giovedì, gennaio 29, 2026

La cronaca di ieri contro il ddl Delrio/Gasparri

Post di Movimento Studenti Palestinesi in Italia


ANTISIONISMO NON È ANTISEMITISMO

Ieri abbiamo organizzato un presidio contro i decreti che tentano di imporre un’equazione pericolosa e strumentale: quella tra antisemitismo e antisionismo. Provvedimenti che recepiscono integralmente la definizione operativa dell’IHRA, trasformandola da strumento interpretativo a clava legislativa.
Questa operazione non combatte l’odio: lo manipola. Perché usare la nozione di “antisemitismo” per colpire il dissenso politico significa restringere lo spazio della libertà di espressione, una libertà sancita dal diritto internazionale e dall’articolo 21 della Costituzione italiana, che tutela il diritto di parola anche — e soprattutto — quando è critica, scomoda, radicale.
I disegni di legge presentano inoltre gravi profili di incostituzionalità: introducono una protezione privilegiata per una sola comunità religiosa, lasciando senza tutele equivalenti altre soggettività colpite quotidianamente da razzismo sistemico e violenza istituzionale.
Questa non è giustizia: è una gerarchia delle discriminazioni.
Criticare lo Stato di Israele non è odio: è responsabilità politica. Sostenere e giustificare le sue politiche di occupazione, apartheid e guerra significa invece farsi complici.
I cosiddetti decreti Gasparri e, ancor più, l’assunzione del testo promosso da Romeo come impianto normativo di riferimento segnano un salto di qualità repressivo: una legge che trasforma una posizione politica legittima in un reato d’opinione.
Non è tutela dei diritti, è controllo del pensiero.
Non è sicurezza, è censura.
È un attacco frontale alla libertà di critica, di parola e di mobilitazione.
Impedire la critica allo Stato di Israele non difende le comunità ebraiche: le espone.
Perché confonde deliberatamente un popolo e una religione con uno Stato e con un’ideologia nazionalista e coloniale, alimentando una mistificazione pericolosa e strumentale.
Le nostre piazze non arretrano.
Sono antifasciste, antirazziste, anticoloniali e orgogliosamente antisioniste.
Perché la memoria non è un’arma da usare contro il dissenso.
Perché la libertà non si negozia.
Perché mai più non è uno slogan del passato: mai più è ora.

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