martedì, gennaio 06, 2026

Io la metterò nel mio balcone la bandiera palestinese...

sopra la Sede Legale della Società di Storia Patria, dopo che anche il Consiglio Comunale di Seminara, mio paese natale, ha deliberato il riconoscimento dello Stato di Palestina, a quanto mi riferiscono, e per una volta soltanto approvo ciò che l'amministrazione locale ha fatto. Il territorio è circondato in tutti i punti cardinale da boschi di ulivo secolari, e credo che il paesaggio abbia molte somiglianze con i paesaggi di Palestina, dove non sono mai stato ma leggo che l'ulivo è la principale coltivazione, o almeno lo era prima che i coloni ebrei immigrati, li distruggessero, per odio, allo scopo di cancellare ogni presenza del popolo palestinese, che esiste: lo Stato palestinese esiste pure in quanto espressione dell'unità politica del popolo palestinese. Questo è il vero concetto di Stato, non gli edifici dei Ministeri o delle stazioni di polizia.

Nella Fetida Rassegna ignoro abitualmente e salto senza leggerli i testi fissi, a mo di editoriale, di Boccuccia di Rossa, il cui linguaggio lascia sempre incantati. Qui abbiamo una espressione del peggio del peggio che può uscire da un cervello sionista. Naturalmente, non ci soffermiamo oltre. Non sapevo però della bandiera palestinese in Campidoglio. Ricordo il diverso orientamento di Gianni Alemanno, quando era sindaco e credo ora ancora in carcere.

• Il carattere globale dei sionismo. Si provi a leggere le notizie diversamente da come vengono presentate. Qualsiasi cosa succede nel mondo ad uno o più ebrei e subito lo Stato di Israele vi estende la sua giurisdizione e pretende dalle autorità statuali locale piena ubbidienza agli ordini che vengono da Israele. Il Mossad non ha confini territoriali e dopo il rapimento di Maduro possiamo aspettarci l'impensabile. Ricordo la mia definizione di sionismo: primatismo razziale a carattere globale, dove il globale significa che per la sua natura non è necessaria l'ubicazione nella Palestina occupata, rinominata nella carte geografiche come Israele. Può esistere ed esiste in ogni luogo. In Italia hanno usurpato il nome ed i sioi adepti si nomamo "Fratelli d'Italia" ma si intende, pratica ed amministra come "Fratelli di Israele". Ed insistono con James Bond, come fosse un luogo a noi più familiare del nostro borgo natio.

• La Capezzonata del giorno: cerchiamo di ignorarlo nella sua monotonia, ma è lui che non si fa ignorare, rivendicando con insistenza come "merito" quello che per noi è un "demerito", e. tale da essere stigmatizzato, ossia una campagna anti-iraniana su un giornale che pochi ancora leggono, e che si regge non per i proventi delle vendite, ma per finanziamento di regime, a fini di propaganda. Naturalmente, noi non sappiamo come si metteranno le cose, non stiamo dalla parte dei prepotenti, non accettiamo e siamo impermeabili alle sempre più vistose menzogne e partecipiamo ad ogni manifestazione di protesta contro la politica governativa e di sostegno alla pace nel mondo e soprattutto perché venga posto termine al genocidio in Gaza ed affinchè i colpevoli siano processati e puniti da un Tribunale Internazionale dei Popoli delle Terra.

– "Infiltrati", agenti dello straniero, del Nemico? Sappiamo chi sono e dove si trovano: nelle redazioni del Tempo, Foglio, Libero, Giornale, Riformista... i più scoperti e dichiarati, ma anche nei talk show della sera, dove si sente una sola campana e non riescono a trattenersi dagli insulti agli Italiani che manifestano in ogni città d'Italia, anche la più disastrata: perfino a Seminara!

• I Settobristi nella loro smisurata psicopatia si ergono contro l'Onu, contro il mondo intero! Non perdiamo altro prezioso tempo con simili schifezze: abbiamo guardato e passiamo oltre.

• In Italia anche un bambino capisce chi c'è dietro le manifestazioni iraniane, chi soffia sul fuoco e ci si aspetta una immanente invasione. La Guida Suprema ha dato prova di grande saggezza definendo "giuste" le proteste contro il "carovita". Ma chi ha prodotto e voluto questo "carovita"? Ricordo quando l'Italia si adeguò al suo padrone israeliano non comprando più il petrolio, ottimo petrolio iraniano, e contribuendo ad arte e dolosamente a creare il "carovita" attuale, sperando che fosse destabilizzante del governo in carica. Il popolo iraniano, quello vero, politicamente consapevole, non si troverà certo meglio con il governo che gli vorrebbero imporre i nemici del Paese. Queste cose ormai si capiscono da parte di chiunque abbia un minimo di informazione e segue la politica internazionale.

– »La colpa, come sempre, è attribuita all’America e a Israele,« Così è! E lo capiscono anche fuori dell'Iran, assai meglio di quelli che manifestano in Iran, affini ai protestanti di Euromaidan, fruitori dei biscotti della Nuland! È un tempismo perfetto: manifestazioni all'interno, mentre si minaccia un'aggressione dall'esterno come imminente, per un cambio di regime, e per l'instaurazione di un Protettorato come in Siria e forse ora in Venezuela! Mai la politica internazionale è stata così facile da interpretare e prevedere. Ma non tutte le ciambelle... Noi siamo in apprensione, ma anche fiduciosi, e soprattutto in Italia facciamo ognuno la sua parte, ognuno come può!

A un turista israeliano che ti mostra il dito che gli dici?
• Se ogni israeliano è tenuto al servizio militare, si può ragionevolmente ritenere che ognuno di loro sia responsabile del genocidio in Gaza. Perchè dovrebbero essere i benvenuti in Italia? Ormai abbiamo ben capito che la Giorgia, benché abbia un forte accento proprio della Garbatella, sta tutta dalla parte del genocidio e dei sul Leader Bibi, con le mani sporche di sangue. Piantedosi e Crosetto organizzano i soggiorni turistici in Italia dei soldati che devono riposarsi dal genocidio. Arrivo a capire che possono presidiare ogni ristorante e pizzeria d'Italia, a salvaguardia del turista israeliano, ma non mi aspetto che arrivino fino a farmi spalancare le porte di casa per accogliere il Turista, che fortunatamente non mi capita di incontrare per le strade: so che ce ne sono in giro, ma per fortuna io non mi ci sono imbattuto! Quanto poi ai manifestanti anti-israeliano credo che stiano entro i limiti del diritto costituzionale vigente, che consente ancora di manifestare contro o a favore di qualcuno o qualcosa.
– Se altro fosse il governo, non quello di "Fino ad un certo punto, una soluzione molto semplice vi sarebbe: la rottura di ogni relazione diplomatica, commerciale, di qualsiasi genere con Israele e non si vedrebbero in giro israeliani che salutano gli italiani nel modo che si vede nella foto. Non vi sarebbe il rischio di minimi incidenti di nessun genere e la legalità non avrebbe a soffrirne. Meloni minaccia e sanziona gli italiani, non i suoi “Fratelli di Israele”! Ricordo qui vicino dove abito, mentre passavo sul marciapiedi, davanti a quella che prima era una sezione del "Popolo delle Libertà" (Berlusconi), proprio mentre veniva tolta la precedente insegna per essere sostituita con quella di “Fratelli d'Italia”. Dissi alle persone che ben conosceva, per precedente militanza politica, che dovevano metterci “Fratelli d'Israele”: l'Italia non c'entrava proprio per nulla, ed era dagli stessi offesa e tradita. Oggi quel che dissi allora è più vero che mai! Potrei fare anche i nomi delle persone, ma non serve... L'episodio del Cesso di Lainate non è come viene raccontato dal Libero Redattore. Avevano seguito il caso e aggressore era l'ebreo: la vicenda è più complessa e non sono state chiarite le responsabilità. Come al solito, i giornali danno la prima notizia, sensazionalsitica, ma poi le cose vanno per le lunghe, e la lro conclusione non fa più notizia e non se ne sa più nulla sui giornali. Ne so qualcosa...
– Non sono "propal" quelli del Blitz! Sono italiani! Mentre quelli della redazione di Libero, non sono per niente liberi ma abietti servi di Israele!

