nella chat fb di Ilaria:
Sul termine antisemitismo io da anni insisto su una tripartizione che vuole essere scientifica: il termine "antisemitismo" nasce solo DOPO la rivoluzione francese che aveva equiparato anche gli ebrei a tutti gli altri cittadini: tutti cittadini dello stato con eguali diritti! Oggi gli ebrei in quanto ebrei hanno non solo eguali diritti, ma ne hanno persino di più! E il ddl di cui qui si parla introduce un ulteriore privilegio a loro favore. In quanto reazione a questa concessione a favore degli ebrei, l'antisemitismo finisce nell'Ottocento, e poi scompare sempre di più! Oggi non esiste nel senso preciso detto. L'inganno e la speculazione consistono nel confondere antisemitismo (diritto), antigiudaismo (religione) e antisionismo (razzismo), per cui se sei antirazzista sei antisemita, e se sei di un'altra religione e di altri principi etici e morali sei antisemita. Questo gioco dei bussolotti, delle tre carte, deve finire e lo si può e deve combattere con la chiarezza concettuale, ma anche con la riaffermazione della piena libertà di ricerca storica che faccia uscire dalle carceri le migliaia di persone il cui unico crimine è di aver scritto libri sull'Olocausto che non piacciono agli ebrei... Ma il grande paradosso che salta subito agli occhi è che mentre l'Olocausto ebraico è qualcosa di remoto e narrato (alla Benigni!), il genocidio in Gaza per mano ebraica, che è di evidenza empirica, attuale e ancora in corso, viene... NEGATO! Ma per questo "negazionismo" nessuno va in galera...
• Credono di poter continuare impunemente a prendere per i fondelli la gente, ma hanno tirato troppo la corda e ne pagheranno il fio tutto in una volta, con gli interessi maturati. Il ddl che stanno tentando di far passare anche alla Camera, il cui testo è passato lì in sordina, è quanto di più illiberale ed immorale sia stato partorito dal 1948 ad oggi. Nella loro assurdità, le posizioni espresse dall'associazionismo ebraico-sionista-filoisraeliano non meritano neppure la minima attenzione; sarebbe una perdita secca di tempo davanti ad una malafede in stile chutzpah, ossia, secondo un loro termine, di una sfacciataggine intraducibile in altre lingue. Questi Eletti Signori, senza torcere loro un capello – cosa che cercano strenuamente per alimentare il loro vittimismo strumentale – vanno semplicemente respinti, combattuti e fermati con un No secco! Non ci si dovrà più lasciare intimidire dai loro piagnistei che rivendicano il monopolio ed il copyright della Sofferenza: anche quando uccidono e massacrano vittime innocenti, donne e bambini, loro si difendono e i morti da loro ammazzati se lo meritano, perché sono animali, terroristi, scudi umani. È ora di dire a questa gente: basta!
• Una nuova perla del Foglio: «..Ne è derivato un principio, secondo il quale la libertà di opinione si difende anche censurando l’espressione di determinate opinioni. Come appunto l’antisemitismo, che merita di esser bandito, anche quando si limita ad essere un’opinione...»
– No! una opinione è tale anche se non ti piace, e deve essere costituzionalmente difesa e tutelata soprattutto quando non piace a qualcuno, potente e prepotente, purché in modo certo non leda fisicamente un soggetto ben individuato in carne ed ossa, protetto per altro da ben altre leggi che garantiscono a chiunque la incolumità fisica e l'onorabilità: pertintenza delle opinioni, veridicità, continenza dell'espressione, interesse pubblico! Le leggi a protezione da opinioni che non sono tali ma si concretizzano in non opinioni, ma in concreti reati già ci sono e non ve ne è bisogno di altre che introducono veri e propri privilegi di casta.
• Shalom: il termine non significa "pace" come generalmente viene tradotto e inteso, ma, come spiega Gilad Atzmon, significa più precisamente "sicurezza", e sicurezza per i soli ebrei. L'espressione "sicurezza per Israele" in anni passati venne usata dall'allora ministro degli Esteri Frattini in un incontro pubblico, e io allora, suscitando un po' di scandalo, chiesi al ministro se i palestinesi non avessero eguale diritto alla "sicurezza" delle loro vite, dei loro diritti e della loro dignità. Il termine Shalom è anche il titolo della principale rivista ebraica che si stampa in Italia, per una comunità ebraica in tutta Italia di non più di 26.000 persone. Nel dibattito in corso è abbastanza evidente che, almeno nelle sue organizzazioni ufficiali, l'ebraismo italiano è tutto apertamente schierato dalla parte di Israele e non certo dei palestinesi, che a Gaza sono sotto genocidio, venendo uccisi ogni giorno da tre anni a questa parte. Sono alquanto fragili le distinzioni fra governo di Israele e cittadini: i sondaggi e la diffusa percezione dicono che gli ebrei – non tutti, ma quelli che contano – coprono e sostengono il genocidio, ma ritengono di essere loro vittimizzati da un inesistente antisemitismo.












