Oggi abbiamo poca voglia di dare uno sguardo alla Fetida Rassegna, galvanizzata dalla distruzione dei residui di diritto internazionale in Venezuela. Ormai la prepotenza e l'uso della forza sono il solo principio riconosciuto. Si dichiara legittimo e legale ciò che non lo è affatto. Ma anche simili dichiarazioni fanno parte del gioco. Chi compie l'illegalità vi aggiunge una pretesa di diritto nel fare ciò che fa, e non si aspetta che a dirlo possano essere organismo internazionali o la tradizione della dottrina giuridica da Westfalia in poi. Vi sono poi gli "analisti” che disegnano scenari di un mondo torna unipolare e sotto il dominia di... Israele e dell'Ebraismo lobbistico. Noi per principio evitiamo di fare previsioni, che sono in genere proiezione dei desideri e delle mire politiche di chi fa simili previsioni, nell'interesse del suo committente o del carro a cui si è legato. Noi naturalmente siamo in apprensione e non siamo al di sopra delle parte: stiamo e staremo con una delle parti, connaturata con la nostra visione del mondo per come è e per come vorremmo fosse.
Partendo proprio dagli analisti, che plaudono al rapimento del legittimo presidete Maduro e del furto del petrolio venezuelano, che anziché dare benessere al popolo del Venezuela, andrà ad arricchire i pochi già ricchissimi. Sorvolo su tanti discorsi ipocriti e su una carità che più pelosa non poteva essere, a proposito di libertà, benessere, diritti umani, e simili.
Il ragionamento della parte a noi avversa era questo. Con il petrolio del Venezuela ormai nelle disponibilità di Trump, o di chi per lui, si spunta l'arma strategica del blocco dello Stretto di Ormuz da parte dell'Iran. Se toglie il flusso del petrolio mediorientale, si apre quello del Venezuela, di cui ormai si è impossessato Trump, si dice. Ma perché l'Iran dovrebbe chiudere lo Stretto, se ormai siamo alle armi? Trump vuole fare pure in Iran ciò che ha appena fatto in Venezuela, dove però la partita non è ancora del tutto chiusa: può darsi che non si sia neppure aperta. Che ne sappiamo delle conseguenze del rapimento? Il mondo è disposto ad accettarlo come un fatto compiuto, istitutivo di un nuovo diritto internazionale? Un diritto internazionale contrassegnato dalla più brutale prepotenza, sbeffeggiando il mondo intero. I colpi di stato, i sequestri, possono essere fulminei, i processi rivoluzionari possono essere assai lunghi ed estendersi per più generazioni.
• Nessuno mi paga per leggere ed analizzare due articoli particolarmente idioti, che però segnalo a chi vuol farsi venire un poco di bile: quello di Sechi, effigiato in cartelli di protesta sotto la sua redazione in quanto "al servizio della menzogna", e quello di Giuliano, di cui sempre trovo menzionati da altri i suoi servigi alla CIA, cosa da lui stessa ammessa, a quanto sento dire. Dovrei dedicare loro altro che che pochi secondi di uso degli occhi?
• La migliore risposta che si può dare a questi giornalai: Torchiaro, o cantori: Pagani, Vernetti, che credono di avere il mondo sotto di loro perché pubblica un... articolo è una manifestazione di popolo, per le piazze e per le vie d'Italia: il popolo è il migliore analista e commentatore, che spiazza via tutti i talk show con i loro ospiti e pubblco pagati, per manipolare quelli che stanno davanti alla schermo televisivo, ma che ormai sono immuni alle loro menzogne, sempre più irritati. Vale quanto abbiamo detto sulle previsioni dei cosiddetti analisti. Ci basiamo nel dirlo su una passo di Gramsci, letto molti anni fa e che non sapremmo ritrovare, ma non è necessario. Ripeto: è infinitamente più imporhtante che il popolo italiano sia sceso in piazza sul rapimento di Maduro! Questa è al tempo stesso una analisi, un giudizio, una presa di posizione politica. Giornali e conduttori fanno solo "manipolazione" - rimproverata qualche giorno fa ad uno di questi conduttori, imbarazzato per essere stato colto con le mani nel sacco -, mentre chi manifesta in piazza compie un atto politico sovrano.
Russia e Cina ed anche Iran a causa della lontananza non potevano soccorrere il Venezuela. Lo si sapeva e lo avevo già sentito da analisti non televisivi. Ma è diverso il caso dell'Iran, che quasi confina con Russia e Cina. Toccare l'Iran è come toccare direttamente Russia e Cina. Per adesso, la grande saggezza politica è stata quella di evitare, di saper evitare la Terza Guerra Mondiale, ora anche Nucleare. Il nuovo mondo vuole costruire ricchezza e benessere, non distruggerla. La Finanza ha interessa alle guerre generatrici di debito: per la Finanza non importa chi vince o chi perde, interessa che guerra ci sia: vivono si guerra e sulla guerra costruiscono la loro ricchezza e il loro potere.
Nello stesso articolo di Fiammetta si paventa verso la fine l'ipotesi di un intervento esterno in aiuto all'Iran, che non è debole. Che le manifestazioni di questi giorni siano state provocate dall'esterno pare indubitabile. Vedremo come si metteranno le cose. È risibile la narrazione imbastita per l'attacco mediatico all'Iran: Israele che incita alla ribellione il popolo iraniano!
• Vittimismo becero e disgustoso! Dipendesse da me, tutti vivrebbero mille anni, buoni e cattivi, che avrebbero così più tempo per pentirsi e redimersi. Sono stato però sempre refrattario alle Narrazioni mitizzanti del Sette Ottobre, reclamanti in modalità minacciosa una empatia che non mi è mai sorta spontanea. A parte le menzogne e falsificazioni, la sola cosa che viene alla mia immaginazioe e considerazione con il "Nova Festival” è come potesse esservi gente che andava a divertirsi a ridosso dei muri di un Lager: di là la sofferenza, di qua chi scialava incurante! E se fossero stati i recinti di Auschwitz?
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