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| Giuliano Cazzola |
Il personaggio credo sia sia auto-immortalato per la sua uscita sul generale Bava Beccaris che durante la pandemia era stato invocato contro i renitenti e resistenti al vaccino truffa: io orgogliosamente fra questi. Per chi è digiuno di storia riporto dalla IA: «I moti di Milano del maggio 1898, noti come la "rivolta del pane", culminarono l'8-9 maggio con la brutale repressione del generale Fiorenzo Bava Beccaris, che ordinò di sparare con i cannoni sulla folla in protesta per il carovita. L'azione causò tra 80 e oltre 300 morti e centinaia di feriti.» Ed ora dove riappare? Nel sito sionista "Settottobre" che considera il genocio di Gaza con oltre 200 morti stimati e la distruzione di un agglomerato urbano di oltre due milioni pi persone in Gaza, in un gencodicio che non solo continua, ma si estende alla Cisgoridania ed al Libano. Per non parlare della guerra usraeliana di aggressione all'Iran, le cui conseguenze stiamo pagando. Non diamo nessun valore alle "analisi" di questo personaggio, e ci più che sufficiente vederlo dove lo troviamo; nel sito dell'hasbara israeliana "Settottobnre".
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| John Mearsheimer |
Costui non si rende conto delle sue enormità, o può darsi che se ne renda conto, perché è quanto gli viene chiesto. A noi in Italia probabilmente manca quella consapevolezza della Lobby ebraica che negli Usa hanno, e che è stata descritto nel lirbo ancora attualissimo, oggi più di quando usci nel 2007. Se la memoria non mi inganna un altro esponente della Lobby, Maurizio Molinari, era allora corrispondente dagli Usa, e ricorso un suo servizio dove del libro diceve che nell'edizione inglese era già stato "demolito". Manco per sogno! Io fui il primo a leggerlo nella traduzione italiana, appena venne messo in vendita da Feltrinelli. Di John Mearsheimer tengo apposita rubrica per ogni sua interbista quotidiana nel canali YT americani. Ogni collaborazione di qualsiasi governo italiano con quello israeliano è quanto di più infame possa concepirsi: mani sporche di sangue che vengono strette in bella posa davanti ai media! Per loro eterna infamia che passerà nei libri di storia.
Quanto alle cose sul campo non stanno proprio per nulla come le conta l'hasbara, ma sarebbe qui troppo lungo confutarle, e rimandiamo ad una vasta letteratura di fonti che stiamo raccogliendo e teniamo aggiornata. Non vi nessun tifo da fare e giorni assai brutti vengono per noi, grazie a Giorgia ed personaggi come i cazzoliani, che quasi certamente soffriranno meno di noi, per aver servito i loro referenti... Un Senato Accademico? Come se lui potesse avere i titoli per starci! Esiste un crescente mondo della cultura che va prendendo coscienza e cerca di aprire gli occhi ai cittadini lobotomizzati da decenni di talk show, quelli dove di tanto in tanto compare Cazzola, per sparare le sue cazzolate. È esistito fino ad oggi un pesante condizionamento lobbistico di tutta la società e cultura italiana. Ci stiamo ribellando ed è la guerra, il costante peggioramento delle nostre condizioni di vita a costringerci all'amaro risveglio, sperano dnon sia troppo tardi. Gli intellettuali non sono privi delle loro responsabilità e delle loro colpe e la lotta culturale e spirituale non è meno aspra e velenosa di quella sul campo di battaglia, sotto i cieli di Gaza, dell'Iran, del Libano. Sanno i lobbisti che la madre di tutte le battaglie è nella testa e nello spirito di ognuno di noi. E per questo investono soldi senza limiti e corrompono a più non posso, in ogni forma possibile.
Elezioni del 2027? Qui è in gioco ben altro! Un analista di ben altro calibro, Marandi, oggi preannuncia una crisi peggiore di quella mitica del 1929: non sia! Ma se così sarà. come temo, sappiamo chi ringraziare e di chi dobbiamo ricordarci, se non vorremo ricadere negli stessi inganni, nelle stesse favole. L'infame non solo disconosce il genocidio che tutti vedono, ma ci irride pure sopra! E se fosse l'Olocausto? Ebbene, qui vi è di peggio, ma non ci sono abbastanza occhi per vedere: soprattutto a non vedere, non voler sapere, è il Potere, i cui nomi e volti vediamo ogni giorno.
Lo diciamo alla faccia del Cazzola: Hamas ed Hezbollah sono eroici movimenti di resistenza, davanti ai quali nel nostra opportunistica e tardiva Resistenza impallidisce! Ormai il termine scriteriato di "terrorismo" ha perso ogni significato utile a dare senso alle cose, ai fatti, alle persone. Anzi, terrorismo ideologico è quello che in 80 anni hanno esercitato su ognuno di noi appena qualcuno avesse osato esprimere un'opinione non irreggimentata. Ma ora è l'intensità della tragedia che libera il pensiero ed i muri, i tabù incominciano a cadere, e non vi saranno dei Cazzola con i loro cannoni figurati ed evocati che potranno fermare la fiumana dell'indignazione e della collera.
