sabato, luglio 11, 2026

Esempio di censura facebook---

 Sto provando di mandare a diversi gruppi il link del mio ultimo post: da giorni non pubblico nulla in questi gruppi tematici, ma mi impediscono la pubblicazione perché devono proteggere la Community dallo spam... Mi dicono di provare più tardi, ma su ogni diverso gruppo appare lo stesso messaggio

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ATTENZIONE! Mi impediscono di pubblicare qui ed in altri gruppi simili, di sostegno alla causa palestinese. Pertanto invito di tanto in tanto a visitare il mio Club Tiberino. Sapendo come funziona ormai per esperienza, se insisto a mandarci i miei post, mi troverò nuovamente bannato questo VI profilo da fb... Ultim'ora: https://clubtiberino.blogspot.com/2026/07/ultimora-proposito-di-genocidio-in-gaza.htm

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Questo l'elenco dei gruppi dove non mi lasciano entrare:


  1. BOICOTTARE ISRAELE: https://www.facebook.com/groups/154476271304028/?notif_id=1783507776378267&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  2. ITALY FOR GAZA AND GLOBAL SUMUD FLOTILLA: https://www.facebook.com/groups/1782144252393918/?
  3. notif_id=1783507176737897&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  4. I PALESTINESI UN POPOLO DI TROPPO? https://www.facebook.com/groups/807850420918385/?notif_id=1783507187392333&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  5. DIGIUNO GAZA: https://www.facebook.com/groups/1267273637723589/?notif_id=1783508195141526&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  6. SOSTEGNO A FRANCESCA ALBANESE: https://www.facebook.com/groups/1267273637723589/?notif_id=1783508195141526&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  7. PALESTINA LIBERA: https://www.facebook.com/groups/1267273637723589/?notif_id=1783508195141526&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  8. NOI STIAMO CON IL PROF. ORSINI: https://www.facebook.com/groups/960478567995690/?notif_id=1783506229971845&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  9. SIAMO CON LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA: https://www.facebook.com/groups/960478567995690/?notif_id=1783506229971845&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  10. PALESTINA: RESISTENZA E LIBERTA’: https://www.facebook.com/groups/34886682895/?notif_id=1783505917321129&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif
  11. FREEDOM FLOTILLA: https://www.facebook.com/groups/123607741007213/?notif_id=1783506501425659&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif

12. INSEGNANTI PER GAZA: https://www.facebook.com/groups/720963997269772/?notif_id=1783506034357410&notif_t=group_r2j_approved&ref=notif


Ultim'ora a proposito di genocidio in Gaza: rivolto a quanti ne "negano" l'esistenza.

You Tube

Il caso di genocidio del Sudafrica 

contro Israele 

alla Corte Internazionale di Giustizia

Doppiaggio Automatico.

Testo

Commentario alla "Nostra Aetate" per la parte che riguarda i rapporti dei cristiani (cattolici battezzati e cresimati) con gli Ebrei, siano essi membri di una comunità religiosa, etnica o statuale!


 Questo il testo ufficiale da cui attingiamo e che abbiamo stampato, per poterlo meglio commentare: appena sette paginette, note incluse! Per quanto ne abbiamo sentito parlare ci aspettavamo fossero almeno 700, e tutte riferite agli Ebrei. Invece la "Dichiarazione" si riferisce a tutte le religioni NON cristiane, che ad incominciare da quella islamica consta di circa due miliardi di persone e costituisce il 25 % della popolazione mondiale, mentre gli stessi cristiani nelle confessioni e sette contrapposte in cui dal 1517 in poi si sono diviso sono 2,4 miliardi pari al 30 % circa della popolazione mondiale. Fra questi ci sono gli scelleratissimi evangelici americani che sono 80 milioni e costituiscono il 25 % della popolazione statunitense: scelleratissimi perché costituiscono il principale sostegno economico e politico al genocidio in corso ed sono i principali sostenitori del sionismo genocida. In realtà non sarebbero manco cristiani in senso proprio, ma una particolare setta del giudaismo. Il cristianesimo ha perso la sua unità a partire dalla Riforma che frantumò l'unità dogmatica della Fede cristiana. La Nostra Aetate è un documento della chiesa cattolica, che rappresenta solo 1,4 miliardi, pari a circa la metà dei cristiani totali, fra cui i protestanti delle innumerevoli sette sono 800 milioni pari al 37 % e gli Ortodossi sono circa 280 milioni pari al 12 %. Se vogliamo considerare cristiani, eccettuato gli evangelici americani, anche i restanti non cattolici, sarebbe una ricerca interessante per ognuna di queste confessioni riformate andare ad indagare presso di ognuna il rapporto della fede cristiana con il giudaismo. A loro volta, gli ebrei (non necessariamente religiosi: vi è chi si professa ateo!) sono nel mondo appena 16 milioni, pari allo 0,2 % della popolazione mondiale. Di questi 16 milioni ben 7,2 milioni sono immigrati nella Palestina occupata, rinominata Israele, dove chiavi in mano e con tutta l'assistenza dell'esercito di occupazione hanno espropriato i palestinesi delle loro terre e delle loro case. Hanno però una influenza che esorbita infinitamente la loro consistenza numerica, grazie soprattutto all'apporto della finanza e dell'evangelismo sionismo, che ha sue mire dove l'elemento religiose quando in buona fede è un'aberrazione mentale criminale, che non ha assolutamente a che fare con una idea di Dio quale anche la filosofia può concepire.

1. «I vari popoli costituiscono infatti una sola comunità. Essi hanno una sola origine... etc.»
– Ben detto! E che senso ha allora l'idea di un "popolo eletto" non importa con quali equilibrismi esegetici mascherata? Prima di passare al Fratello Maggiore (Caino) sarebbe meglio leggere questa riga della Dichiarazione.
– Non si può introdurre nel primo comma il principio della universalità del genere umano e dei suoi diritti e subito dopo quella della discriminazione: se tutti gli uomini sono tali, tutti sono "eletti", almeno potenzialmente, se con ciò si intende una visione del mondo e degli altri che spinge alla pace: prima legge di natura secondo la filosofia di Thomas Hobbes: se vuoi la sicurezza della vita devi cercare la pace con tutte le tue forze fisiche e mentali. L'elezione non può essere intesa a seconda del colore della pelle o delle infinite distinzioni che caratterizzano ogni singolo essere umano dall'altro singolo essere umano, e meno che mai accompagnate da sopraffazione e pretese attuate anche per mezzo di un genocidio, come in questo anno di Nostro Signore 2026 stiamo constatando: gli ebrei seguono un altro calendario! Sappiamo che il tema della "elezione" è tipico del giudaismo ma che poi si ammorbidisce alquanto nel nascente cristianesimo che visto con occhi profani è una creazione storica della cultura ellenistica, dove l'elemento giudaico è quello più problematica, non a torto espunto dalla predicazione paolina. Forse oggi, in forza di una spinta massonica lobbistica, tende ad infiltrarsi nel corpo dottrinale gerarchico della chiesa cattolica e la sua espressione pià evidente è stato nella pretesa di inserire in una costituzione europera una menzione della comuni radici “giudaico-cristiane”. Tentativo fortunatamentme abortito.

