domenica, dicembre 30, 2007

Pubblica dissociazione da Stracquadanio e Padan in merito a denuncia Ucoi

Versione 1.3
Testo in progress

Sommario:

1. Premessa. – Già in altro post Giorgio Stracquadanio aveva attirato la mia attenzione per iniziative politiche non solo non condivisibili, ma a mio avviso prive di intelligenza politica. Che Stracquadanio sia in FI un pezzo grosso ed io no, è cosa che so bene, ma la cosa non mi turba affatto: giudico con la mia testa e faccio uso del mio voto anche in netto dissenso da Stracquadanio e di tutti i parrucconi presenti in FI. Di essi mi auguro si possa fare giustizia nel nuovo partito del Popolo delle Libertà. Ed è appunto dei principi di libertà applicati all’illiberale condotta dell'on. Stracquadanio che voglio discutere in questo post in costruzione, dove mi propongo di raccogliere tutta la documentazione a partire dall’agosto 2006 fino ad oggi. Eravamo allora in piena estate ed i giornali riportavano la notizia di un manifesto a pagamento, apparso sui quotidiani, dove l’Ucoi diceva che ciò che gli israeliani fanno verso i palestinesi ha poco da invidiare a ciò che i nazisti facevano nei lager dove venivano raccolti i lro prigionieri, non solo ebrei. Può essere questa una metafora, un modo di dire, ma su una semplice metafora, non già sui fatti cui la metafora intendeva richiamare la pubblica attenzione, era pronta la reazione propagandistica avversaria, che si è avvalsa di una legge (la mancino) di cui proprio per questo occorre chiedere la sua abrogazione: non tutela nessun diritto, ma si presta ad un uso aberrante e strumentale. Si innescava un meccanismo che vedeva il ministro Amato elaborare una sua carta di suoi valori che pretendeva imporre al suo prossimo. Di barbarie in barbarie si arrivava a Giorgio Stracquadanio e Lucio Malan,
deputati di FI, probabilmente a caccia di voti in ambiente ebraico.

Confortato dall’idea che potesse essere quello un principio assodato, un precedente giuridico, in data 4 novembre 2007 l’ineffabile ed inqualificabile Magdi Allam pensava di estendere la denuncia di Stracquadanio agli oltre 2000 intellettuali e cittadini italiani che firmando l’appello ed il manifesto “Gaza Vivrà” riproponevano la stessa equiparazione, sia pure in forma metaforica, fra Israele e il nazismo. Il “delirio verbale” di Magdi Allam si era subito scatenato al primo nuoversi dei due senatori italioti ed ecco cosa troviamo nell'immenso archivio della rete:
Inchiesta sull'Ucoii
Il coraggio di infrangere il muro della paura

