domenica, febbraio 12, 2006

La farsa elettorale

I cittadini italiani che si approssimano ad essere chiamati per l'ennesima alle volta alle urne mi appaiono come i famosi polli di Renzo che si beccano fra di loro. Quale che sia la lista vincente a me sembra che sia prevalente il fenomeno del trasversalismo degli interessi, presenti egualmente nell'una e nell'altra coalizione. Chi vuole si vada a studiare negli anni la posizione dei professori ordinari, forse meno nota alla gran parte del cittadini, ma anche la posizione della chiesa cattolica e del suo clero, grande e piccolo. Anzi quello piccolo, di paese, è ancora più illuminante. Ognuno potrebbe narrare episodi divertenti quanto realistici.

Solo pessimismo il mio senza nessuna soluzione? Da anni tento di offrirla. Mi sono persino iscritto ad un partito, quello di maggioranza relativa, per dire la mia stando all'interno del sistema. L'unica via che vedo è la mobilitazione dei cittadini non per mettere una croce sulla schedina del Totocalcio, ma per fare dibattito in tutti i luoghi pubblici, imparando a conoscere i termini dei problemi, chi sono gli uomini, quali i mezzi, quali gli obiettivi. Tutto questo non piace alle attuali dirigenze dei partiti, di tutti i partiti, che insieme costituiscono una consorteria, la consorteria massima, fra altre consorterie, le quali per la loro incapacità di pensare gli interessi comuni precipitano sempre più nella loro grettezza corporativa.

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