mercoledì, marzo 11, 2026

Note critiche su una conferenza sionsita a sostegno di una nuova legge liberticida

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 Bestiario del Sionismo.
Questa la loro locandina, per un conegno che si è tenuto a Palazzo Madama subito dopo l'approvazione al senato di una legge curiosissima e bislacca di "contrasto al sionismo". I suoi promotori avrebbero voluto una votazione unanime, di maggioranza ed opposizione. È una forma di cattiva coscienza, una sorta di tipologia Epstein, dove tutti devo essere complici per potersi reciprocamente ricattare. 

Video You Tube




Bestiario Sionista: Sommario.

Vengono qui raccolti dalla nostra Contro Rassegna Stampa delle testate sioniste i casi più eclatanti, per avere a portata di mano un repertorio da poter riutilizzare in forma documentale.

Testate:

1. Il Tempo.

La rete mediatica dell'Hasbara: Antologia di abituali corbellerie: il Tempo!

Direttori del Tempo: da Cerno a Capezzone
Bestiario del Sionismo.
Possiamo fondatamente dire che tutto il mainstream, inclusi i canali televisivi, è nella piana disponibilità di Israele ovvero delle Lobby sionisti presenti in ogni paese del cosiddetto Occidente, e più o meno collegato con le locali comunità ebraiche, sempre ridotte e ridottissime di numero, ma assai infruente, in modo decisamente sproporzionati rispetto alla loro consistenza numerica: non è teorica del complotto  teoria inventata dalla Cia, per svalutare critiche non gradite, ma una mera rilevazione statistica.

Detto questo, vi sono alcune testate, che con maggiore ostentazione palesano il loro sionismo, che per noi è oggi la peggior forma di razzismo: se ci lasciano esprimere il nostro pensiero, e senza che ciò sia manifestazione di "odio", discriminazione, istigazione alla violenza e simili: prendiamo atto di una relatà che tale ci appare. Per moi ciò che succede ancora a Gaza è genocidio, non "guerra legittima" contro donne e bambini, che in gran numero vengono uccisi con l'intenzione di terminare il "lavoro sporco", uccidendoli o espellendoli tutti.

Questo noi vediamo, giudichiamo, condanniamo. Testate giornalistiche come Il Tempo, Libero, il Foglio, il Giornale, il Riformista non lo vedono, lo negano, non vogliono farlo vedere, sembra che siano una diretta emanazione del ministero israeliano della guera per la promozione all'estero, in Italia, di quella che loro chiamano positivamente hasbara, che significa promozione dell'immagine di israele, per la quale stanziano risorse illimitate.

Noi abbiamo individuate queste testate, la propaganda generalizzata, e finché ce lo lasciano fare, ne facciamo de-costruzione testuale. Ne smontiamo facilmente la Narrazione. E ne individuiamo anche i personaggi. A lungo siamo stati dubbiosi e tuttora lo siamo, se valga la pena prestare attenzione a questa feccia giornalistica, ma infine concludiamo che dobbiamo farla a tutela della buona fede degli sprovveduti, che non sanno separare il loglio dal grano.

ANTOLOGIA DI ARTICOLI:

1) Kamenei figlio. Questi assassini incalliti, con base in Israele, dovrebbero vergognarsi della loro pratica ed apologia dell'assassinio politico. Ma ne menano vanto e ne annunciano la reiterazione, di padre in figlio. Si richiamano alla religione biblica di quello che noi cattolici chiamiamo Vecchio o Antico Testamento, e che meglio faremmo a gettare nel fuoco dell'Inferno o nell'immondezzaio della barbarie e della superstizione: una enciclopedia del crimine e di ogni nefandezza spacciata per religione. È però andata loro male con l'Iran, che non è una "autocrazia" o una "dittatura", ma una "democrazia" dove tutte le cariche apicali non sono personalizzate, ma condivise, democraticamente. Non basta uccidere un Capo per far precipare nel caos tutto uno Stato. Ne vedremo delle altre. Kamenai, la Guida uccisa, era l'equivalente di deci volte il nostro Papa, e 100, 1000 volte un Vescovo nostrano. Hanno ottenuto il bel risultato di unire tutto il mondo islamico, ed era forse quello che volevano nella spinta alla Terza Guerra Mondiale Nucleare.

