Rif.
Il Riformista, del 3 giugno 2026, articolista:
Annalina Grasso. Rete dell'Hasbarà!
[• Una perla annalisiana che mi era sfuggita: io da italiano doc chiederei l'espulsione dei transfughi e traditori iraniani dall'Italia: non ho tempo e voglia di argomentare. Destinazione: Israele! Chiederei ad Annalisa e a Velardi di pagarmi lei i rincari alla pompa della benzina. «lamentandosi delle sanzioni che l’Unione europea ha adottato contro il suo Paese»: e adesso le sanzioni le mette l'Iran a noi! Tu mi hai sanzionato, ed ora io sanziono te!]
[• «sollecitando un versamento in dollari al fine dichiarato di finanziare la Mezzaluna Rossa e contribuire alla ricostruzione di scuole e ospedali.»: non fa una grinza! Bravo l'Ambasciatore!]
Di cui non sono certo avvocato difensore, con tanto di mandato. Come già per Erri De Luca, che non ritengo meriti attenzione, al punto da doverne scrivere, a me qui interessa l'articolazione di una ideologia che ha finora prevalso per 80 anni e che era pericoloso contraddire. Di argomenti logici, oggettivi, cui si possa o debba oggettivamente replicare non ne trovo. Ho letto larticolo di Massimo Fini ed anche quello di Raniera Della Valle ne ho scritto, ed ho recapitato i miei testi agli autori chiamati in causa, In soostanza coosa si contesta e rimprovere a queste persone? Di non pensarla come si vorrebbe e perfino si pretende che pensino e scrivino. Se così non era, chiunque fino a poco tempo fa sarebbe incorso in una serie infinita di guai. Oggi per fortuna non si hanno di questi timori. Che poi vi sia un Erri De Luca che si proni al sionismo, è affar suo che non mette in crisi nessuno. Per noi, che qui scriviamo, nulla era prima ed ancora meno è dopo. Non vedo nessuna persecuzione e messa alla gogna per un De Kuca "sinista" lontanamente paragonabili a quanti hanno subito vere e proprie persecuzioni per aver osato essere critici verso Israele o latamente gli interessi e la sensibilità ebraica.
 |
| Primo Levi |
• Primo Levi continua a perseguitarmi! Aveva cominciato a farlo quando tanti anni fa una mia carissima collega insisteva, voleva che io leggessi un suo libro: "Se questo è un uomo". Allora non sapevo le cose che so oggi, e non mi interessavo della problematica, ma mi infastidiva quel genere letterario, che viene ancora usato da una... Annalina! A questo fortunato scrittore, ultracelebrato, chiederei oggi di farsi una passeggiata in Gaza e di compararla con la sua Auschwitz: ne leggerei volentieri il libro che potesse uscirne Dell'«Olocausto» ebraico ne ha scritto non solo Primo Levi, ma anche Norman G. Finkelstein dicendo che gli ebrei "sopravvissuti" ne hanno fatto una lucrosissima industria, che a suo dire ha alimentato tantissima "paccottoglia da supermercato". Ma affinché il lucro possa continuare è necessario il marchio dell'Incomparabile, della Unicità! Il caso non è ancora stato sollevato perché nessuno prende il coraggio di dire che il "re è nudo". Ma se nessuno lo dice, tutti lo pensano: Gaza supera di gran lunga Auschwitz e tutti gli altri campi di concentramento tedeschi, che appreso il know how furono riprodotti in Palestina - come narra Ghada Karmi, in "sposata ad un altro uomo" - utilizzando come carcerieri dei palestinesi della Nakba quelli che erano stati i carcerati ebrei nei Lager tedeschi.
– «“Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia”, diceva Primo Levi. »
– – Certo! Ed in un modo, una misura ed un luogo che tu morto nel 1987 forse non saresti neppure riuscito ad immaginare. Ma della Nakba che era del 1948, avresti forse potuto saperne qualcosa... Ma non ho letto i tuoi scritti e non so dire se il problema te lo sei mai posto: sono un ignorante delle cose che hai scritto! E che in genere, a dire il vero, non mi hanno mai interessato: non posso sapere di tutto ed ognuno ha le sue scelte e priorità.
È curioso in Annalina l'appello alla "responsabilità" e "sensibilità” che per lei ed un Velardi che la dirige non vale minimamente per Gaza! Vale se diretta e comandata ed indirizzata dall'hasbarà! Si chiama: chutzpah, linguisticamente intraducibile e solo comprensibile per esemplificazioni. A richiesta, ne ho un paio da dare.
– «Il dibattito teologico del XXI secolo»? Caspita! Non sapevo che Annalina fosse una teologa! E che teologa! Con Velardi Sommo Pontefice, novello Tommaso d'Aquino, redivivo!
Sto continuando a leggere Annalina che la tira per trascinare fino nel classico repertorio del piagnisteo ebraico, di un redditizio vittimismo che vuole gettarci addosso tutte le colpe del mondo! Ma pensiamo che basti! Qui non si tratta di "pregiudizi" che ognuno può avere, e si tratta di vedere chi ne ha di più, ed il saggio quando li trova se ne libera schiacciandoli come le pulci presocratiche. Qui si tratta di vedere o non vedere l'evidenza empirica del genocidio che ancora giorno dopo giorno si consuma in Ganza: Annalina Grasso e Claudio Velardi non lo vedono e non vogliono farlo vedere il genocidio palestinese, ma se la prendono con quelli che il genocidio lo vedono, non si girano dall'altra parte, non si bendano gli occhi.
Nessun commento:
Posta un commento