mercoledì, giugno 07, 2006

Cosa è il cattolicesimo

Ad ogni Pasqua e Natale la televisione di stato trasmette filmati sulla vità di Gesù e degli Apostoli. Vediamo il pescatore Gesù ed i suoi discepoli vestiti di panni comuni, se non poveri. Vengono condannati e messi a morte o in fuga dal potere civile e religioso del tempo: i romani di Ponzio Pilato e gli ebrei del Sinedrio. Da un punto di vista culturale la figura di Gesù, storicamente accertata, è assimilabile ad uno dei tanti "filosofi" o "predicatori" di epoca ellenistica. Le sue dottrine religiose e non propriamente filosofiche si collocavano in un vasto contesto di dottrine filosofiche e di fedi religiose: uno fra tanti. La storia è nota e non è mia intenzione fare qui una lezione a color che sanno.

Le cose cambiano con Costantino e Teodosio. Il cristianesimo, la dottrina di Gesù e dei suoi discepoli, diventa unica religione ufficiale dell'Impero. Diventa cattolicesimo ed i papi vestono panni regali ed imperiali. Tutte le altre posizioni filosofiche e religiose vengono bandite, proibite, combattute, estirpate. Un lavoro meticoloso e progressivo di secoli. Le antiche "radici" che avevano fatto crescere e prosperare il mondo greco-romano e medio-orientale vengono spietatamente estirpate. I templi pagani con tutte le loro statue di dei vengono abbattuti o trasformati in chiese cristiane. Quello che non si può cancellare del passato pre-cristiano viene riciclato in forme adattate. Ma soprattutto viene messa ora in croce o al rogo quella figura del filosofo individuale che con libertà di spirito e di intelletto conduceva libere ricerche sui temi disparati della scienza e della filosofia. La scuola di Atene viene chiusa ufficialmente nel 529. Un'antica tradizione di mille anni accertati è cancellata per fare posto alla nuova unica verità imposta con la forza e con tutti gli strumenti di coercizione dello Stato: la cosiddetta libertà di coscienza è costretta dentro una camicia di forza!

Per molti secoli il Papa diventa il succedaneo dell'Imperatore. Si era perfino inventato un testamento che sarà rivelato come un falso da Lorenzo Valla. Lo Stato della Chiesa non è neppure cessato con il 1870 (Breccia di Porta Pia). Fino allora aveva potuto contare sulla protezione francese che era venuta meno con la vittoria della Germania sulla Francia. I piemontesi con l'opportunismo che ha sempre caratterizzato la politica estera italiana attaccarono allora le ultime resistenze pontificie, ma lasciarono il papa ed il clero dentro le mura vaticane, garantendone una posizione di rispetto che avrebbe dovuto esercitarsi entro un ambito strettamente religioso: libera chiesa e libero Stato. Fu così fino al 1929, quando un "uomo della provvidenza" chiamato Benito Mussolini riconobbe le statualità del cattolicesimo: il fascismo fece del Vaticano uno Stato fra Stati.

Oggi il cattolicesimo ha la sua più forte armata in un elettorato che può influenzare l'alternanza dei governi. Tutti i governi in carica fanno a gara con concessioni di ogni genere per intercettare il voto di quanti seguono le indicazioni elettorali del clero. Chi sono i cattolici? I battezzati? Lo sono stato anche io in un'età in cui non ero neppure in grado di parlare. Giunto all'età della ragione e dopo aver molto fatigato mi riconoscono nelle figure di quei "filosofi" licenziati circa 1500 anni fa. Mi sento perfino, ma in un senso ben determinato, un "collega" di Gesù Cristo. Ma per il resto non riesco a non vedere nel cattolicesimo istituzionale nient'altro che una struttura di potere basato su una serie di istituzioni civili e di controllo di momenti delicati dell'esistenza di ognuno: l'amministrazione del matrimonio, della morte, della nascita e simili. Da "filosofo" trovo quanto mai opinabili i pronunciamenti autoritativi delle gerarchie cattoliche su temi intorno ai quali può legittimamente esercitarsi il giudizio e la libera scelta di ognuno: giudizio e libera scelta che sono esercizio di un diritto sacrosanto quanto riguardano ambiti strettamente personali, sulle quali anche sbagliando le migliori decisioni sono quelle prese con la propria testa e non con quella altrui.

