Riprendo volentieri dal Sociale "Roma sa da che parte stare" il testo che segue, e che ho pure inoltrato al Presidente del Municipio XI, in Roma, dove abito. Allo stesso in data 24 aprile avevo inoltrato una Lettera aperta in replica ad una richiesta di istituzione nel Municipio di un fantomatico «Osservatorio sull'Antisemitismo». Mi sono offerto di spiegare come in un senso scientifco del termine oggi non esista più nessuna forma di antisemitismo. Antisemitismo non significa avere antipatia per gli ebrei, ma storicamente significa mantenere una forma di discriminazione nei diritti verso gli ebrei. Dalla rivoluzione francese in poi gli Ebrei non solo sono stati perfettamente equiparati nei diritti, ma oggi godono di veri e propri privilegi che gli altri cittadini non anno. Godono e si avvantaggiano di una influenza che tutti gli altri gruppi sociali neppure si sognano. In Roma la comunità calabrese, prima seconda e terza generazione, di gran lunga pare la più numerosa, con forse 700.000 cittadini, è surclassata da 12 mila ebrei, che hanno il potere in Roma di impedire qualsiasi evento o manifestazione che non sia loro gradito. È stato spiegato autorevolmente che oggi a nessuno intmeressa minimaente degli ebrei in quanto tali (e lo stesso dicasi per ogni altra componente sociale), ma interessa unicamente ciò che ognuno fa. Le associazioni ebraiche (su 26.000 ebrei in tutta Italia, 13.000 si trovano a Roma) si sono tutte schierate a sostegno del genocdio in Gaza e delle politiche di Israele, che essi apertamente e dichiaratemente condividono. Questo è il vero nocciolo della questione, non un Antisemitismo, falso e strumentale, con il quale si cerca censurare e soffocare legittime critiche ed opposizioni.
Oggi 21 maggio 2026 ben due Municipi contemporaneamente - il II ed il III - hanno approvato le mozioni per chiedere a Roma Capitale l’interruzione dei rapporti con enti e aziende legati allo Stato di Israele e la calendarizzazione immediata della Delibera di Iniziativa Popolare sostenuta da oltre 15.000 firme.
Un ringraziamento va ai Consiglieri municipali che hanno portato queste mozioni nelle aule consiliari: è anche grazie alla loro sensibilità e al loro coraggio politico se la Delibera di “Roma sa da che parte stare” oggi ha una concreta speranza di arrivare finalmente alla discussione in Consiglio Comunale.
Mentre le piazze continuano a mobilitarsi per Gaza, anche le istituzioni territoriali stanno scegliendo da che parte stare.
Adesso il Campidoglio non può più ignorare la volontà di migliaia di cittadini romani.

COMUNICATO STAMPA
Boicottaggio enti israeliani:
la rivolta dei Municipi sfida il Campidoglio.
I Municipi II e III votano lo stop: "Gualtieri non ignori la piazza e le 15.000 firme, Roma rompa gli accordi"
Roma, 21 Maggio 2026
La solidarietà con il popolo palestinese invade i palazzi della politica locale e lancia una sfida diretta al Sindaco Gualtieri.
I Consigli dei Municipi II e III, in un asse territoriale compatto, hanno approvato una mozione che trasforma la spinta della piazza in atto istituzionale e mette alle strette l'Assemblea Capitolina.
I territori esigono che il Campidoglio esca dal silenzio e metta immediatamente al voto la Delibera di Iniziativa Popolare per l’interruzione dei rapporti con gli enti israeliani.
Una proposta forte delle oltre 15.000 firme depositate dai cittadini romani – il triplo del quorum richiesto – che riflette la volontà romana scesa in piazza in questi mesi, dalle oceaniche manifestazioni nazionali fino al sostegno attivo alla missione internazionale della Flotilla per rompere l'assedio di Gaza.
La diffida dei territori:
"Nessun affare con i complici del genocidio".
Le mozioni approvate nei due storici Municipi sono un atto di accusa contro la complicità economica e istituzionale di Roma Capitale, e chiedono impegni perentori.

Stop immediato ad Acea e Farmacap.

Fine dei partenariati con Mekorot (società inserita nel database ONU e responsabile dell'apartheid idrica) e Teva (il colosso farmaceutico che lucra sul mercato vincolato dell'occupazione).

Calendarizzazione immediata.
Si intima all'Assemblea Capitolina di discutere la delibera, rispettando la straordinaria mobilitazione democratica della cittadinanza.

Coerenza con la solidarietà attiva.
Lo Statuto di Roma impone il rispetto dei diritti umani; i servizi pubblici dei romani non possono finanziare chi viola il diritto internazionale.
"Le nostre strade sono piene di bandiere palestinesi, i nostri attivisti si mobilitano per la Flottiglia e 15.000 romani hanno firmato un atto ufficiale," dichiarano i portavoce della rete cittadina ROMA SA DA CHE PARTE STARE. "Mentre il Campidoglio prende tempo, i Municipi rispondono al grido di Aiuto di Gaza e alla coscienza civile della città.
#Gualtieri e la sua maggioranza non possono più nascondersi: devono decidere se stare con il diritto internazionale o restare complici di un genocidio."
Una pressione inarrestabile con i voti dei Municipi II e III che si aggiungono alle precedenti prese di posizione di altri distretti romani, anche il fronte della solidarietà istituzionale non può essere ignorato.
La battaglia per la giustizia in Palestina, spinta dalle piazze e ratificata dai territori, entra con forza inarrestabile nell'aula del Campidoglio.
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