Finalmente si è avuto il coraggio di infrangere il muro della paura.
[Meglio dire: la spudoratezza. E mi dispiace che a avere tanto spudoratezza siano stati due sentatori di FI, che per fortuna non capitano nel mio collegio]
Per la prima volta lo Stato italiano
[ma quale Stato! E ben altra cosa lo Stato.]
si trova costretto a guardare in faccia e a prendere posizione nei confronti della predicazione d'odio
[vi è più fanatico odio in un Magdi Allam che in tutto il Medio Oriente! Ed in ogni caso un’affezione del tutto umana così arbitraria e polivalente come “odio” non può dare contenuto positivo a leggi dello stato allo stesso modo in cui non può essere tradotto in precetto normativo il comandamento “ama il tuo prossimo” ovvero tutti i precetti evangelici. Questa è barbarie e regressione giuridica della quale è responsabile la lobby che si era nascosta dietro la legge Mancino e che a distanza di anni occorre ora individuare, se non altro per ragioni di carattere storico]
promossa dall’Ucoii, l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia.
L’Ucoi è il gruppo estremista
[è questa una qualificazione tutta e tipicamente magdialliana ("delirio verbale da tarantolati”, secondo una diagnosi di Gravagnuolo) e non una constatazione oggettiva, come quando si dice di un oggetto che è bianco, nero o rosso. Personalmente trovo estremiste tutte le esternazioni di Magdi Allam, mentre mi appaiono moderati ed equilibrati i documenti dell'Ucoi che finora mi è capitato di leggere, come ad esempio questo]
islamico che afferma di controllare l'85% delle moschee e di rappresentare la maggioranza dei musulmani in Italia. Non è stato per iniziativa del governo che, in considerazione dei difficili equilibri della sua eterogenea coalizione, ha da un lato condannato il manifesto in cui si equipara Israele al nazismo
[ma a porre questa equiparazione, puramente metaforica, sono in tanti, fra cui un personaggio come Avraham Burg, che è stato componente autorevole della Knesset, il parlamento israeliano. A voler essere rigorosi il nazismo è cosa storicamente e geograficamente delimitata, ma se il termino ha assunto connotati particolrmente offensivi, allora deve considerarsi anche l'uso frequente ed incontestato quanto scientificamente assurdo che dello stesso termine è fatto per equirare l’Islam, cioè un miliardo di persone, con il nazismo. Ricordo per tutti Carlo Panella, che ci ha scritto pure un libro, ed in ultimo a Roma Bernard Lewis, celebrato (da tipi come Magdi, non da me) orientalista. Lo stesso reato, se appena mette piede in Italia, dovrebbe venir contestato a Burg ed a tutti gli scrittori ed intellettuali che sempre più frequentemente trovano appropriato il confronto, che – ripeto – ha valore metaforico. Il linguaggio umano non può fare a meno dell'uso di metafore e se il legislatore vuol punire la metafora finisce per perdere di senso e di valore lo stesso concetto di una legislazione.]
ma, dall'altro, non intende allontanare l'Ucoii dalla Consulta per l'islam italiano,
[una barbarica ingerenza dello Stato nella vita interna delle confessioni religiose. Lascio immaginare a chi legge cosa succederebbe se la stessa pretesa venisse avanzata nei confronti della chiesa cattolica. Con una simile ignoranza istituzionale non capisco proprio come Magdi Allam possa fare da vicedirettore di un giornale importante come il Corriere della Sera. Tra i tanti misteri d’Italia bisogna aggiungervi anche questo.]
a meno che non sottoscriva una «carta dei valori» in cui, tra l'altro, si richiede di riconoscere l'unicità dell'Olocausto.
[Tanta bestialità richiede adeguata reazione verbale che non posso permettermi in base al mio codice di autodisciplina. Ma prego chi legge di fare ricorso alla sua immaginazione per dare consistenza alla mia indignazione di fronte ad una così folle pretesa che comporta il totale disconoscimento delle preoccupazioni che hanno allarmato tutti quegli storici che hanno visto annullato il loro libero ed onesto mestiere all'ipotesi di una introduzione di una verità di stato, alla quale si candida qui come Sommo Sacerdote il tarantolato Magdi Allam.]

Richiesta subito bocciata, in un'intervista rilasciata ieri al Corriere, dal portavoce dell'Ucoii, Hamza Roberto Piccardo, che già nel 2000 aveva definito l'Olocausto un disegno di Dio.
[Magdi Allam dimostra qui una grande ignoranza del problema, per il quale non posso io assumermi l’onere di fargli capire che che per suoi affari privati non intenderà mai comprendere]
L'atteggiamento governativo è discutibile perché se per un verso si prende atto, come ha fatto Amato, che quel manifesto «viola un sentimento fondante della democrazia italiana ed europea», per l'altro ci si dice pronti a condonare il reato all'Ucoii se ritratta e si impegna a non reiterarlo. Ebbene se il medesimo criterio fosse adottato su larga scala, si provocherebbe il suicidio dello Stato.
[Il suicidio dello Stato è già in atto ed è connesso proprio alle tendenze di cui Magdi Allam è espressione. Lo Stato italiano è un simulacro di Stato. Occorrebbe qui rinviare alla “cupidigia di servilismo” già denunciata da un padre costituente come Vittorio Emanuele Orlando. Da allora si è anadti di male in peggio fino a giungere alle odierne pretese di un Magdi Allam.]