(testo in elaborazione: segue).


giovedì, luglio 09, 2026

E perché "Mosaico bet magazine" contatta un albergatore napoletano?

Dito israeliano rivolto ai cittadini di Brindisi

 • Rif. Bet Magazine del 9 luglio 2026, in IC.

È forse un'agenzia turistica israeliana che organizza pacchetti per turisti israeliani?  Notizie di questo genere sempre più frequenti lasciano sconcertati. Parrebbe che i sondaggi diano una schiacciante maggioranza di cittadini israeliani che approvano e promuovono il genocidio in Gaza e le politiche dello stato di Israele che tutto il mondo condanna. Poi se ne vanno in giro per il mondo, per l'Italia, non si vergognano e offrono pure il loro dito media agli indigeni. Ottengono poi il sostegno degli ebrei locali. Per il quale si pone un problema non più eludibile: sono cittadini italiani o colonie di israeliani stanziati in Italia? Il problema non è peregrino. Un autorevolissimo e stimatissimo "ebreo" come Jeffreu Sachs riconosce a pieno la sua ebraicita. ma anche e prima ancora il suo essere cittadino americano, che non ha nulla a che fare con lo stato di Israele e che ne condanna a pieno la politica genocdiaria. In Italia, dai nostri "concittadini italiani di religione ebraica" non ci capire di trovare posizione analoghe, Ma sembrerebbe attraverso il loro associanismo che siano tutti dalla parte di Israele ed approvino il genocidio in corso, semplicendo dicendo che non è genocidio ma guerra legittima di difesa, pur consistento nella uccsione di donne e bambini, che sarebbe "scudi umani" di Hamas, a cui non si riconosce la legittimità di movimento di resistenza, e che tuttavia non riesconop a sconfiggere: si rivalgono su donne e bambini che sarebbero i loro "scudi umani", anzi no: "animali"!

Jeffrey Sachs, un "ebreo" americano e anti-israeliano


E no! Cari "concittadini ebrei" di Bet Magazine, in Gaza non c'è «una guerra», c'è una "genocdio"! Siete disposti a riconoscerlo come tale?... Forse è meglio che non si vada in vacanza negli stessi luoghi...

«La campagna “No Room for Genocide” si presenta come un’iniziativa di pressione politica legata alla guerra a Gaza.»

– Curioso! Non avete lasciato in pace Priebke neppure nella sua bara, ed ora vi lamentare della "discriminazione individuate" che subireste! Ma i «Nostri Standard» valgono solo quando li fissate voi per noi?

Anziché vergognarsi e tacere, si metteno ad accusare e pretendono provvedimenti e punizione verso chiunque si oppone loro. Sono i nostri dominatori, che possono trattare "in casa loro" gli italiani della Flotilla come abbiamo visto e sappiamo, ma in casa nostra la fanno da padroni. 

Basta!

• Rif. il Giornale, del 9 luglio 2026, in IC,

Fiammetta

Un luogo comune, duro a morire: noi che siamo i buoni, il meglio del meglio, e tutti gli altri che sono i cattivi: la “feccia”, Non è così e la gente comune non la pensa così! È il linguaggio della propaganda di regime, del nostro regime, che cerca di influenzare la gente, quelli che non sono capace di un pensiero critico ed autonomo. E Fiammetta non è il meglio del meglio in fatto di propagannda e propagazione di assolute menzogne, intrise di veleno. Ogni suo nuovo uscita ci rafforza questa nostro opinione suffragata da innumerevoli attestazioni documentali... Bernard Lewis... uhm... me lo ricordo, in Roma. Ad un conevgno organizzato dalla stessa Fiammetta, dove ero presente come osservatore critico, essendo il convegno aperto al pubblico... In quell'occasione non solo rifiutai di farmi la foto, il selfie, accanto a Fioammetta, ma non volli neppure fare a fotografo ad una povera amica che mi chiedeva di immortalarla fotograficamente accanto a Fiammetta... Ricordo lo squallore di quel convegno e di chi c'era... Pure Gianfranco Fini... La Turchia? La speranza è che vi sia qualche potenza, di sufficiente forza, in grado di parlare il solo linguaggio che gli ebrei israeliani conoscono: quello della forza e della sopraffazione. Fino ad oggi si sono dimostrati forti uccidendo donne e bambini, compiendo genocidio di popolazioni inermi, dope aver rubato loro terre e case... Non dico quel che penso, quel che ognuno pensa, su come si possa e debba trattare con Israele.

LEGGO e commento, a campione, le schifezze assolute, di cui sopra, riprese in IC, non per auto-punirmi, ed affliggermi, ma perchè ritengo che si debba fare opera di analisi e smontaggio della propaganda, del castello di menzogne, che abitualmente, quotidianamente si riversa su di noi da parte di una comunicazione mediatica in grandissima parte prodotta ed orchestrata da un regime di cui la finanza sionista è magna pars. Davanti alle menzogne e manipolazione bisogna essere capaci di riconoscerle, respingerle, mettere in guardia gli incauti e sprovveduti.

Donatella "filosofa", sionisti ed ebrei contro Mons. Pizzaballa, in visita a Gaza


In rete, si trovano già gli schieramenti di battaglia, che io di volta in volta, aggiornando vado qui censenso. in ordine casuale ed incompleto, con eventuali annotazioni:

• Mio precedente intervento, al quale non sono giunte repliche pur avendolo iviato allo stesso FQ, ed inserito nei commenti facebook accessibili.

Quale pace, etc:

Bet:

• tal Gabriele Bonaccini

qoshe

moked:

Multipolare (Ottolina TV):  

• Altri a seguire, se ne trovo, o mi vengono segnalati.

NOTA: scrivo sempre di getto: non mi si rimproveri la scrittura, la sintassi, i refusi: quando ne ho voglia ritorno sui miei testi, che possono essere sempre rivisti e modificati, per rendere più chiaro il pensiero o per rafforzare le argomentazioni.

Mi sono offerto, da "filosofo del diritto", oltre che cattolico, battezzato e cresimato, di partecipare al dibattito, possibilmente in tomi civili ed indiscutibilmente dentro i confini della liceità, pur nelle nettezza ed asperità del contraddittorio. 

Per quello che mi ricordo del mio Catechismo il sacramento della Cresima conferisce ad ogni battezzato il diritto ed il dovere di proncunairsi in materia di Fede, essendo anche lui pervaso dallo Spirito Santo. La Lobby nella sua prassi è convinta che basta accordarsi con i vertici della Gerarchi cattolica per poter silenziare ed oscurare miliardi di cattolici o anche cristiani: ci siamo messi d'accordo con in vostri Caèi e voi poco o nulla contate.

