Mi sembra la strada giusta, ma non solo per il Quirinale e a condizione che si passi alla creazione del Partito del Popolo e si definisca sempre meglio il nuovo Contratto con gli Italiani, ossia che si definisca meglio il modello di società che si intende proporre. Ne sono sempre più convinto. Il livore contro Berlusconi è dettato dal suo essere estraneo alle spinte che hanno portati i più nell'agone politico: la brame dei soldi delle prebende pubbliche ed il potere sugli altri concittadini. Berlusconi non ha bisogno di questa spinta perché già possiede una ricchezza infinita e tutto il potere che per mezzo dei soldi si può avere sugli altri uomini. L'essersi intricato in politica può soltanto mettere in pericolo la sua posizione, non agevolarla. Se anche gli volessero togliere le televisioni (il pretesto) può sempre convertire la sua ricchezza in altri proficui settori. Insomma, questo argomento antiberlusconiano vale zero e non l'ho mai preso sul serio per un istante.
Il problema che io vedo è un altro. In virtù del potere che discende dalla sua ricchezza ha potuto attrarre intorno a sé una vera e propria corte dei miracoli di gente che gli volterà le spalle alla prima occasione. Nei miei pronostici gli UDC sono fra i primi, che lo hanno già incominciato a farlo e che credono di poter crescere sull'elettorato di FI. Il passo decisivo che a Berlusconi resta da fare è la stretta alleanza con il Popolo, ma non con messaggi pubblicitari. Egli deve autenticamente mobilitarlo, liberando quel movimento di cui si sentono depositari i Bertinotti e i Caruso. Vi è un ben diverso popolo che con quelle frange fanatizzate non ha nulla a che fare, ma che è ben più rappresentativo. E' fatto di gente con la testa sulle spalle che non è acceccata dall'deologia e dall'invidia sociale.
Questo tempo di opposizione si presta bene per costruire un nuovo soggetto politico: il Partito del Popolo. Se questa è la via, non occorre perdere tempo prezioso nei corridoi di Montecitorio.
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