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| Rectius: Fratelli d'Israele, Amici di Bibi |
Lo status di colonia veniva acquisito per conquista ed assoggettamento. Se le potenze coloniali facevano investimenti nelle colonie era solo per rafforzare il dominio sul territorio. Ma la comparazione deve essere approfondita e lo sarà in successivi post di studio. Questo è solo il primo di una serie intorno ad un pensiero che mi si è oggi affacciato, spinto dalla situazione odierna in cui tutta l'Italia prende calci e sputi e si trova sotto il dominio e le angherie di un ceto politico e giornalistico chiarissimamente asserviti a stati ed interessi stranieri che mai più chiaramente di oggi confliggono con gli interessi, l'onore, la dignità della stragrande maggioranza di italiani che vengono chiamati cittadini ma che tali non sono. In mancanza di un termine appropriato, specifico, diciamo colonizzati, sudditi, egemonizzati, megglio vassalli che non alleati.
Per essere seri, vi è molto su cui riflettere ed approfondire, e per adesso ci fermiamo su un solo concetto, sotto gli occhi di tutti ed aperto alla comprensione di ognuno. Ed è il concetto di "cambio di regime" di cui si parla tranquillamente, accettandolo come legittimo ed ovvio. Aggredire un paese per farne una colonia è oggi fuori moda ed estraneo al vocabolario giuridico corrente. Si può però fare un colpo di stato, mobilitari un certo numero di mercenari o di utili e manipolati idioti per fare il cambio di regime, per istituire un governo che si dirà democratico in sostiotuzione di quello precedente che verrà bollato come autocratico e dittatoriale, e condannato pure alla damnatio memoriae. Se vi sarà qualche nostangico del governo precedente sarà opportunamente diffamato e sanzionato da apposite leggi.
Qualche esempio?
Sono numerosi, ma ora ci limitiamo ad uno solo. Nel 1953 in Iran il governo "democratico" di Mossqqued fu rovesciato da un colpo di stato ordito da CIA e servizi segreti inglesi, per ricostituire gli interessi precedenti nello sfruttamento di un bene primario di cui l'Iran abbondava e abbonda: il petrolio. Per ritrovare la loro sovranità gli Iraniani dovettero aspettare la rivoluzione islamica del 1979. Oggi, mentre scrivo, Usa ed Israele vogliono riportare al potere il figliod ello scia deposto nel 1979. I nostri commentari televisivi della sera dicono che li si deve uniformare, "normalizzare" alla nostra condizione di sudditi asservi più che a istituzioni statuali, ormai mera facciata, dietro cui appaiono in tutta evidenza le lobby che ne dispongono. La lobby ebraica, di cui la più nota è l'AIPAC, opera apertamente alla luce del sole. I nostri politici, e gran parte degli addetti alla propaganda ed al lavaggio dei cervelli sprovveduti e non attrezzati per il pesniero critico, ne sono largamente e chiarissimamente espressione.
Non è così?
Io penso di sì, e più ci rifletto sopra, e molte cose mi si chiariscono, cose che prima erano oscure.
Se si presta attenzione, tutti i giornalisti che vediamo la sera nei talk show, sono versati e bravi nel ricordare il colore o la dorma della cravatta del precedente presidente del consiglio, ma oscurano deliberatamente la lunga catena di servaggio che dal 1945 caratterizza tutti i governi che da allora si sono succeduti. Alcuni (Moro, Craxi... Mattei) hanno tentato di allentare la morsa del servaggio e di darsi un poco di autonomia nell'interesse dell'Italia. In ultimo, direi, il femminista (ma non alla Epstein) Berlusconi aveva visto giusto con la Libia di Geddafi e la Russia di Putin: lo hanno fatto fuori nel modo che sappiamo. Siamo passai alla gestione dei Monti e dei Draghi! Fino all'attuale Giorgia della Garbatella, che io mi immagino sempre più adatta a fare la cameriera in qualche trattoria della Garbatella e che proprio non riesco a vedere come Capa che pretende di tenere in mano il nostro e mio Destino, con diritto di vita e di morte.













