martedì, gennaio 06, 2026

Io la metterò nel mio balcone la bandiera palestinese...

sopra la Sede Legale della Società di Storia Patria, dopo che anche il Consiglio Comunale di Seminara, mio paese natale, ha deliberato il riconoscimento dello Stato di Palestina, a quanto mi riferiscono, e per una volta soltanto approvo ciò che l'amministrazione locale ha fatto. Il territorio è circondato in tutti i punti cardinale da boschi di ulivo secolari, e credo che il paesaggio abbia molte somiglianze con i paesaggi di Palestina, dove non sono mai stato ma leggo che l'ulivo è la principale coltivazione, o almeno lo era prima che i coloni ebrei immigrati, li distruggessero, per odio, allo scopo di cancellare ogni presenza del popolo palestinese, che esiste: lo Stato palestinese esiste pure in quanto espressione dell'unità politica del popolo palestinese. Questo è il vero concetto di Stato, non gli edifici dei Ministeri o delle stazioni di polizia.

Nella Fetida Rassegna ignoro abitualmente e salto senza leggerli i testi fissi, a mo di editoriale, di Boccuccia di Rossa, il cui linguaggio lascia sempre incantati. Qui abbiamo una espressione del peggio del peggio che può uscire da un cervello sionista. Naturalmente, non ci soffermiamo oltre. Non sapevo però della bandiera palestinese in Campidoglio. Ricordo il diverso orientamento di Gianni Alemanno, quando era sindaco e credo ora ancora in carcere.

• Il carattere globale dei sionismo. Si provi a leggere le notizie diversamente da come vengono presentate. Qualsiasi cosa succede nel mondo ad uno o più ebrei e subito lo Stato di Israele vi estende la sua giurisdizione e pretende dalle autorità statuali locale piena ubbidienza agli ordini che vengono da Israele. Il Mossad non ha confini territoriali e dopo il rapimento di Maduro possiamo aspettarci l'impensabile. Ricordo la mia definizione di sionismo: primatismo razziale a carattere globale, dove il globale significa che per la sua natura non è necessaria l'ubicazione nella Palestina occupata, rinominata nella carte geografiche come Israele. Può esistere ed esiste in ogni luogo. In Italia hanno usurpato il nome ed i sioi adepti si nomamo "Fratelli d'Italia" ma si intende, pratica ed amministra come "Fratelli di Israele". Ed insistono con James Bond, come fosse un luogo a noi più familiare del nostro borgo natio.

• La Capezzonata del giorno: cerchiamo di ignorarlo nella sua monotonia, ma è lui che non si fa ignorare, rivendicando con insistenza come "merito" quello che per noi è un "demerito", e. tale da essere stigmatizzato, ossia una campagna anti-iraniana su un giornale che pochi ancora leggono, e che si regge non per i proventi delle vendite, ma per finanziamento di regime, a fini di propaganda. Naturalmente, noi non sappiamo come si metteranno le cose, non stiamo dalla parte dei prepotenti, non accettiamo e siamo impermeabili alle sempre più vistose menzogne e partecipiamo ad ogni manifestazione di protesta contro la politica governativa e di sostegno alla pace nel mondo e soprattutto perché venga posto termine al genocidio in Gaza ed affinchè i colpevoli siano processati e puniti da un Tribunale Internazionale dei Popoli delle Terra.

– "Infiltrati", agenti dello straniero, del Nemico? Sappiamo chi sono e dove si trovano: nelle redazioni del Tempo, Foglio, Libero, Giornale, Riformista... i più scoperti e dichiarati, ma anche nei talk show della sera, dove si sente una sola campana e non riescono a trattenersi dagli insulti agli Italiani che manifestano in ogni città d'Italia, anche la più disastrata: perfino a Seminara!

• I Settobristi nella loro smisurata psicopatia si ergono contro l'Onu, contro il mondo intero! Non perdiamo altro prezioso tempo con simili schifezze: abbiamo guardato e passiamo oltre.

In Italia anche un bambino capisce chi c'è dietro le manifestazioni iraniane, chi soffia sul fuoco e ci si aspetta una immanente invasione. La Guida Suprema ha dato prova di grande saggezza definendo "giuste" le proteste contro il "carovita". Ma chi ha prodotto e voluto questo "carovita"? Ricordo quando l'Italia si adeguò al suo padrone israeliano non comprando più il petrolio, ottimo petrolio iraniano, e contribuendo ad arte e dolosamente a creare il "carovita" attuale, sperando che fosse destabilizzante del governo in carica. Il popolo iraniano, quello vero, politicamente consapevole, non si troverà certo meglio con il governo che gli vorrebbero imporre i nemici del Paese. Queste cose ormai si capiscono da parte di chiunque abbia un minimo di informazione e segue la politica internazionale.