Senatrice E. Mieli
2. La loro legge che vogliono imporre a 59 milioni di italiani. Ed in effetti era quello che volevano fare: impedire le manifestazioni di piazza, nel loro art. 3 che hanno ritirato all'ultimo momento, non sentendosi di sfidare così apertamente un diritto fondamentale sancito dalla costituzione: il diritto di manifestare. Al Senato è passato: dovrò ora andare alla Camera. Il tempo intermedio servirù - si spera - ai cittadini per sventare la manovra, ma anche se questa passerà, ci si dovrà poi scontare con una forte opposizione nel Paese, che aquista sempre maggiore coscienza del problema. Una raccolta di firme contro la legge è già partita ed ha raccolto migliaia di adesioni. Settori della società civile si vanno sempre allertando e mobilitano. È interessante analizzare la stampa, grande e piccola, non da intendere come espressione dell'opinione pubblica ma come strumemnto di condizionamento e manipolazione dell'opinione pubblica. «L'evento, moderato dal direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, è stato organizzato dalla senatrice Ester Mieli che, proprio parlando del voto d'Aula, ha rivendicato la legge criticando la mancata unità fra maggioranza e opposizione.» = Vogliono sentirsi tranquilli per le loro malefatte, con una complicità bipartisan su ciò che fanno. I cittadini sono i loro nemici: il loro articolo 3 iniziale aveva la scopo di impedire tutte le manifestazioni che potessero sfiorare temi come Palestina, Israele, Genocidio, guerra... Il ddl è stato portato il commissione il giorno prima di una imponente manifestazioni per la pace (Cataldi) e pochi giorni dopo l'aggressione di Israele/Usa contro l'Iran. Non sono mancati (Gasparri) in aula gli aperti riferimenti alla guerra in corso. Qualche osservazione suo temi dibattuti:
– Il problema non è la richiesta di "dissociazione" che viene fatto agli ebrei con cittadinanza italiana rispetto al "genocidio" (sic!) in Gaza per mano ebraico/sionista/israeliana (come si preferisce), ma la loro aperta ed esplicita adesione su quanto avviene e che la maggioranza degli italiano non di religione ebraica ritiene essere "genocidio". Cosa devono fare i restanti 49 milioni di italiani, non ebrei? Devono applaudire o possono essere di diverso avviso? Non tanto lo stato di Israele, che è questione fra stati, ma un cittadino italiano può criticare un cittadino ebreo senza essere tacciato di antisemitismo? È possibile chiarisi su questo punto?
– Abbiamo il diritto di sapere quanti ebrei italiani sono anche cittadini israeliani ed hanno prestato o prestano ancora servizio nell'esercito israeliano? Possiamo loro chiedere a quale Stato sono fedeli in una evidente contrapposizione fra popolo italiano, che è contro il genocidio e contro la recentissima guerra di aggressione all'Iran? Nessuno vuol torcere loro un capello: non sia mai! Ma di grazia ci consentite di esprimere una opinione politica e di assumere una posizione politica: pro o contro la guerra, pro o contro il genocidio?
• ««Tutti possono criticare il governo israeliano, ma non si può approfittare di una critica al governo per contestare il diritto stesso di esistere allo Stato ebraico, quando si grida “dal fiume al mare” si intende negare il diritto stesso di esistere allo Stato di Israele».»
– Perché no? È quel che da sempre chiedono i "veri rabbini" di Neturei Karta: lo stato di Israele deve essere smantellato...
– Da Fiume al Mare? Quale fiume? Quale spazio? Quello dal Nilo all'Eufrate come spazio della grande Israele? Quale è poi l'origine e il significato della espressione incriminata "fiume al mare"? Non era di origine sionista ad esprire la pulizia etnica dei Palestinesi? Non è quello che l'esercito israeliano sta attuando?

