sabato, novembre 25, 2006

Un requiem per Maurizio Crozza

Ho appreso ier sera del bavaglio messo a Maurizio Crozza. Il comico con un ultimo servizio muto, mentre raffigura per l'ultima volta il papa affacciato dalla solita finestra, comunica con un cartello che le trasmissioni sono interrotte e riprenderanno il più presto possibile, forse fra due secoli. In un precedente post avevo previsto che sarebbe stato silenziato. La mia previsione si è purtroppo avverata. Ha prevalso il Partito italo-vaticano dei Filistei e dei Bigotti Bacchettoni (PIVFBB). Prima che emergesse lo scandalo e la scomunica non avevo prestato attenzione alla trasmissione perché seguo solo distrattamente i programmi televisivi a reti pubbliche o private. Considero le nostre reti televisive, pubbliche o private che siano, dei semplici contenitori di spazzatura per le trasmissioni correnti e per l'aspetto informativo un'autentica organizzazione criminale e antidemocratica per l'istupidimento collettivo. Mi auguro che insieme alla carta stampata vengano presto superate da canali informativi di tipo orizzontale, dove ognuno interagendo può parlare ad ognuno e come nei tempi antichi la notizia venga affidata alla Fama.

Venendo al povero Crozza osservo che la sua trasmissione era assolutamente innocua, altra cosa è la vera satira. Per colpire veramente papa Ratzinger il comico Crozza avrebbe dovuto intendersi di teologia, di filosofia, di storia delle religioni, di storia del papato e simili cose troppo impegnative per un comico il cui mestiere consiste nel far ridere. Ed allora quale la sua colpa per la quale ha ritenuto di smettere o lo hanno fatto smettere? Credo che sia stata la demitizzazione della figura papale, abitualmente servita dalle televisioni di stato e private come una figura ieratica, un succedaneo di Gesu Cristo o di Dio stesso. Con le sue spiritosaggini Crozza stava invece abituando all'idea che anche il Papa è un uomo e come tale fallibile, fallibilissimo. Questa era l'equivalente di una bestemmia per il partito dei sanfedisti associato a quello dei Filistei e Bigotti. Al papato resta indelebile la responsabilità storica del rogo di Giordano Bruno e del processo di Galilei, le cui conseguenze hanno agito sull'evoluzione intellettuale degli italiani nei quattro secoli successivi. La libertà di pensiero e la capacità di esprimersi liberamente non è mai stata la caratteristica prevalente degli intellettuali italiani. Prima di aprire bocca occorre fare attenzione ai potenti cui ciò può disturbare. Il rogo accesso a Campo dei Fiori nell'anno 1600 non ha mai cessato di ardere fino ai giorni nostri e la bruciatina che è stata inflitta al povero Maurizio è appena una scintilla di quello stesso fuoco. I nostri politici che dovrebbero difendere le nostre libertà vogliono invece equiparare il nostro papa al Maometto dei Musulmani: dobbiamo al nostro papa Ratzinger la stessa obbedienza e fedeltà che gli arabi triburano al Profeta. Con il suo viaggio in Turchia si propone forse di stipulare un trattato in tal senso, realizzando in una nuova edizione il vecchio adagio cuius regio eius religio!