Ma anche se non si è praticanti torna qui molto a proposito il motto crociano "non possiamo non dirci cristiani", ma non perché ciò significhi una acritica accettazione degli insondabili misteri della Fede Cristiana e peggio ancora delle innumerevoli astruserie della fede cattolica, in un ultimo scompaginata dal Papa polacco e del suo Fratello maggiore, cioè Caino.

Bensì per il contenuto di eticità che ogni religione racchiude in sé. Ed è l'eticità cristiana che fa vedere in ciò che succede in Gaza l'evidenza empirica del genocidio, di cui in Gaza mons. Pizzaballa ho potuto recepire anche gli odori. Giustamente, il prof. Alessandro Orsini parla di evidenza empirica del genocidio, su cui nessuna persona che abbia un minimo di onestà intellettualità e sanità mentale può nutrire dubbi. Al massimo si potrà arrampicare sugli specchi parlando di guerra difensiva legittima, anche uccidendo donne e bambini, anora nel grembo della madre, in quanto "scudi umani" di Hamas, peraltro legittimo movimento di resistenza che resiste e combatte con armamenti infinitamente inferiori.

L'elemento giuridico definitorio è quello della INTENZIONALITA', che è quello che serve per definire l' Olocausto ebraico, di cui è stato fatto industria e che è servito per edificare un sistema di potere e comunicazione mediatica.

Donatella Di Cesare sarebbe lei esperta di questa tematica?

Si misuri con gli storici "revisionisti" che di questa materia si sono seriamente ed intesamente occupati, dopo che siano stati fatti uscire di prigione e si consenta a chi ne ha interesse di poter leggere i loro libri senza che ciò costituisca reato che fa finire in prigione l'incauto la cui curiostà spinge alla lettura di qualcuno di questi libri proibiti.

Ma per quella che riguarda il solo elemento della INTENZIONALITA' come caratterizzante un genocidio, metro di giudizio ormai acquisito da un sempre più vasto pubblico, non vi può essere dubbio che l'INTENZIONALITA' del genocidio in Gaza, ora anche in Libano, supera di gran lunga lINTENZIONALITA' documentabile per l'Olocausto ebraico. Questa si limita alla sola controversa Conferenza di Wannsee sulla "soluzione finale", che alcuni ritengono meramente "territoriale"... Certo, esistevano in Germania campi di concentramento, dove venivano radunati e costretti al lavoro tutti gli oppositori del regime nazista. Durante le guerre vi sono sem pre campi di cocnentramento per i prigionieri di guerra o oppositori di un regime. Non è una novità. Secondo quando racconta Ghada Karmi (nel libro "Sposata ad un altro uomo") di simili campi di concentramento vene sono stati anche in Palestina, dopo la Pulizia etnica del 1948, ed a fare da carcerieri erano messi ebrei usciti dai campi di concentramento nazisti:

CITAZIONE:

«Per illustrare la situazione basta un esempio. Una caratteristica della Nakba, della quale si è parlato poco, furono i campi di lavoro forzato istituiti dal nuovo Stato israeliano durante la guerra del ’48-49. Secondo la Croce Rossa Internazionale furono istituiti cinque campi per la popolazione maschile tra i 10 e i 60 anni che ospitarono oltre 5000 palestinesi catturati nel corso della guerra. Gli uomini lavoravano per costruire gli insediamenti israeliani e per trasferire le pietre delle case arabe distrutte, necessarie per la costruzione di nuove abitazioni per gli ebrei. I prigionieri rimasero nei campi dai due ai cinque anni, la maggior parte fu rilasciata nel 1955. Molte delle guardie dei campi erano ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania nazista, a volte anche ex prigionieri dei campi tedeschi. Nessuno dei prigionieri palestinesi parlò di questa esperienza e questa storia è emersa solo successivamente. Fu come se nessuno riuscisse a esprimere in parole l’enormità delle sofferenze causate dall’esperienza della perdita, dell’insicurezza e dello sradicamento. La gente che doveva far fronte alla sopravvivenza quotidiana non poteva guardare al passato.

Ghada Karmi, Sposata a un altro uomo. Per uno Stato laico e democratico nella Palestina storica, Roma, 2010, pp. 32-33»

Insomma, le tragedie della nostra epoca, il crollo dell'Impero americano e del suo ordine, su cui lo Stato di Israele ha finora fondato i suoi privilegi e la sua impunità, consente di ripensare l'«Olocausto ebraico» per come ci è stato finora narrato, di introdurre un libero confronto fra esperti veri, non propagandisti o presunti e sedicenti esperti alla De Cesare. Ai più interessa non il confronto e il dibattito storiografico, cosa per specialisti, ma che venga posto termine ad un genocidio ancora in corso e che vengano giustamente puniti i criminali che lo hanno commesso, e se questo è imputabile addirittura ad uno Stato, questa mostruosa costruzione deve essere smantellata a cura e in nome della Comunità dei popoli della Terra.

martedì, luglio 07, 2026

Psicopatologia? Sì! ma quella di David Meghnagi!

Lui riportato da IC!

• Rif. Bet Magazine, del 7 luglio 2026, in IC- 

E vale per lui quel che dice per gli altri: ««Contrastare il fenomeno si può. E soprattutto si deve»». Costui è il Tizio che ha fatto da "consulente" per il varo della legge Delrio/Gasparri che è passata al Senago ed attende il passaggio alla Camera. Andremmo tutti in galera se appena appena osiamo criticare Israele... La saccenza di quest'uomo ci è particolarmente indigesta ed è pure pericoloso farlo. Pure avrei diritto ad una replica, costui insieme ad altro degno personaggio, Riccardo Pacifici, ebbero a tenere convegno su di me, messo alla gogna da Repubblica, senza che io allora potessi intervenire... Non dimentico. Ed ora il vento sembra girare! L'«Olocausto» non è più quello "narrato" su cui Hollywood ha alimentato una lucrosissima «Industria», ma quello presente e reale che in Gaza, in Libano, in Cisogiordania e pure altrove si snoda sotto i "nostri occhi", sotto gli occhi del mondo intero, e che tutto il mondo, Supremo Tribunale, condanna senza bisogno di giudici che sempre parlano in suo nome! Ancora con il 7 Ottobre? Ma perché non volete parlare della Direttiva Hannibal? I documenti ci sono, in YT, e di certo non si possono andare a cercale nei canali televisivi, o da Gomez... che è sempre uno della Tribù? Devo darvi io i links? Pensate di poter continuare a orendere per i fondelli la gente a tempo indeterminato? Bah! Andiamo avanti. Spinoza: l'odio è cosa ebraica! Il cristianesimo nasce come religione dell'amore e del perdono. Cristo in croce non ci è salito da solo: qualcuno ce lo ha messo!

