venerdì, giugno 09, 2006

»Appello alla ragione«: per non dimenticare!

Capita di dover mettere ordine fra le proprie carte. E' quello che mi sta succedendo mentre sono alla ricerca di importanti documenti fiscali. Nel fare questo lavoro di riordino e di ricerca al tempo stesso si ritrovano cose perse, oppure si decide di dare al cestino quello che più non serve o non è attuale. Capita a volte anche di trovare del materiale non più di interesse attuale, ma ormai di interesse "storico" e come tale non necessariamente da cestinare. Mi è così capitato un fascicolo di "si alla vita" (anno XXVII, numero 5, maggio 2005 - Speciale referendum). Non so o non ricordo come sia finito nelle mie mani. Non devo averlo letto a suo tempo e devo averlo accettato solo a fini di documentazione.

Il fascicolo si apre con un articolo di Carlo Casini dal titolo "Appello alla ragione" ed inizia con queste parole: «Il referendum è ormai alle porte. L'esito di questa consultazione, qualunque esso sia, segnerà profondamente il futuro del nostro paese». E prosegue: «E' questa la ragione per la quale il popolo della vita ha impegnato tutte le sue energie per sbarrare la strada a questi referendum che riporterebbero il paese al far west».

E' vero non potrò mai dimenticare questo referendum fino alla fine dei miei giorni. Ho assunto delle posizioni che non corrispondono a quelle degli astensionisti. Avrei anche accettato e rispettato un risultato leale che segnasse la vittoria di un "si" o di un "no". Ma la posizione astensionista di quanti già evidentemente sapevano di perdere se avessero votato per il "no", mi sembra una frode ed un atto ribaldo di vigliaccheria. Non sono disposto e non posso dimenticare quella che a me appare una violazione delle regole della convivenza pacifica dei cittadini. Fuori di queste regole di rispetto reciproco esiste non il far west, ma la legge della giungla.

Quanto poi all'autoproclamarsi il "popolo della vita" in contrapposizione ad un presunto "popolo della morte" suona quanto mai offensivo in chi sa amare la vita ben al di là delle strumentalizzazioni ideologiche e confessionali che della vita è stata fatta e che si traduce in morte quotidiana per milioni di bambini africani. Terrò accanto a me il fascicolo sciagurato per non dimenticare le ragioni di una contrapposizione civile e culturale che in effetti hanno già segnato profondamente la storia, sia pure recente, di questo Paese. Ne trarrò spunto per altre riflessioni titolo "Appello alla ragione", che evidentemente non può essere la stessa per i Casini d'Italia e per me. Gli antichi dicevano che l'uomo è misura di tutte le cose, ma oggi questo non lo si puà dire perché misura di ogni cosa è Carlo Casini, anche delle cose che non lo riguardano.

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