giovedì, ottobre 02, 2025

I rettiliani ovvero come funziona il loro cervello

1. Loro non sono Noi,  ma vivono in mezzo a noi, e pretendono di dettarci la linea su ogni cosa che dobbiamo pensare, fare, attenerci.

Non credo sia utile ignorarli e lasciarli tramare alle nostre spalle.

Sarebbe anche sbagliato alimentare il loro vittimismo anche torcendo loro un capello, o mandando loro un improperio.

È sufficiente guardali, sentirli, smascherarli, allontanarli da noi: non avranno armi, inganni, menzogne, veleni, per poter continuare a farci del male, ad ingannarci.

La fetida rassegna stampa sionista esce puntualissima ogni giorno, ininterrottamente da oltre 20 anni: solo il governo israeliano poteva finanziare una simile propaganda, che non è la sola. Fiumi di denaro vengono fatti scorrere per alimentare la Menzogna, l'Inganno, la Corruzione ed il controllo di ogni Informazione che possa giungere fino a noi...

Si salvano voci marginali fintantochè non assumono una visibilità tale da far concorrenza e contrasto al mainstream.

2. Addirittura! Il "lavoro sporco", ancora da terminare, lo stanno facendo per il nostro bene. Senza il loro lavoro noi saremmo esposti ad ogni sorta di minacce, dal terrorismo di Hamas alla forzata copertura della gambe nude delle nostre donne, alloro incapucciamento.

È incredibile l'idiozia dei loro ragionamenti: siccomi molti stati europei, comprono armi prodotti da Israele, armi che sono eccellenti per standard qualitativi, non possono fare a meno di noi a verranno da noi a quattro zampe per chiederci di venderle a loro. In questo senso gli Israeliano concorrono alla difesa dell'Europa. Non è ben chiaro difesa da chi, quando il maggior pericolo proviene proprioa da Israelle e dalle sue lobby interne ad ogni singolo stato europeo, alla rete dei suoi sayanim, di cui i servizi segreti dovrbbero interessarsi se davvero tutelassero i nostri interessi, e non fossero essi stessi infiltrati ed al servizio di poteri esterni.


Dieci, cento, mille, un milione di imbarcazioni, canotti e tinozze incluse

in rotta per forzare il Blocco del Genocidio, e che partono da ogni parte del mondo,

e perfino a nuoto, o sott'acqua, se qualcuno ci riesce.

Estratto:

«Al Jazeera: “Diverse imbarcazioni ancora in viaggio verso Gaza”

“Stiamo monitorando tutte le telecamere e possiamo confermare che diverse imbarcazioni stanno ancora cercando di raggiungere Gaza”: lo affermano fonti della Flotilla citate da Al Jazeera. “Anche se solo una di queste imbarcazioni raggiungesse Gaza, raggiungerebbe l’obiettivo di rompere l’assedio”, si aggiunge. Le fonti confermano che una flottiglia di altre imbarcazioni “è partita dalla Sicilia e sta facendo rotta verso la Striscia”.» 

Il punto è proprio questo:

forzare il blocco, anche a nuoto!

Vili, servi, complici, traditori....

Non so come meglio qualificare quelli che sarebbero i nostri governanti, politici, parlamentari, giornalisti, opinionisti, analisti e pletora varia che vanno per la maggiore...

Marina militare italiana?

Avrebbe dovuto scortare con pieno diritto i cittadini italiani dritti e sicuri fino a Gaza.

Lo stesso dicasi per ogni altra marina i cui cittadini erano parte della Flotilla...

Non una entrata in guerra con lo Stato Criminale di Israele, illegittima potenza nucleare, ma una più che legittima protezione dei propri cittadini nell'esercizio di un loro diritto.

Se le navi della marina militare israeliana ed i suoi aerei volevano attaccare qualcuno, dovevano attaccare e navi della nostra marina e degli altri stati.

Nel nostro governo, in particolare, quello di Giorgia della Garbatella, che ora ci serve il presunto Piano di Pace che vorrebbe vedere approvato da tutto il parlamento italiano, in realtà una legittimazione del genocidio perpetrato, si  scelta la via della

viltà, asservimento, complicità, tradimento..

Le navi da affondare...

 IERI SERA, nei vari talk show, che per me si equivalgono, pur qualche sfumatura diversa, il regime ha mostrato il suo volto peggiore, gettando la maschera.

Vi sono stati dei punti da memorizzare:

• un Mario Sechi, onnipresente al pari di altri che rappresentano se stessi e credono di poter insultare il popolo italiano che in ogni città d'Italia scende nelle piazze e per le vie indignato per un genocidio che si compie sottoi suoi occhi e sul quale in. governo ed il partito al governo mette la sua firma, pretendendo di rappresentate il popolo italiano attraversi anonimi suffragi in urne sempre più deserti, suffragi offuscati dalla compravendita dei candidati e pervertiti da una stampa ancora più asservita e corrotta;

• il popolo vero è quello che scende nelle piazze, su obiettivi specifici: è come una legge di popolo! Il popolo si esprime chiaramente: no al genocidio in Gaza! Non in nostro nome! Le nostre mani sono monde da sangue innocente: queste sangue cade sulla testa di chi dice di rappresentarci e di giornalisti cialtroni che non informano sui fatti reali, certi, verificati, ma sono agenti e portavoci di governi stranieri, e pretendono di essere espressione della nostra Pubblica Opinione, che i politic complici prendono per buona: un gioco delle parti sulla nostra testa;

• quanto poi ai cosiddetti sondaggi sono commissionati a seconda di chi li paga e per sostenere ciò per cui sono pagati. Sono scientificamente nulli perchè si basano su opinioni, prese a campione, che sono per sua natura mutevoli e condizionati dalle informazioni che ricevono, a loro volta prodotte da fonti giornalistiche e da schiere di influencer profumatamente pagati

• Forse il momento rappresentativo di questo scenario è un tale, direttore di Libero, già contestato da manifestanti con un carte dove alla sua foto era aggiunto: AL SERVIZIO DELLA MENZOGNA. E cosa sostiene costui, non si capisce bene se sia una informazione di cui lui abbia l'esclusiva, o un suo desiderata: le navi della Flotilla devono essere affondate, magari con tutti i suoi viveri ed anche i suoi passeggeri.

• Quanto poi al presunto piano di pace, ad analizzarlo bene, oltre che a mancare di garanzie ed essere come sempre inaffidabile, è in ultima analisi una legittimazione del genocidio e della pulizia etnica, che richiedere in primo luogo un Processo Bis di Norimberga!

Questi gli uomini, questo il governo, questo il regime.

mercoledì, ottobre 01, 2025

E qual è la priorità di Giorgia? Farsi palpeggiare dal presidente americano di turno o sbaciucchiarsi con Zelensky?

 È incredibile la denigrazione di Giorgia della Garbatella, messa a capo di governo di questa misera Italaia i cui cittadini dovrebbe proteggere e tutelare e che invece consegna nelle mani del genocida Netanayu? Questa è la verità che i talk show, con i direttori di giornali sempre presenti, ma ai cui studi televisivi, alle persone che vi vengono invitate e raccolte, del genocidio in Gaza "non frega assolutamente nulla", come gli p riuscito di dire ad una manifestante genovese, che hanno voluto intervistare in diretta: nessuno ha potuto replicargli perché ha detto loro in faccia la Verità, che la loro ipocrisia non poteva più nascondere.

