sabato, gennaio 03, 2026

Post Condivisi: il rapimento di Maduro, presidente del Venezuela!

Non è un pesce di aprile! Siamo a gennaio! La notizia ha assolutamente dell'incredibile, e non posso trattenerla dal condividerla, dal gridarla! Non possiamo aspettare ed accettare che sia la televisione di regime, o la stampa di regime a darcele, sentendone i commenti e la stesura. Ricordo altri rapimenti, ormai passati alla storia. Qui a Roma il rapimento di Mordecai Vanunu, il tecnico israeliano che aveva voluto rivelare al mondo l'esistenza dell'atomica israeliana. La Gran Bretagna non accettò che venisse violata la sua sovranità, consentendo al Mossad un rapimento su suolo inglese. In Italia, paese occupato dal 1945, lo si potè fare. Il rapimento - non un arresto! - è infinitamente più grave. Mi manca in questo momento qualsiasi dettaglio e ne apprendo da questo di Angelo d'Orsi, che non esito a condividere e pubblicare, non in facebook, dove sono già stato censurato e dove non mi fido di pubblicare miei scritti impegnativo, ma in questo blog che sembra essere più protetto da censura oltre ad una una grafica ed un editing di gran lunga migliore! Tutti i miei studi di oltre mezzo secolo vanno a farsi benedire! Non ricordo una notizia che mi abbia sconvolto come questa. Siamo in piena terza guerra mondiale, anche se ancora non vediamo i caratteri delle guerre a cui eravamo abituati,

POST CONDIVISI: Archivio./O

Post di Angelo d'Orsi

______________________________________
Non è soltanto la fine definitva, totale, del "diritto internazionale", ma alla sua sostituzione col banditismo. Gli USA sono sempre il regno dei cowboy, e i loro dirigenti hanno sempre operato esattamente come i progenitori che ammazzavano i pellerosse e gli rubavano le terre. La stessa pratica dei sionisti in Palestina, tanto per precisare.

Arriva la conferma fotografica del rapimento (chiamato beffardamente "arresto", arresto del tutto illegale, perpetrato da uno Stato straniero entrato illegalmente nel territorio di un altro Stato) di Nicolàs Maduro, legittimo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, uno Stato sovrano, a tutti gli effetti. 

Bisogna che, immediatamente, tutti i popoli si mobilitino, che tutti i governi liberi dall'ipoteca yankee levino all'unisono la loro voce, bisogna che l'ONU convochi il Consiglio di sicurezza, e passi poi la parola anche all'Assemblea generale.

Il rapimento di Maduro è tra gli atti più osceni compiuti dalle democrazie occidentali. E viene dopo azioni criminali contro Ceasescu, Milosevic, Saddam Hussein, Gheddafi, Assad (ancora vivo, ma in esilio). Lo zio Sam, agisce come Minosse, per Dante, che "giudica e manda". Manda a morte, direttamente.

Chi sarà il prossimo? che senso ha l'ONU se non può impedire azioni di questo genere? Del resto ricordiamo tutti le prodezze dei servizi segreti israeliani quando andavano in giro a catturare, processare e mandare a morte gerarchi nazisti (e poche voci si levarono allora perché tutti erano ostili a quella gentaglia), ma hanno proseguito poi con i dirigenti palestinesi e anche con quelli iraniani, e ora soffiano sul fuoco per far cadere il governo di Teheran, partecipando direttamente i loro uomini alle "spontanee manifestazioni" contro il "regime degli Ayatollah" (perché quello dei rabbini è ovviamente migliore, con il genocidio perpetrato a Gaza e l'occupazione della Cisgiordania).

I liberali del nostro Occidente, coloro che si riempiono la bocca con parole grosse (libertà, democrazia, diritto, civiltà, progresso...), sono pronti a cancellare ogni valore che a parole difendono e propugnano quando entrano in gioco gli interessi materiali. 

Esempio? Il petrolio venezuelano, il gas iraniano, le terre rare dell'Ucraina, le immense risorse d'ogni genere russe...

E ora, che accadrà? 

Comunque si sviluppi la situazione, una cosa è chiara. Gli USA non riusciranno a sottomettere il Venezuela, se ne facciano una ragione. Ma intanto, si è trattato di un nuovo passo verso il baratro della guerra dei mondi. Dalla quale usciremo tutti sconfitti, o direttamente morti.

APPENDICE:
Su Levante, 3 gennaio 2026;

Nessun commento: