cardinale Ruini». Peggio di così non mi poteva capitare come iscritto a Forza Italia: Ruini può ben credere di avere in mano tutta la Forza Italia del Lazio. Ma io dico: non hai me! E guai a chi pensa di poter coartare la mia libertà di pensiero e soprattutto il mio aconfessionalismo, lasciamo perdere l’insulso ed ormai svuotato di senso laicismo. Altro soggetto dichiarante il neodemocristiano Gianfranco Rotondi che mi sembra inviti saggiamente alla riflessione:
"Le continue minacce a cui uomini di Chiesa, e in particolare il presidente della Cei, sono sottoposti è preoccupante", afferma il senatore Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana. "C'è un'ondata di antilclericalismo - prosegue - per questo invito tutti, cattolici e laici, ad una profonda analisi e ad una seria riflessione".
Direi che si tratti di un invito intelligente e responsabili in quanto non anticipa i risultati della riflessione, mente finora tutti gli altri dichiaranti che ho registrato hanno anticipato i risultati ed i giudizi senza neppure immaginare che occorra riflettere prima di parlare.

14) TGCOM Cronaca. È data notizia di un intervento di Tarcisio Bertone, segretario di Stato del Vaticano, che riporto per intero:
Bertone: "Occorre che l'Italia lo sostenga "
L'ultimo atto intimidatorio contro Bagnasco è stato commentato brevemente dal segretario di stato Vaticano, al termine di una lunga messa celebrata stasera nella chiesa di Santa Caterina, a Piazza della Minerva a Roma. Bisogna che l'Italia sostenga monsignor Bagnasco e che non lo lasci solo": ha detto segretario di Stato Vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, commentando le nuove minacce arrivate all'arcivescovo di Genova e presidente della Cei. "Di più non posso dire - ha spiegato-. Io sono amico di monsignor Bagnasco e anche tra noi due ci sosteniamo vicendevolmente". Durante il rito religioso, officiato in onore della patrona d'Europa, il card. Bertone ha parlato dell'attualità degli insegnamenti della santa. ''Caterina ci insegna che dobbiamo dare la priorità - ha spiegato - ad essere uniti come chiesa e a lavorare per la salvezza di tutti''. Alla messa, ha assistito anche il vice sindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia.
L’invito di Bertone contrasta con l’interpretazione minimalista della Curia genevose. Quanto a Santa Caterina di Siena credo che abbia il grande demerito di non aver lasciato che il papato rimanesse in Avignone. Di Lancillotto ancora nessuna notizia nella Rete.

15) Ansa.it. Si apprende qui che «monsignor Angelo Bagnasco, ha iniziato a ricevere critiche e minacce a partire dallo scorso 2 aprile, in concomitanza con le critiche avanzate sui Dico. Quel giorno, sulla porta della cattedrale di San Lorenzo, è apparsa la prima scritta, senza firma, con la vernice bianca: "Bagnasco vergogna"». Dunque, non è neppure un mese che questo gioco è incominciato e non vi è motivo di pensare che terminerà presto, se si tratta semplicemente di una “guerra” dove ci si limita ad imbrattare i muri delle chiese o – se queste diventeranno tutte sorvegliate – i muri dei gabinetti. Per sorvegliare tutte le chiese d’Italia (un numero infinito) bisognerà sguarnire tutti gli altri posti che richiedono sorveglianza, per non parlare della lotta alla criminalità organizzata. Può darsi che sia una nuova strategia di Provenzano, che è notoriamente un uomo molto pio e devoto. Bisognerebbe mettere delle telecamere in ogni chiesa puntate su tutti i muri. Sarebbe meglio se Bagnasco o meglio Ruini la smettessero con “stupide” dichiarazioni, fatte apposta per provocare le reazioni di qualche esagitato non uso al linguaggio diplomatico ed ipocrita dei nostri “untuosi” politici.

16) Radio Vaticana. Non può mancare in questa Rassegna Stampa la radio Vaticana che è la «voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo». Ascoltiamola attentamente: “Non si arresta la sconcertante catena di intimidazioni rivolte contro l’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana“. Domenico Pompili dice che “non si vuole enfatizzare oltre misura questo gesto irresponsabile, perchè non è intenzione della Chiesa alimentare uno scontro che non è mai stato cercato e che è fuori pertanto dalle sue intenzioni e dalle sue azioni”. E le dichiarazioni ricorrenti sui “dico” cosa sono? E le pallottole di “carta” del già Ruini non erano fatte apposta per attirarne di vere? A chi la vuol raccontare? Certo, dice bene don Domenico: »Credo che non bisogna assolutamente lasciarsi intimidire e bisogna augurarsi che questo clima possa essere stemperato ispirandosi al buon senso e ad un dialogo che porti veramente a ragionare sulle questioni e non a contrapporsi in modo pretestuoso«. L’unico problema è che i soggetti del dialogo possono non essere quelli addomesticati che frequentano da sempre le sacrestie. Può benissimo darsi che quelli che hanno perso la pazienza e si sono lasciati andare a gesti goliardici o forse esasperati non abbiano niente a che fare con gli abituali clienti del Vaticano. Se è così, non vi è nessun dialogo possibile. Occorre soltanto cambiare politica e lanciare nuovi segnali di distensione. Di Lancillotto intanto non si vede neppure l’ombra. Dove sarà mai lui che appare sempre ogni volta che si parla di chiesa. Manca da due giorni dalle GoogleNews! Sarà a qualche mangiata per ammorbidire i Soci? Qualis Soci? Io ho detto ai collaboratori di Stefano De Lillo di cancellarmi dalla lista di simili inviti e non ho toccato rigorosamente cibo ad un festino offerto da Tajani al Palazzo del Tempo in occasione di un convegno dove si parlava di Partito Unico. Ricordo l’intervento di Tajani in quell’occasione, contenuti clericali e papisti, adulatorio verso don Baget Bozzo, che rispetto a lui ha almeno un po’ di cervello. Aspetto proprio lui per chiudere questa lunghissima rassegna nella Rassegna.

