lunedì, luglio 24, 2006

L'impossibilità etica del cosiddetto "astensionismo attivo"

A distanza di mesi ed anni da uno scontro etico che non si lascia archiviare i promotori dell' astensionismo referendario cercano di dare legittimazione ad un fatto politico, giuridico ed etico in sé nullo e privo di valore e di trarre da questo fatto spunto per un'ulteriore offensiva alle libertà dei cittadini. Possono gioire di non aver fatto scattare il quorum, ma il fatto in sé non può avere grande significato e tantomeno ci si può appellare ad esso come espressione positiva di volontà del popolo italiano. Non voglio usare parole pesanti ma esprimo un giudizio etico-politico negativo: si può vivere nel rispetto delle opinioni e dei valori altrui in quanto siano corretti i comportamente degli uni verso gli altri. Nella vicenda astensionistica non vi è stato rispetto dei concittadini e la contrapposizione che si è creata è destinata a durare nel tempo.

Un solo esempio. Certamente nel giorno in cui si poteva votare qualcuno in Italia stava morendo e mai avrebbe potuto recarsi alle urne, pur avendolo voluto. Nè a dire che la nostra efficientissima burocrazia abbia provveduto in tempo utile a cancellare dalla lista degli aventi diritto i morenti. Analizzando la casistica degli astenuti effettivi, senza si e senza ma, neutri nel merito dei quesiti referendari, potrebbe giungersi a conclusioni analoghe. Includere tutti questi soggetti nel grande esercito degli Astensionisti "attivi" è operazione fondamentalmente disonesta.

Tornando al caso del morente mi pare particolarmente ripugnante defraudarne la volontà non espressamente dichiarata, o perfino contraria a quella degli Astensionisti "attivi". Paradossale poi constatare come i campioni della difesa della vita di esseri umani inesistenti abbiano poi in cinico dispregio la volontà e digniti di essere umani pienamente formati e giunti alla fase terminale della loro esistenza, dopo aver adempiuto a tutti i loro doveri di cittadini. Per giunta, nelle motivazioni di chi ritiene che non debbano essere posti limiti alla ricerca scientifica, ed in particolare su quella assai promettente sulle cellule staminali, è al rimo posto l'obiettivo di prolungare la vita al morente, di sconfiggere la nalattia che lo sta facendo morire. Sono stati invece dipinti dagli Astensionisti come altrettanti Mengele che trattano non già embioni ma essere umani pienamente formati alla stregua di topi da laboratorio, peraltro pure questi esseri viventi che meriterebbe un maggiore rispetto degli stessi embrioni umani, essendo i topi organismi animali pienamente formati e gli embrioni un mero progetto di organismo che sarà tale solo se terminerà il suo processo costruttivo.

Se gli Astensionisti fossero interessati per davvero alla vita – come dicono mentendo – avrebbero rivolto le loro amabili attenzione ai morenti, non a chi ancora non vive. In effetti il loro concetto di vita è quello di vita "abbandonata". Nella storia della chiesa ha avuto grande importanza il fenomeno dell'»abbandono«. Ho letto un libro al riguardo. Impressionante. Per secoli l'esercito della chiesa ha attinto all'infanzia abbandonata per la formazione dei suoi ranghi. Non a fin di bene, come potrebbe sembrare. Ma a parte ciò è intrinsecamente estranea al pensiero astensionistico l'idea di vita "buona". In Africa molti bambini che meglio avrebbero fatto a non nascere muoiono di fame e di stenti. La carità che qualche volta essi ottengono è "pelosa", cioè condizionata alla diffusione dello stesso cattolicesimo.

Un motivo più profondo va tuttavia ricercato nella credenza di una vita ultraterrena che consente di svalutare la vita terrena. È qui che bisogna trovare forse il motivo profondo della contrapposizione: l'embrione avrebbe già l'anima immortale che continuerà a vivere dopo la morte fisica. Sorge il problema teologico se bisogna impartire il battesino già alla fase embionale, ovvero se l'embrione nascendo per definizione peccatore possa redimersi se muore senza giungere alla formazione completa dell'organismo. E la resurrezione dei morti sarà anche una resurrezione degli embrioni? Dentro o fuori del grembo della madre? Insomma sono tanti e così i problemi che gli Astensionisti "attivi" hanno dovuto affrontare.

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