giovedì, aprile 30, 2026

Le strane pretese di Fiamma Nirenstein

Versione 1.0

Al di là della questione di merito negli addibiti che Fiamma Nirenstein muove a Gad Lerner ciò che lascia perplessi è la pretessa di donna Fiammetta Nirenstein di stabilire lei cosa gli altri debbano fare e di prendersela con questi se non si attengono ai suoi insondabili desiderata. Se ciò valesse in linea di principio per tutti ed in ogni caso io dovrei votare eterna inimicizia Gianfranco Fini per aver messo in lista proprio Fiamma Nirenstein, un personaggio che mai e poi mai avrei voluto vedere nel mio partito. Con chi devo prendermela? Con Fini? Intanto me la prendo con Fiamma Nirenstein che non mi stancherò mai di contestare proprio perché è stata eletta, pardon “nominata” in parlamento sotto il simbolo del Popolo delle Libertà: non la riconoscerò mai come mia rappresentante e contesto che ella rappresenti altri che se stessa. La sua elezione non ha a mio avviso i caratteri della democraticità ed è per questo viziata da legittimità.

Mi sforzo di mantenere un linguaggio castigato, ma il testo che qui riporto di seguito in allegato merita ogni censura morale, che in parte ho già fatto e che in parte mi riservo di fare. Ricordando le frasi di Vattimo è proprio vero che il giudizio di Vattimo è un “complimento”. La vera qualifica di donna Fiammetta Nirenstein è quella di “sionista”. Chi ha sufficienti cognizioni storiche sa che la realtà che vi si cela dietro è di gran lunga peggiore della carica di negatività assegnata da una vulgata, piuttosto ignorante, al termine “fascista”, che è ormai un termine che interessa solo la storia ed è di esclusiva competenza degli storici e dei filosofi della politica e del diritto.

Antonio Caracciolo

Allegato:

IL GIORNALE: Io, ebrea, per Vattimo (e Lerner) sono «fascista». di Fiamma Nirenstein.

L’incendio delle bandiere di Israele a Torino e l’oltraggiosa conferenza anti-israeliana che sarà ospitata da lunedì presso l’Università di quella città in cui sta per aprire la Fiera del Libro, sono fantasmi fra le macerie di una cultura che affonda. Sono eventi culturalmente e moralmente già seppelliti, ciò che vediamo oggi è solo il loro ectoplasma, non fanno parte di nessun dibattito degno di questo nome, sono come il comunismo e il fascismo: nessuno, se non i volontari del ridicolo, possono più indossarli.

Arafat negli anni Settanta andò in visita in Vietnam dove, consigliato da alti ufficiali vietnamiti, capì che per fare avanzare la sua causa doveva conquistare i cuori e le menti degli intellettuali della sinistra, e riuscì a farlo soprattutto sulla parola «occupazione»: la lotta contro l’«occupazione » era una lotta pacifista, senza l’«occupazione » la pace sarebbe stata garantita.

Tutti oggi sanno benissimo che le cose sono andate molto diversamente: se da una parte con l’Egitto e la Giordania il ritorno di territori occupati ha significato un trattato di pace, i palestinesi e gli hezbollah in Libano hanno dimostrato con la pratica costante del terrorismo e del rifiuto religioso e ideologico dell’esistenza stessa di un Stato ebraico che la pretesa di Arafat faceva acqua esattamente come la sua culla ideologica, quella della Guerra Fredda, in cui aveva amorevolmente tirato su gli intellettuali e i giornalisti di tutto il mondo. Molti se lo sono dimenticato, ma le città palestinesi nel corso dell’opera dell’accordo di Oslo furono tutte sgomberate; a Camp David Arafat rifiutò ogni offerta e lanciò l’Intifada del terrore suicida; dopo lo sgombero di Gaza da parte del terribile orco Sharon, Hamas si accanì in crimini anche contro la propria popolazione: chi dopo tutto questo è fermo ancora al mito di Israele imperialista e forse anche, come dicono ormai in pochi pazzi, nazista, dimostra solo che la sua cervice è dura e ancorata alla nostalgia di schemi decrepiti.

Mercoledì durante il programma di Gad Lerner L’Infedele mi sono sentita dare della «fascista, più che fascista » da Gianni Vattimo per motivi che non cerco neppure di capire tanto sono allucinati. Il conduttore, Gad Lerner, non ha battuto ciglio, non ha reagito in alcun modo, non si è sentito neppure in dovere di invitare il suo ospite a moderare le ingiurie in assenza della diretta interessata.

Per questo motivo, non parteciperò con Lerner, alla Fiera di Torino, alla presentazione dell’importante libro del professor Della Pergola: non intendo sedermi con chi non reagisce a casa sua alla peggiore delle diffamazioni. Ma la posizione di Vattimo, per fortuna, oggi non è certo maggioritaria: quando il 25 Aprile ho marciato a Milano sotto le bandiere della Brigata Ebraica che combatté per liberare l’Italia dal nazifascismo, ho visto solo gente che ci applaudiva. La verità della storia di Israele dal 1948 a oggi è quella di un Paese assediato dal terrorismo che ha cercato la pace in ogni modo e ha la sola colpa di difendersi cercando di evitare di colpire la popolazione civile che il nemico usa come scudo umano.

La bandiera d’Israele esiste fin dalla metà dell’ 800, quando per la prima volta sventolò a Rishon le Tzion, un’eroica colonia dissodata dalle mani dei seguaci del fondatore della lingua ebraica moderna Eliezer Ben Yehuda; porta i colori bianco e azzurro del tallit della tradizione ebraica perseguitata in tutto il mondo, porta la Stella di David. Speriamo che il ministro Giuliano Amato dia nuove indicazioni alla Prefettura di Torino, in modo che questa bandiera possa sventolare liberamente nel giorno dell’apertura della Fiera del Libro per dare il benvenuto al presidente Giorgio Napolitano e per festeggiare i sessant’anni dell’unica democrazia del Medioriente.


Commento telegrafico:

• «Oltraggioso» è il colpevole e criminale disegno di festeggiare in Torino il 60° anniversario della fondazione dello Stato di Israele, quando è stato accertato ad li da di ogni possibile contestazione che quella fondazione è avvenuto sulla base di un “genocidio” e di una “pulizia etnica”. A dirlo e dimostrarlo sulla base di documenti sono storici ebrei-israeliani come Ilan Pappe. Che di questo libro si voglia discutere in un convegno ha la stessa legittimità che si sono arrogati coloro che hanno organizzato una Fiera «in onore» di uno Stato fondato sul genocidio (Pappe) e sul razzismo (Burg). Fiamma Nirenstein dovrebbe vergognarsi per il suo convegno tenuto in Roma, sotto gli auspici fra l'altro di Quagliarello, dove in fondo si teorizzava la sedizione interna ed il colpo di stato in tutti i paesi non graditi allo Stato di Israele, cosa che conferma quanto questo stato sia un pericolo per la pace mondiale.

• Gli insulti di Fiamma Nirenstein possono facilmente essere respinti maggiorati degli interessi al mittente. Certamente, il personaggio imbratta molta carta e parla a ruota libera, ma può trovare l'applauso solo all'interno della congrega di «Informazione Corretta» o degli ambienti sionisti, che però in fondo risultano penalizzati dalla fiammesche farneticazioni. Per quanti hanno indipendenza di giudizio tutta la produzione “culturale” di Fiamma Nirenstein è prossima allo zero.

• La parola occupazione disturba la mente di donna Fiammetta Nirenstein. La realtà dell’«occupazione» è un dato incontrovertibile e donna Fiammetta non può convincere proprio nessuno che gli “occupanti” stessero lì da 3000 anni. I più antichi abitanti sono proprio quei palestinesi che sono stati cacciati dai loro villaggi, vittime della “pulizia etnica” israeliana e successivamente criminalizzati e delegittimati con una parola, questà priva di fondamento: terroristi sarebbero quelli che resistono alla violenza sionista e non vogliono lasciarsi sterminare come agnelli sacrificale, in «Olocausto» al dio ebraico Jahvè.

• Dire stato ebraico è dire stato razzista. Vige in Israele un regime di aparthei ed il Muro ne è una vistosa dimostrazione. Il latinorum di donna Fiammetta è cosa penosissima che contrasta contro l'evidenza corposa di genocidio, occupazione e violenza quotidiana accompagnata dall'ipocrisia del “rincrescimento” per i più ignobili assassini, rubricati come un disguido tecnico.

• Come stanno le cose con Hamas e Fatah è a tutti chiaro: Hamas è il solo rappresentante legittimo dei palestinesi e con Fatah si è tentato di dividere il popolo palestinese creando un regime fantoccio al soldo ed al servizio degli interessi israeolo-statunitensi, salvo poi ad essere liquidato dopo aver espletato le funzione di utile e corrotto idiota. Che Gaza sia qualcosa di assai peggio di Auschwitz è cosa che può facilmente riconoscere chi non è irretito nelle meglie degli interessi sionisti e non è soggetto alla pressione degli Usa.

Vattimo ha pienamente ragione e donna Fiammetta non può obiettare nulla. Può fare le bizze, andare in smanie ma il risultato della causa e del giudizio non cambia. Che poi non vada a parlare con Lerner non può che far piacere, come reca certamente sollievo alla pazienza pubblica un suo auspicabile ritiro a vita privata.

La realtà di Israele, anche dopo 60 o 100 anni, resta quella di un’entità coloniale, aggressiva, fondata sulla violenza e sul genocidio. Possono legittimamente e sensatamente parlare di difesa e di diritto all’esistenza quei palestinesi che sono stati cacciati dalla loro terra e che ogni giorno vengono sterminati. Se ancora non sono del tutto scomparsi è perché le donne palestinesi producono più figli di quanto i sionisti non gliene ammazzino: in ultimo davanti a tutto il mondo i cannoni israeliani hanno ammazzato una madre con i suoi quattro figli durante la colazione. A tanta ferocia non è mai giunto né il fascismo né il nazismo, ma ne è capace solo il sionismo, E pertanto ha ragione Vattimo quando dice di aver fatto un complimento a donna Fiammetta.

• Le brigate ebraiche: ognuno ha diritto alla sua “memoria” e madonna Fiammetta e gli accoliti che hanno prosperato sul mito, l’ideologia e la menzogna non possono più pretendere di imporre la loro memoria all'universo mondo. Ma qui il discorso sarebbe lungo.

• La bandiera:

gli italiani hanno una loro bandiera e la bandiera d’Israele non è la bandiera d’Italia. Non sarà Elie Wiesel, personaggio tanto strapagato quanto screditato che potrà convincerci a cambiare la bandiera italiana con quella israeliana ed a fare di quest’ultima la principale bandiera d’Italia. Della bandiera d’Israele ognuno ha la considerazione che meglio crede. Con buona pace di Riccardo Pacifici e Pier Ferdinando Casini la protesta è ancora ammessa nel nostro ordinamento costituzionale, potendo anche scegliere nella nostra civiltà mediatica quelle forme che paiono più efficaci. Di certo il trattamento riservato alla bandiera di Israele è un modo assai efficace per esprimere il proprio pensiero su Israele, stato accusato di genocidio e razzismo. Sarebbe stato difficile trovare altro modo più efficace e suggestivo per suscitare interrogativi in chi non è sufficiemente informato o è gravemente disinformato. Donna Fiammetta dovrebbe apprendere che purtroppa – e senza mia colpa – ella è stata nominata al parlamento italiano, non in quello israeliano. Ha sbagliato candidatura: doveva candidarsi alla Knesset, o come altri si chiami il parlamento israeliano. È quella la sua vera patria. Come italiano, cittadino, elettore e militante nel Popolo delle Libertà devo amaramente constatare che donna Fiammetta Nirenstein è totalmente inadatta a rappresentare gli interessi del popolo e della nazione italiana: il suo cuore batte altrove, la sua bandiera è quella israeliana, la teoria della doppia nazionalità ed identità è assolutamente inaccettabile e Gianfranco Fini dovrebbe prenderne atto.

