Adolf Hitler di recente, in un talk show, da un filosofo invitato al trattenimento televisivo, con i soliti conduttori, i soliti ospiti ed il solito pubblico che applaude come un gruppo di scimmie ammaestrate, è stato paragonato a Trump, ma con una differenza fondamentale: il primo era un criminale "lucido", mentre il secondo di luci nella testa non ne ha per nulla, ed è soprattutto una marionetta di Bibi Netanahyu, che è il vero discepolo e successore di Hitler.
Una edizione critica di un documento certamente importante? Quanto attuale non si sa e non importa...
Ben venga! Non solo per questo libro, ma per ogni altro libro che non sia rimasto chiuso ed ignoto, ma che abbia avuto una sua influenza storica, sociale, politica.
Se però ancora prima di leggerlo il libro, con l'edizione critica, si vuole già condizionare il libero giudizio del Lettore (784 pagine!), quale che sia, e gli si mettono i paraocchi, o addirittura lo si manda in prigione se si azzarda a ricavarne una interpretazione diversa da quella consentita, allora è meglio che una "edizione critica" non si faccia, e se il testo esiste ed è disponibile, lo si legga quale esso uscì effettivamente alla prima edizione, senza "interpretazioni critiche" che a null'altro servono che ad orientarne e condizionarne la lettura. Oggi, con la traduzione automatica e immediata, di traduttori umani vi è sempre meno bisogno... Il fatto che la prima presentazione dell'«edizione critica» si svolga al memoriale della Shoà in Milano fa capire una specie di regia. Se arriverà in Roma, in sede neutra, dove non si ripetano le stesse sciocchezza dell'Intervista radicale, è probabile che ci vada... senza dover temere per la mia incolumità. Diversamente, se la cantino e suonino in casa loro.

Chissà se nell’edizione critica, dove le note superano il testo, è detto che il sionismo, i cui rapporti con il nazismo sono celebrati in una medaglia commemorativa, precede la nascita sia di Hitler sia di Mussolini, che vengono comunemente indicato come l'origine del Male. La formula sionista della "terra senza popolo, per un popolo senza terra" contiene già la Pulizia Etnica del 1048 e il genocidio ancora in corso, senza che gli Ebrei vogliano riconoscerlo, e che pretendono con l'aiuto del mainstream ancora saldamente sotto il loro controllo pretendono di spacciarcelo come difesa legittima, come diritto ad esistere ed obbligo per i palestinesi di non esistere o di andarsene... Tanta scoperta impudenza non la si conosce nel nazismo e fascismo, che con Mussolini ancora nel 1936 - se male mom ricordo - erano difesi contro il dilagante antisemitismo tedesco che incominciava nel 1935 dal fascismo, che tanto aveva beneficato gli ebrei in Italia. E gli ebrei in stragrande maggioranza aderivano al fascismo. Cosa cambia nel 1938? Si attribuiscono le leggi razziale ad una influenza del nazismo sul fascismo, ma non pare che questa nel 1938 vi fosse. Ed allora? Una tesi interpretativa che si deve al compianto Alberto B. Mariantoni richiama l'attenzione alla guerra civile spagnalo, dove il 25 % delle Brigate internazionali era costituito da Ebrei, che combattevano contro quella che il cattolico Alvaro d'Ors chiamava La Cruzada... Quella guerra ebbe aspetti anticristiani e anticattolici... Fanno pensare al crocefisso preso a mazzate in Libano... Vi è continuità nei secoli... Da approfondire... Mussolini si sentì dunque tradito dal sionismo internazionale, e commise l'«errore» delle Leggi Razziali, che quindi avrebbero avuto questa origine e questa spiegazione: gli ebrei tradiscono sempre e sono "perfidi". Naturalmente, sono esempi di interpretazioni diverse da quelle che una "edizione critica" potrebbe voler ingabbiare e dirigere. Bisognerebbe poi fare una edizione critica delle edizioni critiche partorire nei diversi periodi e diversi contesti con diversa committenza. Ma non vogliamo essere ingiusti e diciamo subito che si tratta di congetture senza aver letto il Mein Kamp, nè in questa o altra edizione. Una lettura che però è di obbligo per l'importanza documentale del testo... Non urgente.