Da che esistono, in ogni tempo. e luogo, secondo una formula hobbesiana, compito di ogni governo è proteggere i cittadini che sono tenuti ad obbedirgli, ma solo il cambio della protezione. Qui non vi è nessuna protezione, ma si consegnano i propri cittadini al boia israeliano, per viltà, per servilismo, per tradimento, poco importa.

È da chiedersi, in replica:

quali sono le "priorità" di Giorgia, più importanti della protezione di cittadini, che non sono a delinquere, ma disarmati a tetare di porre termina a un genocidio che si compie davanti agli occhi del mondo?

La mia personale e fallace opinione sul piano Trump/Blair/Netanayu: è un inganno!

 Nulla è mai stato rispettato da questi Signori.

È un palese inganno!

Il loro obiettivo è il genocidio completo del popolo palestinese e la sua pulizia etnica, la sua scomparsa come popolo: al massimo verrà ridotto in riserve non più indiane, ma palestinesi.

Quanto ad Hamas, contro cui si è scagliato il più potente esercito del mondo, oltre che il più morale, stona il fatto che non sia stato sconfitto dopo due anni di combattimento con le armi più letali di cui Israele dispone, continuamente rifornito dall'Occidente, Italia inclusa.

Stupisce e non so spiegarmi l'apparente apprezzamento delle principale potenze:

• o hanno deciso di sbarazzarsi dei palestinesi, pensando ad altri equilibri geopolitici;

• o si prestano all'inganno con un contro-inganno, facendo finta di crederci.

Quanto ad Hamas a noi pare ovvio che se si arrende, disarma e si consegna, verranno tutti catturati ed uccisi, ed il popolo palestinese non avrà più nessuna difesa, nessuna legittima resistenza armata: possono o morire consapevolmente, o fare fagotto come profughi dispersi nel mondo e scomparire lentamente.

Al momento possono scegliere:

– se morire con dignità, gettando su tutti noi la Colpa vera per il loro genocidio, e smascherando la nostra ipocrisia;

– se vivere con infamia e con continue vessazioni, ma anche con un barlume di speranza se resistono ed resistendo tuttavia esistendo.

VI È POI UN ALTRO ELEMENTO che l'Occidente egocentrico, con i media al suo servizio, non considera per nulla:

• si concede una «amnistia» - come nel piano di pace - a chi si riconosce reo confesso! Non è il caso di Hamas, che ha sempre rivendicato piena legittimità del suo essere e del suo agire. Da quando esiste. Si tace che in Gaza Hamas è stato del tutto legittimamente eletto ed ha prevenuto un "colpo di stato" da parte di chi NON voleva accettare un risultato chiaro e limpido di una votazione elettorale democraticissima e regolarissima, come accertato dagli Osservatori presenti.

• Riconoscersi "colpevoli" di fronte ad Israele, lui per davvero terrorista, più di ogni altro, sarebbe una forma di suicidio politico oltre che morale, etico, storico... Sono uomini che non temono la morte, e per i quali l'amor di patria, la difesa del proprio popolo, che li riconosco o no, supera di gran lunga l'eventualità della morte: altro che Masada! Quella è mitologia, questa è realtà verificabile, davanti agli occhi del mondo, che a differenza di governi spesso corrotti, complici, ignavi, impotenti, vili... ha emesso il suo giudizio storico e la sua condanna morale verso la più mostruosa e banditesca della aggregazioni statuale, dove esiste la forza brutale delle armi ma nessuna parvenza di diritto, umanità, eticità.

• Fossi io Hamas, o un palestinese, non potrei accettare un piano di pace che è un suicidio consapevole ed assistito.

La ossessiva demonizzazione di Hamas: perchè tanto "odio" verso un legittimo Movimento di Resistenza?

 PROSEGUE,  dopo la nuova censura con blocco da parte di facebook, la nostra decostruzione 

 testuale della Fetida Rassegna Stampa Sionista.

Possiedono tutto, anche Google e questa piattaforma: è probabile che ci censurino anche qui, ma noi come la Flotilla Sumud che in queste ore mentre scrivo procede verso  Gaza, noi pure andiamo avanti finché non ci fermano, e se ci fermano facciamo tutto quello che lecitamente possiamo.

Per Hamas è almeno un milione di volte che ne sentiamo la demonizzazione, il presunto terrorismo,  isterie continue, ma senza che venga data una ragione per tanto inaudito immenso "odio" (!).

Si dice ogni tanto: nel suo statuto c'è la distruzione di Israele, il suo non riconoscimento.

Ma ancora prima di Hamas la stessa cosa dicono e chiedono i "veri rabbini" di Neturei Karta! 

Non ci risulta che vengano perseguitati come "terroristi", salvo violenze personali, di cui loro stessi raccontano ad a cui si rinvia.

Quanto all'influencer di Libero, basta indicarne il fanatismo e l'idiozia. 

La Flotilla finanziata da Hamas? 

E dunque da Israele stesso, se a sua volta Hamas è per triangolazione è finanziata dal Qatar o fatta finanziare da Israele, che ne ha bisogno per evitare una contrattazione dalla quale dovrebbe sorgere lo Stato colonia o protettorato di Palestina?

• Le fonti dell'Idiota sarebbero tutte di provenienza israeliana, che in Gaza fra le macerie avrebbe trovato chissà quali carte... Una delle navi della Flotilla sarebbe di proprietà di Hamas (!). Neppure in un romanzo simili idiozie le si trovano.

• Sorvoliamo su altre enormità della propaganda quotidiana dell'Hasbara: non rileviamo elementi di novità e soprattutto preferiamo dedicare la nostra attenzione al procedere marittimo della Flotilla, regoalmente diffamata dagli organi del regime, pur nelle diverse sfumature.

Come nella favola del lupo e dell'agnello è qui inutile cercare ragioni e spiegazioni.

Di fronte alla corruzione e venalità del sistema della comunicazione e dell'intero ceto politico in tutte le sue graduazione, confidiamo in una mobilitazione crescente del popolo italiano, che attraverso Gaza ritrova la sua unità e dignità

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Assassini ed il nostro governo è complice in ogni crimine di Israele da quando lo «Stato ebraico» esiste!

Censurati da facebook, contro il quale dichiariamo guerra mediatica e chiamiamo a raccolta tutti gli Utenti finora censurati, non per questo rinunciamo a far sentire la nostra voce ed a lanciare i nostri pensieri come in una bottiglia nell'Oceano della rete.

In piena notte, ore 4.50, accompagniamo con il nostro cuore e la nostra mente il viaggio della Flotilla.

Siamo con loro sulle loro barche, minacciato dal più feroce e disumano stato criminale della Storia.