Ipocrisia ed impotenza parlamentare

Non si capisce per quale motivo? Lo si capisce, se si vuole. Le assemblee parlamentari delle nostre Eccellentisseme democrazia sono in mano alle Lobby sioniste che possono comprarsi tutti i parlamentari di ogni partito, di maggioranza ed opposizione, come si comprano le arance al mercato. Avete mai sentito parlare dell'AIPAC? Fratelli d'Italia & Co. è l'equivalente italiana dell'AIPAC; lo avete al governo! Signori Onorevoli, siete patetici, ed anche colpevolmente patetici. Cosa potreste fare? Chiamare il popolo a scendere nelle strade e nelle piazze. Stabilire presidi permanenti nelle piazze. Creare delle staffette fra il popolo in presido nelle piazze con ogni assemblea istituzionale dove si delibera. Ve la sentite di farlo? No! Siete complici anche voi! Reggete il gioco contro il quale fate finta di opporvi. Chiacchiere e tutta resta come prima, peggio di prima! Siamo in democrazia ed a voi vi hanno lasciato parlare anzichè arrestarci se a parlare siamo noi. La democrazia è salva. Il santo è stato gabbato.

Video You Tube.


Mi è arrivata una bolletta di oltre 900 euro! Cosa c'entra? Tutto si lega! Ed è questo il modo in cui un popolo è costretto a scrollarsi di dosso 80 anni di lavaggio del cervello, di inganni, di manipolazioni.



mercoledì, aprile 29, 2026

Chi meno è più parla! Sulla libertà di pensiero in Germania.


Stavo per scrivere un altro post, destinano al primo dei miei blog, linguistici, dove studio la lingua tedesca, e di cui darò poi i links per quanti fossero interessati. Sto facendo una raccolta di canali you tube in lingua tedesca, per ragioni di studio. E mi sono imbattuto nel Canale della Frankfurter Allgemeine Zeitung il quale ha un banner davvero sorprendente con la sola scritta: FREIHEIT BEGINNT IM KOPF. Significa: LA LIBERTA' COMINCIA NELLA TESTA! Bellissimo e verissimo. Il guaio è che in Germania, e specificamente nel Frankfurter di libertà non ve ene è per nulla, e se per caso qualcuno si azzarda a crederci ed a dire quel che pensa finosce dritto in galera dove sconta anche cinque anni di carcere solo per aver letto qualche libro proibito, il cui autori di carcere ne scontano anche per dodici anni. Si ricordi che lavorava al Frankf urter un certo giornalista di nome Udo Ulkotte, che scrisse un libro tradotto anche in italiano "Giornalisti comprati", dove si narrano tante cose che non voglio riferire senza avere il libro sulla mia scrivania, in modo da farne citazioni testuali, indicando il numero di pagina, e riportando il brano. Aveva perfino annunciato un altro libro che intendeva scrivere, dando altre rivelazione. È morto prima che il libro potesse scriverlo. Nella mia esplorazione dei media tedeschi, per rinfrescare il mio tedesco, presterò particolare attenzione agli infiniti casi in cui proprio in Germania la libertà di pensiero viene repressa. A Monaco lo ha detto perfini il vicepresidente americano Vance, che non hanno potuto mettere in galera per avero detto.

Le televisioni di regime sono inguardabili!

Paolo Del Debbio

Si vedono sempre gli stessi quattro idioti e mascalzoni che pretendono di essere l'opinione pubblica, o meglio che pretendono di influenzarla. Loro parlano. Cji per avventura li ascolta non può inetrvenire per contraddire e confutare. E quindi loro pensano che sia passato la linea, perchè nessuno si è opposto a loro. Il pubblico poi deve essere un pubblica pagato oer ogni singolo battere di mani, Applaudono una cosa, ed il suo opposto... Difficile immaginare un pubblico fatto di scimmie ammaestrate. Che siano pagati lo so per certo, in generale. Ai tempi del liceo ricordo un mio compagno che aveva trovato come lavoretto, l'andare a battere le mani. «Ti pagano?» «E se non ci pagavano, dove lo trovavano tanti coglioni che battevano le mani ad un loro segnale?» Da allora non credo che le cose siano cambiate e che questa prassi sia cessata. Il conduttore poi, un Del Debbio, ad esempio, pontifica letteralmente: distribuisce lui le ragioni ed i torti. E qui mi fermo, per non scendere troppo nel dettaglio. Perché mi autoaffligo guardando simili trasmissioni? L’ho giù detto altre volte. È per monitorare l'ideologia di regime, che per fortuna ha sempre meno mordente, per implosione interna.  Almeno a me così pare. Sono così falsi, ipocriti indecenti i loro discorsi, che io confido si autodistruggono.

A proposito di 25 Aprile in Roma. C'ero! Non nel momento dello sparo. Ho atteso in San Paolo, al parco Schuster, l'arrivo del corteo che partiva da Piazza di Porta San Paolo, deviando poi per la Garbatella, e facendo il giro. Non ero presente al momento dello sparo. Me ne sono andati prima che Landini terminasse il suo discorso dal palco. Se mi avessero concesso di salire sul palco, gli avrei chiesto:

– come mai che il Sindacato non fece una sola ora di sciopero quando veniva smantellata l'industri pubblica che aveva permesso il Miracolo italiano? Non era stata l'IRI, ossia la stessa formula oggi presente in Cina, una combinazione di pubblico e privato? E l'IRI non è stato un dono del Fascismo? Sono andato alla festa della Liberazione, ma ogni volta che ho occasione di esprimermi, dando un giudizio storico, spiego che la Liberazione non è quello che non cìè mai stata, essendo stati sconfitti e passati sotto dominazione americana, ma una Liberazione che ancora deve venire, e che dobbiamo guadagnarci. E quindi non una festa del passato, il 25 aprile, ma una festa per il futuro, per una Liberazione che dobbiamo ancora conseguire.

Ho notato nel talk show quanta ipocrisia dava spettacolo di sè. Nulla mi toglie mai dalla testa che chi con tanta enfasi parla di odio (altrui) in realtà palesa la sua ipocrisa e la sua stupidità che proprio tanta, tanta e che ormai non mi fa più arrabbiare o indignare. L’elemento più grave di tutto questo 25 aprile è stato lo sparo in San Paolo. Hanno scoperto che a sparare è stato un giovane ebreo, qualifivcatosi come appartenente alla Brigata Ebraica, ma è stato sconfessato di un tizio, che non è il comandante generale in Italia della Brigata Ebraica, con la lista dei Brigatisti immatricolati, ma il direttore di una specie di Museo. Dicertente la pretesa della stessa Brigata Ebraica di mettere il cappello sull'intera manifestazione del 25 aprile, dalla quale anno dopo viene respinta.

Al grande storico Del Debbio, conduttore televisivo, collega di Barbero, oltre agli svarioni, mi sarebbe piaciuto poergli sbattere in faccio che la storia non è una banale elencazione di fatti, che possono essere sempre gli stessi, ma la loro interpretazione. E nel caso delle Brigata Ebraica oltre ad essere stata inconsistente, aveva una finalità ben diversa dalla Liberazione dell'Italia, che aveva invasa come fanalino di coda con i Britannici. Il suo vero, autentico ed unico scopo era la preparazione, an che tecnico-militare per la Pulizia Etnica della Palestina del 1948. E potrei fare altri esempi delle banalità e falsità che ogni sera tocca sorbirsi, e che sono finalizzate a rendere idiota il pubblico che segue simili trasmissioni senza riuscire a farne decostruzione critica.

Libri di storia? Quali? Quelle che parlano delle "saponette"? Di saponette e paralumi non ve ne sono mai state... La storiografia bollata come "negazionista" ha demoliti simili fandonie, che sono state espuntte anche dalla contrapposta storiografia detta "sterminazionista". Ma non sono queste le cose di cui mi interesso abitualmente. Bensì altri aspetti che vengono deliberatamente taciuti. Proprio ieri mi è detto di una persona in Germania, mi pare di nome Schäfer, che sta ancora scontando cinque anni di carcere non per avere scritto uno di questi libri, ma solo per averlo letto. E non è il solo caso a mia conoscenza... Ma mi tocca sentire questi idioti parlare di storia, di libri, di "carcerazione scolastica" per far inculcare la storiografia di regime, una sorta di olio di ricino ideologico.

Poveraa Italia, che festeggia una Liberazione che è il suo Asservimento.

L'Occidente visto dal sud, ossia da Seminara, sulla punta dello Stivale.


Finora ho fatto una certa fatica a mantenere distinti nello scrivere i miei più ampi interessi di geopolitica e di cultura generale da quelli più delimitati e circoscritti di storia patria. Ogni volta che da Roma mi sposto in Seminara, mi congedo dagli amici romani dicendo che mi ritiro in un posto fuori dal mondo e fuori dal tempo. Come ai tempi della peste, è qui che mi sono rifugiato per sfuggire non al covid, al quale non credevo, ma al vaccino per il covid, di cui adesso tutti o quasi ammettono che sia stato una truffa, un inganno, un esperimento di controllo sociale. Ed ho dovuto patire affronti e discriminazioni per mantenere la mia posizione. Non è di questo ciò di cui adesso voglio parlare, ma di quella mia opinione secondo cui ritirarsi in Seminara, vicino alla più nota Gioia Tauro, era come uscire fuori dal mondo e dal tempo. A farmi ricredere è stata una bolletta del gas di oltre 900 euro che mi è giunta per la mia casa di Seminara: mai a mia memoria così alta! Ed è chiaramente un regalo dell’Occidente, di Trump, di Netanyahu, di Giorgia Bacia-deretano prima di Biden, poi di Trump,  ed ora presa a calci dal padrone a cui si era in ultimo votata. In una recente esternazione del Prof. Alessandro Orsini in Italia quella Israel Lobby che è ben nota negli USA ha il suo equivalente in Italia esattamente in Fratelli d'Italia e nel governo attualmente in carica. Nella memoria di ognuno di noi vi sono cose, anche piccoli particolari, in apparenza insignificanti, che però si imprimono e restano, mentre altre cose oggettivamente più importanti si dimenticano. 

Ad esempio, per l’idea che ci siamo fatti di Occidente ricordo decenni or sono le guance gonfie di Angelino Alfano, allora delfino designato di Berlusconi, che in non so più quale convegno suonava altisonante che "noi siamo occidentali". Lui che è catanese... Altro mini-ricordo: un simpaticissimo ragazzo, che mi era compagno nei corsi di francese a Strasburgo, ai famosi corsi estivi che vi si tengono, con iscritti da ogni parte del mondo. Terminato il corso ed ognuno tornato alla sua sede, mi mandò una volta una cartolina o una lettera proprio da Catania, indirizzata a Roma, mettendo il mittente del suo indirizzo: la via, la città: Catania, e sotto ancora: SICILIA! La cosa mi stupì e mi rimase impresso solo questo particolare, mentre di lui ho dimenticato tutto il resto, incluso il nome ed il volto dell’allegro e scherzoso compagno al corso di lingua francese. Forse fu per celia, ma l’unico ricordo che di lui conservo ancora,  fu l’aver scritto egli SICILIA, come se fosse al pari di FRANCIA, ECUADOR, GIAPPONE...

