martedì, marzo 10, 2026

Devono andarsene, Giorgia con tutti i suoi Giubilei, Bignami, Donzelle e Compagnia cantante ai talk show!

 


Il disastro nel quale ci hanno portati in questi anni di pessima e servile politica non è rimediabile con qualche aggiustamento di accise! Possono andarsene tutti dal loro amico Netanayu, o dal nuovo capo della Siria, autentico tagliagola riabilitato! Hanno dimostrato la loro ostinazione al servilismo, alla memnzogna, all'inganno con la loro legge di "contrasto all'antisemitismo", Ancora una volta hanno puntato tutte le loro carte sulla rapida e pronta vittoria del loro padrone, Bibino. Hanno assoggettato 59 milioni di italiani a 26 mila ebrei, quinta colonna in Italia di Israele: meglio farebbero a chiamarsi Fratelli d'Israele, nei cui interessi hanno sempre agito, anziché Fratelli d'Italia, con la quale non hanno nulla a che fare e che hanno ignobilmente e platealmente tradita, ancora oggi davanti all'evidenza che spinge a riprendere gli antichi rapporti con la Russia, che ci è sempre stata amica e che ci dava a buon prezzo l'energia che ci è necessaria per la nostra economia e per il nostro livello di vita. Da Putin non può presengtarsi un Giorgia, con i suoi, tutti da sempre leccaculi della Lobby che ora non si potrà neppure nominare: la Lobby Innominabile! Temo purtroppo che senza grandi manifestazioni di massa non se ne andranno: restano incollati alle loro poltrone e continuano a servire i loro padroni esteri, se occorre fino alla nostra rovina totale!

Non possono essere le stesse persone a poter andare da Putin, che ci tende la mano! O dagli Iraniani che ci vendevano a buon prezzo il loro ottimo petrolio! Nessuno si potrà più fidare di questi avventurieri. Neppure i loro padroni sanno cosa farsene: non li avvisano neppure di ciò che fanno a loro e nostro danno. Più irrilevanti ed insifglicanti di così non si poteva essere: il governo di Giorgia della Garbatella, che al massimo poteva fare la cameriera in qualche trattoria della Garbatella, non certo stare alla guida dello Stato italiano.

Hanno plaudito alla legittimità delle proteste fasulle in Iran, foraggiate ed organizzate dal Mossad. Adesso devo accettare il sacrosante nostro diritto a liberarci di loro, non aspettando le prossime elezioni e i prossimi festival delle menzogne elettorali. Ma devono andarszene via subito: ogni giorno che passa è un giorno per noi di rovina crescente.

Ho voluto ieri ascoltare un pezzo dei loro talk show, dove sono sempre presenti, a recitare le lodi di loro stessi e a gettare fango sugli altri, su Francesca Albanese che si è permessa di non omaggiare la loro Liliana, ed ho dovuto constatare che sono irredemibili: se ne siamo capaci, dobbiamo liberarci di loro, e mandarli via a calci nel sedere: non abbiamo altro tempo! Non se ne andranno, se non a calci nel sedere. Volevano il cambio di regime in Iran, lo reclamiamo in Italia!

lunedì, marzo 09, 2026

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 20. Scalfarotto

Scalfarotto
 Link al Video.

 N°15. <Sommario> N°17. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO

SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, ho ritirato l'emendamento 1.107 e depositato un ordine del giorno di simile contenuto, che contiene la definizione ufficiale dell'IHRA per fare in modo che ci si possa riferire a un testo che fa parte dei lavori preparatori e non a qualcosa di esterno.

In particolare, la frase che parla delle critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese che non possono essere considerate antisemite, che risponde alle obiezioni del collega Cataldi e di molti altri, è scritta nella definizione di IHRA. Lo lasciamo nero su bianco negli atti parlamentari, in modo tale da spazzare via ogni scusa.

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 19. Cataldi

Link al Video

N°18. <Sommario> N°20. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO

CATALDI (M5S). Signora Presidente, intendo illustrare gli emendamenti perché credo che si stia facendo un po' di confusione. Vorrei invitare la maggioranza a fare una riflessione perché ritengo si stia commettendo un errore giuridico oltre che politico.

Gli emendamenti in questione cercano di porre un rimedio.

