domenica, febbraio 22, 2026

Lecornu: basta il nome, a proposito di antisionismo.

Lecornu

 Ormai dovrebbe essere chiaro anche alle pietre della via che il nostro è un'assolta dittatura, se il conetto per definire una dittatura è la mancanza di liberta di pensiero e di parola. Ce lo ha detto nello scorso anno una fonte insospettabile: il vicepresidente statunitense Vance, alla conferenza di Monaco sulla sicurezza, che ha cadenza annuale ma con una sicurezza che diminuisce di anno in anno. Lecornu dove è andato a fare la sua dichiarazione? Alla conferenza annuale della Licra. Cosa è la Licra? È il corrispondente francese dell'AIPAC. Il lobbismo ebraico ha una pluralità di associazioni ed organizzazioni, in parte note, in maggior parte ignote, attraverso le quali estsende il suo potere e la sua influenza su politici, esponenti di governo, apparato mediatico, ogni ganglo della sociatù civile. Questa è la grande libertà di cui disponiamo: siamo liberi di pensare e credere ciò che ci comandando di pensare e di credere. Sembra surreale e distopico ma è proprio il mondo in cui viviamo. Non devo soffermarmi oltre, dopo aver spesso distinto fra antisemitismo, antigiudaismo, antisionismo. Serve a poco a fronte di una propaganda goebbelsiana in senso contrario, ma è già qualcosa e molto confido nella perdità di credibilitù cresce della serie dei Ministri "Fino ad un certo Punto", che non sono solo italiani, ma si trovano in ogni paese del cosiddetto Occidente: sono stati messi al lro posto, per rispondere ed obbedire a chi in quel posto li mette, e solo "fino a un certo punto" a dare l'impressione che rappresentino gli interessi e le idealitù della maggioranza dei cittadini.

– Qualcuno si sta prendendo la briga di raccogliere documentazione per Le Cornu! Noi ci limitiamo ad osservare un fenomeno dietro il quale si nascondono ed operano gruppi e lobby ben individuate, La questione è: fino a quando e fino a che punti possono restare impunite? Questo è un vero e proprio terrorismo: intimidire i cittadini di ogni stato d'Europa nel loro poter pensare e poter liberamente esprimersi.

• Non lo voglio capire che non sono "graditi" presso il popolo italiano, e credono che basti loro il bastone di un Mollicone... nel chiuso del Palazzo. Abbiamo poco tempo e ancora meno voglia di prestare attenzione alla Rassegna Stampa Sionista, ma è quanto mai divertente la notizia su Parenzo, uno dei più grandi intellettuali di tutti i tempi. A Parenzo: Ma chi ti minaccia? Chi è è così sciocco da esporsi a sanzioni penali? Al massimo, quel che ti si invia, è una lecitissima pernacchia! Salvo che la solita Lobby non faccia varare una legge contro l'emissione di pernacchie! Una simile nullità scrive pure libri! Naturalmente, non poteva mancare l'attacco quotidiano a Francesca Albanese: è un tassativo ordine di scuderia che viene direttamente da Israele ed al quale l'hasbara non può sottrarsi.

sabato, febbraio 21, 2026

Per 80 anni ci hanno oppressi con l'«Olocausto»!

La Mente

Adesso, che un ben più grande, ed evidente, e documentabile e documentato, l'«Olocausto» lo fanno loro, sotto i nostri occhi, non si tratta di Olocausto! Non è genocidio! La relatrice dell'Onu, Francesca Albanese, che lo va documentando, è diventato vittima sacrificale. In realtà. si tratte del potere dei media e della comunicazione, che è sempre stata sotto il loro controllo. Finora hanno potuto farci credere tutto quel che volevano, ed il contrario di tutto. Stiamo vivendo in una assurdo ed allucinante mondo distopico. Li teniamo d'occhio, anche oggi, ma non abbiamo sempre il tempo per stare dietro alle loro assurdità ed alla loro titale, assoluta mancanza di vergogna. Antisemitismo il nostro? Beh, forse bisogna incominciare a ripensare il concetto in tutto l'arco dei suo svolgimento storico. indagando le cause e le forse in cui si è manifestato nelle diverse epoche e nei diversi paesi. nonché i caratteri che oggi vi si attribuiscono ed i soggetti che ne sarebbero portatori.

