martedì, gennaio 27, 2026

La costituzione consente di replicare a Liliana Segre?

La quale dice_

«"Oggi - ha detto la senatrice rispondendo alle domande di alcuni ragazzi - siamo arrivati a un'espansione dell'antisemitismo. Per cui la colpa risale a ritroso nella linea del tempo e ci tocca leggere frasi come 'le vittime di allora hanno perpetrato un nuovo genocidio". Un pensiero delirante e ripugnante alla base delle ritorsioni che stanno colpendo il Giorno della Memoria. Mi chiedo: 'si può parlare di Gaza nel Giorno della Memoria? Certamente se ne può parlare. Il valore universale degli insegnamenti che derivano dalla Shoa ci porta a riflettere sempre sulle tragedie e i crimini che ancora dilagano nel mondo. Si può, si deve parlare di Gaza, di Iran di Ucraina, di Venezuela e di Sudan, e di tutto ciò che offende la dignità e chiama in causa la nostra responsabilità di cittadini di un mondo globale. Il problema è un altro: non si può usare Gaza contro il Giorno della Memoria. Tentare di oscurare o alimentare o lasciar correre ossessivi tentativi di banalizzazione di distorsione e di inversione della Shoa non si può accettare che diventi una vendetta sulle vittime di allora"."Secondo Segre, "quello che ancora tutti non sembrano aver capito è che il Giorno della Memoria non è per gli ebrei. E' principalmente per tutti gli altri. Serve per ricordare la nostra storia, quello che fece l'Italia fascista di allora, la Germania nazista e molti stati europei contro le razze considerate inferiori, contro i più deboli e i diversi. Contro l'umanità. Il giorno della memoria è per ricordare i carnefici ma anche quelli che si opposero, e i giusti che tentatorono a costo della vita di salvare i perseguitati"

Noi crediamo di sì, e pertanto replichiamo:

1°) Con le le parole di altro ebreo, Moni Ovadia, già di un anno, forse non udite da Liliana, ma oggi ancora più pesanti di un anno fa:

««Il Giorno della Memoria ha fallito. È diventato una ricorrenza dedicata alla falsa coscienza, alla retorica e all’ipocrisia. Ricordare l’orrore nazi-fascista e le vittime dell’Olocausto è fondamentale, ma questo ci dovrebbe trasmettere il dovere di lottare contro ogni forma di oppressione. Oggi si deve ricordare la Shoah volgendo lo sguardo al presente, con il popolo palestinese che soffre e lotta contro il tentativo di essere sterminato»»

2°) Oggi l'antisemitismo non esiste, e si confonde strumentalmente fra antismistismo, antigiudasimo, antisionimo, che sono cose diverse distine cronologicamente e concettualmente: non esiste più l'antisemitismo, forse ancor un poco l'antigiudasimo, certamente esiste l'antisionismo, il quale - dice Ilan Pappe - non solo è lecito, ma doveroso.

3°) La Colpa, se esiste, è di chi un genocidio lo compie, non di chi ne è stato o ne è totalmente innocente. Di tutti è solo il "peccato eriginale" che per chi è di religione cristiana è stato redento dal sacrifico di Cristo. Resta - secondo il punto di vista cristiano - per gli ebrei che non riconoscono Cristo. E questo da parte dei cristiani può essere una forma di anti-giudaismo, ma che però non comporta nessuna persecuzione o simile.

4°) Oggi gli ebrei, almeno quelli israeliani, sono colpevoli del genocidio che ancora perdura in Gaza ed i cui effetti si protrarranno ancora per parecchi anni, in pratica per sempre.

5°) Oggi gli ebrei non possono venirci a parlare della Shoah come cosa che riguarda tutti: può riguardare quelli che ne furono vittime, e chi ne fu responsabile. Ma non ha senso che lo facciano, quando oggi essi sono reswponsabili di un ben più grave genocdio che si compie davantoi agli di tutto il mondo.

6°) "Delirante" e "repugnante" cosa e chi? Non è chiaro!

7°) Dove si trova la frase virgolettata:

''le vittime di allora hanno perpetrato un nuovo genocidio"?

In senso rigorosamente cronologico è alquanto improbabile, a meno che non si intenda che quale odierno "sopravvissuto" non approvi e copra ciò che in Gaza si compie. Per capire meglio il contesto bisognerebbe avere la fonte, che Liliana non cita, e che noi non andremo a cercare.

