domenica, marzo 30, 2008

Lettera aperta all’on. Lupi sulla conversione di Magdi Cristiano Allam

Versione 1.2
Testo in progress

Ho appreso questa mattina da un’intervista a Massimo Teodori in radio radicale su un ruolo dell’on. Lupi nella (non edificante) vicenda mediatica connessa alla “conversione” di Magdi Allam. Se volenti o nolenti siamo tutti cattolici, per legge e nostro malgrado, possiamo adesso gioire perché abbiamo fra di noi un nuovo “fratello” nella persona di Magdi Cristiano Allam: questo doveva essere il messaggio. Nella misura in cui mi è lecito un giudizio ritengo che non sia stato un gran guadagno: già dalle prime esternazioni Magdi Cristiano si conferma essere di gran lunga peggior cristiano di quanto non sia mai stato buon musulmano, se lo è mai stato. In ogni caso, interessano a me i soli aspetti politici dell’intera faccenda. Per quanto io possa saperne e capirne di cristianesimo (e vi assicuro che non è poco, ma potete non crederci: non mi offendo!), ritengo che l’evento non abbia senso religioso, mentre ne ha uno certamente politico.

Ma se anche ne avesse uno religioso – e rispondo ai miei immaginari contraddittori –, questo cessa per la strumentalità dello spettacolo che il Risorto ne ha dato. La religiosità – per il modo in cui io intendo la mia propria religiosità – è faccenda tutta privata che riguarda l’intimità della propria coscienza e che si manifesta al di fuori e malgrado la teatralità liturgica. Se l’inqualificabile spettacolo voleva essere “testimonianza” – come si suol dire con frustra parola e concetto del catechismo cattolico – è da chiedersi: testimonianza a chi e di che? Io qui ragiono non uti singulus, ma uti universus. Posso perciò mandargli a dire attraverso il ciberspazio che io uti universus non avevo bisogno di un simile spettacolo, che ai miei occhi non esalta il cattolicesimo, ma lo abbassa ancor di più, se non era già abbastanza in basso. Non mi si dica che io da solo non faccio primavera, giacché io rispondo che se Magdi ora Cristiano non voleva consapevolmente la pubblicità commerciale che ha avuto, poteva andare con discrezione a fare i suoi bisogni in sacrestia, nel segreto della confessione, con il suo parroco e pastore dell’anima sua. Non me ne sarei occupato e non avrei avvertito un mio corrispondente bisogno di esprimere un giudizio critico per difendermi da quel bombardamento mediatico con cui secondo una collaudata prassi commerciale si vuol produrre persuasione subliminale, volta ai fini dell’acquisto del prodotto messo in vendita ovvero ad una recezione passiva del messaggio, quale che ne sia il contenuto. La politica non è cosa diversa dalla prassi del marketing pubblicitario: ricordo un caso interessante quanto divertente negli anni sessanta, quando una saponetta risultò eletta in elezioni sudamericane. Da simili aggressioni mediatiche ci si difende non con il silenzio, che potrebbe dar adito alla inconsapevole persuasione subliminale, ma con un giudizio critico che respinge il subdolo contenuto, una vera e proprio intrusione e contaminazione della nostra mente, ogni giorno esposta ad aggressioni disparate, a volte benigne, più spesso maligne. Poco importa, anzi non importa per nulla, che ad esempio questo mio giudizio non abbia la stessa pubblicità e diffusione che ha avuto la gloriosa conversione di Magdi ora Cristiano I. Ciò che importa è che il virus informatico inoculato venga prontamente neutralizzato da un’intelligenza vigile e critica. Questo dovrebbe essere lo scopo dell’educazione impartita ai cittadini nelle scuole pubbliche. Purtroppo anche le scuole pubbliche diventano sempre più il luogo dell’istupidimento di regime. Se venissero tutte chiuse, se ne avrebbe forse minor danno ed avremmo sanato il deficit pubblico in pochi anni. Esagero, lo so. Voleva essere una battuta, ma non priva di senso.

Veniamo ora al punto strettamente politico della faccenda, che spedisco all’attenzione dell’on. Maurizio Lupi, a quanto pare uomo cardine di “Comunione e Liberazione”, che potrà festeggiare l’ingresso nelle sue file del glorioso Magdi Cristiano Allam, per fortuna prudentemente scaricato dalle gerarchie vaticane, appena intascata una nuova anima ora sotto vincolo esistenziale di poter commettere “peccato”: troppo tardi! La “patata bollente” è ormai uscita dalla pentola e qualcuno è rimasto scottato. La mia preoccupazione di cittadino, non cattolico né anticattolico, va con l’immaginazione ai possibili scenari futuri. All’on. Lupi, ed alle sue cristiane schiere di crociati alla «Comunione e Liberazione» prospetto lo scenario noto dell’11 settembre 2001: a San Pietro come alle Torri Gemelle? Lo invito seriamente a pensarci e a riflettere sui possibili nessi di causalità inerenti alla logica dello scontro e della sfida. Gli eventi seguono agli eventi secondo una connessione casuale nel nostro caso facile da prospettare. La nostra intelligenza in fondo non è altro che un saper individuare la catena dei nessi di casualità per sapersene difendere o anche per trarne vantaggio, ma non con Magdi: Dio ci liberi dalle sue crociate!

Non vi è dubbio che la bravata magdialliana in piazza san Pietro non sia stato altro che una sfida del cosiddetto mondo cattolico (un miliardo e cento milioni di soldati papalini) contro un miliardo e trecento milioni di musulmani nel mondo: poco più poco meno, nessuno è in grado di verificare queste cifre e cosa veramente significhino. L’ultima Crociata è vecchia di secoli, anche se resta nella memoria storica dei musulmani. Se l’intenzione politica di Magdi Cristiano è di unirci tutti, cattolici e non, dietro il vessillo della Croce contro il vessillo della Mezzaluna, gli lascio piena libertà di immaginarsi la mia risposta. Stigmatizzo invece la responsabilità politica dell’on. Lupi che ha avallato l’iniziativa – a quanto apprendo dalla citata intervista – e vi applaude tuttavia, come si può leggere nel suo sito.

Ho appena risposto in privato ad una lettera privata in cui mi si chiede come si può uscire dal disastro civile e politico in cui visibilmente ci troviamo: se l’immagine di Magdi Convertito ha fatto il giro del mondo, uno stesso giro hanno fatto le immondizie napoletane. Di Magdi Convertito nessuno si cura, eccetto la burocrazia vaticana e l’on. Lupi; delle immondizie napoletane che ha prodotto l’inquinamento delle mozzarelle piangono i produttori campani che ogni giorni perdono 500.000 euro di ordinativi annullati. In fondo le due immondizie sono legate l’un l’altra come due facce della stessa medaglia. Non sarà però la conversione di Magdi che come immagine commerciale potrà risarcirli di un danno economico permanemte. Se l’on. Lupi, in quanto parlamentare che dovrebbe rappresentare la nazione italiana, si fosse interessato durante il suo mandato delle mondezze napoletane della diossina nelle mozzarelle anzichè della sporcizia (= peccato come precondizione alla conversione) nell’anima di Magdi (= se era questo il suo compito istituzionale doveva fare il prete e non il deputato), probabilmente non saremmo nella nostra felice situazione attuale e non dovremmo ora temere in piazza san Pietro uno scenario da 11 settembre, che magari intititoleremo al martire Magdi Cristiano, se quel giorno si troverà di nuovo in piazza.