17) Aspersorio e moschetto, cattolico perfetto!. La Stampa offre la cronaca di una celebrazione blindata: «Haendel e rivoltelle, l'Alleluia che risuona potente tra le navate e gli auricolari che ronzano piano, Sant'Agostino contro Sartre, il pensiero è forte, la risposta solenne e necessariamente muscolare, imponente la processione che avanza lentissima lungo il perimetro della cattedrale di San Lorenzo: seminaristi, sacerdoti delle parrocchie genovesi, poliziotto, canonici della cattedrale, vescovo ausiliare, poliziotto, arcivescovo, poliziotto». Quello che prevedevo sta succedendo. Non credo che vi siano seri pericoli all’incolumità di Bagnato e del Prelati d’Italia. Chi avesse voluto seriamente attentare alla vita di Bagnato, il proiettile lo avrebbe sparato. Invece gli ha mandato un pezzo di metallo arruginito in un busto, come a dire che la vittima destinataria non vale neppure un proiettile nuovo. A mio avviso, il burlone che ha mandato la busta ha dato fiato ad un’Italia che non parla, ma subisce ogni giorno in silenzio le prediche di quelli che parlano per mestiere ed hanno il compito di zittire i più, o meglio di far dire lor quello che non pensano affatto, affiancati da gendarmi armati di tutto punto. Quando ormai la censura ha raggiunto limiti intollerabili non restano che le “pasquinate”: tali sono le scritte sui muri delle chiese. Lo chiamano effetto “emulativo”: se è così, non essendo concertato e nascendo dalla spontaneità, sarà incontrollabile. Non sarà la mancata Riforma d’Italia, ma sarà almeno una tardiva resistenza alla Controriforma ed alla occupazione clericale d’Italia. Dentro Forza Italia i Giro, i Procaccini, i Tajani (assente per ferie), i De Lillo, sono presenze della Gerarchia dentro il partito di maggioranza relativa più di quanto non siano responsabili del partito presso i cattolici. Hanno cacciato da Forza Italia tutti i laici e liberali autentici che potevano per restare dentro solo loro. Tanto vale fare di Forza Italia una organizzazione sussidiaria dell’Azione Cattolica.

18) Parla Bertinotti: ci mancava proprio lui!. Viene da pensare ad uno strano gioco. Qualche ragazzotto commette una marioleria che le persone serie ed adulte non si possono permettere di fare, appunto perché serie ed adulte, anche se per Bertinotti può esserci qualche dubbio. Capita a volte che quel ragazzotto abbia toccato un problema serio, benché in forme non ammesse e per nulla giustificabili. Ed allora cosa si fa? Condanne senza riserve al ragazzotto, che in questo caso si chiama Pasquino, ma si fa anche capire alla vittima dello scherzo che in un certo senso se lo è proprio cercato. Intanto, quello furbastro di Ruini, che questa volta si è preso da Prodi ellitticamente l’epiteto di “stupido”, poteva lasciar perdere le pallottole di “carta” che fin troppo facilmente fanno pensare alle pallottole “vere”. Se i preti ed i baciapile d’Italia vogliono occuparsi di religione, hanno in tutta Italia tanti luoghi coperti, comodi e spaziosi (le chiese appunto), dove possono starsene tranquille. Se questi luoghi non bastano loro ed intendono entrare nelle camere da letto degli italiani con aspersori, pater noster ed avemaria, credo che anche quel Gesù Cristo da loro tanto nominato, potrebbe perdere la sua santa pazienza. E dunque incominciano i vari Bagnasco e Bertoni a tacere: silete in munere alieno! Si incominci a purgare il parlamento italiano e quello europeo da tutti gli agenti del Vaticano. Quanto a Bertinotti non si monti la testa ora che è assurto a Presidente della Camera raggiungendo il suo agognato massimo di carriera. Resta sempre Bertinotti: non è l’abito che fa il monaco.

19) La7.it: “uno scontro che non è mai stato cercato?”. Le notizie si ripetono più o meno identiche da una testata all’altra. Alcune hanno dato per prime la notizia, le altre testate non possono ignorarla e la ripetono, aggiungo qualche elemento di novità costituito da qualche dichiarazione di un qualche onorevole tornato dal meritato riposo di fine settimana. Ancora però non si sente Lancillotto, che deve essere andato sulla luna. Quanto allo “scontro che non è mai stato cercato” si tratta di un insulto alla comune intelligenza che proprio non mette in buona luce i Prelati d’Italia. Santo Iddio, ma cosa avete fatto in tutto questo tempo? Da quando vogliamo incominciare a ricostruire i fatti? Dal 75 per cento di astensionisti battezzati tutti come baciapile? E se avevate il 75 per cento in tasca perché non lo avete fatto marciare fino alle urne, anziché tenerlo consegnato in caserma? E che dire poi del prossimo 12 maggio in San Giovanni dove avete arruolato mercenari, come già fece il cardinale Vitelleschi ai suoi tempi? Il Pezzotta, pensionato dalla Cisl, come già a suo tempo Marini, si è preso di invidia e cerca un trampolino di lancio per terminare la sua carriera in Parlamento? Siamo così fessi da non capirlo? E perché proprio il 12 maggio e non il 17 giugno? Volete far vedere quanto siete forti rispetto al 12 maggio del 1974, quando molti cattolici non baciapile votarono per il divorzio? Nello sfasciume in cui sono caduti i partiti politici dopo gli anni di Mani Pulite pensate di non aver avversari capaci di tenervi testa? Non cercate lo “scontro”? E cosa avete fatto fino adesso? Pensate di prendere in giro gli altri, ma prendete in giro voi stessi. Non si ha ragione perché siete i soli a poter parlare, riducendo le voci contrarie al silenzio. Così è stato nella lunga storia della chiesa: la chiesa del silenzio! Ma noi consideriamo finiti quei tempi e non vogliamo che tornino. Se del caso, siamo disposti a lottare e di brutto!

20) Le pallottole di carta di carta di Ruini. Poiché ho il sospetto che la notizia originaria scompaia dalla rete, ne trascrivo il brano che mi fatto pensare ad una connessione diretta fra la dichiarazione di Ruini e la lettera spedita a bagnasco con dentro una pallottolla, vera ma vetusta, particolo quest’ultimo degno di attenzione. Perché infatti una pallottola di fabbricazione assai vecchia anziché una nuova? Come a dire che Bagnasco non vale neppure una pallottola nuova. Io questo messaggio lo leggo. I giornalisti e di politici dichiaranti pensano solo ad aprire la bocca, per parlare senza pensare, quando non la usano per mangiare. Ecco il brano tratto da un articolo di Andrea Tornielli, apparso su Il Giornale.it di venerdì 27 aprile ore 9.32:
Mentre il predecessore di Bagnasco, il cardinale Camillo Ruini, torna a parlare di «pallottole di carta» dicendo, però, che la Chiesa cattolica gode di un rispetto maggiore in Italia di quanto accada nelle istituzioni della Ue. Tranchant il cardinale Ettore Scola: «È una cosa indegna e triste. Il brano recita “torna a parlare di pallottole di carta”.
Dunque non era la prima volta? Io la notizia l’ho appresa direttamente dalla fonte citata (27.4.07 ore 9,32). Studiamo la tempistica: a) venerdì mattina è stata recapitata la lettera con il proiettile. Dunque quando può essere stata spedita, sempre da Genova? b) la notizia trapela il sabato mattina. Dunque vi è stato un via vai per tutta la giornata di venerdi; c) la notizia viene pubblicata per prima domenica mattina da il ”Corriere Mercantile”, che non è la stessa cosa del "Corriere della Sera”. Considerata che la linea di condotta della Curia è quella di minimizzare, viene chiedersi se la notizia non sia “sfuggita” di mano, anziché esser “data”. A questo punto, se non devo correggere la mia ipotesi sulla relazione di causa ed effetto fra pallottola di carta e pallottola vera, bisogna sapere quando Ruini ha parlato per la prima volta di pallottola di carta. Tornielli ha scritto: “torna a parlare”, E dunque quando Ruini ha parlato per la prima volta? Se chi ha mandato il proiettile vero ha avuto il tempo di leggere quanto diceva Ruini, può essere fondata la mia ipotesi. Se non ha avuto questo tempo, la relazione non perde di significato. Anzi ne guadagna, perché si può pensare all’opera dello Spirito Santo, che ha voluto mandare un saggio avvertimento tanto a Ruini quanto a Bagnasco. Ma vediamo cosa dice la rete, mettendo in Google “pallottole di carta”. Caspita! Di “pallottole di carta" si parla g come di un fatto passato già il 16 novembre 2005:
E se non fossero solo pallottole di carta, come afferma Ruini? Se le scintille polemiche di quegli scapestrati di Capezzone e Boselli riuscissero davvero ad attirare un grumo di opinione contraria alle sortite sempre più frequenti della Chiesa nel campo della politica e delle istituzioni parlamentari?
in un articolo di Frank Barretti in Carte vaticane. Ed ancora si trova in Radicali.it un articolo con data 17 novembre 2005, ripreso dal Corriere della Sera e scritto da Pierluigi Battista con titolo: “Pallottole di carta” e sottotitolo: “parole sbagliate”. Così Pierluigi: «Sia pur «scherzosamente», il cardinale Camillo Ruini ha deplorato le «pallottole di carta» sparate dal sistema mediatico italiano per impedire la presenza dei cristiani sulla scena politica e culturale italiana. Scherzo? La metafora è stata ribadita e amplificata dall'arcivescovo di Genova Tarcisio Bertone che ha esortato la Chiesa a non lasciarsi intimidire, appunto, dalla pioggia di «pallottole di carta» di cui sarebbe bersaglio…», che poi prosegue per i fatti suoi e chi vuole se lo va a leggere nel link. Noi intando apprendiamo che già allora anche Tarcisio Bertone aveva a che fare con le pallottole di carta, cioè con “parole sbagliate” che forse hanno ispirato uno psicolabile, direi piuttosto acculturato, forse più acculturato di Lancillotto, che ancora non è arrivato al torneo. Finalmente trovo in formato pdf la prima pagina de L’Unione sarda di mercoledì 16 novembre 2005 dove si trova un riferimento più diretto che riporto testualmente:
«Le esternazioni del cardinale Ruini aprono un duro confronto nei poli. “Le pallottole di carta fanno poco male”, ha detto ieri il Presidente della Cei replicando agli attacchi sui giornali dei laici del centrosinistra e ribadendo che il Concordato “non si tocca”. Il caso Ruini ha aperto uno scontro nel centrosinistra fra gli anticlericali (radicali e socialisti e i cattolici della Margherita».
L’articolo prosegue poi alle pagine 2 e 3, ma a noi interessano qui solo le pallottole di carta e la “profezia” di Ruini sulle pallottole vere del 27 aprile dell’anno 2007 dell’Era Volgare, come dice Piergiorgio Odifreddi. Dunque abbiamo ormai assodato che la storia delle pallottole di carta è cosa vecchia, sul quale il burlone ha avuto tutto il tempo per potersi documentare. La storia è interessante anche perché con quel che allora si è detto, non possono adesso venirci a dire i Signori Prelati che lo scontro non se lo siano cercato. Ma voglio ancora segnalare in materia di pallottole i seguenti links:

21) Sono le 20.30 del 30 aprile 2007. Il Telegiornale della sera della TV di stato si è aperto con la notizia del proiettile a Bagnasco. Da questa parte dello schermo l’interpretazione che do dell’accaduto differisce totalmente da quella ufficiale. Qual è la verità? La mia come cittadino isolato moltiplicato un numero n indefinito o la verità di Bertone, Benedetto XVI e Napolitano? Sono costoro i padroni della Verità? Temo che agli italiani non resteranno altro che i muri dei gabinetti per esprimere ciò che pensano. Intanto, dice delle bugie il cardinale Bertone quando afferma che la manifestazione del 12 maggio è contro nessuno come pure dice bugie su molte altre cose. Ma almeno ognuno nella sua testa può pensare quel che vuole.

22) L’Espresso: Bagnasco, festa ad alta tensione. L’Espresso sempre ricco di scoop non dice niente che già non sappiamo e soprattutto non apporta nessun elemento di analisi. Si direbbe che si vada instaurando un clima di paura, ma non per l’incolumità di Bagnasco. Paura piuttosto di esprimersi sull’accaduto, non già per approvare il gesto goliardico, ma di dire che può trattarsi di una comprensibile, esasperata reazione ad una pesantissima ingerenza della chiesa fin nella vita privata degli italiani. Altro che famiglia! Le famiglie italiane hanno di che sentirsi minacciate dalla carità pelosa di Santa Madre Chiesa. Un clima di terrore sta avvolgendo l’Italia come una cappa di piombo. Ho appena ricevuto l’invito a firmare un appello affinché venga riconosciuto ad uno storico cosiddetto revisionista il semplice diritto di poter parlare. A questo siamo arrivati, grazie ai tanti Bagnasco d’Italia!

23) Si parla di Brigate rosse! Se è fondata la notizia di cui al link, allora il tutto cambia aspetto e Bagnasco ha di che preoccuparsi. Ma allora perché la Curia ha parlato di “psicolabili”? Se sono le Brigate Rosse che conosciamo, son tutto meno che psicolabili. Se mai psicolabili saranno quelli che lavorano alla Curia di Genova. Che storia è questa degli psicolabili? Si vuole insultare chi ha mandato la missiva, ed in questo caso farlo incattivire di più o si è effettivamente in possesso di una specie di perizia psichiatrica? Che vuole dire “frange isolate”? Cosa si aspetta il cardinale Bagnasco di venir defenestrato a furor di popolo? Per fortuna, queste cose in Italia non succedono dai tempi gloriosi della Resistenza e della Liberazione. La notizia delle Brigate Rosse ha bisogno di altre conferme. Incomincio a preoccuparmi. In questo caso quel che dissi al tenente Zappalà incomincia ad acquistare consistenza. Le notizie finora note hanno sempre riportato il segno di una svastica, non di una stella a cinque punte. Era una svastica o una stella? O entrambi? E che senso ha mettere insieme le due cose? Forse in questo senso si è pensato a degli psicolabili. Ma se la svastica fosse il simbolo di Ratzinger e la stella il simbolo delle Brigate rosse, allora sarebbe croce contro svastica. Bisogna aspettare altre notizie, altrimento posso solo fare della fantascienza in ordine ai fatti successi. L’analisi politica è altra cosa e riguarda le vicende pubbliche degli ultimi anni.
24) Svastica e croce insieme. Ecco la conferma che aspettavo: nella lettera erano riuniti i due simboli, che messi insieme hanno indotto gli investigatori a sospettare una “confusione mentale” in chi ha recapitato la lettera. Se si tratta di brigate rosse, si faranno sentire nuovamente e dovremo seriamente preoccuparci tutti. Se si tratta di un mitomane, abbiamo il diritto di poterci ridere sopra. Ed in questo caso mi auguro che Bagnasco, Bertone e Ratzingen abbiano imparato qualcosa.
25) Il Sole 24 Ore. Entra il scena Napolitano, cioè la Retorica nazionale. Si coglie però qualche interessante elementi di analisi: a) «un vecchio bossolo calibro 9 corto e una fotografia dello stesso arcivescovo, ritagliata da un giornale e segnata con una svastica, in una busta spedita per posta ordinaria da Genova e ricevuta in Curia venerdì scorso. L'episodio doveva rimanere segreto per non suscitare ulteriore tensione e creare altri emulatori. Lo conoscevano solo il presidente della Cei, il suo segretario genovese don Stefano, forse un terzo collaboratore della Curia, che hanno segnalato il fatto al Vaticano e alla questura di Genova. Invece la notizia è trapelata ed è stata pubblicata in esclusiva sul quotidiano genovese Il Corriere Mercantile». || Come dunque ho ben ipotizzato la notizia che si voleva tener segreta, è invece sfuggita di mano. Ciò spiega molte cose di quelle che sono successe, ma anche la corrente manipolazione dell’opinione pubblica. Vi ricordate la notte di don Abbondio? b) «Il questore Salvatore Presenti e gli investigatori della Digos ritengono che si tratti del gesto isolato di un mitomane ed escludono la pista eversiva». Ce lo auguriamo tutti di cuore, ma in ogni caso il fatto resta in libero dominio della riflessione politica, che non può essere quella delle dichiarazioni ufficiali. c) «Il bossolo, cal. 9 corto, è una munizione per le diffusissime pistole Beretta mod. 34, in dotazione dalla seconda guerra mondiale all'Esercito fino ad una trentina di anni fa. Non essendo considerata arma da guerra era anche in vendita nelle armerie. «Chiunque abbia fatto il militare o abbia frequentato un poligono di tiro può averne raccattati a centinaia per terra», hanno commentato dalla Digos di Genova». || Roba vecchia, dunque, che potrebbe essere interpretata come un ulteriore sfregio al destinatario: non sei degno di una pallottola nuova! Se è così, altro che psicolabile! d) «A sostegno di mons. Bagnasco è intervenuto il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone: «Bisogna che l'Italia sostenga monsignor Bagnasco e che non lo lasci solo», ha detto il cardinale al termine di una messa celebrata a Roma». || Che vuol dire in concreto? Cosa dovrebbe dire ogni singolo abitante in Calabria, Sicilia, Campania? Loro possono stare soli e Bagnasco no? Mah! Sono troppo intelligenti questi uomini! e) «Tra i vescovi, la parola d'ordine è comunque quella di “non alimentare lo scontro”». || E cosa avete fatto fino adesso? Prima tirate calci ed insulti e poi dite che non alimentate lo scontro? Chi vuol vivere secondo i vostri saggi consigli, lo può ben fare e nessuno lo molesta. Siete voi che pretendete di dettare legge ad ognuno, ritenendo che ciò sia vostro sacrosanto diritto. State insultando la comune intelligenza dei cittadini. f) «C'è infatti preoccupazione per il crescente clima di intolleranza nei confronti del presidente della Cei, ma si evita qualsiasi reazione scomposta. Nella Conferenza episcopale italiana sono in molti a temere che una eccessiva pubblicità a certi episodi possa portare ad una sorta di «corsa all'emulazione» da parte di frange estremiste e anticlericali, in un gioco al rialzo che può diventare pericoloso e incontrollabile. Le scritte e le minacce contro Bagnasco, altri vescovi e lo stesso Papa Ratzinger, sono cominciate da quando l'episcopato italiano ha invitato a boicottare, con una nota impegnativa per i cattolici, il ddl governativo sui diritti dei conviventi; ora, l'avvicinarsi della manifestazione cattolica del 12 maggio contro i Dico e per la famiglia tradizionale rischia di avvelenare ancora di più l'atmosfera». || Si dicono finalmente le cose. Però non di “intolleranza” si tratta, bensì di “insofferenza” rispetto ad un’ingerenza che solo gli idioti ed i prezzolati possono negare. La frittata è stata cucinata tutta in parrocchia. Adesso ne vengono le prevedibili e previste conseguenze. Speriamo bene!

