sabato, febbraio 23, 2008

La teoria politica dell'on. Brunetta

Versione 1.0

Seguo stancamente e con scarso entusiasmo la campagna elettorale, dalla quale come cittadino mi aspetto poco sia che vinca l'uno o l'altro schieramento: per noi cittadini sarà stato probabilmente una beffa in entrambi i casi. Solo quando il partito dei disperati sarà diventato largamente maggioritario, solo allora ci si potranno aspettare cambiamenti sostanziali di regime e di costituzione. Ma prima di allora è bene non farsi soverchie illusioni. Restando tuttavia alla situazione esistente, passo a commentare una sortita peraltro intelligente dell'on. Renato Brunetta, di cui aspetto una risposta che mai arriverà nella migliore tradizione dei vertici di FI. in una seduta televisiva sulle immondizie napoletane l'on. Brunetta indicava nel sistema delle preferenze proprio il metodo in cui la camorra inquina la formazione del ceto politico. E sia! Non mi pronuncio né pro né contro. Ma proprio per questo pongo un problema ulteriore; come allora devono essere formate le liste dei candidati? Chi li decide? E con quali criteri? E gli iscritti al partito possono dire qualcosa sulla formazione delle liste o devono votare a scatola chiusa turandosi e perfinino tagliandosi il naso?

Ho posto come tesserato uno specifico veto su Fiamma Nirenstein, motivato da moltissimi articoli in materia, Potrei dire lo stesso per Magdi Allam. Se mi ritrovassi costoro nello stesso partito, cosa dovrei fare? Inchinarmi loro e prenderne gli ordini e le direttive? O rimanendo nello stesso partito continuare a contestarli? Di certo preferisco di gran lunga questa soluzione pacifica, legale e democratica che non mettermi sulla strada della violenza e dell'illegalità. Ma il partito finora quali mezzi ha messo a disposizione per il dibattito interno e la formazione democratica delle liste? Nessuno! E non vi è da aspettarsi che le cose migliorino nel prossimo futuro.

Formazione delle Liste: Non mettetemi Fiamma Nirenstein! Mi asterrò dal voto!

Versione 1.0

Rendo pubblicamente noto ai Supremi Vertici del mio partito, il Popolo delle Libertà, per il quale ho perfino raccolto le adesioni (210 in quartiere Marconi, in un solo fine settimana) che pur conservando la tessera (ex art. 49 cost.) mi asterrò dal voto se nel mio collegio dovessi trovare in lista il nome di Fiamma Nirenstein. Se ciò malgrado la nota giornalista filoisraeliana e antipalestinese dovesse risultare eletta non gli risparmierò mai la mia critica, civilmente, nell’ambito delle leggi esistenti ed ex art. 49 della costituzione. Ancora una volta si procede alle “nomine” di quelli che saranno i nostri parlamentari. Tutto ciò è assai poco democratico, ma si pretende che la nostra sia una democrazia, magari da esportare all'estero con la forza e la violenza.

POPOLO DELLE LIBERTA'. Giuliano Ferrara non si candida a sindaco di Roma, via libera a Giorgia Meloni, 31 anni, vicepresidente della Camera, esponente di An. Berlusconi vuole in lista Renato Farina, ex vicedirettore di Libero, giornale per il quale tuttora scrive, ex agente Betulla nel caso Sismi. E ancora: Roberto Speciale, generale, ex comandante della Guardia di Finanza silurato da Visco; Fiamma Nirenstein, firma del Giornale; Katia Noventa, ex fidanzata di Paolo Berlusconi; Luca D'Alessandro, ex giornalista del Giornale ora all'ufficio stampa di Forza Italia; Manuela Di Centa, olimpionica dello sci di fondo; Beatrice Lorenzin, coordinatrice dei giovani di Forza Italia. Confermate Elisabetta Gardini e Mara Carfagna. Tiene banco il caso Sicilia: il Cavaliere si è accordato con Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'autonomia siciliana, che sarà candidato presidente nell'isola. Intesa che ha scatenato l'ira di Gianfranco Miccichè, già fedelissimo di Berlusconi che di ritirarsi dalla corsa alle regionali non vuol sentir parlare.

Mi auguro che la notizia sopra riportata e ricavata da questa fonte sia priva di fondamento. Trasmetto per conoscenza a Chicchitto, da me visto in ultimamente ad un convegno romano organizzato (senza contraddittorio) dalla Fiamma Nirenstein, dove l’Islam veniva equiparato al nazismo. Una simile candidatura è in contrasto con quella ricerca della pace in Medio Oriente che il Presidente Silvio Berlusconi ha dichiarato in più occasioni di voler perseguire, in ultimo perfino nell’introduzione al volume dell'ambasciatore israeliano uscente, Ehud Gol. Altresì trasmetto a tutti gli indirizzo di partito a me disponibili. Prego i miei Lettori di dare massima diffusione possibile a questo mio post.