Anche se nei talk show fanno credere che non è Giorgia è l’atro che dovrebbe essere la sua Opposizione, e cioè quella che chiamano la Sinistra. Per quanto mi riguarda, per il mio modo di ragionare, p ormai da più di mezzo secolo che citando Julien Freund ho condiviso ciò che scrive quando dice che i concetti di destar e sinistra non lo aiutano a pensare politicamente. Prendendo comunnque per buona una terminologia ancora corrente, quel che è apparso a tutti chiaro è che non esiste nessuna sinistra, nessuna opposizone che possa dirsi strategicamente tale. Sono tutti una stessa consorteria che insieme lucrano le prebende e i privilegi che il regime loro consente. Da loro non ci verrò nessuna salvezza e se salvezza vogliamo cercare, ci dobbiamo rimboccare le maniche e tornafre al lavoro politico, ognuno come può, per formare una nuova dirigenza politica.
L'astensionismo non è disinteresse per la cosa pubblica, per il bene comune. È estrema sfiducia verso l'esistente, verso cioè le forme che il regime offre e consente ai cittadini per esprimere la loro volontà sovrana. Ad un amico che mi incitava ad andare comunque a votare, magari facendo un sorteggio ad occhi bendati, rispondo idealmente: vai a votare tu anche per me, responsabilmente, allo stesso modo in cui pure io cerco di rappresentare gli sfiduciati che non si interessano più di nulla e non seguono i fatti della geopolitica, dalla quale dipendono visibilmente le nostre condizioni di vita, che vanno celermente peggiorando.
Mai come oggi la buona politica si avvicina al buon senso:
• fuori dalla Nato! In altri tempi la cosa pareva non fattibile, ma oggi ci viene persino offerta dall'Egemone su un piatto d'argento. Non cogliere questa opportunità è da sciocchi criminali e servi incalliti.
• Fuori dall'Unione Europea che fu una creazione della CIA ed è sempre stato l'organizzazione civile della Nato. Le due cose stanno insieme.
• Ripresa dei contatti con la Russia: è difficile riconquistare la fiducia del popolo russo, ma forse una classe politica totalmente rinnovata potrà riuscirci.
• Rottura di ogni relazione diplomatica con Israele.
• Pieno riconoscimento della causa palestinese.
• Ripresa dei contatti e delle buone relazioni con l'Iran, quale che sia la forma di governo che gli Iraniani decidono di darsi.
• Ritorno alla sovranità politica in tutte le sue forme: monetaria, culturale, economica...
• Ricostituzione dell'IRI.
• Avvio di una politica mediterranea, orientando tutto il nostro impegno sul Vicino Oriente (senza Israele) e sull'Africa.
• Adesione alla Via della Seta.
Ed altro ancora. Non è difficile pensare una nuova politica, se si ritorna indipendenti e sovrani.

Nessun commento:
Posta un commento