mercoledì, maggio 02, 2007

Da Ruini a Bagnasco: dalle pallottole di carta alle pallottole di piombo

⁄[testo in elaborazione per quanto riguarda la forma del già scritt ed in progress per l’aggiunta di nuovi paragrafi]

Sommario:

Questo articolo nasce da uno sviluppo eccessivo di un precedente articolo, dove ho scritto una Lettera aperta ad un deputato, da me votato e verso il quale rivendico un particolare diritto di critica. Il problema affrontato nella Lettera è molto complesso e riguarda i fondamentali della democrazia. Mi rendo conto che devo ancora fare molti sforzi di riflessione su questo tema. Penso però di essere sulla buona strada. Vorrei anche orientare i miei Quattro lettori, facendo loro intendere che non esiste nessun “partito del cuore”, nessuna logica del mio partito migliore del tuo ed è quindi sciocca la recriminazione per la scelta di campo fatta e l’invito al passare dall’altra parte. Tutti i partiti hanno raggiunto il grado estremo di degenerazione possibile. Proprio per evitare una deriva violenta del sistema occorre che ogni elettore eserciti i suoi diritti di cittadino non per far vincere questa o l’altra coalizione, ma per rinnovare innanzitutto la forma e l’etica della partecipazione politica e specificatamente del rapporto fra l’eletto ed il suo elettore. Ma ho già introdotto troppi temi in una volta sola. È preferibile tornare a Bagnasco.

Mentre criticavo Antonio Tajani, il “mio” deputato, mi sono accorto che devo dirigere la mia attenzione sull’ingerenza del clero nella vita politica italiana. Ciò è una conseguenza del degrado della funzione dei partiti politici. Il loro discredito è giunto al punto più basso presso i cittadini, che non hanno nessuna stima dei politici che si presentano a chiedere loro il voto. Partiti e candidati sono incapaci di fare proposte e di offrire una filosofia, una concezione del mondo, una visione delle cose. Ecco che la Chiesa appare loro come il più grande collettore di voti. La sacrestia è il luogo dove si cerca il consenso elettorale. Ciò ha portato alla corruzione sia della politica sia della religione. Anche qui il problema mi si affaccia alla mente in tutta la sua complessità. Devo rinviare alle trattazioni che ho già fatto in questo Blog ed a quelle che ancora farò.

Per ritornare a Bagnasco ho covato in questi due giorni (domenica, lunedi) appena trascorsi una grande indignazione ed insofferenza non per l’inesistente pericolo per la vita di Angelo Bagnasco, ma per lo spettacolo indecente dell’universale untuoso servilismo del potere civile verso l’ecclesiastico. Non ho apprezzato nessuno degli interventi dei politici, dalle più alte cariche a quelle più basse. Ho avuto netta la percezione che l’infeudamento del potere politico è giunto al suo grado estremo. Siamo ritornatoi ai fasti dello Stato pontificio. Angelo Bagnasco non è stato aggredito, non ha corso nessun serio pericolo, niente di minimamente paragonabile a ciò che subisce quotidianamente un qualsiasi abitante della Calabria, della Sicilia, della Campania, dove il cittadino è veramente solo davanti alla violenza, alle minacce, alle intimidazioni che deve ingoiare ogni santo giorno del calendario: Napolitano, già ministro dell’Interno, era passato una volta da uno di questi comuni disgraziati ed ha lasciato solo i debiti per le spese di rappresentanza che l’amministrazione ha dovuto affrontare per ospitare tanto onore. Da allora i morti hanno continuato ad essere ammazzati, come e più di prima. Il proiettile arruginito ricevuto da Bagnasco è stata poco di più di una goliardata e le scritte sui muri sono un atto di accusa verso tutta la classe politica che ha svenduto i diritti civili degli italiani.

Il Natale cristiano, come tutti sanno, si celebra il 25 di dicembre. Non tutti sanno che questo giorno coincideva nella Roma precristiana con la festa del dio Sole. Nella nuova edizione si è stravolto il significato antico: è così con tutta la storia del cristianesimo e del cattolicesimo in particolare. Il nuovo cancella il vecchio. Resta la memoria della manipolazione sincretistica e si è tolto dalla testa di ognuno il ricordo di ciò che era prima, dell’antico significato, degli antichi dei che fecero grande l’Impero. Il 12 maggio 1974 veniva definitivamente introdotto nella legislazione italiana l’istituto del divorzio. Se mai Savino Pezzotta e la Roccella legggono queste righe, dico loro: ma perché non avete scelto un’altra data? L’aver scelto questa data è una prova oggettiva della vostra provocazione, della vostra arroganza, della vostra aggressione, della vostra ipocrisia: sottolineo tre volte la parola ipocrisia perché in Italia ve ne è tanta. È un apporto specifico del cattolicesimo alla formazione del carattere degli italiani, divenuto ormai un tratto indelebile della loro anima e del loro agire. Si dice giustamente che in Italia è mancata quella reazione morale che è stata la Riforma. Vi è stata invece la Controriforma che ha guastato ancora di più il carattere già guasto dagli italiani. Rispetto a Giordano Bruno il nostro Galileo Galilei ha insegnato alle generazione futuro che la Vita vale di più della Verità, che è cosa senza senso e senza valore tanto da poterla lasciare in appannaggio alla Chiesa. L’otto settembre non è stata una pagina gloriosa di storia e sul referendum istituzionale del 1948 si è subito affacciato il sospetto della truffa, che qualcuno ha pure detto “benedetta”: benedetta quella truffa che ci ha dato i nostri politici odierni.