• Di certo Gaza non la ricostruiranno le redazioni congiunte del Riformista, del Foglio, di Libero, del Tempo, del Giornale... Se mai daranno un ben diverso contributo! Per il resto, niente di nuovo sul fronte dell'hasbara. Per oggi, non ci perdiamo altro tempo prezioso.

venerdì, febbraio 20, 2026

Ipocrisia infinita. Inganno sistematico: questo è l'occidente, questa la Germania di oggi!


Vi sono notizie che non troviamo nel mainstream nostrano, e che non alimentano i cicalecci dei talk show della serata. Ed è per questo che qui condivido la Notizia che segue, e che traggo da un post altrui, per contribuire alla sua diffusione. Spero che il senso sia chiaro, di per sè, e che non abbia bisogno di ulteriore illustrazione. Sarà interessante conoscerne gli effetti, se qualcuno sarà in grado di raccoglierli.
La voce della bimba morente: parla alla coscienza del cosiddetto Occidente, termine nel quale secondo il Ministro "Fino a un Certo Punto", sono espressi Europa e Usa, come due facce della stessa medaglia, della stessa vergogna, della stessa ipocrisia infinita.

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Post di Isabella Gregoraci


La regista tunisina Kaouther Ben Hania ha rifiutato di ritirare il premio "Most Valuable Film" conferitole dagli organizzatori del festival “Cinema for Peace”, organizzato a margine della Berlinale, il Festival Internazionale del Cinema di Berlino, lunedì 17 febbraio 2026.
Hind Rajab

Il suo film si chiama La voce di Hind Rajab. Hind aveva sei anni. L'ha uccisa l'esercito israeliano a Gaza nel gennaio 2024, insieme ai suoi familiari e ai due soccorritori del Mezzaluna Rossa venuti a salvarla. L'unica cosa che resta di lei è la sua voce registrata nelle ultime telefonate, mentre aspettava aiuto che non sarebbe mai arrivato.
Nella stessa serata, la stessa organizzazione premia anche il generale israeliano Noam Tibon, che il 7 ottobre 2023 percorse da solo centinaia di chilometri per salvare suo figlio intrappolato in un kibbutz. Un gesto umanamente indiscutibile. Ma Tibon porta i gradi dello stesso esercito che ha ucciso Hind. E metterli sullo stesso palco non è un atto neutro: è una cornice. Dice, senza dirlo, che esistono sofferenze equivalenti su entrambi i lati. La grammatica esatta con cui un genocidio viene trasformato in "conflitto complesso".
Kaouther Ben Hania sale sul palco, parla, lascia il premio sul legno del palcoscenico e se ne va a mani vuote. Non è un gesto contro un padre che ha salvato i suoi figli. È un rifiuto di prestare il nome di una bambina morta a una cerimonia che, nel nome della pace, produce la copertura politica di cui il suo assassinio ha avuto bisogno per essere possibile.
Non è un gesto. È una frase.
Prima di partire, Kaouther Ben Hania, pronuncia questo discorso:
"Buonasera. Stasera sento più la responsabilità che la gratitudine. La voce di Hind Rajab non riguarda solo una bambina. Riguarda il sistema che ha reso possibile il suo assassinio. Quello che è successo a Hind non è un'eccezione. È parte di un genocidio.
E stasera, a Berlino, ci sono persone che hanno fornito copertura politica a questo genocidio ridefinendo il massacro di civili come "legittima difesa" o come "circostanze complesse", e denigrando chi protesta.
Ma come forse sapete, la pace non è un profumo che si spruzza sulla violenza per dare all'autorità un'apparenza elegante e un senso di conforto. E il cinema non è un lavaggio d'immagine.
Se parliamo di pace, dobbiamo parlare di giustizia. E la giustizia significa responsabilità. Senza responsabilità, non c'è pace.
L'esercito israeliano ha ucciso Hind Rajab; ha ucciso la sua famiglia; ha ucciso i due soccorritori venuti a salvarla con la complicità dei governi e delle istituzioni più potenti del mondo. Rifiuto che la loro morte diventi lo sfondo di un discorso compito sulla pace, finché le strutture che hanno reso tutto ciò possibile restano intatte.
Per questo, stasera, non porterò questo premio a casa. Lo lascio qui come un promemoria. E quando la pace sarà perseguita come un impegno giuridico e morale, radicato nella responsabilità di fronte al genocidio, allora tornerò ad accettarlo con gioia.
Grazie infinite. Grazie a voi."