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| Donatella De Cesare ("filosofa") |
FONTE prima: dal Gruppo facebook "Francesca Albanese: Notizie"
1°)
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| Thomas Hobbes |
Nella sorpresa e scompiglio che ne seguì, Vidi Flick (già ministro della Giustizia e loro Uomo al potere, sempre disponibile alle loro chiamate e ai loro eventi) che prima aveva baciato Donatella, ma invece adesso scappava, forse probabilmente per non trovarsi pure lui coinvolto... La scena era notevole, ed io ne scrissi subito, tornato a casa, in un mio post forse su questo su "Club Tiberino" o in altro "Civium Libertas", dove ancora si trova ed ancora aspetta la correzione dei refusi... Sì! Direi di costei che trattasi di un personaggio inqualificabile, che lancia il sasso e nasconde la mano... Assai male ne penso e più non dico: mai mi ha chiesto scusa! E non è detto che le avrei accettate, se almeno ci avesse provato... Ma il problema non si è posto! Un personaggio ignobile cjhe si fregia del titolo di "filosofa" (!).
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| L'Aristotele del Louvre |
Lei si presenta come "filosofa"? Ed io che sono? Stando alle tabelle del ministero mi compete la qualifica stipendiale di "ricercatore universitario di filosofia del diritto". E tuttora da pensionato ci campo sopra, non avendo appreso nella vita mestieri che apprezzo molto: falegname, architetto, muratore, idraulico, avevo un antenato che faceva il calzolaio per soli parenti ed amici... Per competenza disciplinare, su questa specifica materia, avrei più diritto a parlarne di questa Donatella, che a suo tempo il Rettore Frati non sapeva chi fosse, quando andai a protestare per ciò che era successo al Palazzo di Giustizia... Normalmente, per quanto mi riguarda, se proprio non vi sono costretto, e non è necessario, non sbatto mai in faccia a nessuno la qualifica professionale di "filosofo" perché sono ben consapevole di non essere Aristotele, Platone, Socrate... Kant, Hegel... Meglio che questa qualifica se appena un poco poco la meritiamo siano gli altri a darcela, preferibilmente se posteri...
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| Gilad Atzmon |
Da "filosofo del diritto" a filosofa generica, che tenta una carriera mediatica e che ostenta il suo "sionismo", che per il "filosofo" ed artista Gilad Atzmon, ex ebreo ed ex israeliano, mio " fraterno amico" nient'altro è che una forma di primatismo razziale ed a cui io attribuisco la migliore analisi filosofica di ciò che sionismo è, anche se ho coniato una mia definizione da lui approvata come "primatismo razziale a carattere globale", potrei osservare:
2°) Il "popolo" ebraico semplicemente non esiste ed almeno in tempi storici non è mai esistito: per tutti si veda Shlomo Sand: "Come fu inventato il popolo ebraico". Gli attuali israeliani sono la schiuma dei cinque continenti ai quali chiavi in mano e tutti i diritti e privilegi di accoglienza (altro che nostrani immigrati!) si consegnano le case e le terre dei palestinesi, se accettano di trasferirsi in Israele ossia nella Palestina occupata e rinominata, per formare quella massa di popolazione di cui una compagine statuale ha bisogno per poter esistere materialmente. Oggi questa costruzione artificiale e criminale si regge solo per il sostegno degli Usa, a loro volta una forma di "dittatura", di "regime" tenuto al guinzaglio dalla Israel Lobby. E cito per tutti John Mearsheimer!
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| Gilad Atzmon |
Non esiste nessuna "angoscia" del popolo ebraico per Gaza: ne godono e se la spassano, guardandosi dalle alture lo spettacolo del genocidio in Gaza. Era già così ai tempi di "Piombo Fuso" e ne godono ogni volta che "si falcia l'erba". Ai tempi di Piombo Fuso, quando incominciai ad interessarmi pubblicamente al tema, e fu per questo che su "Repubblica" venne organizzata una campagna di stampa che avrebbe dovuto portare al mio licenziamento (chiesto ad esempio da un Alemanno, ora in fase di riciclaggio politico, appena uscito dal carcere): dalla massima Commissione di Disciplina presso il CUN fui invece assolto con formula piena per inesistenza del fatto (che io avessi tenuto lezioni all'università sull'Olocausto) e del diritto (ove mai fosse stato, non stati ancora abrogati gli artt. 21 e 33 della costituzione, cosa che la "filosofa" Donatella intendev a fare partecipando al convegno preparatorio presso il Palazzo di Giustizia, dove finalmente la beccai: una "filosofa" che nega ad altri la libertà di pensiero, se due più due fa quattro: quel convegno questo significava e niente altro: io ultimo dei filosofi mi levai contro! Pensando io ai Maestri Sommi a cui devo tutto!)
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| Giambattista Vico |
Tutti i sondaggi dicono che la maggioranza degli israeliani sostiene le guerre genocidarie ed aggressive del governo in carica. Il filosofo Atzmon, nato in Israele da una famiglia sionista e terrorista (Irgun...), non potendo vivere in un simile paese, rubato ai palestinesi, se ne andò via per sempre, dandone questa precisa motivazione e prevedendo il genocidio palestinese in un suo apposito libro, tradotto in italiano).