Partito ed elezioni

Versione 1.0

Mentre scrivo è forse ancora in corso non lontano da casa mia, in Roma, un’assemblea di un movimento che si intitola Astensionismo attivo. Ne ho appreso tardi, attraverso radio radicale, la notizia. Credo che non farò in tempo a recarmici, per sentire e vedere di cosa si tratta. Sarà per una prossima volta. Mi è tuttavia chiara meglio che per il passato una distinzione basilare: fra l’essere elettore di un’aggregazione politica ed un tesserato e militante di quel partito. Le due cose non coincidono e si possono avere anche comportamenti difformi. Il partito non è una Chiesa, non è una Fede. Purtroppo non è ben chiara in molti la concezione del partito. Se si va ad esplorare sociologicamente cosa sono oggi i partiti, tutti i partiti, si vedrà che in buona parte sono composti di Clienti di questo o quel rappresentante parlamentare, che in qualche modo contribuisce finanziariamente al mantenimento della baracca solo ed in quanto questa risponda alla sua persona. È inutile in queste aggregazioni cercare il dibattito ed il confronto di cui si legge all’art. 49 della costituzione.

Non svolgo adesso tutte le implicazioni della riflessione odierna, ma vado subito alle seguenti conclusioni. È perfettamente lecito, e forse anche molto utile, tenere distinto il comportamento elettorale dalla militanza politica. Personalmente ho interesse come cittadino a che i "partiti” siano veri, autentici centri e momenti di formazione politica dei cittadini, luoghi di incontro dove i convenuti non si limitano ad applaudire il deputato o il candidato, ma sappiano discutere con competenza dei massime problemi della nazione. Credo che mi asterrò dal voto alle prossime elezioni, salvo quelle municipali, dove voglio favorire un candidato che riscuote la mia fiducia. Non mi importa e non mi riguarda l’esito elettorale nazionale del prossimo 13 aprile. Continuerò però a conservare la tessera del partito, all’interno del quale mi batterò per l’attuazione dell’art. 49 della costituzione.

Solo quando i partiti, tutti i partiti, ne saranno rinnovati, solo allora avrà senso credere che i rappresentanti eletti siano davvero espressione della nazione. Al momento si può solo parlare di un regime, volto al mantenimento dei privilegi di una Casta parassitaria, inutile e dannosa, i cui costi enormi sono causa del peggioramento quotidiano delle nsotre condizioni di vita. I cittadini, apprendendo il valore profondo della non violenza e nel rispetto della legalità, devono tornare a lottare, sapendo consapevolemente che il loro nemico principale è il ceto politico che pretende di governarlo, ma che in realtà lo sfrutta vergognosamente e lo conduce ogni giorno sempre più alla rovina.

Cittadini, di ogni idea politica, unitevi, per la salvezza della nostra comune patria!

sabato, marzo 29, 2008

Una mostruosa campagna elettorale con Fiamma Nirenstein, immondizie di ogni genere e bufale incommestibili

Versione 1.0


Non è accanimento quello che mi spinge a rivolgere la mia attenzione ad un personaggio pubblico come Fiamma Nirenstein.
Non conosco la persona ed incontrandola in luoghi pubblici o aperti al pubblico faccio il possibile per evitare ogni contatto personale. Ne sto volentieri alla larga e se non avessi mai saputo della sua esistenza sarebbe stato per me un pericolo di meno: ogni minima critica che le si possa rivolgere è subito bollata come antisemitismo ed il mio nome finisce nelle “liste nere” dell’ADL, che ha una sua succursale in Italia, messa pure in lista nella persona del suo presidente italiano, per non parlare dell’agenzia torinese del Mossad. Quanto i cittadini italiani possano stare tranquilli per la loro libertà, lo lascio giudicare a chi prima di ogni suo possibile schieramento polico abbia a cuore innanzitutto la libertà di ogni cittadino, comunque e per chiunque egli voti: altro che Popolo della Libertà! In nome del Popolo e della Libertà qui si affossa e il popolo e la sua libertà.

Il mio è dunque solo un legittimo interesse di cittadino che osserva, valuta e giudica rappresentanti che gli vengono imposti in virtù di una legge illiberale ed antidemocratica così inaccettabile da essere stata rifiutata pure dalle emergenti democrazie africane come quella del Congo.
Dunque, assolutamente nulla di personale, ma pubblico esercizio della critica politica in modo conforme alla costituzione. Temo fortemente che in virtù dell’anzidetta legge elettorale Fiamma Nirenstein, detta da Vauro Frankenstein, verrà automaticamente eletta e sono abbastanza certo di cosa farà in parlamento, un parlamento che mi auguro si sfasci prima ancora di quanto non sia successo per il governo Prodi. Il mio osservatorio su Fiamma Nirenstein, Magdi Allam, Alessandro Ruben inizia da questa campagna elettorale e si concluderà con la fine della legislatura che non è ancora iniziata ma che mi auguro duri solo il tempo per rifare la legge elettorale e consentire elezioni meno vergognose ed antidemocratiche di quelle che si svolgeranno il prossimo 13 e 14 aprile.

Non ho a mio servizio il Mossad, ma solo le informazioni che la rete mi consente. Su questa base inizio un nuovo capitolo di analisi politica con battute tratte occasionalmente dalle critiche di tal Pistelli a Fiamma Nirenstein, che si fa passare per analista ed esperta di politica internazionale. Ritengo che Fiamma Nirenstein rappresenti unicamente il punto di vista del governo di Israele, anzi delle sue peggiori componenti, fra cui il Mossad. È un suicidio politico aver dato spazio in parlamento agli interessi di uno Stato straniero in guerra permanente ed assoluta con tutto il mondo arabo ed islamico. Presentare Fiamma Nirenstein nella veste neutra di esperta di politica internazionale sarebbe come far passare un macellaio per un veterinario o un biologo, un vero e proprio Frankenstein che ci presenta l’acquiescenza ad una guerra coloniale di conquista, dai connotati nazisti (così Avraham Burg, già presidente del parlamento israeliano), quale è l’aggressione israeliana a tutto il Medio Oriente come “la ragione” dell’Occidente. Una simile menzogna è appunto “mostruosa”. Il caro vice Fabrizio Cicchitto farà bene ogni volta che mi incontra a girare i tacchi, perché civilmente ed ex art. 49 cost. non avrò nessuna soggezione a dirgli quanto le mie idee siano diverse dalle sue, con l’onere suo e non mio di dover costituzionalmente rappresentare le mie posizioni politiche o per lo meno di dare ad esse quello spazio e quella cittadinanza che la costituzione prevede, a meno di non voler fare dell’Italia un altro Medio Oriente, dove appunto il mostro Frankestein si trova nel suo ambiente naturale. Ammesso e non concesso che la verità sull’11 settembre sia quella ufficiale, sapremo quali politici nostrani ringraziare se – Iddio non voglia – in un futuro non remoto sentiremo qualche crollo dalle parti del Vaticano. Forse allora, ma invano, ci sveglieremo dal torpore politico dell’ovviamente di Gianfranco Fini allo stesso modo in cui, sempre invano con questo ceto politico che si rinnova per restare sempre identico a se stesso, le immondizie campane e le mozzarelle pure campane ci danno la vera immagine della nostra essenza ed esistenza politica. Sarà argomento di un altro articolo, ma intanto ognuno rifletta sul diverso valore del numero 20.000. Cosa c’entra? Se ho ben inteso, ventimila sarebbero i posti a rischio per la decotta Alitalia, il cui fallimento è forse dovuto alla voracità lombarda di Malpensa, dico forse perché la materia mi è ostica, ma ventimila sono pure i posti di lavoro che ruotano intorno alla mozzarella campana, messa a rischio dalla contaminazione ambientale delle stesse campane immondizie. In questa fase della campagna elettorale mi pare ci si preoccupi di più di conservare i ventimila posti decotti, scaricandoli sulla fiscalità generale, come si è finora fatto, che non i ventimila posti legati alla mozzarella campana, i cui stipendi sono stati pagati dall’onesto lavoro e mai sono stati sottratti dalle tasche degli altri cittadini. Eccolo il “mostro elettorale” al cui spettacolo assistiamo impotenti.

venerdì, marzo 28, 2008

Siamo rovinati: Fiamma Nirenstein quarta in Liguria!