Ci arrivano le loro voci in tempo reale: in altri tempi (genocidio degli indiani d'America) ciò non era possibile ed i crimini restavano ignoti. Oggi la notizia, la conoscenza di questi crimini giungono a noi e parlano alle nostre coscienze

Estratto 1:

«Alle 3 proprio mentre gli israeliani si avvicinano, la fregata Alpino della Marina Militare Italiana si è fermata e ha mandato l’ultimo ‘alert’. Il Governo italiano di Giorgia Meloni ha deciso così.»

Un governo vile e traditore, di «Fratelli d'Israele», ha sacrificato i nostri concittadini.

A Giorgia della Garbatella: "ma quale piano di pace! Queste frottole raccontatevele in famiglia, tu e tua sorella!». Credo che sia questo il momento più basso non solo di tutta la storia della Repubblica, ma della storia d'Italia!

Estratto 2:

«Alcuni testimoni, tra cui l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau, hanno parlato di un sommergibile che ha fatto manovre in cerchio per alcuni minuti.»

Sommergibile? Uno di quelli regalati ad Israele dalla Germania! Erano cinque se ben ricordo, e sarebbero pure armati con testate atomiche.

martedì, settembre 30, 2025

Proposta di una Class Action contro la censura praticata da Facebook.

 Sono sempre più numerosi gli Utenti facebook che  lamentano di aver subito una vera e proprio censura delle proprie opinioni politiche e dottrinale, Ricevono un avviso di violazione dei "nostri standard" senza che mai venga specificata la violazione incriminata. Essendo davvero numerosi gli incriminati vi è il numero necessario per una azione concertata. Il lavoro maggiore è quella iniziale, del riconoscere e concordare insieme una comune strategia.

Molinari


 A difenderlo per la "censura" a lui comminata dal Cosiglio del'Ordine dei Giornalisti sono i suoi compagni di cordata giornalistica, sfegatati sionisti. Adesso fanno del vittimismo, ma ben sappiamo come la pressochè totalità della Comunicazione in Italia sia dettata dall'Hasbara israeliana Solo che questa volta il "genocidio" viene fatto in modo troppo scoperto e sfacciato, urtando il senso morale di gran parte delle gente normalmente disattenta a questi temi e manipolata da un giornalismo come quello censurata, sanzione a nostro giudizio piuttosto mite.

Il Patriarcato si presta al gioco?

Non capisce che viene strumentalizzato per fermare la Flotilla, cioè il sacrosanto principio dell'abolizione del blocco e del vero arresto del genocidio in atto?

Stupisce che un uomo intelligente come Pizzaballa non abbia capito questo. 

Quanto alla Marina italiana si dimostra che sta agendo da poliziotto nell'interesse di Israele e che la protezione dei cittadini italiani è l'ultima cosa che le interessi.

Cadono i veli e l'Italia con i suoi governi corrotti si dimostra per ciò che:

serva, corrotta e vassalla.

Corrotta da una Lobby non meno potente di quanto lo sia negli Usa con l'Aipac, l'ADL, gli Evangelici.

Sul blocco navale a Gaza

 Nella Fetida Rassegna Stampa sionista di oggi si tenta di affermare una legalità del genocidio in atto connella alla legalità del blocco mavale in atto che impedisce ancora una volta alla più recente Flotilla di entrare nelle acque di Gaza. È frustrante continuare a parare di diritto e di diritto internazionale in una situazione in cui chiaramente nn esiste più nessun diritto, ma rega sovrana la violenza, la sopraffazione, il genocidio che si rivendica come diritto quando lo si maschera come guerra legittimo di un Esercito armatissimo contro un Non esercito (Hamas). In realtà, è evidente ai più non prevenuti e non parte in causa che trattasi di vero e proprio genocidio, più chiaramente ed intenzionalmente di qualsiasi altro finora conosciuto.

Ad ogni buon conto che è stato un pronunciamento di giuristi sulla assoluta legalità della Flotilla, che viene attaccata in acque internazionale senza che le navi militari italiane  proteggano i cittadini italiani, componenti della Flotilla insieme ad altri cittadini di una quarantina di Stati.

lunedì, settembre 29, 2025

MA È TUTTA UNA FAKE NEWS!

 Facebook ci ha tolto dal dibattito interno a quel social, lasciando l'altra campana...

Giulietto Chiesa diceva che facebook è stata una creazione del Pentagono e ne è tuttora una emanazione:

L'impalcatura della menzogna si va lentamente sgretolando e non basta Loro il controllo dei mezzi di comunicazione.

L'episodio della Goracci (la semplice frase: i bambini bruciati il 7 ottobre sono una fake news) e le reazioni che suscitato (per quattro parole, incidentali) è rivelatore di un clima che va incendiandosi, e su cui cidispiace di non poter essere più attivi.

DISGUSTOSO

Censurato da facebook,  proseguo con lo stile proprio suoi post, ma su diversa piattaforma, e rivolgendomi elle migliaia di contatti, recisi dal taglio censorio.

Chi disgustoso?

Questo qui, ossia un giornalaio di Libero, che si distingue come foglio smaccatamente devoto all'Hasbara israeliana

Dato pper scontato, che questi signori controllano la comunicazione cartacea,  televisiva e pure internet, è giutsa la strada della mobilitazione sulle piazze ed in manifestazione con gente reale in carne ed ossa e con un volto. Più che giusto ed estremamente importante l'azione delle Flotille che si succedono una dopo l'altra per forzare il bloco illegittimo.

Sono risibili i tentativo di fermarle, o la stupida proposta di compromesso con Pizzaballa che è caduto nella trappola o si è prestato.

L'obiettivo NON è quello di far arrivare tutto sommato di f ar arrivare "pochi" viveri ed aiuti, certamente inadeguati e tradivi rispetto al bisogno, ma invece p proprio quello di aprire una via marittima costante verso Gaza.

Se non lo hanno capito, danno prova di. poca intelligenza i nostri politici, da Mattarella in giù.

Se lo hanno capito, si sottraggono alle proprie responsabilità e sono in malafede, e sostanzaimente complici del genocidio in corso: il "lavoro sporco" che lasciano fare ad Israele, ma che sporca ancora di più le coscienze dei politici nostrani e della cosiddetta Europa, o meglio UE.

Una Class Action di Utenti contro la censura

Che ne dite di questa idea?

Restando Utenti di piattaforme social gratuite siamo indifesi e soccombenti, se restiamo isolati, ma diventiamo una forza con cui queste piattaforme devono trattare se restiamo uniti come Utenti in gruppi più numerosi.

Quasi tutti gli Utenti ** sono Utenti bannati da **:

possiamo partire da ** per un offensiva contro **.

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Ma non è necessario, anche perché ** giudica "inaffidabile" ogni link a ** e blocca subito le comunicazioni: meglio trovare altri sistemi di collegamento. 

Vedremo a tempo debito.

venerdì, settembre 26, 2025

Di nuovo censurato..

e perché mai?

Censura politica sui temi del genocidio in Gaza.

Non interrompo tuttavia il flusso di pensieri che il tragico momento mi ispira e continuo qui, lanciando poi al web questa bottiglia con dentro il messaggio.

Cosa dunque?