Se ancora di antisemitismo vogliamo parlare, ed occuparci, il problema non è soltanto la sua esatta definizione ed individuazione, la le sue cause. Prima ancora del Mein Kampf, che è del 1925, quando Hitler non era al potere, uscì nel 1897 un libro di Bernard Lazare, che è la prima storia dell'antisemitismo. In una pagina che ho presente, ma non a portata di mano, dice ad un dipresso rivolgendosi ai suoi correligionari (era ebreo pure lui):
• ma se in tutte le epoche della storia, in ogni paese, presso ogni popolo, la gente se la prende sempre
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| Bernard Lazare |
contro di voi, non ci sarà qualche ragione che dobbiate cercare in voi stessi? Certo, per Hitler potrà avere un qualche interesse riuscire a capire perché ce l'avesse tanto con gli ebrei... Saranno state forse ragioni diverse da quelle degli altri... Può essere interessante saperlo, magari aiutati dall'edizione critica, speriamo non criticamente addomesticata ed orientata.
Stando alla narrativa corrente, il crimine maggiore che si imputa a Hitler è stato e resta il genocidio degli ebrei nei Lager. La storiografia al riguardo ruota su tre punti: 1) Il numero canonico dei Sei Milioni: in Germania si è condannati, se ci si discosta da questo numero Magico; 2) La necessaria esistenza delel camere a gas, come mezzo del genocidio: che siano esistite è un presupposto di legge. Ne sa qualcosa il povero Faurisson... a tacitare il qua8le è stata emanata un'apposita legge: la Fabius-Gaissot. 3) L'elemento a nostro di gran lunga più serio ed importante, da solo sufficiente per stabilire l'esistza di un crimine certamente orrendo ed esecrabile: l'intenzionalità del genocidio.
Ebbene, per il nazismo questa prova è quanto mai debole. a quanto pare: la conferenza di Wannsee... su cui non mi diffondo, dichiarandomi io non specialista della materia.
Ma....
Se si compara l'Olocausto o Shoah con il "genocidio" palestinese, ma anche libanese, lìelemento della «intenzionalità» non solo in Bibi ed il suo governo, ma anche di una larga fascia, la stragrande maggioranza dei coloni ebrei immigrati nella Palestina occupata ed espropria + di gran lunga, ma proprio di gran lunga, di evidenza empirica, constatabile che non nella conferenza di Wannsee, o dello strano processo ad Eichmann.
Proprio ieri si è tenuto alla Garbatella, per strada, proprio davanti al condominio dove nacque Giorgia, una presentazione/manifestazione di un piccolo libretto, che ha messo in crisi tutta la Comunità ebraica romana, al punto di sabotarne ed impedirne la vera e propria presentazione, in senso editoriale, che avrebbe dovuto tenersi un una specie di mostra libraria: La brigata ebraica, scritto da Alberto Fasolo, con una prefazione di Moni Ovadia. Ho comprato il libro direttamente dall'autore, con sconto e dedica. Ero andato pensando di partecipare alla solita Presentazione con pubblico che interviene, ed io mi ero preparato le mie brave domande, ma poi si è trattato di un nutrita manifestazione a seguito della censura sul libretto. Erano presenti numerose rappresentanze di Associazioni varie, molte a me ignote e forse di recente costituzione... Potere al Popolo, Cambiare Rotta, Sanitari per Gaza, comitati di quartiere per la speculazione "israeliana" sugli ex Mercati Generali... Vi è stato l'invito al presidio il Campidoglio per chiedere la interruzione del Comune di ogni rapporto con Israele: sono state raccolte 16.000 firme...