Versione 1.0


Mi chiedevo a quale numero della lista fosse stata messa in lista Fiamma Nirenstein: leggo ora che è stata messa subito dopo Scajola al quarto posto. In pratica, anche se se ne stesse in casa, cioè nella sua casa di Israele, donna Fiammetta Nirenstein verrà eletta. Votando io nel Lazio e lei essendo in lista in Liguria, forse neppure serve la mia astensione. Non mi trattengo dal dire quanto ciò mi dispiaccia e come considero l’evento alla stregua di un lutto nazionale. Manderò questo articolo direttamente a Scajola, che nella migliore tradizione della dirigenza di FI se ne infischia della militanza. Ma cari signori, da Veltroni a Berlusconi, mi auguro per voi che le immondizie napoletane non abbiano a sommergervi tutti prima della fine della legislatura. Se in Senato si ripeterà lo scenario della precedente legislatura è probabile che non dopo due anni, ma dopo un solo anno si debba ritornare al carnevale presente. Spero che il popolo italiano, non quello israeliano, ne avrà allora avuto abbastanza. Non mancherò comunque di esprimere apertamente e senza soggezione alcuna tutte le critiche che riterrò di fare, militando all’interno di un partito. Faccio una scelta consapevole di non violenza, usando l’arma della critica anziché la critica delle armi. Mi auguro che la vostra criminale insipienza e disonestà non rafforzi il partito di quanti ritengono che sia inefficace l’arma della critica e che sia invece necessaria la critica delle armi: il futuro che ci offrite, vinca Berlusconi o Veltroni, non appare roseo a nessuno. I polli di Renzo sembrano almeno aver acquistato consapevolezza del loro comune destino.

lunedì, marzo 24, 2008

Lettere del Presidente Berlusconi

Versione 1.0

Prendo sul serio queste Lettere del presidente Berlusconi ai militanti. Sono Presidente di un Club calabrse da me fondato in una sitiazione socio-ambientale estremamente difficile ed altresì rivesto l’impegno di coordinatore provinciale dei clubs. Di seguito al testo del Presidente offrirò un mio commentario.



giovedì, marzo 20, 2008

Voto utile e voto inutile: Giorgio Napolitano e Aldo Moro a confronto

Versione 1.0

Ho appena ascoltato un’esternazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a proposito di voto inutile con un chiaro riferimento a Silvio Berlusconi che ha definito inutile il voto all’UDC di Casini. È innanzitutto da chiedersi se questa esternazione di parte rientra nei compiti super partes di un Presidente della Repubblica. Ma a parte ciò ho vivo nella memoria una lontana campagna elettorale, quando esistevano le tribune elettorali ed ogni leader risposte a domande di giornalisti, che certamente non erano allora castigate come oggi. Ricordo perfettamente una tribuna elettorale di Aldo Moro, che ebbe un battibecco alquanto vivace con un giornalista dell’allora Movimento Sociale. Non ricordo esattamente il contesto e le ragioni del battibeccho, ma ricordo molto meglio come l’onorevole Aldo Moro disse dei voti, invero parlamentari, del Movimento Sociale che erano voti “inutili”. Confronto adesso questo giudizio di Aldo Moro sull’esistenza di voti che possono essere inutile con la quotidiana sortita del presidente Giorgio Napolitano e mi chiedo legittimamente a chi io debba attribuire maggior credito, maggior saggezza politica, maggiore figura di statista. Credo di dover optare per Aldo Moro, la cui profonda umanità ben ricordo direttamente come suo studente, senza mai essere stato suo elettore.

Al tempo stesso vorrei poter dire, restando nella legalità costituzionale, che in quanto presidente che dovrebbe rappresentare l’unità nazionale di tutti i cittadini, mi delude profondamente e lo sento certamente meno vicino ad un Pertini e perfino ad un Cossiga, che mi indispone umanamente, ma di cui ho dovuto ammettere pià di una volta la sua capacità di catturare anche il mio consenso ed il potermi io identificare nella sua figura costituzionale. Ciò non mi accade con Giorgio Napolitano. Non so se per questo potrei essere incriminato di qualcosa. Per un altro verso, mi conforta una dichiarazione politica di questi giorni, di Scajola dove di Napolitano si dice che fu e rimane un’espressione del centro-sinistra. Eccone il testo che ho rinvenuto in Rere con una ricerca Google:
L’ipotesi di concedere la presidenza di una Camera al centrosinistra in caso di vittoria la convince?
«Il capo dello Stato, persona autorevole, è già espressione di una maggioranza di centrosinistra. Dando al Pd la presidenza del Senato o della Camera sarebbero quindi due su tre. E non so se questo sia giusto».
Credo che sia così e non ho potuto rilevare quel gesto di Cossiga, non puramente formale, quando si dimise dalla Democrazia Cristiana per poter essere il presidente di tutti gli italiani. Sommessamente e con dolore, io non sento Giorgio Napolitano come presidente di tutti gli italiani, ma lo avverto come uomo di parte e di una parte a me ostile e dalla quale devo guardarmi con circospezione.

Trovo poi decisamente criticabili le odierne esternazioni sull’astensionismo elettorale e sul cosiddetto qualunquismo, percepito più come una minaccia che non come la spia di un malessere che dovrebbe indurre il ceto politico ad un mea culpa. È un modo per criminalizzare quegli stessi cittadini che avrebbe il compito istituzionale di rappresentare. Con la sua dichiarazione sembra che si preoccupi più della conservazione del regime e dei privilegi dei suoi addetti che non delle sacrosante insofferenze dei cittadini, di cui io stesso in quanto cittadino quisque de populo non saprei come valutare: se estremo dell’agonia di un moribondo incapace di qualsiasi reazione o profonda saggezza tutto protesa sull‘arte italica dell’arrangiarsi pur di poter continuare a vivere o meglio a sopravvivere nella persuasione della inutilità di qualsiasi tentativo, istituzionale o extraistituzionale. Proprio l’assassinio di Moro, forse imputabile più ai suoi colleghi politici desiderosi di toglierselo di mezzo che non all’effettiva volontà e strategia delle Brigate Rosse, ha ormai insegnato ad un’intera generazione come neppure la via della violenza armata offre una soluzione ai nostri mali senza speranza, ma la cui causa p ben presente ad ognuno: la classe politica, detta ormai la Casta, curiosamente in una società che non solo si riempe la bocca della parola democrazia o diritti umani, ma che pretende pure di esportare una civiltà giuridica che neppure essa stessa possiede e che peraltro non è richiesta nel bilancio import/export.

domenica, marzo 16, 2008

Donna Fiammetta Nirenstein e l’interesse nazionale

Versione 1.0

Nella presentazione delle tre donne di cui al link vedo comparire Fabrizio Cicchitto, che io avevo sospettato per la candidatura di Fiamma Nirenstein, salvo poi a sentirne attribuita la responsabilità a Fini. Può darsi che sia stato un gioco di squadra. Quanto a Fiamma Nirenstein ed al suo dichiararsi “italiana” io dubito fortemente sul suo attaccamento agli interessi italiani. La sua politica in tutti questi anni è stata di lobbing a favore di Israele e contro gli interessi italiani a relazione di pace con un mondo musulmano di un miliardo di persone, ostili ad Israele. A questo punto, come nella migliore tradizione delle campagne elettorali americane ed in attesa di smentita, pongo pubblicamente la domanda a Fiamma Nirenstein ed a chi l’ha messa in lista se corrisponde a verità che egli sia sposata (o sia stata sposata, o abbia mai avuto a che fare, o come diavolo questa voce sia potuta a me giungere), ad un colonnello o ufficiale del Mossad? E se ciò corrisponde a verità – accolgo ed aspetto volentieri una smentita su ciò che non posso verificare di persona – chiedo a Cicchitto, Fini, Rocca, Berlusconi, come ciò possa essere compatibile con gli interessi italiani.

