Vi sono notizie che non troviamo nel mainstream nostrano, e che non alimentano i cicalecci dei talk show della serata. Ed è per questo che qui condivido la Notizia che segue, e che traggo da un post altrui, per contribuire alla sua diffusione. Spero che il senso sia chiaro, di per sè, e che non abbia bisogno di ulteriore illustrazione. Sarà interessante conoscerne gli effetti, se qualcuno sarà in grado di raccoglierli.
• La voce della bimba morente: parla alla coscienza del cosiddetto Occidente, termine nel quale secondo il Ministro "Fino a un Certo Punto", sono espressi Europa e Usa, come due facce della stessa medaglia, della stessa vergogna, della stessa ipocrisia infinita. ________________
Post di Isabella Gregoraci
La regista tunisina Kaouther Ben Hania ha rifiutato di ritirare il premio "Most Valuable Film" conferitole dagli organizzatori del festival “Cinema for Peace”, organizzato a margine della Berlinale, il Festival Internazionale del Cinema di Berlino, lunedì 17 febbraio 2026.
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| Hind Rajab |
Il suo film si chiama La voce di Hind Rajab.
Hind aveva sei anni. L'ha uccisa l'esercito israeliano a Gaza nel gennaio 2024, insieme ai suoi familiari e ai due soccorritori del Mezzaluna Rossa venuti a salvarla. L'unica cosa che resta di lei è la sua voce registrata nelle ultime telefonate, mentre aspettava aiuto che non sarebbe mai arrivato.
Nella stessa serata, la stessa organizzazione premia anche il generale israeliano Noam Tibon, che il 7 ottobre 2023 percorse da solo centinaia di chilometri per salvare suo figlio intrappolato in un kibbutz. Un gesto umanamente indiscutibile. Ma Tibon porta i gradi dello stesso esercito che ha ucciso Hind. E metterli sullo stesso palco non è un atto neutro: è una cornice. Dice, senza dirlo, che esistono sofferenze equivalenti su entrambi i lati. La grammatica esatta con cui un genocidio viene trasformato in "conflitto complesso".
Kaouther Ben Hania sale sul palco, parla, lascia il premio sul legno del palcoscenico e se ne va a mani vuote. Non è un gesto contro un padre che ha salvato i suoi figli. È un rifiuto di prestare il nome di una bambina morta a una cerimonia che, nel nome della pace, produce la copertura politica di cui il suo assassinio ha avuto bisogno per essere possibile.
Non è un gesto. È una frase.
Prima di partire, Kaouther Ben Hania, pronuncia questo discorso:
"Buonasera. Stasera sento più la responsabilità che la gratitudine. La voce di Hind Rajab non riguarda solo una bambina. Riguarda il sistema che ha reso possibile il suo assassinio. Quello che è successo a Hind non è un'eccezione. È parte di un genocidio.
E stasera, a Berlino, ci sono persone che hanno fornito copertura politica a questo genocidio ridefinendo il massacro di civili come "legittima difesa" o come "circostanze complesse", e denigrando chi protesta.
Ma come forse sapete, la pace non è un profumo che si spruzza sulla violenza per dare all'autorità un'apparenza elegante e un senso di conforto. E il cinema non è un lavaggio d'immagine.
Se parliamo di pace, dobbiamo parlare di giustizia. E la giustizia significa responsabilità. Senza responsabilità, non c'è pace.
L'esercito israeliano ha ucciso Hind Rajab; ha ucciso la sua famiglia; ha ucciso i due soccorritori venuti a salvarla con la complicità dei governi e delle istituzioni più potenti del mondo. Rifiuto che la loro morte diventi lo sfondo di un discorso compito sulla pace, finché le strutture che hanno reso tutto ciò possibile restano intatte.
Per questo, stasera, non porterò questo premio a casa. Lo lascio qui come un promemoria. E quando la pace sarà perseguita come un impegno giuridico e morale, radicato nella responsabilità di fronte al genocidio, allora tornerò ad accettarlo con gioia.
Grazie infinite. Grazie a voi."
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