• Questo il Loro Link, dove mi sono arrischiato a lasciare alcuni commenti, cosa che non avrei dovuto fare. Ho tuttavia lasciato alcuni commenti che raccolgo e riporto:
a. Esiste un video dell'evento? [L'ho poi trovato e ne ho fatto un post autonomo che andrò a commentare: vedi]
b. Per sapere cosa è o non è antisemitismo non riescono a desumerlo dalla loro testa? Glielo deve dire loro qualcuno? Per sapere chi sei o non sei, te lo deve dire qualcuno? È proprio sicuro che l'antisemitismo esiste? O non è che qualcuno ha interesse ad inventarselo? Lo dice il CDEC? E che roba è? L'oste che deve giudicare la bontà del suo vino e quello degli altri? Il CDEC è un organo indipendente o è di parte? Quanti sono i parlamentari che possono dirsi indipendenti da Israele?
c. Non fidandomi della deputata Sara Kelany ho cancellato io i commenti che non erano stati giò subito cancellati dalla stessa: non erano offensivi ma critici ed argomentati: sono personaggi inetti ad un serio confronto e contraddittorio. Riporto dall'acconto facebook della deputata alcuni commenti che vi si trovano, tra i più significativi: 1) All'inizio del 2009, il quotidiano svedese Aftonbladet pubblicò un'inchiesta sulla vendita di organi di palestinesi uccisi sotto custodia israeliana. Dopo il report svedese emerse un'intervista del 2000 al patologo israeliano Yehuda Hiss, ex direttore dell'Istituto Forense israeliano, che ammise di aver prelevato organi da palestinesi deceduti, pelle, cornee, valvole cardiache e ossa, senza consenso familiare. A seguito dell'intervista, il parlamentare palestinese Ahmad al-Tibi chiese di interrogare il ministro della Salute israeliano, mentre Israele chiese alla Svezia di condannare l'articolo come antisemita. 2) È UNA LEGGE ADOTTATA SOLO PER EVITARE LE PROTESTE ANTI ISRAELIANI. TUTTO QUI. BIBI HA CHIAMATO, HA CHIESTO E LA SUA AMICA HA APPROVATO IN PIENO PERCHÈ NON PUÒ FARE DIVERSAMENTE, ORA CRITICARE ISRAELE È REATO, E' L'ANTICAMERA DELLA CENSURA DI STATOÈ UNA LEGGE ADOTTATA SOLO PER EVITARE LE PROTESTE ANTI ISRAELIANI. TUTTO QUI. BIBI HA CHIAMATO, HA CHIESTO E LA SUA AMICA HA APPROVATO IN PIENO PERCHÈ NON PUÒ FARE DIVERSAMENTE, ORA CRITICARE ISRAELE È REATO, E' L'ANTICAMERA DELLA CENSURA DI STATO. 3) Vergognatevi al servizio di Bibi; 4) Roba per chi ha lo stomaco forte. 5) A: E la sinistra ha votato contro la legge sull'antisemitismo.... B: è una legge per colpire chi critica i crimini di Israele, non fingete di non saperlo. 5) 

d.
• Abbiamo trovato il video e ne facciamo un post a parte, con nostro commento.

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Altri Attori: 21-25: Verducci, Cataldi, Maiorino, Romeo, Gasparri

 

N°20. <Sommario> N°26-30. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DEI SINGOLI INTERVENTI

ALTRI INTERVENTI

con Repliche e Controrepliche

precedenti la Votazione finale della Legge

(selezione)



Link al Video

21. VERDUCCI (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo in dichiarazione di voto perché questo emendamento riguarda uno dei temi per noi fondamentali, dei quali abbiamo discusso molto in Commissione sin dall'inizio e che caratterizza la proposta di legge del Partito Democratico. Abbiamo posto con forza questo argomento in discussione generale. È intervenuta in replica la relatrice, e la ringrazio, ma io voglio insistere su questo punto.

Fare in modo che questa legge abbia un impianto universale nei confronti di tutte le discriminazioni, non solo non toglie nulla al contrasto all'antisemitismo, ma ne aumenta enormemente l'efficacia. È questo il senso. È una questione fondamentale su cui dobbiamo intenderci, perché l'antisemitismo non può essere scollegato, nonostante abbia una sua specificità, da un contesto unico di razzismi e di discriminazioni.

Signora Presidente, onorevole relatrice, colleghi, questo è un concetto sostanziale. Per questo motivo, noi chiediamo di inserire la raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 2022 di fatto come preambolo di questo testo. Attenzione, colleghi, voglio rimarcare questo punto: inseriamo questa raccomandazione, in questo emendamento, senza togliere il riferimento alla definizione dell'IHRA. Quindi, è un emendamento che rafforza, ad utilizzo di tutte le opinioni che qui sono state espresse, questo disegno di legge.

Pertanto non si capisce perché ci sia un parere negativo da parte della relatrice e su questo vorrei sentire anche l'opinione del Governo.

Vogliamo affermare quanto la raccomandazione del Consiglio d'Europa sia fondamentale per contrastare efficacemente ogni discriminazione. È un punto giuridico e politico che è stato ed è tuttora decisivo in tutti i lavori e per l'ispirazione stessa e l'incardinamento della Commissione presieduta dalla senatrice Segre, che, non a caso, abbiamo chiamato «Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all'odio e alla violenza», proprio per darle un impianto universale contro tutte le discriminazioni. Noi individuiamo, come elementi di espressione e di istigazione all'odio e di discriminazione, tutti quelli citati dal Consiglio d'Europa, e quindi razza, colore della pelle, lingua, religione, nazionalità, origine nazionale o etnica, età, disabilità, sesso, identità di genere e orientamento sessuale. Il fatto che ci sia questo preambolo è assolutamente fondamentale.