• Insulti in luogo di giornalismo "professionale": quelli della redazione di Libero ci fanno venire un libero vomito a leggere i loro testi. Non conoscono nemmeno la presunzione di innocenza e la loro aggettivazione (tagliagole e simili, Hamas dato per terrorista per volontà di Israele, stato genocidario) fanno capire da chi sono prezzolati e per conto di chi scrivono le loro versioni dei fatti che dovrebbero esporre depurati dalle opinioni (che non interessano a nessuno), dai loro commenti, dai loro aggettivi, dalla loro bile, se per davvero fossero giornalisti ". Ci auguriamo che i giudici cui è stato demandato il "lavoro sporco" da fare non siano dei sayanim e sappiano essere giudici, con senso di giustizia, e che abbiano letto la costituzione italiana.

lunedì, gennaio 05, 2026

Se il Venezuela è lontano, l'Iran è vicino

Oggi abbiamo poca voglia di dare uno sguardo alla Fetida Rassegna, galvanizzata dalla distruzione dei residui di diritto internazionale in Venezuela. Ormai la prepotenza e l'uso della forza sono il solo principio riconosciuto. Si dichiara legittimo e legale ciò che non lo è affatto. Ma anche simili dichiarazioni fanno parte del gioco. Chi compie l'illegalità vi aggiunge una pretesa di diritto nel fare ciò che fa, e non si aspetta che a dirlo possano essere organismo internazionali o la tradizione della dottrina giuridica da Westfalia in poi. Vi sono poi gli "analisti” che disegnano scenari di un mondo torna unipolare e sotto il dominia di... Israele e dell'Ebraismo lobbistico. Noi per principio evitiamo di fare previsioni, che sono in genere proiezione dei desideri e delle mire politiche di chi fa simili previsioni, nell'interesse del suo committente o del carro a cui si è legato. Noi naturalmente siamo in apprensione e non siamo al di sopra delle parte: stiamo e staremo con una delle parti, connaturata con la nostra visione del mondo per come è e per come vorremmo fosse.

Partendo proprio dagli analisti, che plaudono al rapimento del legittimo presidete Maduro e del furto del petrolio venezuelano, che anziché dare benessere al popolo del Venezuela, andrà ad arricchire i pochi già ricchissimi. Sorvolo su tanti discorsi ipocriti e su una carità che più pelosa non poteva essere, a proposito di libertà, benessere, diritti umani, e simili.

Il ragionamento della parte a noi avversa era questo. Con il petrolio del Venezuela ormai nelle disponibilità di Trump, o di chi per lui,  si spunta l'arma strategica del blocco dello Stretto di Ormuz da parte dell'Iran. Se toglie il flusso del petrolio mediorientale, si apre quello del Venezuela, di cui ormai si è impossessato Trump, si dice. Ma perché l'Iran dovrebbe chiudere lo Stretto, se ormai siamo alle armi?  Trump vuole fare pure in Iran ciò che ha appena fatto in Venezuela, dove però la partita non è ancora del tutto chiusa: può darsi che non si sia neppure aperta. Che ne sappiamo delle conseguenze del rapimento? Il mondo è disposto ad accettarlo come un fatto compiuto, istitutivo di un nuovo diritto internazionale? Un diritto internazionale contrassegnato dalla più brutale prepotenza, sbeffeggiando il mondo intero. I colpi di stato, i sequestri, possono essere fulminei, i processi rivoluzionari possono essere assai lunghi ed estendersi per più generazioni.

• Nessuno mi paga per leggere ed analizzare due articoli particolarmente idioti, che però segnalo a chi vuol farsi venire un poco di bile: quello di Sechi, effigiato in cartelli di protesta sotto la sua redazione in quanto "al servizio della menzogna", e quello di Giuliano, di cui sempre trovo menzionati da altri i suoi servigi alla CIA, cosa da lui stessa ammessa, a quanto sento dire. Dovrei dedicare loro altro che che pochi secondi di uso degli occhi?

• La migliore risposta che si può dare a questi giornalai: Torchiaro,  o cantori: Pagani, Vernetti, che credono di avere il mondo sotto di loro perché pubblica un... articolo è una manifestazione di popolo, per le piazze e per le vie d'Italia: il popolo è il migliore analista e commentatore, che spiazza via tutti i talk show con i loro ospiti e pubblco pagati, per manipolare quelli che stanno davanti alla schermo televisivo, ma che ormai sono immuni alle loro menzogne, sempre più irritati. Vale quanto abbiamo detto sulle previsioni dei cosiddetti analisti. Ci basiamo nel dirlo su una passo di Gramsci, letto molti anni fa e che non sapremmo ritrovare, ma non è necessario. Ripeto: è infinitamente più imporhtante che il popolo italiano sia sceso in piazza sul rapimento di Maduro! Questa è al tempo stesso una analisi, un giudizio, una presa di posizione politica. Giornali e conduttori fanno solo "manipolazione" - rimproverata qualche giorno fa ad uno di questi conduttori, imbarazzato per essere stato colto con le mani nel sacco -, mentre chi manifesta in piazza compie un atto politico sovrano.

Russia e Cina ed anche Iran a causa della lontananza non potevano soccorrere il Venezuela. Lo si sapeva e lo avevo già sentito da analisti non televisivi. Ma è diverso il caso dell'Iran, che quasi confina con Russia e Cina. Toccare l'Iran è come toccare direttamente Russia e Cina. Per adesso, la grande saggezza politica è stata quella di evitare, di saper evitare la Terza Guerra Mondiale, ora anche Nucleare. Il nuovo mondo vuole costruire ricchezza e benessere, non distruggerla. La Finanza ha interessa alle guerre generatrici di debito: per la Finanza non importa chi vince o chi perde, interessa che guerra ci sia: vivono si guerra e sulla guerra costruiscono la loro ricchezza e il loro potere.

Nello stesso articolo di Fiammetta si paventa verso la fine l'ipotesi di un intervento esterno in aiuto all'Iran, che non è debole. Che le manifestazioni di questi giorni siano state provocate dall'esterno pare indubitabile. Vedremo come si metteranno le cose. È risibile la narrazione imbastita per l'attacco mediatico all'Iran: Israele che incita alla ribellione il popolo iraniano!

• Vittimismo becero e disgustoso! Dipendesse da me, tutti vivrebbero mille anni, buoni e cattivi, che avrebbero così più tempo per pentirsi e redimersi. Sono stato però sempre refrattario alle Narrazioni mitizzanti del Sette Ottobre, reclamanti in modalità minacciosa una empatia che non mi è mai sorta spontanea. A parte le menzogne e falsificazioni, la sola cosa che viene alla mia immaginazioe e considerazione con il "Nova Festival” è come potesse esservi gente che andava a divertirsi a ridosso dei muri di un Lager: di là la sofferenza, di qua chi scialava incurante! E se fossero stati i recinti di Auschwitz?

domenica, gennaio 04, 2026

La televisione non si può più guardare!

Con la loro supponenza e stupida manipolazione le persone dei conduttori in particolare ed in genere degli ospiti che si scelgono sono schifose! Direi che abbiano un'assai scarsa considerazione dell'intelligenza di chi per avventura, anche solo qualche minuto, li vede sente ed ascolta. Non aiutano a capire le cose, ma sono al servizio di chi li paga per essere non certo al servizio di chi li ascolta, ma per tentare di ingannarli e manipolarli! Non faccio nomi, ma sono uno più schifoso dell'altro!

