giovedì, luglio 09, 2026

Donatella "filosofa", sionisti ed ebrea contro Mons. Pizzaballa, in visita a Gaza


In rete, si trovano già gli scheramenti di battaglia, che io di volta in volta, aggiornando vado qui censenso. in ordine casuale ed incompleto, con eventuali annotazioni:

• Mio precedente intervento, al quale non sono giunte repliche pur avendolo iviato allo stesso FQ, ed inserito nei commenti facebook accessibili.

Quale pace, etc:

Bet:

• tal Gabriele Bonaccini

qoshe

moked:

Multipolare (Ottolina TV):  

• Altri a seguire, se ne trovo, o mi vengono segnalati.

NOTA: scrivo sempre di getto: non mi si rimproveri la scrittura, la sintassi, i refusi: quando ne ho voglia ritorno sui miei testi, che possono essere sempre rivisti e modificati, per rendere più chiaro il pensiero o per rafforzare le argomentazioni.

Mi sono offerto, da "filosofo del diritto", oltre che cattolico, battezzato e cresimato, di partecipare al dibattito, possibilmente in tomi civili ed indiscutibilmente dentro i confini della liceità, pur nelle nettezza ed asperità del contraddittorio. 

Per quello che mi ricordo del mio Catechismo il sacramento della Cresima conferisce ad ogni battezzato il diritto ed il dovere di proncunairsi in materia di Fede, essendo anche lui pervaso dallo Spirito Santo. La Lobby nella sua prassi è convinta che basta accordarsi con i vertici della Gerarchi cattolica per poter silenziare ed oscurare miliardi di cattolici o anche cristiani: ci siamo messi d'accordo con in vostri Caèi e voi poco o nulla contate.

Ma anche se non si è praticanti torna qui molto a proposito il motto crociano "non possiamo non dirci cristiani", ma non perché ciò significhi una acritica accettazione degli insondabili misteri della Fede Cristiana e peggio ancora delle innumerevoli astruserie della fede cattolica, in un ultimo scompaginata dal Papa polacco e del suo Fratello maggiore, cioè Caino.

Bensì per il contenuto di eticità che ogni religione racchiude in sé. Ed è l'eticità cristiana che fa vedere in ciò che succede in Gaza l'evidenza empirica del genocidio, di cui in Gaza mons. Pizzaballa ho potuto recepire anche gli odori. Giustamente, il prof. Alessandro Orsini parla di evidenza empirica del genocidio, su cui nessuna persona che abbia un minimo di onestà intellettualità e sanità mentale può nutrire dubbi. Al massimo si potrà arrampicare sugli specchi parlando di guerra difensiva legittima, anche uccidendo donne e bambini, anora nel grembo della madre, in quanto "scudi umani" di Hamas, peraltro legittimo movimento di resistenza che resiste e combatte con armamenti infinitamente inferiori.

L'elemento giuridico definitorio è quello della INTENZIONALITA', che è quello che serve per definire l' Olocausto ebraico, di cui è stato fatto industria e che è servito per edificare un sistema di potere e comunicazione mediatica.

Donatella Di Cesare sarebbe lei esperta di questa tematica?

Si misuri con gli storici "revisionisti" che di questa materia si sono seriamente ed intesamente occupati, dopo che siano stati fatti uscire di prigione e si consenta a chi ne ha interesse di poter leggere i loro libri senza che ciò costituisca reato che fa finire in prigione l'incauto la cui curiostà spinge alla lettura di qualcuno di questi libri proibiti.

Ma per quella che riguarda il solo elemento della INTENZIONALITA' come caratterizzante un genocidio, metro di giudizio ormai acquisito da un sempre più vasto pubblico, non vi può essere dubbio che l'INTENZIONALITA' del genocidio in Gaza, ora anche in Libano, supera di gran lunga lINTENZIONALITA' documentabile per l'Olocausto ebraico. Questa si limita alla sola controversa Conferenza di Wannsee sulla "soluzione finale", che alcuni ritengono meramente "territoriale"... Certo, esistevano in Germania campi di concentramento, dove venivano radunati e costretti al lavoro tutti gli oppositori del regime nazista. Durante le guerre vi sono sem pre campi di cocnentramento per i prigionieri di guerra o oppositori di un regime. Non è una novità. Secondo quando racconta Ghada Karmi (nel libro "Sposata ad un altro uomo") di simili campi di concentramento vene sono stati anche in Palestina, dopo la Pulizia etnica del 1948, ed a fare da carcerieri erano messi ebrei usciti dai campi di concentramento nazisti:

CITAZIONE:

«Per illustrare la situazione basta un esempio. Una caratteristica della Nakba, della quale si è parlato poco, furono i campi di lavoro forzato istituiti dal nuovo Stato israeliano durante la guerra del ’48-49. Secondo la Croce Rossa Internazionale furono istituiti cinque campi per la popolazione maschile tra i 10 e i 60 anni che ospitarono oltre 5000 palestinesi catturati nel corso della guerra. Gli uomini lavoravano per costruire gli insediamenti israeliani e per trasferire le pietre delle case arabe distrutte, necessarie per la costruzione di nuove abitazioni per gli ebrei. I prigionieri rimasero nei campi dai due ai cinque anni, la maggior parte fu rilasciata nel 1955. Molte delle guardie dei campi erano ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania nazista, a volte anche ex prigionieri dei campi tedeschi. Nessuno dei prigionieri palestinesi parlò di questa esperienza e questa storia è emersa solo successivamente. Fu come se nessuno riuscisse a esprimere in parole l’enormità delle sofferenze causate dall’esperienza della perdita, dell’insicurezza e dello sradicamento. La gente che doveva far fronte alla sopravvivenza quotidiana non poteva guardare al passato.

Ghada Karmi, Sposata a un altro uomo. Per uno Stato laico e democratico nella Palestina storica, Roma, 2010, pp. 32-33»

Insomma, le tragedie della nostra epoca, il crollo dell'Impero americano e del suo ordine, su cui lo Stato di Israele ha finora fondato i suoi privilegi e la sua impunità, consente di ripensare l'«Olocausto ebraico» per come ci è stato finora narrato, di introdurre un libero confronto fra esperti veri, non propagandisti o presunti e sedicenti esperti alla De Cesare. Ai più interessa non il confronto e il dibattito storiografico, cosa per specialisti, ma che venga posto termine ad un genocidio ancora in corso e che vengano giustamente puniti i criminali che lo hanno commesso, e se questo è imputabile addirittura ad uno Stato, questa mostruosa costruzione deve essere smantellata a cura e in nome della Comunità dei popoli della Terra.

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