E' in un quadro generale di incertezza politica e precarietà giuridica che l'iniziativa della Procura di Roma è doppiamente apprezzabile.
[Doppiamente deprecabile, a meno che non si risolva con una rapida archiviazione ed in una pubblica censura agli odierni sicofanti.]
Innanzitutto perché consentirà un pronunciamento chiaro sulla denuncia in cui si ipotizza il reato di istigazione all’odio razziale.
[Quale razza odia quale razza? L’unica razza detestabile ed odiosa è quella quella degli idioti. Ahimé una razza abbastanza numerosa.]
In secondo luogo perché ridà fiducia nella magistratura dopo una serie di sconcertanti episodi in cui, a dispetto della flagrante manifestazione di apologia del terrorismo, le procure non sono intervenute in ottemperanza all'obbligatorietà dell'azione penale.
[Già, l’obbligatorietà dell’azione penale, che come ognuno sa non esiste, mentre esiste l’arbitraria e discrezionale azione penale. In pratica, siamo nelle mani del buon senso di privati investito di un grande potere su altri privati. Questa sarebbe la certezza del diritto sulla quale possiamo contare. Peccato, che i Legislatori Stracquadanio e Pavan abbiano dato un nuovo contributo all’incertezza del diritto.]
Cito solo il caso di Nabil Bayoumi, il direttore della Moschea An-Nur di Bologna, affiliata all'Ucoii, che il 7 settembre 2005 intervenendo alla trasmissione Matrix su Canale 5 disse: «In Israele non esistono civili e nemmeno i bambini sono innocenti. (...) I kamikaze non sono tutti da scomunicare, specialmente quelli palestinesi. (...) Bin Laden dice cose condivisibili quando afferma che gli americani e i loro leccapiedi dei governi occidentali devono andarsene dai Paesi arabi ».
[E allora? Si può certamente non essere d’accordo nel giudizio, ma si tratta in fondo di un’opinione politica, perfettamente comprensibili se ci si pone dall'ottica di chi nutre quell’opinione. Dove sta il crimine? Nel non essere dalla parte di Israele, nel non voler inneggiare insieme con Magdi Allam: “Viva Israele!” e di conseguenza: “Muoia l’Islam!”. Non viene in mente a Magdi Allam che per ellissi può essere a lui stesso rivolta l’accusa di odio razziale, oltre che di ignobile tradimento della sua gente, che guarda caso lo considera un traditore?]

In teoria dal primo agosto 2005 chi fa apologia di terrorismo dovrebbe essere condannato alla reclusione da uno a sette anni e mezzo (articolo 414-1bis).
[Terrorismo? E che roba è? E chi è qui che fa del terrorismo? Magdi Allam sta parlando di se stesso? Si può vivere in Italia in un clima simile? Non è meglio che Magdi Allam se ne ritorni in Egitto e rinuncia ad una cittadinanza italiana che io mai gli avrei concesso? Devo subirlo come mio concittadino? Se si, allora si riceva il mio assoluto e netto dissenso accompagnato alla più ferma stigmatizzazione per una condotta incivile e contraria ad ogni principio di libertà ed umanità.]
Eppure contro Bayoumi non è stato adottato alcun provvedimento, né penale né amministrativo né politico.
[Eccolo, lo spregevole individuo che in odio al genere umano vuol vedere altri suoi simili condannati per un crimine che esiste solo nella sua testa. Inoltre, l'ineffabile parvenu ignora il principio della nostra costituzione secondo cui una qualsiasi persona è innocente fino a sentenza definitiva, non appena abbia ricevuto un’accusa nel folle tribunale della sua stoltezza]
Il perché di tanta reticenza a confrontarsi con i predicatori d'odio, pur nella consapevolezza che si tratta del primo anello di una catena che sfocia nella produzione dei robot della morte, ce lo spiega chiaramente Piccardo: «Facciamo paura».
[A fare a me paura non sono i Piccardo, ma i Magdi Allam che godono di ogni impunità e sono pure colmati di onori, protezione, ricchezza]
La verità è che questa classe politica, governo e opposizione, ha paura di confrontarsi con la fabbrica del terrore insediata all'interno delle moschee dell’Ucoii dove si predica la negazione del diritto di Israele all'esistenza,
[Magdi Allam è un esimio professore di diritto naturale, come si diceva una volta. La sua ignoranza è pari alla sua spudorata arroganza.]
si esaltano i kamikaze che massacrano gli israeliani, si promuove una identità islamica contrapposta all' identità nazionale.
[Scempiaggini degne dell’uomo ma indegne del “Corriere della Sera”, principale quotidiano d’Italia. Come siamo caduti in basso!]
Ed è così che si preferisce il compromesso a tutti i costi, l'importante è che in superficie regni un ordine apparente. Della realtà sottostante, la fabbrica ideologica del terrore,
[Terrore, diffamazione, denigrazione e delazione oltre che stupidità è quanto instancabilmente ma remunerativamente Magdi Allam inietta nel sistema dei media italiani]
che se ne occupi il futuro governo o la futura generazione.

