venerdì, maggio 18, 2007

Magdi Allam: Viva Israele.

Versione 1.1

Non posso qui riferire le espressioni testuali con le quali ho accompagnato l’acquisto dell’ultimo libro di Magdi Allam, ampiamente publicizzato. Alla cassiera che mi chiedeva perché acquistavo un libro che così visibilmente non mi piaceva. Ho tentato di spiegare che i libri non si acquistano necessariamente perché piacciono, ma anche per criticarli, soprattutto quando si fa un mestiere che in qualche misura consiste nel mettere in guardia gli incauti davanti ai cattivi libri. Ho avuto notizia del libro giusto l’altra sera mentre se ne faceva complice pubblicità a Dieci Minuti del TG2. Ne ho immediatamente compreso il contenuto e la sua collocazione come VI Sezione di quella critica al sionismo che mi sono proposta. Considerando il personaggio, per l’idea che me ne sono già potuto sufficientemente fare, dal libro non vi sono da aspettarsi abissi insondabili di pensiero. È un libro di guerra, redatto a scopo di propaganda, per orientare l’opinione pubblica italiana a favore di Israele nella sua guerra con il mondo arabo da oltre mezzo secolo. Una guerra la si combatte con le armi materiali e con le armi intellettuali. Non mondo attuali sono più importanti le armi sottili che riescono a penetrare nella formazione cerebrale dei giudizi e dei valori. Ben lo sanno gli strateghi del Pentagono e di Gerusalemme. Contro queste armi nessuno si salva. La deliberata ignoranza non è una soluzione, perché è una forma di autoesclusione. La lotta è rischiosa. Proprio oggi ne è una lampante dimostrazione la chiusura dell’Università di Teramo, dove avrebbe dovuto tenere una Lezione il famigerato Faurisson, nemico giurato degli israeliani. Si sono mobilitati perfino i servizi segreti e le autorità accademiche hanno ceduto davanti a pressioni superiori alle loro forze ed al loro coraggio oltre che al loro scarso amore per la libertà di pensiero e di ricerca. Tutto sommato un Faurisson, e con lui un Moffa, non vale uno “scontro di civiltà”. Leggo oggi la recensione in tre puntate (ma continua) di Salamelik. Seguo per necessità di cose un metodo diverso dal suo. Potrei leggere tutto il libro e così anche quelli di Ottolenghi, Nirenstein, Panella ed altri che stanno uscendo direi secondo un piano stabilito in Israele (penso al recente libro di Valori, di cui spero di risparmiami l’acquisto) in meno di un’ora: non ci vuole di più per rendersi conto della loro consistenza. Ma se devo criticarli ogni loro pagina merita la matita rossa. Se non segno subito, poi me ne dimentico o meglio la mia mente segue altri e nuovi interessi, dimenticando i vecchi, per i quali nel caso specifico vale il motto dantesco: “Guarda e passa!” Il metodo, giusto, di leggere prima tutto il libro e di fare poi la recensione, lo seguo per altri libri. Ho infatti così fatto per le numerose recensioni di libri scientifici da me pubblicate nelle riviste da me diritti. Tra i due generi non è possibile un confronto e può essere diverso il metodo per recensirli.

Letteratura collegata:
1. Salamelik: Viva Israele. O tempora o mores! Puntata I; II; III;


Sez. IV
MAGDI ALLAM

Viva Israele
Dall’ideolologia della morte alla civiltà della vita: la mia storia

(Mondadori, maggio 2007, pp. 201)

(segue)

Letteratura collegata:
1. Salamelik: Viva Israele. O tempora o mores! Puntata I; II; III;

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In seguito ad un evidente tentativo di introdurre anche in Italia leggi liberticide, che in pratica annullano la libertà di pensiero, si è costituito dopo i gravi fatti di Teramo un apposito Comitato per la libertà di pensiero, di cui con il nome “Civium Libertas” è stato costituito un gruppo di discussione. L’adesione al Gruppo di discussione coincide con l’adesione al Comitato, formalmente costituitosi in Teramo il 16 giugno 2007. Si può qui ascoltare l’Audio del convegno durato circa 4 ore.





1 commento:

Marco S. ha detto...

La invito, durante la stesura della sua critica, a leggere questi commenti di Sherif El Sebaie sui pamphlet sionisti e razzisti di Allam, tra cui "Viva Israele".

http://salamelik.blogspot.com/search/label/Magdi%20Allam

La più "spassosa" è la lettura critica del suo precedente lavoro, "Io amo l'Italia".

http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-i.html

"Mi ha colpito molto il capitolo in cui descrivi le anticamere e le attese (addirittura di sei mesi) per questuare una candidatura (con tanto di condizioni da parte tua, sintomo – se mi permetti - di smisurata presunzione e di assenza di contatto con la realtà) presso il presidente Berlusconi per poi uscirtene dalla sua residenza con un pacco di cravatte di Marinella sotto il braccio."

"Mi ha colpito molto la tua proposta di legge riguardo la concessione della cittadinanza agli immigrati in cui non solo proponi esami su esami che manco gli italiani doc riuscirebbero a superare, ma addirittura vaneggi una verifica retroattiva su chi ha ottenuto la cittadinanza a partire dal 1990 (chissà dopo quanti anni di tribolazione), provvedimento - credo e spero - che non ha precedenti in nessun altro paese e assolutamente fuori da ogni regola costituzionale e di umana dignità. Immagino si tratti di un provvedimento ad personam, e che tu abbia ottenuto la cittadinanza prima di questa data (A proposito, essendo “Italia” il nome di una nazione andrebbe con la “I” maiuscola, quindi correggi le scelte stilistiche della copertina del tuo libro. Mi sembra che la Fallaci altrove ti abbia già corretto il “per bene”)."

"Mi ha colpito anche il fatto che tu ti sia rifiutato di andare a Bassora a seguire la guerra del golfo, come altri tuoi colleghi, per paura di rimetterci la vita, salvo poi inneggiare un giorno sì e l’altro pure ad un conflitto in cui muoiono i figli degli altri, i figli di questa Patria che tu dici di amare."

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"Un giorno bisognerà riflettere sul ruolo del 'fattore Allam' nella politica italiana." Così Stefano Allievi, docente di sociologia a Padova, esperto di Islam ed immigrazione e già consulente della Commissione Europea sui temi della pluralità culturale e religiosa (...).

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Buona lettura, ringraziando lei e Sherif El Sebaie per il martirio intellettivo che fate in nostra vece.