Di Pezzotta non conosco per nulla le vicende che dalla direzione della Cisl lo hanno portato insieme con Roccella alla direzione della riscossa radicale. Mi immagino scenari che non mi appassionano. Ma mentre mi ero ormai abituato a vederlo nelle vesti di sindacalista, mi riesce difficile dargli credito nel nuovo ruolo che si è scelto. La genericità della “giornata famiglia” fa pensare alla genericità della “giornata di sole” della famosa canzone napoletana. Tutti nasciamo necessariamente da un padre ed una madre: insieme tutte e tre costituiamo necessariamente una famiglia. Chi può essere ragionevolmente contro la famiglia? Chi può pretendere di mettere il copyright sul Sole? Lo fece duemila anni fa la Chiesa cattolica! Oggi lo ritenta com Pezzotta e Roccella. La disonestà intellettuale di Prelati ed ascari non conosce limiti. La mancanza di ogni senso elementare del pudore è diventata una seconda natura come la pelle che ricopre il volto.

Ma restiamo a Bagnasco ed al progetto di questo articolo, che verrà sviluppandosi in un’ampia monografia in progress attingendo alle risorse della rete. I fatti del giorno per essere compresi e spiegati hanno bisogno di essere messi in relazione con fatti di cronaca che magari ci sono passati davanti inosservati. Così non si può pensare al proiettile vero che un Burlone ha messo in una busta senza le pallottole di carta di cui il cardinale Ruini parlò nel novembre del 2005 suscitando un coro di polemiche e la cui immagine riprese proprio il giorno prima in cui la Busta con il proiettile vero veniva recapitata al suo successore. Nessuno ha colto questa relazione! Non mi sembra un caso e trovo che ciò sia un ulteriore segno di servilismo, o meglio del bavaglio in cui è costretto tutto il sistema italiano dell’informazione. Ragion per cui non restano che i muri d’Italia per poter scrivere quelle verità che da Trono e Altare sono state bandite.

È incredibile tutto il clamore suscitato da un proiettile arruginito. Non so se avrebbe mai potuto essere sparato. Se è un segno dei tempi, si tratta di interpretarlo secondo l’abituale interpretazione biblica. Il proiettile di piombo potrebbe essere stata una risposta a Ruini che parlando di proiettili di carta lasciava intendere a chi così voleva pensare che egli ritenesse di tenere sotto il calcagno dei suoi piedi tutto il sistema della formazione della volontà politica in Italia. Ed è verosimile se si pone mente alla pletora di parlamentare che ubbidiscono ad ogni cenno che viene da oltre Tevere. Il Burlone avrà voluto dirgli: vuoi una pallottola di piombo? Eccoti accontentato! Quanto poi alle pallottole vere, quelle che fanno male, ce li troviamo sparati sul cranio tutti i santi giorni ogni volta che accendiamo il televisore. Le trasmissioni televisive che senza alcun contradditorio diffondono ogni giorno il “messaggio pastorale” sono violenza subliminale allo stato pure. Sono rincretinimento collettivo del popolo italiano che coraggiosamente uno scrittore (Odifreddi) ha potuto definire cretino in quanto cristiano e soprattutto cattolico. Se cretino non è, a farlo diventare tale ci pensa il governo italiano sia che a palazzo Chigi si trovi Berlusconi o Prodi.

Voglio io togliere la libertà di parola alla Chiesa? Ma manco per sogno. È stata sempre la Chiesa che ha considerato un crimine efferato la libertà degli altri. La libertà laica si è storicamente affermata per consentire a tutti gli altri la libertà plurale di tutte le fedi e di tutte le opinioni. Curiosamente, per via traverse e con l’ausilio di un ceto politico corrotto più che mai, si è ritornati alla Verità Unica che contesta il relativismo delle altre verità. Innanzitutto, alle altre e diverse verità occorre togliere le lingue di quanti possono dirla e le orecchie di quanti possono ascoltarla e gli occhi per poterle vedere: ci pensa egregiamente una diavoleria moderna che si chiama televisione, prima si usavano gli arsenali della tortura, mezzi obsoleti che la Santa Inquisizione non ha più bisogno di usare. Non sono neppure paragonabili con l’efficacia fornita dalla televisione. Dunque, la verità non può disporri di altro che dei muri per potersi manifestare. Si può tecnicamente rimediare con un impiego sempre più capillare di telecamere e con qualche riforma del codice penale. Se è perseguibile la scritta “Bagnasco boia” o simili, è ancora possibile la scritta: “Abbasso Bagnasco" o "Bagnasco non sono d’accordo con quello che dici!”, in una parete dove non vige il divieto di affissione.

Dunque, si ignora una violenza implicita nella tecnica della persuasione subliminale degli organi mediatici e si grida con tanto clamore per una ragazzata, qualificata come tale dalle stesse vittime della bravata. Ma un simile clamore per una bravata non si è mai sentito. Dobbiamo concluderne che c’è del marcio nel regno di Danimarca. Con metodo, pazienza e costanza cercheremo di scoprirlo in questo saggio.