- Post Scriptum di autocensura. Avevo messo al primo paragrafo una foto di Ratzinger, forse ancora in abiti da cardinale. Mi sono appena accorto che l'immagine è in realtà una sequenza di immagini: si vede dapprima l'immagine di Ratzinger, ma poi si trasforma in una seconda immagine che corrisponde a quella di un personaggio di un noto film e poi ancora in una terza immagine dove riconoscono il personaggio Oscuro delle saga delle Guerre Stellari. Gli occhi rimangono gli stessi nelle tre figure. Me ne sono appena accorto e per non dare nuova esca ai miei detrattori di "Informazione corretta" che hanno trovato un alleato ed una sponda in tal Iannuzzi di Ragionpolitica.it, organo di partito preposto alla "formazione intellettuale" dei suoi iscritto ho deciso di aucensurarmi, ma devo riconoscere che l'immagine davvero geniale è molto più efficace di tutte le trasmissioni di Crocca. Chi vuole vederla può trovarla al seguente Link, di cui non sono autore ma semplice fruitore in quanto visitatore di LiveJournal. Se immetto direttamente nel mio testo l'immagine, mi aspetto i carabinieri alla porta. Nella stessa giornata di oggi avrei voluto scrivere altri due post: uno sulla vicenda dei brogli ed un'altra su un attacco personale nei miei confronti per avere espresso le miei opinioni e per avere io l'ardire di proporle come iscritto al partito che mi sono scelto prendendo letteralmente sul serio il testo dell'art. 49 della costituzione. Cosa dice? Per chi lo sa leggere dice che è tassativamente proibita la prassi della violenza e della contestazione violenta del sistema politico. Dice che non sono costituzionalmente ammissibili gli anni di piombo che si sono conclusi con l'assassinio di Aldo Moro, mio professore di diritto penale all'università di Roma, ucciso nell'anno in cui l'ultrapresente Francesco Cossiga era ministro degli interni, se la mia memoria non mi inganna. Dice che l'iscriversi ad un partito (non importa quale) è un diritto che possiede ogni cittadino. E perché un cittadino dovrebbe iscriversi a quella cosa "sporca" che per giudizio diffuso sono proprio i partiti? Appunto, per fare in modo che i partiti non siano più una "cosa sporca" e terribilmente "costosa": sto appunto ascoltando sempre a radio radicale una trasmissione sui costi incredibili e scandalosi della politica! I cittadini all'interno dei partiti organizzati democraticamente devono poter concorrere alla formazione della politiva nazionale. Ed ecco il punto dolente sul quale tornerò più diffusamente in altri post. Per adesso pongo al quesito a chi legge e che potrebbe far parte di un qualsiasi partito: è lecito in quanto iscritto porre argomenti di discussione ad altri iscritti e pretendere un dibattito? Ovvero si devono semplicemente sottoscrivere le dichiarazioni televisive dei leaders politici o soltanto le opinabili opinioni di un Raffaele Iannuzzi dalla pagine telematiche di "Ragionpolitica.it", che restano sigillate e precluse agli iscritti di diversa opinione?

Sta parlando in questo momento Dell'Utri su questa nuova avventura dei Clubs. Ho assistito in Roma alla fondazione di uno di questi circoli.... caspita... caspita...Dice: i circoli sta dicendo la difesa della libertà dell'individuo, ma ci mette anche le radici cristiane? E se non mi dichiaro cristiano? Me ne andare in un paese musulmano? Questa di mettere insieme libertà dell'individuo e radici cristiane mi sembra una solenne "cazzata"! Ho già scritti che mi inquieto ogni volta che ascolta un politico dire che lui è un cattolico! E che vuol dire che io che non lo sono deve andare per forza a Messa (Forza Messa) ed assumere i sacramenti? ..... No! Sta leggendo la stessa lettera della Signora di Genova che ho già sentito! Pensavo fosse qualcosa di episodico, ma il Dell'Utri ne ha fatto un testo canonico di pensiero politico! Squallido! Mentre dice di voler superare lo schema-partito aprendo alla società ripropone la stantia contrapposizione destra-sinistra! Indubbiamente, Dell'Utri è uomo abile, ma assolutamente non credibile come uomo di cultura e come pensatore politico. Staremo a vedere! Alle prossime trasmissioni!