• Dopo un quarto d'ora, girando su 35 annali, ho spento il televisore, e ritorno al computer per cercare in rete le notizie che mi stanno a cuore. Forse l'unica utilità nel sentire per qualche minuto i talk show e l'informazione televisiva in genere è per capire che odiano il popolo, soprattutto quando scende in piazza... Gioiscono se vedono manifestanti in piazza, spinti dal Mossad, ma non amano gli italiani che manifestan... È una curiosa contrapposizione fra quelli il cui compito sarebbe di informare ed i cittadini che manifestano per assumere posizoni su ciò che succede nel mondo, in Gaza, in Venezuela, in Sonaliland, in Ucraina... Credono la Verità sia quella che loro dipingono, e che ci servono da loro dipinta! Bestie maledette!

• Molto meglio della televisione di regime questa raccolta di links da Local Team su Maduro:

1. Milano: attivista su Machado: "Schifoso Nobel dato a un nazifascista";

2. Napoli: corte anti-Usa e pro Maduro;

3. Napoli: sit-in;

4. Torino: Manifestazione in sostegno di Maduro;

• Sul tema anche Alessandro Orsini.

Ormai la delimitazione è netta: Noi e Loro!

Vi sono epoche nella storia in cui le contrapposizioni da ideologiche si trasformano in esistenziali. Nel primo caso si poteva ancora parlare e tentare di convincere l'uno l'altro per portarlo alle proprie posizioni, o viceversa. Ora si attirano con l'inganno i negoziatori per tendere loro un tranello ed ucciderli. Sul piano della propaganda mediatica non è diverso. Ieri sera, non faccio nomi, ho sentito una macchina parlante che frullava parole nella bocca, pensando di ottenere chissà quale risultato in chi ascoltava nello studio televisivo e da questa parte del televisore. Qui non c'è confronto di idee: si uccide l'altro, se ci si riesce. Il convincere l'altro non è più l'obiettivo. Se mai l'ingannarlo o intimorirlo, ma infine ucciderlo, negarne ogni forma di esistenza, da quella fisica a quella intellettuale ed etica, per non parlare poi dell'esistenza politica, con un proprio Stato, leggi, istituzioni.

È con questo spirito che oggi mi appresso a visionare il più rapidamente possibile la consueta Fetida Rassegna. Ma se Maduro aveva la più vasta riserva di petrolio del mondo che bisogno avrebbe avuto di arricchirsi con il narcotraffico? Le bugie hanno le gambe corte e qui la logica è quella della guerra senza quartiere! Siamo ritornati alla peggiore legge della giungla. Seguire i discorsi altrui può servire a conoscere la mala natura del Nemico, ma ormai non si tratta pià di dialogare, di cercare un confronto, di giungere ad una composizione degli interessi. Siamo ormai allo scontro esistenziale estremo: mors tua vita mea! Vince però non chi ha più forza e più ferocia, ma chi ha più saggezza. Le democrazie? E quali sarebbero? e cosa sarebbero? Trump protettore dei manifestanti iraniani? Ma non era quello che scaricava letame sui manifestanti americani? Confessiamo di non riuscire a stare dietro a tutte le "spiritose invenzioni” di Madonna Fiammetta, ma non è necessario: basta individuarne solo alcune. Chi mente una volta, mente abitualmente, ed ha poco senso individuare quando inavvertimente dice il vero e quando deliberatamente mente. È però certo che adesso lo scenario venezuelano connette maggiormante l'interdipendenza globale: ne resterà uno solo oppure uno solo verrà neutralizzato ed il mondo sarà plurale, con il suo concerto di popoli liberi e diversi.

• Questo lo salto subito appena ne leggo il nome: Volli! È la tipica visione rettiliana del mondo. Dopo una, due, tre volte... ci si perde solo del tempo, una perdita secca che è bene risparmiarsi. Il nostro tempo è prezioso ed è poco. Non nascondiamo che il nostro animo è esacerbato. Se qualcuno di questo gode, buon pro gli faccia!

• Idem oggi per tutto il resto. Non tutto è ancora concluso nello scenario del Venezuela. Le reazioni del mondo maturano lentamente. Ho forte il sospetto che a questo ed in genere alla testata le notizie da pubblicare e le cose da dire le passa in Mossad. Non avremo un mondo "libero" che ci viene donato da costoro, ma già è un mondo dove si alzano muri altissimi. Cina, Russia, Iran sono la speranza del mondo, o almeno la nostra speranza: noi stiamo con loro, e non abbiamo paura di dirlo. Non è una partita di pallone. La caduta della Siria, della Libia, del Venezuela non sono state per noi una festa e non abbiamo fatto salti di gioia come i nostri Nemici, che si confermano ancora più nemici di prima, da cui doversi guardare, per il giorno in cui ci troveremo faccia a faccia. Noi confidiamo nel bisogno di Giustizia e nella Divina Provvidenza. Ma faremo la nostra parte, stando sempre nei dettami di Dio!

• Il Nemico Interno: ci vogliono mettere il bavaglio, dopo il genocidio palestjnese preparano il nostro, privandoci di ogni libertà e installando dei chip nel nostro cervello. Teniamoci pronti. Se dei palestinesi vogliono uccidere i corpi, con noi vogliono uccidere i nostri cervelli. I palestinesi ci stanno dando una grandissima lezione di dignità ed eroismo: resistere è esistere, esistere è resistere! Non vogliono capire questi idioti che con le loro follie, bipartisan, stanno continuando a delegittimare in parlamento, il cui edificio è quello stesso si cui D'Annunzio gettava un pitale e un celebre cantante catanese, Battiato, definiva un troiaio. Popolo italiano, svegliati, risorgi!

• Uno Stato criminale favorisce il sorgere di un altro stato criminale, per fare insieme una associazione a delinquere: vendono i palestinesi di Gaza a Somaliland! Che mondo, il loro, quello che tentano di imporci!

IL PREZZO DELLA VERITA': Parte Terza

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Parte Prima. <Introduzione> Parte Seconda.

Censurato altrove, ne favoriamo sul nostro blog la diffusione. L'oggetto del film inchiesta è il genocidio in Gaza, che si vuol negare e che vede la complicità del ceto politico italiano e del sistema informativo ad esso collegato. 

PARTE TERZA




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IL PREZZO DELLA VERITA': Parte Seconda

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Parte Prima. <Introduzione> Parte Terza.

Censurato altrove, ne favoriamo sul nostro blog la diffusione. L'oggetto del film inchiesta è il genocidio in Gaza, che si vuol negare e che vede la complicità del ceto politico italiano e del sistema informativo ad esso collegato. 

PARTE SECONDA


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Il PREZZO DELLA VERITA': Parte Prima

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Introduzione. <> Parte Seconda.

Censurato altrove, ne faboriamo sul nostro blog la diffusione. L'oggetto del film inchiesta è il genocidio in Gaza, che si vuol negare e che vede la complicità del ceto politico italiano e del sistema informativo ad esso collegato. 

PARTE PRIMA




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sabato, gennaio 03, 2026

Ancora censura, sempre censura

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Parte Prima.  Parte Seconda.  Parte Terza.

Riceviamo e pubblichiamo: delle tre parti del film, su You Tube, ne facciamo tre parti sul nostro blog, che fino ad oggi non pare essere preso di mira dalla censura del proprietario della piattaforma. Non ci facciamo illusione e finché possiamo andiamo avanti.

Censurato altrove, ne favoriamo sul nostro blog la diffusione. L'oggetto del film inchiesta è il genocidio in Gaza, che si vuol negare e che vede la complicità del ceto politico italiano e del sistema informativo ad esso collegato. 


CENSURA sul GENOCIDIO a GAZA

Posta in arrivo

Invictapalestina segreteria

11:40 (12 ore fa)
a news

Cari amici,

Due nostre mail sullo stesso argomento sono la prova evidente di un problema importante che investe anche Invictapalestina: La CENSURA.