1.
Il fanatismo fondamentalista di Rocco Buttiglione

Non sarebbe stata completa la mia Rassegna Stampa senza l’immancabile dichiarazione di Rocco Buttiglione, che troviamo in Noi Press: la famiglia italiana, in realtà una famiglia dell’UDC, dove compare un’ampia intervista con titolo: Le colpe della sinistra, di cui non faccio certo l’avvocato difensore, ma il cui titolo ritrasformo in altro che mi sembra meglio esprima la posizione di Buttiglione: il suo fanatismo fondamentalista. La sua intervista è pubblica come è pubblico il mio commento: non gli mando proiettili né di carta né di piombo ma critiche che cerco di formulare nel modo più obiettivo, rigoroso e civile possibile. Per ottenere ciò ritornerò può volte sul mio testo, studiando gli argomenti e le parole quanto serve.

Così esordisce la pacata, serena e meditata e “filosofica” intervista:
Il paragone che fa Rocco Buttiglione è forte: “I politici di sinistra si stanno comportando oggi con i cristiani come i nazisti fecero con gli ebrei”.
Ed è questo un primo proiettile, che Rocco il Serafico scaglia contro avversare non definiti con nome e cognome, ma individuabili. Vediamo cosa possiamo rispondere a questo primo proiettile. Il “come” introduce una similitudine, che però fa pensare a ben altra similitudine: come i cristiani fecero con gli ebrei con l’aggravante che i nazisti poterono farlo solo per pochi anni, mentre invece i cristiani lo hanno fatto per duemila anni. Se facciamo una stima della conta dei morti credo di non esagerare che in duemila anni i cristiani di morti ne abbiano fatto più di seimila. Quanto ai lager nazisti si posson ben contrapporre i ghetti, dove i cristiani rinchiusero gli ebrei con una disciplina ed una regolamentazione che ha ben poco da invidiare a quella nazista. Ed inoltre rimane un quesito storico di fondo: sarebbe mai stato pensabile l’antisemitismo nazista se non fosse stato preceduto dall’antisemitismo cattolico o cristiano che dir si voglia, anche se i due termini sono assai diversi e forse addirittura contrapposti. Il professor Buttiglione, mio egregio condiscepolo pressoil Maestro Del Noce, è uomo di studi approfonditi, al quale non ho bisogno di illustrare la fondatezza storico del mio fuoco di risposto al suo proiettile “filosofico”. Quanto poi alle “colpe della sinistra”, di cui non sono avvocato difensore, riconosco che ve ne siano, ma in un senso diametralmente opposto a quello che Rocco le attribuisce: sono colpe di servilismo e di svendita della laicità dello Stato. Per dare un ampio quadro storico si pensi all’art. 7 della costituzione dove con il voto di Togliatti passava il concordato, si pensi poi al compromesso storico ed alle viltà della sinistra ai tempi del referendum sul divorzio, si pensa alla nuova edizione socialista del Concordato quando doveva invece essere abolito, si pensi alle gare di servilismo degli ultimi tempi. Non riesco proprio a capire come Buttiglione non si dichiari contento davanti a tanta docilità. Cosa poteva aspettarsi di più? Un quesito ed una ricerca interessante visto che abbiamo a che fare con un “filosofo”.
Parole pesanti su cui l’ex ministro dell’Udc non fa marcia indietro: “Il meccanismo è lo stesso: cercano un capro espiatorio per scaricare le loro frustrazioni”. E in questo caso il bersaglio “sono tutti i cristiani”. Il politico e filosofo è a Rimini per partecipare a un’assise di Rinnovamento nello Spirito Santo e alla platea dice: “Se, Dio non voglia, succedesse qualcosa a monsignor Angelo Bagnasco noi sapremo dove andare a cercare i mandanti morali: siedono nel Parlamento europeo tra quelle forze politiche che hanno lanciato una campagna di odio.”
Qui non si capisce cosa vuol dire il nostro filosofo. Non sono in grado di commentare il “capro espiatorio” e le “frustrazioni”. Il riferimento è per me oscuro. Quanto al bersaglio “tutti i cristiani” il discorso diventa più chiaro e vi si può rispondere con un passo già citato di un ben diverso filosofo, cioè Benedetto Croce che mette in guardia dalla “pia unzione” di quanti usano il nome cristiano per costruire le loro fortune. Di Rocco mi ricordo quando, assai benvoluto da l mio professore Augusto Del Noce, lui era assistente volontario. Pur essendo stato fedelissimo studente di Del Noce non riuscii mai ad avere rapporti con il suo assistente, la cui ambizione traspariva da ogni poro della pelle. Una volta Del Noce si lamentava con lui del fatto che non riuscisse allora a far dare dall’Università 80-100 mila lire al suo assistente Rocco, di cui ignoro se fosse ricco di famiglia. Fatto sta che con il cristianesimo, passando per Comunione e liberazione e la Democrazia Cristiana, di soldi adesso ne ha fatto e come! A lui il nome “cristiano” è convenuto. Devo ammettere che ci ha saputo fare. A me già in quegli anni riusciva assolutamente indigesto chi recava scritto sulla fronte “sono cristiano” non perché ce l’abbia mai avuto con i cristiani in quanto tale, ma perché quello era il metodo di cui si servivano per fregarti. Già da allora quelli di Comunione e Liberazione, se posso dirlo, non li ho mai potuto soffrire, perché mi apparivano come dei pericolosi fanatici. Da lì è venuto Rocco e sta ancora lì, da dove a Rimini arringa contro i “mandanti morali”, che non sono i neobrigatisti rossi, ma sarebbero europarlamentari che siedono a Strasburgo. Per chi non lo sapesse san Rocco in Calabria è il patrono dei briganti. Se “terrorismo” è stata considerata da Oltretevere la semplice battuta di un comico davanti alla platea di San Giovanni, che dire dire di un ben più esplicito arringa alla folla di Rimini, dove san Rocco di sapere che i “mandanti morali” di un inesistente attentato alla vita di Angelo Bagnasco siedono fra i parlamentari di Strasburgo, responsabili di una “campagna d’odio” consistente nel non riconoscere una Verità così saldamente detenuta da Rocco ed i suoi Amici con tonaca e senza tonaca. Offendono, attaccano, minacciano e ritengono di essere stati offesi, attaccati, minacciati. La psicanalisi, che certamente fa parte della cultura enciclopedica del professor Buttiglione, ci insegna che probabilmente Rocco si augura che qualcuno ammazzi il cardinale (“dio non voglia!”). Si possono forse così spiegare gli accenni alle “frustrazioni”. È risaputo che il martirio è la somma goduria dell’ideologia religiosa del cristianesimo. Il nostro Rocco (“dio non voglia!”) avrebbe di che sguazzare e con lui il segugio Luca, di cui diremo più avanti. Se fosse appena un poco responsabile, san Rocco potrebbe comprendere che scongiurare pubblicamente come lui fa nella vasta platea di assatanati di Rimini, ripresa dai mass media e da “Noi Press”, èquivale per contrasto ad evocare l’evento. Dopodiché è facile armare la mano di qualche squilibrato, che è facile trovare per le strade d’Italia da quando sono stati aperti i manicomi, il quale magari finora non aveva avuto una così brillante idea come quella suggerita ed evocata dall’Ineffabile Rocco. Ed in questo caso, se l’evento si verificasse (“dio non voglia”) dove bisognerebbe cercare il mandante morale? A Strasburgo o a Rimini? Quanto ad attentati a Bagnasco, per quello che posso giudicare pur non essendo un esperto, ritengo che i dissenzienti da Bagnasco e Buttiglione possono al massimo ideare un ben diverso ed assai più efficace attentato: uno sonora pernacchia, in privato certamente, in pubblico se ne è offerta l’occasione. Ma niente di più. I frustrati della superstizione cattolica si trovano a Rimini, ma gli oppositori civili di Bagnasco sono figli della dea Ragione e dell’Illuminismo.

