mercoledì, ottobre 20, 2010

Teodoro Klitsche de la Grange: Bibliografia per il lodo Alfano

BIBLIOGRAFIA PER IL LODO ALFANO

E’ ricominciata (ma in effetti non è mai finita ) la campagna di sbarramento contro il “lodo Alfano”, a seguito del voto della Commissione Affari Costituzionali.

E’ inutile ribattere le argomentazioni filiformi degli avversari del Lodo: pare più utile offrire al lettore una breve – e forzatamente parziale – silloge di riferimenti documentali e bibliografici. Questi dimostrano che sia nella teoria costituzionale e nella dottrina dello Stato moderno (così assoluto che borghese) sia nei testi costituzionali la giustizia politica “derogatoria” rispetto a quella ordinaria è la regola. E ciò per l’evidente ragione (tra le tante, la più importante) che se non vi fossero quelle deroghe, a governare il paese e, subordinatamente, a influenzare le decisioni e l’attività di governo, sarebbe non il popolo sovrano e l’opinione pubblica, ma alcuni uffici giudiziari, peraltro, in genere, reclutati con procedure burocratiche (concorsi) e non per elezione popolare.

Facciamo un’eccezione per il testo di Vittorio Emanuele Orlando che riportiamo, nel punto saliente, per intero, anche per la sottile ironia che lo connota.

La conclusione è ovvia: nel tempo e nello spazio non c’è nulla di paragonabile a quanto chiedono i giustizialisti di casa nostra, col loro consueto “senso dello Stato”. Queste richieste non sono né il frutto di preoccupazioni democratiche né di giustizia, né di tante belle parole: sono il diretto derivato dalla prassi raccomandata da Lenin (v. sotto) di servirsi della legalità per scardinare lo Stato (borghese): buona lettura.
…. Resta la responsabilità per diritto comune. Temo che io non abbia un titolo sufficiente per dare giudizii sull’interpretazione della Costituzione francese i quali divergessero da quelli professati da autorevolissimi giureconsulti di Francia; modestamente dunque dirò come impressione non come giudizio, che secondo me la Costituzione del 1875 non ammette la possibilità dell’esercizio di una giurisdizione per quel titolo. Vi è, è vero, l’art. 12 della legge costituzionale del 16 luglio 1875 che dice che
«il Presidente della Repubblica non può essere messo in accusa che dalla Camera dei Deputati e non può essere giudicato che dal Senato»;
ma questo articolo si limita a provvedere alla specialità degli organi di accusa e di giudizio; diritto formale, dunque, non diritto materiale. La disposizione che riguarda i reati per cui possa procedersi si trova invece nell’art. 6 § 2 già citato, secondo il quale:
«il Presidente della Repubblica non è responsabile che nel caso di alto tradimento».
Se le leggi, soprattutto quelle penali, vanno interpretato così come suonano, mi sembra che il senso dell’articolo non possa dar luogo a dubbii: il presidente non dovrebbe essere penalmente perseguibile se non in quel solo caso, cioè di alto tradimento, caso che vedemmo d’altronde irrealizzabile: anche i reati comuni dovrebbero ritenersi esclusi. Che se poi fosse da seguire l’interpretazione del Duguit, secondo la quale per i reati comuni resterebbe ferma la perseguibilità, con la sola deroga dell’eccezionalità dell’accusatore (la Camera dei Deputati) e del giudice (il Senato), resterebbe a sapersi che il Presidente, processato ed eventualmente detenuto, continui nelle sue funzioni di Capo dello Stato. Se non continua, si domanda come avverrebbe la cessazione dall’ufficio, prima del giudizio. Se continua (come sarebbe nella logica del sistema), si potrebbe, senza eccessiva malizia, chiedere come farebbe il Presidente a convocare e presiedere il Consiglio dei Ministri o a ricevere un ambasciatore straniero che gli abbia a presentare le credenziali, invece che al Palazzo dell’Eliseo, in una cella della prigione della Santé”.

V. E. Orlando: da Immunità parlamentari e organi sovrani,
ora in Diritto pubblico generale, Milano 1954, pp. 491-492.


TESTI

Costituzioni vigenti (tra le tante).

FRANCIA - Art. 26: “Nessun membro del Parlamento può essere perseguito, ricercato, arrestato, detenuto o giudicato per le opinioni o i voti espressi nell’esercizio delle sue funzioni.

Nessun membro del Parlamento può, nel corso delle sessioni, essere perseguito o arrestato per delitti o contravvenzioni senza l’autorizzazione dell’assemblea della quale fa parte, salvo il caso di delitto flagrante.