Ho appena assistito ad un dibattito in quelli che possono ritenersi mezzi di propaganda del regime, che è complice di un genocidio in atto. Ripeto complice in tutti is uoi gangli istituzionali.

Né dei palestinesi che muoiono in Gaza né dei nostri concittadini che rischiano forte di essere uccisi da una potenza criminale come Israele importa un bel niente.

Hanno soltanto paura dei sommovimenti che andrebbero a crearsi nell'opinione pubblica italiana rispetto a come l'hanno condizionata in quesi 80 anni dal 1945 ad oggi.

Vittorio Arrigoni ci è morto; non ho dubbi su chi aveva interesse ad ucciderlo.

Nella trasmissione ciò che ho rilevato è una grande ipocrisia.

Qualcuno è stato esplicito.

lunedì, marzo 31, 2025

La questione sionista riproposta in Rete Voltaire

DA LEGGERE e da RIFLETTERCI sopra,
prestando attenzione alle insidie e agli inganni dell'Antisionismo sionista.

In sintesi:
• di tutte le tre religioni monoteistiche quella giudaica è la più antica. Non sono uno specialista di queste cose, ma avendone gli strumenti mi piacerebbe indagare le origini egiziane dell'idea monoteista.
• Almeno ad una lettura letterale, la religione giudaica contiene prescrizioni di assoluta ferocia ed oggi inaccettabili e improponibili. Le letture allegoriche ed esegetiche possono fare i salti mortale: non trovo attrattiva questa religione, ma non ho assolutamente nulla in contrario che chi la vuol praticare, vi si riconosce possa tranquillamente ed indisturbatamente continuare a praticarle, purchè non contravvenga alle leggi penali e civili dei singoli stati.
• credo che le altre due religioni monoteiste che ne sono seguite si trovino in un rapporto evolutivo rispetto a quella ebraica. Trovo compatibili Islam e Cristiano, ma entrambi incompatibili con l'ebraismo.

Gli ebrei NON sono un "popolo" a se stante ma fanno parte dei popoli in cui storicamente sono vissuti, mantenendo una separatezza rispetto alla restante popolazione. In questa "separatezza" sono da ricercare le avversioni che gli ebrei si sono storicamente attirarati in ogni epoca ed in ogni luogo.

Ciò che accade in Palestina, rinominata illegittimamente Israele, è chiaro agli occhi del mondo: genocidio e pulizia etnica del palestinesi ad opera di sedicenti ebrei. Nessuna idea di Dio, nessuna religione, può legittimare un simile genocidio ed una simile pulizia etnica.
La questione è tutta di natura politica e solo sul piano politico può essere risolta.

Rif. FB-31.3.25 - RV-31.3.25 - 

venerdì, marzo 28, 2025

Le ambiguità dell'Antisionismo sionista

 GILAD, che conosce bene le cose dall'interno di quel mondo, per noi insondabile, ci mette in


guardia. Da noi basta osservare come l'associazionismo ebraico non solo non abbia mai preso le distanze da Israele, come tardivamente chiede l'odierno Movimento Cinque Stelle di Conte, non abbia mai manifestato la minima empatia per due milioni di palestinesi massacrati in una Gaza tutta ridotta in macerie, enfatizzando il loro 7 Ottobre a guisa di una nuova mitologia olocaustica, ma pretendono da tutti noi, ossia dal governo e dalle istituzioni che fungono da nostri fustigatori, una piena ed incondizionata approvazione ed adesione a tutto ciò che il loro Israele fa e dice: si è cittadini italiani e basta, o non si è cittadini e si va via a condividere la sorte e le responsabilità con la "patria" israeliana, ma non si può pretendere di trascinarci in crimini che non sono nostri. L'ambiguità dell'Antisionismo sionista (AZZ) deve essere smascherata e respinta.

Rif.: FB28.3.25 -  GA28.3.25 -

giovedì, agosto 25, 2011

Mobilitazione nazionale per l’Anniversario del Trattato Italia-Libia: Appello per il 30 Agosto 2011

Appello per il 30 Agosto 2011.


venerdì, agosto 12, 2011

Alberto B. Mariantoni: Globalismo e Mercati, Hybris e Némesis

Homepage di A.B.M.
Globalismo e Mercati,
Hybris e Némesis

di: Alberto B. Mariantoni

Non è escluso che alcuni lettori, già prima di iniziare a percorrere il testo di questa mia riflessione, possano eccepirmi: ma che c’entrano delle nozioni culturali dell’antica Grecia (come ὕϐρις/húbris/hybris = dismisura, eccesso, oltraggio; e Νέμεσις/ Némesis = la collera o la vendetta divina), con le umilianti e mortificanti fregature che il cosiddetto “Mercato globale” continua quotidianamente a dare al “Popolo-bue”?

Capisco l’eventuale sorpresa, ma se una tale correlazione potrebbe apparire ai più come una specie di forzatura letteraria, coloro che avranno il tempo e la pazienza di seguire il mio ragionamento, potranno facilmente accorgersi che quelle nozioni c’entrano. Altroché se c’entrano!

Prima, però, di poterne scoprire l’eventuale concatenazione, cerchiamo di fare il punto della situazione, incominciando con il focalizzare e decifrare il primo soggetto di questa analisi: il “Liberismo”.

Questa “scuola di pensiero” (prettamente ideologica, e poco economica, mi permetto di sottolineare), tende a caratterizzarsi, in generale, per la sua fedeltà e sottomissione a tre dogmi fondamentali:
  1. “Nel campo economico esiste un ordine naturale che tende ad organizzarsi spontaneamente, purché gli individui siano lasciati liberi di agire, ispirandosi ai loro propri interessi.
  2. Quest’ordine naturale, è il migliore, il più capace di assicurare la prosperità delle nazioni; è superiore a qualsiasi altro ordinamento artificiale che si potrebbe ottenere attraverso l’impiego di leggi umane.
  3. Non esiste nessun antagonismo, ma armonia tra i diversi interessi individuali, e l’interesse generale concorda ugualmente con gli interessi individuali. Questa armonia, forma l’essenza stessa dell’ordine naturale” (Pierre Reboud, “Précis d’Economie Politique”, Tome premier, Dalloz, Paris, 1939, pag. 52).
Ora, senza dover superfluamente dare risalto al fatto che qualsiasi dogma è semplicemente la più grande offesa che si possa perpetrare nei confronti dell’intelligenza umana, vediamo cosa diceva, a proposito del “Liberismo”, il Dizionario di filosofia e scienze umane di Emilio Morselli, edito da Signorelli, a Milano, nel 1988:
“Liberismo (o Liberalismo Economico): teoria secondo cui il modo migliore per promuovere lo sviluppo economico è quello di lasciare l’iniziativa privata in piena libertà d’azione, escludendo ogni ingerenza artificiale da parte dello Stato. Ipotesi di fondo del liberismo è l’esistenza di un ordine naturale in campo economico analogo a quello del mondo fisico; ne derivano due postulati: a) la concorrenza perfetta premia i migliori ed elimina i cattivi operatori; b) il meccanismo naturale dei prezzi che, in regime di libera concorrenza, trova il proprio freno nella legge della domanda e dell’offerta. Queste tesi del liberismo classico, elaborato dai grandi economisti settecenteschi (A. Smith, D. Ricardo, T. Malthus), non trovano più riscontro nella realtà economica moderna, sia nelle premesse che nelle conseguenze”.
Appena 23 anni fa, quindi, il “Liberismo” era ufficialmente morto o considerato un qualcosa che, in tutti i casi, non trovava “più riscontro nella realtà economica moderna, sia nelle premesse che nelle conseguenze”.