Hannah Arendt: non la copro! Al pari di tutti i filosofi che non vedono l'evidenza empirica del genocidio, già in nuce nel 1882, quando sbarcarono i primi sionisti. Quelli che subito ne riconobbero la mala natura e misero in guardia dai nuovi arrivati furono gli ebrei autoctoni della Palestina, che vivevano in assoluta armonia con cristiani e musulmani e che nel 1915 manifestavano tutti insieme contro l'immigrazione ebraico sionista: posso documentarlo su atti di archivio che non ho sotto mano ma che posso ritrovare e so dove si trovano per la pubblica consultazione. Non lo dico però temendo che possano venire distrutti. Nel 1861 la popolazione ebraica autoctona di tutta la Palestina era del 3,5 %, in buona parte concentrata nella sola Gerusalemme. Basterebbe leggersi questa tabellina per capire oltre un secolo di storia a venire. Parrebbe che da questo 3,5 % discendano i "veri rabbini" di Neturei Karta, che oggi considerano lo Stato di Israele una "bestemmia davanti a dio" che con mezzi pacifici dovrebbe essere smantellata dalla Comunità internazionale.
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| Venuti in Roma, ma non alla Sinagoga, io presente |
Tra i "filosofi" moderni vorrei ricordare un libro di Karl Jaspers, del 1957, dove si teorizzava il concetto di "stato criminale", che però da Jaspers era coniato per la Germania nazista. Eppure, se con i suoi occhiali filosofici avesse guardato alla pulizia etnica del 1948 poteva riconoscere ben altro "Stato criminale", nato "criminale" e sempre "criminale", rimasto tale per ogni istante della sua esistenza: lo documenta l'ininterrotta serie di risoluzioni di condanna da parte dell'Onu, il massimo organismo di diritto internazionale creato dopo la seconda guerra mondiale, di cui Israele si è sempre fatto beffe, salvo accettare la deliberazione sulla spartizione, che mai fu approvata dal Consiglio di Sicurezza, e mai fu "vincolante", bensì dello stesso valore di "raccomandazione" sempre irrisa da Israele: quella è "buona", le altre no, pur avendo tutte la stessa qualificazione giuridica!
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| Ariel, figlio di Elio Toaff |
IL PAPA POLACCO, ed i suoi pasticci. Parlo da cattolico batezzato e cresimato. La storiella del "fratello maggiore" provocò una reazione da parte del compare Elio Toaff (che ha un figlio Ariel, che risiede in Tel Aviv, che mi ha attaccato, ignorando tutte le mie assoluzioni e discolpe, e scuse da parte di Beppe Grillo,per le quali i media non hanno avuto lo stesso interesse: lo giustifico, ma non lo ammiro... La prima volta gli è andata liscia, per mia bontà cristiana, la seconda volta è meglio che non ci riprovi...): "Fratello maggiore" era... Caino! Ed il rabbino capo Toaff non amava certo passare per un Caino moderno. Ed allora il papa polacco ci mise una pezza: si, però "maggiore nella fede": il gregge delle pecorelle cristiane si può ben prendere per i fondelli, ma non siamo più ai tempi dello Stato della Chiesa, quando il potere spirituale disponeva anche del potere temporale. Il sacramento della Cresima consente ad ogni battezzato di avere un suo autonomo pensiero in materia di Fede e Dottrina: un papa non può permettersi di tutto! Lo Spirito Santo non scende solo su di Lui... Donatella, poi, se non erro, mi pare sia ebrea... Pensasse al suo Talmud, dove Cristo è un malfattore e sua madre la Madonna una puttana! Ce ne dia lei una esegesi filosofica di. questo passo talmudico. Gli islamici, i musulmani, hanno per lo meno un maggiore rispetto per queste figure chiavi del Cristianesimo, che per noi cristiani all'antica ha senso in quanto opposizione e superamento del giudaismo... Poi possono girarsela ed aggiustarsela come meglio credono... Non è detto che io ci si debba stare: non sono loro, i preti, che ci danno di che campare! È il contrario: ho sempre dato il mio 8x1000 e continuo a darlo! Oggi in Israele, cioè nella Palestina occupata, Caino dà libero sfogo alla sua natura, con l'avallo del Papa Polacco, le cui origini non siamo ora ansiosi di indagare. C ertamente era meglio se non si fosse andatmo a trovare di siffatti "fratelli" con cui adesso Pizzaballa deve fare i conti, ma prima di lui ricordo altri... monsignor Capucci!
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| Spinoza, 1655 |
L'ODIO! Ullalà! La "filosofa" che parla di "odio". Ed allora dovrebbe andare a leggersi ciò che dice Spinoza al riguardo: definiva il giudaismo del suo tempo come una religione cultuale dell'odio. Io giudeo odio te goy, affinché tu possa odiarmi, ed io a mia volta odiarti ancora di più perché tu mi odi. Io semplifico chiamando ciò Teorema di Spinoza, e lo vedo quotidianamente applicato nell'uso ed abuso della taccia di antisemitismo che viene distribuito ad ogni piè sospinto, a destra ed a manca. Quanto poi alla "filosofia" di Spinoza che io ho fatto subito mia, l'insegnamento è che l'odio nuoce in primo luogo se non esclusivamente a chi nel suo cuore nutre questo sentimento, che è una malattia dell'anima, non a chi ne è oggetto, che nel nostro caso lo provoca intenzionalmente, per fare cadere le vittime in una apposita trappola penale, da essi stessi predisposta: Mi odi? Questo è un reato per il quale ti mando in galera... Non è un aneddoto: puoi non amarmi, in quanto sionista ebreo israeliano o no, non è obbligatorio, non lo si può obbligare l'amore, però... mi devi baciare il culo! In questo episodio mi ci sono imbattuto nell'accout facebook di Francesca Albanese e da allora ne conservo sempre memoria, e lo cito ogni volta che serve ed è pertinente farlo.



