Orbene, se ci si vuol prendere la briga di cercare sulla carta geografica, si vede che Seminara è al centro


geometrico del Mediterraneo, ed è l'estremo sud della massa continentale dell’Europa, tolte le isole. Una aspetto su cui non ho riflettuto abbastanza, ma che sarà oggetto di ricerca ed approfondimento della nostra Società di Storia Patria: il territorio di Seminara era la terra degli antichissimi Itali, da cui poi venne il nome che con i Romani fino ad oggi si estese a tutta la Penisola. L’identificazione con un inesistente Occidente è stato il prodotto dell’egemonia americana che durante l’ultima guerra sbarcò in Sicilia per occuparla e colonizzarla. Ed è anche la forma odierna della nostra alienazione nazionale, culturale, etica, morale. Oggi Sigonella è la più importante base militare statunitense, da cui gli aerei partono per bombardare gli iraniani e per integrare il genocidio di Gaza, dei palestinesi, dei libanesi. È dalla Terza Guerra Golfo che mi è arrivata in Seminara la bolletta di oltre 900 euro, in assoluto la più alta che abbia mai pagato. E me ne aspetto di ancora più salate per la gioia tutta alfaniana di essere "Occidentali". Ma è pure dal Golfo che possono arrivare i missili "difensivi" iraniani con gittata fino a 4.000 km. Dice giustamente il mio semi-omonimo Lucio Caracciolo che queste basi non sono più un ombrello, a difesa della nostra libertà, come una volta ebbe a dire l'ineffabile Vittorio Sgarbi - altro minimo particolare che mi si è impresso nella memoria - ma un... bersaglio, come dimostrano le basi americane colpite e sbrindellate nell’area del Golfo. Si guardano bene i militari americani dall’abitarvi: si sono spostati negli alberghi civili, dove vengono pure bombardati se scoperti. Tutte cose che i giornali del mainstream non ci dicono...

Abitando in Seminara, dove sono nato, devo confessare che al di là di ogni dibattito non mi è mai dispiaciuta l’idea del Ponte. Per me significherebbe una familiarità quotidiana con l’altra parte dello Stretto, che con un ponte sarebbe raggiungibile in poche decine di minuti, mentre oggi è uno strazio la traversata con il traghetto, cosa che si fa solo se è proprio necessario andare in Sicilia, per qualche ragione importante, non per prendere un caffè, fare una passeggiata, incontrare un amico, consultare un archivio o una biblioteca, andare ad un ristorante. Non so se lo faranno, o se io vivrò abbastanza per vederlo, ma quello che mi fa impressione è che la spinta a farlo o meno non è data dalla auspicabile maggiore unione di un’area culturale del tutto omogenea, l’area dello Stretto, di Scilla e Cariddi, al centro del Mediterraneo. Sento dire e sospetto sia davvero così, che questa spinta sia stata dettata da ragioni ed interessi militari degli USA, che occupano militarmente la Sicilia. Di certo questa idea di Ponte non mi piace! Ed infatti non avrebbe senso un Ponte che non fosse organicamente collegato con la restante rete stradale e viaria. Reggio Calabria come città metropolitana è soltanto un’idea sulla carta e non ha nulla a che fare con la città metropolitana di Londra, dove ho vissuto per un poco di tempo.

Qui mi fermo, per dire che penso di unificare mei miei blog l’approccio della mia scrittura, che ora diventa una sguardo anti-occidentale fatto partire dall’estremo Sud d’Italia e d’Europa, dall’antica terra degli Itali. Per cui gli Amici che mi seguono spero non trovino stonato e fuori luogo la mia campagna promozionale del 5 x 1000 a favore della Società di Storia Patria degli antichi ITALI ossia per recuperare e conservare con studi, ricerche, eventi la Memoria storica delle nostre origini e della nostra Identità di Italiani!

domenica, aprile 26, 2026

Appunto! Cosa ha a che fare Giorgia della Garbatella con Enrico Mattei?


Mi trovavo una sera a cena in casa di amici, e fra questi vie ra una gentile signora che è una fan accanita di Giorgia. Orbene, a me non piace distogliere nessuno dalla sue convinzioni, e meno che mai compromettere dei buoni rapporti di amixia preesistenti con accanite discussioni su materie politico-partitiche. Cerco di cambiare discorso quando la conversazione slitta verso questi temi, ma non ho potuto trattenersi dallo sbottare quanto la gentile signora ha pronuncia il "piano Mattei" come una delle grandi imprese del governo di Giorgia: "E cosa ha a che fare lei con Mattei?!". Adesso scopro, apprendo che lla famiglia del defunto Mattei allo stesso modo ed ha diffidato Giorgia dall'uso del nome del proprio familiare, ucciso dagli americani, ritengo, e che ceretamenter si rivolta nella tomba a sentirsi strumentalizzato da una Giorgia della Garbatella... Attenzione! Il mio non è maschilismo consistente nel non voler ammettere che ua n donna possa ricoprire la carica di presidente del consiglio, capo del governo, guida del Paese. Prova ne sia l'aver io aderito ad un Social il cui titolo e programma è di proporre Francesca Albanese come Presidente del Consiglio in luogo di Giorgia,,,

• Mi dispiace, ma non riesco a ritrovare il link alla fomnte da cui ho preso l'immagine.

venerdì, aprile 24, 2026

Lettera aperta al presidente dell'XI Municipio in Roma, sul tema dell'«antisemitismo».

(Testo in elaborazione, in tempo reale)

 Al Presidente dell'XI Municipio del Comune di Roma, città metropolitana.


Nel seguire con ampio spettro le problematiche geopolitiche che discendono dall'aggressione all'Iran, su spinta dello Stato di Israele, non perdo di vista le posizioni che al riguardo vengono espresse dalle Comunità ebraiche d'Italia, direi tutte quante schierate a sostegno della politica d'Israele e strenue "disconoscitrici" dell'esistenza di un Genocidio in Gaza, in Libano, in Cisgiordania, ovvero della pulizia etnica del popolo palestinese e dei crimini di guerra e contro l'Umanità, sanciti da Corti internazionali di giustizia oltre che dal riconoscimento e dalla condanna unanime di tutti i popoli della terra, e trovo anche specifiche prese di posizione riguardante il Nostro Municipio XI, dove risiedo, almeno dal 1989. Questo sostegno pubblico da parte di ebrei delle politiche genocidarie del governo di Israele suscita reazioni che vengono rubricate come antisemitismo e per le quali si invocano leggi repressive già esistenti ed altre ancora più repressive da introdurre.

Riprendo dalla più faziosa e becera rassega stampa sionista, "Informazione Corretta", i seguenti articoli:

a) Sul Riformista (diretto da Claudio Velardi) del 23 aprile 2026, con titolo "Fabiana Di Segni. "Io, ebrea colpita e isolata del Pd". Intervista di Luca Sabione a Fabiana Di Segni.

b) Oggi 24 aprile 2026, su Il Tempo (diretto da Daniele Capezzone), altrp articolo con titolo: "Osservatorio antisemitismo bocciato, manca un voto del Pd". A firma davide Di Segni.

Prima di affrontare il merito, testuale ed analitico degli articoli sopra citati,  pare opportuno palesare che nella precedente Amministrazione Comunale e Municipale, essendo io stato candidato con il Movimento cinque Stelle, avrei potuto risultare con buona probabilità Sindaco del Comune di Roma, in luogo della Signora Raggi che venne poi eletta, con ancora maggiore probabilità Consigliere capitolino, e con ancora maggiore probabilità Presidente dell'XI Municipio in  luogo dell'amico Mario Torelli, da me introdotto nella militanza pentastellata dell'XI Municipio, o come minimo Consigliere municipale. Mi manca la cognizione di cosa abbiano poi fatto gli eletti cinque stelle al Municipio XI, nella passata Amministrazione, avendo perso ogni contatto con gli antichi compagni. È un tassello di conoscenza che mi manca, ma non è questo ora il punto. Di certo hanno perso il Municipio non essendo stati riconfermati.

Malgrado la piena assoluzione ed il reintegro d'urgenza da parte del giudice all'interno del M5S da dove in parecchi eravamo stato espulsi, non vi è stato il reintegro nelle liste e concorrenti interni di scarse competenze e  valore hanno potuto avvalersene. È stato come un assalto alla diligenza. La mia candidatura non è vi stata per gli attacchi e le ostilità che mi sono venute dalla Comunità Ebraica Romana, come è largamente documentabile da numerosi interventi di personalità del mondo politico e da una forsennata campagna di stampa denigratoria (partita da "Informazione Corretta" e sottobosco) che si trova ancora largamente in rete. Su queste vicende che mi riguardano mi è stato suggerito di scrivere un "Istant book", ma sono riluttante a farlo per più motivi che non sto a descrivere. Posso però qui ricostruire gli aspetti principali ed i momenti salienti della vicende che mi riguardano sul piano personale, ma che sono anche di grande rilievo costituzionale se si prendono gli artt. 21 (libertà di pensiero) e 33 (libertà di ricerca ed insegnamento). 

Da quando parte la storia?

Secondo la mia ricostruzione tutto comincia da "Piombo Fuso", nel dicembre 2008-gennaio 2009, dire l'atto preparatorio del "genocidio" di gaza ancora in corso: ormai il termine "genocidio" non può essere più respinto. Lo fanno, qua da noi, generralmente, i soli "cittadini italiani di religione ebraica", come si deve rigorosamente dire se non son si vuol essere tacciati di "antisemitismo", anche poi detti cittadini perlomeno in taluni casi che ho potuto udire con le mie orecchie si dichiarano e professano "atei", ma sempre "cittadini etc." bisogna dire per non essere tacciati di Odiatori degli Ebrei ed Antisemiti.

"Piombo Fuso" mi coinvolse emotivamente in modo assai forte, come non era mai avvenuto in  precedenza per un fenomeno di carattere storico e politico. Partecipavo a tutte le manifestazione, facevo tutto quel che potevo, ma soprattutto.... scrivevo! Proprio su questo blog.  Non essendo del tutto ingenuo (lo sono in generale) mi aspettavo attacchi da parte ebraico-sionista, ma forte della mia onesta e purezza di cuore non temevo. Vi fu tra i miei amici e contatti uno che indovinò l'attacco che mi avevano ordito. Vedrai... Faranno uscire articoli su giornali dove scriveranno "Professore dell'Università di Roma.... bla bla". E così fu! I miei numerosi post di allora devo aver attirato l'attenzione su di me. Ero in contatto con Vittorio Arrigoni che mi rispondeva da Gaza. Una volta addirittura con mia sorpresa ricevutti una telefonata da una voce femminile la quale mi chiedeva di salire su una barca per andare a forzare il blocco di Gaza. Io risposi un poco scherzosamente dicendo che per prima cosa avrei dovuto fare ancora testamento, ma che se poi ciò che interessava era la mia qualifica universitaria, perché ciò avesse valore avfrei dovuto per prima cosa informare la mia Università La Sapienza ed ottenere una specifica autorizzazione. Sapevo che in Gaza esisteva una Università (ora bombadata e distrutta). Avrei potuto chiedere un permesso qualificato per recarmici a tenere magari un seminario su Thomas Hobbes o Carl Schmitt, autori di cui mi occupavo. 

Devo qui ribadire con la massima fermezza ed assolutezza che avevo ed ho sempre tenuto distinto il mio lavoro universitario, sempre rigorosamente delimitato all'ambito disciplinare, da quello che poteva essere il mio impegno di comune cittadino, sensibile a temi etici e politici. Non temo smentite e nessuna contestazione mi è stata fatta: il massimo Consiglio di Disciplina del Consiglio Universitari Nazionale, al quale ilo rettore Frati, amico del rabbino Di Segni, mi aveva deferito, mi dovette assolvere con fromula piema per inesistenza del fatto e del diritto: il quotidiamo Repubblica si era inventato di sana pianta che io avessi tenuto Lezioni all'università sull'Olocausto sostenendo tesi curiose che mi venivano attribuite, lezioni per giunta un un periodo, in cui non tenevo Lezione...  Insomma... Non ho mai ricevuto scuse dalla Comunità ebraica che chiedeva apertamente il mio l,icenziamento. I giornali che mi avevano sbattuto in prima pagina come il mostro di giornata si guardarono bene dal pubblicare la notizia della mia assoluzione piena. Un direttore di giornale di cui non farò mai il nome rifiutò ad un giornalista l'articolo con il quale dava la notizia dell'assoluzione. Beppe Grillo chiese una transazione, mi diede del danaro e una risicatissima dichiarazione di scuse... Con Donatella De Cesare che contin uava ad attaccarmi ebbi un epico scontro in un convegno al Palazzo di Giustizia sul quale in questo blog si trova un mio resoconto scritto sul momento e che aspetta di essere ancora corretto. In una successiva occasione nella quale quale avrei potuto incontrami e confrontarmi con la "collega", avendolo saputo, si feee venire la febbre a 40 e non si presentò...

