In questi giorni, essendo in viaggio, abbiamo trascurato l'analisi della nostra Contro Rassegna della Stampa Sionista, ma non abbiamo smesso di seguire gli eventi. Che le "manifestazioni" in Iran fossero orchestrate dal Mossad non avevamo il minimo dubbio.
Adesso arrivano anche le aperte ammissioni. Naturalmente, ciò che cambia è il giudizio di valore:
a) tradimenti, assassini, atti terroristi vanno bene e sono apprezzati se soddisfano ai nostri obiettivi politici, in questo caso la caduta dell'Iran, l'ultimo ostacolo all'obiettivo della Grande Israele, che loro vendono come Patto di Abramo. Anche in Torino, è vistosa la contraddizione, il "doppio standard", come dicono Loro: va bene incitare alla sedizione la più aspra e violenza possibile in casa altrui (Iran), ma
b) in casa nostra (Italia) ogni minimo atto violento (rottura di una vetrina, danneggiamento alle auto...) è un gesto criminale che deve essere condannato all'unanimità (destra e sinistra, bipartisan) e punito con il carcere più dura, in attesa che passi la pena di morte per fucilazione all'istante...
Bisogna essere ciechi per non vedere subito tanta ipocrisia e manipolazione.
In breve, e non potendo diffondermi oltre:
• Le cose non stanno come ce le raccontano nel main stream e nei talk show.
In questi giorni, trovandomi con amici, che non hanno altro informazione che quelle dei telegiornali e del talk show, ho cercato di spingerli alla riflessione:
– Fermo restando la condanna a prescindere di ogni violenza, ma in ogni luogo e in ogni circostanza: in Iran e in Italia, ma non: in Iran sì, in Italia no. E del pari escludendo sempre l'infiltrazione di agenti stranieri per destabilizzare un governo legittimo, che resta tale anche in Iran, fintantoché lo decidono liberamente i suoi cittadini, senza rivoluzioni colorate, primavere arabe, attività esterna di destabilizzazione e concorso di traditori e corrotti.
• Cosa è successo per davvero a Torino?
- Posto che quei ragazzi o uomini mascherati, che abbiamo ripetutamente visto a Canale 4 mentre letteralmente prendevano a calci nel sedere un poliziotto, con la scena ripetuta in replay, non siano essi stessi agenti mascherati;
- Non rischiano moltissimo questi violenti? Siano in termini fisici, di essere uccisi, sia soprattutto in termini penali? Se li prendono sono anni di carcere ed un vita per sempre compromessa e rovinata...
- Perché?
- Chi gliela fa fare?
- Non potevano limitarsi ad un corteo pacifico scortato dalla polizia che fissa loro i percorsi? Che stabilisce da quale strade passare e quali no...
- Posto che non siano tutti drogati e psicopatici, cosa hanno nella testa?
- Sembrerebbe che non riconoscano nessuna legittimità a questo governo, oggi Meloni, ma prima Draghi, in una continuità di regime da parecchi decenni, in una progressione di restrizione ai nostri diritti e spazi di libertà e condizioni materiali di vita che vanno peggiorando di anno in anno, secondo la tecnica della rana bollita: questo stanno facendo in governi che si succedono: ci stanno preparando la sorte della rana bollita.
- Ma neppure io, e siamo in tanti a non riconoscere legittimità a questi governi! Non facciamo quello che abbiamo visto in Torino: i manifestanti che prendono a calci nel sedere un poliziotto, pagato per fare uso di manganelli, idranti e quanto altro, se non ancora di sparare e di uccidere: c'è tempo per questo!
• Per rassicurare e concludere, condanniamo anche noi ogni violenza, che non sia quella legittimante di una Rivoluzione Francese, o do ogni altra Rivoluzione, che sia fondativa di un diverso ordine statuale, effettivamente rappresentativo di tutti i cittadini, non di sempre più ristrette cosnorterie di potere, e ben note lobby, perfino straniere.
• Ma non assolviamo questo governo, il governo di Giorgia della Garbatella, che ci ha portato alla guerra e che ha perfino tradito quei pochi elettori che nel segreto dell'urna l'hanno votato!
• Più che manifestare per le strade e le piazze abbiamo tutti bisogno di rilfettere, di pensare, scrollandoci di dosso tutte le menzogne e le manipolazioni che su di noi operano giornali e talk show.
• Sarà la forza del pensiero, la forza di un'opinione largamente condivisa, che ci potrà portare ad una svolta contro un governo, espressione di un ceto dirigente inetto e corrotto, senza esercizio di violenza alcuna.
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