L'emendamento 1.102 cerca di espungere dal testo il richiamo, che la maggioranza sembra ostinata a mantenere, alla definizione dell'IHRA. Presidente, nessuno contesta il valore di quella dichiarazione, ma essa può avere valore come un documento che può aiutare a studiare il fenomeno. Cosa diversa, colleghi, è trasformarla in una norma giuridica. Colleghi, le norme giuridiche devono essere generali e astratte non sono fatte di esempi. Se noi pensiamo di recepire un documento che contiene un elenco di esempi e di trasformarlo in una norma giuridica con un'elencazione tassativa, rischiamo di lasciare fuori qualcosa.

Pensate che in questa definizione, ad esempio, viene indicato il fatto che potrebbe essere antisemitismo il paragone che un cittadino può fare tra le politiche del Governo israeliano e le politiche dei nazisti.

Posso anche capirlo, ma supponiamo che un altro cittadino faccia un paragone delle politiche di Netanyahu con quelle di un altro dittatore o le faccia con Putin: uno dei due cittadini sarebbe antisemita e l'altro no. Capite che così passa l'idea che se un determinato documento oppure - perché no - un testo o un libro che parla dell'antisemitismo piace, allora lo recepiamo e lo trasformiamo in una norma giuridica. Colleghi, ma che cosa state dicendo?

La senatrice Pirovano diceva che la definizione fatta dalla Dichiarazione di Gerusalemme non l'ha adottata nessuno. Senatrice Pirovano, io credo nella tradizione giuridica italiana e credo anche che quella tradizione possa essere d'esempio per gli altri Paesi. La Dichiarazione di Gerusalemme ve la vorrei leggere perché è un esempio - non dico che debba essere l'unico - di come va scritta una norma giuridica secondo i princìpi generali del nostro ordinamento giuridico. Ve la leggo perché è molto semplice: «Antisemitismo è discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o contro istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)». Non è un odio che nasce come critica o risposta a dei comportamenti o a delle politiche che vengono compiute dal Governo di Israele. Posso essere contrario alle politiche di Israele, ma non per questo odiare gli ebrei. State continuando a perseverare nell'errore, quando lo stesso autore della Dichiarazione dice che oltretutto non va utilizzata per silenziare le piazze.

La senatrice Pirovano stava dicendo prima che non avevamo alcun interesse a silenziare le piazze. L'articolo 3, che poi è stato espunto (è stato un passo indietro e ve lo riconosco), conteneva una norma chiaramente finalizzata a una censura preventiva basata non su elementi concreti, ma sul potenziale rischio che si potessero esporre slogan, manifesti o messaggi antisemiti. Si censurava il tema, il che significa che se c'è una manifestazione per la pace in Palestina o che vuole il cessate il fuoco, il tema legittima il divieto di quella manifestazione perché qualcuno potrebbe effettivamente esporre un messaggio di natura antisemita. Vietare il tema è una cosa gravissima.

Oltretutto, le intenzioni erano manifeste. Vorrei infatti ricordare quando il provvedimento è arrivato qui con quell'articolo 3, ossia in concomitanza con le manifestazioni, nel momento in cui i cittadini scendevano in piazza perché volevano la pace. Esattamente il giorno dopo le manifestazioni del 22 settembre - quindi il 23 - ci ritroviamo in Commissione con questo provvedimento e con quell'articolo che poi è stato ritirato. (Applausi).

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 18. Pirovano

Link al Video.

Pirovano
 N°17.  <Sommario>  N°19. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO

PIROVANOrelatrice. Signor Presidente, ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti ieri e ovviamente non entrerò nel merito dei bellissimi interventi che ho ascoltato, nei quali sono state spese parole di apprezzamento ed è stato approfondito il testo così come uscito dalla Commissione. Ringrazio poi per il supporto dato, per la gentilezza mostrata e per il lavoro che abbiamo svolto tutti assieme.

Vorrei, però, entrare nel merito di alcune critiche anche costruttive - non tutte - che sono state formulate ieri, e spiegare perché abbiamo agito in un certo modo, consapevoli del fatto che il testo non è perfetto, ma è il meglio che siamo riusciti a fare attraverso un grande lavoro trasversale. Mi riferisco innanzitutto al senatore Verducci. È vero che il testo non è la panacea di tutti i mali, che non è un testo che si prefigge di combattere in toto il fenomeno dell'antisemitismo. Ahimè, fosse così semplice, credo che tutti noi lo faremmo seduta stante.