Non vogliamo offendere, sarebbe pericolosissimo farlo con un ebreo, ma parlando per metafora sarebbe come se un marziano fosse sceso sulla terra e guardasse il mondo appunto da marziano. ed è questo il nostro commento ad un lesto che leggiamo per obbligo di conoscemmo, ma su cui cerchiamo di sorvolare il più rapidamente possibile. Antisemitismo? Si! Ma come risultante del Teorema di Spinoza, filosofo lui stesso ebreo, finito piuttosto male presso i suoi correligionari: io ebreo/giudeo&sionista (scegliete voi) odio te goy, affinché tu possa a tua volta odiami, e quindi io odiarmi ancora di più perché tu mi odi: il concentrato e risultato di questa formula da l'accusa frequente di antisemitismo che proviene dagli stessi ebrei ed è rivolto al mondo intero che vedendo in Gaza un genocidio assai più evidente e documentato del mitico «Olocausto» dicono: non lo fate, fermatevi, non uccidente donne e bambini... Conoscviamo le loro repliche ed i loro argomenti. Sarebbe ozioso ed osceno soffermarcici sopra.

Mah! Chissà chi crede di infinocchiare il Tizio! Verrebbe da ridere se non ci fosse da indignarsi. Avrei da citare dotti e seri articoli di un filosofo francese, che non ho a portata di mano, dove si parla di psicopatia collettiva, che sarebbe quella che interessa una collettività che dalle alture si va a godere lo spettacolo dei bombardamenti genocidari in Gaza, e non dal 7 ottonbre di alcuni anni fa, ma da Piombo Fuso nel 2008-09, e prima ancora dal 1948 in poi, dalla Pulizia Etnica documentata da Ilan Pappe, storico israeliano, e da tanti altri; ma i genocidio fu meglio e più documentato nella storia. Ma il Tizio la butta in "psicopatologia" che noin sarebbe la sua, ma quella di tutti gli altri che non vedon o il mondo con gli occhi suoi, Occhi Eletti e Benedetti da Javeh in persona!

«Normale»? Cosa è normale? Il genocidio di due milioni di persone sotto gli occhi del mondo? No! Per lui è normale che Israele si difende uccidendo donne e bambini, compevoli di essere "scudi umani" di Hamas, peraltro pià che legittimo movimento di resistenza con armi di gran lunga inferiori a quewlle dei genocidari! Qui il concetto di "normalità" è quella che è visto dai suddetti Marziani, che compren si-bilmente vedono il mondo terrestre con i loro occhi di marziani. Come non comprederli... Anche se non possiamo lasciarli fare. Ma se appena dici loro qualcuna, ti sparano botte di "antisemita”, che poi significa un reato penale da essi fabbricato per mettere a tacere qualsiasi critica si osi fare loro e produrre così una sorta di terrorismo ideologica con il quale si intimodiscono popoli interi, complici una classe politica ed un ceto giornalistico corrotti ed asserviti.

L'occupazione della Palestina dal 1861 in poi ce la siamo inventata noi! La terra senza popolo per un popolo senza terra è uno slogan che abbiamo coniato noi goym. Esistono quelle che Benedetto Croce chiamava delle "pseudoscienze". Qui ne abbiamo un caso indubbio. Sarebbe tempo sprecato attributrvi una minima serietà. In passato per imbrogliare gli sprovveduti si usava il latinorum, qui entrano in scena gli strizzacervelli. "Lui ha lavorato molto su questa questione...": non ha il senso del ridicolo! Chutzpah, del tipo il figlio che uccide i genitori e poi pretende clemenza dal giudice perché è un povero orfano!

Ancora con le solite favolette! Ma fa di mestiere lo strizzacervelli o vuol mettersi a fare lo storico? Si decidesse in quale campo vuole giocare... Nel 1975 all'Onu avevano ragione: il sionismo è razzismo della specie peggiore. Lo vediamo oggi con i nostri occhi, ma il massimo organismo di diritto internazionale ce lo aveva detto 50 anni fa!  L'imbroglio di Oslo fu una truffa ed un imbroglio, oggi assolutamente evidente! Tutti malati di mente? Tutti antisemiti? Solo tu sei sano e savio? Ci sono quelli che credono fermamente di essere Napoleone Bonaparte... o di essere assolutamente nel giusto senza essere sfiorati dal minimo dubbio, o dover prendere in considerazione ciò che gli altri dicono o pensano... Fortunatamente, il tempo in cui gli USA, sotto il controllo della Israel Lobby, poteva imporre le sue angherie al mondo intero sembra essere finito, o almeno sta scricchiolando.

No! Le chiacchiere non attaccano e non ingannano più nessuno, a meno non voglia lasciarsi ingannare e tentare di ingannare altro. Oggi non è Auschwitz, ma Gaza! Questo è il discorso, non un altro! Una mia definizione dell'antisemitismo l'ho data e sono stanco di ripeterlo: in quanto discriminazione nei diritti, eliminata dalla rivoluzione francese, oggi di antisemitismo non ne esiste da nessuna parte. Oggi gli ebrei godono di privilegi che nessuno altro ha: in ogni società dove sono presenti godono di un'influenza che che nessun altro gruppo sociale. A nessuno importa un bel nulla degli ebrei in quanto tali, possono presumeri di se stessi tutto quello che vogliono, nessuno se ne accorge e se ne cura. Interessa e si osserva ciò che ognuno fa. Ed in Gaza gli ebrei compiono un genocidio, quello di cui abitualmente si lamentano di aver subito.

Ho letto con sopportazione il lungo sproloqui, che giudico un tentativo di prendere per i fondelli il Lettore: ma quale Lettore? Non so quale posizione e credito abbia costui fra gli strizzacervelli... Io sapevo che il suo lavoro consisteva nella "Didattica della Shoah", una materia assurda. Mah!

• Rif. Shalom, del 7 luglio 2026, in IC

– Esiste anche una..."Federazione delle Comunità Ebraiche di Spagna" (FCJE), Finora non ne sapevo nulla, ma è questa separatismo tribale che mi impressiona molto. Vivono in ogni singola comunità nazionale (spagnola, italiana, francese, tedesche...) ma ovunque si trovano, anche se sono solo tre individui, fanno parte a sé, sono distinti dagli altri, da cui pretendono ogni cosa... Non entro nel fatto specifico, di cui non prendo per oro colato la narrazione, ma è la solita solfa: compiono in Gaza un genocidio, la contano come dicono loro e se ne vanno in vacanza all'estero, pretendendo di essere applauditi, magari di rilasciare autografi e fare selfie con i locali... Mah! Chi li capisce è davvero bravo. Finiranno per pretendere dai governi indigeni quello che hanno fatto sottoscrivere al sedicente governo libanese... Quanto poi ai numerosi "Osservatori sull'Antisemitismo" occorrerebbe scioglierli tutti e sanzionarli come centrali di diffamazioni e calunnie su cittadini spesso innocenti ed ignari. Parlano di democrazia, che significa poi applaudire loro e dare lor sempre ragione e sostegno, amche inviando armi da parte dei governi, per continu