(segue: adesso vado a fare Lezione)


Intanto anticipo tutto il suo testo, prima ancora di rielaborarlo in un mio editing:



-----------------------------------------
Buttiglione: Le colpe della sinistra


Il suo schieramento politico parla di un anticlericalismo dilagante nella politica italiana ed europea. E’ d’accordo?

“Parlerei di totalitarismo relativista. C’è la volontà di imporre a tutti un’ideologia che nega l’esistenza della verità, della fede e si vuole imporla a chi non è d’accordo. Non è stato Bagnasco a inviare pallottole a chi non la pensa come lui ma il contrario. E i mandanti morali sono quelli che aggrediscono e offendono chi non la pensa come loro.”

Accusa la sinistra?

“Sì perché a volte i politici dimenticano che gli altri, alcune parole, non le prendono per quello che sono veramente, cioè buffonate, ma vengono prese sul serio. E le conseguenze possono essere terribili, come in questo caso”.

Marcello Pera evoca scenari sudamericani: solo lì i sacerdoti sono scortati. Siamo su questa strada?

“Sono stati molti i preti scortati ma purtroppo non è sempre servito. C’è una deriva di intolleranza verso la parola dei cristiani: deve farci riflettere. Vedo però, con piacere, che qualcuno si muove: ho molto apprezzato Bertinotti però…”

Però?

“Gli devo ricordare che i suoi deputati all’Europarlamento hanno votato una mozione contro Bagnasco: un incitamento all’aggressione. Alla fine, certo, non c’è stato nessun riferimento diretto ma rimane un brutto segnale di intolleranza a chi la pensa in altro modo. E anche s questo, ci sono responsabilità politiche e morali gravissime”.

Ma secondo lei, nel Parlamento europeo c’è uno scontro tra una fazione omofoba e una pro gay?

Ci sono gruppi di sinistra con un’esile maggioranza che sono influenzati da lobbies anticristiane. Ma lo sa quale è lo Stato che è oggetto di più mozioni e interrogazioni. Non è la Cina, non l’Arabia Saudita, non il Darfur dove pure c’è un genocidio in atto, ma Città del Vaticano”.

Da chi sono composte queste lobbies?

“C’è una sinistra in crisi che ha perso la sua identità anti capitalista e scarica la sua insoddisfazione contro la chiesa cattolica. Come i nazisti con gli ebrei”.

Senatore perdoni, è un paragone un po’ pesante.

“Assolutamente no. Il meccanismo è lo stesso: si cerca un capro espiatorio per le proprie frustrazioni e parte l’attacco”.

Ma perché in Italia alcuni partiti, come i socialisti di Boselli, premono ora verso un’accesa laicizzazione?

“I socialisti contavano di più quando erano meno laicisti ed infatti, godevano di maggiore credito e prestigio. Ora hanno imboccato questa strada perché sanno bene che se il gioco si svolgesse sul terreno della democrazia perderebbero il confronto. E questo li manda in bestia.”

In Messico, la chiesa vuole scomunicare il sindaco della Capitale che ha varato nuove norme per l’aborto: che ne pensa?

“Non mi premetto mai di giudicare questioni che riguardano altri stati. Comunque il tema è un altro: i vescovi hanno il diritto di dire quello che vogliono, spetta al politico cristiano decidere poi in coscienza”.

Ma, secondo lei, come si può arrestare quest’ondata di violenza contro Bagnasco?

“Chi acceso l’incendio ha il dovere di spegnerlo. E basterebbe pochissimo: i politici facciano capire che i sacerdoti hanno il diritto di dire quello che vogliono poi uno decide se ascoltarli o no”.

Anche i suoi vecchi compagni delle Dc, ora nella Margherita, sono divisi tra contrari e favorevoli ai Dico.

“Consiglio da sempre ai miri amici della sinistra di riconoscere che i partiti non possono occupare tutti gli spazi: temi come la morte, il matrimonio e la famiglia, vanno lasciati ai singoli. Da politico, penso che il governo non doveva impegnarsi sui dico: erano i parlamentari a doversi pronunciare. Poi la Chiesa non poteva certo dire che il governo ha fatto bene. E questo i politici se lo dovevano aspettare.”

-------------------

che ritorna sul tema in compagni di Luca Volonté:

Minacce a Bagnasco: gli interventi del sen. Buttiglione e dell’on. Volontè

Minacce a Bagnasco: gli interventi del sen. Buttiglione e dell’on. Volontè
'C'è in Italia una propaganda violenta anticristiana, la quale vuole proibire ai vescovi di parlare e considera come intromissione il fatto che loro parlino. Se la sinistra sposa l'attivismo etico come base della sua visione del mondo non può aspettarsi degli applausi da parte della Chiesa'.
Lo ha detto Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, a Rimini, dove ha partecipato ad un confronto organizzato dal movimento ecclesiale del Rinnovamento nello Spirito Santo.
'Cercare di impedire di parlare alla Chiesa è un atto di violenza - ha aggiunto - e l'espressione di un nuovo totalitarismo. In Italia sta montando contro la Chiesa un clima di violenza. Si tentò di fare al Parlamento Europeo una mozione per condannare il presidente della Cei, Bagnasco. Se, Dio non voglia, succedesse qualcosa a Bagnasco noi sapremo dove andare a cercare i mandanti morali, che siedono nel Parlamento europeo in quelle forze politiche e giornalistiche che hanno lanciato una campagna di odio contro Bagnasco e la Chiesa cattolica'.
Per Rocco Buttiglione 'non bisogna prendere sotto gamba le minacce' contro il presidente della conferenza episcopale italiana, monsignor Angelo Bagnasco.
In un'intervista alla 'Discussione', Buttiglione sostiene che 'tutti dovremmo fare una riflessione politica, perchè c'è qualcuno che e' andato oltre le righe, che nega la libertà di parola della Chiesa e finisce col tentare di scaricare contro di essa l'odio di alcuni sciagurati'.
Ora, Buttiglione auspica 'una risposta decisa e ferma, prima di tutto da parte dei cristiani' e 'in secondo luogo da tutti quelli che amano la libertà'. Per il presidente dell’Udc 'la prima risposta sarà una grande manifestazione il 12 maggio, che diventerà una manifestazione per la famiglia e per la libertà'.
“Le intimidazioni, minacce, gli attentati sventati, insulti, improperi e ‘messe nere’ non potranno prevalere; figuratevi se Bagnasco possa avere paura di testimoniare la gioia e felicità della sua vita, in questi giorni le letture degli Atti degli Apostoli raccontano storicamente di fustigazioni, botte e lapidazioni di diversi di loro”. Così, in un’intervista a ‘Il Secolo XIX’, il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè che prosegue: “Niente di nuovo quindi, rimane però l’amarezza di uno Stato, politica e amministrazione pubblica, che sottovaluta il fenomeno, la sintonia tra vecchi omicidi maestri e giovani folli”.
Secondo Volontè “L’intollerabile lotta ai valori cristiani del Paese, sta portando ad un corrispondente abbattimento degli anticorpi civili della nazione, è sotto i nostri occhi e non poteva accadere altro. Usiamo la ragione, come quando sentiamo i primi brividi di freddo, l’influenza che si avvicina, evitiamo di rimanere immersi per ore in una montagna di neve dal colore rosso sangue. Arresti subito e carcere durissimo, sia per i cinquantenni che per i ventenni, prima che ci scappi il morto.
"Basta 'buonismo' per i nipoti del '68 - invoca Volontè - cessi la stupidità giustificazionista nei confronti degli eredi del '77, in galera gli ambulanti mai pentiti del terrore brigatista. La sveglia suona da mesi e il Governo è bloccato dalla sua stessa maggioranza!".
Il capogruppo dell'Udc conclude sostenendo che "una parte dei 'movimenti' è diventata la fucina dei neoterroristi, la critica accusatoria e l'infamia giornalistica di taluni è il mirino delle pistole per altri".




disponibile ad ogni navigatore della Rete che può aggiungere il suo commento, stando certo che verrà pubblicato, cosa che invece si guardano dal fare i democratici dell’UDC.

