mercoledì, giugno 14, 2006

Il partito sanfedista italiano

Sento delle posizioni assunte da Buttiglione, Mantovano, Binetti, ecc. Tutto prevedibile. Come uomini politici costoro non esisterebbe se non avessero costruito tutta la loro carriera politica nell'osservanza dei dettati vaticani, dando vita ad un moderno partito sanfedista. Un confronto con loro mi sembra impossibile ed il tempo sprecato. Discuterne ancor più inutile. Mi chiedo tuttavia se queste posizioni possono far parte della casa delle libertà, dove il termine libertà mi sembra quanto mai incompatibile con i nomi citati. Io conservo la tessera di Forza Italia fino a quando non mi verrà ritirata. Ed è sventolando la tessera che dico ai vari De Lillo, Tajani, Sodano ecc. ecc. che sono fermamente contrario ad ogni politica clericale di subordinazione dello Stato italiano al Vaticano ed alla gerarchia ecclesiastica. Se prevarrà questa politica all'interno della cosiddetta Casa delle Libertà credo che continueremo a perdere le elezioni. Io però non avrò perso in ogni caso nulla, perché anche vincendo avrei perso comunque con i De Lillo, Tajani, ecc. posti ai vertici del partito e nella condizione di far cantare il coro: io non canto con loro. Se poi posso far valere il titolo o la tessera di battezzato nella religione cattolica (tessera a me imposta e non scelta) dico che con i Buttiglione e i Mantovano mi trovo lontano mille miglia: i preti devono stare al loro posto e mio compito di battezzato non è di mettermi al loro servizio, infeudando alla Chiesa lo Stato e l'amministrazione civile, la scienza e le istituzioni educative. La »fede« se la deve tenere ben stretta chi pensa di avercela, ma non la si può imporre a nessuno con la forza o la costrizione. A scanso di equivoci e per evitare colpi bassi da parte degli avversari sanfedisti dico anche che nessuno più di me sa essere rispettoso dei valori autenticamente religiosi, che però attengono alla sfera privata di ognuno. Se diventano momento »pubblico« e legge dello Stato danno adito a tutte le più nefaste degenerazioni che abbiano conosciuto nella storia e che in nome di Dio e di Cristo hanno portato al più grande massacro di innocenti della storia. La fede pubblicamente professata diventa facilmente una forma di ipocrisia ed il cattolicesimo rischia di essere la più ipocrita delle religioni.

Quanto mai sciocco trovo l'argomento che rende eguale il 75 per cento dell'astensionismo al 75 per cento del no a fronte del 25 per cento del si. Quel 75 per cento non significa nulla ed è il nulla. Pertanto non potrà costituire un vincolo per il parlamento nell'auspicabile modifica parlamentare della legge liberticida sulla fecondazione assistita ed oscurantista per quanto riguarda la ricerca scientifica (parlo da ricercatore). Al contrario il 25 per cento manifesto per il si vuol dire una proposta di legge proveniente direttamente dai cittadini: i parlamentari faranno bene a tenerne il massimo conto.

L'aggregazione politica si costruisce sui programmi e non sulle bandiere che possono non significare nulla. Seguire la bandiera senza guardare cosa c'è dietro è come fare il tifo per la squadra del cuore. Lo scandalo del calcio dovrebbe essere di ammaestramento a considerare la politica ed il governo del paese con altre attitudini mentali e categorie logiche da quelle del gioco del calcio. Di democrazia molto si parla in Italia, ma dove essa sia e che cosa sia nessuno lo sa bene.

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TESTO

5 commenti:

Cantor ha detto...

Complimenti per il post nel quale traspaiono la tristezza e l'amarezza di un sincero liberale. Non sai come ti capisco. Anche io ho scritto e continuerò a scrivere su questo argomento. Vuol dire che il ministro Mussi diventerà l'icona per i liberali di Centro Destra? Sarebbe umiliante.

inyqua ha detto...

Anch'io commento la tua amarezza...ed anch'io la condivido in pieno...Il fatto che la gente che la pensa come noi non strilla e non fa crociate, non usa come mezzo politico l'infamamento personale, non fa liste di proscrizione e non mette all'indice, non ha giudizi 'divini' su cosa sia etico e cosa non lo sia, ci rende forse meno 'visibili', ma non meno determinati.

Anonimo ha detto...

Mi sapresti citare un elenco di pensatori liberali o libertarian(non liberal!!!), a cui umilmente fai riferimento?
I diritti naturali non sono forse alla base del pensiero autenticamente liberale (Locke e Burke)? Se concordi (e non vedo come non potresti), quali e cosa sono i diritti naturali? Scrivi su un aggregatore che si chiama Tocqueville, non Rousseau.
Che senso ha l'iniziativa "Per l'Occidente" promossa dall'ex Presidente del Senato Marcello Pera, e dalla Fondazione Magna Charta da lui presieduta, se non la ri-scoperta di quei valori che una ragione non offuscata dall'ideologia (di ogni colore) sa leggere nella natura e nella realtà? Non è la fede, ma la ragione alla base di questo riconoscimento. E la ragione accomuna tutti gli uomini, siano essi credenti o non credenti.
Altri "pensatoi", come Liberal, Ideazione, Il Domenicale, Il Foglio, etc..., si sono fatti promotori e difensori di questo "senso comune" (ricordi Vico?). Essere battezzati, non significa nè perdere la libertà (anzi!), tantomeno conoscere la fede che si è liberamente rifiutata.
Se il centro destra perde, è perchè ha un deficit di cultura da colmare, non sa opporsi al pensiero dominante perchè in fondo ne è persuaso o ne è inconsciamente influenzato!
Buona giornata.

max74

Antonio Caracciolo ha detto...

Non vorrei apparire scortese, ma dopo aver riflettuto in situazioni analoghe ho assunto come criterio di non rispondere ai commenti. I miei post sono delle riflessioni che non hanno un destinatario specifico. Se qualcuno li legge, può condividerli o meno. Possono essere occasione per una nuova riflessione: il pensiero chiama pensiero. Per la discussione ho creato un apposito gruppo Yahoo (il Club Tiberino) e mi sono anche impegnato in logoranti duelli non sempre dai toni civili. Il blog, da me scoperto come forma espressiva nello scorso dicembre, è un'altra cosa. E ne sono entusiasta.

Ringrazio innanzitutto i lettori che evidentemente mi hanno giudicato degno di attenzione e del loro tempo. Di ogni loro osservazione – anche in netto dissenso – faccio tesoro, cercando di rifletterci sopra. La risposta verrà in forme generali dando occasione ad un altro post o a parte di esso, dove non farò il nome dell'interlocutore ma penserò a lui scrivendo....

Spero di non sembrare scortese, ma non avrei né il tempo né l'energia per un dialogo infinito. Le mie eventuali e possibili risposte sono spesso implicite in quanto già scritto. Esplicitarne il senso potrebbe portare alla polemica ed è cosa questa che vorrei evitare nei miei blog, dove è massima la libertà, non esiste censura di sorta, ma è richiesta soltanto una urbanità di modi e di espressione, mancando la quale potrei esercitare l'unica forma di censura che ammetto non per rispetto dovuto a me ma a quanti sono giunti nel mio spazio virtuale.

Anonimo ha detto...

Concordo con te, Antonio. Non volevo polemizzare, ma evidenziare e far presente che il dialogo tra credenti e non credenti è possibile ed è necessario, e che esiste un "punto" di incontro: il riconoscimento, la difesa e la promozione del diritto naturale, e che la sola ragione può intuirne l'esistenza.
Buona giornata.

Max74