Che faccia! Meglio non commentare!

domenica, luglio 05, 2026

Donatella, mia antica "passione": copio ed incollo prima che facebook mi cancelli e censuri un'altra volta

Donatella De Cesare ("filosofa")

Copio ed incollo testi diversi, in situazione di urgenza, da fonti diverse e derivate, con riserva di successiva correzione dei refusi e di eventuali integrazioni. Per quanti sono ignari del contesto rinvio al testo della mia Memoria Difensiva presso il Consiglio Universitario, dove fui assolto con formula piena da ogni addebito. Del pari, di seguito, in Civium Libertas, sono riportati i testi integrali di altre sentenze giudiziari.e di assoluzione piena... I media che prima con goduria mi avevano messo alla gogna si "rifiutarono" di dare notizia dell'avvenuta assoluzione. E così Donatella poteva continuare ad attaccarmi e mal gliene incolse al Palazzo di Giustizia. Anche allora, come adesso, di impulso, ne scrissi al riguardo, e subito dopo mi stancai di ritornarci sopra, ma appena ritrovo il link di quel che allora ne scrissi, lo rimetto qui e con l'occasione, senza scriverci un libro, riprenderò la questione... A pensarci, ricordando il passato, il momento più divertente: Flick che scappava via... Era allora, nel 2009, un ben diverso contesto politico politico e geopolitico generale. Dubito che oggi potrebbero farmi quello che mi fecero allora, quando dovetti fronteggiare tutto il canagliume mediatico. Ricordo Marrazzo che "voleva guardarmi negli occhi", appellandosi ai bambini di Auschwitz. ma appena tre giorni dopo mi rubò le prime pagine ed io lo vidi nascondersi la faccia davanti agli stessi giornalisti... E così per tanti altri casi, come per Alemanno, che in prigione ci finì lui... Io la chiamo questa giustizia del Cielo, ma mi dicono che se lo dico sarebbe una bestemmia: non si può invocare Dio nelle nostre contese terrene... Quel che posso dire che non ho mai, o almeno tento di evitarlo, coltivato nel mio animo il sentimento dell'odio e del rancore, come spiego più sotto citando Spinoza, filosofo ebrei del Seicento, pure lui "scomunicato"... Tra le cose da dire e ricordare vi è che allora nel 2009 ero stato inviato a salire su di una Flotilla, per unirci a Vittorio Arri-goni, che sentivo per telefono... Io da ingenuo ero andato a chiedere una autorizzazione al Rettore per poter andare in visita all'Università islamica, che si trovana in Gaza, università oggi bombardata e distrutta insieme a tutta Gaza... Mettendo insieme il prima ed il dopo, i conti mi tornano: Lor Signori come potevano consentire che un oscuro ricercatore della "più grande università d'Europa" potesse permettersi di avere un pensiero indipendente, non allineato? Bisogna schiacciarlo subito per dare a tutti gli altri un esempio: colpirne uno per educarne cento! Ma ahimé vale il principio opposto, di cui oggi staimo tutti scontando le conseguenze: quando non si difende un diritto costituzionale (artt. 21 e 33) nel caso più marginale (io allora, 2009 e successivi), quel diritto è perso per tutti...
NB Questo link è stato inviato alla Redazione del Fatto Quotidiano, con facoltà piena di replica concessa alla "collega" Donatella. In genere, nella quasi totalità dei casi, le Lettere ai Giornali finiscono nel cestino, e qualche volta producono minacce di querela: avrei un caso da raccontare per il Giornale, quando era diretto da Giordano, quello di "Fuori dal Coro", il più insipido dei talk show!

FONTE prima: dal Gruppo facebook "Francesca Albanese: Notizie

1°)


 
CITAZIONE DI TESTO NON MIO, e ripreso:
Vale la pena leggere fino a che punto una cosiddetta filosofa - fanatica ultra sionista messianica per la pulizia etnica della Palestina e per la piena affermazione del suprematismo bianco ebraico - può prodursi in una oscena contorsione intellettuale mischiando orridi luoghi comuni (Israele deve difendersi) e l'attacco sgangherato alle verità del cardinale Pizzaballa su Gaza, nel criminale tentativo di depotenziarne il messaggio universale in solidarietà-denuncia a un popolo sotto genocidio. Vale la pena di lettura soprattutto per coloro i quali pensano che la suddetta sia di "sinistra", ché non sono pochi. *Guizzo

TESTO DELLA "FILOSOFA" DI CESARE, apparso sul FQ e ripreso integralmente in "Francesca Albanese Notizie", gruppo facebook.