Il "Film imperdibile” al quale si è dedicata Leila da Roma per tradurre ogni singola frase dall’inglese e dall’arabo, con un lavoro oltre che faticoso contemporaneamente anche di ricerca, per verificare l’esattezza dei nomi e luoghi pronunciati durante il film, merita tutta la nostra attenzione.


Il “Film Imperdibile”  non piace a FACEBOOK ma non piace soprattutto ai sionisti e agli "amici di israele” che chiaramente hanno fatto pressioni su FACEBOOK nel tentativo di oscurare, una volta si diceva INSABBIARE, la verità. 

Il video non piace neanche ai cerchiobottisti che ambiguamente cercano la VERITÁ  a metà tra il racconto di AL Jazeera e la narrazione israeliana che nega il genocidio e la fame con le parole pronunciate da criminali di guerra.

Su FACEBOOK il nostro primo post è stato rifiutato, fatte alcune modifiche anche un secondo è stato rifiutato, fatte ulteriori modifiche finalmente l'inserzione è accettata e il video raggiunge 3286 visualizzazioni. 

Ma come si legge nello screenshot sotto riportato, il VIDEO è stato BLOCCATO NUOVAMENTE DOPO neanche 48 ore.

I palestinesi ringraziano  tutti coloro che condividono i tre link del film caricato su YOUTUBE per far conoscere le atrocità che vive il popolo palestinese sotto occupazione e i rischi dei giornalisti che raccontano le loro sofferenze, grazie a tutti gli amici e a tutte le associazioni che organizzano proiezioni pubbliche.

Seguono i link delle 3 puntate e dopo l’immagine i link per leggere gli ultimi 10 articoli caricati sul nostro BLOG. Ringraziamo i tanti nuovi iscritti alla nostra MailingList e ci dispiace per i pochi che ci hannoabbandonato perché dopo la pubblicazione del film, non condividono più “i nostri parametri”.

Del tutto inutile sentire i talk show!

Per fortuna non mi irritano più: appena le vedo, certe facce, so già dove vanno a parare, e mi risparmio il tempo. Mi fanno pena quell'altro persone, evidentemente pagate, che si prestano a rappresentare un punto di vista di vista diverso, ma non troppo, giusto per consentire agli ospiti portanti di poterli attaccare e far apparire debole e minoritaria la posizione che cercano di rappresentare. Se nessuno di loro ci andasse, rincunciando al guadagnando, sarebbero molto più utili che andandoci. 

Formidabile la faccia tosta di un Rampini, di un Luttwak:

e che volete?

L'America ha sempre fatto così! È normale!

L'altro poi: bravo, Trump! Ma restiamo alleati! Facci fare una particina pure! Facci mangiare qualcosa dal piatto! Un poco, non tanto, solo un poco...

Quanto poi all'impoverimento dei popoli:

– Gli Usa prima li affamano, rendono deboli i governi, e poi rendono colpevoli gli stessi governi per i blocchi e la fame, il sottosviluppo che hanno aliementato ad arte per indebolire i governi, che poi attaccano1

Cuba?

Viva da sempre sotto blocco economico imposto dagli Usa ed è un miracolo chesiano resistiti fino ad oggi!

Questa è l'Italia sotto il tallone dell'America e di Israele!

Ritroviamoci nelle piazze:  il nostro salotto televisivo!

• L'auditel è una rilevazione campionaria degli ascolti. 16 mila Utenti si lasciano controllare da un apposito apparecchio per valutare gli indici di ascolti. Per prestarsi a questo campionamento sono pagati. Ma davvero credono i conduttori che uno si sorbisca tutti gli stacchi pubblicitari? Ma uno va al gabinetto, va a fare qualcosa di utile in casa, gira canale per vedere se lo scatolotto televisivo offre altro e di meglio! Di informazioni ed analisi abbiamo bisogno: organizziamosi fra di noi! Quelli ci servono affinchè possiamo individuarli come nostri "nemici" da cui abbiamo imparare a difenderci, chiaramente nelle forme giuste. Un consiglio per chi non è capace di fare analisi e de-costruzione del discorso: ignorarli! Questi sono momenti di mobilitazione, di lotta, di aggregazione, di unità!

• Ahimè! I fatti di questi giorni, ma anche degli anni precedenti, ci insegnano quanto sia facile destrutturare, scompaginare una società, una comunità, un popolo, per disperderlo, asservirlo, farne corpi da espianto! Questo succede quando si perde l'omogeneità sociale, l'amor di patria, in senso di appartenza ad uno stesso posso, e si punta soltanto sull'unire il pranzo con la cena, cosa che certamente si deve fare, ma se ci si limita solo a questo, ti potranno sempre controllare togliendoti il pranzo o la cena, o entrambi. L'unità politica di un popolo serve per la difesa del benessere di un popolo, e questo a sua volta serve per mantenere l'unità politica. Chi ti vuol distruggere politicamente ti indebolisce progressivamente sull'una e l'altra cosa. È la loro tecnica di dominio! Fame e dispersione!

• Pare essersi ripetuto uno scenario siriano. Non le armi, ma la corruzione e il tradimento! È difficile conoscere la situazione interna di un paese guardandolo dall'esterno! Speriamo che l'Iran non segua le sorti della Siria e del Venezuela!

Post Condivisi: il rapimento di Maduro, presidente del Venezuela!

Non è un pesce di aprile! Siamo a gennaio! La notizia ha assolutamente dell'incredibile, e non posso trattenerla dal condividerla, dal gridarla! Non possiamo aspettare ed accettare che sia la televisione di regime, o la stampa di regime a darcele, sentendone i commenti e la stesura. Ricordo altri rapimenti, ormai passati alla storia. Qui a Roma il rapimento di Mordecai Vanunu, il tecnico israeliano che aveva voluto rivelare al mondo l'esistenza dell'atomica israeliana. La Gran Bretagna non accettò che venisse violata la sua sovranità, consentendo al Mossad un rapimento su suolo inglese. In Italia, paese occupato dal 1945, lo si potè fare. Il rapimento - non un arresto! - è infinitamente più grave. Mi manca in questo momento qualsiasi dettaglio e ne apprendo da questo di Angelo d'Orsi, che non esito a condividere e pubblicare, non in facebook, dove sono già stato censurato e dove non mi fido di pubblicare miei scritti impegnativo, ma in questo blog che sembra essere più protetto da censura oltre ad una una grafica ed un editing di gran lunga migliore! Tutti i miei studi di oltre mezzo secolo vanno a farsi benedire! Non ricordo una notizia che mi abbia sconvolto come questa. Siamo in piena terza guerra mondiale, anche se ancora non vediamo i caratteri delle guerre a cui eravamo abituati,

POST CONDIVISI: Archivio./O

Post di Angelo d'Orsi

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Non è soltanto la fine definitva, totale, del "diritto internazionale", ma alla sua sostituzione col banditismo. Gli USA sono sempre il regno dei cowboy, e i loro dirigenti hanno sempre operato esattamente come i progenitori che ammazzavano i pellerosse e gli rubavano le terre. La stessa pratica dei sionisti in Palestina, tanto per precisare.

Arriva la conferma fotografica del rapimento (chiamato beffardamente "arresto", arresto del tutto illegale, perpetrato da uno Stato straniero entrato illegalmente nel territorio di un altro Stato) di Nicolàs Maduro, legittimo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, uno Stato sovrano, a tutti gli effetti. 

Bisogna che, immediatamente, tutti i popoli si mobilitino, che tutti i governi liberi dall'ipoteca yankee levino all'unisono la loro voce, bisogna che l'ONU convochi il Consiglio di sicurezza, e passi poi la parola anche all'Assemblea generale.

Il rapimento di Maduro è tra gli atti più osceni compiuti dalle democrazie occidentali. E viene dopo azioni criminali contro Ceasescu, Milosevic, Saddam Hussein, Gheddafi, Assad (ancora vivo, ma in esilio). Lo zio Sam, agisce come Minosse, per Dante, che "giudica e manda". Manda a morte, direttamente.