26) Il Papa e Napolitano: “Vicini a Bagnasco” e lontani dal popolo italiano e dalle sue libertà. In un periodo in cui le galere d’Europa e presto anche d’Italia brulicano di persone cosiddette “negazioniste” il cui unico crimine è di aver manifestazione un parere che potrebbe essere stato non sui campi di concentramento ma ad esempio sulla falsa donazione di Costantino, ecco che in Italia si forma il blocco del vittimismo ipocrita dove l’aggressore è trasformato in vittima, cui terroristicamente si deve solidarietà bipartisan e condivisa. Il cardinale Bagnasco non ha mai corso e non corre nessun pericolo. In sei mesi, in un paese disgraziato che si chiama Seminara, di morti ve ne sono stato almeno sei. Di essi non solo non si è saputo nulla e tantomeno dei loro autori, ma i giornali di questo regime non hanno neppure ritenuti che questi morti che terrorizzano un paese intero fossero degni di notizia. Io stesso correvo il rischio di allungare la serie se appena fossi giunto una mezz’ora prima sul luogo del delitto, Venivo da una riunione presso il Consiglio Regionale di Calabria, dove per un fatto di minore importanza oggettiva e di minore pericolosità criminale hanno fatto clamore. Questo è il regime! Un paese dove i morti ammazzati non sono tutti uguali, dove le “solitudini” sono tutte sole, ma altre meno bisognose sono meno sole di altre. Il papa ha detto a Bagnasco: Vai avanti! Li teniamo in pugno. Non potrà fermarci una pallottola arruginità. Ho già detto numerose volta che nella sua più profonda ed autentica essenza il cattolicesimo è una cosa sola: ipocrisia! Ne abbiamo in questi giorni una nuova conferma.