2°)
QUALE PACE? UNA LETTERA AL PATRIARCA PIZZABALLA
Il Fatto Quotidiano 03 luglio 2026 DONATELLA DI CESARE
Caro Cardinale Pizzaballa, ho seguito il suo dialogo con Lucio Caracciolo quando le è stato conferito il Premio Limes per la pace e ho letto le sue dichiarazioni successive. Questo riconoscimento ha messo in luce il suo magistero e la sua testimonianza: oggi lei è una delle figure di riferimento nella questione israelo-palestinese. Proprio perciò vorrei rivolgerle alcune domande sul significato della “pace” quale emerge dalle sue parole. Lei ha detto fra l’altro: “Non trasformiamo la pace in uno slogan”. È una frase che condivido pienamente. Aggiungerei: non riduciamola solo a compassione. Le città distrutte, la fame, le vite spezzate a Gaza chiedono capacità di partecipare alla sofferenza altrui. Ma la compassione non basta.
Le scrivo da filosofa che in questi anni ha cercato di sostenere le ragioni della pace in un dibattito pubblico sempre più militarizzato. Considero il pacifismo un’esigenza etica e politica. Eppure oggi ne vedo con inquietudine la deriva. I vessilli arcobaleno hanno ceduto il posto alle bandiere di una sola causa. Il pacifismo, perdendo la rotta, si è cristallizzato in una rappresentazione morale del conflitto: da una parte le vittime, dall’altra i carnefici, da una parte gli innocenti assoluti, dall’altra i colpevoli assoluti. Così la guerra riemerge ammantandosi di un linguaggio morale. Non vorrei allora che in nome della pace si alimentasse una nuova – antica – guerra contro Israele e contro il popolo ebraico. Non vede anche lei questo rischio?
Il pacifismo non consiste nello schierarsi con una parte contro l’altra. Vuol dire invece sottrarsi alla polarizzazione, attraversare gli schieramenti. Non distribuire torti e ragioni, ma custodire insieme la vulnerabilità di due popoli senza lasciare che l’una oscuri l’altra. Lei ha saputo evocare con straordinaria intensità il dolore della condizione palestinese – fino a rendere percepibili persino gli odori. Mentre l’angoscia del popolo ebraico mi è sembrata restare sullo sfondo. Certo lei ha ricordato il “senso di accerchiamento”: gli israeliani si sentono assediati all’esterno e assediati all’interno. Temo però che la ferita sia più profonda. Si è sgretolata l’immagine dello Stato-rifugio. Il popolo ebraico si è scoperto esposto, vulnerabile – è quella vulnerabilità secolare che aveva cercato di lasciarsi alle spalle. Comprendere questa vulnerabilità, resa semmai più acuta dalle armi, non significa attenuare il giudizio sulla devastazione di Gaza, ma vuol dire riconoscere che nessuna pace sarà possibile se una delle due vulnerabilità viene espulsa dalla narrazione.
Mi vengono in mente le parole di Hannah Arendt che, nella sua ultima intervista, dopo la Guerra del Kippur del 1973, sottolinea il significato di Israele e della sua esistenza. “Ha cambiato tutto. Oggi il popolo ebraico è unito dietro Israele. Perché sente di avere una rappresentanza politica. Questo non significa che l’ebraismo della diaspora condivida sempre l’opinione del governo”. È una distinzione decisiva che viene sempre più cancellata nel dibattito pubblico. Lei ha detto che “non si può generalizzare”. E ha denunciato quella narrazione estremista che fa leva sulla paura. Ha ragione. Ma questo riguarda anche i paesi europei – per non parlare di quelli d’oltreoceano. A dominare è l’immaginario delle nuove destre: il nemico alle frontiere, l’insicurezza, la “remigrazione”. L’ultradestra israeliana ha colpe enormi. Ma Hamas, che resta ai crocevia, come lei racconta, proseguendo la sua buia e imponderabile guerra del sottosuolo, non può essere certo assolto.
Scrivo a lei, Patriarca di Gerusalemme, perché le sue parole hanno un peso e una responsabilità in più. Con Nostra Aetate la Chiesa ha riconosciuto il legame irrevocabile con il popolo ebraico congedandosi da una tradizione secolare di antigiudaismo. Non può venir meno proprio oggi la vigilanza.
L’odio ha assunto nuovi volti. Il terribile stigma “Stato genocida” finisce per gettare una colpa collettiva su tutto il popolo ebraico. Il nome stesso “Israele” è diventato quasi impronunciabile. Non dovrebbe questo essere una preoccupazione per tutto il mondo cristiano? La guerra non deve essere la prospettiva ultima di due popoli la cui esistenza è strettamente intrecciata. Non si può lasciare che abbia la meglio l’idea che solo la sparizione dell’uno sia la soluzione per l’altro. Non si può lasciare che l’odio reciproco si erga a sovrano mortifero e governi le vite, catturandole in una spirale di distruzione.
Da Gerusalemme, quel luogo in cui le due vulnerabilità si guardano negli occhi, può levarsi una lingua capace di custodire il dolore dei palestinesi e l’angoscia del popolo ebraico, senza contrapporli. Perché la pace non nasce quando una sofferenza prende il posto dell’altra. La pace comincia quando rinunciamo al privilegio morale di avere sempre e soltanto le nostre vittime.

3°)
MIEI COMMENTI AL TESTO DI SOPRA in tempo reale, nello stesso gruppo facebook, e subito salvati nel mio blog, per evitare una censura facebook che mi insegue ad ogni mia nuova espressione di pensiero e redazione di testi.

Questa Tizia non si stancava di diffamarmi, quando ero in servizio alla Sapienza come Ricercatore Universitario. E quando dovevano imbastire il varo di una legge sul Negazionismo, come quella vigente in Germania, si erano organizzati un convegno in Roma, al palazzo di Giustizia, presente Flick, loro compare. Io ero fra il pubblico, giacché come "filosofo del diritto" (per raggruppamento accademico disciplinare) mi interessava più che l'«Olocausto» in sé la garanzia della libertà di pensiero e di ricerca "anche" in questa materia. La Tizia ancora una volta mi diffamava senza osare farne il mio nome [le avevano spiegato che non facendo il nome evitava rischi]. Lo faceva abitualmente dalla RAI ogni volta che la intervistavano e nulla potevano le mie raccomandate di protesta. Ma in questa caso, a Palazzo di Giustizia, appena mi sentii chiamato, io prontamente intervenivo dal pubblico con voce ben marcata ed udibile:
Sono stato assolto con formula piena per inesistenza del fatto e del diritto".
Gettai lo scompiglio...
Da "filosofo del diritto" intervenni anche sul merito con una citazione in latino tratta da Hobbes:

«Auctoritas facit legem, sed Auctoritas non facit Veritatem»

Thomas Hobbes

Nella sorpresa e scompiglio che ne seguì, Vidi Flick (già ministro della Giustizia e loro Uomo al potere, sempre disponibile alle loro chiamate e ai loro eventi) che prima aveva baciato Donatella, ma invece adesso scappava, forse probabilmente per non trovarsi pure lui coinvolto... La scena era notevole, ed io ne scrissi subito, tornato a casa, in un mio post forse su questo su "Club Tiberino" o in altro "Civium Libertas", dove ancora si trova ed ancora aspetta la correzione dei refusi... Sì! Direi di costei che trattasi di un personaggio inqualificabile, che lancia il sasso e nasconde la mano... Assai male ne penso e più non dico: mai mi ha chiesto scusa! E non è detto che le avrei accettate, se almeno ci avesse provato... Ma il problema non si è posto! Un personaggio ignobile cjhe si fregia del titolo di "filosofa" (!).
Mi era stata segnalata in una successiva occasione anche la presentazione di uno dei suoi libercoli, presso l'ARCI, che un mio anziano amico frequentava... Richiesto, mi presentai, fra il pubblico... Deve aver saputo che ci sarei stato... Dissero che aveva la febbre alta e non poteva venire... La direttrice del circolo presentò lei il libercolo (sui marrani) ed io ne feci dal pubblico la critica puntuale, sulla base dell'esposizione che ne era stata fatta del contenuto: erano state portate per la vendita una ventina di copie: solo io ne comprai una, scontata...
Adesso ritrovo Donatella mio vecchio "amore" in questo post.... Proprio il destino ci fa sempre incontrare... Forse la partita non è ancora chiusa.
La donna è ambiziosa e vuole emergere.

b) Antonio Caracciolo da Seminara VI
L'Aristotele del Louvre

Lei si presenta come "filosofa"? Ed io che sono? Stando alle tabelle del ministero mi compete la qualifica stipendiale di "ricercatore universitario di filosofia del diritto". E tuttora da pensionato ci campo sopra, non avendo appreso
nella vita mestieri che apprezzo molto: falegname, architetto, muratore, idraulico, avevo un antenato che faceva il calzolaio per soli parenti ed amici... Per competenza disciplinare, su questa specifica materia, avrei più diritto a parlarne di questa Donatella, che a suo tempo il Rettore Frati non sapeva chi fosse, quando andai a protestare per ciò che era successo al Palazzo di Giustizia... Normalmente, per quanto mi riguarda, se proprio non vi sono costretto, e non è necessario, non sbatto mai in faccia a nessuno la qualifica professionale di "filosofo" perché sono ben consapevole di non essere Aristotele, Platone, Socrate... Kant, Hegel... Meglio che questa qualifica se appena un poco poco la meritiamo siano gli altri a darcela, preferibilmente se posteri...