Chi sarà il prossimo? che senso ha l'ONU se non può impedire azioni di questo genere? Del resto ricordiamo tutti le prodezze dei servizi segreti israeliani quando andavano in giro a catturare, processare e mandare a morte gerarchi nazisti (e poche voci si levarono allora perché tutti erano ostili a quella gentaglia), ma hanno proseguito poi con i dirigenti palestinesi e anche con quelli iraniani, e ora soffiano sul fuoco per far cadere il governo di Teheran, partecipando direttamente i loro uomini alle "spontanee manifestazioni" contro il "regime degli Ayatollah" (perché quello dei rabbini è ovviamente migliore, con il genocidio perpetrato a Gaza e l'occupazione della Cisgiordania).

I liberali del nostro Occidente, coloro che si riempiono la bocca con parole grosse (libertà, democrazia, diritto, civiltà, progresso...), sono pronti a cancellare ogni valore che a parole difendono e propugnano quando entrano in gioco gli interessi materiali. 

Esempio? Il petrolio venezuelano, il gas iraniano, le terre rare dell'Ucraina, le immense risorse d'ogni genere russe...

E ora, che accadrà? 

Comunque si sviluppi la situazione, una cosa è chiara. Gli USA non riusciranno a sottomettere il Venezuela, se ne facciano una ragione. Ma intanto, si è trattato di un nuovo passo verso il baratro della guerra dei mondi. Dalla quale usciremo tutti sconfitti, o direttamente morti.

APPENDICE:
– Su Levante, 3 gennaio 2026;

Notizie brevi: Somaliland!

Notizia:

«Il 31 dicembre il presidente della Somalia, che ha fermamente rifiutato il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele, ha dichiarato ad Al Jazeera che il Somaliland ha accettato di accogliere i palestinesi deportati da Gaza in cambio della sua sovranità.» 

Fonte: Invicta Palestina, 2 gennaio 2026, ore 18.09

Per andare dove?

I dati che oggi la Fetida Rassegna fornisce sono palesemente falsi, o quanto meno fuorvianti! Di cosa si tratta? Gli Eletti Signori, nostri riveriti concittadini europei di religione ebraica, lamentando un crescente "antisemitismo”, che noi nelle nostre analisi abbiamo sempre respinto e confutato, minacciano di privarci della loro graditissima presenza e di andarsene altrove, di fare cioè "aliya" in Israele. Le notizie che invece a noi giungono da fonti diverse, attendibili, parlano di un processo inverso, cioè di una fuga da Israele, da parte di quelli che possono permetterselo avendo un doppio passaporto. In ultimo, lo storico ebreo israeliano Ilan Pappe, in un video di qualche mese fa, ha dato la cifra di mezzo milione di israeliani che hanno lasciato la Palestina occupata, rinonimata Israele dal 1948, anno della Grande Pulizia Etnica. Molti di questi li abbiamo visti diretti in Portogallo. Naturalmente, niente esclude che vi possano ancora essere degli Aliyoti, ma bisognerebbe vedere la loro composizione sociale, le loro condizioni, cosa si aspettano di trovare in Israele, cosa è stato loro promesso e garantito. In sostanza, in Israele ci resta chi non se ne può andare più!

– Se 21.900 ne sono arrivato nell'ultimo anni, ben 500.000 sono partiti da Israele, se dobbiamo accettare i numero che si sentono nel video di Ilan Pappe, sopra citato. Ma già qualche decennio fa, un importante ebreo israeliano, Avraham Burg, se ne era andato da Israele utilizzando il suo passaporto francese e definendo gli allora Israele uno "stato alla nitroglicerina". Non abbiamo nessun interesse a confutare i dati della Fetida Rassegna, del Foglio, ma è il senso del testo che è decisamente fuorviante. Se tutti i "cittadini italiani di religione islamica", che sono 23.000, loro sponte decidessero di fare Aliya, non sarebbero certamente da me ostacolati, ma dovrebbero optare per l'una o l'altra cittadinanza. Se restano, non è accettabile che fungano da quinta colonna dello stato di Israele: scelgano o l'Italia o Israele, ma non entrambi! Il genocidio di Gaza, molti ebrei non vogliono riconoscere, crea un discrimine che non ha nulla a che fare con l'antisemitismo che loro sostengono e che è del tutto strumentale per non riconoscere l'evidenza empirica del genocidio palestinese per mano ebraica!

• La bugiarda vede le cose con la sua tipica testa. Non sono un esperto di Iran, ma già sapevo che quella dei commercianti è la classe più reazionaria della società iraniana ed è da sempre la più legata a interessi stranieri. Io mi auguro che gli iraniani sentano il pericolo che dall'esterno incombe su di loro e sappiamo ritrovare la massima unità politica. Da amici come quelli "israeliani" non possono aspettarsi nulla di buono, come nulla di buono hanno visto gli iracheni, i libici, i siriani, i libanesi! Bisogna essere proprio stupidi, o traditore, per non capire come stanno le cose.

• "Provincialismo!" Manco a farlo apposta, proprio ieri, Barbetta Senaldi, è stato bacchettato nello studio di Luca Telese (in onda) da una docente della Columbia University (Urbinati), la quale spiegava che negli Usa il problema enunciato da barbetta e da questa tizia della Lega non si è minimamente posto: nessuno ha sollevato il problema che qui da noi si tenta di porre! Divertente quando Telese ha chiesto a Barbetta se voleva che il sindaco musulmano giurasse da musulnano sul Talmud o sulla Bibbia. In alcuni stati il presidente ebreo giura sul Talmud. In nessuno di questi casi possibili, nessuno negli Usa si pone alcun problema, Solo in Italia con barbetta e con la Legista, che cercano di rinfocolare il clima politico.

• Settobristi: all'arresto, ma non ancora alla condanna! I sionisti sono ancora in fregola per l'arresto di Hannoun che sono riusciti ad ottenere, facendo chiaramente intendere che è opera loro, che dietro ci sono loro. Che si tratti di una porcata, lo si capisce sempre meglio via via che se ne parla e le cose vengono fuori. Stiamo seguendo gli sviluppi. Lo stato di diritto è stato sovvertito proprio da questi signori che stravolgono la realtà e pensano che tutti siano obbligati a guardare le cose con i loro occhi da psicopatici. Ma dove sta questo "cordinamento internazionale" che si legge nella titolazione: «Un coordinamento internazionale anti-islamismo»? Nei loro desideri: «Serve una forte e unitaria volontà politica. Serve coordinamento internazionale tra forze dell’ordine, servizi di intelligence e sistemi giudiziari. Sì, anche la magistratura italiana deve abbandonare certe ambiguità e lavorare per difendere la nostra libertà.» La Lobby è all'opera!

È ancora possibile in Italia riportare esattamente il pensiero degli altri, in questo caso Hamas?

Da circa una settimana si trova in rete, liberamente scaricabile, un pdf di 42 pagine, al link: 

https://t.co/insXVIY9MH

di una settimana che rappresenta direttamente il pensiero dell'organizzazione da Israele, e solo da Israele, qualificata come "terrorista". Per consentire l'interpretazione diretta a quanti ne sono interessati sarei tentato a pubblicarne su questo blog la traduzione integrale del testo il lingua italiana.

Temo però di ritrovarmi in casa, ospite non invitato e non gradito, la Digos in pieno assetto di guerra. Ciò che hanno ad Hannoun mi indice a credere che siamo entrati in un regime di polizia e che tutto rischi di peggiorare. Dobbiamo tuttavia resistere ai progressivi restringimenti della nostra libertà, trovando le giuste forme per non inasprire ulteriormente il clima.

Vedo che finora nessuno ha dato la traduzione del testo, ma se ne incomincia a parlare, ognuno dando la sua interpretazione. Non so se sia prudenza o strategia. Non ho consultato un legale per sapere se corro dei rischi. Sembra infatti che solo a dire la parola Hamas senza aggiungervi una espressione di condanna e di presa di distante venga intesa come associazione terroristica, cellula di Hamas e simile, come sta succedendo ad Hannoun ed agli arrestati, per i quali siamo tutti in apprensione.