La critica è che non si tratta solo dell'antisemitismo. Se è pur vero che questo testo può non essere sufficiente, è anche vero che non può essere dannoso, così come è uscito dalla Commissione con un confronto costruttivo. Quindi, in riferimento a un commento fatto ieri dal senatore Verducci e da altri, capisco il fatto che si vogliano considerare anche altre forme ed espressioni di odio. E nessuno proibisce di farlo, a chi volesse presentare altri disegni di legge, sia in questa che nella prossima legislatura. Ma di certo questo testo non può essere dannoso ai fini del problema dell'antisemitismo. È un passo in più, importante per il nostro Parlamento.

Per quanto riguarda quelli che in vari interventi di ieri vengono chiamati indicatori della definizione operativa IHRA e che sono in realtà esempi per garantire operatività alla definizione, specifico che non sono norma di legge. Sono, appunto, degli esempi e - così come specificato nella definizione IHRA, da intendersi nella sua integralità - devono essere valutati in base al contesto. Sono degli esempi, sono degli indicatori, e la definizione si chiama operativa proprio perché è composta dalla definizione vera e propria, ovvero il virgolettato, e dagli esempi, nei quali è specificato che non è considerato antisemitismo criticare Israele come si fa con qualsiasi altro Stato. È scritto nella definizione operativa. E poi ci sono i famosi indicatori che vanno valutati nel contesto, compreso ovviamente quello geopolitico.

Passiamo poi ad altre criticità sottolineate dalla senatrice Gaudiano.

Si specifica che l'articolo 1, comma 1, sancisce senza ombra di dubbio, grazie a un emendamento inserito proprio dalle opposizioni, che è sempre consentita la critica politica e non è considerata antisemitismo.

Sempre in merito all'intervento della senatrice Gaudiano, personalmente esprimo un grande rispetto nei confronti di chi ha parlato della questione della Flotilla e dei problemi della Striscia di Gaza, che non sono ovviamente oggetto del provvedimento in esame. In questa sede parliamo del contrasto all'antisemitismo e della protezione delle persone ebree che vivono nel nostro Paese e che non possono essere ritenute colpevoli di fatti che non hanno commesso. La comunità ebraica del nostro Paese non può essere considerata responsabile in base ai vari punti di vista politici. Pertanto, io terrei separate le due questioni, perché l'obiettivo di questo disegno di legge non è certo risolvere i problemi della geopolitica contemporanea.

Per quanto riguarda il fatto che non si parli di altre forme di odio e tutte le critiche relative al fatto che non si debba separare l'antisemitismo dalle altre forme di odio - mi riferisco, ad esempio, all'intervento della senatrice Camusso - vorrei precisare che il motivo per cui vi è un disegno di legge solo sull'antisemitismo è perché, anche se non è l'unica forma di odio, è la forma di odio più lunga e più continua nella storia, con persecuzioni che sono state trasversali e giustificate teologicamente, culturalmente e anche pseudoscientificamente. Ricordiamo - ahimè - gli atroci esperimenti su bambini che venivano fatti durante la Seconda guerra mondiale dai nazisti. L'antisemitismo non è solo odio, ma è anche una teoria del complotto strutturale, che ha prodotto un genocidio "industriale" nel cuore dell'Europa moderna, la Shoah, e poi l'Olocausto. L'antisemitismo cambia forma nel tempo ed è proprio per questo che serve a mantenere la definizione aggiornata nel contesto.

Senatrice Camusso, non si cancella l'onta; nessuno, neanche fra duemila anni, potrà cancellare neanche un grammo di onta. (Applausi). Non è questo ciò che possiamo fare noi, non possiamo tornare indietro nel tempo, purtroppo, e non possiamo cancellare il dolore che ancora oggi stanno vivendo i sopravvissuti, tra cui la nostra collega, presidente Segre. Ma ci assumiamo una responsabilità, come classe politica, nel dire che chi era discriminato solo perché nato ebreo - solo perché nato ebreo! - oggi deve essere tutelato. Come già detto, ho e abbiamo non complessi di colpa, ma solo il senso della responsabilità.

Ha detto una cosa molto interessante anche il senatore Delrio, ossia che quello che inizia con gli ebrei non si ferma con gli ebrei. Non togliamo niente a nessuno, ma è un primo passo che compie la nostra democrazia.