Autorizzo chi legge questo post a riprodurre la pubblica domanda in tutte le sedi possibili.

Quanto poi al programma elettorale di facciata della nostra Fiammetta, riassunto nella formula "due popoli due stati”, è da chiedere – nel quadro dell’attuale confusione territoriali dove è arduo riconoscere i confini territoriali – quale e dove verrebbe a trovarsi il "territorio” dei palestinesi? La risposta è ovvia anche se non detta: sottoterra!

Ed inoltre, come potrebbe essere risolto il problema costituito dal fatto che di numerosi villaggi abitati da palestinesi, ne sono stati espulsi i legittimi abitanti, rasi al suolo le abitazioni, cancellatoo il nome arabo del villaggio palestinese, ripopolato di cittadini israeliani, tutti rigorosamente sopravvissuti dall’«Olocausto» nazista, quindi rimesso nella carta geografica con un altro nome? Se i palestinesi cacciati in questo modo vogliono ritornare nei loro villaggi, non si è già pronunciata donna Fiammetta, dicendo che no, non possono proprio tornare. Ed appunto: o dovranno risiedere sottoterra, o al massimo rassegnarsi a qualche riserva indiana, il cui capotribù è già stata designato nella persona di Abu Mazen, moderno Quisling, anzi nemmeno perché quello aveva almeno dignità di vero e proprio capo di stato.

Ma non sarebbe più realistico – se veramente si vuol abbondare la politica del genocidio e si vuole per davvero la pace – fondare con garanzia Onu un unico stato dove non vi siano né ebrei né musulmani né cristiani né areligiosi, ma solo cittadini di unico stato senza caratterizzazioni confessionali e razziali? Conosco la risposta: Israele è lo stato "degli ebrei"! Dunque, è uno stato razzista! No? Si!!! Ma non ne discutiamo qui oltre.

Allegato:
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Fonte: Alleanza Nazionale

News

PDL PRESENTA SOUAD SBAI, EUGENIA ROCCELLA E FIAMMA NIRENSTEIN

Souad Sbai, Eugenia Roccella e Fiamma Nirenstein - foto di Camilla Morandi"Tre storie importanti, testimonianze di vita che uniscono tre culture diverse per la rinascita della nazione". Così Andrea Ronchi presenta, in una conferenza stampa alla Camera, Fiamma Nirenstein, Eugenia Roccella e Souad Sbai, candidate del Popolo della Libertà alle prossime elezioni politiche. Un 'tridente' che il Pdl vuole portare alla Camera: la giornalista sarà candidata in Liguria, la ex portavoce del Family day si presenterà nel Lazio, mentre la rappresentante delle donne marocchine in Italia correrà in Puglia. Presenti in conferenza stampa, oltre al portavoce di An e alle tre candidate, anche il vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello.
Tre storie personali diverse, ma con in comune una forte determinazione. Non si tratta di candidature vetrine, ma di persone impegnate, ognuna nel proprio campo. Nirenstein, che vive da dieci anni in Israele si candida "per servire il paese da ebrea e da italiana". "Ho vissuto l'11 settembre prima delle Twin towers", spiega la giornalista sottolineando il clima di guerra tra Israele e palestinesi, auspicando un "vero processo di pace, basato su due popoli e due Stati". Oggi, spiega, "il tema terra in cambio di pace è obsoleto", perché i territori ceduti ai palestinesi sono diventati "rampe di lancio per i missili".
Sbai, che si batterà per gli immigrati, chiede una "maggiore integrazione", che è l'unico vero argine "al fondamentalismo".
Roccella rilancia la sua battaglia per "un tagliando alla legge 194" sull'aborto, già lanciata dalle colonne di Avvenire. Questo però non vuol dire modificare la legge, ma permettere una "revisione non a livello legislativo, ma amministrativo".

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Tento una breve ricerca in rete sul quesito posto:
Links:
1. Mossad. Il post qui sottointende il quesito da me post. Che senso avrebbe la domanda se non fosse dato per implicito il matrimonio di donna Fiammetta con un agente del Mossad?

2. Il fascismo di donna Fiammetta in una scheda di Maurizio Blondet. Estratto dal link: Fiamma Nirenstein, «La mia vita blindata per colpa degli antisemiti», Il Giornale, 10 febbraio 2008. L'incipit è una confessione ridicola: «In realtà mi aspettavo di trovarmi in lista fra Nelken e Nivarra; ci sono rimasta quasi male, dato che in fondo faccio un corso tutti gli anni all'università». La Nirenstein si sente defraudata della sua parte di vittimismo. Tanto più che - delusione -
«I professori in lista sul sito in realtà sono ebrei solo in piccola parte». E insiste a lamentarsi: «Pensavo di essere stata marchiata e messa in lista, perché quel sito antisemita che ha messo in rete una lista di professori che avrebbero inquinato l'Università italiana con la loro cospirazione giudaica, nel passato recente si è occupato anche di me come di altri amici e colleghi». Invece stavolta niente. Peccato. Perché «anche un blog, se unito a tante altre minacce, può renderti la vita amara ed essere pericoloso». Ma si consola elencando le sue benemerenze di perseguitata: «Possono costringerti, raccontando per iscritto e alla radio, che invece di una giornalista sei una colonna israeliana, a vivere protetta ormai da tanti anni, come capita a me». Pene che lei sopporta eroicamente, in quanto «l'antisemitismo di quel genere è un contrappasso ben modesto per il grande dono di un'identità democratica e umanista che l'ebraismo ti regala». Solo l'ebraismo rende democratici e umanisti. Fiamma Nirenstein era democratica e umanista quando era comunista e voleva portare l'Italia fra i satelliti dell'URSS, e intanto lavorava per Paese Sera del PCI. Rimase democratica quando si stabilì in un kibbutz, e faceva collette per i Vietcong. Sempre più umanista e democratica durante la guerra dei Sei Giorni, quando, come ha raccontato alla Jewish World Review: «Scavai trincee e imparai qualche elemento di tiro». Fino al punto che, in Israele, diventò, come dice lei stessa, «an unconcious fascist». Ma sempre con identità democratica e umanista, che solo l'ebraismo ti regala. E si stupisce allegramente di se stessa: «A very famous Israeli writer told me on the phone a couple of months ago: 'You really have become a right-winger'. What? Right winger? Me? An old feminist human rights activist, even a communist when I was young?». Di destra io? Io che sono stata femminista, attivista per i diritti umani, anche comunista da giovane? Ma poi, sì, diciamocelo, solo noi ebrei possiamo diventare fascisti legittimamente, con quella identità che solo l'ebraismo ti regala. Una intervista tutta da leggere: Fiamma Nirenstein, «How I became an unconscous fascist», Jewish World Review, 15 luglio 2003. Non stupisce che sia stata, diciamo, «allontanata» da La Stampa ed oggi scriva i suoi deliri da «unconscous fascist» su Il Giornale, diventato da tempo il giornale con licenza di delirio, dato che ci scrive Guzzanti. Forse è per questo che il suo nome non appare nella «lista nera»: come lobbysta pro-Sion, è controproducente, anzi imbarazzante.

venerdì, marzo 14, 2008

Il Ppe, ma cosa è?