c)
Antonio Caracciolo da Seminara VI
Gilad Atzmon

Da "filosofo del diritto" a filosofa generica, che tenta una carriera mediatica e che ostenta il suo "sionismo", che per il "filosofo" ed artista Gilad Atzmon, ex ebreo ed ex israeliano, mio " fraterno amico" nient'altro è che una forma di primatismo razziale ed a cui io attribuisco la migliore analisi filosofica di ciò che sionismo è, anche se ho coniato una mia definizione da lui approvata come "primatismo razziale a carattere globale",  potrei osservare: 

1°) Lo Stato di Israele non ha mai avuto fondamento di "legittimità" essendo stato fondato (1948) sulla "pulizia etnica" e sul "genocidio", che è sotto gli occhi di tutti e che non è stato MAI meglio documentato nella storia, a differenza dell'«Olocausto» la cui “Narrazione” si regge solo in forza di una legge penale: la Auschwitzlüge, contro la quale si pronunciò a suo tempo lo storico Ernst Nolte, di cui io su Behemoth, rivista all'epoca da dirretta (N° 16), pubblicai il testo integrale con una sua Prefazione. Il progetto genocidiario era già implicito nello slogan originario del sionismo: "una terra senza popolo per un popolo senza terra". E che vuol dire ciò senza il disconoscimento genocidario dei palestinesi? 

2°) Il "popolo" ebraico semplicemente non esiste ed almeno in tempi storici non è mai esistito: per tutti si veda Shlomo Sand: "Come fu inventato il popolo ebraico". Gli attuali israeliani sono la schiuma dei cinque continenti ai quali chiavi in mano e tutti i diritti e privilegi di accoglienza (altro che nostrani immigrati!) si consegnano le case e le terre dei palestinesi, se accettano di trasferirsi in Israele ossia nella Palestina occupata e rinominata, per formare quella massa di popolazione di cui una compagine statuale ha bisogno per poter esistere materialmente. Oggi questa costruzione artificiale e criminale si regge solo per il sostegno degli Usa, a loro volta una forma di "dittatura", di "regime" tenuto al guinzaglio dalla Israel Lobby. E cito per tutti John Mearsheimer!

d)
Gilad Atzmon

Non esiste nessuna "angoscia" del popolo ebraico per Gaza: ne godono e se la spassano, guardandosi dalle alture lo spettacolo del genocidio in Gaza. Era già così ai tempi di "Piombo Fuso" e ne godono ogni volta che "si falcia l'erba". Ai tempi di Piombo Fuso, quando incominciai ad interessarmi pubblicamente al tema, e fu per questo che su "Repubblica" venne organizzata una campagna di stampa che avrebbe dovuto portare al mio licenziamento (chiesto ad esempio da un Alemanno, ora in fase di riciclaggio politico, appena uscito dal carcere): dalla massima Commissione di Disciplina presso il CUN fui invece assolto con formula piena per inesistenza del fatto (che io avessi tenuto lezioni all'università sull'Olocausto) e del diritto (ove mai fosse stato, non stati ancora abrogati gli artt. 21 e 33 della costituzione, cosa che la "filosofa" Donatella intendev a fare partecipando al convegno preparatorio presso il Palazzo di Giustizia, dove finalmente la beccai: una "filosofa" che nega ad altri la libertà di pensiero, se due più due fa quattro: quel convegno questo significava e niente altro: io ultimo dei filosofi mi levai contro! Pensando io ai Maestri Sommi a cui devo tutto!)
Giambattista Vico

Tutti i sondaggi dicono che la maggioranza degli israeliani sostiene le guerre genocidarie ed aggressive del governo in carica. Il filosofo Atzmon, nato in Israele da una famiglia sionista e terrorista (Irgun...), non potendo vivere in un simile paese, rubato ai palestinesi, se ne andò via per sempre, dandone questa precisa motivazione e prevedendo il genocidio palestinese in un suo apposito libro, tradotto in italiano).
Alla "filosofa" ricordo quel che parafrasando Vico sul mero fatto di votare non per questo possiamo dire che Israele sia "l'unica democrazia del Medio Oriente": non solo una banda di ladroni può reggersi sul voto, ma ora andiamo b en oltre l'esempio classico di scuola: sono i genocidari che vanno al voto, per ratificare e legittimare il genocidio. Anche Cristo fu messo ai voti davanti a Barabba! Non è il mero votare che fonda la sostanza etica di uno Stato.

e) Antonio Caracciolo da Seminara VI


Hannah Arendt: non la copro! Al pari di tutti i filosofi che non vedono l'evidenza empirica del genocidio, già in nuce nel 1882, quando sbarcarono i primi sionisti. Quelli che subito ne riconobbero la mala natura e misero in guardia dai nuovi arrivati furono gli ebrei autoctoni della Palestina, che vivevano in assoluta armonia con cristiani e musulmani e che nel 1915 manifestavano tutti insieme contro l'immigrazione ebraico sionista: posso documentarlo su atti di archivio che non ho sotto mano ma che posso ritrovare e so dove si trovano per la pubblica consultazione. Non lo dico però temendo che possano venire distrutti. Nel 1861 la popolazione ebraica autoctona di tutta la Palestina era del 3,5 %, in buona parte concentrata nella sola Gerusalemme. Basterebbe leggersi questa tabellina per capire oltre un secolo di storia a venire. Parrebbe che da questo 3,5 % discendano i "veri rabbini" di
Neturei Karta, che oggi considerano lo Stato di Israele una "bestemmia davanti a dio" che con mezzi pacifici dovrebbe essere smantellata dalla Comunità internazionale.
Venuti in Roma, ma
non alla Sinagoga,
io presente

Tra i "filosofi" moderni vorrei ricordare un libro di Karl Jaspers, del 1957, dove si teorizzava il concetto di "stato criminale", che però da Jaspers era coniato per la Germania nazista. Eppure, se con i suoi occhiali filosofici avesse guardato alla pulizia etnica del 1948 poteva riconoscere ben altro "Stato criminale", nato "criminale" e sempre "criminale", rimasto tale per ogni istante della sua esistenza: lo documenta l'ininterrotta serie di risoluzioni di condanna da parte dell'Onu, il massimo organismo di diritto internazionale creato dopo la seconda guerra mondiale, di cui Israele si è sempre fatto beffe, salvo accettare la deliberazione sulla spartizione, che mai fu approvata dal Consiglio di Sicurezza, e mai fu "vincolante", bensì dello stesso valore di "raccomandazione" sempre irrisa da Israele: quella è "buona", le altre no, pur avendo tutte la stessa qualificazione giuridica!

