Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo.
II. Discussione dei disegni di legge:ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)
- SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)
- GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)
- DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)
- Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)
- MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)
- GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)
TESTO DELL'INTERVENTO
PIROVANO, relatrice. Signor Presidente, ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti ieri e ovviamente non entrerò nel merito dei bellissimi interventi che ho ascoltato, nei quali sono state spese parole di apprezzamento ed è stato approfondito il testo così come uscito dalla Commissione. Ringrazio poi per il supporto dato, per la gentilezza mostrata e per il lavoro che abbiamo svolto tutti assieme.
Vorrei, però, entrare nel merito di alcune critiche anche costruttive - non tutte - che sono state formulate ieri, e spiegare perché abbiamo agito in un certo modo, consapevoli del fatto che il testo non è perfetto, ma è il meglio che siamo riusciti a fare attraverso un grande lavoro trasversale. Mi riferisco innanzitutto al senatore Verducci. È vero che il testo non è la panacea di tutti i mali, che non è un testo che si prefigge di combattere in toto il fenomeno dell'antisemitismo. Ahimè, fosse così semplice, credo che tutti noi lo faremmo seduta stante.
La critica è che non si tratta solo dell'antisemitismo. Se è pur vero che questo testo può non essere sufficiente, è anche vero che non può essere dannoso, così come è uscito dalla Commissione con un confronto costruttivo. Quindi, in riferimento a un commento fatto ieri dal senatore Verducci e da altri, capisco il fatto che si vogliano considerare anche altre forme ed espressioni di odio. E nessuno proibisce di farlo, a chi volesse presentare altri disegni di legge, sia in questa che nella prossima legislatura. Ma di certo questo testo non può essere dannoso ai fini del problema dell'antisemitismo. È un passo in più, importante per il nostro Parlamento.
Per quanto riguarda quelli che in vari interventi di ieri vengono chiamati indicatori della definizione operativa IHRA e che sono in realtà esempi per garantire operatività alla definizione, specifico che non sono norma di legge. Sono, appunto, degli esempi e - così come specificato nella definizione IHRA, da intendersi nella sua integralità - devono essere valutati in base al contesto. Sono degli esempi, sono degli indicatori, e la definizione si chiama operativa proprio perché è composta dalla definizione vera e propria, ovvero il virgolettato, e dagli esempi, nei quali è specificato che non è considerato antisemitismo criticare Israele come si fa con qualsiasi altro Stato. È scritto nella definizione operativa. E poi ci sono i famosi indicatori che vanno valutati nel contesto, compreso ovviamente quello geopolitico.
Passiamo poi ad altre criticità sottolineate dalla senatrice Gaudiano.
Si specifica che l'articolo 1, comma 1, sancisce senza ombra di dubbio, grazie a un emendamento inserito proprio dalle opposizioni, che è sempre consentita la critica politica e non è considerata antisemitismo.
Sempre in merito all'intervento della senatrice Gaudiano, personalmente esprimo un grande rispetto nei confronti di chi ha parlato della questione della Flotilla e dei problemi della Striscia di Gaza, che non sono ovviamente oggetto del provvedimento in esame. In questa sede parliamo del contrasto all'antisemitismo e della protezione delle persone ebree che vivono nel nostro Paese e che non possono essere ritenute colpevoli di fatti che non hanno commesso. La comunità ebraica del nostro Paese non può essere considerata responsabile in base ai vari punti di vista politici. Pertanto, io terrei separate le due questioni, perché l'obiettivo di questo disegno di legge non è certo risolvere i problemi della geopolitica contemporanea.
Per quanto riguarda il fatto che non si parli di altre forme di odio e tutte le critiche relative al fatto che non si debba separare l'antisemitismo dalle altre forme di odio - mi riferisco, ad esempio, all'intervento della senatrice Camusso - vorrei precisare che il motivo per cui vi è un disegno di legge solo sull'antisemitismo è perché, anche se non è l'unica forma di odio, è la forma di odio più lunga e più continua nella storia, con persecuzioni che sono state trasversali e giustificate teologicamente, culturalmente e anche pseudoscientificamente. Ricordiamo - ahimè - gli atroci esperimenti su bambini che venivano fatti durante la Seconda guerra mondiale dai nazisti. L'antisemitismo non è solo odio, ma è anche una teoria del complotto strutturale, che ha prodotto un genocidio "industriale" nel cuore dell'Europa moderna, la Shoah, e poi l'Olocausto. L'antisemitismo cambia forma nel tempo ed è proprio per questo che serve a mantenere la definizione aggiornata nel contesto.
Senatrice Camusso, non si cancella l'onta; nessuno, neanche fra duemila anni, potrà cancellare neanche un grammo di onta. (Applausi). Non è questo ciò che possiamo fare noi, non possiamo tornare indietro nel tempo, purtroppo, e non possiamo cancellare il dolore che ancora oggi stanno vivendo i sopravvissuti, tra cui la nostra collega, presidente Segre. Ma ci assumiamo una responsabilità, come classe politica, nel dire che chi era discriminato solo perché nato ebreo - solo perché nato ebreo! - oggi deve essere tutelato. Come già detto, ho e abbiamo non complessi di colpa, ma solo il senso della responsabilità.
