sabato, ottobre 03, 2026

Cretinate cesariane! (H#)

La donna è alla disperata ricerca di visibilità. Occupando una delle 5000 e più cattedre alla Sapienza, pensa di avere i titoli per occupare un posto nel bestiario mediatico. Si è pure dato alla carriera politica, inziando proprio dalla mia regione. Essendo i semplice ricercatore della Sapienza, deve aver pensato che lei "ordinaria" potesse facilmente prevalere, ed io altro non potessi fare che tacere, e subire i suoi ripetuto attacchi, fino a quando mal gliene incolse in un epico scontro in un convegno che si teneva a Palazzo di Gistiria, in Roma, ed ignorava io fosse presente fra il pubblico, mentre mi attaccava e diffamava proptio nel Palazzao di Giustizia, essendo io stato assolto con formula piena per inesistenza del diritto e del fatto, di cui mi si accusava... Da allora, siamo diventati compagni inseparabili, ed ogni suo intervento pubblico è per me un appuntamento da non mancare. N on si tratta np di vendetta nè di acrimonia, ma di una legittima attenzione verso una persona che aveva tentato di farmi del male, diffamandomi, e la cui natura resta la stessa nei confronti di altri, contrapponendosi ai quali cerca di guadagnare l'attenzione delle persone che attacca, le quali rispondondegli, verrebbero a farla crescere mediaticamente, La strategia è chiara. L'ultimo caso a me noto è stato in tentativo di aggancio con Mons. Pizzaballa, che non so se gli abbia risposto: io mi ero inteprosto, scrivendo al Fatto Quotidiano, ma senza che sia stato raccolto il guanto di sfida.

Adesso la "filosofa" ci riprovs tentanto l'approccio con ben altra donna, di ben altra consistenza etico, moorale, intellettuale, Francesca Albanese, ed in questo attacco trova un degno alleato, il cui cognome dice già tutto senza bisogno di aggiungere altro. Osserva costui che Donatella "prende le distanze" da Francesca. Come pubblico sostenitore di Francesca Albanese, che vorrei addirittura Presidente al posto di Giorguam ho da ribattere al Cazzola, che non deve "prendere le distanze" ma deve "stare alla larga" da Francesca, della quale non è pure degna di baciare le suole delle scarpe.

Dobbiamo entrare nel merito?

Dice costei: «Nelle prese di posizione di Albanese ravviso inimicizia verso il popolo ebraico»

Obiezione sintetica: un "popolo ebraico" semplicemente non esiste e forse non è mai esistito. Certamente oggi NON esiste e non può considerarsi "popolo" la schiuma dei cinque continenti chiamata a raccolta per fare pulizia etnica e genocidio dei palestinesi e con ambizione imperiali e coloniali su tutto il Medio Oriente, una potentissima Lobby che tiene sotto il tallone l'intero Occidente. Non faccio l'elenco bibliografico, come usa fra accademici. Intanto lo dico io, ricercatore della Sapienza, fortunatamente in pensione.

Dice ancora costei: «Io non vedo come ciò aiuti i palestinesi. Aiutarli significa riconoscerli come soggetti politici. Le parole di Albanese non costruiscono la pace. Alimentano la guerra».

– Assoluta idiozia, e si se vuole anche cazzolata! Che lei possa vedere i palestinesi che sono oggetto di genocdio in corso, è cosa da non aspettarsi e soprattutto del tutto ininfluente per fermare un genocdio in corso. Semmai... il contrario! Parlo da discepoli di Carl Schmitt, che metto nel mio bagaglio accademico, a far titolo, a fronte dei titoli wikipedici di Donatella. Soggetti politici i palestinesi lo sono nella misura in cui sanno riconoscere il loro nemico: e lo sanno fin troppo bene, e più di chiunque altro. Non hanno certo bisogno delle lezioni della "filosofa" Donatella per riconoscere da oltre un secolo a questa parte chi è, chi sono i loro nemici. E lo sappiamo pure noi chi sono i nostri nemici, pubblici e privati. I palestinesi e tutti i popoli arabi, co-me gli iraniani, possono solo sperare nella loro determinazione a resistere, secondo lo slogan: esistere è resistere, resistere è esistere. Se il genocidio e la pulizia etncia in corso avrà pieno successo e di palestinesi, in quanto comunità reale e concreta di popolo non ne resterà neppure uno, i prossimi a seguire la sorte "politica" dei palestinesi saremo tutti noi: la definizone dell'IHRA che si sta facendo passare nella lesgilazione italiano significa proprio questo: dopo i palestinesi, i prossimi saremo noi: “ci verranno a prendere a casa", come è stato detto in un raduno romano del Foglio. Teniamoci pronti con ogni mezzo di difesa a disposizione!