Signora Presidente, colleghi, oggi il disegno di legge verrà approvato. La relatrice, nel suo intervento, ha voluto spiegare il fatto che se noi approviamo una legge specifica sull'antisemitismo ciò non impedisce che un domani se ne approvino altre. Allora, a maggior ragione, colleghi, dobbiamo avere questo preambolo, per preparare un terreno che sia universalmente contro tutte le discriminazioni, anche - e concludo - per armonizzare in prospettiva l'intero impianto normativo, per fare in modo che non ci siano asimmetrie sistemiche e rilievi di incoerenza rispetto alla tutela di altre minoranze, seppure noi oggi riconosciamo l'urgenza dell'emergenza antisemitismo.

Colleghi, visto che vogliamo fare di questo testo di contrasto all'antisemitismo una legge che abbia un valore universale, che unisca e che non divida, nella società, nel Paese, fuori di qui, dobbiamo avere un testo in cui tutti possano riconoscersi. Per questo, l'emendamento 1.101 ha un grande valore. (Applausi).

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22. CATALDI (M5S). Signora Presidente, davvero sono sorpreso dal parere contrario su questo emendamento. Vorrei, tramite lei, Presidente, rivolgere una domanda ai colleghi di maggioranza: ma la legge è ancora uguale per tutti o no? (Applausi).

L'emendamento 1.103 chiedeva una cosa molto semplice e recita così: «La Repubblica altresì contrasta ogni atto espressione di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa». Cosa vi induce a esprimere un parere contrario su questo?

Presidente, qui si sta facendo una legge per una sola forma di odio. Si fa riferimento alla dichiarazione dell'IHRA, d'accordo; ma l'IHRA ha fatto anche altre dichiarazioni, contro altre forme di manifestazioni di odio. Allora cosa facciamo? Vogliamo stabilire una gerarchia tra le varie forme di odio? Da quale parte sta lo Stato? Ci sono cittadini meritevoli di essere protetti e altri no, in base alla loro appartenenza religiosa, alla loro razza?

Poi, colleghi, torno sempre su un punto, che è quello del rispetto dei princìpi generali del diritto italiano. Le norme devono avere la capacità di reggere nel tempo, non si possono basare soltanto su un'esigenza di propaganda, o sulla narrazione mediatica del momento. Una norma deve valere anche per il futuro, specialmente quando si fanno norme di principio.

Allora, che cosa succederà se un domani emergeranno e diventeranno sempre più incalzanti altre forme di odio? Se un domani ci sarà una crescita magari dell'islamofobia, cosa farà lo Stato italiano? Dovrà rimetterci le mani, perché voi volete fare una norma che è chiaramente propagandistica, che è arrivata - lo ripeto - in Commissione il giorno successivo alle manifestazioni che chiedevano la pace in Palestina. Era nata per vietare quelle manifestazioni. Poi avete fatto un passo indietro, ma in quel momento l'unica ragione di calendarizzare questo provvedimento era quella. (Applausi).

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23. MAIORINO (M5S). Signora Presidente, riteniamo questo emendamento fondamentale. Ho ascoltato la relatrice prima spiegare le ragioni della proposta di riformulazione, che riteniamo troppo generica nell'ambito del testo di legge che stiamo discutendo, che invece è molto specifico. Non si occupa, come ha anche sottolineato il collega Cataldi, delle varie forme di discriminazione e delle diverse categorie oggetto di discriminazioni possibili. Si occupa di un tipo specifico di discriminazione, di un tipo specifico di odio.

Per questo, votare favorevolmente questo emendamento per noi sarebbe la dimostrazione dell'onestà intellettuale con cui ci si approccia a questo tema, perché è evidente che l'adozione della definizione dell'IHRA in forma normativa presenta delle criticità e delle possibili censure politiche, addirittura preventive, non nei riguardi di qualunque Stato, ma nei riguardi di uno Stato specifico, segnatamente lo Stato di Israele. Allora, se si volesse superare questo odioso sospetto, la maggioranza darebbe parere favorevole a questo emendamento che sgombra dal campo qualunque possibile equivoco perché lo scrive nero su bianco (Applausi). Il fatto invece che il parere sia contrario dimostra che così non è e che c'è una malafede di base alla radice di questo provvedimento.

Io invito chiunque abbia onestamente a cuore la lotta all'antisemitismo, le persone di religione ebraica, le persone ebree in quanto ebree, i beni degli ebrei in quanto ebrei e le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche, a votare a favore di questo emendamento. (Applausi).

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24. ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, a proposito di odiosi sospetti, faccio fatica a comprendere come su questo disegno di legge si sia arrivati a un certo punto a una serie di incomprensioni: non avete inserito questo, non avete fatto quell'altro, volete limitare la critica allo Stato di Israele e quant'altro.