Aggiungo che trovo inquietanti le connessioni fra politica e cultura poste da Dell'Utri. Trovo una riedizione dell'infausta teoria gramsciana dell'intellettuale organico. Se a parlare di cultura è Marcello Dell'Utri, è molto probabile che per cultura egli intenda una ben precisa cultura, magari i libri di Ratzinger e di Pera, con la messa al bando, meglio all'Indice, di tutti gli altri libri che non piacciono a Dell'Utri e che non servono a fargli prendere voti. Questa concezione della cultura come asservita e funzionale alla Cultura mi sembra un grande pericolo per la cultura. L'episodio Crozza, da cui ho preso avvio, è una testimonianza di questa cultura. L'Avvenire ha pronunciato la condanna, la messa all'Indice, e chi doveva eseguire ha eseguito. Torna l'ombra di Giordano Bruno e di Galileo Galilei! Chi per davvero ha a cuore la libertà si svegli e si mobiliti a difesa della Libertà, quella vera che non ha quelle "radici" di cui parla Dell'Utri e che probabilmente mistifica e sconvolge il vocabolario usando la parola Libertà. Spero che queste mie preoccupazioni siano infondate e che i timori che in questo momento suscita in me Dell'Utri possano essere superate da una più attenta osservazione e analisi del processo in atto. Intanto conservo la mia tessera a Forza Italia e con questa tessera che brandisco come un'arma misurerò le chiacchiere sulla libertà che in questo momento sento da Dell'Utri, che sta chiamando Giulio... "non a caso lì"... "che non ha accettato per caso di essere lì". Tremonti è certamente più intelligente di Dell'Utri. Ascoltiamo cosa dice.... commentando in diretta...

Ha esordito con delle cose intelligenti che sembrano contraddire le cose non intelligenti dette da Marcello Dell'Utri. Ha detto che maneggiare le idee è cosa pericolosa. Non vuol fare un comizio propagandistico (questo è stato l'intervento di dell'Utri, che non si è accorto o non si è voluto accorgere dell'intrinseca contradditorietà di ciò che ha detto). Tremonti vuole fare una riflessione.... Ho dovuto andare di là per alcuni minuti... Ritorno e sta ancora parlando di mercato. Credo di capire che abbia intuito da persona intelligente l'operazione Dell'Utri, ne abbia intravisto i pericoli ed il rischio di fallimento. Abbia però deciso con saggezza politica di non porsi immediatemente in conflitto, come io avrei certamente fatto. Ma appunto io non sono un politico con il senso delle convenienze. Quando non sono d'accordo lo dico subito, magari troppo presto, ma non mi taccio. Oggi nella trasmissione precedente si parlava di costi inauditi della politica.... Senti senti! Sta parlando del cinque per mille? Che non pensi ad un modo di finanziamento dei Circoli? Geniale! ma gliene suggerisco una più geniale! L'Otto per mille, quello stesso che prende la Chiesa cattolica, ma che potrebbe essere devoluto anche ai Partiti, beninteso dopo aver tolto un finanziamento pubblico dei partiti sul quale si era pronunciato oltre il 90 per cento dei Cittadini, subito dopo disattesi da oltre il 90 per cento dei Signori Parlamentari (di destra e di sinistra! Dell'Utri, quando si tratta di mangiare insieme non si è né di destra né di sinistra, ma si è tutti quanti una bella famiglia).

Tremonti sta eludendo il senso della manifestazione. Sfugge il problema dopo averlo intravisto. Trovo velleitario e fallimentare l'idea dell'Utriana di coinvolgere dentro i Nuovi Circoli da Lui concepiti di includere un elettorato che si rivolge genericamente ai Cittadini. Se ho ben capito, questi vengono intesi come dei Citrulli che non si accorgerebbe che dietro la Baracca c'è un partito che si chiama o si chiamava Forza Italia. Mi auguro di aver capito male, altrimenti devo dire che Dell'Utri scambia gli italiani per degli idioti e li vuole idioti. Io come presidente di un Club di Forza Italia (non so al momento se esistono ancora i vecchi clubs, o si debbano intendere aboliti) mi limitavo a chiedere agli iscritti che fossero almeno elettori di Forza Italia, non necessariamente iscritti e tesserati. Se qualcuno voleva tesserarsi, si trattava di un diverso livello di impegno politico, che poi in pratica non funzionava perché i partiti non hanno struttura e funzionamento democratico.