che si lamenta perché le dichiarazioni di tutti i politdichiara perfino: «I politici di sinistra si stanno comportando oggi con i cristiani come i nazisti fecero con gli ebrei». A me viene spesso lo scrupolo di non essere equilibrato nei miei giudizi, mi chiedo anche se non metto troppo passione nel sostenere le mie tesi e le mie opinioni, ma di fronte alla perentorietà dei giudizi di Rocco Buttiglione la mia coscienza torna quieta. È giusto reagire al furore clericale e cattolico-fondamentalista con una reazione adeguata, legittima, proporzionale. Parla di frustrazioni: «Il meccanismo è lo stesso: cercano un capro espiatorio per scaricare le loro frustrazioni». Frustrazioni di chi e perché. Ricordo una volta una bella battuta di Baget Bozzo contro qualcuno che gli dava addosso: «Io non ti insulto, non ti offendo. Tu perché lo fai?». Buttiglione non dice nome e cognome, ma sta insultando qualcuno che possono essere Tutti. Ed allora perché non ricambiarlo con la stessa moneta? Dice: «Se, Dio non voglia, succedesse qualcosa a monsignor Angelo Bagnasco noi sapremo dove andare a cercare i mandanti morali: siedono nel Parlamento europeo tra quelle forze politiche che hanno lanciato una campagna di odio». Alcune osservazioni: ma non si tratta di un solo, singolo, psicolabile mentecatto o piuttosto io direi un singolo “burlone” quello che ha mandato il proiettile arrugginito? La “campagna di odio” fa pensare ad un’estesa forma di protesta contro monsignor Bagnasco. E dunque perché tanto livore “cristano” contro frange isolate. Perché gettare la colpa sul mondo intero per un proiettile arruginito, forse neppure in grado di esplodere, e per qualche scritta sui muri? Se lo psicolabile è pure “ignorante”, come pare di capire, probabilmente non saprà neppure che esiste Strasburgo, dove si riuniscono gli europarlamentari, quando non sono affaccendati in altre cose. Dato l’acclarata marginalità dell’episodio, diventa una forzatura stabilire una reazione di causa ed effetto fra l’operato legittimo (si spera) di un’istituzione come il Parlamento europeo ed il gesto isolato di un “pazzo”. Ma a chi dunque Buttiglione riconosce titolo legittimo per poterla pensare diversamente da Bagnasco, Ratzinger, Bertone. Finché si tratta di un povero “pazzo”, che rischia almeno trent’anni di galera se lo pescano, gli si possono negare tutti i diritti, ma prendersela anche con dei parlamentari europei è decisamente troppo e testimonia di un fanatismo confessionale, che di per sè suscita una comprensibile reazione. Di fronte ai preti non si può fiatare. Questo pensa Buttiglione. Domanda “familiare” e risposta pure familiare: Il suo schieramento politico parla di un anticlericalismo dilagante nella politica italiana ed europea. E’ d’accordo?
“Parlerei di totalitarismo relativista. C’è la volontà di imporre a tutti un’ideologia che nega l’esistenza della verità, della fede e si vuole imporla a chi non è d’accordo. Non è stato Bagnasco a inviare pallottole a chi non la pensa come lui ma il contrario. E i mandanti morali sono quelli che aggrediscono e offendono chi non la pensa come loro.”

Commento profano: magari ci fosse un anticlericalismo dilagante! Lo considererei un segno di speranza, di resistenza contro un clericalismo soffocante le coscienze e svuotante le tasche degli italiani. Mi sembra di aver letto che ogni anno passano dalle nostre tasche alla chiesa cattolica qualcosa come novemila miliardi di euro! E si lamentano pure. L’espressione “totalitarismo relativista” è degna di quel grande filosofo che Buttiglione notoriamente è! Quanto poi alla “imposizione” questa è storicamente propria a chi ha costitutivamente bisogno di fare proselitismo. Basta che il professor Buttiglione legga uno smilzo libro di storia per apprendere quante volte la Chiesa assistita dallo Spirito Santo ha fatto esercizio della violenza per “imporre” la Verità. Questo vizio permane ai nostri giorni. Viceversa chi non ritiene di possedere nessuna Verità non ha perciò nulla da imporre a chicchessia. Al massimo si augura di essere lasciato in pace dai tanti fanatici idioti che una Verità fanno credere di avercela. Io tratto sempre con gentilezza i testimoni di Geova che mi bussano alla porta, dopo essersi introdotti abusivamente nelle scale del condominio. Ma qualche volta potrei perdere la pazienza. E so che si sentirebbe degli autentici martiri, anzichè dei semplici… seccatori, molesti seccatori. Quanto a Bagnasco che non manda pallottole, ma caro Buttiglione ti sei mai chiesto se le tue frequenti apparizioni televisive non sono ancora più moleste e mortifere per l’intelligenza di semplici pallottole arruginite che non esplodono e soprattutto non parlano, non vogliono convertire nessuno. E non è violenza l’apparizione continua di Ratzinger, Ruini, ecc, nelle case degli italiani? Libertà dici che sia? Ma non vi bastano le vostre chiese? Anche nelle case e nelle camere da letto degli italiani dovete entrare, magari accompagnati dalla forza pubblica? Ma tienila per te la tua parola di cristiano! Ci hai fatto i soldi e ti ha ben fruttato: alla Parola devi tutto. Senza la Parola non saresti Nulla: lo sai bene. E basta così.