27) «il più sereno esercizio della missione pastorale. Il quadro dell’accaduto e delle sue prime conseguente si viene delineando lentamente. L’articolo si accede dal link contiene un buon riassunto dei fatti, che passiamo a commentare. Direi che è piuttosto infelice l’appello alla solitudine: '
'L'Italia non lascerà solo monsignor Angelo Bagnasco''. Il giorno dopo la notizia dell'ennesima minaccia contro il presidente della Cei, scende in campo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il cardinale Bagnasco non è mai stato solo né prima né durante nè dopo. Ad essere “soli” in Italia sono proprio tanti, ma fra questi non vi è mai stato il cardinale Bagnasco. La chiesa ha una grande tradizione diplomatica, ma mi pare che l’approccio alla solitudine sia stato alquanto infelice. Avranno avuto di che commentare il messaggio di Napolitano i veri “soli”, ammesso che stiano al televisore ad ascoltare le veline di regime. Il presidente Napolitano, che “ha preso carta e penna” per scrivere a nome dell’Italia, è presidente non in virtù di un’elezione diretta del popolo italiano, ma in seguito ai patteggiamenti più o meno limpidi di mille persone riunite a Montecitorio.
Presa carta e penna, il capo dello Stato ha inviato un messaggio al segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone che ieri aveva chiesto esplicitamente il sostegno dell'Italia. "Raccolgo le parole da lei pronunciate in relazione a recenti, gravi episodi di intolleranza nei confronti della Chiesa cattolica - scrive Napolitano - Desidero assicurarle che l'Italia non lascerà solo monsignor Angelo Bagnasco di fronte alle inammissibili, vili minacce di oscura provenienza di cui è stato fatto oggetto. Occorre garantire il più sereno esercizio della missione pastorale del presidente della Conferenza episcopale italiana e il più pacato, responsabile e costruttivo dialogo tra la Chiesa cattolica, la politica e la società civile, in linea con gli ottimi rapporti che intercorrono tra la Santa sede e lo Stato italiano".
In altra occasione ho espresso il parere che a rappresentare l’Italia avrei visto meglio un discendente dei Savoia, cioè del re che prima abitava al Quirinale, da dove è stata sfrattato per far posto oggi a Giorgio Napolitano, ex-comunista fautore di quel “compromesso storico” con il quale per amore del potere i comunisti hanno appaltato al Vaticano la cura delle coscienze (la “missione pastorale”) degli italiani, che presto verranno precettati da carabinieri alla frequentazione obbligatoria della messa domenicale. È inquietante la richiesta di “sostegno” da parte del cardinale Bertone. Che vorrà dire mai? Dall’otto al sedici per mille? Una corta per ogni vescovo d’Italia? La schedatura e l’arresto di quanti non vanno a confessarsi? La repressione di qualsiasi espressione critica o meno che reverente verso ogni discorso “pastorale”, quale che ne siano i contenuti? E che vuol dire “pastorale”? Pastorale è tutto ciò che un vescovo dice ed è meritevole di tutela costituzionale diversa e maggiore da un qualsiasi altro discorso di un qualsiasi cittadino italiano? Dopo che si sono aboliti i titoli nobiliari, è ora istituito un nuovo ordine con propri privilegi? È stato abolito l’ordine della Nobiltà ma non ha mai cessato dalle sue funzioni e dai suoi privilegi l’ordine del clero? Tempi bui si apprestano! Dopo la prima e la seconda Repubblica questa è la Terza che si annuncia? E cosa vuol dire intolleranza? Storicamente è sempre stata ed è tuttora intolleranza la chiesa cattolica verso ogni posizione diversa dalla propria. Cosà la lotta al “relativismo” se non una forma di inammissibile intolleranza? Probabilmente Napolitano, ex comunista con la sua propria storia che certo non può negare, confonde intolleranza con insofferenza. I due termini hanno un significato profondamente diverso. Io non esito a dichiararmi insofferente verso le continue esternazionali papali che dalla televisione di stato, il cui canone sono obbligato a pagare, mi urtano e mi irritano ogni sera: quello che dico resta per fortuna dentro le mie pareti domestiche, dove che io sappia non sono state piazzate microspie. Non sono però in alcun modo intollerante verso il libero esercizio del culto cattolico o di qualsiasi altra religione. Mi sono anche prodigato in tal senso. Dunque insofferente forse sì e del tutto lecitamente, intolleranti no. Confondere deliberatamente i due termini significa fare del vittimismo e non rappresentare più il popolo italiano: significa consegnarlo a mastro Titta. Quanto poi al “dialogo” vi è di che ridere o piangere. Con la pletora di parlamentari di destra e di sinistra che fanno a gara nel prosternarsi davanti alla Gerarchia cattolica non si vede quale “dialogo” possa esservi. Un “dialogo” è possibile fra soggetti pienamente indipendenti. È di oggi la notizia di parlamentari cattolici in Messico “scomunicati” perché non hanno ubbidito alle direttive della chiesa ed hanno invece approvato una legge sull’aborto. Se poi il dialogo deve essere un libero e franco scambio di punti di vista anche opposti, allora per conoscere le opinioni degli italiani il ministro degli interni Giuliano Amato deve mandare tutti i carabinieri d’Italia ad ispezionare i cessi pubblici d’Italia e ricopiarne le scritte. I cessi d’Italia sono finora, che io sappia, i soli luoghi dove diventa possibile senza eccessivi rischi esprimere il libero pensiero degli italiani. Ammesso che il ministro Amato ed il presidente Napolitano siano interessati a conoscere il pensiero degli italiani, possono attingerlo ormai solo in questi luoghi, dove non vi è rischio di essere censurati dall’esercizio della missione pastorale della Chiesa.
A Bagnasco è arrivata anche la solidarietà del Papa. Benedetto XVI ha telefonato personalmente al presidente della Conferenza episcopale italiana per esprimergli la propria vicinanza. Nella telefonata, il Pontefice ha tra l'altro detto a Bagnasco: "Non abbia paura, vada pure avanti per la sua strada, senza sacrifici è difficile ottenere qualcosa di positivo, vedrà che Cristo lo aiutera'". "Purtroppo -ha aggiunto il Papa- il clima su determinati argomenti, come la morale, in Italia è ancora delicato, ma la Chiesa di Cristo, come Cristo stesso le ha insegnato, non si lascia intimidire né condizionare nell'annunciare la Verità".
Con chi per statuto divino possiede la Verità non è possibile nessun “dialogo”. Dissentire può essere pericoloso. Si può solo soggiacere ed annuire. La solidarietà del Papa a Bagnasco sa di burla. Un cardinale non apre bocca se non per dire quello che il papa gli comanda. Bagnasco è un esecutore perinde ac cadaver del suo papa. Se sgarra di una sola linea, è subito defenestrato. Bagnasco non ha mente e lingua propria. Questo è sistema della monarchia assoluta del Papato, che non ne ha mai voluto sapere di riforme liberali al suo interno. La solidarietà del papa a Bagnasco è una solidarietà a se stesso. Qualcosa di grottesco. Si sono ribaltati i ruoli fra vittima e carnefice.
È questo appunto il vittimismo al quale stiamo assistendo con il pieno concorso di tutti i poteri dello Stato. Tutto il mondo politico si è schierato compatto in difesa di monsignor Bagnasco. "Ieri sera ho avuto una lunga conversazione con l'arcivescovo di Genova. Gli ho detto che questi sono fatti inammissibili. Purtroppo, come sapete, si ripetono continuamente", ha commentato il premier Romano Prodi.
Ma cosa è successo in fondo? Non lo hanno mica ammazzato al cardinale Bagnasco. La stessa Curia si sta prodigando a dirci che è stata una “bravata” di qualche stupido ragazzotto, che si tratta di “un polverone nato dal nulla”. Questo ci hanno detto e questo ci fanno capire. Si decidano una buona volta. Non possono dirci contemporaneamente che si tratta di cosa minimale, marginale, demenziale e simili, ma per una cosa del genere pretendere che si fermi un intero paese per prosternarsi davanti ad un contestatissimo “pastore”, le cui opinioni sono non una “verità di Stato” ma esternazioni di un soggetto umano che non gode di qualità intellettuali per decreto superiori a quelli della media degli altri cittadini. Ma perché il “pastore” Bagnasco deve avere una tutela diversa da uno qualsiasi di quegli “iman”, cui Giuliano Amato tira le orecchie, imponendo loro la sua “carta dei valori”? Se poi è vero che di simili “fatti inammissibili” (cioè le scritte sui muri) si “ripetono continuamente”, allora vuol dire che in questo paese esiste un problema di libertà di manifestazione del pensiero, che non trova espressione nelle forme istituzionali (parlamento, stampa, televisione, ecc.). Chi detiene il potere non ha il senso della coerenza logica di ciò che dice.
Intanto si è venuto a sapere che all'interno della busta arrivata venerdì sera nella Curia genovese, ma di cui si è avuta notizia solo ieri, c'era anche una stella a cinque punte. Oltre allo storico simbolo delle Brigate Rosse, la busta conteneva una foto dell'arcivescovo con sopra una svastica e un vecchio bossolo di pistola. La Digos genovese non ha voluto rendere noto il contenuto del messaggio, che ha definito ''breve, dalla calligrafia incerta, sgrammaticato e tale da non potersi ricondurre a una organizzazione reale''.
Dunque esiste un testo scritto. Fatecelo conoscere. Siamo maggiorenni. La mia ipotesi trovano una conferma secondo questa notizia. La svastica era disegnata sopra l’immagine dell’arcivescovo, come a dire che il “nazista” è lui secondo gli ideatori o l’ideatore della missiva, di cui non si sarebbe mai venuti a conoscenza se la notizia non fosse sfuggita a chi voleva mantenerla segreta. Ad opera di chi e come la notizia è stata trafugata non è detto. Se veramente fossero state le Brigate Rosse, queste avrebbero trovato il modo per divulgare la notizia e non l’avrebbero lasciata alla discrezione del destinatario della lettera, che come ormai è chiaro aveva tutto l’interesse al silenzio. La Chiesa ha sempre represso lo scandalo, ossia la divulgazione di notizie che non le ritornavano utili. E non vi è dubbio che tutti gli italiani che hanno appreso il fatto ed hanno visto le scritte, hanno pensato in cuor loro cose diverse da quelli che i loro Portavoce ufficiali vanno dicendo. Napolitano può rassicurare quanto vuole a nome degli Italiani, che non sono neppure tutti que seicento o settecento parlamentari che lo hanno votato. Gli italiani sono quasi sessantamilioni e non è detto che la pensino tutti come Napolitano pretende. Certo, possiamo far finta che sia così. Ma è una finzione giuridica.

