lunedì, giugno 01, 2026

Chi ha chiuso con chi?

David Di Segni

Rif. Il Tempo, diretto da Daniele Capezzone, proprietà Angelucci. Articolista David Di Segni. Da notare come la rete delle testate. caratterizzate da un più accentuato sionismo sia sempre la stessa: il Foglio, il Riformista, il Tempo, il Giornale, Libero, tutte le testate dell'associazionismo ebraico. Le maggiori testate sono forse un poco pià discrete ed annegano i loro articoli in una più vasta brodaglia di notizie.

È incredibile come ancora in Italia vi sia uno sparuta minoranza, per lo più di ebrei, che insiste nel negare tutte le graduazioni dei crimini israeliani, che datano non da oggi, ma almeno dal 1948, ed ancora prima. Ciò è stato reso possibile dal controllo pressoché assoluto dei principali mezzi di comunicazione mediatica, dal controllo sulla formazione delle liste elettorali di qualsiasi partito politico, in ogni livello territoriale. Tutto questo è stato vero per parecchi decenni ed è passato inosservato, ma ormai l'evidenza empirica della criminalità israreliana è tale da non bastare più che si attribuisca a singoli personaggi, ministri e politici, la responsabilità di crimini incontestati ed incontestabili, ad esempio della Flotilla, dove pure sono state fatte violenze sessuali. Si tratta dell0intero costruzione denominata Israele, sia essa intesa come Stato o come "popolo". Già negli anni 70 del secolo scorso, Lelio Basso, padre costituente chiedeva la rottura di ogni relazione diplomatica con Israele. Ora la siatuazione pià grave e l'evidenza empirica del genocidio e della pulizia etnica non solo è incontestabile, ma chi pensa di "negarla" dimostra di essere agente di un apparato di condizionamento mediatico che ha potuto prevalere fino ad oggi. Ma oggi ciò non è più possibile! Una Verità inconfutabile si impone ogni giorno di più ed è cosa da cui si deveno trarre le opportune e necessarie conseguenze.

Samsal? Mai sentito! Mia ignoranza? Certamente! Non posso conoscere putroppo tutto... Riconosco i miei limiti. E l'importanza di costui quale sarebbe? Che ha riconosciuto il grande merito di Israele? Non ha capito nulla ed io non mi sono perso nulla! La "colonna" Meotti è solita a queste astruserie: si cerca qualcosa a sostegno di Israele e ce lo presenta come la prova decisiva!

• «una visione in cui Israele perde ogni legittimità e il sionismo viene presentato come un progetto di supremazia razziale.» Rif: qui.

– A mio modo di vedere Israele NON ha MAI avuto un fondamento di "legittimità”, dove "legittimità" è cosa diversa dalla "legalità”: l'una espressione e prodotto del diritto naturale, l'altra creazione, fattualità del diritto positivo.

Orbene, sotto il profilo della legittimitù è largamente provato e verificato che lo Stato di israele nasce dalla pulizia etnica e dal genocidio, già nel 1948, ed ancora oggi in un genocdio tuttora in corso che tutto il mondo vede e condanna. Si tratta di evidenza empirica, che è negata solo da chi il genocdio lo sta compiendo, ed in un certo senso lo si comprende: chi compie un delitto, sapendo che si tratta di delitto, tenta di occultarlo e di negarlo. Ma sono gli altri, tutti gli altri, che devono giudicarne.

Direi che anche sul piano della "legalità” l'esistenza di Israele è confutabile. Normalmente, ci si richiama alla decisone dell'Onu del 1947 sulla cosiddetta "spartizione", ma era solo una risoluzione che avrebbe dovuto essere ratificata dal Consiglio di Sicurezza, cosa mai avvenuta. Ed ancora più debole richiamarsi a Sanremo o alla Donazione Balfour, Rotschild & Geova.

I dati demografici sono quanto mai chiari e conseguenziali:


Mai esproprio e furto di terra furono più evidente. Lo attesta anche lo storico Toynbee, in una riga e mezzo di una storia universale: Il Cammino dell'Uomo, da me spesso citato ed ora non a portata di mano.

Quanto poi al sionismo ne sopno state date tante versioni educlorate e romanzate, ma basta il suo moyyo fondativo: “Una terra senza popolo per un popolo senza terra”. È già contenuto lo statuto del genocido e della pulizia etnica, che si pretende di imporre in tempi storici in cui la Comunità dei popoli della Terra non può ammettere una simile prassi: ogni popolo firmerebbe la sua condanna a morte, se ritenesse che il principio valga per altri e non per se stesso. In tempi mitici ciò può anche essere successo, ma oggi in cui una cosa simile si dovrebbe svolgere sotto i propri occhi e con la nostra approvazione, se pur impotente, ciò non può essere ammesso e concesso, non solo e non tanto per senso di giustizia, ma salvaguardia della mia propria esistenza. Se ammetto ed accetto che il mio vicino possa essere prelevato, domani la stessa cosa succederà a me! Quindi il sionismo è la peggiore forma di razzi-smo e primatismo mai esistita nella storia. Gli antichi romani, i popoli antichi, avevano interesse a sottomettere i popoli vinti, ed a romanizzarli, non sterminarli. Tutt'altra cosa con il siomnismo... E lo vediamo, salvo chi si benda gli occhi e vuol bendare gli occhi altrui.
– È scontato e stancante la taccia di "terrorista" che sempre l'oppressore e carnefice appioppa a chi gli resiste, quasi che questi avesse il dovere di porgere il collo per essere sgozzato, o mostrare il didietro per essere sodomizzato, o lasciarsi estrarre gli organi per consentirne il libero commercio. Non è esagerazione: vi sono di queste pretese e le leggiamo ogni giorno nell'hasbarà. Noi ci siamo stancati di farne ogni volta annotazione.

• «Il nodo è la costruzione di un ambiente in cui l’identità nazionale ebraica viene associata a colonialismo, razzismo e pulizia etnica, mentre la violenza palestinese viene avvolta in un linguaggio eroico, quasi pedagogico.»
– Tu lo dici!
Non è così? A noi pare indubitabile! O meglio la "violenza" palestinese è in realtà più che legittima resistenza! E poichè non dispone delle stesse armi dell'oppressore diventa per questo... "eroica" e di fulgido esempio per il mondo intero e per il mondo storico.



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