• Rif. Il Tempo, del 25 luglio 2026, in IC.
Non sono pià un docente della Sapeinza e da pensionato non ho certo diritto a poter votare per il Rettore, ma conosco bene il lnabbismo ebraico israeliano che era presente alla Sapienza e che porto alla votazione di vari Rettori. Non so quale esisto avrò l'Appello del Comitato per la Palestina, ma credo che sia stato estremamente importante aver posto il problema delle connivenze con la lobby ebraica cittadina: ricordo come fu improvvisamente sbattuta la porta in faccia ad un convegno sulla guerra israelo-palestinese che avrebbe dovuto tenersi alla facoltà di Statitistica nel gennaio del 2009. E ricordo molti altri episodi simili. Adesso è giunto il momento di porre il quesito etico e morale ad ogni elettore del prossimo Rettore: siete pro o contro il genocdio a Gaza? Lo riconoscete questo di "Olocausto"? La più grande università dìEuropa può fornire copertiura ad un genocdio che mai nella storia fu meglio documentato ed evidente? Sarà interessante seguire questa camppagna elegttorale universitaria.
Esilarante:
«Il candidato non viene valutato per la capacità di garantire pluralismo, ricerca e autonomia scientifica, ma per la disponibilità a trasformare l’ateneo in soggetto militante.»
E quale pluralismo, etc. hanno gar ant it o gli ultimi rettori? Chi ha chiesto ed ottenuto che a Ilan Pappe venissse sbattut a la porta in faccia? Ci sarebbe da scrivere un Libro bianco su episodi come questo... Chiaramente un candidato deve avere ke caoacitò rchiesta, ma fra ciò che gli viene chiesto è anche di pronunciarsi sul genocidio in Gaza e sui rapporti che intende avere con lo stato di Israele. Può darsi che dichiarando approvazione per il genocidio in Gaza ottenga una schgiacciante maggioranza, ma che lo dichiari! Almeno uno sa per chi vota, se a favore o contro...
Il disco dell'hasbarà:
«Non compaiono il massacro del 7 ottobre, il terrorismo di Hamas, i razzi lanciati contro i civili israeliani, le guerre di aggressione subite dallo Stato ebraico o il ruolo dell’Iran e delle sue milizie.»
Su questo Sette Ottobre tentano disperatamente di costruirci un mito, che crolla appena si consentono indagini indipendenti. Si ricordi la bufala subito smentita dei 40 nenonati decapitati, non vogliono parlare della direttiva Hannib, cui si deve buona parte delle uccisioni ottobrine... Facendo girare sempre lo stesso disco pensano di riuscire nella loro Narrazione, ma producono solo tedio, stanchezza, irritazione, indignazione. Sarebbe stato più onesto riconoscere i crimini e le complicità, ma ingannare la gente comunem tentare di farlo, è un crimine ulteriore. Ma da u,n quotidiano ora diretto da Capezzone ci si possono aspettare queste cose: basta leggere il titolo del quotidiano, Il Tempo, per sapere cosa ci si può trovare. Mentono quelli che scrivo, sono complici quelli che leggono sapendo che si tratta di cose false, ma il cui scopo è l'inganno degli altri. Questo giornali NON vanno letti! Noi non abbiamo forse mai comprato il Tempo in edi.cola, e certamente non lo compreremo a direzione Capezzone e proprietù Angelucci.
Francesca, scrivi di "bersagli"? A me la mente corre sui bambini palestinesi colpiti dai cecchini israeliani ancora nel ventre materno!
L'associazione Setteottobre? Qualcosa di assai peggio dello Hamas che demonizzano e combattono e cercano di farci odiare... Ma più cercano di farlo, più ci si convince che si tratta di un legittimo movimento di resistenza, mentre associazioni come Settoottobre sono quinte colonne di Israele!
– «piegare la libertà accademica»: senti chi parla ed a nome di chi parla! Non hanno vergogna.

Nessun commento:
Posta un commento