giovedì, aprile 13, 2006

Mantovano, Provenzano e l'interpretazione della Bibbia

Mentre lavoro al computer posso ascoltare dall'altra stanza una trasmissione dedicata alla cattura del latitante Provenzano, arrestato dopo 43 anni: «meglio tardi che mai», ha commentato Giulio Andreotti con la sua abituale ironia. Mantovano sta per scadere da sottosegretario agli interni ed è in questa veste che viene intervistato dalla conduttrice della trasmissione "Alice", su Rai 2. La conduttrice ha giustamente rilevata la presenza di numerose Bibbie trovate nel casale dove si nascondeva il boss dei boss Bernardo Provenzano. Ha pure notato che le Bibbie erano sottolineate ed annotate. La giornalista ha perfino letto i passi sottolineati da Provenzano, che la Bibbia la leggeva assiduamente più di quanto io stesso non faccia. Insomma, Bernardo Provenzano è indubbiamente un uomo religioso, forse molto più di altri, ed in carcere continuerà a leggere la Bibbia, il solo libro che lui legga. Come è possibile? I conti non tornano rispetto a facili luoghi comuni secondo cui da determinati principi religiosi debba discendere una particolare tipologia di comportamenti. Mantovano, sottosegretario agli interni uscente, ma noto cattolico integralista, ha spiegato (evidentemente non in veste di sottosegretario agli interni) alla giornalista che la Bibbia può essere interpretata solo dalla Chiesa. Bernardo Provenzano non si può permettere di leggere la Bibbia e magari pure di interpretarla. Non vale. Non conta. Non è cosa che si possa e debba prendere in considerazione.

L'episodio merita di essere commentato perché ci riporta a Lutero ed alla Riforma, che appunto nasce proprio sulla dottrina della libera interpretazione della Bibbia. Ma non è che Provenzano sia un protestante. Non sono documentato, ma credo che sia pure lui un cattolico ed un credente, forse anche più dello stesso Mantovani. Anzi ne sono certo. Qui mi fermo perché non vorrei incorrere in qualche reato di apologia della mafia... Dal televisore sto ascoltando di un'immagine della Madonna che si trovava nel casale... Quindi, nessun dubbio: Bernardo Provenzano è un cattolicissimo che venera pure la Madonna! Il relativismo etico dei comportamenti pratici è presente più che mai all'interno dello stesso cattolicesimo. I maligni dicono perfino che a causa della diffusa pratica della confessione (pecca e poi confessati) sia una forma di ipocrisia istituzionalizzata. Anche Provenzano potrà essere perdonato! Se Provenzano non credesse effettivamente ai suoi valori religiosi lo si dovrebbe considerare alla stregua di un paranoico e quindi considerarlo penalmente non responsabile in quanto incapace di intendere e di volere. Nessuno però ritiene che sia un matto irresponsabile. Non aveva e non ha nessun bisogno di simulare una fede che non sentisse profondamente. Conduceva una vita davvero "ascetica", degna di quella di un santo canonizzato. Con l'infinita ricchezza di cui disponeva - ha commentato qualcuno – poteva farsi una plastica facciale e godersi in qualsiasi parte del mondo la ricchezza accumulata. Un "ascetismo", su cui Alfredo Mantovano può ironizzare quanto vuole, ma che è autentico. Per Mantovano quella "schifezza" di vita non è neppure immaginabile: non ne sarebbe neppure lontanamente capace, lui il cattolico integralista, araldo dei referendum sanfedisti. Non so come la pensasse Provenzano a proposito del referendum sulla fecondazione assistita, ma è probabile che stesse dalla stessa parte di Alfredo Mantovano, difensore della vita alla fase spermatozoica ma estraneo (non è affar suo) alla morte per fame o della vita stentata di milioni di bambini del Quarto mondo, i quali hanno avuto la sola colpa di dover nascere in virtù di una interpretazione della Bibbia che solo la Chiesa è autorizzata a fare, non un Provenzano qualsiasi.

Non sviluppo oltre questa riflessione. Il tema è il seguente: Alfredo Mantovano e Bernardo Provenzano accomunati da una stessa fede, l'uno cattolico integralista e l'altro efferrato criminale. Lascio a chi legge lo spunto per ulteriori riflessioni. Il caso della religiosità cattolica di un uomo come Provenzano è sconcertante, ma non è dissimile da una pratica di vita inattesa per chi dovesse immaginarsi una condotta univoca come supposta conseguenza di un cattolicesimo dogmatico e osservante. Non mi piacciono né mi interessano questo genere di indagini, ma mi pare che non pochi politici impegnati in politica siano in privato non proprio allineati sui principì di quell'ortodossia sulla quale campano (ed anche bene) in politica. Ho anche conoscenza diretta di determinate situazioni, su cui non vale la pena di fare discorso. Ripeto: il relativismo che si imputa agli altri, agli esterni, è in realtà presente all'interno dello stesso cattolicesimo. Bernardo Provenzano e Alfredo Mantovano, campioni di una stessa fede religiosa, ne sono un bell'esempio: la coppia diabolica.

Aggiunta. Un esempio ulteriore del relativismo e pluralismo all'interno dello stesso cattolicesimo per non parlare del cristianesimo è la lunghissima e cruenta pratica delle eresie. Cosa è un'eresia? E' un'interpretazione di aspetti della fede o della dogmatica dichiarata non ammissibile dall'Autorità dottrinale, in questo caso il Papa o il Concilio. Ma la Verità può essere messa ai voti o dichiarata nella storia da un personaggio sbarcato sul seggio di Pietro con i metodi guidati non dallo Spirito Santo ma dalle contingenze storiche disparate che possiamo leggere nei libri di storia? E del processo di Galilei per il quale l'infallibile Urbano VIII o meglio il Sant'Uffizio dichiarava essere contrario alla fede cattolica che la Terra girasse intorno al Sole e non viceversa? Caspita! Il relativismo etico ed il pluralismo gnoseologico è presente nella stessa Chiesa cattolica. La differenza è che viene giudicata non ammissibile e criminalizzata ogni interpretazione difforme. Non la pensi come me? Ti uccido e così resto il solo a pensare e poter parlare. Bella soluzione!

Altra aggiunta. A proposito di Bibbia ho ascoltato la notizia secondo cui si tratterebbe di una sorta di cifrario per mandare messaggi in codice. Parrebbe però solo un'ipotesi degli investigatori, non un dato certo ed accertato. Al boss che ne ha fatto richiesta è stata data in carcere una copia della Bibbia, non quella sua personale sottolineata ed annotata. Il punto mi incuriosisce e cercherò di tenermi informato.

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