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| Lelio Basso |
• Lelio Basso era per l'interruzione dei rapporti diplomatici con Israele?
– Per chi non lo sapesse Lelio Basso era stato un padre costituente, a cui si deve la paternità di importantissimi e fondamentali articoli della Costituzione italiana. Oggi il quadro politico e mediatico appare largamente infiltrato e condizionato dalla «Israel Lobby», non diversamente da come succede negli Usa con l'AIPAC, anzi da noi è ancora peggio... La lotta di Liberazione della Palestina da noi deve essere preceduta da una Lotta di Liberazione dalla Lobby Israeliana, infiltrate in tutte le nostre istituzioni, ad ampoi sospetto di corruzione. È noto come 700 milioni di dollari, ogni anno aumentate, vengono stanziati dallo stato di Israele per creare consenso e promozione della sua immagine all'estero. I nostri Servizi, se fossero davvero nostri, dovrebbero darci il dettaglio di queste spese: dove vanno i soldi israeliani? Chi li prende? Per fare cosa esattamente?
Ecco la risposta della IA:
«Sì, Lelio Basso si schierò apertamente per l'interruzione dei rapporti diplomatici con Israele, in particolare in seguito alla Guerra dei sei giorni del 1967.
- L'attacco in Parlamento: Durante i dibattiti alla Camera dei deputati successivi al conflitto del 1967, Basso attaccò duramente Israele. Sostenne che lo Stato ebraico stesse portando avanti una politica dal "carattere coloniale" e che non potesse far pagare ai popoli arabi le colpe storiche della diaspora, le cui responsabilità storiche ricadevano interamente sull'Occidente.
- La richiesta di rottura: In linea con la componente più a sinistra dello scacchiere politico italiano e in forte sintonia con i movimenti di liberazione del Terzo Mondo, Basso e il suo gruppo politico chiesero formalmente al governo italiano di interrompere le relazioni diplomatiche con Tel Aviv. Questa posizione mirava a sanzionare quella che veniva considerata un'aggressione imperialista e un'occupazione illegittima dei territori palestinesi.
- L'impegno internazionalista: Negli anni successivi, Basso consolidò questa visione fondando l'Associazione nazionale di amicizia italo-araba e legandosi a figure di spicco della causa palestinese (come Wael Zuaiter e Hanna Mikhail). Il suo approccio alla questione mediorientale fu guidato dal principio del diritto all'autodeterminazione dei popoli. Questo impianto ideale è rimasto centrale anche nell'attività della Fondazione Lelio e Lisli Basso, che ancora oggi interviene nel dibattito internazionale denunciando le violazioni del diritto internazionale nell'area.
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