Dagli anni ’90 del secolo scorso ad oggi, invece, si continua a cercare di convincere l’uomo della strada che il medesimo “Liberismo” sarebbe il nec plus ultra del progresso e dello sviluppo delle nostre società.

Questo, nonostante che i suoi suddetti dogmi – ciclicamente attivati e, ogni volta, testardamente ed illogicamente messi in pratica (in particolare, tra il 1852 ed il 1890; tra il 1911 ed il 1915 e tra il 1920 ed il 1930, con i “risultati” che conosciamo…), irragionevolmente riproposti (negli anni 1950/1960, dalla “scuola di Chicago”: Milton Friedmann, Feldstein, Moore, etc.) e, dal 1992 (cioè, dopo la caduta del muro di Berlino ed il crollo dell’ex Unione sovietica), politicamente propagandati e fideisticamente diffusi come indiscutibili ed incontestabili – abbiano, nel loro ricorrente confronto con la realtà, invariabilmente “toppato” su tutta la linea e si siano costantemente ed immutabilmente rivelati per quello che in realtà sono e sono sempre stati: una semplice mega-truffa planetaria, ai danni dell’uomo della strada, da parte dei soliti noti!

Vedremo, tra poco, il perché quei dogmi sono una semplice frode.

Cerchiamo, ora, di individuare ed approfondire le principali peculiarità del secondo attore di questa analisi: lo “Stato” o gli “Stati”.

Thomas Hobbes, nel suo Leviatano (1651), ci dice che “lo Stato rappresenta l’istanza unitaria e sovrana di neutralizzazione dei conflitti sociali e religiosi attraverso l’esercizio di una summa potestas, espressa attraverso la forma astratta e universale della legge che si legittima in base al mandato di autorizzazione degli individui, in cui si realizza il meccanismo della rappresentanza politica”.

In che consisterebbe, in particolare, quella sua summa potestas?

Consiste soprattutto nel fatto che qualsisi Stato (dal lat. statum = ‘condizione’, ‘posizione’; riepilogativo di: status civitas = ‘Stato della città’, o status rei publicae = ‘Stato della cosa pubblica’) è, per antonomasia, simultaneamente sovrano, indipendente e spersonalizzato.

E’ sovrano, in quanto è superiore (dal lat. sŭpĕrans, antis = ‘predominante’; da cui, il tardo lat. superanus, a, um = ‘soprano’ o ‘che sta sopra’, ed il francese souverain = sovrano) ad ogni altro soggetto politico, economico, sociale, giuridico (individuale o collettivo) che esiste ed agisce all’interno dei suoi confini politici. E’ indipendente (in = negazione di, dipendente: quindi, che ‘non è soggetto a vincolo di nessun genere, da parte di nessuno’), in quanto, nei rapporti con altri Stati, non accetta – se non in modo concordato e consensuale (dopo essere stato, come minimo, preventivamente autorizzato da un referendum popolare) e su un piano di ordinaria reciprocità ed equità – nessuna rinuncia alle sue prerogative. E’ spersonalizzato, in quanto – qualunque sia o possa essere la rappresentanza politica che il Popolo-Sovrano ha occasionalmente scelto per far gestire o amministrare la cosa pubblica – è sempre il Governo pro tempore della Nazione che ha l’obbligo di conformarsi ai fondamenti dello Stato (che sono stati preventivamente espressi dalla volontà popolare, condensati nei termini della sua Costituzione e continuano ad essere difesi e garantiti dalle sue leggi), e non il contrario.

Intendiamoci, il Governo di una Nazione può pure decidere di cambiare i fondamenti dello Stato a cui appartiene, ma prima deve comunque chiederne l’autorizzazione e l’avallo da parte del Popolo-Sovrano.

A questo punto, per permettere a chiunque di potersi davvero rendere conto che anche la teoria dello Stato – a causa dell’accettazione incondizionata dei dogmi del “Liberismo” da parte della forze politiche (al Governo ed all’Opposizione) delle nostre Nazioni – è diventata una semplice truffa ai danni del cittadino, è sufficiente porsi queste semplici domande:

1. E’ mai possibile, ad esempio, che l’insieme delle forze politiche di una Nazione – che ufficialmente dovrebbero operare nell’interesse dei cittadini e dello Stato che esse stesse rappresentano ed amministrano – per cercare di forzare le realtà oggettive dei nostri Paesi e farle coincidere con i dogmi dell’ideologia (il “Liberismo”) nella quale credono o si identificano, si sforzino principalmente di sottomettere i nostri Paesi alle cosiddette “Leggi del Mercato” e, favorendo la speculazione finanziaria internazionale, privino arbitrariamente da un lato i cittadini e lo Stato della loro inalienabile sovranità e, dall’altro, facciano addirittura pagare, a questi ultimi, i ripetuti e costanti fallimenti della loro astratta ed inattuabile teoria ideologica?

2. Se uno Stato, per poter ordinariamente esistere ed operare, non solo accetta – sulla base della medesima ideologia “liberista” – di rinunciare a “battere moneta” (che è una delle due prerogative del Principe, assieme al ‘monopolio dell’utilizzo della Forza armata’), ma è nientemeno costretto a chiedere in prestito dei capitali sul mercato libero, c’è ancora da domandarsi le ragioni per cui il nostro debito pubblico (assieme agli interessi che debbono essere pagati sul medesimo debito), è sempre più esponenziale, fino a diventare strutturalmente inestinguibile?

3. E’ accettbile che uno Stato, su sollecitazione di un qualunque Governo in carica, prenda l’iniziativa di scatenare una vera e propria la caccia all’evasione fiscale – fino al parossismo di appostare degli agenti della Guardia di Finanza fuori dai Bar dove andiamo a bere un caffè o mangiare un tramezzino, per controllare de visu se abbiamo o no il relativo scontrino della nostra consumazione, ed allo stesso tempo – non conosca (o faccia finta di non conoscere) il nome ed il cognome (o la personalità giuridica o morale) degli speculatori internazionali che, come se niente fosse, spostano, ogni giorno, migliaia di miliardi di dollari o di euro, da una borsa all’altra del Pianeta, facendo fallire (se il caso si presenta) intere economie nazionali, senza che questi ultimi possano essere in qualche modo identificati, recensiti e tassati, come qualunque altro cittadino del mondo, sia sui loro capitali che sui loro ingenti profitti?