Mi accorgo però che mi sto dilungando oltre misura. Cerco di ritornare dentro i binari salvo una spiegazikone che devop dare riguardo al sabotaggio delle mie candidature politiche. Nelle clip di propaganda elettorale che il Movimento stava organizzando per ognuno che si candidasse avevo dichiarato che come Filosofo del diritto mi sarei adoperato in ogni sede dove fossi stato eletto principalmente per l'abrogazione di ogni normativa che limitasse o cancellasse la libertò di pensiero, di espressione, di ricerca, di insegnamento, in primis: la legge Modigliani-Taradash-Mancino! Curiosità: Io votai quel Taradash che produsse una simile legge insieme a Modigliani: come Modigliani dice in un video YT Mancino mise solo la firma! Quella legge è una legge tutta "ebraica", dovuta alle stessa Lobby che di recente al Senato ha fatto passare la Legge di contrasto dell'Antisemitismo, per la quale chi si azzarda a criticare Israele viene incriminato sulla base della Legge Mancino.

Una chicca, che qui non posso omettere.

Durante quei pochi giorni (spiego pià aventi il pochi giorni) il canagliume mediatico mi avventava, lasciai entrare in casa una signorinetta della Rai che nella mia tranquilla coscienza accolsi. Costei di punto in bianco mi chiesi se fossi... "antisemita". Ne rimasi sorpreso e sconcertato. Se oggi la scena si ripetessi, le chiederei: sei per caso una puttana? una prostituta, dove batti, quali prezzi fai? e simili.

Non mi sottrassi comunque alla domanda, e risposi dopo un momento di sconcerto, senza esitazione, non una, ma tre volte: 1ª risposta: No! 2ª risposta: Se qualcuno mi spiega, cosa significa antisemita, gliene sarò grato. 3ª risposta: per cercare di capirlo sto leggendo tutti i libri al riguardo che trovo nella Biblioteca del mio Dipartimento di Teoria dello Stato. Ricordo ancor con sconcerto come il cameran puntasse l'obiettivo della sua telecamera sui libri un poco in disordine delle biblioteca del mio studio, come fossero corpi di reato: pistole, bombe, bazooka... Alcuni libri era in buona evidenza, per una ragione molto semplice: essendo libri non miei, ma delle biblioteche dalle quali le prendevo in prestito e dovevo restiturli. Dovevo evitare che si confondsssero con i miei propri libri e non riuscissi a trovarli... Una volta, non trovandolo, dovetti ricomprare il libro che avevo preso il prestito dalla Biblioeca del Centro Cultuara in piazza San Luigi dei. Francesi.

L'intervista apparve poi tagliata la sera sulla terza rete Rai (un conduttore di cui ricordo che era sempre a passeggio), ma fu soppressa la prima e la terza risposta, e col sola seconda risposta data, venivo fatto apparire come un ignorante che non sa cose ovvie.

Ma tanto ovvia la definizione di "antisemitismo" non doveva essere, nel 2009, epoca dei fatti, se poi anni dopo la nota IHRA e anche in Gerusalemme sentirono il bisogno di dare essi una definizone scientifica e normativa di cosa l'«antisemitismo» sia!

Ritorno un momento sui "pochi giorni" in cui mi trovai su tutte le prime pagine. Durò fortunatamente poco perchè la scena mi fu rubato da quel Marrazzo che era allora presidente delle Regione Lazio, Fu intervistato anche ljui perchè dicesse qualcosa sul "mostro" che sarei stato io. Farfuglio qualcosa come che avrebbe voluto guardarmi in faccia per farmi pensare ai bambini di Auschwitz... Io la chiamo Giustizioa del Cielo... Una persona di cui aveva molta stima mi ha detto che la mia è una bestemmia, perchè Dio non si interessa delle cose umane, delle faccende che Umano regolano nei Tribunali Umani... Una concezione che mi fa ricordare le mie lezioni di greco al Liceo... Mi pare si parlasse di Lucrezio... Dio esiste, ma domora negli intermundi e soprattutto non si interessa delle vicende umana... E dunque neppre dal Cielo ci si può aspettare quella Giustizia che non si ha neppure dai Tribunali Umani? Sarò pure blasfemo, ma tre giorni dopo vidi nella stessa televisione quel Marrazzo che voleva guardarmi negli occhi nascondere la sua faccia davanti agli stessi giornalisti... Non è giustizia del cielo questa? Per invocarla ed ottenerla io sto molto bene attento da sempre a non nutrire mai sentimenti di "odio". Proprio da Spinoza, filosofo ebreo espulso e scomunicato dalla Comunità ebraica di quel tempo, ho ben appreso e messo in pratica che il sentimento dell'odio fa male soprattutto, principalmente a chi nel suo animo lascia albergare un simile sentimento che è una malattia dell'anima e nuoce alla pienezza dell'esssere che ogni uomo virtuoso durante la sua vita deve cercare di perseguire. Sempre Spinoza. oggi odiatissmo dagli ebrei, definiva il giudaismo della sua epoca come una religione culturale dell'odio. Io per i miei post, ogni volta che devo citarlo, ne ho ricavato un Teorema di Spinoza: io giudeo/ebreo odio te, non ebreo, affi nchè tu possa a tua volta odiami, ed io odiarti ancora di più, per il fatto che tu mi odi. Concludo si questo punto dicendo cheda filosofo del diritto considero barbarica ed idiota una legge che pretenda di normare i sentimenti umani. Al massimo si ottiene non un contenimento dei "discorsi di odio" ma un incremento delle forme di Ipocrisia. Un breve cenno ad Alemanno, che ispirato dagli ebrei, voleva che "mi cacciassero- dall'Università": non so se è uscito lui di galera...

Ma riprendiamo il filo del discoros. Antisemitismo, dicevamo?

Dalle miei letture di cui rispondevo alla Signorinella Puttana nelle vesti di giornalista è emersa una triplice distinzione, su cui avrei ancora molto da lavorare e documentare, ma ne ho poca voglia e tempo, e soprattitto credo di aver già conseguito i risultati pratici che servono.

Vi è una triplice distinzione che le persone in chiara malafede, che speculano, non vogliono tener presente:


antigiudaismo: è insito nella nascita del cristianesimo. Io cristiano posso avere verso di te ebreo tutta la Carità che è l'essenza stessa della dottrina di Gesù Cristo, contenuta nei Vangeli, ma non posso sottoscrivere la crocefissione che sempre nei Vangeli è attribuita agli ebrei spinti ed irretiti dal Sinedrio, dai rabbili, al punto da preferire Barabba a Cristo. Con denaro dei contribuenti italiani sarebbe stata finanziata la traduzione italiana del Talmud. Onnivoro di libri come sono, andrò a verificare appena posso, Ma riprendendo citazioni di altri parrebbe che per il Talmud Gesù Cristo altro non sia che un volgare malfattore giustamente messo in croce dal Romani, mentre sua madre Maria altro non sarebbe stata che una prostituta, una puttana. Su questi fondamenti di dottrina religiosa io da cattolico battezzato e cresimato proprio non capisco qualo deialo inter-religioso possa esserci. Meglio mi ritrovo ed accompagno con gli islamici, coi i musulmani, per i quali Cristo e la Madonna sono figure "venerate". Figure "adorate" non è possibile, perchè mi è stato spiegato che per loro l'«adorazione» è riservata unicamente a Dio... Ma non mi addentro nella Teologia, cristiana ed islamica. È da aggiungere che nel corso dei millenni a questa base religiosa si sommano poi motivazioni di carattere politico e sociale. Nei secoli in cui la Chiesa deteneva anche il potere politico e statuale gli ebrei non furono mai sterminati, cancellati interamente, come invece avvenina per le sette e i movimenti ereticali cristiani: i Catari, i Templari... Ripercorrerne la storia è materia certamente avvincente, ma occorre del tempo e molto lavoro di studio e ricerca. Oggi comunque dopo che con il Papa Polacco l'Ebreo è stato riconosciuto come Fratello Maggiore (Caino?) di antigiudaismo direi che più non ne esista proprio... Se mai, a passarsela male sono i Cristiani...  Si va afferamendo sempre pià una nuova religione: l'Olocausto non è un fatto storico la cui competenza deve essere lasciata a storici e ricercatori che con pieno diritto e riconosciuta libertà possono e devono occuparse, ma è diventata una vera e propria religione che va sostituendo il cristiamesmo... Sempre meglio che l'aperto Satanismo che parrebbe del tutto prevalente negli Usa...

antisemitismo:  e veniamo qui al tema dolente. Sono già stanco e cerco di farla breve. Per le ragioni sopra dette, parlando di anti-giudaismo, le comunità ebraiche avevano nel corso dei secolo avuto una legislazione tutta distinta, tutta a parte. Da un punto di vista teorico ed erudito il tema è interessante, e mi piacerebbe avere il tempo per studiarlo ed approfondirlo. Ho citato sopra Spinoza, che visse in Olanda nel Seicento. È istruttivo leggerne la biografia ed il contesto sociale e religioso in cui viveva. Tutto questo comunque cambia con la rivoluzione francese che introduce il sistema giuridico ancora oggi vigente: il principio del diritto EGUALE in opposizione a quello fondato sul "privilegio" e sull'appartenenza sociale o religiosa. Da qui venne vuori l'equiparazione degli ebrei a tutti gli altri cittadini dello stato per quanto riguarda almeno il diritto: tutti eguali davanti alla legge. Per gli ebrei si posero subito delle problematiche che nel 1844 vennero trattate nella Questione ebraica, di Karl Marx (1818-1883), lui stesso ebreo di nascita (circonciso?), ma anche in assoluto in fondatore della più rigorosa e scientifica teoria dell'ateismo. Di lui mi piace ricordare e vorrei andare a rileggere come nel suo epistolario rideva del nascente sionismo, impersonato da alcuni suoi contemporane... Moses Hess, se ben ricordo. È in questo periodo, DOPO la rivoluzione francese, che in linguistica comincia ad apparire il termine antisemitismo, antisemita. Inizialmente, l'equiparazione dei diritti degli ebrei suscitò una forte reazione da parte degli altri cittadini dello stato, i quali non si fidavano della lealtà di questi nuovo concittadini. Apparivano loro come una setta ostile. È da dire, e da studiare, che l'equiparazione favorì anche il fenomeno della assimilazione. Molti ebrei, potendo sottrarsi alla tirannia dei rabbini (leggasi la vita di Spinoza), gettarono alle ortiche il loro ebraismo/giudaismo e divennero cittadini che si confondeva con tutti gli altri: non dichiaravano e nessuna sapeva o rinfacciava le loro origini giudaiche. All'incirca il fenomeno è paragonabile a quello degli odierni immigrati clandestini ed irregolari. Per tutto l'Ottocento  l'antisemitismo era diffusa ed assolutamente legittimo: esistevano apposite associazioni che si intitolavano di essere "antisemite". Proprio sul finire dell'Ottocento è notissimo il Caso Dreifus. Ma il modo in cui se ne parla è sempre impostato sull'innocenza di Dreyfus, Era innocente! Questo giudizio è consolidato e nessuno ch'io sappa lo contesta. Ho letto al riguardo un libro ben scritto che ho trovato per 50 centesimi su una bancarella: mi vergogno di averlo pagato così poco... È però possibile un'altra lettura ed interpretazione della storica vicenda. Non destina stupore il fatto che una grandissima fascia di popolazione non si fidasse dell'Ebreo Dreyfus, fosse o non fosse innocente o colpevole?  È un fatto! E poco importa che oggi questo fatto viene colpevolizzato e severamente sanzionato sul piano penale. Era avvocato difensore di Dreyfys un certo Bernard Lazare, pure lui ebreo, al quale si deve la prima Storia dell'Antisemitismo. In una certa pagina, che ho spesso citato, ed anzi riportato nell'edizone originale francese, dove a un certo punto, rivolgendosi ai suoi correligionari fa questo ragionamento: ma se in ogni epoca, in ogni paese, in ogni luogo, presso ogni popolo tutto se la prendono con voi, non che in voi non ci sia qualcosa di peculiare, per il quale dovreste porvi qualche domanda? Tornando al punto e riprendendo le fila del ragionamente, se per antisemitismo deve rigorosamente e storicamente intendersi come negazione, respingimento, opposizione sul piano giuridico della equoarazione dei diritti degli ebrei con quelli di ogni altro cittadini, oggi questo genere di atisemitismo non solo non esiste più, non ve ne è la minima traccia, ma è vero l'opposto: gli ebrei hanno più diritti e perfino autentici privilegi rispetto ai restanti cittadini. Narro a questo punto un aneddotto personale che mi sembra altamente probatorio e che non ho mai dimenticato. Era morto mio padre, e la mia compianta e venerata madre (guai a chi me la tocca!) veniva a percepire la pensione di reversibilità di mia padre, che si cumulava a qualche altra provvidenza... Non ricordo il fatto specifico pensionistico. Non lo capivo neppure allora. Fatto sta che in Roma nella stessa condizione vennero a trovarsi anche donne della comunità ebraica. Ricordo le proteste che vennero dalla comunità ebraica. Ricordo la faccia di Riccardo Pacifici che si era fatto sindacalista e teorizza che le donne ebree avevano conseguito una "benemerenza" che alla mia compianta e veneratissima madre non veniva invece riconosciuta, donna di assoluta virtù il cui unico valore nella vita è stato la Famiglia! Ricordo an che la faccia di Mastella, allora ministro di Giustizia, il quale si diede da fare per trovare i soldi e disse che per le donne ebree erano stato trovate dal bilancio del ministero della Giustizia... Non è privilegio questo? Dove sta l'antisemitismo? e sarebbe interessante fare una ricerca approfondita su molti casi simili.