2.
Le pallottole di carta di Ruini

Sono qui raccolte le reazioni suscitate nel novembre 2005 dall’uso metaforico dell’espressione “pallottole di carte” fatto dal cardinale Ruini, allora presidente della CEI. Gli è oggi succeduto Angelo Bagnasco. Ignoro ovviamente se il Burlone, che io chiamerò sempre tale fino a quando non ne sarà definito meglio l’identità, abbia o non abbia intenzionalmente posto in relazione le dichiarazioni di Ruini con il crescente dissenso in forma murale manifestatosi contro Bagnasco. La connessione è comunque oggettiva. Il presidente ha parlato di “stupidità” di ciò che è accaduto. E sarei anche d’accordo con lui, se la patente di “stupido” per una volta la affibiasse al furbissimo Ruini.


a) Zeitgeist Ruini del 16 novembre 2005;
b) Umanità Nova. Settimalanle anarchico, n. 38 del 27 novembre 2005, Anno 85, da cui riporto:
Non bastassero le condanne dell'aborto, del divorzio, delle coppie di fatto, del laicismo, dei pacs, della fecondazione assistita, dell'omosessualità, della sessualità, della ricerca scientifica, dell'evoluzionismo, dell'edonismo, del materialismo, del libero pensiero, della scuola pubblica, della presa di Porta Pia e della legge delle Guarentigie (è attesa a breve una durissima omelia sulla formazione delle terne arbitrali), il cardinale Ruini, capintesta della combriccola vescovile, se la prende anche con la carta stampata, definendo, "pallottole di carta" quei rari articoli o interventi che mostrano l'ardire di non prostrarsi del tutto al passaggio della sacra sottana di turno.
c) Ruini chiede volontari cattolici nei colsultori, dove compare Storace, altro campione laico di cui non posso dimenticare la faccia festante mentre portava in Vaticano lo statuto della regione Lazio con la menzione delle radici cristiane, rifiutate nella costituzione europea, ma immesse nello Statuto degli Stati Pontifici;
d
) Il papa morto del 16 novembre 2005, dove si legge:
«Ruini si lamenta di aver ricevuto pallottole di carta che non fanno male? ah, se fosse in vita il giovannipaolo, lui si che ne sapeva qualcosa di pallottole vere....»;
e) Ruini alla guerra: su di me pallottole di carta della LIFF (Lega Italiana Famiglie di Fatto);
f) Il ritorno delle Pallottole su Petrus. Il quotidiano online sull’Apostolato di Benedetto XVI, dove trovo la ripresa della metafora delle pallottole da parte di Ruini questa volta ispirate dalle vicende del parlamento europeo sulla mozione contro l’omofobia, bloccata dagli ascari vaticani per la parte in cui indicava espressamentre il cardinale Bagnasco. Riporto integralmente la News di fonte vaticana, dove manca putroppo la data dell’evento, che inserirò in un secondo tempo, quando l’avrò trovata:
Ruini: "In Italia pallottole di carta contro la Chiesa, ma all'estero è anche peggio" CITTA’ DEL VATICANO - La Chiesa cattolica, nonostante alcune "pallottole di carta", gode di un rispetto maggiore in Italia di quanto accada nelle istituzioni dell'Unione europea. Con questa considerazione il cardinale Camillo Ruini ha fatto un fugace accenno alle recenti polemiche nate a Strasburgo nel corso di un incontro con religiosi che si è svolto nel pomeriggio a Roma. Il Parlamento europeo ha approvato ieri una mozione anti-omofobia nella quale si condannano "i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali". Dal testo approvato in via definitiva è stato depennato un passaggio - proposto da tre eurodeputati italiani di sinistra - nel quale si criticava apertamente il presidente dei vescovi italiani, monsignor Angelo Bagnasco. Una vicenda alla quale il suo predecessore ha fatto implicito riferimento nel suo intervento ad un seminario delle Conferenze dei superiori maggiori presso la Pontificia università lateranense. Un convegno al quale i giornalisti che hanno domandato hanno potuto assistere. Nel corso del suo discorso, dedicato a 'I religiosi in una Italia che cambia', il vicario del Papa per la diocesi di Roma ha affrontato anche il tema delle responsabilità politiche e sociali. Ruini ha citato Benedetto XVI quando parla di "sana laicità", una situazione, cioè, in cui la Chiesa rispetta l'autonomia della politica, ma la politica non deve escludere il ruolo pubblico della religione. "In Italia possiamo essere ottimisti - ha detto il porporato - perché buona parte delle forze politiche e dell'opinione pubblica sono consapevoli dei valori degli italiani. Ma se da Roma ci spostiamo a Bruxelles o a Strasburgo la situazione è molto più chiusa. Qui, nonostante qualche pallottola di carta, andiamo abbastanza bene", ha concluso Ruini.
La vicenda ha preceduto la pallottola della “vecchia” pistola, questa volta effettivamente recapitata al presidente della Cei. A furia di evocare le pallottole, alla fine le si chiamano sulla scena politica. Fin troppo facile, fin troppo ovvio, dico troppo e mi viene perfino da sospettare oscure manovre a cui siamo abituati dai tempi delle “stragi di Stato”. Quello che è certo è che nessuno ha difficoltà a condannare il gesto, ma altra cosa è dire che la protesta antibagnasco-ruini non abbia nessun fondamento e nessuna ragion d’essere. Manca ancora la ata che vado cercando, cioè la data della nuova esternazione ruinisca mediante irrisione alle pallottole di carta e soprattutto ancora non appare Lancillotto, quando proprio tutti hanno già parlato. Lui che ra sempre il primo in queste cose, adesso apparirà per ultimo, se mai lo si vedrà.
