sabato, dicembre 02, 2006

La manifestazione dei 2 dicembre. Testimonianza con immagini: c'ero anche io!

Ho partecipato alla manifestazione in piazza San Giovanni in Laterano. Abito in Roma e sono uscito da casa dopo pranzo per andare incontro agli amici che venivano dalla da Scilla e partivano dai Colli Albani. Li ho attesi a piazza re di Roma, ma poi appena saputo dove si trovavano sono andato loro incontro raggiungendoli in piazza Pontelungo. Il telefonino, quando riusciva a funzionare, è stato prezioso per poterci ritrovare nel gran mare di manifestanti. Una nota generale della manifestazione è stata l'assenza di qualsiasi ombra di violenza verbale. Il cartelli erano numerosissimi. Ho scattato tutte le foto della mia ixus 55 che consente anche di fare filmati. Qui di seguito do una selezione delle foto che mi paiono migliori. In Roma ho per quasi trent'anni vicinisso alla piazza, di cui conosco le affluenze. Non sono in grado di dire quante fossero le persone, ma posso testimoniare che raramente ho visto tante gente. Un modo per misurarlo è la densità per metro. Dappertutto vi era quasi la stessa densità. Io ho preferito all'allontanarmi e mettermi sotto la statua di San Francesco, quando Berlusconi ha iniziato a parlare. Prima però ho girato per tutta la piazza per rendermi conto della presenza. So distinguere le facce romane da quelle forestiere, che erano la stragrande maggioranza dei partecipanti. Ho detto bene: partecipanti. Direi che fosse abbastanza diffusa la consapevolezza di essere lì per farsi vedere fisicamente e dimostrare di esserci. La sinistra, i sindacati, i comunisti si sono troppo abituati all'idea di essere loro soltanto i mobilitatori di masse. La manifestazione di oggi ha dimostrato che non è così e volendo si può essere anche più numerosi. Vi è però una differenza importante: manca la minacciosità. La manifestazione non era rivolta contro altri cittadini. Non vi erano ceti sociali che si considerano avversari e contro cui si intendeva protestare. In san Giovanni era presente tutto il popolo italiano in tutte le sue componenti. Do adesso la migliore selezione di foto, riservandomi a mo di didascalia ulteriori impressioni. Mi dispiace di non aver portati altri caricatori e batterie della piccola ixus, che si è scaricata rapidamente: 300 foto più una serie di filmati, che però non possono vedersi in questo blog.

1. Corteo proveniente dai Colli Albani.

I commenti di Prodi. Prodi dice che alla manifestazione del 2 dicembre vi siano stati solo insulti verso di lui e che lui con la sua finanziaria ha fatto anche gli interessi dei manifestanti in quanto anche loro – bontà sua – sono cittadini italiani, che non possono sottarsi all’obbligo di pagare le tasse da lui stabilite per diritto divino. Due osservazioni mi vengono ora in mente: A) gli insulti di cui si lamenta sono state semplici e legittime critiche a lui rivolte. Ciò che ho visto e sentito non ha niente di paragonabile a tutte le tonnellate di fango gettate su Berlusconi a parti invertite. Ricordo soltanto il già ministro della giustizia Diliberto che parlava del capo del governo italiano come di uno “sguattero” degli americani, offendendo lui comunista gli sguatteri che dovrebbe rappresentare, il capo del governo italiano in carica, lui stesso per essere stato ministro, gli italiani tutti per la caduta di stile e di immagine. E senza voler entrare nelle ragioni o torti della guerra in Iraq. B) Ha dell’assurdo la fiducia che Prodi pretende per se: i frutti della cura da cavallo verranno dopo. Siete pazzi a non capirlo. Io questa fiducia in Prodi non l’ho mai avuta e sono proprio in tanti, anche nella sua coalizione, a non dargliela. Per tutti Capezzone: non si può proporre al paese una finanziaria tutta di tasse e senza nessuna riforma strutturale. Chiede sacrifici agli italiani. Ma perché non ha incominciato con il tagliare i costi della politica? – L’uomo Prodi mi sembra una sorta di re travicello, dietro di cui si nascondono interessi che non hanno nessun interesse allo scioglimento delle camere e a nuove elezioni. Verrebbero a perdere la loro poltrona e si dovrebbero di nuovo cominciare le danze. Penso che sia questa la vera e unica ragione se il governo Prodi farà tutti gli anni della legislatura.