Ringrazio il senatore Gasparri che, nel suo intervento, ha specificato la rinuncia ai suoi emendamenti. Ricordo che nei testi presentati dai senatori Romeo e Scalfarotto non erano presenti norme penali; nel testo base era presente, invece, l'articolo 3 sulle manifestazioni, che è stato espunto, e il senatore Gasparri, che aveva presentato un suo disegno di legge, vi ha rinunciato, e quindi lo ringrazio per aver cercato di arrivare a un consenso più ampio.

Il senatore Cataldi ha detto che questo disegno di legge sarebbe nato per proibire le manifestazioni di piazza. Noi abbiamo cancellato l'articolo 3, ma comunque l'articolo 3 non proibiva le manifestazioni di piazza: voleva evitare episodi di antisemitismo nelle manifestazioni di piazza, non la libera critica al Governo di Israele o a qualsiasi altro Governo. Si parlava del rischio potenziale di antisemitismo, non della critica politica. Quindi bisogna dire le cose come stanno, perché non si può reinventare un testo che non c'era. Comunque abbiamo cancellato quell'articolo.

In ogni caso, con questo disegno di legge, non è possibile silenziare il dissenso - anche questa è stata una critica - perché, dal momento che il testo non prevede sanzioni, né penali, né amministrative e neanche disciplinari, mi chiedo come sia possibile proibire il dissenso.

Al limite, uno può anche formulare un'espressione che qualcuno può ritenere antisemita, ma l'obiettivo è il contrasto nei vari settori, dalle istituzioni alla società.

Sulla Dichiarazione di Gerusalemme, visto che è stata sollevata una critica dal senatore Cataldi, è stato spiegato bene dal senatore Terzi di Sant'Agata che tale definizione, che è anche oggetto di alcuni emendamenti per l'Aula, che è da rispettare ed è posteriore alla definizione operativa dell'IHRA, essendo del 2021, non è stata accolta da nessun Governo e, soprattutto, alla sua definizione non ha partecipato la rappresentanza di nessun Governo. Quindi, non nasce da un organismo governativo e non è uno strumento operativo. È stata pubblicata da un gruppo di accademici. Oltretutto la Dichiarazione di Gerusalemme è stata pubblicata posteriormente, ma la definizione operativa di antisemitismo dell'IHRA è stata redatta anche grazie al contributo del Governo italiano. È stata firmata a Bucarest nel 2016 e chi c'era al Governo a maggio del 2016? Mi risulta che fosse il Governo Renzi. L'ambasciatore incaricato dal Governo ha agito in nome e per conto del Governo italiano e ha sottoscritto la definizione operativa dell'IHRA. Questo non significa che quella definizione sia assolutamente sbagliata, ma non è possibile aggiungerla - o ci sarebbero problemi integrativi - né sostituirla, perché non è stata approvata da un organismo chiave con delle rappresentanze internazionali e governative al suo interno tra cui l'Italia. Questa mi sembra è una spiegazione esaustiva e immagino anche plausibile.

È vero che sono state avanzate delle critiche sul fatto che questa legge non abbia previsto un fondo; anche a me piacerebbe che tutte le leggi che facciamo prevedessero dei fondi, perché le rendono sicuramente più operative, ma non è neanche detto che in futuro non si possa prevedere. Quello che non siamo riusciti a fare oggi - e di problemi ne abbiamo risolti parecchi fino a dieci minuti fa - magari potrà risolverlo qualcun altro dopo di noi. Non ritengo - come ha detto il senatore Parrini - che questo non sia un provvedimento utile, nonostante non preveda un fondo. Alla critica del senatore Parrini sempre sull'IHRA penso di aver risposto rispetto a com'è stata adottata e sul ruolo del Governo italiano nel relativo processo.

Quindi, mi auguro di aver risposto alle critiche formulate da tutti, cercando di entrare nel merito e avendo ascoltato con attenzione tutto quello che è stato detto. Alcuni interventi li ho trovati molto costruttivi e altri un po' pretestuosi. Adesso vedremo cosa succederà con l'approvazione degli emendamenti presentati per l'Assemblea. Vi ringrazio per l'attenzione. (Applausi).

Visto che stiamo attendendo i pareri della 5a Commissione sugli emendamenti, vorrei chiedere alla Presidenza una mezz'ora di sospensione per verificare le proposte emendative presentate per l'esame in Aula.


Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 17. Terzi di Sant'Agata

Link al Video.