Versione 1.0

La polemica di questi giorni sulla vicenda Ciarrapico e sulle dichiarazione del ministro degli esteri uscente anche in me come in ogni comune cittadino informato qualcosa suscitano come reazione mentale. Il problema tragica è che tutti noi “comuni cittadini” contiamo meno che zero. Un’idea esiste solo in quanto entra nei grandi circuiti comunicativi: tutto il resto, per i nostri leaders, è meno che zero. Ma se potessero sondare nel privato ogni singolo cittadino, con i suoi problemi quotidiani e con i suoi giudici sulle questioni poste, saprebbe quali sono i suoi “rigurgiti”. Potendo, ben “vomiterebbe” fuori tutto il ceto politico che ci affligge dell’estrema destra all’estrema sinistra passando per il centro sopra e sotto. Il ceto politico è tuttavia ben consapevole che comuqnue vadano le cose resterà sempre in groppa agli italiani. Per scrollarseli di dosso ci vorrebbe appunto qualcosa di simile a quel “fascismo”, di cui proprio in questi giorni si danno tanto pensiero, ma che è cosa assolutamente estranea alla maggior parte degli italiani che il fascismo non lo hanno vissuto e proprio per questo non possono sapere cosa è stata. A parlarne sono solo quelli che hanno bisogno di fare ideologia ed evocare diavoli e streghe.

Ma se il fascismo è ignoto ai più, direi che è totalmente sconosciuto il Ppe, ossia il cosiddetto partito popolare europeo, la cui incidenza pratica per il comune cittadini è uno zero assoluto. Naturalmene, il Ppe è occasione di pranzi e colazioni innumerevoli per i nostri politici, pranzi pagati con i soldi dei contribuenti. Chiamare nella polemica intorno a Ciarrapico il Ppe che non sarebbe d’accordo sulla candidatura del “fascista” Ciarrapico, mentre ignora il carattere “fascista” della nomina di tutti i candidati di tutte le liste è davvero l’ennesimo insulto all’intelligenza degli italiani. Ben fa Berlusconi a denunciare la pretestuosità della polemica: di ben altro si dovrebbe parlare! Accanto alla novella Ciarrapico si recita anche la scena del calcio dell’asino sionista. Con una volgarità estranea all’idea della diplomazia che mi ero fatta nei miei corsi universitari l’ambasciatore israeliano in carica dà per scontato il risultato elettorale: vincerà Berlusconi e D’Alema non sarà più ministro degli Esteri. Gli succederà certamente Fini. Con questi calcoli l’ambasciatore sionista si permette di insultare un ministro della Repubblica ancora in carica.

Solo per dispetto all’ambasciatore sionista mi divertirei un mondo se le elezioni andassero contro le previsioni dei sondaggi e D’Alema restasse in carica. Non voterò per il Partito democratico, mantenendo la mia militanza (con probabile astensione dal voto) nel Popolo delle Libertà (finché statutariamente possibile), ma non piangerò o mi spargerò addosso le ceneri se i risultati non fossero quelli previsti. In ogni caso, credo che né Berlusconi né Fini dimostrino di avere senso dello Stato, consentendo e tollerando che un volgare ministro che non conosce le regole della diplomazia possa offendere un ministro della Repubblica italiana.

(segue)

giovedì, marzo 13, 2008

Anticampagna elettorale: la politica estera di Fiamma Nirenstein


Versione 1.5
(al 16.3.08)

Si deve all0 “sdoganato” on. Fini - Dio ci guardi dai fulminati sulla via di Damasco – la candidatura di Fiamma Nirenstein, della quale chi conosce le posizioni sioniste, sa bene cosa ci si potrà da lei aspettare in parlamento. Nel gennaio dello scorso anno Clemente Mastella – per fortuna ora fuori gioco, a quanto sembra – aveva preparato un famigerato progetto di legge che avrebbe dritto dritto mandato in galera ogni apartito e pacifico ricercatore che liberamente ed in coscienza fosse approdato a risultati e convinzioni analoghe ad quelle di un David Irving, personaggio a tutti noto, mentre restagno ignoti le decine e decine di migliaia di comuni cittadini europei che ogni anno vengono incriminato per niente altro che delle mere opinioni, fondate o meno che siano. Queste leggi orribili, che disonorano la tradizione illuministica dell’Europa e ci fanno piombare nella barbarie, tornando indietro di secoli, ai tempi del rogo di streghe ed eretici, sono dovute all’azione di quella “Israel lobby” che i politologi americani Mearsheimer e Walt hanno già individuato in modo inconfutabile per l’America. Il libro “La Israel lobby e la politica estera americana”, tradotto in tutte le principali lingue, si è imposto perfino all’agenzia sionista «Informazione Corretta», che ha riconosciuto l’esistenza della’AIPAC e della sua azione lobbistica, legittimandola. Il fenomeno individutato in America esiste con maggiore intensità e gravità anche in Europa. A chi è appena un poco informato non sarà difficile capire e prevedere l‘attività parlamentare di una Fiamma Nirenstein. Civilmente e nel rispetto più scrupoloso della legalità occorre correre ai riparare ed opporre il costrasto che le leggi consentono.

È così che questa mattina, accedendo al sito di Fiamma Nirenstein, ho mandando il commento che segue e che ripubblico di seguito in questo mio blog. Non sarà il primo commento. Dal mio partito mi è stato chiesto l’impegno per la campagna elettorale. Mi sto dando da fare, ma a modo mio. Non busserò alle porte per chiedere il voto a parenti ed amici, ma pubblicamente rivolgendomi indistintamente a tutti i cittadini, in qualsiasi modo decidano di votare, offrirò loro le mie riflessioni sul “bene comune”, esprimendo legittimi giudizi positivi o negativi sui cittadini Candidati, che ci viene chiesto di votare perché si ergano al di sopra di noi, godendo di vantaggi, onori e privilegi che sono un insulto alle nostre condizioni di vita.

Ecco la prima missiva (non più di 2000 caratteri concessi) mandata al sito di Fiamma Nirenstein:
1. Non mi aspetto che venga pubblicato questo commento: sarà stato sufficiente se chi legge saprà della mia “incompatibilità” a Fiamma Nirenstein. Mi riservo sui miei blogs la prosecuzione del contraddittorio. Ho appreso che la candidatura di donna Fiammetta è dovuta non a Berlusconi, ma a Fini! Probabilmente mi asterrò dal consueto voto di partito in segno di protesta, ma ex art. 49 cost. conservo la mia militanza nel Popolo delle Libertà, proprio per mantenere il mio dissenso interno ad una Fiamma Nirenstein e per riformare in senso democratico la struttura interna dei partiti ex art. 49 cit. La Nirenstein curiosamente si lamenta del fascismo di un Ciarrapico, mentre se verrà eletta lo sarà solo grazie ad una legge elettorale peggio che fascista, rifiutata perfino dal Congo in quanto antidemocratica. Essendo un convinto e tenace non-violento, coglierò ogni opportunità per esprimere tutta la mia contrarietà ad una Fiamma Nirenstein e contro un autentico genocidio che proprio durante questa campagna elettorale si sta consumando con il popolo palestinese, il vero “Olocausto” dei nostri tempi a fronte di leggi liberticide che precludono la ricerca storica sull’«Olocausto» presunto. Che vinca l’una coalizione o l’altra farà poca differenza per il comune cittadino. Mi auguro che gli elettori dell’uno e dell‘altro partito lo capiscano e reagiscano di conseguenza. Ripubblico questo testo sul mio blog di militanza politica “Fare politica con il popolo e per il popolo” e da qui – accettando ogni sfida e formulando le mie critiche ad ognuno dei commenti entusiastici pro Fiamma – farò la mia campagna elettorale non a favore dei candidati a me graditi che io possa votare liberamente, ma contro quelli che sgraditi mi vengono imposti: bella democrazia! Mi aspetto che questa ennesima farsa elettorale insegni qualcosa ai cittadini dell’una e dell’altra parte, poveri polli portati da Renzo alla cucina del dott. Azzeccagarbugli.
Il commento – il primo di una serie – è stato inoltrato al sito di Fiamma Nirenstein, da lei adibito per la sua campagna elettorale, ed è in fase di approvazione. Come ho già scritto non mi aspetto che venga incluso nei messaggi promozionali, ma se darà vita ad un contraddittorio reale, non finto, sarà stato qualcosa di utile ed innovativo nella prassi elettorale italiana, fatta a base di cene a sbafo e di un mercato nascoto di favori, scambi e promesse spesso inconfessabili.