Chi sta al soldo di chi? Se potessimo indagare ne scopriremmo delle belle, ma non è necessario. Basta il moto evangelico: l'albero di conosce dai frutti. Gli Houti poi sono i più poveri della terra, ma non esitano ad offrire la loro vita per fermare la mano dei genocidari che in Italia vengono accolti con tutti gli onori e fatti ristorare nei nostri alberghi per riposare dalle fatiche del genocidio. La religione sciita conosce come forma più alta di sacrificio nel martirio in difesa della patria, dei deboli, delle donne, dei bambini. Non è che non amino la vita: la amano tanto che scelgono di donarla come il bene più prezioso che non ha eguale. Ma qui toccherebbe riflettere e dovremmo cambiare discorso.
Ci scusiamo per avere prestato attenzione a simili scempiaggini cazzoliani, come il nome stesso certifica. Ma la nostra rubrica è dedixata da una selezione delle "enormitùà" che la Rete Mediatica dell'Hasbara ogni giorno da anni continua a diffondere, aumentando la tossicità della comunicazione.
• Appunto! E se finora ci avessero sempre ingannato? Ci ingannano sul presente negando l'evidenza empirixa del genocidio in Gaza, Libano, Iran (che vogliono fa scomparire) e pretendendo da noi di vedere bianco dove è nero e nero dove è bianco perché dovremmo credere alla loro Narrazione e gestione del passato, dove le cose possono essere andate non esattissimamente come loro le raccontano... Tutti abbiamo visto la falsificazione del carro armato americano anziche russo che ci ha propinato Benigni in un film di grande successo! Ma perchè poi mandare in galera migliaia e migliaia di persone (i Negazionisti dell'Olocausto) solo perché si intestardiscono a narraree le cose anche solo un poco diversamente? Non dovrebbe essere la libertà di pensiero, di ricerca, di insegnamento il primo dei Valori del cosiddetto Occidente? Il gesto del deputato polacco è solo un inizio. Si verifica a pieno quella che Atzmon chiama la inversione del concetto di temporalità, per dire che la gente incomincia a chiedersi ma gli Ebrei di Auschwizt, che si lamentano di aver subito Auschwitz e l'Olocausto, sono gli stesso che ora infliggono un ben più grande Olocausto ai palestinesi? Come è possibile? Qui i conti non tornano... Non ce la contate giusto, e noi abbiamo il diritto di non credervi, o almeno di non credere a tutto quello che ci raccontate e a come ce lo raccontate.
• Ci si mette pure lui: Zelenski! Otto anni in Ucraina per il reato fantasma di... antisemitismo! Oramai pare più evidente che mai come si tratta di un atto di ritorsione politica che gli ebrei usano contro i non ebrei. Ciò è possibile dove esiste una Lobby ebraica, e l'emanazione di simili leggi ne denota e rivela la presenza. Come andrà a finire? È quel che vedremo, anche in Italia. Dove una simile legge in modo bipartisan è stata fatta passare al Senato. Ora si attende il passaggio alla Camera, ma nel frattempo giorno dopo giorno la situazione internazionale ed interna va sempre più peggiorando. Non capisco la logica di queste misure. Forse temono di venire contestati e si premuniscono aggravando le pene e approntando misure sempre più repressive. Chi ha il potere o pensa di averlo, lo usa per reprimere chi individua come Nemico Interno, o da cui si sente minacciato, e cerca di schiacciarlo prima che possa muoversi, esprimersi, assumere iniziative, anche semplicemente ponendo domande e volendo indagare non solo sul presente, ma anche su fatti remoti, storici. Zelenski mi pare sia pure un ebreo. E nell'Ucraina Israele ha una grande influenza. Sul fatto necessitano approfondimenti.
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| Reza Pahlavi |
• Da ridere. Sono stanco per dilungarmi oltre. I giochi diventano sempre più chiari. Ricordo anni addietro un evento culturale, presentazione di un libro sulla "bomba" che l'Iran non aveva e mai volle avere, a differenza della Corea del Nord, che oggi nessuno si sogna di attaccare. Era capitato non si sapeva come un giornalista iraniano dissidente che era il nipote del proprietario di un immenso edificio che ai tempi dello scià era la sede dell'ambasciata israeliana, in affitto... Ne desumemmo che il livore del dissidente era dovuto alla perdita dell'affitto... Non essendo gradito dal pubblico, se ne andò in escandenscenze, ma non vi fu la minima violenza. Oggi, ce la stanno mettendo tutta a fare all'Iran ciò che hanno già fatti ai primi sei di una lista di sette... Ma pare che con il Sette la cosa non riesca. Sul tema non poteva mancare una Capezzonata. E pensare che una volta, molti anni fa, pubblicai anche io una Intervista ad uno studioso tedesco. E mi pare di averne concessa pure io al Tempo un'intervista, ad un giornalista, che mi telefonò e non fu scorretto. Ma erano altri tempi ed ancora il giornale conservava una sua dignità, che da qualche anno a questa parte è del tutto scomparsa. Chissà cosa è successo dietro le quinte. Lancio una congettura: il giornale deve essere andato in fallimento, come molti giornali, e se lo deve essere comprato l'hasbara per fare operazioni come quelle che vediamo, che non hanno senso da punto di vista di chi dovrebbe leggere, dal punto di vista del Lettore, ma ne può avere dal punto di vista di chi è pagato per fare hasbara. A giudicare dall'esterno le cose paiono ovvie. È un'assoluta bufala che gli iraniani in Iran altro non aspettino che il figlio dello scia per accoglierlo a braccia aperte! Quanto alla chiusura dello Stretto è il minimo che si si possa aspettare: una dazio di un euro al barile è un prezzo modico più che accettabile da parte della Comunità internazionale per risarcire le distruzione dei bombardamenti israeliani e statunitensi.
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