– Per agevolare chi ha avuto la forza e la pazienza di leggere quello che scritto pongo in forma di tesi la materia del contendere:

– oggi, degli ebrei in quanto tali, non interessa niente a nessuno. Se posso andare ad un volgare espressivo molto efficace: non fotte niente a nessuno! Ciò che interessa e contro cui si reagisce è quello che gli ebrei (israeliani, e loro fan italiani) fanno, non ciò che sono o pretendono di essere, in pratica poi dei circoncisi: una pratica rituale su cui insistono e che serve soltanto a fissare una loro identità oppositiva cerso tutti gli altri, i goym., che fondamentalmente disprezzano e verso cui non hanno rispetto, stima, amore: nessuno per questo ne soffre e si può vivere e sopravvivere lo stesso, se non si è palestinesi, iraniani, arabi)

– per tutti, ebrei, non ebrei, musulmani, atei... la questione divisiva è l'atteggiamento e la poszione che ciascuno ritiene di assumere su eventi politici e geopolitici attuali: genocidio, guerra, Gaza, Iran... Gli ebrei della comunità ebraica romana (12 mila a fronte di 700 mila calabresi) sono assolutamente liberi di pensarla come meglio credono e di comportarsi sul piano pratico di conseguenza, ma non possono pretendere di imporre a tutti gli altri (a 700 mila calabrese... Io ho appesa la bandiera palestinese dal mio balcone, in Calabria)... È finito il tempo in cui Alemanno, pace all'anima sua , appendeva la bandiera di Israele in Campidoglio...

– Se lo vogliono, e ne sono capaci, anche con un ebreo un non ebreo può parlare di Palestina e confrontarsi, ma se non ci accettano le loro vedute non se ne possono uscire a botte di antisemita e fare del vittimismo. Se democrazia significarsi numeri su cui contarsi, in Roma gli Eletti non sono più di 12.000 - Noi calabresei, che abbiamo il massimo rispetto per tutti gli altri, non calabresi, siamo pur sempre 700 mila, ma non abbiamo lo stesso peso e la stessa rappresentanza in Roma del 12 mila ebrei... Naturalmente è una stima quella che faccia, ad occhio, ma possiamo fare analisi e studi sociologici sul peso e l'influenza di ogni singola comunità in Roma.

– Spero che la mia tesi sulla NON ESISTENZA di alcuno fenomeno di antisemitismo sia stata da me sufficientemente illustrata, ma sono disponibile a discuterne ancora nel Consiglio Municipale, se inviatao (prima del 12 maggio) a trattarne.

Passo ora all'

antisionismo. Esiste un bel libro, al quale sempre rinvio, e che vorrei rileggere, essendo passati un poco di anni da quando l'ho letto per la prima volta. Scritto da un ebreo: Shlomo Sand, Come fu inventato il popolo ebreo. Si risale ai Kazari, VIII o IX secolo, quando vi fu una grande conversione nei paesi dell'Europa orientale, da cui discendono la stragrande maggioranza degli ebrei odierni. Ma non è questo il punto che qui ci interessa richiamare. Interessa invece il richiamo a quei capitoli in cui è fatta una mirabile sintesi del formarsi delle dottrine nazionaliste. All'interno di questo dibattito si enucleò la dottrina politica del sionismo, in quanto nazionalismo. Il sionismo è da tenere assolutamente distinto dalla dottrina teologica del giudaismo, anche se la "teologia politica"  (Carl Schmitt) ha spostato il criterio del politico (amico/nemico) nell'ambito religioso: Dio non  comanda il genocidio! Il genocidio lo teorizza e lo pratica. È purtroppo tristemente da riconosce che oggi la stragrande maggioranza degli ebrei, almeno quelli in Italia, si è allontanata dal giudaismo in quanto religiose ed ha abbracciato il sionismo che non è religione, ma come lascia intende un ex ebreo ed ex israeliano come Gilad Atzmon, con il quale mi sono sentito e che mi onoro di avere come amico, è una forma di primatismo razziale a carattere globale: mia sintetica definizione. Ma se non si vuole che io mi richiami a Gilad Atzmon è possibile citare su questo punto tutto il movimento e la dottrina dei "veri rabbini" di Neturei Karta, che g uarda casa ho incontrato in Roma non alla Sinagoga, dove non ho mai messo piede e ben me ne guardo, ma in un centro culturale islamico, dove erano venuti a tenere una conferenza. Per loro l'esistenza dello Stato di israele è una bestemmia davanti a Dio, che deve essere smantellato. È da dire che agli inizi il sionismo aveva poco inquinato l'ebraismo. Uso alternativamente i termini ebraismo e giudaismo, per indicare l'etnia dei circoncisi che possono essere anche atei dichiarati e chi invece pratica piamente la fede religiosa che professa, e che hanno sempre avuto il mio incondizionato rispetto. Cito qui un altro bel libro, letto pure annai addietro, di Gada Karmi, profuga palestinese in Londra, dal titolo che fa pensare ad un romanzo: "Sposata ad un altro uomo". Spinto dalla iniziale propaganda sionista, agli inizi del Novecento, un rabbino di Vienna mandò un suo incaricato a visitare la Palestina. Giunto sul luogo, visitata la Palestina, e trovandola abitata dai palestini, arabi o come li si vuol chiamare, anche indigeni, il delegato mandò un telegramma al rabbino viennese dove era scritto: la sposa, ciè la Palestina, è bella, ma è sposata a un altro uomo:  quella terra era abitata e per nulla deserta come pretendeva la iniziale propaganda sionismo che in sè conteneva genocidio e pulizia etnica: un popolo senza terra per una terra senza popolo! I palestinesi li si volevano cancellare fin dal 1882, quando i primi biluim snarcarono in Palestina. I primi a riconoscerli la mala natura ed a non volerli erano gli ebrei autoctoni, da cui discendo gli odierni appartenenbti a Neturei Karta.

– Una noticina su Giorgio Napolitano, che risposa altrove, sulla sua equiparazione fra antismismo e antisemitismo: non ci capiva un tubo! La sua dichiarazione fu una concessione fatta alla... Lobby ebraica, credo nel giorno in cui andò in visita al Ghetto. Per sincerarmi che non ci capiva nulla, insieme con un mio amico, professore di storia e filosofia in un orestigios liceo torinese, gli scrivemmo una rispettosa lettera per chiedergli quali fossero le sue fonti sulla conoscenza del sionismo. Rispose...  ma non di suo pugno! Affidò la risposta ad un suo consulente, credo ebreo, di cui conservo la lettera e che è di una assoluta banalità. Si badi: non fui il solo a rilevare una simile banalità priva di senso ed indegna della più alta carica dello stato, che peraltro ci trascinò in guerra contro la Libia, con la quale avevamo sottoscritto un patto di amicizia che non esistò a tradire, dietro una telefonata da Obama. Nel gennaio 2009, pochi giorno dopo che termimi il pregenocido di Piombi Fuso, si tenne a Roma un importante convegno sulla guerra israelo-palestinese, i cui atti dovrennero trovarsi in questo blog, o in un altro, sempre mio. A desso non ro-cordo bene, ma mi ri.servo di verificare e di dare il link. Il convegno avrebbe dovuto tenersi all'Università La Sapienza, ma fu annullato dal rettore Frati all'ultimo momento, con una scusa rsibile, ma dietro pressioni non difficili da indovinare, anche se non ho le registrazioni telefoniche. Il conegno si tenne comunque lo stesso in una sala d'albergo, in via Nazionale, do-ve ci spostammo. A parlare c'era anche Ilan Pappe, ben noto storico ebreo israeliano. Al termine della sua relazione vi fu la rituale risposta alle domande, già mandate per iscritto. Una di queste verteva sulla nota equiparazione antisionismo/antisemitismo fatta da Napolitano e da allora sempre ripetuta come una fonte scientifica e normativa. Pappe stentava a capire l'equiparazione, ma rispose dicendo che si deve essere antisionisti se non si vuole essere antisemiti! Cosa significa? Se si fa consistere l'ebraismo (non dico giudaismo, dottrina religiosa dei Netuyrei Karta) con il sionismo, si finisce con il dire che gli ebrei (i circoncisi, etnia) sono razzisti, essendo il sionismo lo stesso che razzismo, e quindi si è antisemiti perchè si dice agli ebrei che sono razzisti, ossia sionisti. Ma queste finezze nelal testa di Napolitano penso non sian o mai entrate, Lui recepì le pressione della Lobby come pure ubbidì ad Obama che ci chiedeva di metterci in guerra contro la Libia: era allora ministro della difesa l'attuale Larussa, presidente del Senato. Da questi uomini siamo governati ancora, o meglio dalla Lobby che li hanno messi al potere.

– Incomincio ad essere stan clo e credo che dovrò distribuire in diverse giornate di lavoro ciò che ho in mente. Ma voglio concludere su questa tripartizione frutto dei miei studi e delle mie riflessioni: antigiudaismo, antisemitismo, antisionisti. Sono  concetti diversi non intercambiabili, come fa costantemente la propaganda e manipolazione mediatica e parecchi personaggi che si qualificano come "ebrei" e si lamentano di essere oggetto di "antisemitismo" se qualcuno semplicemente  dimostra di non condividere le loro analisi ed il loro fervore filoisraeiamo e per davvero "antisemita" in quanto "antipaletinese" essendo palestinesi i veri "semiti" direttamente discendenti dagli ebrei che abitavano il palestina ai tempi di Ges+ Cristo. Con il tempo sono diventati cristiani e poi islamici, allo stesso nodo in cui gli abitali dell'attuale Ucraina si convertirono al giudaismo (per ragioni politiche imposted al loros oovrano) intorno al IX secolo dopo cristo.