Postilla:
quanto sono inintelligenti i «Corretti Informatori»!

Tra i quotidiani che vengono presi abitualmente di mira dai “Corretti Informatori” il Manifesto gode certamente del primo post. Se fossimo in Israele e non in Italia certamente il piccolo quotidiano “comunista” avrebbe già avuto l’oscuramente inflitto in questi giorni ad Al Jazeera (ed eccolo un bell’esempio di quel “fascismo” di cui parlasi in genere metaforicamente, essendo il fascismo storico qualcosa che bisogna saper bene contestualizzare, cosa che è di pochi. Se donna Fiammetta verrà eletta e don Silvio non gli avrà messo la mordacchia, sappiamo cosa potremmo aspettarci. Ecco il testo della consueta e cosiddetta rassegna stampa (meglio dire: aggressione quotidiana alla stampa italiana ed altre istituzioni) di IC, giustamente gratificata tempo addietro di un appropriato appellativo:
Il Manifesto Critica
14.03.2008 Vauro Senesi e il quotidiano comunista insultano Fiamma Nirenstein
con una vignetta volgare e menzognera
Testata: Il Manifesto
Data: 14 marzo 2008
Pagina: 1
Autore: Vauro Senesi
Titolo: «Mostri elettorali»




Il MANIFESTO del 13 febbraio 2008 pubblica la vignetta di Vauro Senesi riprodotta a fianco (cliccare per vederla nella sua interezza).


Un chiaro esempio di distorsione delle tesi dell'avversario politico (Fiamma Nirenstein ha ribadito chiaramente il suo antifascismo), di demonizzazione e di disumanizzazione.
[In circa un anno di monitoraggio non ricordo di aver mai trovato una sola parola di umanità per le vittime palestinesi, massacrate nella proprorzione da uno a cento, contro il famoso rapporto di 1 a 10 della rappresaglia delle Ardeatine: eccoli l‘arcifascismo di cui i C.I: stentano a capire l’ironia]
Di cui si rende responsabile, insieme a Vauro, un vignettista di cui è nota la violenta volgarità,
[posso assicurare che in fatto di volgarità nessuno batte i “Corretti Informatori”: parola di Monitoratore! Vauro invece non è affatto volgare, bensì poeticamente felice, avendo ben individuato la faziosità estrema nel personaggio rappresentato, di cui mi duole don Silvio o meglio Fini il Folgorato abbiano accolto nel “Popolo delle Libertà”: non le mancherà il mio sarcasmo fintantochè mi saròà concesso di potermi esprimere ex art. 21 e 49 cost.]
il quotidiano che ha pubblicato la vignetta.
Un quotidiano che reca sotto la testata la dizione "quotidiano comunista"
[tutto sta ad intendersi: il termine “comunista” può essere inteso al modo del giovane Marx ed in questo senso è un liberalismo radicale oppure nel senso di Stalin ed in questo caso non ha nulla a che fare né con il liberalismo né con il comunismo. Se però si dice “sionismo”, e certamente sia donna Fiammetta sia i “Corretti Informatori” sono e si dichiarano tali, allora si può intendere ciò che questa forma di nazionalismo stava per essere dichiarat in Durban I e probabilmente lo sarà in Durban II: un vero e proprio razzismo. Su questi concetti tuttavia non si può essere in nessun modo rigorosi perché tutto dipende dalle legittime e più o meno filogicamente fondate interpretazioni. Di certo possono farsi chiacchere a non finire]
e che non ha mai fatto mancare il suo appoggio ai nazisti islamici di Hamas.
[ha, ha, andateci piano! Se vi ritenete legittimati e “coperti” per poter dire ciò, a maggior ragione si può parlare di nazismo per lo stato di Israele. Non io sono a dirlo, ma fra i tanti anche un Avraham Burg, che voi ben sapete chi è. Inoltre è ormai a tutti acclarato che Gaza è una vera e propria Auschwitz, i cui carcerieri e carnefici ben sapete chi sono: l’unica differenza – è stato detto – è che a Gaza non ci sono le camere a gas, ma gli storici revisionisti – per questo mandati in galera – dicono però che le camere a gas non c’erano neppure ad Auschwitz. Si sarebbe trattato di un’astuzia come quella dei falsi armamenti di Saddan o di quell’atomica che per forza, secodno la vostra esperta Priester, deve avere, per poter giustificare di nuovo una bella guerra d’invasione con milioni e milioni di morti “liberati” e “democratizzati”. Sarebbe dunque una lunga tradizione di menzogna che risale proprio ad Auschwitz e di cui un altro “stein”, Norman Finkelstein”, – cacciato per questo dalla sua università – narra si sia fatta una assai lucrosa industria. E pensare che vi siete tanto infuriati quando di voi Odifreddi ha detto che siete “parafascisti”: si era pure parlato di contrappasso. Pretendete di offendere come “naziste” quelle povere vittime martoriate a Gaza e poi vi adombrate quando vi danno, non io, del “parafascisti”. Veramente una bella prova di equilibrio morale, anzi di “correttezza” e “squisitezza” morale. Aggiungo che se i “Corretti Informatori” pensano di ravvisare nell’Islam i tratti caratteristici di ciò che comunemente vien detto nazismo, allora dovrebbero rileggersi la loro Bibbia, che supera di gran lunga il “Mein Kampf” come manuale dello sterminio dei popoli!]
Ma questi, è vero, non sono affatto connubi mostruosi. Piuttosto, si tratta di una naturale alleanza tra totalitarismi.
[parlate di cose che non capite, ma giusto tanto per parlare. Finchè si parla di nazismo, fascismo, comunismo ancora ancora si può capire di cosa si parla, ma poi quando si passat al totalitarismo allora siamo a Babele. Ad essere piuttosto innaturale è invece l’alleanza totalitaria ed imperialista fra la pulce Israele e l’elefante USA. I due politologi Mearsheimer e Walt con il loro libro sulla “Israel lobby e la politica estera americana” hanno tentato di farlo capire alla stragrande maggioranza del popolo americano, ma finché la lobby conserverà il suo potere vi sono scarse speranza per la pace in quelle martoriate regioni del Medio Oriente afflitte da una guerra ferocissima e disumana che non ha fine e che rischia di distruggerci tutti.]
Per inviare una e-mail alla redazione del Manifesto cliccare sul link sottostante
[ho già scritto, ma per complimentarmi con Vauro per la genialità della vignetta, per nulla volgare, ma di indovinato contenuto satirico. Ed invito a farlo anche i miei Lettori, contrastando l’azione lobbistica sulla stampa italiana dei nostri «Corretti Informatori»]
redazione@ilmanifesto.it
Il testo dei Corretti Commentatori rivela la consueta scarsa intelligenza. Non so se sia sempre la stessa persona a scrivere gli abituali commenti di orientamento e di istigazione oppure sia un gruppo che si alterna. L’unica cosa che so è che la baracca è diretta da Angelo Pezzana e che ne fanno parte persone come Giorgio Israel, persona pericolosa anche soltanto da nominare. Costoro si concedono il diritto di criticare il mondo intero – sappiamo con quanta “correttezza” – ma poi pretendono di non poter essere criticati e vorrebbero perfino impedire ad un vignettista di fare il suo lavoro.

