lunedì, febbraio 06, 2006

Islamismo e cattolicesimo

LETTERA APERTA
pubblicata in:
http://clubtiberino.blogspot.com/
come pubblico commento a:
http://www.ragionpolitica.it/testo.
4680.vignettisti_danesi_lasciati_soli_dall_europa.html
"I vignettisti danesi lasciati soli in Europa"

Caro Stefano,

Ho incominciato male la mia giornata. Mi sono messo a leggere il tuo articolo, che ho letto e riletto per capire dove vuoi andare a parare. Avrei voluto occuparmi di altro, ma ancora una volta sono caduto nella trappola della distrazione occasionale trascurando il lavoro serio. Riporto una tua frase di apertura:

«...l'islamismo dimostra ancora una volta di voler imporre la propria legge e i propri metodi ovunque nel mondo».

Potresti sostituire la parola "islamismo" con "cattolicesimo" ed il senso sarebbe storicamente più appropriato. Il cattolicesimo (che distinguo dal termine cristianesimo, con maggior fondamento della distinzione fra laico e laicista) nasce come atto impositivo dell'imperatore Teodosio, che ne ha fatto la religione ufficiale dell'Impero mettendo al bando la religione tradizionale dei romani e dei greci. Da allora il Cattolicesimo è cresciuto, si è sviluppato e consolidato all'ombra e per mezzo di un potere statale, che per molti secoli ha esercitato in nome proprio: la falsa donazione di Costantino! Credo proprio che senza questo apparato difficilmente avrebbe potuto durare nei secoli: la Gerarchia ecclesiastica dimostra ancora oggi questa natura del cattolicesimo reclamando sempre maggiori e più invadenti ed invasivi privilegi dallo Stato. Non una religione, dunque, ma un formidabile apparato di potere che ha poco da invidiare all'Islam e ad ogni altra religione. Di fatti sanguinosi e liberticidi è cosparsa tutta la storia del cattolicesimo. Di prepotenze ne subiamo ogni giorno con una sistematica invasione della sfera pubblica: come cittadino non ne posso più della presenza cattolica nella televisione di Stato e di regime, il cui canone sono obbligato a pagare. Non mi devo dilungare dove basta un minimo di cultura storica ed una sufficiente libertà di spirito per interpretare i fatti nudi e crudi. Il termine “liberale” non può essere messo accanto a “cattolico”, come appare in un manifesto di Ragionpolitica.it, cui riservo un commento a parte. Probabilmente, vi è maggior tolleranza nell'Islam per le altre confessioni religiose di quanta non ve ne sia stata nel cattolicesimo, che nasce come religione di Stato e non riesce ad essere altro che religione di Stato.

Leggo ancora nel tuo articolo quanto dici a proposito del "premier liberale danese", la cui colpa sarebbe di aver difeso la libertà di stampa, dissociando la sua responsabilità di premier liberale da quella del giornale, che egli biasima. Tu scrivi per Danimarca e Norvegia:

«... I due premier, insomma, sentono di dover chiedere scusa a nome personale, invece di far capire a chiare lettere che minacciare dei vignettisti per un disegno umoristico è un atto di barbarie che noi europei non possiamo tollerare».

E che volevi che facessero? Se avessero dovuto applicare come par condicio la legislazione concordataria cattolico-fascista del 29, nata a protezione della chiesa cattolica, avrebbero dovuto incriminare il giornale ed i vignettisti per aver offeso i simboli di una religione, che guarda caso questa volta non era quella cattolica. Volevi che dichiarassero guerra all'Islam? E del pari cosa volevi che facessero i regimi arabi? Che ti dicessero: «bravi! Continuate così!»


E prosegui: «E in Europa? Gli intellettuali tacciono». Ma di quali intellettuali parli? Credi che siano tutti dei baciapile? Credi che dipendano tutti da Ratzinger o che siano degli atei devoti alla Ferrara o dei filosofi alla Pera? Per fortuna non è come tu pensi e ti auguri che sia. Io sono solidale con i musulmani che in questo caso sono vittime. Chiedo scusa come cittadino italiano nella misura in cui posso essere responsabile per gli atti e le opinioni di miei concittadini.

Il tuo mi sembra un articolo fazioso. Mi conferma nell'impressione che in Ragionpolitica.it un manipolo di ratzingeriani sfegatati voglia tentar di far passare una ben individuata linea politica clericale come linea di Forza Italia. Dissento e mi oppongo. Sono ben altri i pilastri su cui ritengo debba poggiare Forza Italia ed il partito nuovo ed unico di cui Berlusconi ha parlato.

Antonio

PS 1 - Ho impiegato ahimé la mia mattinata a comporre questo testo. Gli interventi che ho mandato al "liberale" Ragionpolitica.it vedo al momento, come al solito, che non sono passati, mentre passano quelli "in linea". Meno male che esiste Blogger! Le mie personali opinioni sono per l'appunto opinioni e quindi opinabili. Lo so bene e ci mancherebbe altro che non fosse così. Non essendo dogmaticamente prevenuto, non avendo il dono della vistra fede, ammetto persino che il mio contradditore possa aver ragione e quindi che io illuminato dalle altrui argomentazioni possa ricredermi. Ma i ragazzi ratzingeriani-forzisti di Ragionpolitica.it semplicemente silenziano chi è di diverso avviso e poi come fa Stefano osannano alla libertà di pensiero e di stampa: la loro! Viva l'Italia!

PS 2 - Ho ricevuto una risposta privata alla lettera aperta. Ho risposto pure privatamente. Se il mio corrispondente è d'accordo, pubblicherò in un nuovo post o nei commenti la nostra corrispondenza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bravo! Apprezzabili argomentazioni.
C.