2. Nei pressi di Piazza Pontelungo.

Le ironie sulla spallata e sui frutti che matureranno. Ognuno vede le cose nel modo che più gli conviene. E’ un fatto psicologico necessario per prevenire e combattere la depressione. Che nessuno dei presenti in piazza San Giovanni credesse alla “spallata” dipende dalla convinzione che chi si trova in sella non vuol cader giù. I privilegi dei deputati sono tali che per nessuna ragione al mondo essi vi rinunceranno per senso del pudore o per scrupolo di coscienza. I manifestanti possono anche “restare in mutande” dopo il salasso finanziario, ma i parlamentari dall’estremma destra all’estrema sinistra non avranno il problema di dover sbarcare il lunario come quegli scostumati dei manifestanti che si sono permessi di manifestare. Il discorso sui frutti che matureranno è politicamente assurdo. Già in una famiglia neppure il padre è sicuro che i sacrifici oggi imposti a tutta la famiglia produrranno i loro risultati. Figuriamoci la fede che ai figli si chiede. Ma non è lecito il paragone fra Stato e famiglia. Si tratta di un antropomorfismo di cui certamente non si avvantageranno gli italiani che nel frattempo morranno. Certe decisioni richiedono poi la simultaneità. Di certo oggi ci sono le tasse che gravano su tutti. Cosa ci riserverà il futuro è cosa da vedere, ma intanto al presente di fiducia non solo non ne ha fra quanti gli hanno manifestato contro ma pare ne stia perdendo sempre di più fra quelli che lo hanno votato. E dunque vi è poco da ironizzare.

3. Sulla via Appia Nuova. Enrico La Loggia.

Al centro fra i quattro uomini che sono guardie del corpo si vede di profilo Enrico La Loggia, che si è unito al corteo di quanti venivano dai Colli Albani. Accanto a lui che però non si vede in questa foto, ma nella successiva, era pure il coordinazione nazionale di Forza Italia Sandro Bondi.

4. Sandro Bondi in via Appia Nuova.

In questa foto si vede invece al centro Sandro Bondi, in mezzo alla folla, ma protetto dai quattro uomini di guardia che si trovano davanti a lui. Mi stavo avvicinando, per chiedergli se riceve la mia posta, ma mi sono subito accorto dell'ineguaglianza naturale, morale e politica che esiste fra gli uomini, ben descritta due secoli fa dal mio copmpaesano Francescantonio Grimaldi, malgrado tutta la retorica costituzionale sul principio di eguaglianza. I quattro uomini appena captata la mia intenzione, si sono messi in posizione immaginando magari che io avessi cattive intenzioni. Mi sono subito riportato alla realtà delle cose, ma non senza sorridere sulla situazione di fatto.