Ultimora

Donna Fiammetta si fa sentire per quanto sopra. Cliccare qui. Non ho tempo e voglia per un’ulteriore analisi dei testi. Aggiungo alcune osservazione. Innanzitutto come militante del “Popolo delle Libertà”, ancora da strutturare come partito nuovo, altrimenti come militante di “Forza Italia” ed elettore di FI io non sono affatto contento della candidatura di Fiamma Nirenstein. È stata per me un’imposizione antidemocratica. Penso che potrà fare solo del male, cioè della cattiva politica. Ciò che dice Fiamma sono parole in libertà: sciocchezze dopo sciocchezze che non reggono all’analisi. Anche se scrive molti libri siamo sempre al livello della carta straccia. Ho visto citare il libro di Fiamma “L”abbandono”. L’ho comprato a tre euro in bancarella. Avevo iniziato a leggerlo. Il libro inizia con un’epigrafe di Martin Luther King: un clamoroso falso inventato di sana pianta dai sionisti americana. Fiamma ancora non lo sa, forse. Questa è la donna: un falso vivente. E Fini l’ha messa in lista. Naturalmente, se andrà in parlamento (non so a che numero è stata messa), donna Fiammetta se ne infischierà di tutti quei fessi che avranno contribuito a farla eleggere: io proprio per questo mi asterrò dal voto, anche se non si trova nel mio Collegio. Quanto poi a vedere chi sarà emarginato, bisognerà aspettare. Finché io potrà, sarò sempre critico ed ostile alla persona, Ma non c’entrano proprio nulla le assolute sciocchezze ed imposture su antisemitismo e diritti di Israele, di uno stato che è aggressore e colonialista. È ora una buona volta di finirle con queste baggianate che possono incantare solo gli idioti!

Quando si parla di pedofilia...

Versione 1.0

Nelle stagioni mediatiche del sistema informativo italiano vi è stata una grande agitazione in merito ad un filmato prodotto dalla BBC, dove si documentava il fenomeno della pedofilia da parte del clero cattolico in paesi del nord e sud America oltre che nella stessa Inghilterra. In Italia, vi era stato un fuoco di sbarramento affinché il filmato non venisse trasmesso da Santoro nella sua trasmissione “Anno zero”. Santoro si impuntò e la cosa passò, ma con tutte le contromisure possibili. Dopo non si parlò più dell’episodio e non vi fu il dibattito e le riflessioni che il fenomeno certamente richiedeva. Di quella trasmissione ricordo un particolare due cose, che ancora producono in me pena ed indignazione per un verso e per l’altro. Un grande senso di pena suscitò in me il volto dell’anziana signora brasiliana per aver voluto denunciare le violenze commesse sul nipote da un prete brasiliano, non nuovo a cose del genere, L’anziana signora fu poi emarginata dalla comunità ecclesiale per non aver voluto tacere. L’altro episodio che mi indignò fu il riduzionismo ad opera di un noto esponente cattolico nello studio di Santoro: le responsabilità sarebbero state solo di “quattro delinquenti” che non avrebbero mai dovuto diventare preti. Il fatto dunque limitato e marginale. Il discorso era poi deviato dalla gravità oggettiva del diffuso fenomeno e si opponeva a quella immagine non edificante l’immagine invece edificante della solita Madre Teresa di Calcutta, che quindi veniva usata per neutralizzare le nefandezze americane. Un curioso modo di ragionare come se le due cose non fossero perfettamente compatibili e non concesso che Madre Teresa di Calcutta abbia particolari meriti rispetto a chiunque altro, cattolico o non cattolico, si prodighi più o meno disinteressatamente per il suo prossimo. Resta rilevante il silenzio mediatico dopo quella contestata trasmissione. Leggo adesso questa notizia dell’ADUC che riporto per intero:
USA. ANCORA RISARCIMENTI MILIONARI
ALLE VITTIME DI ABUSI SESSUALI DA PARTE DI PRETI CATTOLICI

Mentre la Chiesa cattolica in Spagna ed in Italia interviene pesantemente sul processo elettorale facendo forza sulla sua indiscussa superiorità morale ed etica, in America continua a pagare cara la protezione che ha garantito alle migliaia di preti pedofili al suo interno.
L’ultima salassata arriva all'Arcidiocesi di Hartford, in Connecticut, che ha accettato di sborsare oltre mezzo milione di dollari ad un ex chierichetto seviziato dal cappellano della Polizia di Stato, padre Stephen Foley. Padre Foley, che fino allo scorso anno aveva continuato a vivere presso il seminario cattolico di S. Tommaso in Bloomfield, e' ancora prete.
L'accordo evita l'ennesimo imbarazzante procedimento penale e civile nei confronti della Chiesa, accusata di aver non solo perpetrato violenze su migliaia di minori americani, ma di aver aiutato i colpevoli a sfuggire alla giustizia.
Gia' due anni fa, la stessa arcidiocesi era stata condannata ad un risarcimento di 22 milioni di dollari da destinare a 43 vittime di abusi sessuali da parte di preti cattolici. Sempre in Connecticut, anche L’Arcidiocesi di Bridgeport era stata condannata al risarcimento di 40 vittime.
Sono diverse le Arcidiocesi negli Stati Uniti che hanno dichiarato fallimento a seguito dei risarcimenti, tra cui quella di Portland (Oregon), Spokane (Washington), Tucson (Arizona), Davenport (Iowa) e San Diego (California). Altre, come quella di Los Angeles, sono state costrette a vendere monasteri ed altre proprieta' ecclesiastiche per far fronte a risarcimenti che superano il mezzo miliardo di dollari.
I risarcimenti alle vittime finora riconosciuti dalla Chiesa Cattolica si aggirano intorno al miliardo e mezzo di dollari.
La cifra è da capogiro e dà la misura quantitativa del fenomeno: mezzo miliardo di dollari. Nel mio blog dedicato alla critica del cattolicesimo andrò ricostruendo, fra le altre cose, anche il rapporto del cattolicesimo con la sessualità a partire almeno da Agostino di Ippona. A mio avviso, il fenomeno non è marginale o episodico, ma costituisce larga parte del modo di essere del cattolicesimo in quanto religione strutturata in organizzazioni di potere e di controllo sociale. Se il fenomeno in America è venuto a galla, non credo che la natura umana sia diversa da questa parte dell’Atlantico. Credo invece che da noi la censura sia più efficace e maggiore il potere delle gerarchie ecclesiastiche sul ceto politico.

Pera capolista nel Lazio? Non lo voto!

Versione 1.0

Ho appena sentito per radio la notizia che Marcello Pera campione del bigottismo cattolico viene proposto per il Popolo delle Libertà come capolista per il Lazio. Già in passato in questo blog mi sono espresso con aperte critiche di questo pseudoliberale ora nuovamente proposto al voto. Ho anche ripetutamente detto che non ho mai tratto nessun vantaggio pecuniario o di altro genere dalla militanza in questo o quel partito e mai ciò sarà. La mia posizione è quella di un cittadino che in età matura ritiene di interessarsi di politica e si avvale dell’art. 49 della costituzione che gli riconosce il diritto di poter concorrere insieme ad altri cittadini alla formazione della politica nazionale. Ritengo che i partiti anche quella attuali non siano dei semplici collettori di voti, ma debbano essere principalmente un luogo di discussione, dibattito, contestazione. Pertanto, conservo la mia tessera nel Popolo delle Libertà finché staturiamente possibile ma mi astengo dal voto perché indigeste candidature come quelle di Pera o di Fiamma Nirenstein. Almeno mi fosse stato offerto di poter scegliere fra i tanti candidati di una lista un nome per me accettabile, ma qui mi si obbliga ad una scelta forzata. Peggio che il fascismo di cui proprio in questi giorni si blatera! Mi auguro che la prima cosa che farà il nuovo parlamento sia la riforma della legge elettorale e che poi si ritorni nuovamente a votare. Così come è, per quella parte infinitesimale che conta il mio voto, io non intendo assumermene la responsabità, ben sapendo che se anche l’80 per cento degli italiani si astenesse dal voto il sistema andrebbe avanti da solo.

mercoledì, marzo 12, 2008

Non onorevoli, ma disonorevoli!