Tutti aspettavamo una riforma del partito, ma al momento non so cosa pensare di ciò che è in atto. Occorre aspettare e vedere. Sta parlando Fini, invitato da Dell'Utri. Parla di Libertà dalla Paura. Sta dicendo qualcosa di saggio, ma non so se per caso sa che dietro c'è il rapporto hobbesiano di protezione-obbedienza. Da alcuni suoi critici ho sentito parlare di Fini come dell'uomo che dice sempre: "ovviamente". "Ovviamente" signignifica dire cose che anche tutti gli altri posso trovare "ovvie". Se invece si tratta di "comprendere bene" occorre riflettere su cose che possono essere "non ovvie". Santo Dio, anche lui con le "radici"! Che squallore! E' penoso ascoltare questi discorsi volti ad acchiappare voti. E' forse meglio che i nostri politici stiano zitti su cose che non sono alla loro portata. Almeno tenessero bene in ordine le strade, assicurassero i rifornimenti energetici, consentissero ai comuni cittadini che non vivono di politica di poter giungere alla fine del mese, migliorassero le scuole dove i "capaci" di cui sta parlando Fini non possono combinare nulla, ma devono andare a studiare all'estero, dove magari trovano più libertà. Devo condividere il giudizio su Fini come uome della cultura dell'ovvio. Non dico a chi appartiene il giudizio per non chiamarlo in causa senza il suo consenso, ma si tratta di un intellettuale assai noto. Ecco! Ha proprio detto: "ovvio". Testuale parola! Ho appena nominato il diavolo ed il diavolo è apparso. Trovo ovvio le ulteriori conclusioni, non ho bisogno di ascoltare tutto il discorso per sapere dove andrà a finire. Faccio qualcosa d'altro ed abbasso il volume della Radio. Sta dicendo: «dico chiaro come la penso...». Bene! caro Fini, avrò anche io il diritto di dire come la penso nel Nuovo Partito del Centro Destra che mi auguro si riesca a costruire! Ed avrò il diritto di dirlo se per avventura mi capita di pensare diversamente da te o da Dell'Utri? Sono curioso di poterlo verificare. Per adesso vi annuncio il mio puntuale pagamento di ogni rinnovo Tessera, finché vi sarà ancora una tessera e finché i partiti non si trasformeranno in meri comitati elettorali dove prevale chi ha più soldi per procurarsi un docile elettorato. Altro che Libertà. Qui la vedo brutta. Un'evoluzione all'americana dove vota il 20 per cento e dove le elezioni si vincono con i soldi.

I discorsi sono inframmezzati da scrosci di applausi. Preferirei un pubblico più riflessivo. L'eccesso di applausi mi fa pensare a gente (son ragazzi) ad un pubblico di ragazzi immaturi o in cerca di lavoro. Dall'altra parte stanno costruendo il Partito Democratico. E' giocoforza costruire da questa parte parte il Partito Unico di cui Berlusconi aveva già parlato. I vari Casini che puntano ai partitini del ricatto avevano archiviato il progetto, che però adesso diventa obbligato se non si vuole avere dall'altra parte un unico grande partito che avrà la maggioranza relativa e da questa parte una coalizione esposta ai ricatti dei partiti minori. Si tratta adesso di vedere chi dei due saprà meglio costruire. Dall'odierno convegno di Montecatini traggo motivi di preoccupazione, ma per quello che mi sarà possibile non mancherò di dare i miei apporti critici: fai quel che devi, accada quel che può!

(Avvertenza! Questo testo è stato scritto di getto ed in tempo reale mentre erano in corso i discorsi di Dell'Utri, Tremonti, Fini. Mi riservo una revisione del testo con miglioramenti formali e sostanziali. Per adesso non ho tempo per il lavoro ulteriore che è necessario).

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