g
) Le pallottole del 2005: interpretazione autentica data da Ruini nel 2005. Quello che non si capisce perché dopo il putiferio del 2005 il furbissimo Ruini abbia voluto ritornare nel 2007 con l’uso metaforico della parola “pallottola”. Riporto testualmente:
Le pallottole di carta Ruini ricostruisce anche l'origine e lo spirito dell'espressione "pallottole di carta" da lui usata martedi' scorso e che ha suscitato molto scalpore sui media. "Ho pronunciato quelle parole nell'omelia della messa di martedi' mattina, - racconta - quando pensavo, forse ingenuamente, che ci fossero solo i vescovi e qualche fedele: non erano parole in funzione della stampa". "Si tratta di una espressione a cui sono affezionato da molti anni, la uso - riferisce - forse da quindici anni e piu', quando vengono le persone a dirmi: 'Come fa a resistere? Le siamo vicini nella sofferenza' e' evidentemente un tentativo di scherzare per sdrammatizzare e riportare al senso del reale". "In questo contesto - conclude - credo si capisca l'uso delle parole pallottole; fermarsi a questa parola, alle pallottole, senza aggiungere 'di carta' denota a mio avviso una leggera mancanza di senso dell'umorismo". Il giudizio del presidente sull'assemblea dei vescovi e' molto positivo, la definisce un incontro "molto produttivo" "in un clima di amicizia e di straordinaria unita' e convergenza". Tra l'altro, segnala che il voto agli "Orientamenti e norme sui seminari" e' stato "quasi unanime".
Questo nel 2005. Siamo nell’aprile 2007: non ha appreso nulla dalla storia sia pure recente? O non gliene importava nulla? Tanto si sente sicuro del suo esercito di ascari!
h) 2005: don Camillo va alla guerra. Un articolo di Nicola Tranfaglia apparso su l’Unità del 16 novembre 2005.
i) Pallottole del 2005. Mussi: «Non m’è piaciuta l’evocazione delle pallottole».
j) . Cade la mia tesi su una connessione fra la pallottola di carta sparata a Roma nel pomeriggio del 26 aprile e quella reale recapitata a Genova nella mattina del 27 aprile. Riporto integralmente l’articolo di cui ho dato il link:
Roma, 26 apr. (APCom) - La Chiesa cattolica, nonostante alcune "pallottole di carta", gode di un rispetto maggiore in Italia di quanto accada nelle istituzioni dell'Unione europea. Con questa considerazione il cardinale Camillo Ruini ha fatto oggi un fugace accenno alle recenti polemiche nate a Strasburgo nel corso di un incontro con religiosi che si è svolto nel pomeriggio a Roma. Il Parlamento europeo ha approvato oggi una mozione anti-omofobia nella quale si condannano "i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali". Dal testo approvato in via definitiva è stato depennato un passaggio - proposto da tre eurodeputati italiani di sinistra - nel quale si criticava apertamente il presidente dei vescovi italiani, monsignor Angelo Bagnasco. Una vicenda alla quale il suo predecessore ha fatto implicito riferimento nel suo intervento ad un seminario delle Conferenze dei superiori maggiori presso la Pontificia università lateranense. Un convegno al quale i giornalisti che hanno domandato hanno potuto assistere. Nel corso del suo discorso, dedicato a 'I religiosi in una Italia che cambia', il vicario del Papa per la diocesi di Roma ha affrontato anche il tema delle responsabilità politiche e sociali. Ruini ha citato Benedetto XVI quando parla di "sana laicità", una situazione, cioè, in cui la Chiesa rispetta l'autonomia della politica, ma la politica non deve escludere il ruolo pubblico della religione. "In Italia possiamo essere ottimisti - ha detto il porporato - perché buona parte delle forze politiche e dell'opinione pubblica sono consapevoli dei valori degli italiani. Ma se da Roma ci spostiamo a Bruxelles o a Strasburgo la situazione è molto più chiusa. Qui, nonostante qualche pallottola di carta, andiamo abbastanza bene", ha concluso Ruini.
Diventa difficile, anzi impossibile immaginare una relazione diretta di causa ed effetto. Resta però la connessione oggettiva, il tempismo. Direi veramente un intervento dello Spirito Santo che il giorno, cioè il 25 aprile, mi pare si sia fatto sentire proprio nell’Omonimo luogo in Firenze, dove è apparsa la scritta Bagnasco Boia, che ha scatenato il furo religioso di Luca Volonté. Dunque una connessione simultanea di eventi che ha del miracoloso: a) in Roma Ruini evoca la pallottola, sia pure di carta; b) a Firenze compare sui muri dello Chiesa dello Spirito Santo il nome del prossimo destinatario della pallottola: il cardinale Bagnasco; c) a Genova viene recapita una pallottola vera, ma assai vecchia, personalmente al cardinale Bagnasco. Miracolo! Miracolo! Altro che Fatima! Sono fatti che si svolgono in modo autonomo, i cui autori non possono supporsi collegati l’uno all’altro. Questi sono i veri segni del tempo. Peccatore in abito talare, convertitevi e fate penitenza! Luca, Luca, fai penitenza, convertiti, finché sei in tempo!

(segue)

1 commento:

silvio ha detto...

aho non ti commenta nessuno! Che ti conoscano?