28) Il fanatismo fondamentalista di Rocco Buttiglione. Questa rassegna stampa ha assunto uno sviluppo imprevisto. La Busta è stata recapitata in quel di Genova mentre stavamo scrivendo la lettera aperta a Tajani, che tutta non figura in questa rassegna. Il suo silenzio è strano e fa pensare alle “ire” della Curia vaticana per la strana astensione di Strasburgo. Si potrebbe pensare che Tajani abbia deliberatamente taciuto. Se voleva, poteva parlare. Si trovava a sabaudia, non nei mari del Sud del Pacifico, come scherzosamente avevamo ipotizzato. Pare redazionalmente opportuno scindere la vicenda Bagnasco dalla Lettera a Tajani. Vi saranno altre Lettere ad altrettanti parlamentare, con i quali di volta in volta riterrò di iniziare una discussione pubblica in toni che mi sforzerò di mantenere sempre civili, anche se mi riuscirà certamente difficile reprimere il mio temperamento. Pertanto procedo ad alleggerire questo post trasferendo in un altro nuovo di zecca tutti gli argomenti connessi ai rapporti della CEI con il sistema dei poteri pubblici ed istituzionali dello Stato italiano nonché con il complesso dei diritti sanciti nella costituzione e nella legislazzione per tutti i cittadini italiani siano essi cattolici o non cattolici. Con opportuni links interni ed esterni questo mio Blog ha ormai assunto il carattere di un ipertesto con migliaia di pagine. Affinché i miei Quattro Lettori possano fruirne, se lo desiderano, sto procedendo ad una revisione del tutto, ritoccando i testi quando occorre, ma soprattutto fissando links, di cui ho ben appreso la tecnica.

8. A Sabaudia era Lancillotto! A incoronare Maracchione, “re” vassallo di Sabaudia!. Mi chiedevo dove fosse. Il sistema informativo delle Google Alerts mi ha appena recapitato una notizia del 30/04/2007 dove ricorre il nome di Antonio Tajani. Stanno brigando per le elezioni amministrative. Questi uomini vivono ed esistono in funzione delle elezioni. Attingo però qualche informazione interessante. A meno che non abbiano defenestrato Francesco Giro, che sapevo esser coordinatore regionale di FI per il Lazio viene invece dato come Coordinatore regionale (di cosa?) il nostro Lancillotto, cioè Antonio Tajani. La cosa non mi sconvolge più di tanto: tra i due è difficile dire chi sia più clericale dell’altro. Ricorda di una donna che li aveva preceduti entrambi nella carica. Mi sorprese in un suo discorso l’indicare come un argomento il fatto che nel Lazio ci fosse la Chiesa, cioè la Curia e la Gerarchia ecclesiastica. Non si capiva bene quali conclusioni ne traesse. Di Lancillotto comunque non ho registrato nessuna dichiarazione pro Bagnasco. Che abbiano litigato? Che lo abbiano scomunicato? O forse è impegnato in cose più sostanziose? Hanno fatto un Listone per Sabaudia: FI, Alternativa per Sabaudia, UDC, Alleanza per Sabaudia, UDEUR, Pensionati e Nuovo PSI. Come elettore del Lazio di FI rendo noto con l’occasione che per quel che mi riguarda preferisco perdere le elezioni piuttosto che vincerle con l’UDC alleata. Non sono un politico? Giusto. Non sono un politico! È presente anche il coordinatore cittadino ed europarlamentare Stefano Zappalà oltre che Alessandra Mussolini. Questi al Parlamento europeo ci vanno giusto per prendere lo stipendio. A studiare i problemi europei, a tentare di fare l’Europa è cosa quanto mai lontano dalla loro testa. Direi che il Parlamento europeo è un Ente inutile. Sarebbe meglio abolirlo e destinare diversamente i fondi così risparmiati, magari sempre a fini di consolidamento dello spirito europeo fra le popolazioni. Non credo che un parlamentare europeo sia più europeo di un passante per le strade di Berlino, Roma, Parigi, Madrid. Credo che ci sia più senso d’Europa in comuni cittadini che si chiedono perché un’Europa politica non sia possibile. A non volerla credo siano innanzitutto chi di Europa campa. Eccolo lo stratega, il tenente Zappalà:
«"Abbiamo chiuso una coalizione- ha esordito Zappalà- che rappresenta praticamente tutto il centro destra. Manca un solo simbolo, quello di AN. Ci sono però le persone, a dimostrazione del fatto che noi non abbiamo problemi con i partiti. In politica, comunque, ciò che conta sono i fatti e l'arroganza dei singoli non paga mai"».
Daranno “lustro” alla città. Non sapevo che Alessandra Mussolini avesse un “carisma”. Passi per il nonno! Ma di Alessandra non sono mai riuscito ad apprezzare una parola. Suoni di tamburo!
Poi è stata la volta dell'onorevole Tajani:"La discesa in campo di due parlamentari europei, Alessandra Mussolini e Stefano Zappalà, che hanno deciso di candidarsi a Sabaudia come consiglieri comunali, è un modo per lanciare un messaggio molto preciso: la città deve uscire dai suoi confini locali per diventare un punto di riferimento dell'intera provincia di Latina".
Parlamentari europei a Strasburgo, consiglieri di paese a Sabaudia, e mani in pasta nell’organigramma del partito!
Ho sempre sostenuto che vi sia incompatibilità fra cariche di partito e cariche elettive. Compito del partito dovrebbe essere quello di controllare il deputato eletto nell’interesse dell’elettore e del cittadino. Il controllore non puà controllare se stesso. Eccolo rivelato il marciume! Le cariche sono autoreferenziali e servono per distribuire ed acquisire ulteriore potere e relative prebende. Quanto al “lustro” è forse la cromatina che va sulle scarpe. I cittadini e gli elettori verranno invitati a lustrare le scarpe agli eletti di qualunque partito sia, appena dovranno pietire per qualche “favore”. I “giganti’ di cui parla il candidato sindaco Alessandro Maracchioni sono tali appunto perché hanno bocca ed appetiti da giganti. Quanto al resto: Votantonio! Alla pagina elettorale di Tajani si possono leggere i risultati per l’ultima votazione al Parlamento europeo nella Circoscrizione centrale: Berlusconi: 436.861 (mio compreso); Tajani Antonio: 123.201 (mio compreso e me ne sono pentito); Antoniozzi: 61.533 (mio compreso); Zappalà Stefano: 47.347 (non l’ho votato e la presa male). È chiaro. Il “vassallo” di Sabaudia dovrà raccogliere voti per le prossime tornate elettorali. Magari l’imperatore metterà in lista quel vassallo anziché un altro e tutto diventa una partita di giro. Come si ottengono i voti? Non lo devo dire io. Visto che ci siamo vale la pena raccogliere questa perla:
La Costituzione che fonderà l’Europa del domani dovrà prevedere un riferimento alla dimensione religiosa. La religione ha assunto una grande importanza per la forza dei principi che esprime. La centralità della persona ed il rispetto della sua dignità, la solidarietà, la difesa degli ultimi, la tutela della vita ed il pluralismo delle espressioni sociali e delle autonomie costituiscono un patrimonio straordinario che appartiene a tutta la cultura europea, anche a quella laica. Oggi l’Europa è unita anche dal suo patrimonio religioso.In questa prospettiva, il Partito Popolare Europeo ha proposto che sia fatto riferimento all'eredità religiosa nel preambolo del nuovo trattato costituente e che si affermi che i valori dell’Unione includono i valori di coloro che credono in Dio. Queste proposte non hanno nulla di confessionale, né vogliono mettere in discussione la separazione tra Stato e Chiesa.
Antonio Tajani
Ci sono tutti gli indirizzi dei luoghi dove Antonio Tajani va a raccogliere i suoi voti, innanzitutto nelle sacrestie. Quanto poi all’affermazione che “Queste proposte non hanno nulla di confessionale, né vogliono mettere in discussione la separazione tra Stato e Chiesa” non si tratta di qualcosa che abbia senso logico, ma è soltanto un tentativo di raccogliere voti anche fuori dalle sacrestie, ma innanzitutto le sacrestie come luogo privilegiato per la raccolta dei voti. Il resto si può sacrificare. E ci può contare per quanto mi riguarda. Ma comunque sia Sabaudia non è Strasburgo. Vorrei che gli europarlamentari Tajani, Zappalà, Mussolini mi spiegassero cosa stanno a fare a Sabaudia quando sono strapagati per stare a Strasburgo. È un modo il loro per dimostrare a tutti che la carica di Europarlamentare è una sinecura che non comporta nessun serio obbligo né di certo può dirsi che sia stata una seria occupazione europea l’essersi dati da fare per coprire le esternazioni italiane di Bagnasco. Con loro e di questo passo l’Europa non sarà mai altro che una mera decorazione sugli edifici pubblici, una targa di uffici lucrosi per quanti hanno il privilegio di poterci lavorare.