Nessun membro del Parlamento può, fuori sessione, essere arrestato senza l’autorizzazione dell’Ufficio di presidenza dell’assemblea di cui fa parte, salvo il caso di flagrante delitto, di procedimento autorizzato o di condanna definitiva.

La detenzione o il procedimento a carico di un membro del Parlamento è sospeso se l’assemblea di cui fa parte lo richiede”.

GERMANIA - Art. 46: “I) Un deputato non può essere perseguito, in sede giudiziaria o disciplinare, né essere in genere chiamato a render conto fuori del Bundestag per le opinioni espresse e i voti dati al Bundestag od in una delle sue Commissioni. Questa disposizione non ha valore nei casi di diffamazione e d’ingiurie.

II) A causa di un’azione, per la quale è prevista una sanzione, un deputato, solo dopo l’autorizzazione del Bundestag, può essere chiamato a rispondere od essere arrestato, salvo che sia colto nell’atto di commettere il fatto o durante il giorno successivo.

III) L’autorizzazione del Bundestag è inoltre necessaria per qualsiasi altra limitazione della libertà personale di un deputato o per iniziare un processo contro un deputato ai sensi dell’art. 18.

IV) Ogni processo penale e ogni processo ai sensi dell’art. 18 contro un deputato, ogni arresto e ogni ulteriore limitazione della sua libertà personale devono essere sospesi su richiesta del Bundestag”.

SPAGNA - Art. 71: “1) I deputati e i senatori godranno dell’inviolabilità per le opinioni espresse nell’esercizio delle loro funzioni.

2) Nel periodo del loro mandato i deputati e i senatori godranno inoltre dell’immunità e potranno essere arrestati solo in caso di flagrante reato. Non potranno venir incriminati né processati senza autorizzazione della rispettiva Camera.

3) Per le cause contro deputati e senatori sarà competente la Sezione penale del Tribunale Supremo.

4) I deputati e i senatori riceveranno un’indennità che sarà fissata dalle rispettive Camere”.

BELGIO - Art. 45: “Nessun membro delle due Camere, durante la sessione può essere perseguito o arrestato senza l’autorizzazione della Camera di cui fa parte, salvo in caso di flagrante delitto.

Nessuna coercizione personale può essere operata contro un membro di una delle due Camere durante la sessione, senza l’autorizzazione sopraindicata.

La detenzione o la traduzione in giudizio di un membro di una delle due Camere è sospesa durante la sessione, e per tutta la sua durata, se la Camera lo richiede”.

GIAPPONE - Art. 50: “Salvo che nei casi stabiliti dalla legge, i membri di entrambe le Camere non potranno essere arrestati mentre la Dieta è in sessione.

Qualsiasi membro arrestato prima dell’apertura della sessione sarà lasciato in libertà durante il periodo della sessione stessa su richiesta della Camera”.

Art. 51: “I membri di entrambe le Camere non saranno tenuti responsabili al di fuori della Camera per i discorsi, i dibattiti o le votazioni fatte all’interno della Camera”.

PAESI BASSI - art. 55: “Il re è inviolabile. I ministri sono responsabili”.

Art. 100: “I membri degli Stati Generali, così come i ministri, i commissari contemplati nel comma 2 dell’art. 113 e i funzionari contemplati dal comma 97 non possono essere perseguiti in giudizio per quanto hanno detto in seduta o hanno comunicato all’assemblea per scritto”.

Costituzioni non vigenti (tra le tante).

Citiamo, per prime, alcune costituzioni degli Stati del “socialismo reale” ormai cancellate dalla Storia perché perfino in talune di queste erano presenti forme d’immunità.

GERMANIA ORIENTALE (1968) – Art. 60: “2) I deputati della Camera Popolare godono dei diritti inerenti all’immunità parlamentare. Restrizioni della libertà personale, perquisizioni domiciliari, sequestri o procedimenti penali nei confronti dei deputati della Camera Popolare sono ammessi soltanto con il consenso della Camera Popolare stessa e, nei periodi intercorrenti fra le sue sessioni, con il consenso del Consiglio di Stato. La decisione di quest’ultimo va convalidata dalla Camera Popolare”.

ROMANIA (1965) – Art. 61: “Nessun deputato della Grande Assemblea Nazionale può essere detenuto, arrestato o sottoposto a procedimento penale senza l’autorizzazione preventiva della Grande Assemblea Nazionale, se è in corso la sessione, o del Consiglio di Stato, nell’intervallo tra le sessioni.

Il deputato può essere arrestato senza autorizzazione solo in caso di flagrante delitto”.