• Sono davvero- stanco e mi riservo ad un'altra seduta di lavoro l'analisi deid ue articoli sopra citati. Ma non è stato male aver qui anticpato un mi.o quadro dottrinale dell'argomento.

HO LETTO ora i due articoli di Fabiana. Senza averli prima letti e magari restarne condizionato, anche polemicamente, è stato un bene aver scritto prima la mia parte dottrinale che si trova sopra senza che fapparisse una replica ai testi di Fabiana, che trovo mistificanti. Non  sa di cosa parla e crede che di fronte all'evidenza di un genocidio che supera tutte le narrazioni sulla Shoah ed una guerra di aggressione, illegittima quanto altra mai, di Israele all'Iran, per la quale già tutti soffriamo e continueremo a soffrire  a soffrire apertamente provocata da Israele, e plaudita da tutte le comunità ebraiche almeno nelle loro organizzazioni ufficiali, crede questa signora, militante del PD, che si possa ancora eludere il dibattito politico sulla Questione palestinese che era un tempo tema centrale nella sinistra e che poi gradulmante sparì, come è scomparsa ogni idea di destar e sinistra. Questo tema ora ritorna ad imporsi prepotente e poco importa cosa le burocrazie e le cliente di ogni partito pensano di sfuggire a quello che è diventato un problema etico e morale prima ancora che politico. Trovo abietto il vittimismo di chi sta al riparo da oltre 85 mila tonnellate di bombe, firmata dal presidente siarelano Herzog, sulla testa di donne e bambini palestinesi, davanto allo sport dei soldati israeliani che puntavano al ventre delel donne palestinesi...

Leggerò domani con maggiore analiticitù e decostruzione linguistica il politichese di Fabiana. Col le amministrazioni municipali precedenti avevo in uso di assistere alle sedute considliari, per la verità di non altissimo livello. Se ve ne sarà qualcuna sul tema, andrò ancora una volta ad assistervi. Se vorranno confrontarsi come me, tacciato spesso di "antisemitismo", sarò ben lieto di misurarmi con ogni loro campione che vogliono portare,

Mi scuso per i numerosi refusi, dovuti ad una scrittura di getto. Spero che la comprensione del senso non sia ostacolata. Essendo ora piuttosto stanco, mi riservo alla giornata di domani (prima o dopo la Manifestazione dove penso di andare) la correzione dei refusi e una trattazione sui due testi di Fabiana. Nel frattempo ho mandato all'indirizzo del Presidente del Municipio questa lettera aperta con preghiera di inoltrarla ad ogni Consigliere municipale-.

(segue)

giovedì, aprile 23, 2026

In Gaza, complicità sempre più manifesta nel genocidio.


Che Cristo sia continuamente crocefisso in Gaza l'ho detto non 70 mila volte, ma almeno 70 sì, in parecchi di questi miei post, ed ancora prima su facebook, prima che mi bannassero. Qui però andrebbe fatta un ricerca seria. Se guardiamo agli USA, possiamo ben sapere che esistono associazioni ebraico sioniste come l'AIPAC. È notorio ed ampiamente ammesso che tutti o alemo tutti i parlamentari americani siano finanziati dagi ebrei, in quanto sionisti e filo-israeliani. Lo ammette pubblicamente Trump alla Knesset, dove si era portata la sua finanziatrice (Adelson) che ringrazia pubblicamente. Si tratta di corruzione perfettamente legalizzata, pubblicamente ammessa e che non suscita nessuno scandalo o reazione. Ebbene, siamo sicuri che in Italia non esista lo stesso fenomeno, con la sola differenza che è ancora nascosto e non pubblicamente ammesso. Basta guardare quanti candidati ebrei ci sono in ogni rappresentanza elettiva. Nessuno può candidarsi da nessuna parte se non vi è il placet delle comunità ebraiche, che in Italia non ammontano a più di 26 mila individui. Diversamente non si spiegherebbe lo sforzo che i parlamentari come Ricciardi a capacitarsi dei comportamti di un Tajani e del governo tutto. La legge bipartisano al senato sul contrasto all'antisemitismo è una spia dell'AIPAC occulto in Italia...

Video You Tube.



Estratto sulla miseria diplomatica dell'Italia

Seguito dal Post Precedente:

9) Mentono, travisano, manipolano, speculano, ma ne escono con le ossa rotte, ma si consolano dandosi ragione fra di loro e mettendolo a modo loro, per ingannare chi presta poca attenzione al polverone. <ma bastano pochi rilievi per smascherare quanto riportato in questo video delle / diretta da Enrico Mentana.


a) "Da una parte sola"? L'attenzione è stata tutta da parte italiana verso ciò che un commentatore privato in un suo canale privato pensa di poter dire su fatti di politica estera, per come a lui appaiono e per i giudizi che pensa di poter dare. Si noti che in Russia, dalla Russia possono vedere tutti i canali televisivi italiani.  Gli italiani sono trattati da minorenni e non possono guardare i canali televisivi russi. Sputni e RT sono stati bannati per il pubblico italiano, cpome già da parecchi anni prima le trasmissioni delle emittenti iraniane. Siamo minorenni, ma ogni vanno vanno a sbirciare per noi i Del Debbio, i Mentana, e poi ci raccontano loro cosa succede in Russia, come se la passa la gente, come va la guerra: lo sanno loro, e ce lo raccontano.
b) Il polverone è stato sollevato in Italia, per ragioni strumentali. Pochi giorni prima si era tenuta all'ambasciata russa in Roma la presentazione di un libro tradotto in italiano sulla nuova dottrina strategica russa che era ciò di cui si sarebbe dovuto discutere e fare dibattito. Ci si preoccupa invece di "insulti" rivolti a Giorgia della Garbatella. Evidsentemente sono all'oscuro di ciò che si dice nei crocicchi delle vie. Ma non è questo il punto,
c) Tajani, Ministro Fino a un Certo Punto, ancora una volta ha "preso una conatinata" convocando alla Farnesina alla Farnesina l'Ambasciatore russo, il quale come funzionario della Federazione Russa non è certo tenuto a rispondere sulle esternazioni private di un privato cittadino russo. Le "scuse" non dovute so-no una mera invenzione di Tajani, il quale bonta sua riconosce la liceità di una critica politica, non importa se fatta da un cittadino russo o da un cittadino italiano, ma si lamenta per la "volgarità" delle espressioni usate in ambito assolutamente privato. Il suo predecessore, da ministro degli esteri, Gigino D i Maio il Bibitaro, aveva dato dell'«animale» al presidente della Federazione Russa Putin, verso il quale le espressiono "volgari" in tutti i canali televisvi italiani non sono certo infrequenti, ma nessuno pensa di stilarne un elenco, una raccolta.
d) La clip televisiva rivolta la frittata, ma si contraddicce riportando le dichiarazioni di Maria, la portavoce del Ministero degli esteri russo, che confermo il contenuto politico e diplomatico della Dichiarazione dell'Ambasciatore russo, dopo essere stato concìvocato senza ragione da Tajano, ministro degli esteri Fino a un Certo Punto.
e) Enrico VII Mentana in tutto il suo candore si aspettava della scuse o che almeno tacesse da parte di un commentatore televisivo che vive ed opera in Russia, non a Frascati, ed è cittadino di un paese contro il quale l'Italia ha mosso guerra. Siamo in guerra, ma non ce lo vogliono far sapere. Per saperlo dobbiamo aspettare che ci arrivi qualche missile russo o iraniano sulla testa.
f) Reazione bipartisan di chi? Dove? In Italia, fra i quattro compari di merenda. Continuano ad ignorare allegramente che ormai oltre la metà degli italiani non va più a votare, e la metà che ancora a votare ci va, lo fa in buona parte per ragioni clientelari, come è stato candidamente riconosciuto da un eponente parlamentare del partito di governo. È scandaloso come per costoro, che in modo bipartisan si dividono la torta delle risorse pubbliche (alla faccia di chi non va a votare), semplicemente non esisteno la gran maggioranza che se ne sta al di fuori del sistema dei partiti. Ma se in privato vanno a sentire cosa gli italiani in privato pensano ed in privato dicono su chi sta al governo, o anche all'opposizone in parlamento, scoprirebbe facilmente che le espressioni incriminate al conduttore russo sono infinamente più "volgari" secondo il vocabolario di ogni parlata dialettale d'Italia, inclusa la parlata della Garbatella.
g) Che fosse ebreo Solovyev non lo sapevo e lo apprendo andesso; che gli avessero sequestrato la villa in Italia, lo sapevo ma me ne ero dimenticato, e gliela hanno sequestrato a quanto pare perché russo. A ragione, Vladimire può avere il dente avvelenato. Se aveva comprato onestamente quella villa, pagandone in prezzo, non si capisce con quale diritto possono avergliela sequestrato. Di Zelensky che p di casa in Italia si dice che abbia ville e propriet, acquistate ache con i nostri soldi in ogni parte del mondo. Lo si dovrebbe arrestare, appena messo piede in Italia, ma invece viene ricevuto da Giorgia a baci ed abbracci. Uno strano mondo della politica quello in Italia. Se la prendono con Solovyev, al quale hanno sequestrato la villa.
h) Non mi pronuncio e non mi interessano le ricostruzioni storiche di Solovyev sul fascismo e sulla storia italiana in generale: è uno straniero e non si può pretendere troppo da lui. Ad esempio, gli si può riconoscere che il Fascismo sbagliò di gran lunga a muovere guerra alla Russia sovietica, ma si deve anche ricordare che lo Stato Fascista fu il primo Stato che diplomaticamente riconobbe lo Stato Sovietico. Ma qui si tratta di altro, il discorso è altro, e soprattutto attuale: l'Italia ha mosso una guerra ipocrita alla Federazione russa ancora più scellerata di quella a suo tempo mossa dal Fascismo a Stalin, al comunismo bolscevico.
i) È vero: Giorgia sostiene lo "stato nazista ucraino" e la vediamo in pubbliche effusioni con Zelensky. Su questo Soloviev non fa altro che fotografare la realtà che tutti vedono, anche sulla TV di Enrico VII.
j) Non è quella russa è "propaganda" per giustificare una guerra che da parte russa è stata "difensiva", non "aggressiva". La spartizione della Russia era nelle corde dell'Occidente per lo meno dal 2014. Dopo la caduta dell'URSS gli strateghi occidentale avevano messo nel conto che l'Immenso terrotorio russo si potesse tagliare come le fette del salame. Con Putin, grandissimo statista, questo destino programmato dall'Occidente è stato scongiurato. L'Ucraina dove essere il coltello nelle visceri della Russia. Queste cose le capisce ogni cittadino italiano di modesta cultura ed informazione.
k) L'ambasciatore non ha (avrebbe) preso le distanze, per il semplice fatto che non ha nulla a che fare con il conduttore televisivo: fa di mestiere l'ambasciatore della Federazione russa, e non è l'agente commerciale in Italia della trasmissione televisiva di Soloviev. I rapporti politici e le dichiarazione politice di cui deve riferire sono quelle del governo e della Federazione russa, non di privati cittadini che anche in Russia fanno esercizio della loro libertà di pensiero ed espressione. Mutatis mutandis, il Ministro Fino a un Certo Punto avrebbe risposto che in Italia la stampa è libera e che lui non deve rispondere delle affermazioni di un Del Debbio che ha gratificato di "porco" un cittadino russo. Per non menzionare poi tutto quello che si dice su Putin nei media italiani.
l) Fanno sapere dal ministero degli esteri? Mentono! Ciò che tutti sappiamo è ciò che l'ambasciatore ha reso pubblico nella dichiarazione che noi abbiamo riportato sopra integralmente, e che viene confermata direttamente da Maria, come si apprende nella stessa clip. A noi, lettore, ci prednono per idioti, dicendoci una cosa e il suo contario.
m) inaccettabili! Questo termine è ormai diventato il mantra della inconsistenza diplomatica italiana. Una parola magica che nasconde l'inerzia, l'impotenza, l'inettitudine, l'insipienza. È inaccettabile questo questo e quest'altro! E dunche che fai? Muovi guerra? A Bibi che continua a fare quel che fa in barba a chicchessia, cosa gli dici? Che è inaccettabile quello che fa e che continua a fare alla faccia tua e di chiunque altro?
n) Dopo l'Inaccettabile di Tajano, subito dopo, la stessa clil fa vedere Maria la quale "stigmatizza" la convocazione dell'Ambasciatore! Poverino, chiamato, l'ambasciatore doveva andare. Ma se deve valere il principio di reciprocità, cosa devono fare a Mosca? Devono chiamare ogni giorno l'ambasciatore italiano per dire che è "inaccettabile" tutto ciò che sulla Russia si dice ogni sera nei talk show, o nei tg della rai? Siamo caduti nel ridicolo.
o) L'abbraccio di Giorgia con Zelenski non poteva maggiormente umiliare l'Italia, assai mal rappresentata da lei. Dipendesse da me, so cosa fare all'uno e all'altra! Miserabile chi? Parli tu, ****!
 