Ha detto una cosa molto interessante anche il senatore Delrio, ossia che quello che inizia con gli ebrei non si ferma con gli ebrei. Non togliamo niente a nessuno, ma è un primo passo che compie la nostra democrazia.
Ringrazio il senatore Gasparri che, nel suo intervento, ha specificato la rinuncia ai suoi emendamenti. Ricordo che nei testi presentati dai senatori Romeo e Scalfarotto non erano presenti norme penali; nel testo base era presente, invece, l'articolo 3 sulle manifestazioni, che è stato espunto, e il senatore Gasparri, che aveva presentato un suo disegno di legge, vi ha rinunciato, e quindi lo ringrazio per aver cercato di arrivare a un consenso più ampio.
Il senatore Cataldi ha detto che questo disegno di legge sarebbe nato per proibire le manifestazioni di piazza. Noi abbiamo cancellato l'articolo 3, ma comunque l'articolo 3 non proibiva le manifestazioni di piazza: voleva evitare episodi di antisemitismo nelle manifestazioni di piazza, non la libera critica al Governo di Israele o a qualsiasi altro Governo. Si parlava del rischio potenziale di antisemitismo, non della critica politica. Quindi bisogna dire le cose come stanno, perché non si può reinventare un testo che non c'era. Comunque abbiamo cancellato quell'articolo.
In ogni caso, con questo disegno di legge, non è possibile silenziare il dissenso - anche questa è stata una critica - perché, dal momento che il testo non prevede sanzioni, né penali, né amministrative e neanche disciplinari, mi chiedo come sia possibile proibire il dissenso.
Al limite, uno può anche formulare un'espressione che qualcuno può ritenere antisemita, ma l'obiettivo è il contrasto nei vari settori, dalle istituzioni alla società.
Sulla Dichiarazione di Gerusalemme, visto che è stata sollevata una critica dal senatore Cataldi, è stato spiegato bene dal senatore Terzi di Sant'Agata che tale definizione, che è anche oggetto di alcuni emendamenti per l'Aula, che è da rispettare ed è posteriore alla definizione operativa dell'IHRA, essendo del 2021, non è stata accolta da nessun Governo e, soprattutto, alla sua definizione non ha partecipato la rappresentanza di nessun Governo. Quindi, non nasce da un organismo governativo e non è uno strumento operativo. È stata pubblicata da un gruppo di accademici. Oltretutto la Dichiarazione di Gerusalemme è stata pubblicata posteriormente, ma la definizione operativa di antisemitismo dell'IHRA è stata redatta anche grazie al contributo del Governo italiano. È stata firmata a Bucarest nel 2016 e chi c'era al Governo a maggio del 2016? Mi risulta che fosse il Governo Renzi. L'ambasciatore incaricato dal Governo ha agito in nome e per conto del Governo italiano e ha sottoscritto la definizione operativa dell'IHRA. Questo non significa che quella definizione sia assolutamente sbagliata, ma non è possibile aggiungerla - o ci sarebbero problemi integrativi - né sostituirla, perché non è stata approvata da un organismo chiave con delle rappresentanze internazionali e governative al suo interno tra cui l'Italia. Questa mi sembra è una spiegazione esaustiva e immagino anche plausibile.
È vero che sono state avanzate delle critiche sul fatto che questa legge non abbia previsto un fondo; anche a me piacerebbe che tutte le leggi che facciamo prevedessero dei fondi, perché le rendono sicuramente più operative, ma non è neanche detto che in futuro non si possa prevedere. Quello che non siamo riusciti a fare oggi - e di problemi ne abbiamo risolti parecchi fino a dieci minuti fa - magari potrà risolverlo qualcun altro dopo di noi. Non ritengo - come ha detto il senatore Parrini - che questo non sia un provvedimento utile, nonostante non preveda un fondo. Alla critica del senatore Parrini sempre sull'IHRA penso di aver risposto rispetto a com'è stata adottata e sul ruolo del Governo italiano nel relativo processo.
Quindi, mi auguro di aver risposto alle critiche formulate da tutti, cercando di entrare nel merito e avendo ascoltato con attenzione tutto quello che è stato detto. Alcuni interventi li ho trovati molto costruttivi e altri un po' pretestuosi. Adesso vedremo cosa succederà con l'approvazione degli emendamenti presentati per l'Assemblea. Vi ringrazio per l'attenzione. (Applausi).
Visto che stiamo attendendo i pareri della 5a Commissione sugli emendamenti, vorrei chiedere alla Presidenza una mezz'ora di sospensione per verificare le proposte emendative presentate per l'esame in Aula.