Essendo difficoltosa la condivisone, soprattutto in facebook, ma essendo importante far circolare quanto più possibile queste notizie di complicità in genocidio, qu.ello di Gaza..., altro non possofare che un compia ed incolla, mettendo in fondo il link di provenienza.
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Il processo Ulm5 riguarda cinque attivisti accusati di aver fatto irruzione nella sede di Ulm dell’azienda di armi israeliana Elbit Systems nel settembre 2025, causando danni materiali alle strutture. Il dibattimento, arrivato oggi alla decima udienza, si svolge nel carcere di massima sicurezza di Stoccarda-Stammheim.
L’8 settembre 2025, cinque giovani erano entrati nella fabbrica di armi di Ulm. Il loro obiettivo era bloccare la produzione di droni e tecnologie usate nei Territori Occupati in Palestina e a Gaza dove, oggi, si è arrivati a 1000 giorni di genocidio. I reati contestati sono violazione di domicilio, danneggiamento (stimato attorno a un milione di euro) e associazione a delinquere ai sensi del paragrafo 129 del codice penale tedesco. Gli attivisti sostengono il cosiddetto “stato di necessità”. Secondo la loro tesi, il danno materiale era giustificato per fermare un crimine più grave in corso a Gaza.
Nel frattempo Ulm5 continuano a subire il carcere duro in 5 carceri diversi ed il processo si celebra senza il rispetto dei diritti degli imputati: la giudice continua a negare al gruppo degli avvocati e delle avvocate di stare fisicamente vicino alle persone assistite che hanno diritto alla comunicazione confidenziali con chi le difende, le cinque persone partecipano alle udienze dietro un vetro e ammanettate. Continua intanto la mobilitazione solidale come ci spiega Cecilia del Gruppo Di Solidarieta’ Italiano Ulm5 Ascolta o scarica
Per tutte le informazioni: ulm5.info
Fonte: Radiondadurto.org
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