Seguirò l'andazzo ed anche leggerò integralmente il testo, parlandone in uno o più post, ma anche confrontando il mio giudizio e le mie valutazioni con quello degli altri che si sono finora espressi al riguardo 

venerdì, gennaio 02, 2026

Ho provato a dialogare e confrontarmi con un parlamentare da me una volta votato ed eletto

 Quale migliore esempio di democrazia?

Io ti ho votato e grazie al mio voto, anche al mio voto, sei stato eletto ed hai guadagnato dei bei soldi. Non ti ho chiesto certo di darmi parte di questi soldi, di spartirli con me. Né ti ho chiesto favori personali. Ma avevo un qualche pur diritto di interrogarti sulla politica, sulle leggi che votavi anche il mio nome e che si sono quanto rivelate contrarie ai miei interessi, ai miei pensieri, alle mie idealità!

L'uomo oggi possiede un profilo facebook, dove sono entrato ed ho cercato di confrontarmi con lui anche sulla politica in generale. Sono stato costante nel porgli domande e nel contestarne le argomentazioni, senza mai offenderlo o essere scortese. Lui che poteva farlo, non mi ha bannato, ma non è che mi abbia dato molta attenzione e sopprattutto non era in grado di reggere ai miei argomenti. Mi sentivvo come quando ero in servizio e facevo esame a qualche studente che non meritava certo un voto alto.

Da altri mi si rimproverava che perdevoil mio tempo. Ma io ho invece considerato una rara opportunità quella di dialogare sui massimi temi della politica con un parlamentare che non solo è stata da me votato, ma che è anche risultato eletto. Dove la vai a trovare una simile opportunità. Il fatto si riferisce a parecchi anni fa, ed io ero molto più giovane. Adesso non vado più a votare da parecchi anni, e mi si rimprovera il mio astensionismo.

Proprio l'«esame» fatto dal parlamentare da me votato ed eletto mi ha dato una nuova conferma di una mia tesi che vado sempre sostenendo ad ogni occasione: non è questione di uomini "giusti" da saper scegliere in luogo di quelli "sbagliati"! È proprio il sistema della rappresentanza politica che è giunto al suo capolinea. Quel sistema che ha fatto la sua comparsa con la Rivoluzione francese, che - si badi bene - fu violenta e con la violenza scardinò tutto l'ordine giuridico precedente: la decapitazione del re e della regina fu l'atto più eloquente! Ed oggi quasi la totalità del ceto politico meriterebbe di salire sul patibolo ed avere la testa mozzata!

Tornare all'antico?

Non ho mai sostenuto questo, anche se dico spesso che il passato lo si dovrebbe studiare come storia, non come ritorno ciclico delle cose umane: non ci si bagna mai due volte nella stessa acqua! No! Si dovrebbe passare ad un grado superiore di organizzazione politica: la democrazia diretta ed una concezione unitaria dell'Umanità, dove il singolo è il Tutto ed il Tutto è in singolo: tutti per uno, uno per tutti!

Non è una Utopia impossibile. Si tratta di creare un complesso di organizzazioni, di nuove istituzioni, che nascono dal bisogno sociale, dalla necessità sociale e che trovano sul campo, nell'esperienza diretta le formule applicative, le nuove leggi, che non possono essere l'arbitrio ed il capriccio della Lobby, il risultato di un processo corruttivo.

Sono uscito io dal profilo facebook dell'Onorevole, quando mi sono persuaso che era perfettamente inutile continuare e che non avrei appreso null'altro di nuovo: l'esame era terminato ed il candidato bocciato!

Altra Capezzonata, fresca di giornata!

La Fetida Rassegna apre con una nuova Capezzonata! Confermano costoro di essere stati della schiera dei delatori di una presunta agenzia italiana di Hamas! Via via che emergono i dati processuale. anche uno studente al primo anno di diritto capisce che è una grossolana montatura, basata su dati che vengono trasmessi direttamente da Israele e da dove emerge una Italia asservita! Per seguire il caso Hannoun abbiamo istituito una apposita sezione, sempre aggiornata, alla quali rinviamo e dove aggiungeremo Capezzone nell'elenco degli "accusatori", per non dire "nemici" e indurre a pensare a scenari di guerra. L'idiozia specifica qui consiste nella ripetizione di un presupposto che si dà per scontato, e cioì che gli "accusati" siano senz'altro colpevoli, come lo era l'Imam di Torino, arrestato da. Paintedosi, il "loro" ministro, e poi scarcerato per infondatezza delle accuse. Confidiamo che sarà ancora così per Hannoun, a meno che i giudici non siano dei sayanim, personaggi che sappiamo esserci. Non solo non vi è niente di che vergognarsi per essere stati ed ancora essere solidali con la causa palestinese e contro il genocidio in atto, ma avranno di che vergognarsi e pentirsi i vari Capezzoni se solo osano apparire per disturbare la Manifestazioni che si ripetono ad ogni nuovo evento: loro hanno i giornali e gli studi televisivi, noi abbiamo le strade e le piazze. Giornali e studi televisivi dovrebbero esistere e servire SOLO per informare gli altri cittadini del messaggio che mandano loro i manifestanti. Invece, questi cialtroni pretendono di tirare le orecchie, di reguardire i cittadini che esercitano il loro fondamentale diritto di manifestare, vero fondamento di ogni democrazia

– «Amici Lettori»? Capezza non ha "amici lettori" e direi manco "amici", se è vero che nelle università, in spazi aperti al pubblico viene respinto e contestato. Lui qui ignora allegramente un dato elementare per ogni giornalista: la presunzione di innocenza! Lui ha la "presunzione di colpevolezza". È ammissibile una simile impunita condotta? Andiamo avanti, il più rapidamente possibile. Oggi ho cose di gran lunga più interessanti di cui occuparmi.

– »che pure è stato magna pars – da mesi – della campagna di denuncia del caso, è rimasto doverosamente garantista.« = Una tipica faccia come il tipico di dietro! Pretende di essere "garantista" dopo essersi riconosciuto come il principale delatore a mezzo stampa! I suoi "amici lettori" devono essere degli imbecilli, degli autentici idioti, se non vedono la contraddizione. I sette milioni, ovunque siano andati, sono stati raccolti in venti anni, a fronte dei 50 milioni erogati dal governo italiano a favore dell'editoria nel solo ultimo anno. Per non parlare poi dei fiumi di denaro che scorrono da Israele per alimentare l'hasbara, anche in Italia: a chi vanno questi soldi? Il Tempo ci darà una bella inchiesta investigativa al riguardo, magari affidandola a Giuletta Sorrentino, donna di grandi "scoop"?

– »anche i peggiori (e Hannoun è pessimo) hanno diritto alle garanzie costituzionali.« Una idiozia più idiozia di questa è possibile? Come fai a riconoscere le garanzie costituzionali se già indebitamente emetti sentenza di condanna e riconosci di essere stato fra i delatori? Forse che noi siamo tenuti a ritenere che un. Capezzone che miete pugni in faccia per strada sia il più galantuomo di questo mondo? Possiamo solo tacere e non esprimerci! Poi ognuno, in privato, se mai dovesse avere contatti con queste Signore si regolerà come meglio crede. E ne ho indicato Uno per non chiamarne altri Cento che ogni sera popolano i talk show per non parlare delle redazioni dei giornali, tanti benvoluti da essere presidiati dall'esercito, che difende i suoi organi di regime contro i cittadini che ogni giorno vengono diffamati a mezzo stampa e televisione.