Detto ciò alquanto schematicamente, aggiungo che in tutti i miei interventi sulla materia non ho mai inteso fare professione di ateismo, anticlericalismo, anticattolicesimo, immoralismo. Ne sanno qualcosa i sacerdoti di cui sono sincero amico. Non esistendo altre forme di culto non ho mai esitato ad avvalermi delle forme cattoliche per manifestare la mia "pietas" per i genitori morti, verso i quali la mia devozione credo possa ricondursi a forme di religiosità precristiana.

Mi dispiace che il cosidetto polo delle libertà per un calcolo puramente elettorale abbia scelto per bocca dei deputati eletti alle camere una posizione prona davanti a tutte le esternazioni del papa e della gerarchia cattolica. Conservo la mia tessera di Forza Italia, ma mi schiero su posizioni contrapposte a quelle dei Pera, Casini, Sodano, Mantovano ecc. Non credo neppure nella sincerità delle loro posizioni religiose, che se esistono e sono autentiche dovrebbero essere ul loro fatto privato e personale da custodire gelosamente in una sfera di privatezza. Invece parlano dal pulpito per catturare voti. Ai miei rari commentatori non rispondo più. Ho detto ripetutamente che per me prendere la tessera di un partito (FI nel mio caso) non significa ripetere pappagallescamente ciò che dice il Capo o i pezzi da novanta, ovvero il Papa ed i Cardinali in vesti di partito. Significa incominciare a discutere e a confrontarsi all'interno dello schieramento scelto. Il momento del confronto elettorale con altri schieramenti, la disputa da osteria con tesserati di altri partiti (Berlusconi ricco e ladro, anzi ricco perché ladro, ecc., invidia sociale e quanto altro) è per me cosa alquanto secondaria. Anzi mi auguri che i tesserati di altri partiti siano capaci di assumere all'interno del loro schieramento la stessa libertà che io assumo in Forza Italia. Credo che il modo corrente di parlar di politica (senza averne i più né arte né parte) sia una degenerazione calcistica della politica: il paese è anche per questo allo sbando! La democrazia non è democrazia, ma demagogia. La nave è governata da una ciurma di ubriaconi, capitano compreso.

Colgo con la presente occasione per dire ai mie eventuali lettori che sono lor grato se leggeranno le mie esternazioni, sulle quali cercherò di metterci sempre tutta la serietà possibile nel momento dato, ma non risponderò ai loro commenti in contradditorio. Quello che avrò da dire cercherò di dirlo nelle forme generali del Post. Il commento anche in completo dissenso sarà lecito per ognuno: gli unici limiti e censure sono quelle di carattere penale, civile, di rispetto della netiquette e simili. Ma per il resto da liberale autentico lascio ognuno libero di esercitarsi con una cosa molto più difficile di quanto comunemente si ritenga: la libertà di pensiero. Alcuni miei ultimi commentatori non si accorgono di quanto siano incapaci di "libero pensiero": ripetono stantivi cliché messi nella loro testa dagli apparati mediatici e credono di parlare per bocca e testa propria. In un seminario posso insegnare l'esercizio del pensiero a studenti che abbiano fiducia in me come docente, ma in rete non posso mettermi a fare il maestro di nessuno. Per il dibattito e la discussione la sede più appropriata mi sembra il gruppo di discussione "Club Tiberino", che è appunto un "gruppo di discussione", mentre questo è tecnicamente un "blog", dove spendo il mio credito personale. Ovviamente sono graditi i commenti, e ringrazio quanti mi scrivono, ma non posso qui programmare la risposta e discussione sistematica di ogni commento ai miei personalissimi testi.

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