7°) Il Giorno della Memoria non aveva senso quando fu istituito a forza dall'ebreo Furio Colombo, e ne ha assai meno oggi, a meno che non sia consentito ad ognuno di stabilire Lui quale debba essere la sua Memoria. È quanto mai logico e naturale che dal Mitico 7 Ottobre Memoria sia quella iniziata l'8 Ottobre ed ancora viva e vegeta di uno spettacolo che non è cessato e che è destinato a restare perpetuo: il Genocdicio di Gaza non sarà mai "passato" ma resterà sempre presente, almeno per tutto l'arco della generazione che l'ha visto, vissuto, sofferto.

8°) Bontà di SE Liliana, per fortuna, di Gaza ci è concesso parlare!

9°) Le relazioni comparative fra Auschwitz e Gaza sono assolutamente ovvie e logiche! Ed è censura proibirle o stigmatizzarle!

10°) Chi non riconosce da una parte i valori universali non può pensarli di ritrovarli dall'altra: i Valori Universali se sono universali stanno dall'una e dall'altra parte, se no sono valori di parte! Ma non può essere che i valori universali di una parte venbgano importa con la forza, la prigione, il terrore, l'intimidazione all'altra parte. Questo è stato fino ad oggi il Valore Universale da quando lo volle Furio Colombo, ma oggi il Valore Universale è nella sofferenza di Gaza, e lo era già quando durante Piombo Fuso un padre sollevava al cielo come un tizzone il suo bambino bruciato da una bomba al fosforo. Ritengo che questo sia un simbolo per ogni piazza d'Italia per ogni 27 Gennaio che ancora si voglia celebrare: Furio lo ha voluto ed a Furio Colombo ritorna!

11°) Ma come? Noi che protestiamo per fermare il genocidio in Gaza non siamo "giusti"? Siamo "ingiusti" verso Israele, che il genocidio lo compie? È piuttosto difficile seguire la logica di questa Signora nominata da Mattarella per meriti illustri che non riusciamo a cogliere?

12°) INFINE, ma non in ultimo per importanza, e vi ritorneremo sopra con post autonomi, dedicati, di approfondimento, è da dire in opposizione all'ideologia di regime, diffusa dal Presidente Mattarella, cui si deve la nomina a vita della Senatrice Segre, in giù giù fino ad ogni ente che è alla dipendenze del governo in carica, è da dire che nel concetto tecnico giuridico di genocidio, come definito da giuristi, storici, esperti l'elemento più importante che definisce e caratterizza un genocidio è la sua "intenzionalità". Orbene se si compara la documentazione scientifica e probatoria dell'«Olocausto Nazista» con la corrispondente documentazione dell'«Olocausto Sionista», addirittura ancora aperta ed in corso, si constata che la disparità è immensa: esigua e dubbia e controversa (Storici Revisionisti = Negazionisti = Galera) per la parte tedesco/nazista, smisurata e di evidenza empirica per il genocidio in corso a Gaza, in Cisgiordania, in tutto il Medio Oriente, in tutto il mondo dove il Mossad compie impunemenet "omicidi extragiudiziali". Sono cose che capisce anche un bambino delle scuole elementari, di quelli che vengono portati "in gita" ad Auschwitz, dove se appena appena sono un poco intelligenti ne trarranno conclussione diverse se opposte da quelle che le "brave" maestre tentano di inculcare loro, avendo poca stima e dignità del loro ruolo. Nota: non per nulla nel corso delle audizioni sui quattro ddl per la trasformazione in legge del decreto dell'IHRA (= chi parla male di Israele commette reato di antisemitismo, quindi galera) l'unica voce in dissenso è stata quella di Simon Levis Sullam: è ebreo, ma non si qualifica come ebreo e non parla e si qualifica come ebreo, ma come storico italiano, professore a Venezia, cittadino italiano; egli chiede che venga depenalizzato il reato di "negazionismo". È convinto che vi sia stato,  ed il suo lavoro storiografico è finalizzato alla sua dimostrazione, ma non vuole aver ragione perchè chi sostiene il contrario, o anche tesi un poco diverse viene messo in galera e considerato un pericoloso criminale.  È allucinante, ma è così ancora oggi nell'anno di Nostro Signore Gesù Cristo 2026. Non ci è bastato il processo a Giordano Bruno, a Galileo Galilei, non ci sono bastati secoli di messa al rogo di streghe ed eretici.

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