– «Ma giuridicamente sappiamo che a tutti, e quindi pure ad Hannoun, va garantito pieno diritto di difesa.» - Ma davvero? Dovresti incominciare a stare zitto, o almeno riconoscere ad altri il diritto di renderti pan per focaccia! Ma basta con costui! Mi pare che basti. Passiamo alle altre amenità di giornata, il più rapidamente possibile.

• La strategia che questi Eletti Signori conducono da decenni è fin troppo chiare: mettere gli uni contro cristiani ed islamici, per trarne loro vantaggi i quanto ebrei policizzati, cioè sionisti. Nessuno sembra volerci cascare. Islam e Cristianesimo avrebbero molti più punti in comune di quanti entrambi ne abbiamo con il giudaismo quanto meno nella versione e prassi sionista. Avrebbero tutto l'interesse ad unirsi contro la propaganda sionista che tende a presentare tutto il male dell'Occidente, la crisi che lo attraversa, come un portato dell'islamismo. Se mai le cause sono altre,e non ultimo la finanza ebraica e sionista che da sempre spinge alla guerra e vive e prospera di guerra. Direi che la crisi del cattolicesimo e delcristianesimo in generale sorge quando ci si allontana dai Vangeli che sulle cause delle crocefissione di Cristo è chiarissima: Cristo va in croce per volontà dell'ebraismo/giudaismo della sua epoca. Sono delle vere e proprie capriole quelle che tendono a spostare la responsabilità storica e teologica sui Romani, che con Pilano pronunciano la sentenza più ingiusta della storia: si riconosce innocente il condannato ma lo si condanna a morte, perché così volevano gli ebrei di quell'epoca. Questo stando ai racconti evangelici, ai quali non tutti danno il valore di opere storiografiche, ma che restano i testi fondativi del cristianesimo in quanto Religione, la cui elementare e chiarissima dottrina di tenta di demolire.

• Askatasuna. Anche qui la strategia del regime è abbastanza chiara. Non hanno nessun rispetto e considerazione per il comune sentire della gente: per loro la "gente comune” è meno che nulla. Non hanno niente di organico che li tenga uniti. Per loro è questione di "capi", di "sedi", di qualche soldo che possono raccogliere... Basta arrestare i capi, con un pretesto qualsiasi, farli sloggiare da sedi spesso lasciate in abbandono ed occupate per farne qualcosa di socialmente utile, anziché abbandonate ed in degrado, oppure privarli anche dei pochi soldi che riescono ad avere. La scommessa è tutta nella loro analisi: i Movimenti nascono, si reggono ed esistono solo perché hanno dei Capi o delle Sedi? O sono i Movimenti che esprimono i loro Capi e trovano le loro Sedi? Se deve considerarsi vera la prima tesi, allora è bene che questi Movimenti così fragili non esistano. Se invece è vera la seconda tesi, allora i Movimenti esprimeranno sempre nuovi Capi, ammesso che ve ne sia bisogno, e troveranno nuove sedi dove riunirsi ed interagire: chiusa una askatasuna se ne apriranno altre cento! Le Manifestazioni di Capodanno, nel nome di Askatasuna, fanno presagire questo ed il 2026 si annuncia come un anno di "lotta continua”, forse più aspra che in precedenza. Quanto ai poliziotti, sempre più coccolati dal regime, in condizioni normali dovrebbero esistere  per garantire la sicurezza dei manifestanti ed il loro diritto costituzionale di manifestare, non per reprimere i manifestanti con manganelli e idranti: è quanto mai probabile che fra i manifestanti manganellati e annaffiatii vi siano figli e familiari degli stessi poliziotti, che tradizionalmente non solo tali per vocazione, ma perchè il mercato del lavoro non ha offerto loro di meglio! Potrà succedere però che quando la crisi economica, sociale, politica toccherà nuovi vertici, i poliziotti e carabinieri anzichè ubbidire agli ordine del regime si uniranno ai manifestanti, fra i quali si trovano i loro stessi figli e familiari. Per il Regime sarà il giorno della fine! Li stanno lisciando troppo i poliziotti che manganellano!

• Questa figura alla quale avrei voluto dirgliene quattro in faccia, per fatti trascorsi, adesso ricompare per rinnovare la sua parte. Non mi metto adesso a raccontare le mie vicende passate ma gli rendo il suo: "stronza”! La sua mala natura doveva portarla fra i settobristi. di cui ci occuperemo a parte.

– Commento al video: Che tu fossi "stronza" lo sapevo già e colgo l'occasione per dirtelo, ricambiandoti lo "stronzo" a suo tempo (2009) dato a me, proprio mente negavi a me quella libertà di parola e di pensiero che adesso rivendichi. Quanto alla stua Sinistra vecchia o nuova è cosa di cui non mi interesso affatto: da quel dì (1981) dissi che i concetti di destra e sinistra non mi aiutano a pensare politicamente: li lascio a quelli che non hanno assolutamente nulla da pensare e tu sei certamente fra questi. Quanto poi altuo essere "lesbica" è cosa che apprendo adesso da te: nulla ma interessa, ma soprattutto per me non costituisce un valore, e nel tuo caso in aggiunta a "stronza" depone decisamente male. Quanto poi al merito dei problemi, se non riconosci il "genocidio" che tutto il mondo vede, riconosce e condanna, hai un problema tutto tuo. Hai confezionato un video pubblico per rivolgerti a chi? A me? Peggio non potevi capitare. Se invece intendevi rivolgerti a tuoi sodali, vecchi o nuovo di partito, meglio avresti fatto a rivolgerti loro in privato. Ed è tutto mi pare! Non ti auguro un buon anno, ma ti auguro la giusta punizione di Dio, per ciò che sei e per la mancata condanna del genocidio di innopecenti. Il mio non è "odio", ma sempre e soltanto appello alla Giustizia Divina, che tutto vede e tutto sa!

– Tanta crassa ignoranza e stravolgimento dei fatti della storia non merita attenzione ed analisi: un guarda e passa! Niente di più, ed è già tanto per quel che meriti!

– «Qui dove vivo, in Germania, il termine è “Heimat” e allora ho chiesto a mia moglie, che è tedesca,»: tu saresti nella coppia lesbica quella che fa la parte dell'uomo? E gli italiani, di destra centro sinistra, dovrebbero stare appresso a te? Non leggo più!

• Altre idiozie pensando di rivolgersi ad idioti più di idioti di loro. Il canovaccio è chiaro pensano di aver trovato quale vittima sacrificale con qualche soldo in mano per imbastire l'esistenza di una rete di Hamas in Italia, un Hamas che è "terrorista" per la semplice ragione che tale è dicharato da Israele stesso, che a sua volta è chiamato a rispondere di genocidio e pulizia etnica. Pensando di ottenere ragione ripetendo come un disco rotto le loro idiozie. Noi lasciamo girare il loro disco rotto!

• L'assurdo ed il ridicolo che è uno sfregio per qualsiasi idea di diritto e di giustizia processuale, cioè quella che si ottiene nei tribunali, nelle corti di cosiddetta giustizia. Infatti, il carnefice chiede risarcimento alla sua vittima: questo il senso su cui non ci soffermiamo. Direi che sia una consapevole beffa in costanza di genocidio, pulizia etnica, occupazione del terre da parte dei coloni in Cisgiordania.

• Porcherie su cui non perdiamo altro tempo, trattandosi sempre delle stesse porcherie che si ripetono, come un disco: avevamo equivocato con Obama il passato presidente americano e non capivamo, poi leggendo...