Se tutto ciò è ammissibile e tollerabile, viene spontaneo domandarsi: a cosa servono gli Stati se non a continuare indebitamente a sgassare i cittadini per conto terzi e raschiare il fondo del barile dei nostri introiti e dei nostri risparmi, per permettere a chi è già ricco di diventare più ricco, con l’appoggio incondizionato ed il sostegno pratico della Forza pubblica che dovrebbe essere, invece, il principale baluardo della nostra tutela?

Ed aggiungo: qualora tutto ciò sia davvero ineluttabile (come spesso cercano di convincerci…), allora, aboliamo gli Stati. Mettiamoci tranquillamente l’anima in pace ed accettiamo, di buon grado, di farci direttamente governare dalle strutture della speculazione internazionale. Così, almeno, avremo come minimo economizzato l’insieme dei costi astronomici della politica che, come abbiamo già visto, serve esclusivamente a farci meglio depredare dagli innominabili ed insaziabili manovratori della finanza cosmopolita!

Prendiamo, per concludere il nostro giro d’orizzonte, il terzo ed ultimo attore di questa medesima disamina: “l’Uomo”.

Che cos’è l’Essere umano? E’ quell’individuo (dal lat. individuus, a, um: quell’aggettivo, cioè, che non potrà mai essere o diventare soggetto di se stesso!) che serve esclusivamente al “Liberismo”, per avere al suo cospetto quella massa indefinita di produttori e di consumatori non organizzati e, quindi, imporre unilateralmente le sue regole del gioco all’insieme dei prestatori d’opera ed il suo monopolio (settore per settore) nel campo dei prodotti e dei prezzi? Oppure, è l’anathrôn-ha-opôpé dei Greci: quell’essere animato, cioè, diverso dagli altri animali, che ragiona ed è sensibile?

In quest’ultimo caso, come è facile desumerlo, sarebbe praticamente impossibile continuare a considerarlo uno dei tre fattori della produzione e seguitare altresì a compararlo agli altri due che sono – come tutti sanno – la “tecnologia” ed il “capitale”.

Chi ha mai visto, infatti, fino ad oggi, piangere o ridere, esaltarsi o disperarsi, amare o odiare, provare simpatia o antipatia, affinità o diffidenza, affetto o repulsione, gioia o dolore, un tornio o un cassetto pieno di soldi?

Eppure, i bricconi di cui sopra – vista l’attiva ed interessata complicità della Casta politica (di destra, di sinistra e di centro) del nostro Paese e dei Media (i valvassini dei precedenti) che ne amplificano studiatamente le “gesta” e la “parola” – sembrano comunque essere riusciti a far credere ai cittadini delle nostre società, perfino una tale insostenibile bizzarria!

Convincendo l’uomo della strada che ciò che custodiva o teneva in tasca era più importante di lui, i principali sostenitori dell’ideologia “Liberista” hanno semplicemente permesso che fosse apertamente e legalmente perpretato nei suoi confronti, il più grande e ripugnante dei crimini che la Storia abbia fino ad oggi conosciuto: quello, in particolare, di trasformare psicologicamente il medesimo essere umano – originariamente soggetto e finalità della Storia, della Politica e dell’Economia – in volontario ed inconspevole oggetto di un’astratta e nefasta ideologia che, ponendo il danaro al centro della società, ha ridotto l’Uomo ad una semplice cosa o bene mobile. E, come tale, lo ha reso suscettibile di essere assunto a discrezione ed al minor prezzo possibile, nonché licenziato in tronco, in qualsiasi momento, senza nessun preavviso, né valido motivo, ed affidato unicamente al buon volere delle “Leggi della domanda e dell’offerta”. Il tutto, ovviamente, per permettere ai principali promotori ed organizzatori del cosiddetto “Mercato globale” di ottenere, anche nel contesto del cosiddetto “Mercato del lavoro” (come se l’Uomo potesse essere comparato ad un chilo di patate o di zucchine…) – con l’appoggio diretto o indiretto dei Sindacati embedded ed il connivente e prezzolato avallo dei responsabili dei nostri Governi e dei nostri Stati – il massimo del profitto!

Ecco, dunque, anatomizzata e resa intelligibile anche quest’ennesima truffa che il “Liberismo” ha riservato alle nostre società.

Conoscendo, ora, la natura ed il ruolo reale dei diversi attori di quest’abominevole e grottesca rappresentazione epocale che abbiamo ormai l’abitudine di definire il mondo contemporaneo, chiunque, tra i lettori di quest’approfondimento, potrà, da questo momento, agevolmente individuare e facilmente riconoscere l’hybris a cui mi sono riferito all’inizio di quest’articolo.

Detto altrimenti, in che consisterebbe, dunque, la dismisura, l’eccesso e/o l’oltraggio del “Liberismo” nei confronti dei cittadini dei diversi Stati del mondo?

A mio avviso, consiste principalmente nel far credere al solito “uomo della strada” (ingenuo e sprovveduto per definizione) che la medesima “mano invisibile” che dovrebbe immancabilmente contribuire ad arricchire ognuno di noi (ma, in realtà, rimpingua soltanto qualcuno, impoverendo sempre di più – salvo le classiche eccezioni che confermano la regola – chi è già povero o diseredato!), è ugualmente responsabile – di tanto in tanto (sic!) – delle crisi economiche (come se queste ultime fossero un casuale o involontario incidente della vita e della Storia…) che, da all’incirca due secoli e mezzo, continuano ciclicamente ad affliggere e tormentare l’insieme delle nostre società.

Questo, quando chiunque abbia un minimo di infarinatura a proposito dell’Economia politica, sa benissimo che il cosiddetto “Libero mercato”:

- E’ solo ed esclusivamente il “Mercato” delle Multinazionali e dei Trust finanziari che tende invariabilmente a spazzare via i singoli operatori. In altri termini: per un Bill Gates (il Sig. “Avviso Porte”, si potrebbe liberamente tradurre in italiano!) che riesce a fare fortuna dal nulla, quanti “poveri cristi” ci lasciano le penne, cercando o sperando di poterlo davvero diventare? E se, per pura ipotesi, tutti riuscissimo a diventare Bill Gates che valore avrebbe essere un Bill Gates?

- E’ come un “fiume in piena”, a cui se non vengono preventivamente e drasticamente innalzati gli “argini” della morale societaria e della legge, distrugge tutto al suo passaggio; mentre invece, se “incanalato” precauzionalmente all’interno delle succitate “barriere di contenimento” ed inframezzandogli sul suo percorsco magari una turbina, è in grado di produrre altra energia, ed ancora altra energia (l’esempio più conosciuto, a quanto ne so io, sembra essere stato il miracolo economico italiano degli anni ’30).

- Produce sistematicamente delle situazioni economiche, nelle quali i prezzi delle differenti Nazioni tendono sempre ad allinearsi su i più alti ed i salari su i più bassi.

- Tende regolarmente a monopolizzare i guadagni ed a socializzare le perdite. In altre parole, ciò che i vari promotori ed organizzatori del “Mercato globale” riescono a rapinare all’interno di uno Spazio economico, lo tengono in larga parte per sé; e quando il medesimo “mercato” che hanno precedentemente investito incomincia inevitabilmente a saturarsi, licenziano le maestranze e delocalizzano le loro imprese, lasciando sulle braccia dell’intera società, le spese e gli oneri economici e sociali dei danni che, con il loro ordinario agire, sono riusciti a realizzare.

- Agisce sistematicamente, nei confronti dei diversi Spazi economici del mondo, come l’andirivieni incessante ed incontrollabile delle maree: vale a dire, ruba qui e porta lì; poi, ruba lì e porta qui; dopo ancora, ruba di nuovo qui e porta di nuovo altrove; etc. All’infinito. Con la differenza che questa volta (cioè, da una quindicina di anni a questa parte), il cosiddetto Occidente (Stati Uniti, Europa, Giappone ed alcuni Paesi del Sud-Est asiatico) non potrà affatto essere in grado – dopo aver impoverito le nostre Nazioni (nonostante tenti di far ridurre i salari dei nostri lavoratori, al medesimo livello di quelli che vengono attualmente praticati in Cina ed in India) – di defraudare gli ex-Paesi emergenti (diventati, ormai, a pieno titolo, delle vere e proprie potenze, finanziarie, bancarie, industriali, commerciali e logistiche), per due semplici ragioni: la prima è che l’Occidente ha ormai perduto – a netto vantaggio della Cina e dell’India (insomma, per fare più soldi, l’Occidente ha venduto a quei Paesi, perfino la “corda per farsi impiccare”!) – il monopolio dei suoi cinque tradizionali pilastri economici: la finanza, la banca, l’apparato industriale, le infrastrutture commerciali e quelle dei trasporti; la seconda, è che – sarà bene tenerlo a mente – la Cina e l’India sono due potenze nucleari, a cui sarà molto difficile, in prossimo futuro, cercare di togliere il “tappetino” da sotto i loro piedi, per tentare di scippare le loro attuali e future ricchezze, nella speranza di poterle, un giorno, ri-portare in Occidente!

Individuata chiaramente l’hybris, è sufficiente fare mente locale, per capire la valanga di bugie che ogni giorno ci vengono raccontate dai nostri “politici” e sistematicamente rilanciate sul mercato dai vomitevoli e supersperimentati pennivendoli del medesimo sistema, per cercare di farci tranquillamente o inconsapevolmente trangugiare l’amara pillola del nostro, ormai (nella sopraindicata situazione), impossibile futuro…

Gli Stati e gli Istituti bancari del cosiddetto Occidente (Italia ed Europa comprese), da circa 10/15 anni, sono quasi tutti in fallimento o, nel peggiore dei casi, in semplice e celata bancarotta fraudolenta. Il denaro (quello vero) essendo, nel frattempo, filato via, come era naturale che fosse, in quelle parti del mondo che gli possono più facilmente garantire di potere largamente decuplicare o centuplicare, in rendite e profitti, le somme inizialmente investite.

Cosa ci fanno credere, invece, i nostri “politici”? Ovviamente, che da noi tutto va bene! Anzi, meglio…

Vediamo il funzionamento dei loro premeditati e criminali marchingegni finanziari.

I nostri Stati – ormai irrimediabilmente asserviti alle Caste politiche bipartisan che sono al servizio del “liberismo/globalismo” – per tentare di tenere la “bocca fuori dell’acqua” alle popolazioni dei nostri Paesi e non farle immediatamente ed irrimediabilmente affogare, travolte dai debiti, nell’insolvibilità e nel caos, emettono dei Buoni del tesoro (cioè, dei pagherò a breve o lunga scadenza, su cui lo Stato stesso dovrà, presto o tardi, pagare degli interessi) e li affidano a delle banche private (Bankitalia o BCE o Federal Reserve = kif, kif!). Le medesime Banche, dal canto loro, per simulare un formale pagamento, danno in cambio ai nostri Stati, dei bellissimi biglietti di carta colorati e stampati che sono concessi in locazione, al loro valore facciale, ai nostri Ministeri del Tesoro che a loro volta, dopo averci pagato il famoso “signoraggio” (altri debiti, per il contribuente), li incamerano sotto forma di moneta contante e li utilizzano per “tappare i buchi” più urgenti che sono stati precedentemente generati dalla loro medesima gestione del Paese.

Da un punto di vista contabile, le due vicendevoli operazioni di cassa non sembrano fare una piega: entrambi gli “attori” (gli Stati + le Banche) di questa moderna commedia dell’arte, depositando ufficialmente nei loro forzieri i rispettivi foglietti di carta colorati e considerandoli come dei veri e propri attivi, sono in grado di presentare, agli eventuali audit pubblici o alle più mediatizzate Agenzie di rating, dei corretti bilanci. Al punto che ambedue gli “attori” possono continuare ad apparire – agli occhi del profano (ma non degli speculatori borsistici!) – come dei soggetti economici e giuridici perfettamente solvibili.

Ma chi pagherà, alla fine (questo, naturalmente, nessuno ce lo dice!) il loro ingegnoso “giochino” delle suddette reciproche “cambiali”? Noi. Semplicemente noi! Gli “scemi del villaggio”… Con l’acre e spossante sudore della nostra fronte ed i nostri immani, quotidiani ed ingiusti sacrifici.

Ci sarebbe da evocare altre ed infinite bugie, come quelle, ad esempio, relative al supposto “rilancio” dell’economia dei nostri Stati, abbassando i salari, diminuendo le spese pubbliche, abolendo gli assegni sociali, togliendo le tasse alle imprese, alzando l’età pensionabile, decurtando le pensioni già esistenti (non quelle milionarie dei “signori della politica”, chiaramente!) ed eliminando la loro reversibilità per i poveri vedovi e vedove; oppure, come quelle riguardanti il “rilancio” della produzione dell’auto (se anche riuscissimo a regalare, a costo zero, 1 milione di vetture ai primi che ne facessero richiesta, dove le parcheggeremmo e come faremmo, ormai, a circolare sulle nostre strade o all’interno delle nostre città?), permettendo contemporaneamente ad un qualunque Marchionne di turno di riportare la figura ed il ruolo del lavoratore, alla medesima miserevole condizione di semplice bestia da soma, senza nessun diritto, descritta da Marx, nella prima parte del suo Capitale; o ancora, come quelle concernenti il “riassorbimento” dell’attuale disoccupazione, cercando di accogliere, a più non posso, all’interno di un “bicchiere” chiamato Italia o di un “boccale” chiamato Europa, l’immenso e brulicante Oceano di miseria che il “Liberismo” stesso, con le sue guerre (per la pace) e lo sfuttamento capillare dell’insieme delle risorse dei Paesi del Terzo mondo, ha provocato sul nostro Pianeta. Ma fermiamoci qui…

Avendo capito (spero…) quanto mi sono permesso fino ad ora di evidenziare, il lettore, en passant, avrà altrettanto compreso il significato ed il senso della némesis greca o, se si preferisce, della collera o della vendetta divina a cui ho ugualmente fatto riferimento all’inizio di questa mia riflessione.