* * *

Intanto, direi che sia stato incauto il furbissimo cardinale Ruini, il quale pochi giorni addietro menava vanto in pratica del fatto che in Italia la chiesa ha solidamente instaurato il suo potere ed al quale si deve la fin troppo facile idea di mandare un proiettile vero al suo successore Bagnasco. Il Vaticano tiene in pugno l’Italia – così spavaldamente Ruini ha lasciato intendere –, la tiene in pugno grazie al suo esercito di ascari parlamentari, tra cui i Tajani, Mauro, Volonté, Pedrizzi, i Pera, Quagliarello, ecc. ecc. Per non parlare poi di giornalisti “atei devoti” alla Ferrara e chissà quante altre casematte del potere economico e spirituale che io neppure immagino. Non mi riesce invece difficile immaginare che chi abbia sentito la vanteria di Ruini abbia a suo modo ben pensato di mandare a Bagnasco un proiettile vero. L’effetto mediatico sarà notevole. Il dubbio che ho è se le armate mediatiche bagnatesche-ruinesche preferiranno tentare di non dare risalto all’episodio. Penso che converrebbe loro di più, ma non è detto che i media non agiscano per conto loro. La dipendenza del sistema dell’informazione dai vertici vaticani non è immediato. Hanno avuto ragione su Crosca che ha posto fine all’innocua satira sul papa, ma la cosa ha richiesto un certo tempo. Non voglio sviluppare oltre questo commento. Mi limito a ricordare un episodio personale. Ho sopra citato nella Lettera aperta a Tajani l’occasione pubblica in cui davanti alle sue enormità io non riuscii a trattenermi nella sedia. Scattai di botto e dissi quel che dissi in presenza di qualche migliaio di persone. In seguito, fui portato bonariamente in una sala accanto dall’on. Zappalà, al quale fra l’altro dissi che con quello che avevano combinato innestavano una sorda reazione che avrebbe potuto assumere i connotati della guerra civile. L’europarlamentare tenente Zappalà, plurilaureato esperto di strategia militare, mi guardò con superiorità come se avessi detto una sciocchezza, che io sono il primo ad augurarmi ardentemente che resti tale. Ma intanto il quesito se le reazioni a Bagnasco siano forme eversive non me lo sono posto io, ma il viceministro Minnitti e su questo tasto insistono in molti secondo me in modo strumentale. Con “guerra civile” intendevo ed intendo una guerra delle coscienze, più radicale e temibile di quelle fatte con pallottole vere o di carta. Il 12 maggio scenderò anche io in piazza, ma non in quella di San Giovanni in Laterano bensì a Piazza Navona. Manderò per posta telematica senza pallottole né vere né di carta queste mia riflessione all’on. Zappalà, se mai affaccendato fra i suoi affari troverà tempo per accorgersene e leggerla.