 

mercoledì, aprile 22, 2026

Risposta (indiretta , senza menzioni. ma) Ufficiale (generalizzata, diplomatica) dell'Ambasciatore russo al "porco" di Del Debbio.

COMMENTO
dell'Ambasciatore della federazione Russa in Italia Alexey Paramonov

Alexey Paramonov

Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno preso una cantonata, convocandomi al Ministero degli Affari Esteri italiano per avanzare proteste in relazione a presunti attacchi indirizzati da Mosca al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.

Innanzitutto, Giorgia Meloni è un Сapo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare, guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni e, per tutto questo tempo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell’Italia. A differenza di alcuni membri della leadership italiana che, talvolta, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa in generale.

Il pretesto della convocazione al Ministero (le parole di un noto giornalista russo, peraltro assai capace e popolare, pronunciate sul suo canale online privato) difficilmente può rientrare nella prassi diplomatica generalmente condivisa. A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d'interpretare valutazioni personali, emotive e private di chicchessia come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato. Tanto meno si dovrebbero attribuire alla leadership russa e all’intero popolo russo le opzioni lessicali e di registro utilizzate da un giornalista. Da parte sua, la Russia non ha mai sfruttato le dichiarazioni sulla Russia e la sua leadership, fatte da conduttori televisivi, blogger, giornalisti e artisti italiani, come pretesto per azioni diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane.

Vladimir Solovyev

A quanto pare, il tentativo di gonfiare quest'episodio fino a trasformarlo in uno scandalo internazionale e politico è il risultato dell’azione, all’interno del cosiddetto “stato profondo” italiano, di forze antirusse legate all’Ucraina. È evidente il tentativo di mettere i popoli della Russia e dell'Italia gli uni contro gli altri, d'indebolire i nostri contatti diplomatici, recando un ulteriore danno d’immagine alla Russia, forse per compensare i fallimenti in politica estera, tra cui la recente, poco riuscita visita di Zelensky a Roma. Infine, ma non di meno, si rileva un ulteriore tentativo di contenere il crescente numero di italiani favorevoli a una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e al ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia.

• Da me all'indirizzo dell'Ufficio Stampa dell'Ambasciata russa in Roma:
– Come cittadino italiano, non legato in alcun modo allo "stato profondo" ed ai circuiti mediatici respingo le affermazioni offensive verso il popolo e il governo russo da parte di esponenti giornalistici e politici italiani. Se possibile prego di inoltrare a Vladimir Soloviev questo mio post, se non trovo io un suo recapito email, ed al quale riconosco piena libertà di pensiero e critica politica. Non mi scandalizzo per le sue espressioni che trovo normali nel linguaggio politico, mentre ricordo e condanno le espressioni usate dal Ministro Di Maio verso il presidente della Federazione Russa, assai più gravi ed esecrabili.
• Inviato anche a "4disera" con netta dissociazione da tutti gli ospiti della trasmissione.


Testo 
degli insulti del conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov  a Giorgia Meloni:

«Vergogna della razza umana. Bestia naturale, idiota patentata. Giorgia PuttaMeloni. Che brutta donnuccia. Cattiva. Ecco questa è Meloni. Quella bestia fascista che ha tradito i propri elettori perché ha seguito tutti gli altri slogan. ”Tradimento” è il suo secondo nome. Ha tradito anche Trump, al quale prima aveva giurato fedeltà.  Non c’è bisogno di discutere questo punto di vista. Questa è realtà vera
• Dal Fatto Quotidiano, link migliore.

Link alla clip / Puntata intera
di Collegamento alla trasmissione televisiva
Gli Squallidi!
Nota: credono che le cose stiano come dicono loro, ed attribuiscono a tutti ciò che pensano solo loro, solo perché hanno il controllo del mainstream, del microfono! Questo è regime che più regime non si può! Non hanno il senso dello stato: in Italia confondono i talk show con le istituzioni. È stato detto giustamente: in Italia i giornalisti, i talk show dettano la politica. Di Solovyev è stato fatto il portavoce di Putin, che tra una guerra e l'altra non poteva non sapere ciò che Soloviev avrebbe detto. Si sono sentiti la sera prima ed hanno concordato. Questo il livello dei cervelli italiani. Non capiscono che stiamo precipitando verso la guerra, che siamo già in guerra, e che vi ci hanno portato, ci siamo lasciati portare da "donnucce" come la Picierno e Giorgia. Se si cerca in rete si trova una litania di dichiarazioni in difesa della bandiera, vista in Giorgia. In questa modo pensano di creare una presunzione di unanimità nel popolo, che però non ha mai voce. O meglio, pensano di influenzare loro con le loro dichiarazioni roboanti ciò che il Popolo andrà a pensare. Lo terrorizzano anzitempo. Eppure...


di tal David Allegretti

Nota a Piciern: appendetevela al pettola "medaglia": vi dona!

Postille
di un Cittadino italiano, privo di qualsiasi potere, non elettore e non estimatore di Giorgia Meloni, ahimé Presidente del Consiglio di un'Italia prossima alla rovina, che mai fu più disgraziata e peggio rappresentata.

1) È quanto mai discutibile ed opinabile l'unanimità degli italiani nella condanna del Conduttore russo. Qui non vi è nessuna tifoseria calcistica cui richiamarsi. Giorgia ha sostituita la bandiera italiana con quella israeliana, e meglio il suo partirebbe si chiamerebbe "Fratelli d'Israele", che può essere considerato in Italia come l'equivalente dell'AIPAC. Il prof. Orsini va discendo nei suoi video che gli Italiani possono certamente vergognarsi di essere rappresentati di Giorgia Meloni e da Crosetto. Quanto poi al Sottosegretario alla Difesa, che viene sempre mandato in trincea nei talk show, a rappresentare in governo, è da considerare una depressione nazionale. Non capisce proprio nulla di Geopolitica e le sue analisi fanno cascare le braccia ad uno studente di scuola media. Se possiamo dire anche noi, come Del Debbio, quel che pensiamo, io credo che molti italiani si siano riconosciuto nelle parole del conduttore russo, dette da un luogo dove non possono essere ignorate e da dove non sono state ignorate. Posso capire le ritenzioni che un singolo può avere, a seconda della posizione che ricopre, per problematiche di forma e di rappresentanza istituzionale, ad esempio quelle dell'opposizione parlamentare, ma un comune cittadino che non ha peli sulla lingua e che soprattutto soffre di malgoverno, si sia sentito rincuorato dalle parole incisive del conduttore russo.

2) Il pubblico dello studio televisivo. Vi si presta poco attenzione ma le cadenze degli applausi fanno pensare a gente pagata per applaudire a segnale. Una volta la cosa è apparsa con evidenza, quando il conduttore di una di queste trasmissione bloccò il pubblico, dicendo: "si applaude quando lo dico io". Non mi viene adesso il nome ma ricordo bene la sua faccia. La pretesa della regia deve essere probabilmente una sorta di validazione di ciò che viene detto a botte di applausi. Povere bestie a comando.

3) Alla bella signora senza argomenti che si è subito unito al "porco" di Del Debbio si deve qualche commento. Esisteva ai tempi di carosello una pubblicità dove a una bella donna che diceva sciocchezza si replica sempre: "con quella bocca può dire quello che vuole". Suscita sempre in me uno strano sconcerto la discrasia fra il bel sembiante di una donna ed il valore argomentantivo di ciò che dice. Per il rispetto che porto verso le donne quanto più belle sono mi astengo dall'infierire sulle bestialità di questa Signora. Metterla sul "sessismo" significa dimostrarsi incapaci ed inetti nel saper cogliere la critica politica, etica e morale che a Giorgia avrebbe dovuto saper muove il giornalismo italiano se non fosse un giornalisme di regime assai più che non in Russia, dove vi è più libertà di pensiero ed espressione che non da noi. L'italiana del Pentolaro Televisivo, a proposito di donne, attacca la Maria portavoce del ministero russo. Non meno bella donna. Entrambi donne. Ma che testa e calibro diverso!

4) Cattiveria. Se togliamo quello che Solovyev dice su Meloni e che può suonare come insulto inurbano il termine "cattiva" attiene ad una caratteristica morale del personaggio. Suona terribilmente vera! Questa donna è cattiva! La sua cattiveria traspare da ogni sua parola, come l'insincerità e l'inganno. Ricordo il livore contro il manifestanti che semplicemente volevano fermare il genocidio che ancora oggi in Gaza si compie sotto i nostri occhi. Pare che Crosetto abbia minacciato di querele quanti insieme con Giorgia dovessero ritenerli corresponsabili di genocidio. Questa sarebbe la loro sensibilità democratica. Ricoprono una carica altamente politica, ci hanno portato in guerra, ma non concedono ai cittadini il diritto e la libertà di un giudizio politico. Certo, nessuno ha mai detto o pensa di dire di averli visto fra le macerie di Gaza a scannare donne e bambini, ma resiste la loro responsabilità politica nell'aver stretto mani sporche di sangue non in senso metaforico. Non li può criticare perché pretendono di essere dei benefattori: hanno spedito a Gaza scatolette di tonno!

5) Sallusti, padre o zio e figlio o nipote. Tutte le sante sere, sempre loro in ogni talk show. Io lo chiamo il Graziato.  La loro funzione è quella di imbastire frasi a copertura dell'interesse politico che devono rappresentare. Al pari di Mieli, Senaldi, Sechi... essendomi ormai fatta un'idea, che non è un pregiudizio, ma una profonda comprensione della loro natura, che vedo confermata in ogni loro frase, giudico un'assoluta perdita di tempo starli ad ascoltare e commentare. Prima che aprano bocca so già dove andranno a parare e non sbaglio mai. Evidentemente, i conduttori li chiamano proprio per questo: sono assolutamente prevedibili o con loro non si rischiano sorprese, come per esempio con Francesca Albanese, alla quale non hanno potuto mettere la museruola e tenerla al guinzaglio. Non credo che questi signori stiano lì agratis. Credo che arrotondino parecchio la loro paga di giornalisti dei rispettivi giornali, che nessuno o quasi legge nelle edicole.