5. Via Appia Nuova

• Non so cosa sia stato l’editto bulgaro, che avrebbe avuto fra le sue vittime proprio Michele Santoro, adesso ritornato in auge più baldanzoso di prima. Quello che so è che il suo è un cattivo giornalismo, che non informa ma distorce e offende gli avversari politici. Michele Santoro è un tipico intellettuale organico di una sinistra che si è lungamente preparata all’occupazione del potere. Non per cederlo democraticamente in una logica di alternanza, ma per detenerlo il più a lungo possibile, magari per secoli. Ho visto la trasmissione di Santoro sulla manifestazione del 2 dicembre alla quale ero io stesso presente e dove i giornalisti santoriani non sono certo venuti a intervistarmi, ammesso che in mezzo ad una folla così grande avessero potuto trovarmi. Quello che vorrei dire a Santoro e gielo dico idealmente dimostra la sua mancanza di deontologia giornalistica. Sarei tanto lieto se un nuovo salutare “editto bulgaro” non si limitasse a mandare a casa solo lui, ma abolisse l’ordine dei giornalisti, voluto guarda caso proprio da Mussolini. La professione giornalistica dovrebbe essere aperta a tutti. O meglio chiunque sia in grado di scrivere quattro parole e di pronunciare quattro parole dovrebbe poter dare la sua versione dei fatti di cui egli è protagonista o dei quali è testimone. Invece assistiamo attraverso la televisione di stato a programmi demenziali che hanno lo scopo di alterare la verità dei fatti e di istupidire il popolo dei telespettatori che non hanno informazione alternativa e possibilità di contradditorio. Nel caso specifico dell’imponente manifestazione Santoro ha tentato di delegittimarne il valore politico andando a pescare nelle motivazioni individuali che possono aver spinto ognuno a partecipare alla manifestazione. Resta indiscutibile ed inconfutabile il fatto pubblico di una imponente manifestazione CONTRO Prodi e la sua paternalistica finanziaria. Io che nei pressi di piazza san Giovanni ho abitato per quarant'anni posso dire di non aver mai visto tanta gente. Ma anzichè prendere atto del fatto indubitabile il faziosissimo girotondino Santoro ha sparso la notizia che tutta questa gente proveniente da tutta Italia si sarebbe riunita in piazza san Giovanni per lucrare un panino a testa: muovendomi da Roma e non dall'estrema Calabria testimonio solennemente per la storia e per i posteri che non ho mangiato nessun panino, ma ho pranzato a casa mia con cibi da me comprati il giorno prima. Non mi scandalizzo se quanti sono partiti la sera del giorno prima abbiano mangiato qualche panino a spese dell'organizzazione partitica, che peraltro gode di più cospicui rimborsi elettorali presi dalle tasche di quanti erano in piazza san Giovanni. Alla diffamazione dei panini si è uniti l'ex PM Di Pietro, che in un primo tempo faceva finta di rispettare l'indubbia manifestazione di popolo e che evidentemente giudica legittime e rispettabili (la pro-Sgrena!) le manifestazioni santificate dalla sua presenza. Santoro impunibile nella sua faziosità è poi andato perfino a pescare una vetero comunista della Garbatella per farle dire che piazza San Giovanni appartiene ai comunisti e che nessun altro è autorizzato ad andarvi a manifestare. Che la manifestazione del 2 dicembre sia stata ben più numerosa di quella dei girotondini, a cui ha preso parte lo stesso Santoro, lo si può vedere dalla foto girotondina, dove si vedono i girotondini seduti sul prato antistante il palco: la densità per metro quadrato del 2 dicembre non consentiva a nessuno di stare seduto, se non voleva finire schiacciato. Infatti, si sono sentiti male quanti erano abituati a considerare la piazza come appannaggio della sinistra. La destra o il centro sono quelli che se ne stanno a casa e non fanno scenate per le strade. Ricordo perfino la mia primissima immagine televisiva di Bertinotti, che non riesco a pensare come presidente della Camera dei Deputati, il quale teorizzava come di destra l’immagine natalizia della distribuzione dei panettoni in una fabbrica padronale (e non ancora soviettizzata) mentre era di sinistra l’immagine di lavoratori in piazza e per le strade con striscioni di protesta contro un “datore di lavoro” che appunto era tenuto a dare lavoro e stipendio a lavoratori che non sapevano far funzionare i soviet.

6. Piazzale Appio

Il mio punto di osservazione privilegiato è stata la porta di San Giovanni. Avrei potuto scegliere altri punti di accesso alla piazza: via Emanuele Filiberto o via Merulana e altri ancora. Mi sono tenuto lontano dal palco ed ho fatto tutto il giro della manifestazione, scattando foto fino ad esaurimento della scheda. Quelle che qui si vedono sono una selezione di 300 foto. Non è possibile purtroppo riprodurre i filmini di circa un minuto ciascuno di ripresa. La tecnica di ripresa è stata volutamente concentrata sull'attraversamento degli archi per poter studiare i volti dei partecipanti. Ho abitato per quarant'anni nei pressi di piazza san Giovanni, in fondo alla vicina via Sannio. Ho visto numerose manifestazioni e sono in grado di distinguere la diversa antropologia dei manifestanti, il loro stile, la loro sociologia. Devo ammettere che i sinistri hanno più tradizione ed esperienza in fatto di piazza. Ma adesso hanno costretto ai loro metodi anche gente che forse si vergognava un po' a questo genere di manifestazioni. Sono stati però capaci di far scendere in piazza perfino un professore universitario (lo sono anche io, ma non mi conto), intervistato da Ballarò, che dichiarava pubblicamente il motivo della sua protesta: non so se anche lui abbia mangiato un panino da viaggio. Ce ne voleva per indurre tanta gente restia a scendere in piazza!

7. Giuseppe Laganà di Scilla con amici.

Si vede nella foto l'amico Giuseppe Laganà di Scilla con altri saliti su un pulmann e partiti tutti da Scilla alle 11 della sera precedente. Altri pullmanns sono partiti più tardi e non sono giunti in tempo alla manifestazione. Vi era infatti il problema del parcheggio del pulmann. Il pomeriggio del 14 dicembre mi trovavo con lui nel corso di Reggio Calabria ed ho potuto ascoltare la protesta di altre persone che volevano venire alla manifestazione del 2 dicembre, ma si lamentavano di non essere stati avvisati. Non hanno fatto menzione dei ricchi panini che si potevano mangiare.

8. Vista di Porta San Giovanni da piazzale Appio.


9. Ingresso da uno degli archi di Porta san Giovanni.


10. Ingresso in piazza di Porta San Giovanni.


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