f) Antonio Caracciolo da Seminara VI
HAMAS è un legittimo e sacrosanto movimento di Resistenza del popolo palestinese. Si può risalire alle sue origini e alla sua storia, ai retroscena, ma oggi all'evidenza empirica del presente Hamas, Hezbollah... e quanto altri sono legittimi movimenti di resistenza a fronte di governi spesso corrotti e traditori, come l'attuale governo libanese. Agente della corruzione è sempre la Israel lobby. In ultimo, circola la notizia sul web che per l'anno corrente il governo di Israele abbia stanziato 730 milioni di dollari per la sua hasbarà, cioè propaganda all'estero. Non credo che questi dollari vengano dati alle fiamme: da qualche parte vanno, qualcuno li riscuote. Non sappiamo chi li prende, ma la nostra immaginazione è libera, salvo a non fare mai i nomi dei sospettati, come venne insegnato malamente a Donatella, quando si esercitava a chiamarmi in causa, senza mai nominarmi, e precludermi così ogni diritto di replica che io invece qui le concedo senza limiti di tempo o di spazio.

g) Antonio Caracciolo da Seminara VI
Ariel, figlio di Elio Toaff

IL PAPA POLACCO, ed i suoi pasticci. Parlo da cattolico batezzato e cresimato. La storiella del "fratello maggiore" provocò una reazione da parte del compare Elio Toaff (che ha un figlio Ariel, che risiede in Tel Aviv, che mi ha attaccato, ignorando tutte le mie assoluzioni e discolpe, e scuse da parte di Beppe Grillo,per le quali i media non hanno avuto lo stesso interesse: lo giustifico, ma non lo ammiro... La prima volta gli è andata liscia, per mia bontà cristiana, la seconda volta è meglio che non ci riprovi...): "Fratello maggiore" era... Caino! Ed il rabbino capo Toaff non amava certo passare per un Caino moderno. Ed allora il papa polacco ci mise una pezza: si, però "maggiore nella fede": il gregge delle pecorelle cristiane si può ben prendere per i fondelli, ma non siamo più ai tempi dello Stato della Chiesa, quando il potere spirituale disponeva anche del potere temporale. Il sacramento della Cresima consente ad ogni battezzato di avere un suo autonomo pensiero in materia di Fede e Dottrina: un papa non può permettersi di tutto! Lo Spirito Santo non scende solo su di Lui... Donatella, poi, se non erro, mi pare sia ebrea... Pensasse al suo Talmud, dove Cristo è un malfattore e sua madre la Madonna una puttana! Ce ne dia lei una esegesi filosofica di. questo passo talmudico. Gli islamici, i musulmani, hanno per lo meno un maggiore rispetto per queste figure chiavi del Cristianesimo, che per noi cristiani all'antica ha senso in quanto opposizione e superamento del giudaismo... Poi possono girarsela ed aggiustarsela come meglio credono... Non è detto che io ci si debba stare: non sono loro, i preti, che ci danno di che campare! È il contrario: ho sempre dato il mio 8x1000 e continuo a darlo! Oggi in Israele, cioè nella Palestina occupata, Caino dà libero sfogo alla sua natura, con l'avallo del Papa Polacco, le cui
origini non siamo ora ansiosi di indagare. C ertamente era meglio se non si fosse andatmo a trovare di siffatti "fratelli" con cui adesso Pizzaballa deve fare i conti, ma prima di lui ricordo altri... monsignor Capucci!

h) Antonio Caracciolo da Seminara VI
Spinoza, 1655

L'ODIO! Ullalà! La "filosofa" che parla di "odio". Ed allora dovrebbe andare a leggersi ciò che dice Spinoza al riguardo: definiva il giudaismo del suo tempo come una religione cultuale dell'odio. Io giudeo odio te goy, affinché tu possa odiarmi, ed io a mia volta odiarti ancora di più perché tu mi odi. Io semplifico chiamando ciò Teorema di Spinoza, e lo vedo quotidianamente applicato nell'uso ed abuso della taccia di antisemitismo che viene distribuito ad ogni piè sospinto, a destra ed a manca. Quanto poi alla "filosofia" di Spinoza che io ho fatto subito mia, l'insegnamento è che l'odio nuoce in primo luogo se non esclusivamente a chi nel suo cuore nutre questo sentimento, che è una malattia dell'anima, non a chi ne è oggetto, che nel nostro caso lo provoca intenzionalmente, per fare cadere le vittime in una apposita trappola penale, da essi stessi predisposta: Mi odi? Questo è un reato per il quale ti mando in galera... Non è un aneddoto: puoi non amarmi, in quanto sionista ebreo israeliano o no, non è obbligatorio, non lo si può obbligare l'amore, però... mi devi baciare il culo! In questo episodio mi ci sono imbattuto nell'accout facebook di Francesca Albanese e da allora ne conservo sempre memoria, e lo cito ogni volta che serve ed è pertinente farlo.

i) Antonio Caracciolo da Seminara VI
IL GENOCIDIO, in Gaza, ed ora anche in Libano, è come dice Alessandro Orsini, pure lui professore, un fatto di EVIDENZA EMPIRICA. È "innegabile" non perché esistano leggi come quelle vigenti in Germania per l'«Olocausto Narrato», vera e propria Industria, secondo Norman G. Finkelstein, che considera la storiografia al riguardo mera "paccottiglia da supermercatoi", ma perché oggi occhi vedono, orecchie sentono e tutti gli altri sensi concorrono all'evidenza empirica, che si accorda con la definizione giuridica del concetto, imperniato su una INTENZIONALITA' che resta continua ed attuale. Chi qui su Gaza "nega" è "complice", non nel senso per il quale si va in galera come in Germania, e non solo per aver scritto libri al riguardo ma anc he soltanto per averli letti; si è "complici" nel senso ma nel senso che si concorre alla continuazione del crimine che NON viene fermato ed ostacolato, potendosi ancora farlo se i governi e parlamenti non corrotti e comprati facessero ciò che dovrebbero: i cittadini più che manifestare con rischi, per le strade e le piazze non possono fare altro! Se salgono su delle barche per andare in Gaza, abbiamo viosto quel che succede.

j) Antonio Caracciolo da Seminara VI
GERUSALEMME nella "proposta" originaria dell'Onu avrebbe dovuto avere uno Statuto internazionale per garantire l'esistezza paritaria e pacifica delle tre religioni che sono legate a questa città: Gli ebrei vogliono ora edificare il Terzo Tempio scacciando islanici e cristiani, come ogni giorno avviene e testimonia chi viene da quelle parti, o vi si trova, come il cardinale Pizzabala, al quale Donatella si rivolge con i suoi potenti mezzi. forte della sua autorità di "filosofa"...  La donnetta è ambiziosa! Si è presenta come candidata alle elezioni, dalle me parti, in Calabria... Non ne aveco- saputo nulla... Ma auguro che ci riprovi, così potrò andarla a sentire, per istruirmi.