Questo disegno di legge prende spunto da quelli che sono gli esempi della famosa definizione operativa dell'IHRA. Ricordo che il 16 giugno 2020 l'allora Governo giallorosso adottò la Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo, partendo proprio dalla definizione dell'IHRA.

Il documento approvato dall'allora Governo giallorosso (PD e 5 Stelle) diceva che la strategia nazionale qui proposta, partendo dalla definizione delle casistiche individuate dall'IHRA, quale punto di ricognizione autorevole e condiviso, si articola in un processo composto da una serie di passaggi. Allora qual è il problema rispetto alla legge che stiamo approvando oggi? Forse l'odioso sospetto che sono cambiati i tempi? L'odioso sospetto che una volta si era in maggioranza e adesso magari si è all'opposizione? Chiedo, è una richiesta la mia, perché faccio veramente fatica a capire come chi nel 2020 ha sostanzialmente deciso di ratificare la definizione operativa dell'IHRA oggi sia il primo a contestarla. Fatico, faccio fatica a comprenderlo. (Applausi). Poi con pacatezza me lo spiegherete, può darsi che abbia capito male.

Sulla questione di queste critiche, ci dobbiamo capire e dobbiamo comprendere se la verità è quella, se non si stia utilizzando il paravento delle possibili critiche che si potrebbero fare al Governo di Israele per coprire il fatto che si vogliono eliminare gli esempi e gli indicatori. Fateci capire, qual è l'obiettivo? Eliminare gli indicatori o essere chiari nell'asserire che la libertà di critica può essere manifestata senza problemi? Se è vera la prima, allora è inutile discutere; abbiamo già capito che ci sono delle posizioni opposte e che qualcuno probabilmente non è a favore di questi indicatori. Lo dica, ne prendiamo atto e nel voto finale ci sarà chi è a favore e chi è contro. Se invece il tema è veramente il mettere per iscritto che la critica al Governo di Israele si può benissimo fare, scusatemi, leggo il testo del disegno di legge approvato dalla Commissione: «La Repubblica italiana, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a contrastarne qualunque espressione e ostacola la diffusione del pregiudizio antisemita in Italia, ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione, nel rispetto dei princìpi costituzionali». Ma scusate, non è chiaro, da questa definizione, che è possibile criticare il Governo di Israele senza alcun problema? A me sembra chiarissimo. Che bisogno c'è di specificarlo ancora, a meno che non ci sia l'odioso sospetto?

Seconda questione. Sono andato a leggere la definizione dell'IHRA di Bucarest, del 26 maggio 2016, a cui si fa riferimento nella Strategia nazionale che lo stesso Governo giallorosso ha approvato. Nel documento, con tutti gli esempi, si legge: «Le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite». Anche questo è chiaro o non è chiaro? (Applausi). A me sembra di conoscere l'italiano (magari non perfettamente come un docente) e nella traduzione è perfettamente evidente questo passaggio, ripreso ovviamente dall'ordine del giorno del senatore Scalfarotto, che lo cita dicendo che sono tutti esempi, tutti indicatori, compreso questo. Allora, scusate, qual è il problema?

Ma nonostante questo, di fronte all'emendamento della senatrice Maiorino, che è molto simile a quello dei senatori Pirondini, Boccia e altri, sottoscritto anche dai colleghi del PD, tranne che nella parte in cui vogliono eliminare gli indicatori (cosa che non possiamo fare, perché vorrebbe dire sostanzialmente far cascare la legge), c'è la disponibilità da parte della relatrice ad accogliere l'emendamento, purché si dica che non è considerata antisemitismo l'espressione della libera critica delle azioni politiche di qualsiasi Governo.

Infatti negli Stati Uniti potrebbero esserci rappresentanti israeliani che magari siedono nel Governo, così come in altri Governi di altri Paesi europei. E allora questo deve riguardare tutti, non solo lo Stato di Israele.

E, allora, scusate, gli odiosi sospetti vengono a noi; accogliete la riformulazione, lo riscriviamo un'altra volta e così non ci sono alibi e pretesti per alcuno, a meno che l'obiettivo non sia quello di trovare a tutti i costi un elemento per non votare a favore di questa legge perché c'è qualcuno da fuori che impone di fare qualcosa di diverso. (Applausi).

b. ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, intervengo semplicemente per chiedere al proponente, senatore Verducci - da parte nostra questa è la proposta - di modificare l'ordine del giorno, che penso impegni o inviti il Governo a dare attuazione a quanto previsto nell'emendamento 2.100, aggiungendo, dopo le parole «dei simboli riconducibili al fascismo…».

c. ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, l'unico problema è che avremmo voluto aggiungere, oltre al fascismo e al nazismo, anche un riferimento al comunismo, così sarebbe stata più corretta come denominazione (Commenti). Quindi, se l'ordine del giorno non prevede questo, facciamo fatica a votare a favore e ci asterremo (Applausi). Lo dico perché le persecuzioni nei confronti degli ebrei sono state fatte da tutti i sistemi dittatoriali. È vero o no? (Commenti). Uguale? Non lo so! (Commenti).

d. ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, la dichiarazione di voto è di astensione da parte del nostro Gruppo. Preciso che non si volevano riaprire vecchie ferite, contrapposizioni e responsabilità, ci mancherebbe altro. Quello che ha detto Verducci è assolutamente condivisibile e vero sotto tanti aspetti.

Il mio era semplicemente un riferimento alla risoluzione del Parlamento europeo votata il 19 settembre dello scorso anno, che sostanzialmente ha equiparato sul piano storico il nazismo al comunismo.

Visto che l'Europa è così tanto amata da una certa componente politica, mi volevo conformare a quello che è il pensiero unico e dominante da voi sostenuto. Tutto qui. Immaginavo che fosse una questione che dovesse essere trattata subito, ma non volevo assolutamente alimentare alcun tipo di polemica.

PRESIDENTE. Senatore Verducci, accoglie la proposta del senatore Romeo?

VERDUCCI (PD-IDP). Naturalmente no, signora Presidente, ma vorrei intervenire. (Commenti).

PRESIDENTE. Senatore De Carlo! Colleghi, calma perché questa giornata è già complessa.

Link al Video

25. GASPARRI (FI-BP-PPE). Signora Presidente, condivido totalmente le parole del collega Romeo. Si tratta di un punto delicato, che voglio sottolineare per mettere in luce a chi non ha seguito tutti i dettagli di che cosa stiamo parlando.

Stiamo facendo una legge sull'antisemitismo alla luce di tutte le emergenze e gli episodi che anche ieri la relazione annuale illustrata in Sala Zuccari sui fenomeni di antisemitismo ha dimostrato essersi intensificati.

Questa legge recepisce una dichiarazione internazionale dell'International Holocaust Remembrance Alliance. Discuteremo poi di un ordine del giorno del senatore Scalfarotto, quindi, come vedete, non c'è un problema di maggioranze e di minoranze, che richiama questa dichiarazione internazionale. Credo che poi qualcuno abbia fatto una campagna di disinformazione.

Io stesso ho ricevuto tonnellate di insulti e di minacce, non solo social, ma anche con manifestazioni, perché sono stato accusato di voler impedire la critica a Netanyahu e quindi sono stato considerato complice e genocida come Netanyahu.

Nel mio disegno di legge, per cercare una convergenza in Parlamento, avevamo messo delle misure che ho ritirato. Nel mio intervento in Commissione e nel dibattito generale in Aula ho annunciato che ritiravo le sanzioni penali che ci sono nel mio testo anche perché già esistono con la legge Mancino e con altre norme del codice penale sanzioni penali. Io le volevo ribadire e intensificare per cercare la convergenza, non per timori perché poi se le propongo, sono cattivo e se le ritiro, sono in fuga. Per buonsenso è stato fatto un appello alla condivisione anche dalla senatrice Segre. Il mio contributo è stato allora di espungere alcuni aspetti della mia proposta per cercare convergenza. L'ho fatto per mia scelta libera e di buonsenso. Nel caso poi di affermazioni antisemite, ripeto, ci sono la legge Mancino e il codice penale, che prevedono delle sanzioni.

Qui si dice che noi vogliamo criticare Israele. Certo che si può criticare, vi rendo noto che in questi anni davanti a casa di Netanyahu, anche in momenti drammatici della vita del Medio Oriente, ci sono state centinaia e migliaia di persone che hanno manifestato. Ora, se possono manifestare davanti a casa di Netanyahu in Israele, come si può immaginare che a Roma, ad Avellino, a Caserta o a Mondragone, non si possano fare manifestazioni di critica al Governo di Israele?

Altro è dire "vogliamo distruggere Israele". Le dichiarazioni che noi recepiamo con questa legge recano delle osservazioni al punto 7 e altri punti.

Quando la senatrice Pirovano propone la riformulazione, un qualsiasi Governo, un Governo francese o americano potrebbe assumere delle posizioni che qualcuno potrebbe considerare non accettabili. Pensate adesso, gli interventi militari e non militari, le portaerei che si spostano; ci mancherebbe che non si possa dire che Macron fa bene o fa male o che Trump fa bene o fa male; ci mancherebbe altro. Vale anche per Netanyahu.