«La definizione Ihra ci obbliga a guardare lì dove oggi l’antisemitismo cerca riparo. Il ddl, poi, lascia libertà di critica. Chiede piuttosto di non chiudere gli occhi davanti all’odio quando cambia nome. Come in passato sono stata favorevole al reato di negazionismo, oggi sono favorevole al ddl sull’antisemitismo. La risposta giuridica non è in alternativa a quella culturale. Mi riconosco nelle parole della senatrice Segre».

E meno male che costei è una "filosofa" o pretende di esserlo. Non sembra apprezzare molto la libertà di un pensiero che sia diverso dal suoi o dai suoi sponsor ebrei e sionisti. Da "filosofo del diritto", con stipoendio tabellare della Sapienza, mi sono sempre opposto alla legge sul... "negazionismo". Ebbi a dire in faccia a Donatella, in pubblico, al convegno presso il Palazzo di Giustizia, presente Flick che ne scappò vista la mala parata: «Auctoritas facit legem, sed auctoritas non facit veritatem". Se una legge lo sancisse, nn per questo Donatella diventerebbe la Vergine Maria, madre immacolata di Gesù Cristo. Avevo osato esprimere il principio costituzionale della libertà di pensiero e di espressione, oltre che di ricerca e insegnamento, e subito gli Ebrei volevano crocifiggermi. Ad essi con poco rischio non parve vero alla filosofosa Donatella di potersi unire contro un «Signor Nessuno» che chissà come si trovava nella più grande università di Europa, dove con loro disappunto vi è stato ininterrottamente dal 1970 al 2016!

Indecente e blasfema idiozia:

«Il palestinismo è una religione con tratti non di rado totalizzanti, perfino totalitari».

In Gaza, in Palestina, dal 1882 in poi vi è una "politica" (Carl Schmitt) di pulizia etnica e di genicidio: o si è contro o si è complici. Tertium non datur.

È davvero sommameTte ipocritA e scellerato costringerci e pretendere la conversione del mondo intero alla "Holocaustica Religio" e tacciare di "religione" un non meglio definito "palestinismo", che vuole soltanto e semplicemente fermare un genocidio in corso per mano "ebraica": a Paolo Mieli che ci indootrina tutte le sere su tutti i canali dico: gli israeliani sono ebrei o musulmani o buddisti? E cosa sono gli "istraeliani"^ Quelli che voglio ripulire la Paletian da palestinesi? In nome di cosa? Del loro essere "ebrei", Eletti Signori, il tempo della chutzpah, della presa per i fondelli della comune intelligenza è finito. E vi si dice, semplicemnte e soltanto: basta!

Dice ancora la Filosofa, al cui cospetto tutti i Filosofi dei manuali di Storia della Filosofia si inchinano:

««La religione civile di cui parlo, tanto per cominciare – aggiunge –, ha ormai tutti i suoi rituali. Come le processioni con i sudari per le strade. Che vi siano anche figure da santificare non mi sorprende. Ma certo mi preoccupa la condiscendenza di buona parte della sinistra italiana».»

Negli USA, apertamente alla luce del sole, l'AIPAC compra e tiene a libro paga sia la la Destra che la Sinistra. In Italia e in Europa non vi è motivo di ritenere che le cose stiano diversamente. Io mi dichiaro e mi onore di essere di quel 50 % almeno di italiano che con questo ceto politico corrottissimo preferisce stare lontano dalle urne in attesa... del Messia, che per noi è Gesù Cristo, non Bibi Netanyahu.

«Genocidio» in Gaza. in Palestina, nel Medio oriente è un fatto di "evidenza empirica" (Orsini, ma non solo...). Se questo "non è un genocidio", nessun altro lo è mai stato!

«Odio»? La filosofa Donatella si vada a leggere ciò che Spinoza dice al riguardo. Non riporto qui quewllo che una "filosofa" dovrebbe sapere... I miei Lettori lo hanno visto illustrato parechie volte nei miei post, come parecchie volte ho illutrato la triplici distinzione in antisemitismo, antigiudaismo, antisonismo, speigando che l'antisemistico in quanto discrinazione nei diritti degli ebrei non solo oggi non esiste pià avendo gli ebrei  (pochi numericamente) non solo "eguali diritti", ma maggiori diritti, fino al privilegio, che sempre più offende i comuni cittadini.