sabato, maggio 03, 2008

Lettere al “Corriere della Sera” ed al “Giornale”

Versione 1.0

La solita «Informazione Corretta» è in piena agitazione con l'avvicinarsi della data dell'8 maggio e connesse manifestazioni. La faziosità fatta di vuota e reiterata verbosità è sempre la stessa. Hanno aggiunto alla loro congrega le prese di posizioni di Mantovano e Quagliarello, che per quanto mi riguarda possono lucrare i vantaggi del loro scranno parlamentare guadagnato con la più antidemocratica consultazione elettorale del dopoguerra. Non hanno il diritto di parlare a nome dei militanti e degli elettori, anche per la assoluta impossibilità di ogni delega specifica alle loro arbitrarie dichiarazioni. Se vogliono un consiglio di partito, si vadano a leggere l'ultimo libro di Ilan Pappe, disponibile ora anche in traduzione italiana, ed apprenderanno da un ebreo, di certo non antisemita, che nel 1948 si è consumata in Palestina un vero e proprio genocidio, una pulizia etnica. Mantovano di mestiere, quando non fa il deputato, è un pubblico ministero. Vada con i ferri del mestiere, se non ha dimenticato il suo mestiere, e faccia una bella inchiesta sul genocidio del 1948. Candidature ed avvenute nomime in parlamento come quelle di Fiamma Nirenstein sono in senso politico assolutamente inaccettabili.

Data l'urgenza nello sviluppo degli eventi ho ritenuto di mandare a “Il Giornale” e al “Corriere della Sera” la seguente lettera, che mi riservo di sviluppare nell'argomentazione e nella documentazione se si darà il caso.

Antonio Caracciolo
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Allegato:

Mi sono iscritto al "Popolo delle Libertà" ex art. 49 cost, secondo il quale l'iscrizione ad un partito è un diritto del cittadino, non una graziosa concessione di Quagliarello e Mantovano.

Costoro hanno certamente tutto il diritto di lucrare i vantaggi del loro seggio parlamentare, ma non significa che siano i “padroni” dei loro elettori o che li rappresentino in tutto e per tutto.

Pertanto come militante ed elettore del centro-destra sconfesso del tutto sia Mantovano sia Quagliarello. La loro presa di posizione ha carattere personale e non mi impegna per nulla. Al riguardo ho opinione diverse che sono state da me ampiamente argomentate in centinaia di articoli, che i due succitati onorevoli ben si guardano dal leggere, benché siano stati inviati ai loro indirizzi: questa è la loro rappresentanza degli elettori.

Antonio Caracciolo
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Allegato:

Sì alle bandiere che bruciano, s' al corteo del 10 maggio dei centri sociali, proibita solo la bandiera di Israele. La protesta del PdL, nella cronaca di Vera Schiavazzi dal CORRIERE della SERA. Se ci giungerà notizia di altre proteste, da latre forze politiche, le pubblicheremo. Per ora, silenzio assoluto.

TORINO — Tutte le manifestazioni saranno vietate nel giorno dell'inaugurazione della kermesse libraria. Ma chi vuole sostenere la scelta di Israele non demorde, ed è quindi prevedibile che le bandiere bianche e azzurre si vedranno lo stesso: il tam tam dei promotori incoraggia a sventolarle davanti alle biglietterie. Ieri, il prefetto Padoin ha precisato che non è vietata «la bandiera in quanto tale», ma le sue parole, dopo quelle del Questore Berrettoni («Nessuna manifestazione, nessun presidio, ragioni di ordine pubblico»), sono state oggetto di una lettera di protesta di due esponenti del Pdl, Mantovano e Quagliarello al ministro dell'Interno Amato: «Torino è stata al centro di manifestazioni antisemite ed è quindi sacrosanto che si colga l'occasione della Fiera per ribadire il no ad ogni censura verso uno Stato libero. Confidiamo che Amato voglia intervenire per chiarire l'eccesso di zelo di un funzionario». Nessun divieto per ora, alla manifestazione nazionale dei centri sociali e di Free Palestine contro la Fiera prevista per il 10 maggio.

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