Nel disegno di legge, il primo articolo recita ferma restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero, la libertà di riunione e di associazione nel rispetto dei principi costituzionali. Ciò è scritto nell'articolo 1; quando sarà approvata questa legge, come noi speriamo, ciascuno potrà fare tutte le critiche che vorrà a Netanyahu, a Trump, a Putin, a chiunque, anche ad Hamas e ad altri se fosse possibile.

Quindi questo argomentare è capzioso e pretestuoso. La riformulazione è saggia e noi la condividiamo per ribadire che si può criticare qualsiasi Governo perché tutti i Governi potrebbero essere coinvolti in scelte da considerare condivisibili o no rispetto al Medio Oriente e ai rapporti con Israele.

Quindi invitiamo a votare questa riformulazione, per dimostrare che non abbiamo difficoltà a reiterare nella legge questo ampio diritto di cronaca che già esiste da Tel Aviv, a Gerusalemme, a Catanzaro - liberissimo! - ed evitare pretesti, perché se si cercano pretesti noi parliamo e spieghiamo all'opinione pubblica lo sforzo. Uno sforzo di modifica delle mie proposte l'ho fatto, perché ci sono già delle sanzioni nell'ordinamento. Ciascuno deve fare uno sforzo con la propria coscienza, perché se poi ha dei condizionamenti di altra natura, come diceva il senatore Romeo, allora lo dica: c'è la libertà di pensiero e anche di non votare una legge. Questo è un libero Parlamento, dove si può votare o non votare. L'unica cosa è di non cercare pretesti. Insisto perché la riformulazione possa essere valutata, proprio per quello spirito di condivisione. Se non sarà valutata, andremo avanti. (Applausi).

martedì, marzo 10, 2026

Devono andarsene, Giorgia con tutti i suoi Giubilei, Bignami, Donzelle e Compagnia cantante ai talk show!

 


Il disastro nel quale ci hanno portati in questi anni di pessima e servile politica non è rimediabile con qualche aggiustamento di accise! Possono andarsene tutti dal loro amico Netanayu, o dal nuovo capo della Siria, autentico tagliagola riabilitato! Hanno dimostrato la loro ostinazione al servilismo, alla memnzogna, all'inganno con la loro legge di "contrasto all'antisemitismo", Ancora una volta hanno puntato tutte le loro carte sulla rapida e pronta vittoria del loro padrone, Bibino. Hanno assoggettato 59 milioni di italiani a 26 mila ebrei, quinta colonna in Italia di Israele: meglio farebbero a chiamarsi Fratelli d'Israele, nei cui interessi hanno sempre agito, anziché Fratelli d'Italia, con la quale non hanno nulla a che fare e che hanno ignobilmente e platealmente tradita, ancora oggi davanti all'evidenza che spinge a riprendere gli antichi rapporti con la Russia, che ci è sempre stata amica e che ci dava a buon prezzo l'energia che ci è necessaria per la nostra economia e per il nostro livello di vita. Da Putin non può presengtarsi un Giorgia, con i suoi, tutti da sempre leccaculi della Lobby che ora non si potrà neppure nominare: la Lobby Innominabile! Temo purtroppo che senza grandi manifestazioni di massa non se ne andranno: restano incollati alle loro poltrone e continuano a servire i loro padroni esteri, se occorre fino alla nostra rovina totale!

Non possono essere le stesse persone a poter andare da Putin, che ci tende la mano! O dagli Iraniani che ci vendevano a buon prezzo il loro ottimo petrolio! Nessuno si potrà più fidare di questi avventurieri. Neppure i loro padroni sanno cosa farsene: non li avvisano neppure di ciò che fanno a loro e nostro danno. Più irrilevanti ed insifglicanti di così non si poteva essere: il governo di Giorgia della Garbatella, che al massimo poteva fare la cameriera in qualche trattoria della Garbatella, non certo stare alla guida dello Stato italiano.

Hanno plaudito alla legittimità delle proteste fasulle in Iran, foraggiate ed organizzate dal Mossad. Adesso devo accettare il sacrosante nostro diritto a liberarci di loro, non aspettando le prossime elezioni e i prossimi festival delle menzogne elettorali. Ma devono andarszene via subito: ogni giorno che passa è un giorno per noi di rovina crescente.

Ho voluto ieri ascoltare un pezzo dei loro talk show, dove sono sempre presenti, a recitare le lodi di loro stessi e a gettare fango sugli altri, su Francesca Albanese che si è permessa di non omaggiare la loro Liliana, ed ho dovuto constatare che sono irredemibili: se ne siamo capaci, dobbiamo liberarci di loro, e mandarli via a calci nel sedere: non abbiamo altro tempo! Non se ne andranno, se non a calci nel sedere. Volevano il cambio di regime in Iran, lo reclamiamo in Italia!

lunedì, marzo 09, 2026

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 20. Scalfarotto

Scalfarotto
 Link al Video.