Intendiamoci, però. Chiunque sia riuscito a focalizzarne ed afferrarne il concetto, non mi venga ugualmente a chiedere, per cortesia, in che modo o maniera mettere in pratica la sua individuale collera e vendetta nei confronti dei delinquenti di cui sopra e di quanti, fino a questo momento, hanno legalmente permesso a questi ultimi di esercitare impunemente la loro “arte criminale”: quella, cioè, che ci sta letteralmente e collettivamente portando alla rovina, se non facciamo nulla per fermarla.

L’unica cosa che posso consigliare al lettore in questo contesto, è che le nostre possibili ed inesorabili rivincite e le eventuali e sacrosante sanzioni che dovranno comunque essere inflitte ai responsabili della catastrofe generalizzata che – da tempo, ormai – siamo costretti a subire e sopportare sulla nostra pelle, potranno davvero essere realmente esercitate, soltanto quando riusciremo ad avere il coraggio civile e morale di deporre momentaneamente al guardaroba le nostre reciproche “fisse” ideologico-politico-partitiche-religiose. Dopo di ché, mettendo assieme la totalità delle nostre forze e delle nostre capacità e competenze, potremo essere senz’altro in condizione di ribellarci e di combattere e sconfiggere qualunque nemico. E questo, per poterci finalmente liberare dall’assurda e nefasta iattura del “liberismo/globalismo” e riconquistare, per noi ed i nostri figli, nonché per i figli dei nostri figli, le irrinunciabili e, fino ad oggi, furbescamente estorte o ladronescamente defraudate prerogative di libertà, indipendenza, autodeterminazione e sovranità politica, economica, culturale e militare che – fino a prova del contrario – spettano, per diritto naturale, a qualsiasi Popolo-Nazione del mondo che ancora sia in grado di essere cosciente e degno di questo nome!

Alberto B. Mariantoni



giovedì, agosto 04, 2011

Alberto B. Mariantoni: Se dipendesse da me...

Se dipendesse da me…


di: Alberto B. Mariantoni


Se dipendesse soltanto da me, e fossi simultaneamente in condizione di potere concretamente esercitare quel genere di poteri che mi permetterebbero di poter speditamente tentare di trovare delle adeguate o appropriate soluzioni agli annosi ed apparentemente irrisolvibili problemi che travagliano il nostro Paese, saprei cosa fare!

Come primo provvedimento, infatti – seguendo il recente e perspicace suggerimento dell’intellettuale di sinistra Alberto Asor Rosa del 13 Aprile scorso – instaurerei immediatamente un momentaneo ed indispensabile “stato d’eccezione”. E darei mandato alle Forze dell’ordine della nostra Nazione, affinché possano rapidamente circondare l’insieme delle sedi istituzionali, politiche, economiche e gestionali del nostro Paese, per arrestare la totalità dei attuali responsabili (di destra, di sinistra, di centro) che vi si annidano, con le loro rispettive segreterie personali ed i loro reciproci “porta-borse”.

Inoltre, anche se in marginale dissonanza con i propositi di Asor Rosa (che non ha probabilmente avuto il coraggio, in prima battuta, di affermarlo…), li farei ugualmente e sommariamente fucilare alla schiena – senza nessun processo, in ordine alfabetico e senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali – per ordinaria indegnità civile e morale, nonché reiterato ed aggravato alto tradimento nei confronti del Popolo italiano.

Infine, una volta realizzate le suddette esecuzioni – ed onde evitare che qualcuno, magari, per eccesso di pignoleria democratica, possa abusivamente o indebitamente gridare al Colpo di Stato – consegnerei istantaneamente il medesimo numero, specie e qualità di mandati, seggi ed incarichi vari che fino a quel momento erano stati appannaggio dei suddetti “personaggi”, alle Assemblee di base delle stesse forze politiche, partitiche, economiche e sindacali a cui questi ultimi affermavano (realmente, nominalmente o formalmente) di appartenere. In maniera tale che le summenzionate Assemblee possano liberamente procedere alla diretta sostituzione degli eliminati, con altri personaggi di loro scelta, convenienza o gradimento.

Gente nuova, aria nuova!

Niente che si possa arrivare a risolvere con un tale straordinario provvedimento, si sarà comunque prodotto un indispensabile e salutare “ricambio” generazionale all’interno dei meandri della politica e radicalmente sbarazzato l’Italia da quella massa di traditori, ladri, imbroglioni, farabutti e parassiti istituzionali che sono diventati il vero ed insolubile problema del nostro Stato e della nostra Nazione.

Come è facile immaginarlo, infatti, prima che la nuova classe dirigente designata possa realmente ridiventare “Casta” e sia nuovamente in condizione di farsi personalmente catturare dai meccanismi della dissolutezza, dell’asservimento e della corruzione che avevano caratterizzato la precedente, l’Italia può senz’altro sperare di poter di nuovo vivere un certo periodo di ordinaria amministrazione. E qualora gli stessi “sintomi” dell’attuale sistema dovessero improvvisamente ricominciare ad apparire o a manifestarsi anche tra i nuovi responsabili, si può sempre fare il bis e ricominciare ad arrestarli e fucilarli. Perché no? Dipenderà da loro!

Inutile chiedermi il motivo che mi spingerebbe ad adottare i succitati drastici provvedimenti…

La ragione, infatti, è sotto gli occhi di tutti.

Stiamo etnicamente, culturalmente e socialmente scomparendo dalla faccia della Terra, sia come Popolo che come Nazione. Stiamo partecipando a guerre che – oltre a procurarci spese, lutti ed abbondante disonore – sono addirittura in contrasto con i nostri interessi. Stiamo economicamente andando a fondo, per reale mancanza di indipendenza e di sovranità politica. Stiamo ingiustamente subendo, sulla nostra pelle, i contraccolpi di una crisi mondiale che non ci riguarda affatto e che è stata decisa e pianificata altrove, per meglio permettere alle lobbies che “non esistono”… di poter continuare a rimpinguare i loro portafogli ed a depredare e spogliare maggiormente chi vive esclusivamente del suo lavoro.

In altre parole, il disastro generalizzato dell’attuale sistema, noi Italiani (come gli altri europei, d’altronde) lo stiamo già soffrendo e penando da tempo, in prima persona. E non c’è assolutamente bisogno di doverlo in qualche modo riassumere con uno schema o rappresentare con un disegno, per poterlo effettivamente evidenziare, spiegare e far comprendere, anche all’ultimo degli ingenui o degli sprovveduti del nostro Paese.

Che facciamo, dunque? Continuiamo a subire passivamente all’infinito le angherie ed i soprusi di questo sistema ad uccidere i popoli o vogliamo tentare, tutti assieme, di ribellarci, per potercene, infine, sbarazzare e liberare?

Ovviamente, chi, allo stesso tempo, avrà tendenza a negare le suddette evidenze o a far finta di non conoscerle o di non rendersene conto, è semplicemente un complice di coloro che fino ad ora hanno individualmente e collettivamente concorso a programmare, organizzare ed alimentare, per conto terzi, l’insieme delle nostre attuali sventure. E come tale, dovrebbe essere trattato.

Per chi non lo sapesse, mi permetto di ricordare che nell’antica Roma, per simili comportamenti, c’era una pena adeguata: ad bestias!

Alberto B. Mariantoni