6) L'opposizione ai talk show, i cinque stelle odierne. A suo tempo, Beppe Grillo che sapeva di spettacolo, aveva impartito l'ordine di non andare nei talk show. Questa direttiva è stata subito violata e gli Eletti del Popolo hanno ben pensato di aprirsi un'altra carriera per il dopo parlamento. Ve ne sono alcuni di cui non faccio i nomi ma che sempre mi fanno pensare a ciò che poteva essere e non è stato, e di cui portano una colpa per la quale non verranno chiamati ad espiare. Quanto mai irritante la pretesa che queste voci di moderatissimo dissenso rappresentino tutto il restante Paese che non è giorgiano. Una volta colsi l'attimo di un intervistato di piazza credo in diretto. Disse a Del Debbio ed a tutta la sua Banda che in realtà a loro, a tutti quelli che stavano nello Studio, dei palestinesi "non fregava proprio nulla" e la loro ipocrisia per un attimo era stata denunciata in diretta. Vidi il Pentolaro del Debbio (mi ha fatto sempre pensare ai venditori di. pentole che si trovano sui marciapiedi) storcere il muso senza poter nulla replicare. Perché guardo queste trasmissioni? Intanto, li guardo pochissimo, per pochi minuti, a campione. Non ho MAI sopportato per intero nessuna di queste trasmissioni che durano ore. Come ho già più volte spiegato, lo faccio per uno studio dell'ideologia di regime, che bisogna visionare quanto basta, per poterla criticare. Per poter criticare Giorgia, la sua inettitudine, la sua infinita "cattiveria", rilevata dal conduttore russo, devo perderci un poco di. tempo e devo prestarvi un minimo di attenzione.

7) Mi stavo dimenticando di Gigino il Bibitaro. Non perdo mai occasione che sono stato allievo fedelissimo, all'Università, di Aldo Moro, quando era ministro degli esteri, ed alternava questa sua altissima carica con con quelli di professore di diritto penale, conciliando le due cose, senza aver mai saltato o mancato una Lezione. Lascio immaginare cosa provo a veder succedere nella sua carica un Gigi il Bibitaro, ed oggi un Ministro Fino a un Certo Punto. Ebbene, Gigino ricoprendo la carica di ministro degli esteri proprio lui, Gigino il Bibitaro, si lasciò andare a dare dell'animale al presidente della Federazione Russa Putin, che aveva ed il potere di far inabissare nel Mediterraneo tutta la penisola italiana cone le 130 basi militari di occupazione miliatare. Soloviev non è ministro degli esteri, non è un parlamentare o un politoco russo. È un giornalista, che al pari e non meno del Pentolaro Del Debbio dice quel che pensa degli uomini politici, russi o non russi, e quindi anche Giorgia della Garbatella "idiota patentata", esprimendo un giudizio politico e morale, che può non piacere ai nostri apparati di potere,  ma che è manifestazione di una libertà intellettuale e morale.

8) Post Scriptum. Vedo che nella seconda giornata dell'affare vi sono degli strascichi. Soloviev non si è lasciato certo intimidire e rincara la dose: noi italiani gli facciamo un baffo. Ed ha ragione. Se la posizione dell'Ambasciatore russo è quella del testo riportato, i tg ne riferiscono falsamente, facendogli dare delle scuse che non esistono e non sono dovute. Soloviev non è un dipendente dell'Ambasciata: è un privato russo. Irritante la caratterizzazione del giornalista russo come "propagandista" di Putin, con in quale si sarebbe accordato, per attenzionare Giorgia. Se di propagandista si tratta, io mi chiedo cosa sono mai i Pentolari e le Pentoline che vediamo tutte le sere in tivvù. Quel che è inquietante è l'unanimismo di quelli che parlano e comunicano. Danno ad intendere che ci sono solo loro e l'altra Italia non esiste. Restiamo in vigile attesa per vedere se ci sono sviluppi interessanti da cui poter apprendere qualcosa.

9) Mentono, travisano, manipolano, speculano, ma ne escono con le ossa rotte, ma si consolano dandosi ragione fra di loro e mettendolo a modo loro, per ingannare chi presta poca attenzione al polverone. <ma bastano pochi rilievi per smascherare quanto riportato in questo video delle / diretta da Enrico Mentana.


a) "Da una parte sola"? L'attenzione è stata tutta da parte italiana verso ciò che un commentatore privato in un suo canale privato pensa di poter dire su fatti di politica estera, per come a lui appaiono e per i giudizi che pensa di poter dare. Si noti che in Russia, dalla Russia possono vedere tutti i canali televisivi italiani.  Gli italiani sono trattati da minorenni e non possono guardare i canali televisivi russi. Sputni e RT sono stati bannati per il pubblico italiano, cpome già da parecchi anni prima le trasmissioni delle emittenti iraniane. Siamo minorenni, ma ogni vanno vanno a sbirciare per noi i Del Debbio, i Mentana, e poi ci raccontano loro cosa succede in Russia, come se la passa la gente, come va la guerra: lo sanno loro, e ce lo raccontano.
b) Il polverone è stato sollevato in Italia, per ragioni strumentali. Pochi giorni prima si era tenuta all'ambasciata russa in Roma la presentazione di un libro tradotto in italiano sulla nuova dottrina strategica russa che era ciò di cui si sarebbe dovuto discutere e fare dibattito. Ci si preoccupa invece di "insulti" rivolti a Giorgia della Garbatella. Evidsentemente sono all'oscuro di ciò che si dice nei crocicchi delle vie. Ma non è questo il punto,
c) Tajani, Ministro Fino a un Certo Punto, ancora una volta ha "preso una conatinata" convocando alla Farnesina alla Farnesina l'Ambasciatore russo, il quale come funzionario della Federazione Russa non è certo tenuto a rispondere sulle esternazioni private di un privato cittadino russo. Le "scuse" non dovute so-no una mera invenzione di Tajani, il quale bonta sua riconosce la liceità di una critica politica, non importa se fatta da un cittadino russo o da un cittadino italiano, ma si lamenta per la "volgarità" delle espressioni usate in ambito assolutamente privato. Il suo predecessore, da ministro degli esteri, Gigino D i Maio il Bibitaro, aveva dato dell'«animale» al presidente della Federazione Russa Putin, verso il quale le espressiono "volgari" in tutti i canali televisvi italiani non sono certo infrequenti, ma nessuno pensa di stilarne un elenco, una raccolta.
d) La clip televisiva rivolta la frittata, ma si contraddicce riportando le dichiarazioni di Maria, la portavoce del Ministero degli esteri russo, che confermo il contenuto politico e diplomatico della Dichiarazione dell'Ambasciatore russo, dopo essere stato concìvocato senza ragione da Tajano, ministro degli esteri Fino a un Certo Punto.
e) Enrico VII Mentana in tutto il suo candore si aspettava della scuse o che almeno tacesse da parte di un commentatore televisivo che vive ed opera in Russia, non a Frascati, ed è cittadino di un paese contro il quale l'Italia ha mosso guerra. Siamo in guerra, ma non ce lo vogliono far sapere. Per saperlo dobbiamo aspettare che ci arrivi qualche missile russo o iraniano sulla testa.
f) Reazione bipartisan di chi? Dove? In Italia, fra i quattro compari di merenda. Continuano ad ignorare allegramente che ormai oltre la metà degli italiani non va più a votare, e la metà che ancora a votare ci va, lo fa in buona parte per ragioni clientelari, come è stato candidamente riconosciuto da un eponente parlamentare del partito di governo. È scandaloso come per costoro, che in modo bipartisan si dividono la torta delle risorse pubbliche (alla faccia di chi non va a votare), semplicemente non esisteno la gran maggioranza che se ne sta al di fuori del sistema dei partiti. Ma se in privato vanno a sentire cosa gli italiani in privato pensano ed in privato dicono su chi sta al governo, o anche all'opposizone in parlamento, scoprirebbe facilmente che le espressioni incriminate al conduttore russo sono infinamente più "volgari" secondo il vocabolario di ogni parlata dialettale d'Italia, inclusa la parlata della Garbatella.
g) Che fosse ebreo Solovyev non lo sapevo e lo apprendo andesso; che gli avessero sequestrato la villa in Italia, lo sapevo ma me ne ero dimenticato, e gliela hanno sequestrato a quanto pare perché russo. A ragione, Vladimire può avere il dente avvelenato. Se aveva comprato onestamente quella villa, pagandone in prezzo, non si capisce con quale diritto possono avergliela sequestrato. Di Zelensky che p di casa in Italia si dice che abbia ville e propriet, acquistate ache con i nostri soldi in ogni parte del mondo. Lo si dovrebbe arrestare, appena messo piede in Italia, ma invece viene ricevuto da Giorgia a baci ed abbracci. Uno strano mondo della politica quello in Italia. Se la prendono con Solovyev, al quale hanno sequestrato la villa.
h) Non mi pronuncio e non mi interessano le ricostruzioni storiche di Solovyev sul fascismo e sulla storia italiana in generale: è uno straniero e non si può pretendere troppo da lui. Ad esempio, gli si può riconoscere che il Fascismo sbagliò di gran lunga a muovere guerra alla Russia sovietica, ma si deve anche ricordare che lo Stato Fascista fu il primo Stato che diplomaticamente riconobbe lo Stato Sovietico. Ma qui si tratta di altro, il discorso è altro, e soprattutto attuale: l'Italia ha mosso una guerra ipocrita alla Federazione russa ancora più scellerata di quella a suo tempo mossa dal Fascismo a Stalin, al comunismo bolscevico.
i) È vero: Giorgia sostiene lo "stato nazista ucraino" e la vediamo in pubbliche effusioni con Zelensky. Su questo Soloviev non fa altro che fotografare la realtà che tutti vedono, anche sulla TV di Enrico VII.
j) Non è quella russa è "propaganda" per giustificare una guerra che da parte russa è stata "difensiva", non "aggressiva". La spartizione della Russia era nelle corde dell'Occidente per lo meno dal 2014. Dopo la caduta dell'URSS gli strateghi occidentale avevano messo nel conto che l'Immenso terrotorio russo si potesse tagliare come le fette del salame. Con Putin, grandissimo statista, questo destino programmato dall'Occidente è stato scongiurato. L'Ucraina dove essere il coltello nelle visceri della Russia. Queste cose le capisce ogni cittadino italiano di modesta cultura ed informazione.
k) L'ambasciatore non ha (avrebbe) preso le distanze, per il semplice fatto che non ha nulla a che fare con il conduttore televisivo: fa di mestiere l'ambasciatore della Federazione russa, e non è l'agente commerciale in Italia della trasmissione televisiva di Soloviev. I rapporti politici e le dichiarazione politice di cui deve riferire sono quelle del governo e della Federazione russa, non di privati cittadini che anche in Russia fanno esercizio della loro libertà di pensiero ed espressione. Mutatis mutandis, il Ministro Fino a un Certo Punto avrebbe risposto che in Italia la stampa è libera e che lui non deve rispondere delle affermazioni di un Del Debbio che ha gratificato di "porco" un cittadino russo. Per non menzionare poi tutto quello che si dice su Putin nei media italiani.
l) Fanno sapere dal ministero degli esteri? Mentono! Ciò che tutti sappiamo è ciò che l'ambasciatore ha reso pubblico nella dichiarazione che noi abbiamo riportato sopra integralmente, e che viene confermata direttamente da Maria, come si apprende nella stessa clip. A noi, lettore, ci prednono per idioti, dicendoci una cosa e il suo contario.
m) inaccettabili! Questo termine è ormai diventato il mantra della inconsistenza diplomatica italiana. Una parola magica che nasconde l'inerzia, l'impotenza, l'inettitudine, l'insipienza. È inaccettabile questo questo e quest'altro! E dunche che fai? Muovi guerra? A Bibi che continua a fare quel che fa in barba a chicchessia, cosa gli dici? Che è inaccettabile quello che fa e che continua a fare alla faccia tua e di chiunque altro?
n) Dopo l'Inaccettabile di Tajano, subito dopo, la stessa clil fa vedere Maria la quale "stigmatizza" la convocazione dell'Ambasciatore! Poverino, chiamato, l'ambasciatore doveva andare. Ma se deve valere il principio di reciprocità, cosa devono fare a Mosca? Devono chiamare ogni giorno l'ambasciatore italiano per dire che è "inaccettabile" tutto ciò che sulla Russia si dice ogni sera nei talk show, o nei tg della rai? Siamo caduti nel ridicolo.
o) L'abbraccio di Giorgia con Zelenski non poteva maggiormente umiliare l'Italia, assai mal rappresentata da lei. Dipendesse da me, so cosa fare all'uno e all'altra! Miserabile chi? Parli tu, ****!