martedì, luglio 08, 2008

In gaffe Veritas!

Le incredibili notizie riportate dalla stampa internazionale sulla biografia di Berlusconi consegnata dal team di Bush ai partecipanti al G8 contiene almeno due verità:

a) L’Italia è il paese della corruzione e del vizio. La classe politica è per sua natura intrinsecamente corrotta. La politica in Italia (ma anche anche altrove) non è mai stata servizio, ma solo un’occasione per emergere ed arricchirsi. Con le ultime elezioni, dove in pratica non ci si doveva neppure minimamente presentare al giudizio degli elettori, ma solo essere graditi a chi concretamente formava le liste, la corruzione del sistema politico ha raggiunto il suo massimo grado.

b) Berlusconi è considerato una marionetta dal suo amico “Bush”, che ha dimostrato quanta considerazione abbia del suo “vassallo” tanto in casa sua (prima gaffe) quanto all’estero (seconda gaffe). Si illude Berlusconi se crede che si faccia politica estera con pacche sulle spalle o con lisciate come abbiamo visto più volte in televisione mentre letteralmente tirava per la manica della giaccà un Sarko che si divincola.

Ahimé! Questa è l’Italia. Dobbiamo imparare a farcene una ragione. Lo dice uno che Berlusconi lo vota in quanto lo considera il meno peggio. Almeno ascoltasse la base piuttosto che non la sua corte servile.

4 commenti:

Bruno Bral ha detto...

Scusami, le tue osservazioni sono sicuramente intelligenti, ma non puoi poi cadermi nel banale e dirmi che voti Berlusconi perchè è il meno peggio....L'Italia sta andando male e continuerà a peggiorare in quanto alla classe politica (e soprattutto a Berlusconi) del nostro Paese non interessa niente...Le loro ricchezze ormai li mettono al riparo dal futuro Titanic che sarà la nostra economia....al momento opportuno prenderanno le loro belle scialuppe e lasceranno gli altri...al proprio triste destino....PENSACI..!!

Antonio Caracciolo ha detto...

Ringrazio per il commento che publico senza indugio come faccio sempre salvo illegalità manifeste dei contenuti.

Ci penso nel senso che preciso meglio il mio pensiero. La mia battuta sul "meno peggio" non voleva essere un giudizio critico su un personaggio (Berlusconi) che è certamente difficile da valutare, salvo voler cadere in banalità.

No. Il senso della mia battuta è il seguente. Sono sempre stato un fedele elettore di Berlusconi e l’ho perfino sostenuto in tante sue uscite presentate come impopolari tanto da produrre rettifiche da parte dello stesso Berlusconi.

Ho inteso dire che il mio sostegno a Berlusconi (il "meno peggio") non è mai stata infatuazione, culto della personalità, acritico sostegno di quanti neppure possono sopportare che venga toccato il proprio idolo. E così via. Il mio sostegno a Berlusconi è sempre criticamente condizionato e può cessare nel momento in cui dovessi convincermi che la sua politica produce più danno che bene. Ad esempio, credo sia stata un errore la sua partecipazione alla guerra in Iraq e la sua politica filoisraeliana.

Spero di aver meglio chiarito il mio pensiero. Grazie comunque per il commento che è un segno di attenzione al mio scritto.

Luciano Ardoino ha detto...

Cari Amici, mi sono divertito ad assemblare le Vostre e altrui opinioni come in un puzzle ed è uscito fuori che:


