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| Paolo Del Debbio |
A proposito di 25 Aprile in Roma. C'ero! Non nel momento dello sparo. Ho atteso in San Paolo, al parco Schuster, l'arrivo del corteo che partiva da Piazza di Porta San Paolo, deviando poi per la Garbatella, e facendo il giro. Non ero presente al momento dello sparo. Me ne sono andati prima che Landini terminasse il suo discorso dal palco. Se mi avessero concesso di salire sul palco, gli avrei chiesto:
– come mai che il Sindacato non fece una sola ora di sciopero quando veniva smantellata l'industri pubblica che aveva permesso il Miracolo italiano? Non era stata l'IRI, ossia la stessa formula oggi presente in Cina, una combinazione di pubblico e privato? E l'IRI non è stato un dono del Fascismo? Sono andato alla festa della Liberazione, ma ogni volta che ho occasione di esprimermi, dando un giudizio storico, spiego che la Liberazione non è quello che non cìè mai stata, essendo stati sconfitti e passati sotto dominazione americana, ma una Liberazione che ancora deve venire, e che dobbiamo guadagnarci. E quindi non una festa del passato, il 25 aprile, ma una festa per il futuro, per una Liberazione che dobbiamo ancora conseguire.
Ho notato nel talk show quanta ipocrisia dava spettacolo di sè. Nulla mi toglie mai dalla testa che chi con tanta enfasi parla di odio (altrui) in realtà palesa la sua ipocrisa e la sua stupidità che proprio tanta, tanta e che ormai non mi fa più arrabbiare o indignare. L’elemento più grave di tutto questo 25 aprile è stato lo sparo in San Paolo. Hanno scoperto che a sparare è stato un giovane ebreo, qualifivcatosi come appartenente alla Brigata Ebraica, ma è stato sconfessato di un tizio, che non è il comandante generale in Italia della Brigata Ebraica, con la lista dei Brigatisti immatricolati, ma il direttore di una specie di Museo. Dicertente la pretesa della stessa Brigata Ebraica di mettere il cappello sull'intera manifestazione del 25 aprile, dalla quale anno dopo viene respinta.
Al grande storico Del Debbio, conduttore televisivo, collega di Barbero, oltre agli svarioni, mi sarebbe piaciuto poergli sbattere in faccio che la storia non è una banale elencazione di fatti, che possono essere sempre gli stessi, ma la loro interpretazione. E nel caso delle Brigata Ebraica oltre ad essere stata inconsistente, aveva una finalità ben diversa dalla Liberazione dell'Italia, che aveva invasa come fanalino di coda con i Britannici. Il suo vero, autentico ed unico scopo era la preparazione, an che tecnico-militare per la Pulizia Etnica della Palestina del 1948. E potrei fare altri esempi delle banalità e falsità che ogni sera tocca sorbirsi, e che sono finalizzate a rendere idiota il pubblico che segue simili trasmissioni senza riuscire a farne decostruzione critica.
Libri di storia? Quali? Quelle che parlano delle "saponette"? Di saponette e paralumi non ve ne sono mai state... La storiografia bollata come "negazionista" ha demoliti simili fandonie, che sono state espuntte anche dalla contrapposta storiografia detta "sterminazionista". Ma non sono queste le cose di cui mi interesso abitualmente. Bensì altri aspetti che vengono deliberatamente taciuti. Proprio ieri mi è detto di una persona in Germania, mi pare di nome Schäfer, che sta ancora scontando cinque anni di carcere non per avere scritto uno di questi libri, ma solo per averlo letto. E non è il solo caso a mia conoscenza... Ma mi tocca sentire questi idioti parlare di storia, di libri, di "carcerazione scolastica" per far inculcare la storiografia di regime, una sorta di olio di ricino ideologico.
Poveraa Italia, che festeggia una Liberazione che è il suo Asservimento.

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