Magdi Allam
26 agosto 2006»
Ciò alla data 26 agosto 2006. La nuova “notizia criminis” contro 2601 cittadini italiani, colpevoli di voler porre fine all’embargo genocida nella Striscia di Gaza, da lui data il 4 novembre 2007 non è stata ancora raccolta da nessun PM d’Italia, mentre si apprende invece che un gruppo di avvocati del Comitato “Gaza Vivrà” sta elaborando una richiesta per l'incriminazione del governo israeliano per crimini contro l’Unanità. In fondo, si tratta di chiedersi e di sapere se esiste o non esiste violazione dei diritti umani da parte di Israele. Delle numerosi condanne in questo senso da parte dell’ONU né Stracquadanio né Malan si sono minimamente curati: a loro interessa raccattere voti dove sembra facile ottenerne. Gaza, si è detto, è in pratica un immenso campo di concentramento a cielo aperto: perché i senatori Stracquadanio e Malan non si sono uniti al loro collega Sen. Rossi, del gruppo misto, per andare a verificare insieme a loro se l’allarme umanitario è fondato o meno? Basta che loro facciano denunce che tornano a loro eterna vergogna! Rispetto ai Lager nazisti mancano solo le camere a gas, ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite. Ma il genocidio è in atto e consiste in una politica deliberatamente mirata a far perdere agli arabi palestinesi la loro propria identità, un crimine peggiore dell'uccisione fisica. Che fanno gli onn. Stracquadanio e Malan di fronte a questa evidente violazione dei diritti umani? Sanno gli onn. Stracquadanio e Malan che una fetta consistente di parlamentari palestinesi, eletti in democraticissime elezioni svoltesi sotto controllo internazionale, sono imprigionati dal governo israleliano? Se il sen. Fernando Rossi chiederà loro come parlamentari italiani di far parte di una delegazione italiana di parlamentari italiani per anare a visitare nelle carceri israeliane i parlamentari palestinesi, cosa faranno? Si gireranno da un'altra parte? Non avranno né orecchie per sentire né occhi per vedere?

Ciò premesso, mi occorre tempo per ricostruire le prodezze di Stracquadanio e Malan, parlamentari di FI dai quali mi dissocio e dissento pubblicamente come elettore e tesserato, a partire in data 19 agosto 2006 dal famigerato manifesto Ucoi – giudicato offensivo per la sensibilità delle comunità ebraiche italiane – fino ai giorni nostri in cui al valico di Erez viene impedito ad una delegazione italiana di poter entrare nell‘«inferno di Gaza» per verificare le condizioni igienico-sanitarie del milione e mezzo di persone che vi sono rinchiuse e che muoiono giorno per giorno come conseguenza di un embargo genocida cui per servilismo è associato e responsabile anche il nostro governo, dal quale i cittadini italiani firmatari dell'appello umanitario si sono nettamente dissociati insistendo affinché l'embargo venga tolto ed il nostro governo dia prova di effettivo rispetto dei diritti umani.

(segue)

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