in Italia pare improvvisamente scoppiata la moda della meritocrazia, ne parlano tutti, oramai persino qualche sindacalista illuminato.
Il buon Brunetta la definisce come base imprescindibile; la nuova capace Presidentessa dei giovani di Confindustria Federica Guidi nel Suo primo discorso a S. Margherita ha menzionato questa qualità ben oltre le venti volte; la valida Mercegaglia ricorre quasi giornalmente ad elencarla (televisione e quotidiani) come necessaria ed irrinunciabile virtù; i nostri politici, senza distinzione di colore, la elencano come punto cardine del futuro e quindi come una necessità inevitabile per uno stato moderno che sappia avvalersi dei propri talenti e delle proprie risorse umane, e poi scienziati, docenti, giornalisti e chi più ne ha più ne metta.
Per non parlare poi di come e quanto venga elencata nel mio settore e cioè il turismo, che essendo in fase di stagnazione o addirittura in quella di declino per alcune regioni italiane e quindi più bisognoso dei ‘meritevoli’, si arrivi ad aggregarla anche a discorsi turistico/sociali e di aiuto umanitario; indicando l’inevitabilità d’esserlo per apparire brava gente. Mi risulta esattamente l’opposto; la brava gente è per forza degna e in particolare chi ha raggiunto meritocratamente notevoli posizioni in settori, anche se non prettamente politici, è chiaramente apprezzabile e quindi si suppone debba essere considerato.
Personalmente, non potrei essere maggiormente d'accordo, se considero che questa è stata una delle ragioni della mia passata fuga dall'Italia; ma qui da noi?
Nel nostro paese, permettetemi di dirlo cari amici, si tende soprattutto ad eliminare ed allontanare quelli che vengono considerati o solo ritenuti meritevoli poiché un domani potrebbero toglierti il ‘careghino’, senza calcolare che è fonte di grande intelligenza e anche benessere personale il saper individuare i soggetti migliori; vedi Montezemolo con Marchionne, Gianni Agnelli con Romiti, Berlusconi con Gianni Letta, vedi, vedi, vedi…per non parlare del troppo passato, Vi tedierei.
Probabilmente questo avviene veramente ai massimi livelli, ma scendendo nella piramide organizzativa è sempre così ricercata la meritocrazia?
Ma si sta veramente inseguendo, in verità, il modello di una società-governo migliore come descritto da Platone con la sua giusta e saggia meritocrazia, o forse sta diventando addirittura una parola abusata, irritante, retorica?
Il successo, il prestigio, il potere si conseguono sempre ed esclusivamente in virtù delle doti, delle capacità, del curriculum e dei meriti personali?
Già perché, poniamo il caso che la parola meritocrazia venga erroneamente usata per descrivere che il proprio stato sociale è raggiunto attraverso la competizione, e dove quindi il criterio di "merito" può di fatto sparire a fronte della furbizia (qualsiasi persona scaltra vive infatti molto meglio, si erge ed è più ascoltato di un forse più meritevole cittadino, ma non certo per pregio, solo per competizione); quindi forse è meglio essere scaltri o concorrenziali che meritevoli…e questo era facilmente comprensibile anche perché la cultura italiana è nel complesso scarsamente orientata alla meritocrazia e l’efficacia nella cultura cattolica tende ad essere posta più sui valori di comunità e di solidarietà che su quelli di individualità e di merito, che sono più vicini alla mentalità, ispirata dalla religiosità protestante, del mondo anglosassone.
Ritengo che la questione del merito e della meritocrazia venga troppo spesso menzionata, elencata e affrontata con superficialità e soprattutto se applicata nella vita di tutti i giorni, che per quello che riguarda la mia breve esperienza in Italia e quella politica attuale, è una brutta parola che è meglio non dire.
Non ne abbiano a male coloro i quali si intravedono arrivati, nella scalata o in prossimità della meta perché certe considerazioni spettano a noi, popolo della base, senza la quale niente si assesta stabilmente; è un nostro diritto migliorativo.
Non ne abbiano a male quelli che si ritengono sprecati, inascoltati e a volte persino inutili o derisi, perché come spessissimo accade, la storia insegna e nel caso specifico ci tramanda che Winston Churchill fu un ottimo sostenitore della vera meritocrazia e così pure Ronald Reagan, presidente rimpianto da ogni buon repubblicano, fu di certo protagonista di questa svolta ideologica, e Galilei, Marconi… La compagnia è molto buona, ottima direi!
Anche loro ebbero non poche difficoltà a valorizzarne il concetto ma tennero duro e al fin della licenza solitamente si tocca…la storia la sappiamo!
Tutto questo unicamente per mia esperienza aziendale; a Voi quella politica!
Con stima
Luciano Ardoino

Luciano Ardoino ha detto...
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