Versione 1.0

Il sistema parlamentare è giunto al suo capolinea. Non perché un moto violento di popolo stia per sostituirlo con un sistema non parlamentare per definizione come son ritenuti fascismo, nazismo, bolscevismo, che hanno caratterizzato gran parte della storia del XX secolo. La loro caratteristica comune era la non elezione di parlamentari, che una volta eletti costituivano una vera e propria oligarchia: mille tiranni al posto di uno solo. Questa strada non è più praticabile per motivi vari che non mi affatico ad illustrare. Il sistema parlamentare è giunto al suo termine perché privo di credibilità. Ognuno di voi può valutare le caratteristiche personali del parlamentare di cui ha maggiore conoscenza e quindi rispondere alla domanda: perché lui e non un altro, se non io stesso? Farà cosa e rappresenterà chi?


Se potessi lanciare proposte e dare direttive questo direi: critichiamoli tutti! Stiamo ad osservarli giorno per giorno in ciò che fanno ed in ciò che dicono ovvero in ciò che non fanno e non dicono. Quest’ultimo è ad esempio il caso di tante vedove e parenti di illustri defunti ammazzati: ti hanno ammazzato il marito? Ti mando in parlamento! Non sai fare nulla e neppure sai parlare? Non importa! Stai lì e fai quel che ti dicono. Dopo due anni avrai una pensione vitalizia superiore allo stipendio della stragrande maggioranza degli italiani,

Il parlamentare è nella comune esperienza di ogni cittadino la persona cui di nascosto ed al riparo dagli occhi indiscreti si va a chiedere la raccomandazione.
È chiaro che un deputato non potrà raccomandare la totalità degli italiani, ma solo quei pochi segugi che si sono particolarmente distinti per la sua elezione. Almeno era così fino a poco tempo fa. Adesso il sistema delle preferenze, che dava una certa illusione di scelta e che pare neppure esista (così ieri Fini) nella restante Europa, è stato sostituito da una nomina alla candidatura ed alla eventuale elezione. Ciò significa che il candidato o l’eletto (che voglia essere eventualmente riconfermato) dovrà rispondere fedelmente ad un Franceschini, che fabbrica le liste. Sia che andiamo a votare sia che non ci andiamo, il sistema va avanti da solo nella produzione di un’oligarchia che ci tiranneggerà per altri cinque anni e ci condurrà alla nostra privata rovina.


Che fare? Nessuna violenza! La violenza anche verbale è sempre perdente. Adesso che fascismo e nazismo non ci sono più hanno inventato il “terrorismo” nazionale ed internazionale: Usa, Russia e Cina sono unite a contrastare la loro dissidenza interna in nome della comune lotta al terrorismo. Bisognava inventarlo! Può anche darsi in fondo che l’11 settembre sia una produzione di Stato per produrre un bene maggiore: la lotta al terrorismo e la repressione di ogni cittadino che appena osi aprir bocca in dissenso o diverso avviso.

Se non vogliam lasciarci prendere per il naso o per i fondelli, dobbiamo in primo luogo diffidare per principio dai nostri pretesi e sedicenti rappresentanti.
Quindi dobbiamo costituirci in innumerevoli comitati per controllarli singolarmente. Sono mille i parlamentari che andremo forzatamente ad eleggere? Ebbene, costituiamoci in mille comitati interpartitici e trasversali per controllarli tutti uno per uno in ciò che fanno o non fanno (spesso non fanno e prendono la pensione, pare, anche per un solo giorno di seduta). Se supereremo la condizione dei famosi polli di Renzo e sapremo unirci in quanto cittadini privi di paraocchi ed intolleranze reciproche, forse qualche speranza potremo averla. Se non ne siamo capaci, rassegnamoci e diamo la parola d’ordine: si salvi chi può!

martedì, marzo 11, 2008

Elezioni e militanza

Versione 1.0

Stiamo assistendo all’ennesima farsa elettorale. Chi per peso di anni ne ha già viste ha meno che mai ragioni di entusiasmo, non importa se sia di qua o di là: ad esser presi in giro lo sono tutti. A trarne dell’utile sono i soliti vecchi marpioni che questa volta si avvalgono di una legge elettorale che è quanto di più distante possa esserci da un’idea appena passabile di democrazia. Se qualcuno proverà entusiasmo per questa campagna elettorale, credo sia perché si aspetta qualche briciola. Ma il comune cittadino con i problemi di fine mese e solo la domenica con quello dello spirito e dell'intelligenza, se potesse potrebbe ben vomitare l’intero ceto politico che da una parte e dall’altra ha funestato questo paese allo sbando. Sento che il padrino politico della Fiammetta Nirenstein non sarebbe stato Cicchitto, come sospettavo a seguito delle pubbliche effusioni tra i due in un convegno romano, ma addirittura il Fini fulminato sulla via di Damasco. Ormai, possiamo aspettarci di tutto da questa classe politica.

La breve riflessione che vorrei oggi consegnare ai miei Cinque Lettori di questo blog verte sulla distinzione fra cittadino Elettore che avendo i diritti politici può votare per un Partito e cittadino Militante di uno dei partiti previsti dall’art. 49 della costituzione. È una distinzione che viene trattata nei manuali di diritto pubblico e costituzionale, ma è una distinzione poco approfondita. Il presente momento storico mi consente l’approfonndimento schematico che segue. Per me la Fiammetta Nirenstein continua a restare indigesta ed incompatibili. Non so a che numero della lista è stata messa e quindi non so se verrà automaticamente eletta o meno. Quello che è certo è che la mia avversione personale e la mia critica politica e culturale non gli verrà mai meno. Anzi se qualche volta in pubblici dibattiti mi verrà concessa la parola, gliene dirò tutte quelle che si possono dire.

Si può non votare alle prossime elezioni se il disgusto da vincere è troppo grande. Si può anche restare tesserati ad un partito. Lo scopo dell’iscrizione ad un partito non è quello di raccogliere voti a questo o a quel candidato, o di andare in giro ad attaccar manifesti, o darsi da fare nella propria cerchia per convincere parenti ad amici a votare il proprio padrone. Ciò mi è sempre parso umiliante ed in vita mia non ho mai chiesto il voto a nessuno per me stesso o per altri: al massimo ho disposto del mio voto, quando e se decidevo di andare a votare. Volendo evitare la via della violenza e del terrorismo degli anni settanta, che portarono alla morte del mio maestro Aldo Moro, ritengo che abbia senso l’iscrizione e la militanza in un partito. Ma a senso solo se detta militanza costituisce un momento di discussione e di dibattito interno. Se dovesse essere solo un portar acqua a questo o a quel candidato, sarebbe qualcosa di non dignitoso ed umiliante. I partiti hanno profondo bisogno di riforma: occorre toglierli dalla disponibilità degli eletti e giubilato per superiore decreto e renderli disponibili ai cittadini, che solo se organizzati in partiti possono far valere in modo articolato le loro volontà.

Ho detto organizzati in partiti che sappiano trattare e contemperare le generalità dei problemi, non riuniti in emotive manifestazioni di piazza o su temi fantastici staccati dalla realtà e unitarietà della vita. È una battaglia possibile. Non ha carattere violento. È controllabile. Consente il contradditorio e la verifica. A quanti mi leggono dico loro che non dovranno aspettarsi nulla come risultato del loro voto, ma qualche speranza potranno nutrirla si sapranno dibattere in modo continuativo insieme ad altri cittadini i loro comuni problemi.