N°15. <Sommario> N°17. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO


TERZI DI SANT'AGATA (FdI). Signor Presidente, ringrazio lei e gli onorevoli colleghi che sono intervenuti nel dibattito dai banchi della maggioranza e dell'opposizione. È stato, a mio avviso, un dibattito che ha dato molto ai lavori sul tema del contrasto all'antisemitismo. Ha dato molto certamente per la conoscenza e il richiamo di fatti storici. Oggi anche la bellissima ricorrenza del Purim, la festa della scelta e dell'impegno di fronte a un mostro che tramava già millenni fa, una Persia di allora completamente diversa da quella di oggi ma pur sempre identificata nel quadrante geografico culturale che è quello dell'Iran, è il ricordo delle sfide che il popolo ebraico ha dovuto incontrare per tutti questi millenni lungo la sua storia.

Queste sfide e questa storia sono state riprese da alcuni interventi, tra cui quello del senatore Delrio, che ho seguito con grande attenzione e devo dire anche con vivo interesse e condivisione. Quell'intervento, che poi è stato ripreso ampiamente da interventi molto autorevoli delle forze di maggioranza, come quello del senatore Gasparri, ha dimostrato come non si possa parlare di questi temi senza avere una visione profonda della storia, della realtà dell'antisemitismo, come fatto unico nella vita dell'umanità. Se non partiamo infatti da questo punto di relazione e di comprensione, che è un fatto di devastazione di valori ebraico-cristiani e classici, che sono i nostri, che sono i valori di Fratelli d'Italia e delle forze di maggioranza che lo sostengono; se non capiamo quanto questo mostro dell'antisemitismo sia una contestazione totale dei valori dell'Occidente, sui quali si fondano la nostra Costituzione, l'Italia e l'Europa, e se questo aspetto esce dal quadro, allora possiamo discettare su tanti sofismi, parole, interpretazioni e analogie. Penso ad esempio a quelle che sono state fatte aulla differenza fra la definizione dell'IHRA e la differente versione di questa definizione di antisemitismo e anche di modi di affrontare l'antisemitismo che è la Dichiarazione di Gerusalemme sull'antisemitismo di cinque anni fa.

Io sono assolutamente partecipe di questa intenzione di gran parte di coloro che hanno preso la parola e hanno lavorato in modo straordinario e voglio anche esprimere da parte mia un vivissimo apprezzamento al Presidente della 1a Commissione, senatore Balboni, alla relatrice Pirovano e al ministro Ciriani, che sono stati elementi portanti di questo lavoro così complesso, diciamo anche di avvicinamento fra le diverse posizioni.

Credo però che dobbiamo tenere ben presente la definizione di antisemitismo dell'International Holocaust Remembrance Alliance, da una parte, e quella della Dichiarazione di Gerusalemme, dall'altra: la prima è una dichiarazione fatta da 35 Paesi membri di quest'organizzazione, 10 osservatori e 7 rappresentanti qualificati internazionali, che hanno lavorato a lungo a questa definizione e al suggerimento di tutte quelle misure che vengono poi riprese ampiamente - vorrei dire anche letteralmente, perché c'è un richiamo diretto - nel disegno di legge che ci accingiamo a votare; l'altra è stata una dichiarazione messa insieme da una serie di personalità, anche autorevoli, ma che firmavano come individui singoli e come persone che si dedicavano a quell'aspetto da una diversa prospettiva, che è relativista - me lo lasci dire, signor Presidente - tanto da far temere che dietro quelle definizioni che, per esempio, riguardano l'antisionismo si celi l'antisemitismo. Ottima è stata anche la citazione di quella frase del presidente Napolitano, che ha detto che spesso sotto l'antisionismo si cela l'antisemitismo: non era certo parte di uno schieramento di destra, il compianto presidente Napolitano, ma è indicativo che il concetto sia venuto da quella voce autorevole. Allora la Dichiarazione di Gerusalemme precisa che, se si parla di boycott, divestment and sanctions, cioè di sanzioni indiscriminate che distruggono l'economia dello Stato d'Israele e di sanzioni che debbono boicottare, disinvestire e sanzionare quell'economia e se si parla di apartheid e si dice che Israele è uno Stato di apartheid com'era il Sudafrica, con la sua Costituzione che vietava l'accesso ai neri negli ospedali e qualsiasi possibilità di vita insieme nelle scuole, di fronte alla realtà israeliana, in cui invece palestinesi e israeliani vengono curati negli stessi ospedali, educati nelle stesse scuole e rappresentati nello stesso Parlamento (Applausi), allora di cosa stiamo parlando? Ma lo capiamo che siamo su mondi completamente diversi?