CECOSLOVACCHIA (1948) - Art. 76: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile dell’esercizio delle sue funzioni. Il governo risponde dei proclami del presidente emessi in connessione con le sue funzioni presidenziali”.

Art. 44: “I deputati non possono assolutamente essere perseguiti a causa del loro voto in parlamento e nelle commissioni parlamentari. Le parole da essi pronunciate nell’esercizio del loro mandato li espongono soltanto al potere disciplinare dell’Assemblea nazionale”.

Art. 45: “Un procedimento penale o disciplinare nei confronti del deputato a causa di altre azioni o omissioni non può essere iniziato se non con il consenso dell’Assemblea nazionale. Qualora questa vi si rifiuti, il procedimento è definitivamente escluso”.

FRANCIA (1946) - Art. 21: “Nessun membro del parlamento può essere perseguito, ricercato, arrestato o giudicato in dipendenza delle opinioni e voti da lui emessi nell’esercizio delle sue funzioni”.

Art. 22: “Nessun membro del parlamento può, durante il suo mandato, essere perseguito e arrestato in materia criminale e correzionale se non con l’autorizzazione della Camera di cui fa parte, salvo il caso di flagrante delitto. La detenzione o il procedimento contro un membro del parlamento sono sospesi, se la Camera di cui fa parte lo richiede”.

v. anche FRANCIA (1791) – Tit. III, Cap. I, Sez. V, art. 7-8; Cap. II, Sez. 1, art. 2 (non riportiamo gli articoli – se ne da notizia perché è stato il modello dell’immunità di buona parte delle costituzioni europee successive).

ITALIA (1948 – Statuto Albertino) - Art. 4: “La persona del Re è sacra ed inviolabile”.

Art. 36: “Il Senato è costituito in Alta Corte di Giustizia con decreto del Re per giudicare dei crimini di alto tradimento, e di attentato alla sicurezza dello Stato, e per giudicare i Ministri accusati dalla Camera dei Deputati.

In questi casi il Senato non è Corpo politico. Esso non può occuparsi se non degli affari giudiziari, per cui fu convocato, sotto pena di nullità”.

Art. 45: “Nessun Deputato può essere arrestato, fuori del caso di flagrante delitto, nel tempo della sessione, né tradotto in giudizio in materia criminale, senza il previo consenso della Camera”.

Testi di teoria costituzionale

Niccolò Machiavelli – Discorsi sulla prima Deca, I, VII
Hobbes – Leviathan cap. XVIII
Elements, p. II, cap. I, 12
Constant – Principi di politica cap.XII
Santi Romano – Corso di diritto costituzionale, Padova 1928, p. 323
G.G.F. Hegel - Lineamenti di filosofia del diritto § 285 (sulle responsabilità del monarca)
C. Schmitt – Verfassungslehre (trad. di A. Caracciolo) Milano 1984, pp. 251 ss., 325, 416 ss. (in particolare v. pp. 251 ss. le conseguenze del principio di distinzione dei poteri).
Maurice Hauriou – Précis de droit constitutionnel, Paris 1929, pp. 532 ss.
George Burdeau – Droit constitutionnel et institutions politiques, Paris 1980, pp. 552 ss.
Maurice Duverger – Éléments de droit public, Paris 1981, pp. 117 ss.
Per l’uso politico della legalità v. V. Lenin – L’estremismo, malattia infantile del comunismo, rist. Roma 1974, pp. 90 ss.

Quindi, quando qualcuno si straccia le vesti per violata democrazia o conculcata uguaglianza, ciò significa che tutti quegli Stati ordinati nelle costituzioni sopra citate, non sono delle democrazie, perché in tutti la “giustizia politica” non si esercita nelle forme e per i reati di quella comune.

Pretesa, quella di dare lezioni di democrazia e liberalismo a Francia, Belgio, Paesi Bassi e così via, che si commenta da sola.

P.S.: A tutti una richiesta di collaborazione e di critica: se trovate un testo costituzionale in cui a un Giudice qualsiasi (purché non straordinario come Camere, senati, corti costituzionali, Tribunali speciali) sia consentito mandare in galera secondo norme ordinarie (e non speciali) Re, Presidenti di Repubblica, primi ministri, ministri, semplici deputati, segnalatemi quali siano e dove le possa trovare. L’invito è esteso ai giustizialisti di ogni confessione.

Non si prendono in considerazione disposizioni di Stati fascisti, comunisti (quelli residui), dittature, stati tribali e “falliti”.

Teodoro Klitsche de la Grange


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