• Avrei qualche obiezione sul Mufti... Era un esule della guerra Grande Rivolta Araba del 1936-39 e non poteva andare di certo a chiede aiuto agli inglesi? Per gli stessi anni sono stati rinvenuti (Alan Hart) documenti dove si intessevano rapporti deu serivizi sionisti pure con i nazisti... Per altre intepretazioni, da parte palestinesi, il mufti era un patriota... In sede storiografica il pregiudizio antifascista e antinazista, pregiudizio "ideologico" può condurre ad errori di prospettiva storica. Di questo avrei discusso con l'Autore, se vi fosse stato una normale Presentazione con dibattito, anziché di una vera e propria manifestazione politica, dove i distinguo non sarebbero stati possibili.
• Quanto po all'antisionismo professato da parte di ebrei, vi è da tener conto di un concetto alquanto difficile: l'Antisionismo sionista, spiegato da Gilad Atzmon, e che forse si èpttrebbe tradurre con Antifascismo fascista. Grosso modo: se si è antisionisti, lo si è e basta. Senza bisogno di professarsi ebrei, ciclisti, portalettere e simili. Gilad Atzmon si definisce ex ebreo ed ex israeliano. Il sionismo che si resPinge da una parte, rientra poi dall'altra. È connesso alle Identità che ciascuno si dà. Ma sono temi complessi. Ed io qui voglio solo accennare all'esistenza del problema. Rinvio ad Atzmon.
• Un quesito ed una ricerca: quanti dei Brigatisti Ebrei si esercitarono al seguito degli inglesi solo per poi fare la Pulizia Etnica del 1948? Quanti erano presenti in Italia ed in Palestina? Il sedicente Museo Ebraico diretto da Davide Romano è in grado di darci numeri e nominativi? Sarebbe interessante.... ed illuminante!
• Mi pare che Alberto faccia un poco di confusione fra Dichiarazione Balfour e seconda guerra mondiale: la presunta spartizione deliberata dall'Onà non fu mai approvata dal Consiglio di Sicurezza, ed ha lo stessoa valore delle oltre 100 deliberazione assembleare su cui Israele ha sempre irriso. Quella spartizione resta ancora il principale titolo di legittimità per il diritto ad esistere da parte di Israele: un diritto fondato sul nulla, o meglio sul genocido e la pulizia etnica del popolo palestinese, cosa del tutto "inaccettabile", come si suol dire.
In sostanza, come già per altri momenti della Storia, della sua Narrazione da parte di chi ha il Potere, l'incauto tentativo che gli Ebrei vanno facendo, con l'aiuto di quattro vetrine promosse a Museo, di rendere la Brigata Ebraica la struttura della Resistenza e Liberazione che si celebra il 25 di Aprile di ogni anno. Basta un minimo di ricerca storica per convincersi che si tratta non solo di una presenza irrilevante, ma soprattutto strumentare per santificare la Pulizia Etnica della Palestina nel 1948 e l'odierno genocidio di Gaza, nonché la Santificazione dell'odierno stato di Israele, a cui l'ebraismo italiano nei suoi organismo rappresentativi si è votato, anima e corpo.
Si ricordi: la correzione della Narrazione che Benigni ha apportato nella fiction, sostituendo il carro armato russo con uno americano non può essere ridotto a una banale quisqulia! È il controllo generale della Narrazione storica dal 1945 ad oggi: il vincitore che scrive la storia. La Germania odierna ha le carceri piene di storici che pretendono di raccontarla il modo diverso la Storia... Che abbiano torto o ragione, mandarli in prigione se non si allineano, è ancora peggio del peggiore nazismo o fascismo, che non credo fossero arrivati a tanto... La sufficienza di intervistatore ed intervistato ci appare patetica!
Edizioni critiche o meno, ci lasciate liberi di pensare e di esprimerci senza che ci vengano a prendere a casa? Non è una battuta: è una minaccia effettivamente pronunciata in un evento ebraico, di cui esiste la registrazione on line...