Ecco, è questo che mi mette un po' in preoccupazione, quando si chiede perché non ci può essere un voto unanime su questo disegno di legge, perché si continua a insistere su questi doppi standard nei confronti di Israele, che pure sono un elemento determinante nel capire molte volte quando l'atteggiamento è antisemita.

Da questo, signor Presidente, vorrei anche passare ad alcune considerazioni specifiche. Sono stati citati gli auspici importanti dalla senatrice Segre, che condividiamo tutti (io che faccio parte di quella Commissione, come alcuni dei colleghi che sono qui, non posso che condividere al massimo la ricerca di un consenso e di un atteggiamento comune). Ma perché è necessario un atteggiamento comune in questo momento? Siamo bersagliati - sollecitati, vorrei dire - da tantissimi conoscenti che vivono in un Medio Oriente in guerra e non riescono neanche tornare a casa (figli di amici, persone che sono lì per motivi di lavoro o altro, come viaggi d'interesse). Ci domandiamo da cosa nasce questo? Vogliamo ricordarci magari che in questa proiezione così lontana del Purim si è sempre dalla stessa parte, geopoliticamente? Se si poteva parlare allora di geopolitica, magari parliamo oggi di condizioni della storia contemporanea: lì c'è il più grande motore ideologico, militare, dittatoriale e razzista che vuole distruggere lo Stato d'Israele e gli ebrei nel mondo, esiste ancora lì.

Allora dobbiamo parlare anche di quello che avviene oggi. Cito tutte queste cose perché dimostrano che la discussione che abbiamo fatto oggi e il provvedimento che stiamo per approvare affrontano un nodo assolutamente centrale della nostra politica interna, della nostra società, dell'educazione dei nostri giovani, della loro formazione. Non è più tollerabile che ci siano piattaforme, vicini, famiglie che li lasciano educare all'odio contro gli ebrei senza reagire in nessun modo, che non ci sia nessuna barriera intellettuale, psicologica, educativa all'interno dei nuclei familiari, quando questi ragazzi arrivano a casa e dicono "abbiamo menato uno con la kippah" o quando ci sono delle situazioni aberranti come queste.

Signor Presidente, avrei ancora molte altre cose da dire, ma mi rendo conto che i tempi sono brevi, e mi avvio a concludere con un episodio che è accaduto nella mia città, in Lombardia, a Bergamo, la città di Giovanni XXIII, un grande Pontefice assurto agli onori degli altari, che nella sua esistenza, all'inizio, durante la guerra, aveva salvato personalmente migliaia di ebrei, tra cui moltissimi bambini. (Applausi). Questo grande Pontefice è stato l'inizio di una grande svolta con il Concilio Vaticano II, una grande svolta teologica e liturgica, ripresa poi dal Concilio nella dichiarazione «Nostra aetate», per modificare la visione degli ebrei da parte dei cristiani e ricreare quell'alleanza fra i due mondi, creare e mettere insieme questi valori. Ebbene in quella città, qualche mese fa, un gruppo di giovani, adolescenti, ha fatto una campagna sui social, proferendo, nei confronti degli ebrei e di Israele, delle frasi e delle parole che io non ho il coraggio di ripetere, ma come propaganda all'odio indirizzata proprio agli ebrei. Questo mi addolora profondamente, lo dico con dolore, non con polemica, perché non mi interessa la fazione politica, se ce n'era uno o se erano dei giovani che andavano in giro per i fatti loro, erano disorganizzati, non rispondevano neanche a nessuna disciplina di altre forze o di forze politiche. È una cosa che mi ha molto turbato e mi ha riportato al convincimento che un discorso fondamentale e una delle cose più importanti che stiamo facendo è votare questo disegno di legge e riconoscere che sono in ballo dei valori profondi, che non sono i valori giudaico-cristiani, ma quelli che sono dentro di noi, che devono essere nelle nostre teste e nei nostri animi: capire che è una sfida gigantesca della nostra società, del mondo in cui viviamo, della geopolitica e dell'essere insieme in un Paese libero. (Applausi).