• Meglio di così che volevi? Magari avessimo noi un governo che si dichiara comprensivo sulle ragioni dei manifestanti Invece abbiamo dei personaggi pubblici, amici di Israele, che invocano i cannoni di Bava Beccaris sui manifestanti, che ogni giorno vengono offesi e insultati dai media di regime quasi fossero dei pericolosi criminali. Le manifestazioni iraniane sono dovute al carovita, il quale a suo volta è dovuto ad anni di sanzioni dell'Occidente, espressamente rivolte non contro il governo israeliano, ma contro la popolazione iraniana, la quale secondo i calcoli degli strateghi sionisti si dovrebbe rivoltare per ragioni di carovita indotto contro il governo iraniano, che non è responsabile delle sanzioni occidentali: noi in Italia compravamo petrolio iraniano, ma abbiamo dovuto smettere di comprarlo quando ce lo chiese Israele contro i nostri interessi. Con un poco di attenzione si riesce a leggere sulle varie crisi nelle varie parti del mondo e sempre si trova Israele a compiere le cose peggiori per un gusto perverso e diabolico di fare sempre il male, in tutte le forme in cui è possibile fare il Male, autentici "figli del demonio", come dice sempre il nostro Corrispondente Americano.

giovedì, gennaio 01, 2026

Le manifestazioni in Iran e in Italia

Guardo poco i nostri telegiornali e ne guadagna la mia salute. Ma ieri, nella stessa giornata, ed anche in canali diversi, mi è capitato di vedere presentano e commentano le manifestazioni nei due paesi. Per l'Iran le infatizzano, presentandole come destabilizzanti rispetto al governo in carica e addirittura come una negazione della rivoluzione islamica del 1979.  Danno per spacciato il governo, presentandolo come tirannico, con la popolazione che non aspetta altro che di essere bombardata, felicemente bombardata da un nuovo attacco di Israele. Non mi azzardo a dire nulla su cose che non conosco, ma ho letto che nella guerra dei Dodici Giorni l'esercito israeliano si era avvalso di una lunga opera di infiltrazione della società iraniana allo scopo di preparare l'attacco. Quanto pià si destabilizza dall'interno un paese, tanto più diventa facile attaccarlo dall'esterno, magari presentandosi come Liberatori, secondo uno schema classico collaudato.

Sono alquanto realistici i rischi di una ripresa della Guerra dei Dodici Giorni, dove Israele ha perso ed ha dovuto chiedere l'intervento di Trump. Vuole ritentatare l'impresa! E per questo viè anche una preparazione mediatica all'estero, in Europa, in Italia, dove Israele ha una potentissima Lobby.

Questo l'Iran!

E le manifestazioni che si svolgono da noi? Contro il governo Meloni, complice in genocidio?

A noi ci presentanto come dei terroristi, barbari, incivili, violenti...

A talk show, innamorati delle manifestazioni iraniane, le nostre manifestazioni proprio non piacciono. Ma come? In Italia le manifestazioni non sono "democratiche"?

È chiaro il doppiopesismo?

Prestate attenzione!

A dimostrazione del fatto che dobbiamo considerare come sempre menzognera, manipolatrice, ingannevole, distorcente l'informazione di regime, e trovare diverse forme per la nostra comunicazione interattiva.

• E ti pareva! Dalla Fetida Rassegna i Settobristi puntano i loro desideri e le loro speranze in un ritorno dello Scia! Il video che propongono per le Manifestazioni che sarebbero in corso in Iran non paiono più consistenti di quelli che abbiamo avuto in Italia in sostegno di Gaza. Con l'Iran che ha una popolazione doppia rispetto all'Italia. L'Iran vive da anni in regime di sanzioni: l'Occidente, se davvero avesse a cuore la popolazione iraniane, basterebbe che levasse le sanzioni! L'Ipocrisia Occidentale non ha né limiti né vergogna.


Post Condivisi: l'eroismo del popolo palestinese e la reale situazione dei "vincitori" israeliani.

Riesce difficile sceverare la propaganda dalla realtà. Che vi sia una indubbia, incredibile capacità di resisteza da parte dei palestinesi è sotto i nostri occhi. Che vi sia una infinita crudeltà, ferocia, barbarie, razzismo da parte degli Immigrati ed occupanti ebraici, tale da sconfessare almeno 80 anni della propaganda che ci hanno inflitto è cosa altrettanto evidente. Quali saranno gli equilibri di forze che vedremo quest’anno 2026 non lo anticipiamo e aspetteremo di vederlo. Quello che è certo è che la nostra determinazione nel sostegno alla Palestina e nella condanna di Israele non verrà meno. I Palestinesi ci stanno insegnando come si può e si deve amara la propria patria.

POST CONDIVISI: Archivio./C

Post di Cristiana Verazza

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"Il sogno d’Israele è finito"

Così titola l’editoriale del quotidiano israeliano Haaretz:

I palestinesi sono il popolo migliore della Terra nella difesa della propria patria.”

Può sembrare incredibile, ma è proprio uno dei giornali israeliani più autorevoli ad ammettere oggi una verità tanto scomoda quanto innegabile: i palestinesi sono tra i popoli più nobili e determinati del mondo, uniti come un solo corpo nella difesa della propria terra dopo settantacinque anni di resistenza.

Durante la guerra su Gaza e i lanci di razzi della resistenza, le perdite israeliane hanno superato i 912 milioni di dollari ogni tre giorni, tra costi di aerei da combattimento, missili Patriot, carburante per i veicoli e munizioni di ogni tipo.

E questo senza contare il blocco del commercio, il crollo della borsa, la paralisi delle istituzioni, l’arresto dei cantieri, il tracollo dell’agricoltura e dell’industria, la morte di milioni di animali negli allevamenti, la chiusura di aeroporti e ferrovie e i costi di accoglienza dei civili nei rifugi. I danni causati dai razzi della resistenza a case, negozi e fabbriche completano un quadro di devastazione economica e morale.

Siamo stati noi ad accendere questa guerra, ma non siamo noi a controllarla. E certamente non saremo noi a determinarne la fine. La sua conclusione non sarà a nostro vantaggio, soprattutto dopo che le città arabe all’interno di Israele si sono sollevate contro di noi, smentendo la nostra convinzione che avessero perso la loro identità palestinese.

È un segnale inquietante per uno Stato i cui leader hanno finalmente scoperto che i loro calcoli erano sbagliati e le loro strategie miopi. I palestinesi, invece, sono i veri e legittimi proprietari della terra. Chi, se non loro, la difenderebbe con tale forza, dignità e sacrificio — offrendo tutto, perfino la vita dei propri figli?

Io, da ebreo, sfido Israele a mostrare un attaccamento e un amore per la terra paragonabili a quelli di un palestinese. Se davvero fossimo legati alla Palestina, non vedremmo folle di ebrei fuggire verso gli aeroporti sin dall’inizio della guerra. Abbiamo fatto assaporare ai palestinesi la morte, la prigionia, l’assedio e la separazione. Abbiamo tentato di corromperli con le droghe e con idee deviate, come l’ateismo, la corruzione e la decadenza morale, per allontanarli dalla loro fede.

Eppure, persino tra i tossicodipendenti, c’è chi si alza per difendere la propria terra e la moschea di Al-Aqsa gridando “Allahu Akbar”, con la forza di un sapiente e la purezza di un credente. Nonostante le umiliazioni e gli arresti, i palestinesi non hanno mai rinunciato alla preghiera nella Moschea di Al-Aqsa. E, ironicamente, eserciti di interi Paesi non hanno osato fare ciò che la resistenza palestinese ha compiuto in pochi giorni: far cadere il mito del soldato israeliano “invincibile”, che oggi viene ucciso e catturato. Poiché i razzi della resistenza hanno raggiunto Tel Aviv, dobbiamo abbandonare il sogno illusorio della “Grande Israele”.

È tempo di riconoscere ai palestinesi uno Stato indipendente con cui vivere in pace reciproca — solo così potremo forse prolungare di qualche anno la nostra presenza su questa terra. Anche se riuscissimo a sopravvivere altri mille anni — ammesso che resistiamo dieci come Stato ebraico — arriverà il giorno in cui pagheremo il prezzo di tutto.

Il palestinese tornerà ancora, e ancora, e questa volta arriverà a cavallo, cavalcando verso Tel Aviv.

Diffondetelo prima che venga cancellato.
È un articolo straordinario, di immenso valore umano e storico.
Inshallah!