domenica, maggio 17, 2026

La sporca e turpe faccenda degli stupri nelle prigioni israeliane

Mi pare che le nostre televisioni, quelle commerciali e quella di stato, sempre prodighe  a riempirci la testa con notizie futili, o comunque non di interesse pubblico o nazionale, non trattano invece la questione degli stupri, addirittura con l'impiego di cani appositamente addestrati, che gli israeliani praticano sui palestinesi rinchiusi nelle loro prigioni, dove non esiste nessun controllo esterno e dove succedono o possono succedere cose inenarrabili. A volerne richiamare l'attenzione non si tratta di morbosità, ma dello smascheramento di una doppiezza morale dalla quale complice il mainstraim siamo quotidianamente inondati.

Ci viene cioè presentata un'immagine di israele sempre dalla parte della ragione, o proprio al massimo massimo colpevole di qualcsa di assai veniale, e sempre causato dai cattivi, cattivissimi palestinesi, e dal loro Hamas dal quale quale non si vogliono sganciare, per poi poter essere scannati e stuprati senza che vi sia la minima resistenza.

Manco a farlo apposta sugli stupri israeliani, plauditi dal "popolo" ebraico, dentro e fuori di Israele, esce negli stessi giorni in cui il governo israeliano offre al mondo il rapporto sui presunti stupri del 7 ottobre ad opera di una sedicente Commissione Civile, frutto del lavoro non di una Commissione Onu indipendente, ma di non so quale ONG, di cui non riesco a capire in quanto ONG quale valenza istituzionale possa avere. Una ONG che si occupa di fare pulizia delle plastiche abbandonate nei boschi, o attività simili di utilità sociale, può avere un senso, ma una ONG che sostituisce gli Organi internazionali di giustizia o di inchiesta indipendente non riesco proprio a capire che senso possa avere. Al massimo Amnesty che ha una tradizione e un credito riconosciuto, ma anche qui la palla dovrebbe poi passare a veri e propri organi internazionali di giustizia, o alla stessa ONU, che resta ancora la massima istituzione del diritto internazionale, messa in crsi proprio dall'impunità di Israele e dal banditismo e dalla pirateria degli Usa, cioè da un Impero in declino che si abbandona ad ogni efferatezza prima del suo crollo.

Insomma, sarebbe come un ladro, un assassino, uno stupratore che accusa altri di furto, di omidicio, di stupro, quando lui stesso è maggiormente responsabile di furto (di terre, in Palestina), di genocidio, ormai innegabile, e ben più documentabile dell'Olocausto ebraico, di stupro, di cui sappiamo essere la pratica normale in chiunque finisca nelle carceri israeliane.

Che fa Netanyhahu e la rete dei media a libro paga dell'Hasbarà? Dice che vuole querelare il New York Times ed il suo giornalista che ha reso noti gli stupri nelle carceri israeliane. E si badi: il New York Times che finoora è stato sempre filo-israeliano e filo-sionista! Evidentemente, l'evidenza dei crimini israeolo-sionisti ha toccato una intensità tale da aprire gli occhi e le orecchie ai ciechi ed ai sordi. Ma lascio il maggior dettagli ai Giovani Turchi Americani, che su una Canale You Tube hanno sei milioni e mezzi di iscritti, fra i quali mi ci colloca. Il doppiaggio automatico di molti canali americani consente di risalire direttamente alle fonti da cui attinge anche tutto il nostro giornalistume che poi seleziona quello che vuole passarci di terza o quarta mano. Grazie alla IA, anche senza conoscere lingue straniere, possiamo accedere direttamente alla fonte delle notizie, cosa che da questo momenti in poi faremo abitualmente, sorvolando sul nostro mainstream o sui nostrani talk show. Stiamo curando una apposita selezione di Fonti Estere.

Nota tecnica: cliccando da questo post su "terrorismo israeliano" si ottiene il doppiaggio automatico in italiano, mentre cliccando sul video si ottiene il testo originale inglese.

«Il terrorismo israeliano 

prende una piega inquietante»

TYT








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