sabato, giugno 09, 2007

Non è questa ingerenza?

Versione 1.0

Ricevo da una Mailinglist cattolica, dalla quale attingo informazione come da fonte nemica:
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1) IN PRIMO PIANO
Benedetto XVI: NO a iniziative legislative in materia di unioni di fatto

Come Vescovi italiani voi avete una precisa responsabilità non solo verso le Chiese a voi affidate ma anche verso l'intera Nazione… non possiamo non preoccuparci infatti di ciò che è buono per l'uomo, creatura e immagine di Dio: in concreto, del bene comune dell'Italia. Di questa attenzione al bene comune avete dato una chiara testimonianza con la Nota… riguardo alla famiglia fondata sul matrimonio e alle iniziative legislative in materia di unioni di fatto, muovendovi in piena consonanza con il costante insegnamento della Sede Apostolica. In questo contesto, la recentissima manifestazione a favore della famiglia, svoltasi per iniziativa del laicato cattolico ma condivisa anche da molti non cattolici, è stata una grande e straordinaria festa di popolo, che ha confermato come la famiglia stessa sia profondamente radicata nel cuore e nella vita degli italiani. Questo evento ha certamente contribuito a rendere visibile a tutti quel significato e quel ruolo della famiglia nella società che ha particolarmente bisogno di essere compreso e riconosciuto oggi, di fronte a una cultura che si illude di favorire la felicità delle persone insistendo unilateralmente sulla libertà dei singoli individui.

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MIO COMMENTO:

Il problema che ogni giorno mi vado ponendo come non-cattolico è il seguente: è lecito in questo paese non essere cattolici? Si può vivere senza sentirsi il fiato sul collo di preti, vescovi, papi e loro lacché politici? A conclusione delle guerre di religione nel 1648 ritenevo che fosse una accettabile base di pacificazione la riduzione della religione a fatto privato. Lo spazio pubblico era quello della politica e dei diritti eguali per tutti. Di fronte alle autentiche scempiaggini cattoliche non ho mai avuto complessi di inferiori sul piano filosofiche, culturale, etico, morale, politico. Ritenevo però di poter rispettare (non tollerare, dico rispettare) chiunque per suo inferiorità intellettuale e morale decidesse di darsi in appalto ad altri che gli dicessero cosa fare e cosa pensare. Adesso, però mi sento aggredito nelle mie convinzioni e costretto ad uscire allo scoperto, per dire almeno: No, basta! Non se ne può più!

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