– »La colpa, come sempre, è attribuita all’America e a Israele,« Così è! E lo capiscono anche fuori dell'Iran, assai meglio di quelli che manifestano in Iran, affini ai protestanti di Euromaidan, fruitori dei biscotti della Nuland! È un tempismo perfetto: manifestazioni all'interno, mentre si minaccia un'aggressione dall'esterno come imminente, per un cambio di regime, e per l'instaurazione di un Protettorato come in Siria e forse ora in Venezuela! Mai la politica internazionale è stata così facile da interpretare e prevedere. Ma non tutte le ciambelle... Noi siamo in apprensione, ma anche fiduciosi, e soprattutto in Italia facciamo ognuno la sua parte, ognuno come può!

A un turista israeliano che ti mostra il dito che gli dici?
• Se ogni israeliano è tenuto al servizio militare, si può ragionevolmente ritenere che ognuno di loro sia responsabile del genocidio in Gaza. Perchè dovrebbero essere i benvenuti in Italia? Ormai abbiamo ben capito che la Giorgia, benché abbia un forte accento proprio della Garbatella, sta tutta dalla parte del genocidio e dei sul Leader Bibi, con le mani sporche di sangue. Piantedosi e Crosetto organizzano i soggiorni turistici in Italia dei soldati che devono riposarsi dal genocidio. Arrivo a capire che possono presidiare ogni ristorante e pizzeria d'Italia, a salvaguardia del turista israeliano, ma non mi aspetto che arrivino fino a farmi spalancare le porte di casa per accogliere il Turista, che fortunatamente non mi capita di incontrare per le strade: so che ce ne sono in giro, ma per fortuna io non mi ci sono imbattuto! Quanto poi ai manifestanti anti-israeliano credo che stiano entro i limiti del diritto costituzionale vigente, che consente ancora di manifestare contro o a favore di qualcuno o qualcosa.
– Se altro fosse il governo, non quello di "Fino ad un certo punto, una soluzione molto semplice vi sarebbe: la rottura di ogni relazione diplomatica, commerciale, di qualsiasi genere con Israele e non si vedrebbero in giro israeliani che salutano gli italiani nel modo che si vede nella foto. Non vi sarebbe il rischio di minimi incidenti di nessun genere e la legalità non avrebbe a soffrirne. Meloni minaccia e sanziona gli italiani, non i suoi “Fratelli di Israele”! Ricordo qui vicino dove abito, mentre passavo sul marciapiedi, davanti a quella che prima era una sezione del "Popolo delle Libertà" (Berlusconi), proprio mentre veniva tolta la precedente insegna per essere sostituita con quella di “Fratelli d'Italia”. Dissi alle persone che ben conosceva, per precedente militanza politica, che dovevano metterci “Fratelli d'Israele”: l'Italia non c'entrava proprio per nulla, ed era dagli stessi offesa e tradita. Oggi quel che dissi allora è più vero che mai! Potrei fare anche i nomi delle persone, ma non serve... L'episodio del Cesso di Lainate non è come viene raccontato dal Libero Redattore. Avevano seguito il caso e aggressore era l'ebreo: la vicenda è più complessa e non sono state chiarite le responsabilità. Come al solito, i giornali danno la prima notizia, sensazionalsitica, ma poi le cose vanno per le lunghe, e la lro conclusione non fa più notizia e non se ne sa più nulla sui giornali. Ne so qualcosa...
– Non sono "propal" quelli del Blitz! Sono italiani! Mentre quelli della redazione di Libero, non sono per niente liberi ma abietti servi di Israele!

Insulti in luogo di giornalismo "professionale": quelli della redazione di Libero ci fanno venire un libero vomito a leggere i loro testi. Non conoscono nemmeno la presunzione di innocenza e la loro aggettivazione (tagliagole e simili, Hamas dato per terrorista per volontà di Israele, stato genocidario) fanno capire da chi sono prezzolati e per conto di chi scrivono le loro versioni dei fatti che dovrebbero esporre depurati dalle opinioni (che non interessano a nessuno), dai loro commenti, dai loro aggettivi, dalla loro bile, se per davvero fossero giornalisti ". Ci auguriamo che i giudici cui è stato demandato il "lavoro sporco" da fare non siano dei sayanim e sappiano essere giudici, con senso di giustizia, e che abbiano letto la costituzione italiana.

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