 N°15. <Sommario> N°17. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, ho ritirato l'emendamento 1.107 e depositato un ordine del giorno di simile contenuto, che contiene la definizione ufficiale dell'IHRA per fare in modo che ci si possa riferire a un testo che fa parte dei lavori preparatori e non a qualcosa di esterno.

In particolare, la frase che parla delle critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese che non possono essere considerate antisemite, che risponde alle obiezioni del collega Cataldi e di molti altri, è scritta nella definizione di IHRA. Lo lasciamo nero su bianco negli atti parlamentari, in modo tale da spazzare via ogni scusa.

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 19. Cataldi

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N°18. <Sommario> N°20. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO

CATALDI (M5S). Signora Presidente, intendo illustrare gli emendamenti perché credo che si stia facendo un po' di confusione. Vorrei invitare la maggioranza a fare una riflessione perché ritengo si stia commettendo un errore giuridico oltre che politico.

Gli emendamenti in questione cercano di porre un rimedio.

L'emendamento 1.102 cerca di espungere dal testo il richiamo, che la maggioranza sembra ostinata a mantenere, alla definizione dell'IHRA. Presidente, nessuno contesta il valore di quella dichiarazione, ma essa può avere valore come un documento che può aiutare a studiare il fenomeno. Cosa diversa, colleghi, è trasformarla in una norma giuridica. Colleghi, le norme giuridiche devono essere generali e astratte non sono fatte di esempi. Se noi pensiamo di recepire un documento che contiene un elenco di esempi e di trasformarlo in una norma giuridica con un'elencazione tassativa, rischiamo di lasciare fuori qualcosa.

Pensate che in questa definizione, ad esempio, viene indicato il fatto che potrebbe essere antisemitismo il paragone che un cittadino può fare tra le politiche del Governo israeliano e le politiche dei nazisti.

Posso anche capirlo, ma supponiamo che un altro cittadino faccia un paragone delle politiche di Netanyahu con quelle di un altro dittatore o le faccia con Putin: uno dei due cittadini sarebbe antisemita e l'altro no. Capite che così passa l'idea che se un determinato documento oppure - perché no - un testo o un libro che parla dell'antisemitismo piace, allora lo recepiamo e lo trasformiamo in una norma giuridica. Colleghi, ma che cosa state dicendo?

La senatrice Pirovano diceva che la definizione fatta dalla Dichiarazione di Gerusalemme non l'ha adottata nessuno. Senatrice Pirovano, io credo nella tradizione giuridica italiana e credo anche che quella tradizione possa essere d'esempio per gli altri Paesi. La Dichiarazione di Gerusalemme ve la vorrei leggere perché è un esempio - non dico che debba essere l'unico - di come va scritta una norma giuridica secondo i princìpi generali del nostro ordinamento giuridico. Ve la leggo perché è molto semplice: «Antisemitismo è discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o contro istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Non è un odio che nasce come critica o risposta a dei comportamenti o a delle politiche che vengono compiute dal Governo di Israele. Posso essere contrario alle politiche di Israele, ma non per questo odiare gli ebrei. State continuando a perseverare nell'errore, quando lo stesso autore della Dichiarazione dice che oltretutto non va utilizzata per silenziare le piazze.

La senatrice Pirovano stava dicendo prima che non avevamo alcun interesse a silenziare le piazze. L'articolo 3, che poi è stato espunto (è stato un passo indietro e ve lo riconosco), conteneva una norma chiaramente finalizzata a una censura preventiva basata non su elementi concreti, ma sul potenziale rischio che si potessero esporre slogan, manifesti o messaggi antisemiti. Si censurava il tema, il che significa che se c'è una manifestazione per la pace in Palestina o che vuole il cessate il fuoco, il tema legittima il divieto di quella manifestazione perché qualcuno potrebbe effettivamente esporre un messaggio di natura antisemita. Vietare il tema è una cosa gravissima.

Oltretutto, le intenzioni erano manifeste. Vorrei infatti ricordare quando il provvedimento è arrivato qui con quell'articolo 3, ossia in concomitanza con le manifestazioni, nel momento in cui i cittadini scendevano in piazza perché volevano la pace. Esattamente il giorno dopo le manifestazioni del 22 settembre - quindi il 23 - ci ritroviamo in Commissione con questo provvedimento e con quell'articolo che poi è stato ritirato. (Applausi).